Woody Allen “A proposito di niente” presentazione di Fulvia Caprara da Il Tirreno 29 marzo

Woody Allen senza tabù
I film, i premi, gli amori, gli scandali

da Fulvia Caprara

Come nei suoi film ci sono l’amore e la guerra, i crimini e i misfatti, i sogni e i delitti, gli scoop e i match point definitivi. Come nel suo carattere, prevalgono, su tutto, il gusto imprescindibile dell’osservazione ironica, il disincanto programmatico, il divertimento del descrivere l’assurdo quotidiano. Ma ci sono anche gli squarci di tenerezza svelati da un uomo nato nel 1935, divenuto uno dei più grandi registi del globo, ma anche travolto dal ciclone di una delle accuse più abbiette che una persona possa ricevere. Ripensando a Dylan che, secondo le dichiarazioni della madre adottiva Mia Farrow, avrebbe subito le molestie del regista, Woody Allen, dopo aver ricostruito la vicenda nei minimi dettagli, con cura minuziosa, confessa il dispiacere di non aver potuto «mostrarle le bellezze di Manhattan». Il polverone, i processi, le sentenze dei tribunali e dei media si sfaldano nelle dichiarazioni dell’autore, mentre il senso del legame, da tanti messo all’indice, con la moglie Soon Yi, nata nel 1970 e sposata nel 1992, emerge dalla dedica: «A Soon Yi, la migliore. Pendeva dalle mie labbra e poi mi ha avuto in pugno». […]Un libro discusso, perfino bandito prima che vedesse la luce (Hachette, che doveva pubblicarlo, si è tirata indietro), e che invece si legge tutto d’un fiato, fitto com’è di memorie, rivelazioni, curiosità sulla genesi di film celeberrimi e, soprattutto, spaccati di vita vissuta di un genio della macchina da presa che rifiuta fin dalla prima pagina toni aulici e celebrazioni: «Come il giovane Holden – è l’incipit dell’opera – non mi va di dilungarmi in tutte quelle stronzate alla David Copperfield». Eppure, nella descrizione dei genitori, la madre Nettie che «somigliava a Groucho Marx» e il padre reduce della prima guerra mondiale, con «camicie sgargianti e capelli imbrillantinati», nell’«infanzia in fuga dalla realtà», nel «passato da piccolo farabutto», nell’amore per la sorella minore Letty, nella passione per l’illusionismo e in quel quoziente intellettivo tanto alto da far inorgoglire la mamma, risuonano l’ispirazione dell’autore, brillano le chiavi per capirlo, scorrono le inquadrature dei suoi film.Le ragazze, verso cui provava spiccata attrazione, i fumetti preferiti, i musical amatissimi, Cole Porter, la cugina Rita, le abitudini della famiglia ebrea, la scoperta di «Hollywood con i suoi finali miracolosi», sono il preludio di un’esplosione di talento che Allen minimizza: «Alcuni miei film sono divertenti, ma nessuna delle mie idee sarà mai la base di una nuova religione». E ancora: «Posso sfoggiare giacche di tweed come un professore di Oxford, ma dentro sono un barbaro». Le donne, anche in età avanzata, restano un pianeta nebuloso sui cui è piacevole atterrare, senza conoscerne i segreti. […]L’attrazione per Soon -Yi che, secondo la rievocazione di Allen, aveva avuto con la madre adottiva un rapporto pessimo, a base di violenze e sopraffazioni, fu il colpo finale, uno scandalo planetario. […]

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