Malcom Folley “I segreti del Gran Premio di Monaco”, Mare Verticale Edizioni

Pagine 365, prezzo 22 euro con fotografie interne

Edizioni Mare Verticale

Protagonista di questo libro è il Gran Premio di Monaco, raccontato nei suoi retroscena e aspetti più segreti dalle persone che hanno percorso quel circuito cittadino a folle velocità. Ripercorrere le strade del principato monegasco vuol dire ripercorrere la storia del gran premio più importante al mondo e, per estensione, la storia della Formula 1, della sua evoluzione e del modo in cui ogni pilota ha spostato il suo limite sempre più vicino alle barriere. Monaco è il Premio più ambito per chiunque abbia corso o sogni di correre in Formula 1, il palcoscenico di uno sport e del business miliardario che lo sostiene. Un famoso giornalista di motorsport, Malcolm Folley, ci racconta i retroscena e le storie più avvincenti del GP di Monaco fin dalle origini, e dai tempi di Moss, Stewart e Graham Hill, ad oggi. Fotografie e interviste a Niki Lauda, Damon Hill, Jackie Stewart, Martin Brundle, Nico Rosberg, ed altri.

Indice

Prologo, Introduzione, Capitolo 1 Origini nobili: il principe Ranieri, la principessa Grace e l’ACM. Capitolo 2 British Invasion: Moss, Hill e Stewart.Capitolo 3 Merce Rara: Niki Lauda e James Hunt-Capitolo 4 1984: Senna e Brundle. Capitolo 5 La via del tabacco: i soldi non sono un problema per i magnati delle sigarette. Capitolo 6 Ayrton: dalle stelle alle stalle, in riva al mare. Capitolo 7 Un weekend infernale. Capitolo 8 Wendlinger in coma, la Formula Uno in crisi. Capitolo 9 Come la Ferrari sedusse Schumacher su uno yacht a Monaco. Capitolo 10 Una dura nottata alla Ligier. Capitolo 11 Panis: appuntamento con la storia. Capitolo 12 Schumacher: la legge del Barone Rosso. Capitolo 13 Affari di famiglia: i Rosberg, gli Hill e Hamilton. Epilogo. Ringraziamenti


Malcolm Folley è un giornalista britannico con quarant’anni di esperienza, ventidue dei quali trascorsi come reporter del Mail on Sunday. Ha scritto sette libri che trattano tematiche sportive, tra cui Senna versus ProstMonaco. Inside F1’s Greatest Race è un racconto corale in cui Folley tratta il tema con dovizia di particolari, con importanti interviste ai più grandi piloti che hanno vinto a Monaco.

Chiara Clausi “Beirut au revoir. Il crocevia del Medio Oriente tra bellezza e macerie”, Paesi Edizioni

«Il cielo ti piomba addosso. Azzurro, indimenticabile.
Beirut è una continua festa perché la danza di oggi potrebbe anche essere l’ultima. È un miraggio che si staglia sull’azzurro del Mediterraneo».

Prefazione di Francesca Mannocchi

Paesi Edizioni

Il crocevia del Medio Oriente raccontato da chi la città l’ha vissuta e ha imparato ad amarla, nelle sue contraddizioni. Una guida utile per chi vuole capire questo pezzo di mondo così complicato ma imprescindibile negli equilibri globali

Una piccola New York nel cuore del Libano. Tripoli, Baalbeck, Tiro, la Qadisha Valley, Byblos, Batroun. Sono tutti posti remoti ma di un fascino infinito. Beirut è lì da sempre. Non stanca, anzi provoca una sorta di dipendenza e malinconia. Chi non la conosce spesso ne fa un ritratto non corrispondente alla realtà. La città, crocevia di tutte le tensioni mediorientali, è svelata in tutte le sue contraddizioni nel libro Beirut au revoir, racconto della giornalista Chiara Clausi che nella capitale del Libano vive dal 2016, dove lavora come corrispondente.
 
Quello dell’autrice è un punto di osservazione privilegiato e Beirut è descritta in modo dettagliato, tra bellezze e macerie. «Beirut au revoir tiene insieme tutto – scrive nella prefazione la giornalista Francesca Mannocchi, una delle inviate di guerra più note e stimate per il suo racconto coraggioso da diverse zone di conflitto. L’amore per gli odori, i sapori, la malia del Libano, lo strazio per un Paese che cambia al voltare dell’angolo della strada e diventa il Libano in cui metà della popolazione vive sotto la soglia della povertà. Ci sono le calde giornate di Tripoli e le passeggiate a downtown Beirut, ci sono i volti resi indistinguibili da una ricerca dell’effimera bellezza, e la sofferenza di un Paese piccolissimo che però ospita da dieci anni un milione di siriani che hanno cercato riparo dalla guerra. Un quarto della sua popolazione».
 
Il libro reportage di Chiara Clausi, edito da Paesi Edizioni, è una guida utile per chi vuole capire questo pezzo di mondo così complicato ma imprescindibile negli equilibri globali. È un libro che «tiene insieme tutto – ribadisce Francesca Mannocchi – perché questo è il grande insegnamento che apprende chi Beirut l’ha vissuta e ha imparato ad amarla nelle sue contraddizioni. La lezione che insegna è che sa tenere insieme tutto, un equilibrio fragile che da decenni tiene il centro». L’ha tenuto nella ricostruzione diseguale del suo dopoguerra, negli eserciti che per decenni l’hanno occupato e martoriato, nella ricchezza a beneficio di pochi e la povertà a danno di troppi, nei colpi dell’Holiday Inn rimasti lì a ricordare quello che è stato, mentre il cemento intorno provava a coprire le tracce di un passato di violenza sempre alle calcagna.

Chiara Clausi – Prima Roma, poi Torino, e infine Beirut, dove vive dal 2016 e lavora com corrispondente. Dopo aver studiato lingua araba e storia del Medio Oriente all’American University di Beirut, oggi scrive per Il Giornale, Panorama e altre testate nazionali.

Bianca Agarinis Magrini “Cime Tempestose. Alpinismo al femminile e storie d’amore”, Gaspari Editore

Prefazione di Carlo Bressan
Pagine: 192 Prezzo: € 18,00 illustrato
Gaspari editore

Le sorelle Grassi, Annina e Angelina, tra amori impossibili e imprese alpine epiche, rappresentano una peculiarità nella storia dell’alpinismo italiano. I contatti con Giovanni Marinelli, Egidio Feruglio, Ardito Desio, Lodovico di Caporiacco e altri grandi alpinisti dei loro tempi ci svelano una montagna fatta di emancipazione e di potenti contrasti ideologici che si rarefanno nel silenzio dell’altitudine.

«Quella che mi accingo a raccontare è una storia d’amore che più ottocentesca di così non potrebbe essere. Come tale è stata rigorosamente segreta fino a un giorno di pochi anni fa quando casualmente mi è stato fornito un prezioso indizio per riportarla alla luce. Da allora ho pensato più volte di scriverla affinché non ricadesse nel dimenticatoio, ma lo scrupolo di violare la privacy dei protagonisti mi ha trattenuta dal farlo. È dopo aver letto il delizioso libro di Daniela Durissini “C’è una donna che sappia la strada?” che ho rotto ogni indugio e ho deciso di procedere. Nel libro della Durissini si parla delle esperienze alpinistiche al femminile in Friuli e in Carnia facendo ripetuti riferimenti alle sorelle Grassi di Tolmezzo, ricordate per essere state le prime donne a salire sul monte Canin nel 1877, impresa per quei tempi eccezionale. In particolare si parla di Annina Grassi come della figura centrale dell’alpinismo femminile del periodo esplorativo, e unica donna iscritta alla Società Alpina Friulana»

Bianca Agarinis Magrini si è dedicata per diversi anni con impegno e passione al riordino dell’archivio familiare Lupieri-Magrini. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: L’organo di Luint, 1848 (1999); Caro Amico Pregiatissimo (2000); Celestino Suzzi. Una biografia scomoda (2001); Lorenzo Luigi Linussio. Le confessioni di un naturalista incompreso (2004); Il delitto Pertan (2010); Giovanni Battista Lupieri. Memorie storiche e biografiche. (2010); Giovanni Battista Lupieri. Cronache sulla Carnia, l’Italia, il mondo 1420-1870 (2012); Un bambino e la guerra (2014).

Marco Valle “Patria senza mare”, Signs Publishing

Perché il mare nostrum non è più nostro. Una storia dell’Italia marittima

Prefazione di Giampiero Canella

Pagine 544, prezzo 25 euro, Signs Publishing

MALGRADO TRE MARI E QUASI OTTOMILA CHILOMETRI DI COSTE GLI ITALIANI NON SONO UN “POPOLO DI NAVIGATORI”. ANZI. EPPURE PROPRIO SUL MARE, DALL’ALBA DELLE REPUBBLICHE MARINARE IN POI, L’ITALIA HA SCRITTO I CAPITOLI PIÙ IMPORTANTI E LUMINOSI DELLA SUA LUNGA STORIA. CAPITOLI TROPPO SPESSO TRASCURATI, IGNORATI, DIMENTICATI. ECCO ALLORA “PATRIA SENZA MARE” DI MARCO VALLE, UN’OPERA UNICA E INNOVATIVA CHE RACCONTA CON ACCURATEZZA E STILE BRILLANTE SUCCESSI E TRAVAGLI DELL’ITALIA MARITTIMA. OLTRE 500 PAGINE DI GRANDE STORIA CON TANTI PROTAGONISTI: MARINAI, MERCANTI, ARMATORI, SCIENZIATI, SOGNATORI, VISIONARI…

“Un’accuratissima ricerca di Marco Valle, penna brillante intinta in un calamaio colmo di cultura, che con una ricostruzione storica mai nozionistica ma, al contrario, funzionale alla costruzione critica dell’attualità, analizza le cause e ipotizza gli effetti della fuga italiana dalla dimensione liquida” Giampiero Cannella

Un’opera che attraversa i secoli, rintracciando il lunghissimo filo rosso (o meglio blu…) che avvolge e lega la Penisola al suo destino marittimo navigatori e mercanti, armatori e naufragi, porti e navi, scoperte e battaglie, ascese, sconfitte e rinascite… Un grande affresco in chiaro scuro che raccoglie e spiega lo splendore di Amalfi, Pisa, Venezia e Genova, capitali mondiali della globalizzazione medioevale, la vittoria di Lepanto, l’imporsi — tra il Seicento e l’Ottocento — di Livorno, Trieste e Napoli. E ancora, le visioni marittime di Camillo Benso di Cavour e il navalismo letterario di Salgari e d’Annunzio, la luminosa stagione dei transatlantici, i due grandi conflitti del Novecento e le prove durissime della nostra Marina, la ricostruzione postbellica e le parabole parallele dei Costa e di Achille Lauro. Infine, le luci, poche ma importanti, che iniziano a rischiarare la notte terragna in cui siamo ancora immersi.

MARCO VALLE Laureato in Storia, giornalista e saggista. Collaboratore de Il Giornale Storia in Rete, negli anni è stato capo redattore di Qui Touring e ha diretto riviste di viaggi, moda e trasporti. Già portavoce del ministro della Difesa e consulente della Commissione Italiana di Storia Militare, è membro del comitato scientifico di Nazione Futura. Ha pubblicato vari libri, tra cui: 150 anni di Unità Nazionale (Touring Club, 2011), Suez, il Canale, l’Egitto e l’Italia (Historica, 2018, finalista al Premio Acqui Storia 2018) e Il futuro dell’Africa è in Africa (Il Giornale, Fuori dal Coro, 2021).


Su Nuova Rivista Storica Italia patria senza mare un articolo dell’Autore

Francesco Cenetiempo “Pier Paolo Pasolini. L’ultimo eretico”, Oltre Edizioni

Prefazione Francesco Ranieri Martinotti 

pagine 160, 18 euro Oltre edizioni

Un viaggio, nel centenario della nascita, nel mondo di celluloide e delle lettere di Pier Paolo Pasolini, intellettuale tra i più attivi e poliedrici nel panorama culturale dell’Italia del secondo dopoguerra. Le sue molte vite, sempre lontane dal conformismo imperante di un’Italia da poco uscita dalla guerra e ancora ancorata a stilemi arcaici e borghesi. Un intellettuale eretico e avverso alle etichette, ha rappresentato il grido più forte e disperato contro il consumismo e contro l’omologazione di massa degli italiani che si apprestavano a perdere definitivamente la loro identità prevalentemente rurale. Uno sguardo severo sulla società contemporanea che, in quegli anni, usciva dal benessere del boom economico per annegare nel gorgo sanguinario dello stragismo. Il volume ricostruisce il suo tortuoso percorso di vita eristica sino al suo assassinio, avvenuto nella metà degli anni Settanta dove una misteriosa rete di complicità lo ha condannato all’oblio verso le nuove generazioni e ha reso vana la ricerca della verità su quello che realmente accadde in quello sterrato dell’Idroscalo romano durante la notte fra il primo e il due novembre 1975!
Il volume, infine, è corredato di un’ampia filmologia e una cronologia di tutte le sue opere in volume oltre a un’ampia bibliografia di riferimento, nonché un apparato esaustivo di tutti soggetti e sceneggiature che Pasolini scrisse per altri registi italiani.

Francesco Cenetiempo è stato consulente di alcune case editrici italiane ed estere. Ha curato diverse antologie letterarie di autori italiani e monografie sulle riviste culturali del primo e secondo Novecento italiano, nonché sul Neorealismo friulano tra arte e letteratura nel primo dopoguerra. Collabora come giornalista alle pagine culturali di quotidiani e settimanali italiani e stranieri dove ha curato numerosi inserti sui grandi Maestri della settima arte (Pasolini, Rosi, De Sica, Rossellini, Visconti, Monicelli e altri) ed è stato l’ideatore di rassegne sul vecchio e nuovo cinema italiano. Per il Friuli Venezia Giulia coordina e organizza, da alcuni anni, la rassegna nazionale di “Cinema nelle Biblioteche”. Dialoghi con gli autori del cinema e dell’audiovisivo italiano indipendente. Come autore ha firmato diversi soggetti e sceneggiature per il teatro e il cinema. È membro del Consiglio direttivo del Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste. Per lo stesso Circolo, nel 2021, ha dato alle stampe Fulgidi quegli anni (1947-1955), uno sguardo sull’attività cinematografica della sezione ‘Spettacolo’ del CCA* negli anni del dopoguerra.

Riccardo Lestini “People are strange. Un poeta di nome Jim Morrison” Les Flâneurs Edizioni

La cronistoria della parabola artistica ed esistenziale di Jim Morrison per indagarne la
scrittura, fra testi musicali, poemi, appunti e spoken word

Les Flâneurs Edizioni

«Mi piace il concetto di sconvolgere o sovvertire l’ordine costituito. Sono affascinato dalla rivolta, dal disordine, dal caos»

Un poeta di nome Jim Morrison – Re Lucertola, sciamano, sex symbol.
Aspirante regista e attore, artista decadente e trasgressivo viveur. Vocalist e anima di una delle più grandi rock band della storia, messia lisergico dei turbolenti anni Sessanta. Ma soprattutto, poeta. Tra i mille volti di un personaggio così iconico da sembrare romanzesco, infatti, il leitmotiv è la sensibilità poetica. Seguendo dunque la cronistoria della sua brevissima e incendiaria parabola artistica ed esistenziale, che interseca quella dei Doors,
questo saggio indaga la scrittura di James Douglas Morrison, fra testi musicali, poemi, appunti e spoken word. Opere dotate di un proprio immaginario, di stilemi e topoi che, al di là dei rimandi a una certa letteratura – da Blake e Rimbaud fino alla beat generation –, ne fanno a tutti gli effetti una voce folle e geniale, seppur troppo spesso ignorata, della letteratura.

Riccardo Lestini (Passignano sul Trasimeno, 1976) è scrittore, regista e insegnante. Ha scritto i romanzi Il Piccolo Principe è morto (2019) e Firenze, un film (2020), la raccolta di racconti Ogni fottuto Natale (2020) e il libro di poesie Solitudini (2013). È autore di saggi tra cui Alberini 00. L’uomo che inventò il cinema italiano (2021) e Alla ricerca di un attore perduto (2011). Per il teatro ha firmato varie regie. Tra queste, i monologhi Le ultime 24 ore di Aldo Moro e Con il tuo sasso, dedicato al G8 di Genova. Sul tema ha scritto la sceneggiatura del fumetto L’estate ritorna, pubblicato con testi e disegni di Erri De Luca e Zerocalcare nel volume Nessun rimorso (2021) e il monologo breve Genova Libera, con cui ha aperto i concerti dei Modena City Ramblers.

Les Flâneurs Edizioni nasce nel 2015 grazie a un gruppo di giovani amanti della Letteratura. Il termine francese “flâneur” fa riferimento a una figura prettamente primo novecentesca d’intellettuale che, armato di bombetta e bastone da passeggio, vaga senza meta per le vie della sua città discutendo di letteratura e filosofia. Oggi come allora, la casa editrice si pone come obiettivo la diffusione della cultura letteraria in ogni sua forma, dalla narrativa alla poesia fino alla saggistica, con indipendenza di pensiero e occhio attento alla qualità. Les Flâneurs Edizioni intende seguire l’autore in tutti i passaggi della pubblicazione: dall’editing alla promozione. Les Flâneurs Edizioni è contro l’editoria a pagamento.

su tuttatoscanalibri.com:

Otello Marcacci “Nottambuli a cena”

“DeLorean Cafè” a cura di Doriana Tozzi

Virginia Ciaravolo “D’improvviso si è spenta la luce. Storie di stupri, lacrime e sangue”

Armando Editore

Pagine 224, Prezzo 15,00

Presentazione di Luigi Riello
Prefazione di Alessandro Giuliano

Con interventi di Valeria FedeliEmerita CretellaNunzia BrancatiStefania AscariAntonella Esposito


Tutti i proventi di questo libro da parte degli autori, contribuiranno ad aiutare due associazioni che da sempre sono accanto alle donne e ai bambini: Associazione Salvamamme-Salvabebè e UICI Unione nazionale ciechi e ipovedenti, affinché le violenze sessuali sulle donne, ed in particolare sulle donne speciali, denominate anche violenze multiple, possano avere la giusta attenzione e prevenzione.

È terribilmente complesso parlare di stupro, ugualmente difficile porsi all’ascolto di quelle donne che, come negli scenari di guerra più nefandi, si vedono depredate di tutto: abiti, carne, identità, anima. Nel libro, come in un viaggio, si partirà dal racconto degli stupri nella storia, si delineeranno vissuti ed emozioni di chi subisce, stati d’animo, percorsi lenti e spesso balzi all’indietro, la legislazione vigente. Si delineeranno i profili del violentatore, le motivazioni, le strutture e la qualità dei servizi per una rieducazione, o per un intervento specialistico, per poi indicare i metodi per superare il trauma o quanto meno convivere con il dolore senza farsi ulteriormente male. Prima però di ogni parola, scritta o pensata, troveremo durante questo percorso, la storia di E. che era una bambina e non poteva capire, quella di C. che si guarda allo specchio e non si riconosce e ancora quella dì R., vittima inconsapevole di Revenge Porn, terminando infine con il racconto di A., una diciottenne a cui, in una giornata di sole, d’improvviso si è spenta la luce.

Dichiara l’Autrice: «Per una psicoterapeuta curare le ferite emotive che vengono portate in terapia è la prassi; di fronte ad uno stupro cade però ogni certezza, ogni sapere, ogni esperienza. La terapia va inventata volta per volta seguendo i tempi delle pazienti. Uno dei motivi di fondo per cui ho deciso di parlare di stupro in modo corretto nasce dal desiderio di trasformare il loro silenzio in parole. Di violenza sessuale non se ne parla molto, è un fenomeno indicibile, complesso e difficile da raccontare, riuscire ad attraversare quel silenzio è la chiave di volta per la risoluzione del trauma subito».

Virginia Ciaravolo, Psicoterapeuta specialista in infanzia, adolescenza ed età adulta, criminologa, Presidente dell’Associazione Mai più violenza infinita Onlus, si occupa prevalentemente di Donne e minori. È esperta in reati di violenza di genere, abusi, bullismo e cyberbullismo e ha al suo attivo numerose pubblicazioni. Ha curato per Armando editore Violenza di genere dalla A alla Z (2021).

Walter Guadagnini “Fotografia. Due secoli di storia e immagini”, presentazione

Per gli appassionati oltre che per gli estimatori, un grande racconto della fotografia dalle origini ai giorni nostri ad opera di Walter Guadagnini, docente di Storia della fotografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna e curatore di mostre in musei e istituzioni internazionali.

Un vero viaggio, guidato, nel mondo delle immagini nei tre album, posti in apertura, in itinere e a conclusione del percorso storico, non cronologici ma nei quali libere associazioni guidano la scelta delle diverse icone che li costituiscono. Il libro si correda di sedici approfondimenti tematici e di una ricca bibliografia.

“Questo volume mostra gli infiniti volti della fotografia ed è allo stesso tempo un affascinante racconto: tre atlanti visivi di grande impatto ne scandiscono il ritmo “a ritroso” – dalle più recenti sperimentazioni con l’Intelligenza Artificiale di Trevor Paglen alla prima immagine fissata da Joseph Nicéphore Niépce ormai due secoli fa –, intervallando i sedici capitoli illustrati che, con stile narrativo tanto accessibile quanto preciso, espongono la storia di questa disciplina, rivolgendosi agli esperti del settore ma soprattutto ad amatori e appassionati dello strumento fotografico”. (Skira Edizioni)

e anche

Brevi note biografiche

Walter Guadagnini, direttore di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino, insegna, Storia della fotografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Ha diretto per dieci anni la Galleria Civica di Modena, è direttore artistico del Festival Fotografia Europea di Reggio Emilia e ha curato mostre in musei e istituzioni internazionali. Responsabile dal 2006 della sezione fotografia de “Il Giornale dell’Arte”, è stato ideatore e curatore dei quattro volumi di Storia della fotografia (Skira) con il contributo dei maggiori storici e critici fotografici internazionali e, sempre per Skira ha curato l’antologia Racconti dalla camera oscura.

Raffaele Mantegazza “Fuga”, Anima Mundi Edizioni

Collana: Vocabolario dell’arca* | 5/ formato: 10×20,5 cm; pagine: 80, prezzo: 10 euro
ANIMA MUNDI EDIZIONI

“Al di qua, al di là, oltre il tempo ci sono dunque la fantasia, l’estasi, l’immaginazione: la creatività è una delle più potenti forme di fuga di cui l’essere umano dispone.” 

Fuggire è un comportamento considerato poco eroico, addirittura vile, eppure in realtà di tratta di un meccanismo evolutivo straordinario, che può permettere la sopravvivenza a questo fragile e inerme essere umano. La fuga può essere un momento di crescita e di maturazione; ma fuggire da dove? E per dove? Con quali mezzi? Insieme a chi? Elogiare la fuga non basta: esiste una fuga vile che lascia persone inermi in pericolo e una fuga razionale che è l’unica via di salvezza. Ed esistono potenti fughe metaforiche nell’arte, nella cultura, e anche fughe nella follia. Proviamo a fuggire insieme in un percorso che ci porti nel cuore di questo comportamento così umano.

Un percorso nel quale si incontrano serie tv e racconti di James Joyce, film di fantascienza e canzone d’autore, riferimenti biblici e il teatro di Bertolt Brecht, Calvino e Prévert, Fromm e Canetti, la Scuola di Francoforte e Philip K. Dick, Gianni Rodari e Meister Eckhart, e altre e altri ancora.

Raffaele MANTEGAZZA è nato a Como e vive ad Arcore (MB). È professore associato di scienze pedagogiche presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi Milano Bicocca. Oltre alla militanza politica diretta ha elaborato una ricerca che si interroga attorno alle categorie di una possibile pedagogia della resistenza nei confronti di ogni tipo di dominio e di arroganza del potere. Ha sempre praticato, nella sua attività professionale e culturale, l’attenzione alle diverse forme del sapere e dell’espressione umana, dalla pedagogia ai comics, dalla fantascienza alla sapienza biblica, dalla filosofia alla canzone d’autore. Ne sono testimonianza le sue numerosissime pubblicazioni, tra le quali ricordiamo: L’educattore. Manuale di formazione teatrale per educatori (La Meridiana, 2021), Imparare a resistere. Per una pedagogia della resistenza (Mimesis, 2021), Narrare la fine (Castelvecchi, 2018), Oceani di silenzio. Tracce educative dalla mistica cristiana: Eckjart, Porete, Silesius (Elledici, 2013), Educare (con) gli alieni. Manuale di pedagogia per l’anno 2219 (Castelvecchi, 2019), Sono solo un ragazzo. Figure giovanili nella Bibbia (EDB, 2017).

*La collana: Il Vocabolario dell’arca nasce da un progetto dell’associazione culturale RETE di Cooperazione Educativa – C’è speranza se accade @ con l’intento di scandagliare a fondo parole ricche di potenzialità generative per poi riempirle di senso e, grazie a un’alleanza con il reale, salvarle dal diluvio.

Lorenzo Tanzini “Cosimo de’ Medici”, presentazione

Il banchiere statista padre del Rinascimento fiorentino

Cosimo de’ Medici (1389-1464) fu il fondatore della dinastia e governò la città di Firenze per oltre trent’anni. Fu innanzitutto uno straordinario uomo d’affari, il più grande banchiere dell’Europa del suo tempo e un sopraffino tessitore di relazioni.

Morì agli inizi di agosto a Careggi villa in cui si era trasferito con la famiglia perché a Firenze si annunciava un’epidemia di peste. Aveva settantacinque anni e nel suo lungo comando sulla città si era dimostrato buon costruttore di alleanze grazie al Banco, di cui aveva assunto la direzione nel 1420, e ai legami con i Papi. La sua grande arte fu quella di guidare il giudizio dei suoi interlocutori, riuscendo ad orientarne le scelte o con il ragionamento o con il denaro o con interscambi politici dovuti alle relazioni con i prìncipi, ma anche ad accordi con i condottieri o grazie a trattative interne. Piero che gli succedette non era adatto a continuare il suo compito, ma la fortuna per la città e per la stessa dinastia si realizzò con la sua morte nel 1469, cinque anni dopo la scomparsa di Cosimo, e con il successore, il figlio appena ventenne Lorenzo, quel “magnifico” che coronò il cammino della dinastia, iniziato con Cosimo, portando nel Quattrocento Firenze al massimo splendore.

“[…]Banchiere e uomo politico, Cosimo coltivò una rete di amicizie e frequentazioni nell’ambito della cultura umanistica e investì risorse imponenti nell’arte, nella raccolta di libri e oggetti preziosi, nella promozione delle imprese assistenziali e delle comunità religiose.

Questo libro affronta i tanti aspetti della poliedrica personalità di Cosimo, attingendo alla voce delle fonti del tempo e alle sue stesse parole, per restituire alla sua figura la freschezza e la vitalità con cui lo conobbero i contemporanei”.(da Salerno Editrice)

E anche

Brevi note biografiche

Lorenzo Tanzini, studioso di Storia delle istituzioni, delle pratiche giudiziarie, del pensiero politico tra Medioevo e Rinascimento, insegna Storia Medievale all’Università di Cagliari. Tra le sue pubblicazioni si ricorda almeno A consiglio. La vita politica nell’Italia dei comuni (Roma-Bari 2014).