Massimiliano Di Pasquale “Ucraina terra di confine. Viaggi nell’Europa sconosciuta”, Gaspari Editore

Prefazione di Anna Zafesova, giornalista e saggista

 
Pagine: 288 Prezzo: € 22,00
32 fotografie a colori

Gaspari editore

Straordinaria terra di confine tra Est e Ovest, l’Ucraina è il più grande paese d’Europa per estensione geografica e una nazione ricca di storia in cui si incontrano e dialogano culture composite (ebrea, polacca, armena, tatara, asburgica). L’autore, facendo propria la lezione di grandi narratori di viaggio come Chatwin, Kapuściński e Terzani, attraversa l’Ucraina dai Carpazi alla Crimea: incontra gli ex dissidenti che hanno lottato per l’indipendenza dall’URSS, scrittori dalla cui immaginazione sta nascendo la nuova letteratura nazionale, gente comune che gli parla dei progetti e delle aspettative per il futuro; ci conduce nei caffè asburgici di Leopoli, nei luoghi letterari di Gogol e Chekhov e nelle miniere del Donbas; ci fa ammirare i monasteri ortodossi di Pochayiv e di Kyiv, le facciate secessioniste di Chernivtsi, il gotico stalinista di Zaporizhzhya.

Dalla prefazione di Anna Zafesova:

«Fino a pochi mesi fa, la maggior parte degli italiani non sapeva nulla dell’Ucraina, tranne che è il posto dal quale vengono le badanti e Andriy Shevchenko. Oggi, tutti conoscono Mariupol e la sua tragedia, e la televisione mostra cartine dettagliate di Bucha, Irpin e altri sobborghi di Kyiv dove i soldati russi hanno fatto ripiombare l’Europa nell’incubo del genocidio che contava di non dover mai più rivivere. La guerra lanciata dalla Russia ha svelato all’opinione pubblica occidentale un Paese sorprendente: il coraggio del suo Presidente liquidato ­fino a quel momento come “comico”, l’eroismo e la bravura dei soldati della sua resistenza, la solidarietà e l’orgoglio dei suoi abitanti, la preparazione della sua classe politica che ha mostrato al mondo volti giovani e moderni, tra cui molti volti femminili. Il luogo comune di un Paese piccolo, povero, ma soprattutto lontano, in ogni senso, si è infranto contro i panorami di metropoli moderne e città storiche, di fabbriche gigantesche trasformate in roccaforti della resistenza, come l’ormai leggendaria acciaieria Azovstal, e di metropolitane monumentali diventate rifugio dai bombardamenti per migliaia di cittadini, e chi profetizzava una rapida disfatta si è trovato di fronte a una potenza militare che ha mandato a picco l’ammiraglia della flotta russa. La scoperta che l’Ucraina fosse il più esteso Paese dell’Europa ha ribaltato le gerarchie di un certo immaginario del mondo “extracomunitario” per chi non aveva ancora realizzato bene la geografia lasciata dal collasso dell’Impero sovietico. Gli ucraini avrebbero preferito un altro modo per entrare in Europa, ma è stata la guerra più crudele dopo il 1945 a sconvolgere la mappa del continente, facendo emergere un Paese che già nel 2014 aveva fatto una rivoluzione in piazza sotto le bandiere dell’UE. Massimiliano Di Pasquale fa parte da anni di quello sparuto gruppo di esperti italiani che l’Ucraina l’hanno studiata e presa sul serio, convinti che sarebbe stata un Paese cruciale per le sorti europee, e che nel laboratorio politico di Kyiv si stava elaborando quell’antidoto alle dittature postsovietiche che non a caso Vladimir Putin ha ritenuto necessario annientare prima che venisse esportato a Est. Il suo libro colma una lacuna impossibile – sugli scaffali delle librerie italiane manca tuttora un volume che racconti l’Ucraina contemporanea, perfino l’unica guida turistica è ormai fuori catalogo da anni – e propone al lettore un viaggio in un Paese che era sorprendente ancora prima di sorprendere tutti».

Massimiliano Di Pasquale è ucrainista ed esperto di Paesi post-sovietici. Ricercatore associato dell’Istituto Gino Germani di scienze sociali e studi strategici di Roma dove dirige l’Osservatorio Ucraina, negli ultimi anni si è occupato di disinformazione, guerra ibrida e misure attive. Ha pubblicato Abbecedario ucraino. Rivoluzione, cultura e indipendenza di un popolo (2018) e Abbecedario Ucraino II. Dal Medioevo alla tragedia di Chernobyl (2021).

Edoardo Marzocchi “La mafia spiegata a mia figlia”, Armando Editore

 Prefazione di Maurizio Vallone

Direttore della Direzione Investigativa Antimafia

Pagine 204; prezzo 18,00 euro

Armando Editore

Com’è possibile spiegare ai giovani di oggi, cresciuti col problema del cambiamento climatico, dell’emergenza Covid e, non ultima, la guerra in Europa, che la mafia è un pericolo sempre attuale che riguarda tutti noi? Con un linguaggio diretto e colloquiale, l’autore affronta l’argomento con la giovane figlia, curiosa di capire cos’è la mafia e il senso del lavoro del padre all’Antimafia. A metà tra il romanzo e il saggio, il libro racconta storie autentiche di coraggio e sacrificio, eroismo e pentimento, ma anche episodi della quotidianità, dove alcuni comportamenti non sembrano così lontani da quelli mafiosi, dove una passeggiata nel cuore di Firenze fa scoprire storie struggenti di poesia e dolore e dove una mafia silenziosa non deve farci illudere che sia scomparsa.

«La mafia spiegata a mia figlia si rivolge sia ai giovani, che oggi associano certe storie di criminalità soprattutto ad alcune serie tv, che agli adulti, come un libro sul difficile e meraviglioso mestiere di genitori, impegnati ogni giorno a indicare ai figli la strada giusta da seguire, anche quando non è quella più facile».

Anche per questo Edoardo Marzocchi ha arricchito il volume con delle note, volutamente raccolte in fondo al libro per essere lette soltanto alla fine, come un ulteriore capitolo di approfondimento.

Edoardo Marzocchi è nato a Grosseto nel 1973 e vive a Firenze. È sposato e ha due figlie.  Laureato in giurisprudenza, scienze politiche e scienze della sicurezza economico-finanziaria, è un ufficiale superiore della Guardia di Finanza, da molti anni in servizio alla Direzione Investigativa Antimafia. Sin dal primo incarico di comando in provincia di Palermo ha condotto indagini sulla criminalità organizzata. Tra le sue pubblicazioni, il romanzo Dove tutto finisce (2016), vincitore del “Fiorino d’Argento” al Premio Firenze, con la prefazione del “Premio Strega” Sandro Veronesi.

John Reid e Thomas Lovejoy “Sempre verdi”

Salvare le grandi foreste per salvare il pianeta

«Preservare grandi quantità di carbonio nelle foreste intatte costa poco, perché sono terre remote e il processo è semplice. Trattenere il carbonio nelle foreste tropicali costa un quinto rispetto alle spese per la riduzione delle emissioni del settore energetico e industriale statunitense o europeo. Ed è almeno sette volte più conveniente che far ricrescere le foreste dopo averle abbattute. Sorprende che questa opportunità sia tuttora sottovalutata e passi sotto silenzio in quasi tutti i piani climatici nazionali».*

Traduzione di Antonio Castro

Sono cinque sulla Terra le grandi foreste rimaste: in Nuova Guinea, le megaforeste del Congo, quindi l’Amazzonia, la foresta boreale nord americana e la Taiga russa.

Le foreste, assorbono parte del carbonio presente nell’atmosfera pertanto il loro ruolo è efficace nella regolazione del clima e nell’assorbimento di anidride carbonica: l’ aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera è considerato infatti il principale responsabile del riscaldamento globale

Ed è nelle megaforeste il polmone verde in grado di metabolizzare le emissioni nocive e inquinanti di anidride carbonica che derivano dalle nostre economie: tutelare quindi le grandi foreste equivale a utilizzare i provvedimenti più efficaci ed economici per ridurle e neutralizzarle. Sono vitali “perché il pianeta è un sistema fisico-biologico interconnesso, nel quale grandi distese boschive conservano stabili e vivibili le condizioni locali e globali”[…] un meccanismo biologico che coinvolge migliaia di miliardi di organismi appartenenti a milioni di specie diverse in un circolo costante di transazione di materia e di energia in moto da un essere all’altro, dalla terra al cielo e viceversa”. (dal capitolo I)

Occorre pertanto fermare le deforestazioni e creare 34 milioni di ettari di nuove aree boschive allo stato originario evitando ogni forma di possibile antropizzazione.

“Con questo libro avventuroso e militante, scritto in una splendida prosa che celebra la maestosità di queste antiche foreste insieme alle persone e agli animali che ancora le abitano, l’economista John W. Reid e il celebre biologo Thomas E. Lovejoy ci accompagnano in un emozionante viaggio globale nella biodiversità” (dal Catalogo Einaudi)

Brevi note biografiche

John Reid è un ambientalista e un economista; suoi interventi sono usciti su «The New York Times» e «Scientific American». Vive a Sebastopol, California. Per Einaudi ha pubblicato, con Thomas Lovejoy, Sempre verdi. Salvare le grandi foreste per salvare il pianeta (2022).( da Einaudi Autori)

Thomas Lovejoy (1941-2021) è stato un pioniere della biologia dei cambiamenti climatici, presidente dell’Amazon Biodiversity Center, Senior Fellow presso la Fondazione delle Nazioni Unite e professore universitario nel dipartimento di Scienze e politiche ambientali della George Mason University, Fairfax, Virginia. Per Einaudi ha pubblicato, con John Reid, Sempre verdi. Salvare le grandi foreste per salvare il pianeta (2022).(da Einaudi Autori)

*dal Catalogo Einaudi

Luigi Cristiano, Gianni De Martino “Viaggi e profumi”

 Alla scoperta degli aromi del mondo naturale nei paesi delle essenze

in libreria il 12 agosto

pagine 216, prezzo 14 euro

 Anima Mundi Edizioni

“Il profumo segnala quello che vogliamo essere, e collocandosi alla confluenza della biologia, della storia, della geografia e persino della linguistica, rivela le nostre attrazioni culturali.”

In viaggio. Alla scoperta dei profumi del mondo e alla ricerca di sensazioni e immagini olfattive, gli autori di questo libro hanno “messo il naso” in casa d’altri, gustando gli aromi dei principali paesi produttori di piante da profumo: spinti dall’interesse, uno come erborista compositore di fragranze e l’altro come studioso di antropologia sensoriale, per le piante aromatiche, le migliori basi naturali per creare profumi. Dalla quasi desertica vallata marocchina del Dades all’umida foresta messicana dove cresce la vaniglia, dai cieli azzurri della macchia mediterranea alle strade notturne di Istanbul e alle Medine delle città arabe dove spezie e incenso si confondono nella calca dei suq, il cammino è intessuto di sensazioni in movimento: colori, odori, incontri che per un istante hanno risvegliato i sensi, nutrito la loro immaginazione e apportato nuove conoscenze. Perché viaggiare non è solo vedere. Il libro che ne risulta è un primo contributo per una geografia dei profumi, con l’aggiunta di due capitoli – sui profumi della Bibbia e i balsami della Pompei antica – che sono viaggi nel tempo, all’origine dell’arte profumiera e della sua storia.

Luigi Cristiano, nato a Torre Annunziata, vive e lavora tra Milano e Marrakech come erborista, fitopreparatore e creatore di profumi. È redattore della rivista “Erboristeria Domani” e autore di La nota gradevole. Storia naturale del profumo (Studio Edizioni, 2001). Ha pubblicato Prontuario per il corretto uso delle Piante Officinali (2008) e Piante cosmetiche (2011).

Gianni De Martino, giornalista e scrittore, è autore di numerosi libri, tra cui Hotel Oasis (Mondadori, 1988), Hotel Oasis & Regraga (Zoe, 2001), Odori (Apogeo, 2006), Voglio vedere Dio in faccia. FramMenti della prima controcultura (Agenzia X, 2019) e Addio a Mogador (Booksprint, 2020).

“La fiera dell’est. Russia e Turchia alla conquista del Mediterraneo allargato”, di Nicola Lippolis, Paesi Edizioni

Nel saggio di Nicola Lippolis, le mire neo-ottomane di Erdogan, la sfida di Putin all’Occidente, il conflitto in Ucraina e le trappole del Medio Oriente. Un libro per comprendere l’attualità e risalire alla fonte della crisi

Il conflitto in Ucraina e l’instabilità del Mediterraneo, teatro di guerre e tensioni, continuano a mettere in discussione quegli equilibri occidentali che si ritenevano consolidati: cosa sta accadendo? A risalire alla fonte della crisi è lo studioso ed esperto di relazioni internazionali Nicola Lippolis che, nel nuovo saggio La fiera dell’Est. Russia e Turchia alla conquista del Mediterraneo allargato, propone un’analisi dell’epocale avanzamento delle due nazioni nell’area Mena (Medio Oriente e Nord Africa), a scapito soprattutto di Stati Uniti, Unione Europea e Italia.  

Gli attori in gioco e i teatri di crisi, l’ascesa di Mosca e l’avanzata turca, gli Stati Uniti in fuga e lo smarrimento dell’Europa, sono questi i punti attraverso cui l’autore studia e osserva lo scenario geopolitico attuale, risalendo fino alle origini della crisi che, da decenni, travaglia l’area del Mediterraneo e i suoi dintorni. Il saggio in particolare focalizza l’obiettivo sul ruolo, gli interessi e le interferenze della Russia e della Turchia.Forti di un approccio pragmatico e interventista in politica estera, Putin ed Erdogan in pochi anni hanno dominato le sorti di conflitti annosi, come quelli di Siria e Libia, mettendo a nudo i limiti di strategie e visioni di Stati Uniti e Unione Europea. «Quella tra Russia e Turchia in Nord Africa e Medio Oriente è una strana convivenza. Nessuna delle due potenze può ritirarsi dai teatri di crisi in cui è intervenuta. Nessuna delle due può vincere escludendo l’altra» scrive l’autore nel libro. Ma la loro sete di potere potrebbe spingergli a compiere nuovi passi falsi, riducendo al collasso i popoli e le nazioni che governano. Se Erdogan è stato sul punto di abdicare nel golpe dell’estate 2016, con l’invasione dell’Ucraina Putin ha inaugurato la stagione più difficile della Federazione russa da quando è alla guida del Cremlino.

«Il libro di Nicola Lippolis – sottolinea nella prefazione al volume Michela Mercuri, docente universitaria ed esperta di storia e geopolitica del Mediterraneo – riesce a delineare in modo chiaro e puntuale la complessità e la fragilità di questo spazio geopolitico, a partire dalla cosiddetta “sponda Sud” del Mare Nostrum troppo spesso dimenticata».

Nicola Lippolis, pugliese, classe 1976. Studi universitari in Scienze politiche, coltiva da anni la passione per gli affari internazionali. Ricopre un ruolo quadro nella Pubblica amministrazione. Ha compiuto missioni diplomatiche in diversi Paesi del Medio Oriente. Il suo ultimo impiego è stato nel Corno d’Africa.

“NAZILAND. Quella macchia nera nel cuore d’Europa”, di Stefano Grazioli, Paesi Edizioni

in libreria da domani 5 agosto

Il politologo e giornalista esperto di cose tedesche e spazio post sovietico indaga nel libro le radici profonde del neonazismo, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ai gruppi neonazisti armati riemersi oggi con il conflitto tra Russia e Ucraina, passando nei turbolenti anni Settanta e Ottanta delle Germanie divise

Odio razzista, xenofobo e antisemita: nella storia della Germania riunificata, la violenza targata estrema destra, nelle sue varie ramificazioni, ha lasciato una lunga scia di sangue che ha contagiato tutta Europa. La ricostruzione di come sia nata e dilagata questa macchia nera nel Vecchio Continente è racchiusa nel libro Naziland di Stefano Grazioli, politologo e giornalista che di cose tedesche e spazio post sovietico si occupa da vent’anni, lavorando a Colonia, Vienna e Kiev come autore freelance per testate italiane e straniere.
 
Le radici del neonazismo sono profonde, partono dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, passano nei turbolenti anni Settanta e Ottanta nelle Germanie divise e arrivano sino ai giorni nostri. La presenza di gruppi neonazisti armati in Europa è riemersa potentemente con il conflitto scatenato dalla Russia in Ucraina, ed è stata documentata oltre ogni ragionevole dubbio. Wagner Group, Svoboda, Pravy Sektor. E ovviamente l’ormai famoso Battaglione Azov. Sono solo alcune delle sigle appartenenti al pantheon dell’ultradestra o venate di simpatie hitleriane, a vario titolo impegnate nei combattimenti in Ucraina tanto da un lato quanto dall’altro.
 
Impreziosito dalla prefazione di Emanuele Fiano, deputato del Partito Democratico e membro della Presidenza del gruppo PD alla Camera dei Deputati, il libro di Stefano Grazioli è un’analisi agile e precisa su un pericoloso fenomeno che continua a gettare sul nostro continente l’ombra di un odioso passato che non riusciamo ancora a sradicare.

Stefano Grazioli – Da vent’anni si occupa di cose tedesche e di spazio post sovietico come autore freelance per testate italiane e straniere. Ha lavorato a Colonia, Vienna e Kiev. In italiano ha pubblicato tra l’altro La Galassia Neonazista in Germania e in Austria (2002), Vladimir Putin, la Russia e il Nuovo Ordine Mondiale (2003), Estremisti e leader carismatici nell’Europa d’oggi (2004), Gazprom il nuovo impero (2011), Putin 4.0 (2018), Ucraina 2009-2019, Appunti da un Paese che non c’è più (2019).

Piero Melati “Paolo Borsellino, per amore della verità”, presentazione

“Questo libro è stato tessuto da due donne, Lucia e Fiammetta Borsellino. L’autore ha fatto semplicemente da telaio”, così si legge nella presentazione che lo stesso Melati fa sulle pagine del Venerdì di Repubblica (22 luglio 2022) […] “Sono stati scritti più di ottanta libri su via D’Amelio. Ma non era stato raccontato quello che è accaduto ai figli e alla famiglia nei trent’anni successivi alla strage”.

Trent’anni di depistaggi, di bugie e di isolamento. Un libro che vuole cercare la verità, per amore della verità, parafrasando il titolo stesso del saggio.

Ne deriva, come si legge nella sinossi sul Catalogo della Casa editrice, “[…]un ritratto corale del giudice che Piero Melati tratteggia con l’aiuto di molte testimonianze, tra le quali spiccano i contributi inediti di Lucia e Fiammetta Borsellino. Cucendo insieme ricordi e punti di vista diversi, questo libro illumina la figura di Paolo Borsellino da una prospettiva nuova e racconta – attraverso la voce dei protagonisti «una delle pagine più vergognose e tragiche della storia giudiziaria italiana».( da Sperling & Kupfer)

e anche

Brevi note biografiche

Piero Melati ha seguito per il quotidiano L’Ora il Maxiprocesso di Palermo, per poi scrivere sulle pagine di Repubblica e il venerdì. Ha pubblicato con Francesco Vitale Vivi da morire (Bompiani, 2015), Giorni di mafia (Laterza, 2017),La notte della civetta (Zolfo, 2020).

Giacomo Talignani “Come balene in bottiglia”, presentazione

Viaggio nella crisi climatica tra animali smarriti, uomini intrappolati e messaggi inascoltati

Quando nel mondo è scoppiata la pandemia planetaria nel cuore dell’oceano è nata una balena: Wally.

Wally, un cucciolo di balena grigia, è nato nelle lagune della Bassa California, da lì avrebbe dovuto raggiungere l’Artico, nutrirsi, crescere e tornare a casa: ma è proprio nell’Artico che il piccolo ha smarrito la madre e si è perso, perdendo così anche la via di casa ed iniziando una peregrinazione che lo ha spinto fin nel Mediterraneo.

È di questo viaggio che racconta l’autore: Wally avvistato in Marocco, in Liguria, in Francia e in Spagna, ma non trova le condizioni adatte a lui, anche per il notevole inquinamento dei nostri mari, e deperisce, deve tornare nell’Atlantico se vuole salvarsi.

“La sua lunga avventura per ritrovare la via di casa lo porterà persino in Italia e si trasformerà in un viaggio alla scoperta delle fragilità di un Pianeta minacciato dall’emergenza clima, l’inquinamento da plastica, la perdita di biodiversità oppure l’invasione di specie aliene”.(da Edizioni radici future)

e anche

Brevi note biografiche

Giacomo Talignani è un giornalista che scrive di ambiente, esteri, cronaca e viaggi. Da quindici anni lavora con La Repubblica, dove sulle pagine del quotidiano nazionale e sul sito “Green&Blue” racconta storie di attualità con focus sulla crisi climatica, ambientale e le emergenze italiane e del mondo.
Nel mezzo è stato anche redattore nelle cronache locali, ha collaborato a diverse inchieste, seguito mondiali ed europei e per quattro anni è stato vicecaposervizio all’Huffington Post. Collabora con diversi siti e riviste nazionali e ogni mese porta in televisione a Geo, trasmissione di Rai Tre, esempi, progetti e vicende sulla vita del Pianeta. Questo è il suo primo libro.

Francesca Sensini “Non c’è cosa più dolce”, presentazione

«Gentile Ignota,
nessuna gioia maggiore, anzi nessun’altra gioia è serbata al povero scrittore italiano, che quella che io ho avuto da lei.
Sorprendere una conversazione sul fatto vostro e sentire che non si dice male, anzi si dice molto bene di voi… non c’è cosa più dolce».( da Il Melangolo Edizioni)

Francesca Sensini raccoglie in questo saggio il carteggio integrale intercorso tra il poeta, a partire del 1897 fino alla sua morte (1912), con Emma Strozzi moglie del ritrattista Vittorio Corcos. Un forte sentimento li legherà, un amore platonico, si incontrarono infatti solo cinque volte. Fu padre Pistelli a metterli in contatto recapitando al poeta un’anonima recensione ai Poemetti da parte di Emma che da lì sarà la “Gentile Ignota”. Un amore epistolare che di fatto sfuggiva qualsiasi contatto diretto per non turbare l’intima bellezza di quel rapporto e non scatenare le reazioni della sorella del poeta, Maria, che già precedentemente aveva osteggiato altri nascenti sentimenti, come il fidanzamento con la cugina, e che occultò le lettere di Emma quando il poeta malato delegò alla sorella ogni incombenza. Pagine che ritraggono e approfondiscono in modo oggettivo la rinuncia all’amore da parte di Pascoli senza per altro rinunciarvi completamente, pur nell’ idealizzazione del sentimento amoroso.

E anche

Brevi note Biografiche

FRANCESCA SENSINI è professoressa associata di Italianistica presso Université Côte d’Azur. Le sue ricerche, di taglio comparatistico, sono incentrate sulla letteratura italiana dell’Ottocento e del Novecento, la ricezione del classico e gli studi di genere in ambito letterario. Tra le sue recenti pubblicazioni per il melangolo: Pascoli maledetto, 2020 e La lingua degli dèi. L’amore per il greco antico e moderno, 2021.

Cynthia Barnett “Il suono del mare”

Le conchiglie e il futuro degli oceani

Cynthia Barnett racconta il mondo avvincente delle conchiglie, e le vite nascoste degli animali che le abitano, rivelando quello che hanno da dirci sui nostri mari, sul mondo che cambia, e su noi stessi.(da La Nave di Teseo)

Traduzione di Alice Arecco.

Le conchiglie, chi non ne ha mai raccolte lungo le nostre spiagge incantato dalle loro forme e colori? Un mondo non solo di meraviglie per noi umani ma utilizzate nel tempo come monete o come strumenti prima di usare la pietra o per confezionare grandi e piccoli gioielli di cui erano le pietre preziose..

Ma cosa sono le conchiglie?

I molluschi che le abitano le edificano servendosi del calcio e del carbonio che trovano nelle acque del mare. Oggi questo mondo è in pericolo proprio perché le emissioni di CO2 stanno acidificando le acque degli oceani e pertanto riducono la presenza di carbonato di calcio e ne corrodono, una volta formato, il guscio.

Un viaggio quello raccontato dall’autrice, tra cultura e scienza, ma che avvince come un romanzo d’avventura che racconta la storia del nostro mondo: nella sezione del Nautilus Camerata si ritrova lo stesso schema logaritmico che caratterizza la forma delle galassie; la loro presenza ci rivela mari scomparsi; ci mandano avvertimenti sui cambiamenti in essere.

Cynthia Barnett, scrittrice e giornalista pluripremiata, insegna scrittura e giornalismo ambientale presso il College of Journalism and Communications dell’Università della Florida a Gainesville, dove vive con suo marito e i suoi figli. Scrive tra gli altri per “National Geographic”, “The New York Times”, “Los Angeles Times”, “The Wall Street Journal”, “The Atlantic”. Con il suo libro Rain. A Natural and Cultural History è stata finalista al National Book Award e al PEN / E.O. Wilson Literary Science Writing Award 2016.(da La Nave di Teseo)