Tre presentazioni in breve: Boccardi, Carlini, Galzerano.

Luciana Boccardi La signorina Crovato

Luciana Boccardi, veneziana, esordisce nella narrativa con un memoir dopo una lunga carriera nel giornalismo di moda e sulle pagine del Gazzettino.

Si apre a pochi anni dallo scoppio della Seconda guerra mondiale e sin dalla prima pagina si accenna alla “disgrazia” che aveva colpito la famiglia: Primo giorno delle elementari. Anno 1938. Stavo per compiere sei anni: ero appena tornata dalla campagna dove mi avevano mandato quando era accaduta “la disgrazia” e dove ero rimasta molto a lungo senza quasi mai vedere nessuno della mia famiglia, che pensavo mi avesse abbandonata.

“Un racconto di formazione irripetibile, tratto da una storia vera.

Ha tre anni e mezzo, Luciana, quando la “disgrazia” colpisce la sua famiglia. È il 1936 e Venezia è ancora una città dove la gente si saluta per strada, una città vivace, piena di botteghe, di piccoli artigiani e professionisti. Il suo adorato papà, clarinettista, ateo e antifascista, non può più provvedere alla famiglia e la mamma è costretta ad arrangiarsi: per lei è l’inizio di una lunga serie di vicissitudini segnate dal continuo assillo della miseria. Luciana le attraversa tutte, con pazienza, senza mai perdere la gioia di vivere e la curiosità che la rendono tanto unica e speciale. Nel frattempo, impara mille mestieri. […] Di notte, intanto, si esercita come dattilografa, nella speranza di trovare un posto fisso: e quando, finalmente, il suo sogno si avvera, un mondo nuovo le si apre davanti, meraviglioso e inaspettato.
[…] Sospeso tra finzione e realtà, La signorina Crovato è la storia di un’infanzia rubata e dell’incredibile capacità di resistenza di uno spirito libero, narrata con un atteggiamento lucido e brillante e un piglio davvero inconfondibile”.(Dal Catalogo Fazi Editore)

Alessandro Carlini Gli sciacalli, Newton Compton Editori

Candidato al Premio Strega, proposto da Paolo Ruffilli.

Carlini, giornalista e scrittore, ha esordito con “Partigiano in camicia nera” con cui ha vinto il Premio città di Como e il Premio Carver.

Il giallo è ambientato a Ferrara nel 1945.

Aldo Marano, sostituto procuratore, indaga su una serie di morti e su un’automobile nera 1100 cui si legano le vittime, prevalentemente di ceto abbiente e con simpatie fasciste. Omicidi e vendette.

La trama è sorretta da un’ampia documentazione storica

Giuseppe Galzerano, scrittore ed editore, ricostruisce nel libro Salsedo, l’anarchico “suicidato” dalla polizia americana, la tragica fine dell’anarchico sospettato di appartenere a un’organizzazione che da mesi compiva attentati dinamitardi. Un ponderoso volume in cui l’autore ricostruisce con un’ampia documentazione e ricerca la vita dell’anarchico siciliano che nel 1920, quando negli USA si era diffuso il timore rosso e la conseguente caccia ai rivoltosi, nella notte del 3 maggio volò giù dal quattordicesimo piano del Park Row Building di New York che ospitava il dipartimento di giustizia e l’FBI. Una morte oscura che precedette l’arresto di Sacco e Vanzetti la cui estraneità fu riconosciuta postuma.

Per saperne di più l’articolo su Il Corriere on line “Andrea Salsedo vita e morte di un anarchico italiano a New York”

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