Nita Prose “La cameriera”, presentazione

Traduzione di Licia Vighi.

Nita Prose, il cui vero cognome è Pronovost, è stata editor di libri altrui, ora ha deciso di scrivere i propri, “La cameriera” ne è l’esordio. La protagonista è Molly una cameriera venticinquenne che lavora ai piani di un hotel di lusso coinvolta in un omicidio avvenuto all’interno. Si dedica con passione al suo lavoro, una passione maniacale per la pulizia e l’ordine la rendono una professionista molto ricercata.

Altro protagonista è l’Hotel nel quale Molly lavora il Regency Grand Hotel, vi convivono due mondi: uno “di sopra”, dove regnano il lusso e l’eleganza, e un “di sotto”, fatto di corridoi bui, luci al neon e cose sporche in stanze sporche, che viene portato avanti da persone che lavorano duramente per mantenere l’illusione a uso e consumo dei clienti, dichiara in una recente intervista a Laura Pezzino su tuttolibri (La Stampa 16 aprile 2022). E l’hotel è uno di quei microcosmi in cui la struttura estremamente gerarchica della società può essere più facilmente notata.

Nella vita della protagonista c’è stata una figura fondamentale, quella della nonna, personaggio che occupa un posto da coprotagonista all’interno del romanzo, della quale sente la mancanza e senza la quale è stata costretta ad affrontare da sola le difficoltà di relazione che la caratterizzano e che lei invece sapeva opportunamente indirizzare. Anche se non appare mai in carne e ossa, è uno dei personaggi più interessanti del romanzo, una vera matriarca, aggiunge nel corso della sua intervista l’autrice. Ma la vita di Molly sarà sconvolta anche da un altro accadimento: entrata nella suite del milionario Charles Black lo trova assassinato nel suo letto.

[…] il suo comportamento insolito insospettisce la polizia, che la considera la principale sospettata. Si ritrova presto intrappolata in una rete di inganni, che non ha idea di come districare. Fortunatamente per Molly gli amici che non ha mai saputo di avere la aiutano nelle indagini alla ricerca del vero assassino. Riusciranno a trovarlo prima che sia troppo tardi? Molly, però, non ha raccontato tutto ciò che ha visto quando ha trovato il cadavere, e l’ha fatto per una ragione ben precisa… (da La nave di Teseo)

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Brevi note biografiche

Nita Prose è canadese e vive a Toronto, lavora da sempre con i libri, è stata l’editor di importanti autori lavorando per diverse case editrici. La cameriera  è il suo romanzo d’esordio, è in corso di pubblicazione in oltre 35 paesi ed è stato al numero uno dei bestseller del The New York Times e del Toronto Star.

Umberto Eco “Filosofi in libertà”, presentazione

Ritorna in libreria per la nave di Teseo “Filosofi in libertà” datato 1958, un libro allora editato in 500 copie numerate che il suo autore firmò con lo pseudonimo di Dedalus, personaggio joyciano molto amato, corredato da 15 tra disegni e vignette schizzati dell’autore durante congressi e riunioni; nella recente edizione si accompagnano al testo originale alcune integrazioni nella sezione “Scrittori in libertà”, dedicata tra gli altri a Marcel Proust, James Joyce e Thomas Mann, gli autori prediletti da Eco.

Oltre ad essere uno scritto giovanile presenta un aspetto nuovo in quanto poco conosciuto di quella che lo stesso Eco definì “saggistica leggera”.

L’opera si compone di una serie di ritratti di protagonisti della storia della filosofia tratteggiati in filastrocche. Le filastrocche erano state composte in epoche diverse ed erano state lette in piazza San Marco durante il Congresso Internazionale di Filosofia del 1958, scritte dopo le vignette che Eco aveva disegnato. La prima edizione era costituita da un volumetto in tela rossa cui era seguita un’edizione, sempre in 500 copie, in tela azzurra, nel 1959, come racconta lo stesso Eco nella nota al volume,

“Un piccolo Bignami, si potrebbe dire, della storia della filosofia in forma di filastrocca, un genere assai familiare fin dall’infanzia di Eco, assiduo lettore del “Corriere dei Piccoli”. Ai testi si accompagnano talvolta delle argute, sapide vignette dell’autore, in armonia con il costume satirico espresso da testate come “Candido” e “Il Travaso”.(da La nave di Teseo)

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Brevi note biografiche

Umberto Eco (Alessandria 1932 − Milano 2016), filosofo, medievista, semiologo, massmediologo, ha esordito nella narrativa nel 1980 con Il nome della rosa (premio Strega 1981), seguito da Il pendolo di Foucault (1988), L’isola del giorno prima (1994), Baudolino (2000), La misteriosa fiamma della regina Loana (2004), Il cimitero di Praga (2010) e Numero zero (2015). Tra le sue numerose opere di saggistica (accademica e non) si ricordano: Trattato di semiotica generale (1975), I limiti dell’interpretazione (1990), Kant e l’ornitorinco (1997), Dall’albero al labirinto (2007), Pape Satàn aleppe (2016) e Il fascismo eterno (2018). Ha pubblicato i volumi illustrati Storia della Bellezza (2004), Storia della Bruttezza (2007), Vertigine della lista (2009), Storia delle terre e dei luoghi leggendari (2013) e Sulle spalle dei giganti (2017).

William Faulkner “Bandiere nella polvere”, presentazione

Nella nuova traduzione di Carlo Prosperi, dall’edizione integrata curata da Noel Polk il principale curatore delle edizioni dei romanzi di Faulkner, La nave di Teseo ripropone nella sua versione originale“ Bandiere nella polvere” la cui storia editoriale ha inizio nel 1927 quando, rifiutato da molti editori, venne finalmente accettato e pubblicato con molti tagli nel 1929 con il titolo “Sartoris” dal nome della famiglia che ne è protagonista, quasi un’istituzione della contea di Yoknapatawpha del Mississippi, dove il romanzo si ambienta, nella grande tenuta nei pressi di Jackson.

Dal vecchio colonnello John, il capostipite, ricco proprietario terriero che aveva combattuto nella guerra civile e costruito una ferrovia locale, i tempi sono cambiati; la prima guerra mondiale lascia il suo segno sulla nuova generazione dei Sartoris: molti giovani sono partiti e hanno attraversato l’Oceano per combatterla, ma non tutti sono tornati, Bayard Jr. torna dall’Europa ma senza il fratello gemello John. Il sentimento di colpa per essere lui rimasto vivo vedrà il giovane Bayard Jr. furoreggiare nella contea che nemmeno l’amore potrà sedare.

“Con Bandiere nella polvere, il premio Nobel William Faulkner compie un romanzo corale ed epico che attraversa la storia del Novecento: dà voce alla segregazione razziale, mostra le cicatrici della guerra, racconta la giovane America che sta nascendo sotto le ceneri del passato. Questa nuova traduzione di Carlo Prosperi, finalmente condotta sull’edizione integrata curata da Noel Polk, restituisce la lingua variegata dei personaggi di Faulkner, una ballata del sud dolente e sincopata che ci immerge come mai prima nel suono luminoso del Mississippi”. (da La nave di Teseo)

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Brevi note biografiche

William Faulkner (1897-1962), scrittore, sceneggiatore, poeta e drammaturgo, ha ricevuto il premio Nobel nel 1949 ed è considerato uno dei più importanti romanzieri della letteratura mondiale.

Joyce Carol Oates “La notte, il sonno, la morte e le stelle” presentazione

Traduzione di Carlo Prosperi.

Il titolo riprende l’ultimo verso di “Limpida mezzanotte” di Walt Whitman e fa parte della raccolta “Foglie d’erba”; interrogata la Oates relativamente alla scelta, ha risposto in una recente intervista ( Caterina Soffici tuttolibri La Stampa 9 ottobre 2021) “è una frase che ho sempre ammirato. Il romanzo – nella sua ampiezza e profondità – copre così tante emozioni interiori, tra cui l’accettare l’inevitabilità della morte”.

In queste poche righe la chiave di lettura dell’ultimo romanzo dell’autrice in cui si affronta il dolore per la morte di una persona cara cercando di sopravvivere al dramma continuando a vivere.

Protagonisti sono i componenti la famiglia McClaren, Thom, Beverly, Lorene, Sophia e Virgil i cinque figli, Jessalyn, la madre e moglie del sessantasettenne John Earle, “Whitey” McClaren, ex sindaco di una piccola cittadina, un uomo rispettato che ritiene giusto intervenire quando due poliziotti aggrediscono un giovane di colore ma, per difendere il ragazzo e finito a terra, viene colpito dal taser: entrerà in coma, morirà in ospedale.

Con la scomparsa del capofamiglia ciascuno dei componenti manifesta nuove e diverse identità, così i figli, così Jessalyn, che nella necessità di sopravvivere alla tragedia, reagisce aprendosi alla nuova vita.

[…] Le loro vite, l’idea che avevano di sé e i rapporti all’interno della famiglia, che sembravano immutabili all’ombra di Whitey, cambieranno per sempre. Un romanzo avvincente che, attraverso il prisma di un dramma familiare, racconta in maniera magistrale uno spezzato degli Stati Uniti contemporanei. Con uno stile lirico e spietato, Joyce Carol Oates torna ad affrontare alcuni dei temi che le sono cari: il lato oscuro dell’America, il razzismo, i traumi familiari” (da La nave di Teseo Editore).

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Brevi note biografiche

Joyce Carol Oates ha ricevuto numerosi importanti riconoscimenti, tra i quali vale la pena ricordare: la National Medal of Humanities, il National Book Critics Circle Ivan Sandrof Lifetime Achievement Award, il National Book Award e il PEN/Malamud Award for Excellence in Short Fiction. Autrice enormemente prolifica, ha scritto alcune delle opere più significative del nostro tempo, tra le quali: BlondeEpopea americanaI ricchi. Per La nave di Teseo ha pubblicato Ho fatto la spia (2020). Insegna alla Princeton University ed è membro dell’American Academy of Arts and Letters dal 1978.

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri:

Pericoli di un viaggio nel tempo

Guillaume Musso “La sconosciuta della Senna” presentazione

Al Bureau des Affaires non Conventionnelles, creato negli anni Settanta per affrontare “casi soprannaturali,” è stata relegata l’ispettrice Roxane Montchreisten in sostituzione dell’infortunato Marc Batailley, il commissario assegnato all’Unità ricoverato con fratture multiple e un grave trauma cranico in seguito a una caduta dalle scale, in coma artificiale in attesa di essere operato.

E il primo caso oscuro non manca di presentarsi alla nuova incaricata: una donna giovanissima è stata ripescata dalla Senna, è una bionda dai capelli lunghissimi; completamente nuda, con uno strano tatuaggio, in stato confusionale, non ricorda né il suo nome né perché si trovi nella Senna. Ma il caso oscuro si apre nel momento in cui l’esame del DNA la identificherà come Milena Bergman, celebre pianista tedesca deceduta in un incidente aereo oltre un anno prima.

Fuggita dall’ospedale in cui la giovane smemorata è stata ricoverata, a Roxane non resta che indagare vincendo le resistenze dell’ex fidanzato della pianista, Raphael Batailley uno degli scrittori più in voga in Francia e figlio dell’ispettore Marc.

[…] “Quando la sua inchiesta intreccia il destino dello scrittore Raphaël Batailley, l’ex fidanzato di Milena, i due si trovano catapultati in un enigma inquietante: è possibile essere al tempo stesso vivi e morti?
Il nuovo romanzo di Guillaume Musso è un noir a perdifiato sulle tracce di una donna misteriosa, e dei segreti che la sua vita porta con sé”.( da La nave di Teseo)

Traduzione di Sergio Arecco

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Brevi note biografiche

Romanzo dopo romanzo, Guillaume Musso ha costruito un legame unico con i suoi lettori. Nato ad Antibes nel 1974, ha iniziato a scrivere dopo gli studi e non si è più fermato, nemmeno quando è diventato professore di Economia. I suoi libri, tradotti in 40 lingue, e più volte adattati per il cinema, lo hanno consacrato come uno dei più importanti scrittori di noir. Presso La nave di Teseo ha pubblicato La ragazza di Brooklyn, Un appartamento a Parigi, La ragazza e la notte, La vita segreta degli scrittori, L’istante presente, E poi…, Salvami, La vita è un romanzo.

Giorgio Scerbanenco “Il terzo amore” recensione di Salvina Pizzuoli

Pubblicato nel 1938, era prima uscito a puntate sulla rivista “Lei”, quindi nella collana “I romanzi di Novella” in voga in quel periodo. Si firmava già Giorgio Scerbanenco pseudonimo di Wladimiro Scerbanenko.

Nella prefazione l’autore racconta di aver seguito, in una notte milanese, una bella donna sola, ma quando le si fanno incontro un vecchio e un bambino, i loro gesti affettuosi lo pongono nella condizione di sentirsi in colpa e decidere di rendere quella sconosciuta protagonista di un suo romanzo. E aggiunge:

Tutta questa storia di come ho conosciuto la protagonista del mio romanzo è naturalmente molto romantica, ma da ventisette anni che sono al mondo ho trovato ben poche cose che non fossero romantiche. Quando avrò conquant’anni, forse, scriverò a freddo, senza passione, delle caldissime vicende d’amore e, allora sì, non sarò più romantico. Ma fino a quell’epoca, lo sarò e avrò tutto il diritto di chiudermi in un albergo sul lago per scrivere trecento cartelle sulla storia di una donna incontrata alle due di notte in una strada di Milano.

Parole che danno un po’ la chiave per interpretare il giovane Scerbanenco.

Una storia, quella che scriverà, che rivela, già dai primordi, la capacità dell’autore di indagare a fondo l’animo umano, di saper presentare figure e personaggi, anche di contorno, le cui scelte e motivazioni sono spesso distanti dalla razionalità, ma comprensibili se legate e calate in una realtà sociale ben precisa, quella di una Milano dei quartieri poveri, degradata ed equivoca, dove Elena, la protagonista, affronta i casi che attraversano la sua esistenza: l’amore per Giulio e l’abbandono, la gravidanza e la nascita del figlio, il cedere a nuovi amori, il torbido mondo dello spettacolo. È bella Elena, ma questa sua bellezza pare più una disgrazia che una dote e, di fronte all’accanirsi degli eventi, tra naufragare o resistere, sceglie di darsi ad un uomo che non ama. Eppure, nonostante tutto e le decisioni prese, non nasconde a se stessa e agli altri la verità non camuffandola nella menzogna.

Un romanzo breve ma intenso, dove molti naufragi attendono i protagonisti, in quel mare periglioso che è la vita, dove alcuni si salvano ed altri periscono.

S.P.

Dello stesso autore:

Giorgio Scerbanenco “Luna di miele”