Alicia Giménez-Bartlett “Autobiografia di Petra Delicado” Presentazione

Si può scrivere la biografia di un personaggio da romanzo?

La risposta è sì, lo ha fatto Alicia Giménez-Bartlett, nota scrittrice spagnola di gialli la cui protagonista è l’ispettrice di polizia Petra Delicado, dal titolo “Autobiografia di Petra Delicado” una delle novità librarie di questo primo scorcio del 2021.

Può sembrare un’operazione semplice, ma quanto un autore conosce del proprio personaggio? E non è una pagina autobiografica della scrittrice perché deve essere coerente con quanto già scritto sulla protagonista, presente in ben undici romanzi e vari racconti.

E così, con un magistrale espediente narrativo, le affida il compito di ripensare se stessa, in un convento in Galizia, dentro una pagina di storia più ampia che parte dal periodo franchista; Petra si mette a nudo e ci racconta tutto di sé. in modo sincero e magari liberatorio, ripercorrendo i rapporti fondamentali attraverso i quali passa la crescita di ciascuno di noi, quelli che sono poi alla base della nostra formazione: il rapporto con la madre, l’infanzia, gli studi, l’amore, la sessualità. Un saggio di Petra lo abbiamo avuto nella miniserie prodotta da Sky che ha per interprete protagonista Paola Cortellesi diretta da Maria Sole Tognazzi: l’ispettrice è un personaggio schivo, diretto, disarmante, decisa sempre ad arrivare in fondo pur di arrivare alla verità. Non ci resta che leggere le sue pagine per scoprirla non solo come ispettrice.

Dal Catalogo Sellerio

Traduzione dallo spagnolo di Maria Nicola. Titolo originale: Sin muertos

Alicia Giménez-Bartlett firma un romanzo sorprendente che sposta il centro del racconto dal delitto al personaggio. Petra Delicado, la dura, femminista e idealista, poliziotta di strada per le vie di Barcellona, si racconta in una confessione ininterrotta, calda e autentica, e si interroga sul senso della vita e la complessità dei rapporti umani.

Isabel Allende “Donne dell’anima mia. Dell’amore impaziente, della lunga vita e delle streghe buone” presentazione

Il percorso autobiografico della scrittrice cilena si apre con un’affermazione: “Non esagero quando dico che sono femminista dai tempi dell’asilo” a cui aggiunge precisando, di credere che all’origine della sua ribellione all’autorità maschile ci fosse stata la situazione della madre Panchita abbandonata dal marito, tornata quindi a vivere in famiglia, assoggettata al padre e ai fratelli: era piccola, ma soffriva nel vederla così giovane e bella non solo sottomessa ma anche tarpare le ali al proprio talento.

Un’altra certezza a cui sono giunta con la terapia, all’età di cinquant’anni, è che sicuramente la mancanza di un padre nella mia infanzia deve aver contribuito a fare di me una ribelle.

Come il non aver accettato la figura del patrigno, lo zio Ramon, come lei lo chiamava, un uomo che avrebbe imparato a stimare molto tempo dopo, quando divenne madre. Ma non solo passato nelle pagine della Allende: figure di donne, la sua amica Olga e la sua agente letteraria, le sue lotte per l’emancipazione femminile, una lotta lunga e non ancora terminata, i suoi trascorsi sentimentali e professionali, i suoi dolori e la sua terza età, vissuta da donna che si porta addosso il retaggio del passato di cui non è riuscita a liberarsi totalmente.

Dal Catalogo Feltrinelli Editore

Con leggerezza e ironia, Isabel Allende rievoca momenti del passato e indugia sul presente per raccontarci le ragioni del suo femminismo. L’autrice parte dalle origini, dalla sua infanzia e adolescenza passate nella cornice di una rigida struttura patriarcale. L’istinto di ribellione è una sorta di reazione naturale al maschilismo imperante che genera in lei l’attitudine che negli anni l’ha portata a schierarsi sempre con i deboli, gli emarginati e tutte le donne che ancora lottano per l’emancipazione. Isabel ci racconta le tappe del suo cammino, a partire dal raggiungimento dell’indipendenza economica, le relazioni tra sessi, la sua biografia sentimentale e professionale. E poi la terza età, ciò che significa per lei, donna pienamente liberata e convinta che i modelli imposti portino a una forma di pregiudizio contro la vecchiaia non dissimile dagli atteggiamenti sessisti e razzisti.

Brevi note biografiche

Isabel Allende è nata a Lima, in Perù, nel 1942, ma è vissuta in Cile fino al 1973 lavorando come giornalista. Dopo il golpe di Pinochet si è stabilita in Venezuela e, successivamente, negli Stati Uniti. Il suo primo romanzo, La casa degli spiriti del 1982 (Feltrinelli, 1983).

e anche:

recensioni a varie opere della Allende su mangialibri