Togawa Masako “Diario di un seduttore”, presentazione

Traduzione di Antonietta Pastore 

Opera della più grande scrittrice di noir d’Oriente, Diario di un seduttore è un piccolo gioiello che trascina il lettore in una storia sordida e sensuale dove niente è ciò che sembra, e lo conduce alla scoperta di quell’ambigua scena notturna di Tokyo, tra dancing e locali fumosi, di cui la stessa Togawa Masako era la regina.(dalla scheda libro di Marsilio Editore)

Il protagonista è Honda Ichiro ed ha tutte le qualità per essere amato e ammirato: è bello, ricco, professionista inappuntabile, lavora nella capitale e tutti i fine settimana torna dalla moglie ad Osaka, un moderno Jekyll di giorno e un Mister Haid di notte quando si trasforma in un ossessionato dongiovanni che caccia le sue prede annusandone le debolezze, la solitudine, il bisogno d’amore. Un vero camaleonte: si presenta o come artista o come pilota, altre volte è ufficiale di marina, o cittadino straniero con nomi sempre diversi e in tasca un passaporto falso. Spietato come un killer la notte le cattura nella sua rete e il suo istinto è così perfetto che per le sue riuscite missioni tiene un diario. Ma c’è un ma che si manifesta presto: le donne che lui ha sedotto muoiono una dietro l’altra.

Una svolta e un finale inatteso concludono il noir

Togawa Masako  (1931-2016) è stata una delle più importanti scrittrici giapponesi di noir. Nata a Tokyo, cantante, attrice e per anni titolare di un nightclub, ha raggiunto la fama non solo come giallista, ma anche come icona gay e femminista. Residenza per signore sole ha vinto il prestigioso premio per il genere intitolato a Edogawa Ranpo.

Patricia Melo “Donne impilate”, presentazione

Traduzione di Roberto Francavilla e Elena Manzato

Bompiani Editore

Una storia all’altro capo del mondo ma che racconta fatti divenuti cronaca anche nel nostro Paese: violenza, stupro,  femminicidio, questi i temi base del romanzo della Melo, autrice già nota in Italia per i suoi noir (Matador , Elogio della menzogna) La protagonista è una giovane avvocatessa di San Paolo che decide di partire per lo stato dell’Acre al confine con la Bolivia per seguire il processo per stupro e assassinio di una giovanissima india, non l’unico, ma da seguire  “da avvocati praticanti per coprire vari processi comunitari per femminicidio che si tenevano in tutto il paese. Come osservatori. L’obiettivo era alimentare, con informazioni e statistiche, il progetto della socia maggioritaria dello studio, Denise Albuquerque, che stava preparando un libro sul modo in cui lo stato produce assassini quando sanziona l’asimmetria nei rapporti di genere. ‘Parleremo di un massacro autorizzato di donne’, semplificava. “Diecimila casi di femminicidio in tribunale, senza soluzione. Questo è il mio argomento” .

Tra un capitolo e l’altro cronache di femminicidi. Nell’ esistenza della protagonista, sia passata che recente, fatti di violenza perpetrata o solo iniziata non erano mancati: la madre assassinata dal marito e il suo recente amore che ha alzato le mani su di lei ad una festa apostrofandola pesantemente. Ma non solo questo : due realtà: quella del processo che segue insieme a una collega  e ad una giornalista locale e quello dei riti e delle bevande indie che aprono a visioni scarsamente conciliabili con il mondo e la giustizia degli uomini.

Patrícia Melo è nata nel 1962 a São Paulo ed è una delle voci più importanti della letteratura brasiliana contemporanea. È autrice di romanzi polizieschi, radiodrammi, commedie e sceneggiature, che trattano in particolare di violenza e criminalità nelle grandi città brasiliane. Melo è stata insignita di molti riconoscimenti, tra cui il German Crime Prize, il LiBeraturpreis e il Prix Deux Oceans.(dal Catalogo Bompiani)

Luca Doninelli “Nero fiorentino”, presentazione

Non è la prima volta che Luca Doninelli medita sul destino della città italiana per eccellenza: Firenze. Questa volta lo fa attraverso un romanzo in cui la realtà sfugge di continuo alla comprensione, i moventi vengono da lontano e il Male ha la forma del retropensiero, del brusio di fondo, dell’agitazione senza nome. E dove i morti possono essere gli assassini più pericolosi di tutti.(dal Catalogo Bompiani)

Firenze e i suoi dintorni ambientano un noir che si apre nel 2010 con oscuri delitti e sparizioni per riaprirsi con nuovi quindici anni più tardi. All’origine un misterioso ritrovamento nel 2010, rimasto tale anche perché mai confermato tangibilmente,  di due tavole appartenenti al Brunelleschi, due opere incompiute ma rivoluzionariamente moderne relative all’evoluzione della prospettiva, accompagnato da una serie di omicidi e scomparse  attribuibili alla non verificata scoperta.

I fattacci si ripresentano a distanza di quindici anni in occasione di un concorso internazionale aperto a personalità di spicco del mondo dell’architettura per progettare il completamento di un’opera incompiuta di Filippo Brunelleschi: la facciata della basilica di San Lorenzo.

Luca Doninelli nato nel 1956, è vissuto a lungo a Desenzano; vive e lavora a Milano. Con Bompiani ha pubblicato tra l’altro Fa’ che questa strada non finisca mai (2014) e Le cose semplici (2015; premio Selezione Campiello 2016). Tre casi per l’investigatore Wickson Alieni è il libro per ragazzi che ha scritto con un gruppo di bambini di famiglia e gli è valso il Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2019.

Gigi Paoli “La voce del buio”, presentazione

Un mistero, forse legato a presenze oscure, e uno studioso cui viene affidato il compito di fare luce sulle inspiegabili scomparse.

Il mistero: sei anziani spariti nello stesso posto, la villa Imperiale, prima albergo poi Casa di riposo, al passo della Mendola, tra Le provincie di Trento e Bolzano, i cui corpi non sono mai stati ritrovati

Lo studioso: il professor Diego Montecchi, ordinario  di Neuroscienze forensi e neuro psicologia presso l’Università di Verona, nonché membro del CICAP, il Comitato Italiano per il controllo delle affermazioni sulle paranormale.

Questi gli ingredienti base per un thriller investigativo dove anche la suspense ne è la costante È proprio durante una lezione che il professore verrà contattato per occuparsi di questo cold case

“Tra foreste silenziose, presenze inquietanti e un antico fatto di sangue che ha sconvolto per sempre il villaggio, lo scettico professore dovrà sciogliere i nodi di una vicenda che sembra trascendere i limiti della razionalità. Perché nessuno meglio di lui sa che l’enigma più contorto non è l’occulto, bensì la mente umana. Un mistero impossibile, macchiato dall’ombra di presenze oscure. Un meccanismo narrativo perfetto. Un nuovo grande protagonista del giallo italiano” ( dal Catalogo Giunti)

Brevi note biografiche

Gigi Paoli (Firenze, 1971) vive e lavora a Firenze come giornalista del quotidiano La Nazione, dove oggi è caposervizio e per 15 anni è stato il responsabile della cronaca giudiziaria. Le prime tre indagini del reporter Carlo Alberto Marchi, tutte uscite per Giunti – Il rumore della pioggia (2016), Il respiro delle anime (2017), La fragilità degli angeli (2018) – sono adesso raccolte in un unico volume di grande successo, I misteri di Firenze (2020). Della stessa serie fanno parte Il giorno del sacrificio (2021) e Diritto di sangue (2022). Nel 2020 l’autore ha ricevuto il prestigioso Premio La Pira per la cultura.(da Giunti Autori)

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Il rumore della pioggia

Antonio Manzini “ELP”, presentazione

ELP, la nuova e molto ricca trama di Antonio Manzini, è particolarmente narrativa e mette sotto un unico segno due casi e due inchieste. Le riunisce lo sfondo di calda attualità sociale. Anche il brusco vicequestore è più ombroso e stanco, sente più acutamente quanto importante sia l’amicizia, e deve investire nell’indagine tutta la sua irruente e sincera passionalità, e tutta la tenerezza della sua invincibile malinconia.(dal Catalogo Sellerio)

L’attualità sociale, come si legge nella presentazione sul Catalogo Sellerio, si lega a entrambe i casi: quello di violenza domestica del valligiano Bobo Novailloz nei confronti della moglie Monica, che Rocco sistemerà in modo non troppo ortodosso, come spesso gli capita, ma quando poi l’uomo viene ritrovato ucciso in una piazzola ai confini con la Svizzera, la faccenda assumerà altre prospettive che si aprono a ricerche dai più prossimi contatti dell’ucciso fino a molto altro delineando aspetti e ramificazioni di interessi.

Nell’altro, la sigla ELP che dà il titolo al romanzo, identifica un’associazione ambientalista, l’ Esercito di Liberazione del Pianeta, che si muove con forme di protesta curiose nei confronti di quanto causato dall’uomo, dalle multinazionali, dai loschi affari che angustiano il nostro mondo. Manifestazioni che ad un certo punto evidenzieranno un comportamento anomalo e violento da parte degli ambientalisti che travalica i buoni propositi, fino allo scoppio di una bomba che uccide il titolare di una ditta di pellami della valle. Da questo episodio eclatante nascono le domande di riflessione di Rocco su quanto accaduto: tanti i personaggi intorno ai due delitti di Bobo Novailloz e del titolare della CDC Simone Ferrazzi. fino a convincersi a richiamare da Roma Brizio e Furio suoi fidati amici che, come lui, non si mostrano titubanti ad intervenire con modi non sempre dentro la legalità ma capaci di risolvere. Oltre i due casi la ridda di situazioni personali e degli uomini della squadra: dai problemi di cuore al processo che vedrà imputato Italo. Come sempre una trama densa e “particolarmente narrativa”

Antonio Manzini, scrittore e sceneggiatore, ha pubblicato Sangue marcio, La giostra dei criceti (del 2007, riedito da Sellerio nel 2017), Gli ultimi giorni di quiete (2020) e La mala erba (2022). La serie con Rocco Schiavone è iniziata con il romanzo Pista nera (Sellerio, 2013) cui sono seguiti La costola di Adamo (2014), Non è stagione (2015), Era di maggio (2015), Cinque indagini romane per Rocco Schiavone (2016), Pulvis et umbra (2017), L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone (2018), Fate il vostro gioco (2018), Rien ne va plus (2019), Ah l’amore l’amore (2020), Vecchie conoscenze (2021), Le ossa parlano (2022) e ELP (2023). In altra collana di questa casa editrice ha pubblicato Sull’orlo del precipizio (2015) e Ogni riferimento è puramente casuale (2019).

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Le ossa parlano

Vecchie conoscenze

Gli ultimi giorni di quiete

Rien ne va plus

Ilaria Tuti “Madre d’ossa”, presentazione

Madre d’ossa segna un nuovo ritorno di Teresa Battaglia, la commissario sessantenne lucida e intuitiva, ormai alle prese con la sua personale lotta con il passato e i ricordi, con la memoria che la tradisce in un’involuzione sempre più presente: nel nuovo volume, il quinto, dovrà affrontare una nuova sfida, contro il tempo che inesorabilmente porta la sua malattia, l’Alzheimer, a farsi più pressante. Eppure quella mente minata, diversa, irrazionale, senza più contorni precisi e percorsi razionali, potrebbe essere capace di superare i confini della razionalità e guidare verso verità imperscrutabili, in viaggio verso l’inconscio profondo per arrivare a nuove verità che affondano tra le radici della memoria non più efficace e che mette sempre più a repentaglio, con le sue zone d’ombra, la lucidità della protagonista.

 È l’ambientazione con cui si apre il romanzo, con le domande angosciose che Marini, il suo collaboratore, si pone davanti allo spettacolo che gli si para davanti, a rendere in modo tangibile che non sempre ciò che appare è verità.

Il romanzo si apre con il giovane ispettore Massimo Marini che in seguito ad una chiamata anonima si precipita in un’alba fredda del mese di ottobre, tra le montagne friulane, in prossimità di un lago

“Si alzò il vento. La bruma vorticò in mulinelli e il biancore a poco a poco si diradò scoprendo l’altra sponda. Massimo strinse le dita attorno al parapetto. C’era qualcuno sulle rocce. […] Massimo sfilò la pistola dalla fondina, la tenne puntata sulla figura scura, e avanzò. Forse era una precauzione inutile, esagerata, ma la natura in quel luogo cantava una melodia sinistra e lo contagiava. I corpi in realtà erano due. Uno steso, il torso coperto da una maglietta a maniche corte, il viso rivolto al cielo. Il braccio che Massimo poteva intravedere era discosto dal fianco, attraversato da un taglio profondo, le vene ormai svuotate. Il secondo corpo era chino sul primo […] Il secondo corpo si raddrizzò, facendolo sussultare”.

Sì, perché quel corpo appartiene a Teresa Battaglia sporca di sangue, lo sguardo smarrito e tra le braccia il cadavere di un ragazzo. Impossibile rispondere alle domande che immediate sorgono: Chi era quel giovane? E perché Teresa è lì con lui?

“Massimo non ha risposte, solo dubbi. Sa, però, che la scena di un crimine è l’ultimo posto in cui dovrebbe trovarsi il commissario Battaglia. Teresa ha irreparabilmente alterato il luogo del ritrovamento e inquinato gli indizi. Ma forse non è davvero così che stanno le cose… Da un’autrice sempre più amata dal pubblico, un romanzo capace di stupire, appassionare e commuovere vecchi e nuovi lettori”( da Libri Longanesi)

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Figlia della cenere

Ninfa dormiente

Come vento cucito alla terra

“Fiore di roccia”

Vito Catalano “La figlia dell’avvelenatrice”, presentazione

“Sullo sfondo di una Sicilia di nobili e pezzenti, locandieri e assassini, un romanzo d’avventura che intreccia le contraddizioni dell’isola: luminosità della natura e oscuri intrighi degli uomini.”(da Vallecchi Editore)

Sicilia 1763. Il giovane protagonista, Emanuele Rinaldi, nobile palermitano nonché studioso di botanica, intraprende un viaggio verso le montagne della Sicilia occidentale per approfondire la conoscenza della flora e della fauna di quel territorio avendo letto ed essendosi appassionato alle ricerche del grande naturalista Francesco Cupani e magari aggiungervi nuove scoperte non solo tra la flora ma soprattutto sulla fauna così poco osservata nella sua isola. Avrebbe soggiornato presso il palazzo di un amico del padre, il conte Paruta, un edificio bello ed elegante ma sicuramente molto triste e tetro.

È subito colpito da Rosa, la figlia del conte, con la quale il padre ha un rapporto sfuggente quasi avesse nei confronti della figlia una sorta di timore, atteggiamento che porterà Emanuele a immaginare un mistero. Durante una delle prime escursioni nel territorio si imbatte in un fanciullo che, scoperta la sua qualifica, gli pone una strana domanda “Può una donna trasformarsi in un animale?” e, vista la sua riluttanza, racconterà un’esperienza vissuta in cui la donna non era una qualsiasi ma una strega.

Il mistero si infittirà ulteriormente quando la contessina Rosa viene rapita: una segreta storia familiare, delitti, tradimenti, amori avvelenati circondano la vita di Rosa.

Un nuovo giallo ambientato nel XVIII secolo in Sicilia dove ancora troviamo atmosfere circonfuse di superstizione e segreti e figure romanzesche di aristocratici

Vito Catalano è nato a Palermo nel 1979. Negli ultimi quindici anni ha vissuto fra Italia e Polonia e ha pubblicato i romanzi L’orma del lupo (Avagliano editore, 2010), La sciabola spezzata (Rubbettino, 2013), Il pugnale di Toledo (Avagliano editore,2016), La notte della colpa (Lisciani Libri, 2019). Per i tipi di Vallecchi-Firenze nel 2021 ha pubblicato Il conte di Racalmuto.

Gianfranco Bracci e Rossana Cedergren “L’enigma etrusco dell’acqua e del vino”, presentazione di Luisa Gianassi

Prefazione di Francesco Trenti, Direttore del Museo Archeologico del Casentino

“Lo scheletro riemergeva da millenni di sepoltura. Il teschio risultava spaccato e la bocca era rimasta leggermente aperta: sembrava volesse sussurrare la sua storia”. Un nubifragio riporta alla luce, sulla spiaggia toscana di Baratti, uno scheletro e il suo singolare corredo funebre. Quello che si trovano davanti Laura e Lina, archeologhe esperte chiamate a dirigere gli scavi, è un vero e proprio mistero da svelare, ricco di oggetti enigmatici e iscrizioni oscure. L’acqua e il vino scorrono tra le parole, e le pagine, nelle pieghe della storia, con tutto il potere simbolico e spirituale della loro essenza.(da Effigi Edizioni)

Passato e presente si fondono armonicamente per costruire la trama del romanzo L’ENIGMA ETRUSCO dell’ACQUA e del VINO, scritto a quattro mani da Gianfranco Bracci e Rossana Ravacchioli Cedergren, entrambi appassionati della civiltà etrusca. Ed è proprio un enigma etrusco che due archeologhe sono chiamate a svelare. Il lettore viene proiettato in una dimensione temporale trascendente nella quale tutto può accadere: storia, mitologia e fantasia si fondono per costruire una trama avvincente ricca di colpi di scena, ma anche stimolante per i tanti insegnamenti che fornisce sul popolo etrusco, al quale gli autori ci fanno sentire molto vicini.

La nostra stessa lingua è distesa su strati di vocaboli dall’origine segreta, e il tempo che ha visto la loro trasformazione ci dice tanto sulla nostra storia. Proprio lo studio etimologico del nome dei luoghi porterà le protagoniste alla scoperta di tombe e templi etruschi, che sarà per gli autori l’occasione di catapultare il lettore dal nostro XXI secolo al VI a.C. e narrare le vicende di coloro che li costruirono. Il ritrovamento di strani oggetti in terracotta fa emergere riti etruschi sopravvissuti quasi fino ai giorni nostri. Le vicende che si intrecciano in epoche distanti 2600 anni, ci restituiscono poi un’immagine immutabile della natura umana, dove bene e male, onestà e spregiudicatezza coesistono, mentre ogni epoca cerca il trionfo della “sua giustizia”

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I misteri del tempio dimenticato

Tetsuya Honda “Omicidio a Mizumoto Park”, presentazione

Traduzione di Cristina Ingiardi

Piemme Edizioni

Ventinovenne, dal notevole intuito e appassionata di autopsie ben fatte: è  Reiko Himekawa, la più giovane detective della sezione omicidi di Tokio e protagonista del primo romanzo pubblicato in Italia da Piemme Edizioni nella traduzione di Cristina Ingiardi,  di Tetsuya Honda, ex  giornalista e musicista, scrittore di successo in patria proprio grazie a lei

Omicidio a Mizumoto Park si apre con il ritrovamento di un cadavere che pare messo proprio in bella mostra lungo le sponde di un laghetto incartato in un telo blu usato nel settore costruzioni; il rinvenimento di un secondo cadavere nello stesso parco e nella medesima posizione, nonché con le medesime ferite e avvolto nello stesso tipo di telo utilizzato per il primo, confermano un autore seriale.

Tetsuya Honda, classe 1969, è uno dei maggiori autori giapponesi, pluripremiato e con quasi cinque milioni di copie vendute solo in patria. I gialli della serie con protagonista la detective della Omicidi di Tokyo Reiko Himekawa sono tradotti in molti Paesi, e hanno ispirato diverse serie tv e film. Honda vive a Tokyo ed è membro dei Mystery Writers of Japan.(da Piemme Edizioni)

Patrizia Rinaldi “Guaio di notte”, presentazione

“A Napoli un guaio molto brutto si dice “guaio di notte”, perché di notte qualsiasi imprevisto si complica. Succede quando la Signora, alla guida di un suv dai vetri oscurati, raccoglie Andrea dalla strada, malmenata e rotta.Due sconosciute che si annusano, e si riconoscono: entrambe devono ricomincia-re da capo. La Signora, segnata da mille cicatrici, è napoletana, porta con eleganza i suoi sessantotto anni e, ora che il marito è morto, sta scoprendo i suoi neri segreti. Come parziale risarcimento per le offese della vita ha scelto una Glock 17. Andrea, lineamenti asiatici, è una ragazza bellissima dal corpo androgino. Sotto i vestiti da uomo nasconde il proprio passato. Le due viaggiano verso Nord, in fuga da tutto, forse anche da se stesse” (da Rizzoli Libri)

Si apre con “Una mattina buia di ventiquattro anni prima dei fatti” che ha per protagoniste una bambina, che racconta in prima persona, e sua madre incappate in una separazione inattesa e incresciosa, per continuare con la Prima Parte intitolata “L’incontro” dove il lettore fa la conoscenza con le due protagoniste: la Signora e Andrea.

“Alle tre di notte una BMV x6 blindata, dai vetri oscurati, si fermò accanto a un pestaggio. Il Suv era partito da Posillipo […] si accostò e interruppe i calci e i pugni […] I picchiatori lasciarono a terra un giovane asiatico, che restò disteso a terra. La preda non sui rese conto della pausa, perché aveva perso conoscenza”

[…]“Chi sei?” le chiese

“Allontanati ché non ti vedo, e dammi del lei. Sono la Signora e basta, con la S maiuscola. Come stai?”

In una recente presentazione Maurizio de Giovanni (Il Corriere 10 febbraio 2023) definisce il romanzo “serrato e incisivo, che non ha pause e non ne concede” e non solo: è una storia che sin da subito sa fare il suo lavoro e sa farlo bene, cioè “prenderti e portarti via, altri posti e altre persone, un mondo diverso nel quale andare a stare per un po’ “, il tutto grazie all’originalità dei personaggi, ad una trama molto articolata dove gli avvenimenti si evolvono inaspettatamente e coerentemente in qualcosa d’altro, in un viaggio in cui “la meta è un passaggio e un passaggio è la meta”, dove i paesaggi più ameni diventano luoghi da incubo.

“Patrizia Rinaldi porta in scena una storia che sembra fondere Holmes & Watson con Thelma & Louise. Tra giallo e commedia nera, scivoleremo in uno spassosissimo intreccio degli equivoci, dove nessuno è davvero chi dice di essere e, come nella vita vera, chiunque indossa una maschera per celare ossessioni e desideri inespressi”.(da Rizzoli Autori)

Brevi note biografiche

Patrizia Rinaldi vive a Napoli. Tra le migliori penne della narrativa crime, per edizioni e/o ha pubblicato i romanzi di Blanca, da cui è stata tratta la serie tv andata in onda su Rai 1 e disponibile su Netflix. Ha inoltre vinto il Premio Andersen, il maggior riconoscimento italiano di letteratura per ragazzi.