Paolo Cognetti “La felicità del lupo”, recensione di Salvina Pizzuoli

“Da qualche parte Fausto aveva letto che gli alberi, a differenza degli animali, non possono cercare la felicità spostandosi altrove […] La felicità degli erbivori invece inseguiva l’erba […] il lupo obbediva a un istinto meno comprensibile. Santorso gli aveva raccontato che non si capiva perché si spostasse, l’origine della sua irrequietezza. Arrivava in una valle, magari trovava abbondanza di selvaggina, eppure qualcosa gli impediva di diventare stanziale […] e se ne andava a cercare la felicità da un’altra parte”.

Mi piace iniziare la presentazione di questo romanzo citandone alcune frasi che trovano posto quasi in chiusura della storia, parafrasano il titolo e offrono una chiave di lettura.

Il protagonista, Fausto, abbandona la città dopo il naufragio di una relazione lunga e importante per rifugiarsi a Fontana Fredda, lontano da Milano e da Veronica, “un posto da cui ricominciare”, tra i sentieri della sua infanzia in cerca della propria strada, lui che sulla carta d’identità alla voce professione aveva con un certo sussiego fatto scrivere “scrittore” e che ora là sui monti fa il cuoco per i gattisti nel ristorantino di Babette.

Personaggi tratteggiati con l’accetta, spigolosi e sfaccettati come la montagna in cui alcuni si sono rifugiati, come lui, e altri che vi sono nati e non se ne allontanerebbero mai: Elisabetta detta Babette che lo accoglie come cuoco nel suo ristorantino, lei che in montagna c’è arrivata, vi si è fermata ma che ora sogna il mare; il vecchio Santorso, protagonista dei luoghi che conosce e ama; Silvia la cameriera nel cui cuore Fausto spera di aver trovato un posto, anche lei inquieta, alla ricerca ma con la voglia di ripartire, come dal Rifugio Quintino Sella sul Rosa, tra ghiacciai e rocce; la vecchia Gemma anche lei dura e scolpita nella roccia con i suoi ottant’anni, le sue abitudini e i suoi sogni e non per ultimo il paesaggio invernale ed estivo che dà sfoggio di sé nel lussureggiare dei suoi panorami.

Brevi note biografiche

Paolo Cognetti è nato a Milano nel 1978. Tra i suoi libri: Sofia si veste sempre di nero (minimumfax 2012), Il ragazzo selvatico (Terre di mezzo 2013) e Senza mai arrivare in cima (Einaudi 2018 e 2019). Nel 2021 ha curato L’Antonia su Antonia Pozzi (Ponte alle Grazie). Sempre nel 2021 esce, sia come film-documentario sia in forma di podcast, Paolo Cognetti. Sogni di Grande Nord. Con Le otto montagne (Einaudi 2016 e 2018), che è stato tradotto in oltre 40 paesi e dal quale è stato tratto un film di prossima uscita, ha vinto il Premio Strega, il Prix Médicis étranger e il Grand Prize del Banff. Per Einaudi ha pubblicato anche La felicità del lupo (2021).(da Einaudi Autore)

Patrick Modiano “Inchiostro simpatico”, presentazione

Jean Eyben, protagonista e voce narrante del romanzo, è ed è stato alla ricerca della giovane e misteriosa Noëlle Lefebvre, la donna scomparsa, un caso insoluto, che riecheggia dal passato nel presente, un’ indagine irrisolta dell’allora ventenne praticante detective, a metà degli anni ‘60: pochi frammenti, pochi indizi fino a venire in possesso, in modo fortuito, dell’agenda di Noëlle, ma anche qui elementi troppo scarsi; la rinuncia a continuare a cercare diventa inevitabile sebbene a distanza di tempo alcuni indizi poco chiari o poco rivelatori riappaiano e riemergono in una prospettiva diversa, tra ricordo e dimenticanza.

Il titolo è emblematico: come l’inchiostro simpatico è una scrittura coperta, così il passato riemerge coperto a tratti tra la memoria e l’oblio.

Traduzione di Emanuelle Caillat

“Per un investigatore un caso irrisolto è sfida, rimorso, tormento, fantasma. Forse per questo Jean Eyben, che da giovane ha lavorato presso l’agenzia di Hutte, custodisce ancora il fascicolo sulla scomparsa di Noëlle Lefebvre. Pochi dettagli, sbiaditi dal tempo, che riportano Jean sulle ingannevoli piste seguite nella speranza di ritrovare quella donna misteriosa. Anche a distanza di anni, Jean continua a raccogliere indizi inattesi per le strade di Parigi, tra le righe dell’agenda di Noëlle, negli abissi della memoria. Ma la chiave per scoprire la verità sembra scritta con l’inchiostro simpatico: perché si riveli, Jean dovrà cercare la formula giusta. Nei suoi ricordi”.(dal Catalogo Einaudi)

Patrick Modiano è nato nel 1945 a Boulogne-Billancourt. Tra le sue opere tradotte in italiano ricordiamo i romanzi Via delle botteghe oscure (pubblicato in Italia da Bompiani), vincitore del Prix Goncourt 1978, Dora Bruder (Guanda) e, pubblicati con Einaudi, Un pedigreeBijouNel caffè della gioventú perdutaL’orizzonteL’erba delle nottiPerché tu non ti perda nel quartiereIncidente notturnoDall’oblio piú lontanoRicordi dormientiInchiostro simpatico, la raccolta di racconti Sconosciute, la pièce Il nostro debutto nella vita. Nel 2012 gli è stato assegnato il Premio Bottari Lattes Grinzane. Nel 2014 è stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura con la seguente motivazione: «Per l’arte della memoria con la quale ha evocato il destino umano piú inafferrabile e fatto scoprire il mondo vinto sotto l’occupazione».(da Einaudi Autori)

Robert Seethaler “L’ultimo movimento” presentazione

Nell’Ultimo movimento Robert Seethaler racconta l’ultimo anno di vita e la drammatica gelosia per la moglie del grande compositore e acclamato direttore d’orchestra Gustav Mahler nato a Kaliště (Boemia) nel 1860, di famiglia ebrea, e morto a Vienna il 18 maggio 1911.

Il romanzo ha inizio nel 1910 quando su una nave il musicista sta tornando dagli Stati Uniti in Europa: è malato da tempo, il suo cuore è malato, un difetto mitralico che l’impegno lavorativo e la difficile situazione matrimoniale acuiranno. Ha sacrificato molto alla musica, anche il suo matrimonio con la bella Alma Schindler conosciuta ventenne nel 1901 in un salotto a Vienna.

Ora lei, trentenne, ha un amante, Walter Gropius l’ architetto innovatore che legherà il suo nome alla Bahuaus, e vuole separarsi ma sarà solo la sua malattia a trattenerla consapevole che quel sibilo del cuore del marito che aveva già sentito e che l’aveva tanto spaventata era diventato letale.

L’anno dopo Mahler si spegnerà lasciando ai posteri un patrimonio di musica, sinfonie e Lieder che dal linguaggio romantico avevano aperto la strada alla musica moderna

“Finalista al Deutscher Buchpreis, tra i romanzi piú venduti dell’ultima stagione letteraria tedesca, L’ultimo movimento, struggente ritratto di un grande artista nel momento del suo addio alla vita, costituisce una splendida conferma del posto di rilievo che spetta a Robert Seethaler nella letteratura di lingua tedesca contemporanea”.( da Neri Pozza Libri)

e anche

Brevi note biografiche

Robert Seethaler è nato a Vienna nel 1966. Autore e sceneggiatore, nel 2007 il suo romanzo d’esordio è stato premiato con il prestigioso premio del Buddenbrookhaus. Ha ottenuto numerose borse di studio, tra cui la Alfred Döblin dalla Academy of Arts, e il film tratto dalla sua sceneggiatura (Die zweite Frau) ha ricevuto un importante riconoscimento al Festival del Cinema di Monaco di Baviera nel 2009. Una vita intera è stato un grande successo di critica e pubblico. Attualmente vive tra Vienna e Berlino.

André Aciman “Mariana”, presentazione

Lo spunto per il suo ultimo romanzo nasce durante la lettura di Lettere di una monaca portoghese: cinque lettere di una giovane religiosa portoghese, Mariana, sedotta e abbandonata da un ufficiale francese tornato poi in Francia, come precisa lo stesso Autore (tuttolibri La Stampa 9 ottobre 2021) presentandolo:

“ Il candore della sofferenza di Mariana, l’eleganza e il tatto nella sua decisione di epurare la propria prosa da ogni possibile amarezza e l’irresistibile grazia della sua saggezza quando si abbandona alla supplica pur sapendo sia invano, mi conquistarono. Ne ammiravo il talento e la disincantata abilità nell’analizzare il proprio amante e, in ultima istanza, se stessa.”

Decide così di scrivere una versione moderna della storia di Mariana ambientata, nell’originale, nel XVII secolo: Mariana è una giovane dottoranda che, dalla provincia americana, si reca in Italia per un semestre di studio all’Accademia d’arte dove incontra Itamar pittore, bello e gran seduttore del quale si accende di passione sebbene consapevole dei rischi. Presto infatti, sbolliti gli ardori, l’atteggiamento di lui cambierà precipitando la protagonista nel dolore e in una nuova solitudine “Finito l’amore, ci si ritrova sempre soli. E forse è proprio questo l’aspetto che volevo si cogliesse nella mia versione del racconto di Mariana”

Nel testo, organizzato come una lettera mai spedita, la protagonista descrive il ricordo della sua relazione, la disperazione, l’ossessione, il desiderio e il pentimento per i vani tentativi di riaprirla.

“André Aciman, cantore odierno dell’attrazione, si è ispirato a Lettere di una monaca portoghese, il libro-scandalo pubblicato sotto pseudonimo che per il realismo e l’audacia nel raccontare la passione amorosa, alla fine del XVII secolo segnò una vera svolta letteraria. Ci consegna così, riportandola all’oggi, la storia di un amore totale, un acuto romanzo psicologico contrassegnato da un eros spietato, inesorabile, che inganna e ferisce, ma a cui è impossibile resistere”.( da Libri Guanda)

Brevi note biografiche

André Acimaninsegna letteratura comparata alla City University di New York e vive con la famiglia a Manhattan. Guanda ha pubblicato nel 2008 il suo romanzo d’esordio, Chiamami col tuo nome, da cui è stato tratto nel 2018 il fortunatissimo film diretto da Luca Guadagnino e i cui protagonisti tornano nel romanzo del 2019, ­Cercami. Sempre per Guanda sono usciti inoltre Notti biancheHarvard Square, ­Variazioni su un tema originale; il memoir Ultima notte ad Alessandria e la raccolta di saggi Città d’ombra. ( da Guanda Autori)

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L’ultima estate

Chiamami con il tuo nome e Cercami

Joyce Carol Oates “La notte, il sonno, la morte e le stelle” presentazione

Traduzione di Carlo Prosperi.

Il titolo riprende l’ultimo verso di “Limpida mezzanotte” di Walt Whitman e fa parte della raccolta “Foglie d’erba”; interrogata la Oates relativamente alla scelta, ha risposto in una recente intervista ( Caterina Soffici tuttolibri La Stampa 9 ottobre 2021) “è una frase che ho sempre ammirato. Il romanzo – nella sua ampiezza e profondità – copre così tante emozioni interiori, tra cui l’accettare l’inevitabilità della morte”.

In queste poche righe la chiave di lettura dell’ultimo romanzo dell’autrice in cui si affronta il dolore per la morte di una persona cara cercando di sopravvivere al dramma continuando a vivere.

Protagonisti sono i componenti la famiglia McClaren, Thom, Beverly, Lorene, Sophia e Virgil i cinque figli, Jessalyn, la madre e moglie del sessantasettenne John Earle, “Whitey” McClaren, ex sindaco di una piccola cittadina, un uomo rispettato che ritiene giusto intervenire quando due poliziotti aggrediscono un giovane di colore ma, per difendere il ragazzo e finito a terra, viene colpito dal taser: entrerà in coma, morirà in ospedale.

Con la scomparsa del capofamiglia ciascuno dei componenti manifesta nuove e diverse identità, così i figli, così Jessalyn, che nella necessità di sopravvivere alla tragedia, reagisce aprendosi alla nuova vita.

[…] Le loro vite, l’idea che avevano di sé e i rapporti all’interno della famiglia, che sembravano immutabili all’ombra di Whitey, cambieranno per sempre. Un romanzo avvincente che, attraverso il prisma di un dramma familiare, racconta in maniera magistrale uno spezzato degli Stati Uniti contemporanei. Con uno stile lirico e spietato, Joyce Carol Oates torna ad affrontare alcuni dei temi che le sono cari: il lato oscuro dell’America, il razzismo, i traumi familiari” (da La nave di Teseo Editore).

e anche

Brevi note biografiche

Joyce Carol Oates ha ricevuto numerosi importanti riconoscimenti, tra i quali vale la pena ricordare: la National Medal of Humanities, il National Book Critics Circle Ivan Sandrof Lifetime Achievement Award, il National Book Award e il PEN/Malamud Award for Excellence in Short Fiction. Autrice enormemente prolifica, ha scritto alcune delle opere più significative del nostro tempo, tra le quali: BlondeEpopea americanaI ricchi. Per La nave di Teseo ha pubblicato Ho fatto la spia (2020). Insegna alla Princeton University ed è membro dell’American Academy of Arts and Letters dal 1978.

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Pericoli di un viaggio nel tempo

Fernando Aramburu “I rondoni” presentazione

Nell’ultimo romanzo di Aramburu, arrivato di recente in libreria per Guanda nella traduzione di Bruno Arpaia, il protagonista è Toni, un cinquantaquattrenne professore di filosofia al Liceo: vive senza affetti se non quello della cagnolina Pepa, è deluso, amareggiato della propria vita, decide pertanto di farla finita dandosi un anno di tempo, un periodo che gli servirà per sistemare le faccende personali e decidendo anche la data. Una morte prevista, un finale già fissato.

Come può vivere un uomo il tempo rimanente nella certezza della propria fine?

È questo il tema portante del romanzo.

La decisione intrapresa lo porta a “liberarsi” anche dei ricordi del tempo inutilmente trascorso tra frustrazioni e giornate gravate dalla noia.

Inizierà così ad annotare questi ultimi periodi della propria vita, brevi note di quanto accade attorno a lui: c’è Madrid, la Spagna e la sua crisi, situazioni quotidiane, amori, memorie, mentre sistematicamente svuota la propria libreria abbandonando i propri libri qua e là, quasi inutili orpelli alla propria esistenza proprio come i diversi momenti ed esperienze e incontri e affetti che è stato incapace di utilizzare al meglio.

[…] “comincia a scrivere qualche riga al giorno di cronaca personale: prendono corpo nelle sue pagine storie di famiglia, e riemerge una donna respinta, però sempre capace di una generosità autentica e travolgente. E giorno dopo giorno, il distacco dalla vita si trasforma in un canto alla vita e a tutto quello che ancora può dare: l’amicizia, l’amore, la libertà. Quella libertà simboleggiata dal volo dei rondoni, che come ogni primavera torneranno, a portare la speranza che si credeva perduta”.( da Guanda Libri)

Brevi note biografiche

Fernando Aramburu, nato a San Sebastián nel 1959, ha studiato Filologia ispanica all’Università di Saragozza e negli anni Novanta si è trasferito in Germania per insegnare spagnolo. Dal 2009 ha abbandonato la docenza per dedicarsi alla scrittura e alle collaborazioni giornalistiche. Patria, grande successo di critica e di pubblico in Spagna, vincitore del Premio de la Crítica, tradotto in 34 lingue, è stato pubblicato nel 2017 da Guanda e ha avuto anche in Italia una straordinaria accoglienza, vincendo il Premio Strega Europeo e il Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Nel 2020 Guanda ha pubblicato un graphic novel ispirato al romanzo. Sempre per Guanda sono usciti Anni lenti (2018), Dopo le fiamme (2019), Mariluz e le sue strane avventure (2019) e Il rumore di quest’epoca (2021).(da Guanda Autori)

Simonetta Agnello Hornby “Punto pieno” presentazione

Terzo romanzo della saga della Famiglia Sorci, blasonati palermitani, come in Caffè amaro e Piano nobile. In questo terzo volume la storia ha inizio nel 1955 con la morte improvvisa del barone Andrea Sorci e si concluderà con il delitto Falcone nel 1992,

Molti i personaggi che si muovono sullo sfondo della nuova pagina di storia nata dal secondo conflitto mondiale che vede sorgere speranze ma anche la mafia riprendere il posto occupato e molto più potente di prima tra collusione, privilegi corruzione politica, prepotenze e imbrogli: Vallo, il figlio illegittimo del barone, e le sue connivenze e le sue scelte d’amore, Rico il nipote del barone Andrea e la moglie di lui Rita Sala, le tre zie, le tre sagge, alle quali si lega il titolo del romanzo stesso, hanno infatti dato vita, nella sagrestia della chiesa dei Santi Scalzi, al Circolo del Punto Pieno nome di un preciso tipo di ricamo e ricamano dai corredini, alle tovaglie, e lenzuola e asciugamani, riunendo varie donne, di diversa estrazione sociale, che cucendo chiacchierano, si confrontano, incorrendo nell’ostilità di chi vede un “pericolo” in queste riunioni al femminile:

“Dalla nobildonna alla monaca di casa, alla prostituta, in quel “tripudio febbrile delle dita” si dà forma a una sorta di adunanza femminile dove si discute, si commenta, ci si consola, si offre una speranza di cambiamento e si rammendano traumi sociali e famigliari. È una nuova sorellanza basata su una “separazione dal mondo fuori che solo le donne, quando sono insieme, riescono a creare e a difendere”.( da Feltrinelli Editore)

E la saga continua…

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

Simonetta Agnello Hornby e Maria Rosario Lazzati “La cucina del buon gusto”

Simonetta Agnello Hornby “Piano nobile” presentazione

Alessia Gazzola “La ragazza del collegio” presentazione

Giallo e rosa i due colori che la Gazzola sa ben mescolare nei suoi romanzi che nel caso specifico riguardano una protagonista di successo: Alice Allevi, non più allieva ma ormai specialista in Medicina Legale e felicemente realizzata anche a livello sentimentale con Claudio Conforti.

Una sfida, come scrive l’autrice in una pagina recente ( tuttolibri La Stampa Sabato 9 ottobre 2021) in cui illustra il suo nuovo romanzo, proprio perché la serie che la vede personaggio principale la segue proprio in quegli anni in cui Alice è “un’allieva”, una studentessa precaria e giovane che deve ancora realizzarsi in una relazione importante.

La volontà di questo ritorno lo spiega la stessa Gazzola, doveva “servire a riannodare alcuni fili rimasti sospesi nei precedenti” e mettere a fuoco gli obiettivi di una donna con una relazione stabile e un impiego da professionista. Anche per Alice c’è un ritorno, in Italia, da Washington insieme a Claudio Conforti che potrebbe aspirare a diventare il nuovo Supremo dell’Istituto

Ed ecco allora la nuova Alice alle prese con un nuovo caso, quello di Francesca, una ventitreenne investita e uccisa da un’auto pirata.

Un incidente o la volontà di uccidere?

C’è quindi tanto da indagare per la protagonista da sempre ottimo segugio, anche se dilettante. Ma non sarà l’unico caso a coinvolgere la dottoressa specializzata ormai in Medicina Legale, ma anche quello di un bambino, un trovatello silenzioso che pare non saper parlare, e di cui non si nulla né chi siano i genitori, né da dove venga.

Da Longanesi Libri

“Alice è tornata dopo un intenso periodo vissuto a Washington insieme a Claudio Conforti, e c’è una ragione precisa dietro la decisione della coppia più scintillante della medicina legale. Per Claudio, infatti, questa è l’occasione della vita: la Wally sta per andare in pensione e la corsa alla successione in qualità di direttore dell’istituto sembra aperta e subito chiusa: CC appare come la persona ideale per assurgere al  ruolo di nuovo «Supremo» dell’istituto. Ma, mentre lo scatto  di carriera di Claudio, contro ogni previsione, si rivela tutt’altro che facile, Alice – ora medico legale praticante a tutti gli effetti – si trova coin­vol­ta non in uno ma in ben due casi che presto si dimostrano in grado di mettere alla prova il  suo ben noto fiuto investigativo”. […]

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri.com

Alessia Gazzola e la nuova trilogia con Costanza Macallè

Alessia Gazzola “Lena e la tempesta” 

Premio Bancarella ad Alessia Gazzola con “Il ladro gentiluomo”

Alessia Gazzola “Un tè a Chaverton House

Younis Tawfik “La sponda oltre l’inferno” Oligo Editore

Il mare è un mostro. È malvagio. Un polpo con tentacoli senza fine. Un’affascinante bestia mitologica con la pelle liscia e morbida come seta. Ti avvolge dolcemente, ma ti divora quando è arrabbiata. È un essere senza pietà.

Quante vite si perderanno ancora nel Mediterraneo? E cosa sarà dei migranti giunti sulla sponda oltre l’inferno? In questo nuovo avvincente romanzo Younis Tawfik, iracheno di nascita e tra i maggiori esperti di Medio Oriente in Italia, pone al lettore queste e tante altre domande. E lo fa attraverso cinque destini, cinque vite di superstiti di un naufragio al largo della Libia che si incontrano seduti in cerchio sotto la luna di Lampedusa. I protagonisti, quattro uomini e una donna provenienti da diversi paesi dell’Africa, si sono conosciuti in un centro di detenzione alle porte di Tripoli, ultima tappa dei micidiali viaggi della salvezza. Insieme hanno rischiato di morire per mano di crudeli carcerieri, sotto i colpi della fame, il dilagare delle malattie e, infine, fra le onde del Mediterraneo. Un racconto polifonico, umanissimo e straziante, dove la reciproca testimonianza diventa catarsi e restituisce a uomini e donne feriti la loro dimensione di essere umani.

Pagine 288 pagine 16,90

Younis Tawfik è nato a Mosul, in Iraq. Nel 1979 si trasferisce a Torino dove nel 1986 si laurea in Lettere, per poi dedicarsi alla divulgazione della letteratura araba (traducendo autori quali Gibran) e collaborare come opinionista a testate come “Repubblica”, “Il Mattino” e “Il Messaggero”. Attualmente presiede il Centro culturale italo-arabo di Torino “Dar al-Hikma” ed è membro della Consulta islamica in Italia. Ha pubblicato libri di poesia e vari saggi e romanzi, soprattutto per Bompiani, tra cui ricordiamo L’Iraq di Saddam (2003), Il Profugo (2006), La sposa ripudiata (2011) e La straniera, vincitore del Premio Grinzane Cavour, pubblicato nel 2000 e riproposto nel 2021. Da questo libro nel 2009 è stato tratto l’omonimo film con la regia di Marco Turco.

Jonathan Franzen “Crossroads” presentazione

Crossroads il nuovo romanzo di Jonathan Franzen arriva in Italia con la traduzione di Silvia Pareschi per Einaudi.

Inaugura una trilogia dal principio degli anni Settanta ai giorni nostri.

Il primo corposo volume si apre con la famiglia del pastore Russell Hildebrandt in una cittadina immaginaria dell’Illinois al tempo della guerra del Vietnam, tra Natale e Pasqua, quando per il protagonista ha inizio un periodo in cui quanto costruito da buon cristiano, seguendo i principi della religione anabattista mennonita improntati al pacifismo, va in frantumi: il ventennale matrimonio con Marion non è più tale, intrattiene infatti una relazione con una parrocchiana più giovane; dei tre figli il maggiore abbandona gli studi per partire volontario, la figlia è incinta di un hippy, il piccolo è già provato all’alcool e alle droghe e sono iscritti entrambi ad un gruppo giovanile cristiano il Crossroads, da cui il titolo del romanzo, di cui è fondatore un altro pastore, Rick Ambrose, carismatico e quindi manipolatore, inviso a Russ

Si prospetta quindi lo scenario di un’America in piena transizione dove i protagonisti sono però capaci di guardare al futuro, di sognare una vita diversa.

“[…]Ancora una volta, con l’ironia e l’empatia che sono la cifra della sua letteratura, Jonathan Franzen racconta una storia unica e insieme universale, sullo sfondo di un paese che non ha mai smesso di rifondare i propri miti”

Crossroads è un romanzo intenso e trascinante, a tratti comico, a tratti drammatico e pieno di dolore, che segna il ritorno di Franzen nel cuore del cuore del paese, il Midwest delle Correzioni, e lo conferma come lo scrittore di punta della sua generazione”.( dal Catalogo Giulio Einaudi Editore)

e anche

Brevi note biografiche

Jonathan Franzen ha scritto sei romanzi (La ventisettesima cittàForte movimentoLe correzioniLibertàPurity e Crossroads), quattro raccolte di saggi (Come stare soliPiú lontano ancoraLa fine della fine della terra e E se smettessimo di fingere?), e l’autobiografia Zona disagio. Ha annotato un compendio di saggi di Karl Kraus nel volume Il progetto Kraus. Inoltre ha pubblicato racconti e saggi su «The New Yorker» e su «Harper’s». In Italia tutte le sue opere sono pubblicate da Einaudi.(da Einaudi Autori)