Alberto Simoni “Ribelli d’Europa”

Viaggio nelle democrazie illiberali da Visegrád all’Ucraina

«Stiamo costruendo uno stato volutamente illiberale, uno stato non liberale perché i valori liberali dell’Occidente oggi includono la corruzione, il sesso e la violenza».
Viktor Orbán

Paesi Edizioni

Prefazione di Paolo Valentino

C’è un posto nel cuore della Mitteleuropa che negli ultimi anni si è trovato al centro delle vicende politiche del Vecchio Continente, un luogo simbolico dove la storia si intreccia oggi più che mai con l’attualità. Si chiama Visegrád. Da qui è partita la linea dura di UngheriaPoloniaRepubblica Ceca e Slovacchia contro Bruxelles. Temi: i migranti, il braccio di ferro sulla giustizia e lo stato di diritto, sino allo scontro sul budget e i fondi europei del piano di ripresa dal Covid. E oggi la guerra tra Russia e Ucraina e le sanzioni contro Putin

Il premier ungherese Viktor Orbán guida il fronte di questi quattro Paesi che vogliono cambiare l’Ue, limitandone il raggio d’azione per custodire la sacralità della sovranità nazionale. La loro politica «ribelle» contagia e infiamma già minoranze rumorose nel resto d’Europa, che al tribuno ungherese e alla fierezza identitaria polacca guardano con ammirazione.

Questi i temi al centro del nuovo saggio Ribelli d’Europa. Viaggio nelle democrazie illiberali da Visegrád all’Ucraina del corrispondente dagli Stati Uniti per La Stampa Alberto Simoni.

Un libro – spiega l’autore nel prologo – nato «il giorno in cui ho deciso che avrei intervistato Viktor Orbán. Ho cominciato a studiare il personaggio, a immergermi nella storia dell’Ungheria, a sfogliare riviste, a consultare libri, a contattare esperti, reduci del 1989, vecchi amici e nuovi avversari, politici, diplomatici, analisti; sono andato tante volte a Budapest dove in realtà ho finito per essere più attratto dal goulash di un ristorante sulla collina di Buda che dalla ricerca. Ma tant’è. Anche lo stinco polacco ha avuto quasi la stessa forza attrattiva nelle varie tappe in quella bellissima terra. Volevo capire se l’idea di Europa del premier magiaro, un radicale anti-comunista negli anni Novanta diventato poi un picconatore dei valori della liberal-democrazia, fosse espressione di un pensiero diffuso nel Paese, o più semplicemente un escamotage per far credere a una Nazione di poco meno di dieci milioni di anime di poter tener testa ai grandi dell’Unione europea. Quasi un anno dopo la nascita di questa folle idea, stringevo la mano a Viktor Orbán nella Biblioteca dei Carmelitani nel palazzo del governo a Budapest».

Alberto Simoni – Trentino, classe 1973, laureato in Filosofia, da dicembre 2021 è corrispondente dagli Stati Uniti per La Stampa, di cui in precedenza è stato per nove anni caporedattore degli Esteri. Ha lavorato fino al 2010 alla redazione Esteri di Avvenire. Ha scritto diversi libri fra cui George W. Bush e i falchi della democrazia (Falzea, 2004) sul movimento neoconservatore Usa. Dal 2019 è socio dell’Istituto Affari Internazionali (IAI) di Roma. Vive a Washington DC.

Biagio Bagini “Swinging Stravinsky”, Oligo Editore


Pagine 210 Euro: 16,90

OLIGO EDITORE

L’incontro tra il compositore russo Igor Stravinsky e il clarinettista americano Benny Goodman. Un viaggio da San Pietroburgo a New York. Sullo sfondo, la nascita del jazz americano. In mezzo, tra i salotti di Coco Chanel e i film dei Fratelli Marx, un coro di mille anime che hanno il volto dei balletti russi e delle prime orchestre sui battelli. A 140 anni dalla nascita di Stravinsky, un romanzo sulla nascita del jazz. 

Dichiara l’autore: 

«Questa storia è nata trent’anni fa come nascono le operazioni creative, cioè per la volontà di scrivere a partire da una pista iniziale. Mi sono lasciato sedurre dal fascino della complessità dei linguaggi musicali, dall’altisonanza dei nomi e dalla prospettiva, che trovavo stimolante, di mettere a confronto mondi apparentemente lontani per trovare un punto di fusione. E ho trovato, lì nel mezzo delle partiture musicali, una figura diabolica e insieme umana, che cercava disperatamente di fare da deus ex machina.»

Biagio Bagini è stato autore radiofonico per Rai2 e come scrittore di libri per l’infanzia ha pubblicato per le maggiori case editrici del settore. La spiccata sensibilità animalista e l’attenzione ai temi ambientali ha orientato la sua produzione più recente, volta a un’originale narrativa con trama saggistica e taglio umoristico. Grande appassionato di musica, oltreché suonatore di verdure nel Conciorto, ha pubblicato raccolte di racconti sul pop e sul jazz, con divagazioni nella storia musicale del Novecento.

Alberto Grandi “L’incredibile storia della neve e della sua scomparsa”

Dalle civiltà mesopotamiche al frigorifero, dai cocktail all’emergenza climatica

“La storia della conservazione della neve è un’epopea mondiale che tocca tutte le aree geografiche e tutte le grandi civiltà[…]Fin dall’antichità il freddo è stato uno dei mezzi più semplici per conservare gli alimenti deperibili. Il ghiaccio e la neve venivano utilizzati anche per preparare specialità gastronomiche particolarmente ricercate o, più semplicemente, per rinfrescare pietanze e bevande”. (da Aboca Edizioni)

È così normale per noi uomini del terzo millennio aprire il frigorifero e utilizzare i cubetti di ghiaccio nell’area freezer, congelare i cibi, produrre e consumare “gelati” o riprodurre condizioni climatiche fresche all’interno delle nostre abitazioni o dei nostri autoveicoli, da aver dimenticato quanto dal “freddo” dipendesse buona parte dell’economia mondiale in epoche antecedenti la seconda metà del XIX secolo, momento in cui fu possibile non ricorrere alla conservazione della neve per generare “il freddo” data l’invenzione di una macchina in grado di produrre artificialmente il ghiaccio.

La storia del freddo la racconta, dall’antichità ai giorni nostri, Alberto Grandi in questo interessante saggio che propone una storia inaspettata e sconosciuta ai più e che l’autore stesso definisce già nel titolo come incredibile: dalle antiche civiltà, la raccolta della neve e la sua conservazione, il trasporto del ghiaccio ottenuto dalla neve pressata, la raccolta del ghiaccio nei laghi nordamericani, e anche interessanti approfondimenti sulla birra e sul gelato. Una storia costellata di curiosità come le dispute teologiche nel XVII secolo che indagavano quanto fosse la volontà di Dio il consumo di vino freddo date le difficoltà di recupero della neve o, in epoche successive, a fine Ottocento, la competizione tra produttori di ghiaccio dall’acqua dei pozzi di pianura o dei laghetti di montagna con le aziende produttrici di ghiaccio artificiale o quanto la conservazione alimentare grazie al freddo abbai avuto un’importanza strategica fino a farci dimenticare oggi l’impatto ambientale che deriva dalla sua produzione artificiale.

Alberto Grandi (Mantova, 1967) è professore associato all’Università di Parma dove insegna Storia delle imprese e Storia dell’integrazione europea. È stato inoltre docente di Storia economica e Storia dell’alimentazione. È autore di circa una quarantina di saggi e monografie pubblicate in Italia e all’estero. Per Mondadori, nel 2018, è uscito Denominazione di origine inventata. Le bugie del marketing sui prodotti tipici italiani che ora è diventato un podcast di grandissimo successo.(da Aboca Edizioni)

e anche:

A proposito di conservazione della neve, di ghiacciaie e burraie, alcuni articoli legati al freddo, alle tecniche utilizzate in Toscana, alla storia dello zuccotto un semifreddo, non un gelato:

Archeologia rurale: ghiacciaie e burraie

Lo zuccotto, storia di un semifreddo

Roberto Mussapi “La voce del mare. Storie di viaggi, isole e naufragi”, Marietti Edizioni


Collana: Le lampare, Pagine: 192, prezzo 18 euro, in libreria dal 17 giugno 2022


Viaggi in mare, vele spiegate al vento, sirene, tempeste, naufragi, pirati, isole. La metafora della navigazione è quella che esprime con maggiore potenza la nostra avventura umana nel mondo e la natura metafisica della letteratura: andare oltre, verso terre lontane, per tornare e restituire l’esperienza vissuta in forma di racconto.
Da Ulisse a Moby Dick, da Sindbad a Robinson Crusoe, dalla Tempesta di Shakespeare all’Isola del tesoro di Stevenson, la voce del mare consente un’autentica  esplorazione dei nuclei forti della nostra civiltà, del suo desiderio di scoperta, di avventura e di ritorno a casa. Perché solo il ritorno consente racconti, memoria, narrazione.


Roberto Mussapi, nato nel 1952, vive a Milano. Poeta e drammaturgo, è anche  autore di saggi, di traduzioni da autori classici e contemporanei e di opere narrative. La sua opera poetica è stata raccolta nel volume Le poesie, prefazione di Wole Soyinka, saggio introduttivo di Yves Bonnefoy (Ponte alle Grazie 2014). In seguito, tra i volumi recenti di poesia, I nomi e le voci. Monologhi in versi (Mondadori 2020), Lirici greci (Ponte alle Grazie 2021). Tra le opere in prosa, Il sogno della Luna (Ponte alle Grazie 2019), Villon (teatro, La Collana 2019).

Mario Taddei “Come diventare Leonardo da Vinci”, presentazione

“Da oltre 30 anni studio Leonardo da Vinci. Ho realizzato mostre in tutto il mondo, costruito centinaia di macchine e ho creato software multimediali, libri e ricerche per far conoscere il più grande genio e artista di tutti i tempo al grande pubblico”.

340 pagine, tutte illustrate e bilingui, italiano e inglese a fronte

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I veri segreti del genio svelati: più di cento segreti e principi di Leonardo che ti aiuteranno a diventare il nuovo Da Vinci!

Un viaggio nella mente di Leonardo per capire facilmente i suoi segreti e le tecniche, attraverso un libro semplice e comprensibile: i 100 principi del genio, raccontati attraverso le sue opere ed i suoi disegni ricchi di progetti e di misteri.

Ultima recensione del Politecnico

Ultimo lavoro “Virtual Reality from Monna Lisa to the Metaverse”

Ultima Presentazione “Robot Androide “

La Quarta di copertina

Brevi note biografiche

Mario Taddei, laureato in design industriale, ha insegnato al Politecnico di Milano. Ha dedicato gran parte della sua attività allo studio e allo sviluppo di prodotti multimediali interattivi . Si occupa dal 1999 dello studio e della ricerca riguardante Leonardo da Vinci e ne è divenuto uno dei maggiori esperti a livello internazionale. Ha progettato e realizzato sistemi complessi multimediali e di divulgazione scientifica per musei, ed è esperto di codici e macchine rinascimentali, di programmazione, grafica 3D, videogiochi, sviluppo della realtà virtuale e applicazioni multimediali.

Alessandro Ferrini, Salvina Pizzuoli “La val di Merse. Luoghi e paesaggi” Edida

ora anche in ebook

La valle del Merse merita un viaggio, anzi più di uno, ricca com’è di antichi borghi e bellezze naturali. Il bacino idrografico, costituito da molti corsi minori, è punteggiato da mulini, testimonianza di una terra fertile e industriosa alle porte di Siena, e da miniere, legate alla varietà di minerali presenti e sfruttate sin dal medioevo, e cave; ma anche architetture cistercensi, tra le prime in terra di Toscana, che hanno lasciato suggestive tracce nel paesaggio e che gli conferiscono, insieme a quelle romaniche e medievali, un fascino armonioso, frutto di sinergie autentiche tra natura e attività umane, in uno scenario che incanta in tutte le stagioni, tra le brume invernali e le frescure estive.

In questo contributo sono proposti luoghi e paesaggi, la storia e le leggende e molte immagini per illustrare questa valle, permettendo al visitatore un approccio “a macchie”, a cui si deve il titolo della collana, ma sufficiente a cogliere e l’incanto del paesaggio e le prestigiose architetture, civili e religiose dei centri abitati, che la impreziosiscono:

Montieri, Boccheggiano, Chiusdino, Mulino delle Pile e del Palazzo a Brenna, San Galgano e Montesiepi Torri Sovicille, San Lorenzo a Merse, Ponte a Macereto, Tocchi, Bagni di Petriolo.

I luoghi e i paesaggi sono organizzati seguendo il percorso del fiume Merse dalle sorgenti alla confluenza con l’Ombrone senese: da Montieri a Bagni di Petriolo.

La Collana Macchie di Toscana di Edida ripropone in cartaceo e in ebook monografie e raccolte di articoli tratti dalla rivista tuttatoscana.net con lo scopo di diffondere a macchie la storia e le bellezze delle terre di Toscana.

A questo link la pagina Edida su Fb

Della stessa collana: leggi la recensione su tuttatoscanalibri:

La valle dell’Arno tra storia e geografia. Da Firenze a Pisa: dalle origini al 1333

!

La Quarta di copertina con le foto del padule di Fucecchio di Enio Bravi

Li trovi su Amazon:

La val di Merse

La valle dell’Arno tra storia e geografia

Malcom Folley “I segreti del Gran Premio di Monaco”, Mare Verticale Edizioni

Pagine 365, prezzo 22 euro con fotografie interne

Edizioni Mare Verticale

Protagonista di questo libro è il Gran Premio di Monaco, raccontato nei suoi retroscena e aspetti più segreti dalle persone che hanno percorso quel circuito cittadino a folle velocità. Ripercorrere le strade del principato monegasco vuol dire ripercorrere la storia del gran premio più importante al mondo e, per estensione, la storia della Formula 1, della sua evoluzione e del modo in cui ogni pilota ha spostato il suo limite sempre più vicino alle barriere. Monaco è il Premio più ambito per chiunque abbia corso o sogni di correre in Formula 1, il palcoscenico di uno sport e del business miliardario che lo sostiene. Un famoso giornalista di motorsport, Malcolm Folley, ci racconta i retroscena e le storie più avvincenti del GP di Monaco fin dalle origini, e dai tempi di Moss, Stewart e Graham Hill, ad oggi. Fotografie e interviste a Niki Lauda, Damon Hill, Jackie Stewart, Martin Brundle, Nico Rosberg, ed altri.

Indice

Prologo, Introduzione, Capitolo 1 Origini nobili: il principe Ranieri, la principessa Grace e l’ACM. Capitolo 2 British Invasion: Moss, Hill e Stewart.Capitolo 3 Merce Rara: Niki Lauda e James Hunt-Capitolo 4 1984: Senna e Brundle. Capitolo 5 La via del tabacco: i soldi non sono un problema per i magnati delle sigarette. Capitolo 6 Ayrton: dalle stelle alle stalle, in riva al mare. Capitolo 7 Un weekend infernale. Capitolo 8 Wendlinger in coma, la Formula Uno in crisi. Capitolo 9 Come la Ferrari sedusse Schumacher su uno yacht a Monaco. Capitolo 10 Una dura nottata alla Ligier. Capitolo 11 Panis: appuntamento con la storia. Capitolo 12 Schumacher: la legge del Barone Rosso. Capitolo 13 Affari di famiglia: i Rosberg, gli Hill e Hamilton. Epilogo. Ringraziamenti


Malcolm Folley è un giornalista britannico con quarant’anni di esperienza, ventidue dei quali trascorsi come reporter del Mail on Sunday. Ha scritto sette libri che trattano tematiche sportive, tra cui Senna versus ProstMonaco. Inside F1’s Greatest Race è un racconto corale in cui Folley tratta il tema con dovizia di particolari, con importanti interviste ai più grandi piloti che hanno vinto a Monaco.

Chiara Clausi “Beirut au revoir. Il crocevia del Medio Oriente tra bellezza e macerie”, Paesi Edizioni

«Il cielo ti piomba addosso. Azzurro, indimenticabile.
Beirut è una continua festa perché la danza di oggi potrebbe anche essere l’ultima. È un miraggio che si staglia sull’azzurro del Mediterraneo».

Prefazione di Francesca Mannocchi

Paesi Edizioni

Il crocevia del Medio Oriente raccontato da chi la città l’ha vissuta e ha imparato ad amarla, nelle sue contraddizioni. Una guida utile per chi vuole capire questo pezzo di mondo così complicato ma imprescindibile negli equilibri globali

Una piccola New York nel cuore del Libano. Tripoli, Baalbeck, Tiro, la Qadisha Valley, Byblos, Batroun. Sono tutti posti remoti ma di un fascino infinito. Beirut è lì da sempre. Non stanca, anzi provoca una sorta di dipendenza e malinconia. Chi non la conosce spesso ne fa un ritratto non corrispondente alla realtà. La città, crocevia di tutte le tensioni mediorientali, è svelata in tutte le sue contraddizioni nel libro Beirut au revoir, racconto della giornalista Chiara Clausi che nella capitale del Libano vive dal 2016, dove lavora come corrispondente.
 
Quello dell’autrice è un punto di osservazione privilegiato e Beirut è descritta in modo dettagliato, tra bellezze e macerie. «Beirut au revoir tiene insieme tutto – scrive nella prefazione la giornalista Francesca Mannocchi, una delle inviate di guerra più note e stimate per il suo racconto coraggioso da diverse zone di conflitto. L’amore per gli odori, i sapori, la malia del Libano, lo strazio per un Paese che cambia al voltare dell’angolo della strada e diventa il Libano in cui metà della popolazione vive sotto la soglia della povertà. Ci sono le calde giornate di Tripoli e le passeggiate a downtown Beirut, ci sono i volti resi indistinguibili da una ricerca dell’effimera bellezza, e la sofferenza di un Paese piccolissimo che però ospita da dieci anni un milione di siriani che hanno cercato riparo dalla guerra. Un quarto della sua popolazione».
 
Il libro reportage di Chiara Clausi, edito da Paesi Edizioni, è una guida utile per chi vuole capire questo pezzo di mondo così complicato ma imprescindibile negli equilibri globali. È un libro che «tiene insieme tutto – ribadisce Francesca Mannocchi – perché questo è il grande insegnamento che apprende chi Beirut l’ha vissuta e ha imparato ad amarla nelle sue contraddizioni. La lezione che insegna è che sa tenere insieme tutto, un equilibrio fragile che da decenni tiene il centro». L’ha tenuto nella ricostruzione diseguale del suo dopoguerra, negli eserciti che per decenni l’hanno occupato e martoriato, nella ricchezza a beneficio di pochi e la povertà a danno di troppi, nei colpi dell’Holiday Inn rimasti lì a ricordare quello che è stato, mentre il cemento intorno provava a coprire le tracce di un passato di violenza sempre alle calcagna.

Chiara Clausi – Prima Roma, poi Torino, e infine Beirut, dove vive dal 2016 e lavora com corrispondente. Dopo aver studiato lingua araba e storia del Medio Oriente all’American University di Beirut, oggi scrive per Il Giornale, Panorama e altre testate nazionali.

Bianca Agarinis Magrini “Cime Tempestose. Alpinismo al femminile e storie d’amore”, Gaspari Editore

Prefazione di Carlo Bressan
Pagine: 192 Prezzo: € 18,00 illustrato
Gaspari editore

Le sorelle Grassi, Annina e Angelina, tra amori impossibili e imprese alpine epiche, rappresentano una peculiarità nella storia dell’alpinismo italiano. I contatti con Giovanni Marinelli, Egidio Feruglio, Ardito Desio, Lodovico di Caporiacco e altri grandi alpinisti dei loro tempi ci svelano una montagna fatta di emancipazione e di potenti contrasti ideologici che si rarefanno nel silenzio dell’altitudine.

«Quella che mi accingo a raccontare è una storia d’amore che più ottocentesca di così non potrebbe essere. Come tale è stata rigorosamente segreta fino a un giorno di pochi anni fa quando casualmente mi è stato fornito un prezioso indizio per riportarla alla luce. Da allora ho pensato più volte di scriverla affinché non ricadesse nel dimenticatoio, ma lo scrupolo di violare la privacy dei protagonisti mi ha trattenuta dal farlo. È dopo aver letto il delizioso libro di Daniela Durissini “C’è una donna che sappia la strada?” che ho rotto ogni indugio e ho deciso di procedere. Nel libro della Durissini si parla delle esperienze alpinistiche al femminile in Friuli e in Carnia facendo ripetuti riferimenti alle sorelle Grassi di Tolmezzo, ricordate per essere state le prime donne a salire sul monte Canin nel 1877, impresa per quei tempi eccezionale. In particolare si parla di Annina Grassi come della figura centrale dell’alpinismo femminile del periodo esplorativo, e unica donna iscritta alla Società Alpina Friulana»

Bianca Agarinis Magrini si è dedicata per diversi anni con impegno e passione al riordino dell’archivio familiare Lupieri-Magrini. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: L’organo di Luint, 1848 (1999); Caro Amico Pregiatissimo (2000); Celestino Suzzi. Una biografia scomoda (2001); Lorenzo Luigi Linussio. Le confessioni di un naturalista incompreso (2004); Il delitto Pertan (2010); Giovanni Battista Lupieri. Memorie storiche e biografiche. (2010); Giovanni Battista Lupieri. Cronache sulla Carnia, l’Italia, il mondo 1420-1870 (2012); Un bambino e la guerra (2014).

Marco Valle “Patria senza mare”, Signs Publishing

Perché il mare nostrum non è più nostro. Una storia dell’Italia marittima

Prefazione di Giampiero Canella

Pagine 544, prezzo 25 euro, Signs Publishing

MALGRADO TRE MARI E QUASI OTTOMILA CHILOMETRI DI COSTE GLI ITALIANI NON SONO UN “POPOLO DI NAVIGATORI”. ANZI. EPPURE PROPRIO SUL MARE, DALL’ALBA DELLE REPUBBLICHE MARINARE IN POI, L’ITALIA HA SCRITTO I CAPITOLI PIÙ IMPORTANTI E LUMINOSI DELLA SUA LUNGA STORIA. CAPITOLI TROPPO SPESSO TRASCURATI, IGNORATI, DIMENTICATI. ECCO ALLORA “PATRIA SENZA MARE” DI MARCO VALLE, UN’OPERA UNICA E INNOVATIVA CHE RACCONTA CON ACCURATEZZA E STILE BRILLANTE SUCCESSI E TRAVAGLI DELL’ITALIA MARITTIMA. OLTRE 500 PAGINE DI GRANDE STORIA CON TANTI PROTAGONISTI: MARINAI, MERCANTI, ARMATORI, SCIENZIATI, SOGNATORI, VISIONARI…

“Un’accuratissima ricerca di Marco Valle, penna brillante intinta in un calamaio colmo di cultura, che con una ricostruzione storica mai nozionistica ma, al contrario, funzionale alla costruzione critica dell’attualità, analizza le cause e ipotizza gli effetti della fuga italiana dalla dimensione liquida” Giampiero Cannella

Un’opera che attraversa i secoli, rintracciando il lunghissimo filo rosso (o meglio blu…) che avvolge e lega la Penisola al suo destino marittimo navigatori e mercanti, armatori e naufragi, porti e navi, scoperte e battaglie, ascese, sconfitte e rinascite… Un grande affresco in chiaro scuro che raccoglie e spiega lo splendore di Amalfi, Pisa, Venezia e Genova, capitali mondiali della globalizzazione medioevale, la vittoria di Lepanto, l’imporsi — tra il Seicento e l’Ottocento — di Livorno, Trieste e Napoli. E ancora, le visioni marittime di Camillo Benso di Cavour e il navalismo letterario di Salgari e d’Annunzio, la luminosa stagione dei transatlantici, i due grandi conflitti del Novecento e le prove durissime della nostra Marina, la ricostruzione postbellica e le parabole parallele dei Costa e di Achille Lauro. Infine, le luci, poche ma importanti, che iniziano a rischiarare la notte terragna in cui siamo ancora immersi.

MARCO VALLE Laureato in Storia, giornalista e saggista. Collaboratore de Il Giornale Storia in Rete, negli anni è stato capo redattore di Qui Touring e ha diretto riviste di viaggi, moda e trasporti. Già portavoce del ministro della Difesa e consulente della Commissione Italiana di Storia Militare, è membro del comitato scientifico di Nazione Futura. Ha pubblicato vari libri, tra cui: 150 anni di Unità Nazionale (Touring Club, 2011), Suez, il Canale, l’Egitto e l’Italia (Historica, 2018, finalista al Premio Acqui Storia 2018) e Il futuro dell’Africa è in Africa (Il Giornale, Fuori dal Coro, 2021).


Su Nuova Rivista Storica Italia patria senza mare un articolo dell’Autore