Elizabeth Strout “Lucy davanti al mare”, presentazione

Einaudi Editore

È l’inizio del 2020 e in città giunge notizia di un nuovo virus potenzialmente letale. A New York i casi sono ancora sporadici e la gente, la scrittrice Lucy Barton fra loro, si aggrappa alla vita di sempre. Ma non William. William, il primo marito di Lucy, è un uomo di scienza, e la intuisce da subito, la catastrofe che sembra spazzar via la vita conosciuta; la grande paura che annienta le certezze e scuote le relazioni.

È Lucy che racconta in prima persona. È la pandemia ed è William, il primo marito con cui ha condiviso vent’anni e da cui ha avuto due figlie, a decidere un soggiorno a Crosby, nel Maine, di fronte all’Oceano e lontani dalla città. Un soggiorno lungo un anno in cui Lucy e William, nella loro ritrovata amicizia dopo il divorzio, oscilleranno, nel nuovo rapporto fatto di convivenza, quasi un percorso di separazione al contrario,  tra spiragli di amore e tenerezze ritrovate in mezzo a quanto la pandemia determina, anche se c’è l’Oceano davanti nella sua grandiosità, nelle minime risposte per affrontare l’isolamento attaccandosi alle piccole cose: le emozioni e il senso di smarrimento e il terremoto emotivo nella solitudine, nella nostalgia, nella preoccupazione per i cari lontani, nella paura e anche nella noia.

Elizabeth Strout è nata nel Maine ed è vissuta a lungo a New York prima di farvi ritorno. In Italia ha pubblicato, per Fazi editore, tre romanzi, Amy e IsabelleResta con me e I ragazzi Burgess, e la raccolta di racconti Olive Kitteridge, con cui ha vinto il Premio Pulitzer (2009), il Premio Bancarella (2010) e il Premio Mondello (2012). Dalla stessa raccolta di racconti è stata tratta una serie tv prodotta dalla Hbo. Per Einaudi ha pubblicato Mi chiamo Lucy Barton (2016 e 2017), Tutto è possibile (2017 e 2018), Olive, ancora lei (2020 e 2021), Oh William (2022 e 2023) e Lucy davanti al mare (2024).(da Einaudi Autori)

della stessa autrice su tuttatoscanalibri

Oh William!

Olive Kitteridge

Olive, ancora lei

Lucrezia Lombardo “Berggasse 19. Una donna di nome Anna Freud”, Les Flaneurs Editore

Les Flaneurs Edizioni

«È solo grazie a te, Dorothy, mia preziosa amica d’una vita,
paziente e gentile, se sono riuscita a ritornare, dopo un lungo esilio,in Berggasse 19, laddove tutto ha avuto inizio».

Intellettuale amante delle trasgressioni alla tradizione, Anna Freud (Vienna1895 – Hampstead 1982) fu la caposcuola della “psicologia dell’io”. Si dedicò a tempo pieno alla psicoanalisi, che dal suo contributo ricevette nuovi impulsi vitali, in particolare nella direzione della cura dei disturbi infantili. Sul piano sentimentale, è noto il suo legame con la collega statunitense Dorothy Burlingham, ovviamente inviso alla mentalità del tempo.

Lucrezia Lombardo cede la parola alla stessa Anna, che si racconta in una lettera immaginaria (indirizzata a Dorothy) ma fedele alla biografia storica, per ripercorrere le tappe cruciali della vita di una donna lungimirante, indipendente e capace di grandi gesti di empatia, che ha ancora molto da insegnare: un modello da scoprire e riscoprire.

Un romanzo da accogliere come un atto d’amore verso una figura femminile che in vita non accettò mai il ruolo in cui la società del tempo avrebbe voluto costringerla, eppure post mortem è rimasta intrappolata nell’ombra del cognome paterno. Il ritratto di una mente creativa, in grado di penetrare l’anima del lettore.

Lucrezia Lombardo, nata nel 1987 ad Arezzo, è autrice di libri di poesia, saggistica e narrativa. Oltre ad aver ricevuto importanti premi e riconoscimenti letterari, ha pubblicato inediti e articoli su riviste letterarie nazionali e internazionali. Alla sua produzione è stata dedicata una tesi di laurea, redatta per la Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Firenze.

Les Flâneurs Edizioni nasce nel 2015 grazie a un gruppo di giovani amanti della Letteratura. Il termine francese “flâneur” fa riferimento a una figura prettamente primo novecentesca d’intellettuale che, armato di bombetta e bastone da passeggio, vaga senza meta per le vie della sua città discutendo di letteratura e filosofia. Oggi come allora, la casa editrice si pone come obiettivo la diffusione della cultura letteraria in ogni sua forma, dalla narrativa alla poesia fino alla saggistica, con indipendenza di pensiero e occhio attento alla qualità. Les Flâneurs Edizioni intende seguire l’autore in tutti i passaggi della pubblicazione: dall’editing alla promozione. Les Flâneurs Edizioni è contro l’editoria a pagamento.

Maria Teresa Zanca “Barlumi d(‘)istanti”, NeP Edizioni

La vita è fatta di momenti, proprio come la poesia è fatta di parole

NeP Edizioni.


È proprio l’autrice a precisare come il libro sia nato in una circostanza inaspettata, in uno di quei fluttuanti e inattesi momenti che lei stessa qualifica come frutto di serendipity. Maria Teresa Zanca si è avvicinata alla scrittura per sopravvivere alla solitudine, alle paure, ai dubbi, alle incertezze, agli ostacoli e agli incontri sbagliati.
A una malinconica voglia d’altrove ha fatto seguito l’esplosione in versi per combattere i demoni dei ricordi, per dialogare con i propri fantasmi, per dire in poesia i silenzi che troppe volte scoppiano dentro.
Le parole possono essere musica che aiuta a galleggiare, a viaggiare anche laddove le gambe non sanno più andare.
Come note musicali e pennellate di colore, possono comunicare l’amore per la vita e per le anime vaganti che abbiamo incrociato sul nostro cammino. Ecco dunque che i versi della silloge rappresentano un rimedio salvifico per raccontare il dolore, la gioia, la speranza e la resilienza, per far risuonare i ricordi e squillare le emozioni. Il tutto per attraversare le corazze e giungere dritte al cuore. Perché la poesia è vita e vita deve
trasmettere. A sua volta, la vita è fatta di momenti, proprio come la poesia è fatta di parole.
E, in questa raccolta, ogni sillaba ha un suo valore da condividere in magici Barlumi d(‘)istanti.

Maria Teresa Zanca nasce a Chiavari nel 1958. Scopre presto cosa vuol dire non avere radici e, con una valigia sempre pronta, studia a Salerno, Ferrara, Parma e a Bologna negli anni di piombo. È però in Canada che si avvicina alla poesia, al cinema e al teatro. Durante una vacanza in Senegal incontra l’amore e decide di trasferirsi a Parigi. Dopo più di trent’anni si sposta a Nizza, dove vive tuttora. Ha pubblicato nel 2019 la sua prima silloge “Saudade” (Robin Edizioni). Nel 2023 ha partecipato con alcuni scritti alla raccolta “Quaderno di Poesie” (Robin Edizioni). e ha pubblicato la seconda silloge “L’isola delle cose non dette” (4Punte Edizioni).

Qui l’Anteprima

Paola Sbarbada Ferrari “L’oblio nei tuoi occhi”

Gilgamesh Edizioni

In una calda notte di settembre il destino della studentessa ventiduenne Christine Usvaldi incrocerà quello di Giulio Ferrero, affermato neurochirurgo, che soccorrerà la giovane donna giunta in ospedale in seguito a un gravissimo incidente. Il forte trauma le causerà una grave forma di amnesia dissociativa che le farà scordare persino il suo nome.

Ambientato in una cornice contemporanea, L’oblio nei tuoi occhi racconta la storia di Christine Usvaldi, una giovane donna che affronta le sfide di una grave amnesia dissociativa a seguito di un incidente. Il suo cammino verso la riscoperta di sé si intreccia con quello di Giulio Ferrero, un neurochirurgo di successo, le cui emozioni sopite vengono risvegliate dal suo incontro con Christine. Attraverso la sua prosa ricca e coinvolgente, Paola esplora i temi dell’identità, della memoria e delle dinamiche familiari, offrendo ai lettori un viaggio commovente all’interno della psiche umana. 

L’oblio nei tuoi occhi si distingue per la sua capacità di toccare corde profonde, sollecitando riflessioni su cosa significhi realmente conoscere se stessi e gli altri.

Paola Sbarbada Ferrari è mantovana di nascita e benacense di adozione da oltre un ventennio. Lavora nel settore della finanza. Musica e lettura l’hanno sempre tenuta per mano, accompagnandola in questo cammino che è la vita e portandola a intraprendere studi di canto e di chitarra. Con Gilgamesh Edizioni ha precedentemente pubblicato il romanzo Il casolare sull’aia, un esordio letterario che ha saputo conquistare i cuori dei lettori.

Dal Prologo, alcuni stralci

PROLOGO
Marzo 2006

Erano già le quattro del pomeriggio, quando Christine si rese conto che non si era ancora presa una pausa dal momento in cui aveva fatto ritorno a casa, dopo la giornata di lavoro presso la scuola in cui insegnava Lingua e Letteratura Italiana. Il giovedì le toccavano sempre le ultime due ore, le più odiate dagli insegnanti, le più impegnative, perché gli studenti, reduci dalla lunga mattinata di lezioni, erano ormai troppo stanchi per poter prestare ancora attenzione. […] Si disse che era ora di mettere a tacere quel languorino che si era insinuato tra gola e stomaco. Appena si alzò, guardò oltre le vetrate. Il lago di Annecy era di un blu sconvolgente, qua e là spuntavano pennellate di colore bianco, quello delle barche a vela che, in quel pomeriggio assolato, avvisavano tutte le genti che la primavera era finalmente arrivata. Il cielo era azzurro, nemmeno una nuvola ad oscurare il caldo sole, nonostante fosse solo marzo. […] Le voci dei ragazzini gioiosi, provenienti dal parco, la rallegrarono […] Decise di prepararsi una tazza di frutta e yogurt. Uscì sul terrazzo e si sedette sulla comoda poltroncina a dondolo in vimini. Ormai si era ambientata, erano trascorsi più di sei mesi da quando si era trasferita in Alta Savoia. […] Sin da subito, si era sentita accolta dal vicinato e dai colleghi della scuola dove insegnava. Era felice di vivere ad Annecy.[…] Il gruppo di bambini urlanti pareva non voler smettere di prendere a calci il pallone. Christine li guardava divertita e al contempo incuriosita, paragonandoli ai propri allievi […] Aveva quasi terminato il proprio yogurt quando vide il pallone atterrare oltre la siepe che delimitava il parco dal giardino condominiale. I ragazzini, dopo un momento di smarrimento, scoppiarono in una fragorosa risata. Il più spavaldo del gruppo si fece avanti, camminando a passo deciso in direzione di Christine, la quale aveva assistito alla scena come se si trattasse di un insieme di fotogrammi; quando egli le fu vicino, fu colta da un capogiro. La tazza che, sino a un attimo prima teneva tra le mani, andò in mille pezzi. Il cuore iniziò a galopparle nel petto. Ebbe la netta sensazione di essere letteralmente risucchiata in un vortice. Come un automa, scese le scale rapidamente, uscì dal portone e corse in giardino.

Diego Crivellari, Francesco Jori “Giacomo Matteotti, figlio del Polesine. Un grande italiano del Novecento”, Apogeo Editore

Nel centenario del rapimento e dell’omicidio di Matteotti 

Prefazione di Francesco Verducci; Postfazione di Marco Almagisti

APOGEO EDITORE

Cent’anni fa, il 10 giugno 1924, a Roma veniva rapito e assassinato Giacomo Matteotti, parlamentare socialista polesano. Protagonisti del delitto furono i componenti di una squadraccia fascista; ma la responsabilità va attribuita al vertice del nascente regime, con in testa il suo capo Benito Mussolini. A lui e al suo partito Matteotti aveva duramente contestato il clima di violenza che ne aveva caratterizzato l’ascesa al potere; e proprio pochi giorni prima dell’assassinio, aveva denunciato in maniera circostanziata i brogli che avevano caratterizzato le elezioni del 6 aprile. Da sempre il politico polesano era nel mirino fascista, per l’energia, l’impegno, il coraggio con cui ne aveva contrastato l’ascesa, ergendosi a difensore ad oltranza della democrazia.

Il libro di Crivellari e Jori ne ricostruisce la figura inserendola nel contesto umano, sociale e politico di cui è espressione: un Polesine arretrato ma ricco di fermenti, nel quale Matteotti si è schierato fin dall’inizio a sostegno e tutela dei ceti deboli, partendo dai contadini. Il testo ripercorre le tappe politiche della sua azione, dal livello locale fino a quello nazionale, mettendo in luce il contributo determinante da lui dato al miglioramento delle condizioni di vita ma anche e soprattutto alla presa di coscienza delle classi subalterne.

In parallelo, viene proposta una rivisitazione della tormentata storia del Polesine, area per secoli emarginata, mettendo in luce il profondo legame di Matteotti con la sua terra e il suo impegno fin da giovanissimo nel campo del socialismo, di cui ha rappresentato e rappresenta tuttora un essenziale punto di riferimento.

Un lavoro di ricerca accompagnato da un’ampia documentazione sull’attività del politico polesano, fino allo straordinario discorso del 30 maggio 1924 alla Camera, di attacco frontale al fascismo, che pochi giorni dopo gli costerà la vita.

[…] Quella data in questo 2024 compirà cento anni, ma non importa quanto tempo sia passato: è una data viva, perché parla e ammonisce il tempo di oggi; è uno dei tornanti più drammatici della nostra storia e uno dei più significativi per i valori di democrazia, libertà e giustizia sociale incarnati dalla nostra Costituzione. Sarà importante costruire intorno a questa data una pedagogia civile e alla figura di Matteotti un senso di appartenenza, ancor più di quanto avvenga o sia avvenuto. Abbiamo il dovere e la responsabilità di rendere conto della nostra storia e di consegnare ai più giovani il senso del legame che c’è tra memoria e futuro, un patto condiviso tra le generazioni, un patriottismo repubblicano. Matteotti è un simbolo: rappresenta il coraggio degli ideali democratici contro la tirannia e la dittatura. (dalla prefazione di Francesco Verducci)

[…] Il lettore che si soffermi sulle pagine di questo libro ha la possibilità di vedere ricostruito il Veneto dell’inizio del Novecento e di seguire, da una peculiare prospettiva, l’avvento, nel nostro paese, della politica di massa. Nella ricerca degli autori emergono ampi frammenti di una società locale stratificata e policroma. Raffigurato in molti studi quale emblema della cultura politica locale “bianca”, di matrice cattolica, il contesto veneto riemerge in queste pagine come realtà storicamente diversificata e politicamente contendibile. (dalla postfazione di Marco Almagisti)

Diego Crivellari, classe 1975, laureato in Filosofia, ha lavorato in ambito editoriale ed è docente di ruolo nelle scuole superiori. Attualmente è presidente del C.U.R. (Consorzio Università Rovigo) e membro del comitato scientifico dell’Istituto polesano per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea (IstPolRec). Autore dei volumi “Scrittori e mito nel Delta del Po” e “Mistero adriatico”.

Francesco Jori, classe 1946, laurea in Scienze Politiche, giornalista. Ha lavorato al “Resto del Carlino”, al “Mattino di Padova” e al “Gazzettino”, di cui è stato inviato e vice direttore. Autore di diversi testi sulla storia veneta, premio Brunacci 2023 alla carriera per la divulgazione storica.

Le pagine di tuttatoscanalibri più visitate nel mese di febbraio 2024

Ole Könnecke e Hans Könnecke “A tutta Musica! Il metodo geniale per conoscere 50 strumenti in 1 colpo”, Beisler Editore

Traduzione di Chiara Belliti

Beisler Editore

Grazie ai QR-Code stampati su ogni pagina è possibile ascoltare il suono di tutti gli strumenti

Dalle mani virtuose di Ole Könnecke e di suo figlio Hans, acclamato musicista, un libro unico nel suo genere: 50 strumenti musicali raccontati, illustrati e perfino suonati. Un’orchestra da leggere e da ascoltare. Carta Canta, è proprio il caso di dire. Anzi, Carta suona! Il metodo geniale per scuotere le orecchie del più stonato degli stonati. E correre a iscriversi alla scuola di musica più vicina. Perché, per chi ancora non lo sapesse, siamo tutti musicisti. Basta mettersi alla prova.

SUDDIVISO IN BREVISSIMI CAPITOLI, SCRITTO CON IL FONT TESTME AD ALTA LEGGIBILITÀ COMPLETO DI QR-CODE PER L’ASCOLTO È UN LIBRO DIVERTENTISSIMO E ISTRUTTIVO ANCHE IN LETTURA CONDIVISA!

Quel tratto semplice e continuo, quell’andamento lieve, nitido ed elegante […] nella sua cordiale comprensibilità, nella sua fresca immediatezza mi appare perfetto per giungere, in primis, ai lettori più piccini. Walter Fochesato

OLE KÖNNECKE nato nel 1961 a Göttingen, vive ad Amburgo con la sua famiglia. Dal 1990 ha illustrato oltre 40 libri per bambini, molti dei quali vincitori di prestigiosi premi internazionali. Con il suo ultimo albo illustrato, Desperado (2020), si è aggiudicato il Premio Andersen. Beisler Editore ha tradotto i suoi albi più celebri, tra i quali la serie dedicata a Camillo, finalista al Premio Nati per Leggere 2014, Le Avventure di Lester e Bob, che ha conquistato nel 2016 il Premio Orbil e il Premio Scelte di Classe. Gli altri titoli di Ole Könnecke nel nostro catalogo sono Le nuove Avventure di Lester e Bob, Che sport, lo sport! Bill il Cattivo (ora buonissimo) e Dulcinea. Könneke è a ragione considerato uno degli autori che hanno modificato il linguaggio dell’illustrazione per l’infanzia.

HANS KÖNNECKE nato nel 1997, è compositore e strumentista. Scrive musica per il cinema, il teatro e per altri media. Dal 2018 studia composizione alla Hochschule für Musik und Theater di Monaco di Baviera.

CHIARA BELLITI è editor e traduttrice. Cura i romanzi di numerosi autori italiani e ha vinto il Premio Andersen per la traduzione di Rico, Oscar e il Ladro Ombra, di Andreas Steinhöfel, per Beisler Editore. Collabora con l’artista Michelangelo Pistoletto, organizza e cura mostre, insegna scrittura alla scuola Holden ed è socia fondatrice dell’associazione Legati al Filo, che mette l’arte al centro dell’innovazione sociale e del cambiamento. Abita in campagna con cane e gatti e, ogni tanto, fra i monti con il suo amore.

Dal 1990 ha illustrato oltre 40 libri per bambini, molti dei quali vincitori di prestigiosi premi internazionali. Beisler Editore ha tradotto i suoi albi più celebri, Könnecke è a ragione considerato uno degli autori che ha modificato il linguaggio dell’illustrazione per l’infanzia. Il viaggio in Italia sarà l’occasione per incontrare un autore importante, ma anche per sfogliare il suo nuovo titolo, arrivato sugli scaffali grazie a Beisler: A tutta musica! il metodo geniale per conoscere 50 strumenti in un colpo! di Ole e Hans Könnecke, tradotto da Chiara Belliti, è un viaggio affascinante tra gli strumenti di un’orchestra, spaziando dalle dolci melodie dei mandolini al ritmo travolgente delle percussioni, con tracce audio da ascoltare insieme ai bambini. 

Le tappe del tour italiano dalla Liguria all’Emilia Romagna

GIOVEDÌ 29 FEBBRAIO – ore 17.00 – GENOVA – Biblioteca Kora (via delle Vigne 9 r.) – info@bibliotecakora.it
Incontro con l’autore e firmacopie rivolto a bambini (dai 6 anni in su) e famiglie
Promosso dallarivista Andersen – in collaborazione con Beisler Editore e la libreria per ragazzi L’Amico Immaginario – e dalla Biblioteca Kora, Ingresso gratuito su prenotazione: info@bibliotecakora.it
VENERDÌ 1 MARZO – ore 10.00 – GENOVA – Palazzo Ducale, Sala del Maggior Consiglio (piazza Matteotti),Incontro/spettacolo e firmacopie con l’autore riservato a 15 classi delle scuole primarie genovesi con alcune esecuzioni musicali a cura della Deutsche Schule Genua-Scuola Germanica Genova
Ingresso gratuito su prenotazione: didattica@palazzoducale.genova.it
SABATO 2 MARZO – CASALECCHIO DI RENO
ore 10:30 – CASA DELLA CONOSCENZA – Via Porrettana, 360.  
l’Autore incontra i bambini dai 6 ai 10 anni
Ingresso gratuito
SABATO 2 marzo – CASTEL MAGGIORE (BO)
alle ore 16:30 – PAS – PARCO DEL SAPERE GINZBURG- Via Bondanello 39
Email biblioteca.cm@renogalliera.it
LUNEDÌ 4 MARZO – LUGO DI ROMAGNA – BIBLIOTECA TRISI – piazza Trisi n. 19
ore 10.30 l’autore incontra due sezioni della classe terza della scuola primaria; ore 17.00 l’autore incontra le famiglie dei bambini dagli 8 ai 10 anni 
trisiragazzi@comune.lugo.ra.it

Canti e leggende dei Ch’uan Miao a cura di Aldo Sataioli, Graphe.it Edizioni

Gli affascinanti racconti e le particolari leggende di un popolo senza letteratura scritta: i Ch’uan Miao, una delle minoranze riconosciute dal governo cinese, più noti al grande pubblico come gli Hmong del film Gran Torino di Clint Eastwood.

Graphe.it Edizioni

Quello dei Ch’uan Miao è un gruppo etnico misconosciuto, dalla storia e dal folklore complessi ed estremamente interessanti. Le affinità con il vicino popolo cinese si incastonano con altrettante differenze linguistiche e antropologiche in generale, velate di un retaggio di antica sopraffazione subita che non ha perduto (almeno fino all’ascesa del Comunismo) una traccia di risentimento. Negli anni Trenta del secolo scorso il missionario battista David Crockett Graham raccolse e tradusse in inglese l’unico sistema di conservazione del corpus mitologico dei Ch’uan Miao: gli oltre 750 canti tradizionali tramandati oralmente per secoli.

Oggi, con il presente volume e grazie al sapiente lavoro di traduzione e selezione operato da Aldo Setaioli, giunge fino a noi questo patrimonio inestimabile, e ci consente di conoscere una popolazione che non ha scritto libri, non ha edificato templi, ma esattamente come noi si è posta domande sul cosmo e l’uomo e si è data risposte che trovano riscontro e significato anche nella tradizione occidentale.

Dall’introduzione di Aldo Setaioli:

«I Ch’uan Miao sono un gruppo etnico che abita principalmente in alcune zone delle province cinesi del Szechwan e dello Yunnan. Fisicamente assomigliano ai Cinesi, sebbene abbiano una plica mongolica meno pronunciata e siano in genere di statura più bassa. Il loro nome è composto dal termine Ch’uan, che probabilmente allude al fatto che molti di loro vivono nel Szechwan, e dal termine Miao (“figli della terra”), che viene a volte usato indistintamente per altre minoranze etniche che vivono in Cina. Nella loro lingua si chiamano Hmong Bo. In epoche antiche i Miao furono cacciati dai loro territori dall’espansione dei Cinesi, finché furono confinati nelle regioni in cui vivono tuttora, peraltro mescolati alle ben più numerose comunità cinesi. Altri furono costretti a emigrare in paesi vicini. L’eco di tali contrasti si coglie ancora distintamente nelle storie tramandate nel folklore dei Miao, dove si riconosce l’affinità coi Cinesi, ma si avverte anche il risentimento per la sopraffazione esercitata da questi ultimi. Le lingue sono diverse. Quella dei Miao, sebbene abbia affinità col cinese (entrambi gli idiomi sono monosillabici), possiede un sistema di tonalità ancor più complesso. I diversi toni conferiscono a un suono significati del tutto differenti. I Miao vivono principalmente, anzi quasi esclusivamente, di agricoltura, come si evince anche dai racconti qui riportati. Questi sono per la massima parte dei canti, tramandati oralmente. I Ch’uan Miao sono infatti privi di letteratura scritta. I cantastorie hanno un ruolo importante, ma ancor più lo è quello del tuan kung, vero mago e sciamano. Conosce formule per guarire ogni malattia, per scacciare i demoni (che ne sono la causa) e officia ogni sorta di cerimonia. C’è anche un altro tipo di sciamano (detto mo) che celebra i funerali e apre ai morti la via del cielo, uccidendo un gallo perché li guidi. I Miao non hanno templi né sacerdozio organizzato, ma possiedono una religione abbastanza elaborata. Il dio supremo si chiama Ntzï e abita al di sopra del cielo, in una regione pianeggiante dove dimorano le anime degli antenati, che vivono in pace e abbondanza, senza bisogno di dedicarsi all’agricoltura. Sotto la terra esiste un altro mondo parallelo, dove vivono uomini piccolissimi (se ne parla in uno dei nostri racconti). Ci sono anche numerosi demoni, spesso cannibali, che sono a volte anime di morti trascurati dai loro discendenti, oppure di animali o anche di esseri privi di vita. Per i Miao tutte le cose, anche quelle di pura materia e perfino quelle immateriali (il sole, la luna, le stelle, i monti, i fiumi, le pietre, ma anche l’eco, il tuono, l’arcobaleno, ecc.), sono infatti esseri viventi e animati.»

Gianfranco Lauretano “Questo spentoevo”, Graphe.it Edizioni

Collana Le Mancuspie* diretta da Antonio Bux

Graphe.it Edizioni

Nel cuore delle parole c’è un’armonia nascosta, un flusso musicale che solo pochi poeti riescono a catturare. Gianfranco Lauretano rivela come l’arte della poesia possa essere un atto di imitazione e trasformazione, portando il lettore in profondità nell’universo sonoro delle parole. Lauretano segue le orme di Giorgio Caproni, sfidando l’audacia di provocare questo meccanismo, e portando in scena un’opera poetica che affonda le radici nell’arte di un maestro e, allo stesso tempo, si distingue come un’entusiasmante esplorazione dell’universo poetico. Questo spentoevo non è solo un libro di poesie: è un’esperienza, un viaggio nella musica nascosta delle parole, un tributo a un faro del Novecento. Un’opera che affascina, sorprende e incanta.

Il poeta agisce per eversioni di senso e per sonorità limpide offrendo al lettore un verso asciutto, lineare ma allo stesso tempo denso di nitore, figlio di un linguaggio che poggia le sue solide basi su un messaggio sia evocativo, e dunque spirituale, che civile, e dunque umanistico. Ciò che si sviluppa, in questa “crasi” letteraria, specie nella sua ultima opera che qui presentiamo, è la verosimiglianza del reale alla resilienza dello spirito, in una fusione tra elegia e provocazione che rende unica questa esperienza poetica sempre in bilico tra l’omaggio e la ricerca di un significato altro, di una cifra più aderente alla verità che spesso ci sovrasta ma non ci salva. Il risultato che ne consegue è una poesia fresca ma audace, che ha nei suoi picchi tutta la lezione novecentesca e però non disdegna il presente, ridisegnandone le mappe interne e andando contro le mistificazioni di un tempo che sembra continuamente mettere a dura prova gli esseri più sensibili che lo abitano. (Antonio Bux)

GIANFRANCO LAURETANO (1962) vive a Cesena. Ha pubblicato volumi monografici su Cesare Pavese, Clemente Rebora, Guido Gozzano, Federigo Tozzi, Beppe Fenoglio,  traduzioni dal russo (Puskin, Maldel’stam) e alcune raccolte di poesia. Dirige la collana Poesia contemporanea e l’Almanacco dei Poeti e della Poesia Contemporanea (Raffaelli, Rimini), la rivista di arte e letteratura Graphie (Il Vicolo, Cesena) e la serie di volumi critici annuali sulla poesia contemporanea L’Anello Critico (CartaCanta, Forlì). 

*La collana di poesia LE MANCUSPIE diretta da Antonio BUX 

«Nel racconto breve Cefalea, presente nel Bestiario del 1951, Julio Cortázar immagina un allevamento di mancuspie, curiosi mammiferi il cui aspetto è lasciato in gran parte all’immaginazione dello spettatore. Se non opportunamente accudite, le mancuspie sono in grado di trasmettere il proprio malessere agli uomini che se ne occupano, nella forma di un’insopportabile cefalea. Gli allevatori, tormentati dalla cefalea da mal-accudimento, trovano apparente sollievo nella medicina omeopatica, si scoprono dipendenti da erbe come la Belladonna, l’Aconitum, il Cyclamen. Cure naturali, s’intende, che idealmente sollevano l’uomo dagli effetti collaterali di una scarsa cura per il mondo che lo circonda» (da luogo_e). Da questo spunto viene l’idea che la poesia sia per certi versi paragonabile allo strano mondo animale fantasticato dallo scrittore argentino. Nella collana saranno ospitate monografie inedite e antologie di autori già largamente consolidati, ma anche rari repêchage che riproporranno testi di assoluto valore ormai fuori commercio da tempo. Testi ibridi dall’alto spessore qualitativo di poeti del Novecento italiano e non solo. La collana ha due uscite annue: una a febbraio, una a settembre (salvo eccezioni). I libri sono stampati su carta avoriata, con copertina in cartoncino avorio e alette e brossura rilegata a filo refe. La collana è diretta da Antonio Bux. Il logo della collana è disegnato da Emiliano Billai.
I primi due titoli della collana anche su tuttatoscanalibri:
LUCIANA FREZZA, Parabola sub, prefazione di Walter Pedullà – settembre 2022
GIORGIO MANGANELLI, Un uomo pieno di morte – novembre 2022 (per il centenario della nascita di Manganelli)

Justin Cronin “Il traghettatore”, Fanucci Editore

Dall’autore di The Passage, JUSTIN CRONIN, esce IL TRAGHETTATORE: un romanzo distopico su un gruppo di sopravvissuti in un’isola segreta

Fanucci Editore

Traduzione di Eleonora Antonini

Fondato dal misterioso genio noto come il Designer, l­’arcipelago di Prospera è nascosto dagli orrori di un mondo esterno ormai in declino. Su quest­’isola paradisiaca, i fortunati cittadini godono di vite lunghe e appaganti fino a quando i monitor incastonati nei loro avambracci, destinati a misurare il loro benessere fisico e psicologico, scendono sotto il 10%. A quel punto si ritirano, imbarcandosi su un traghetto per l’­isola conosciuta come Nursery, dove la loro memoria viene cancellata e i loro corpi deteriorati vengono rinnovati in modo da ricominciare una nuova vita. Proctor Bennett ha una carriera soddisfacente come traghettatore, accompagnando le persone nel processo di pensionamento. Ma c­’è qualcosa che non va in lui. In primo luogo, sogna, cosa che si suppone sia impossibile a Prospera. In secondo luogo, la percentuale sul monitor incastonato nel suo braccio ha iniziato a diminuire in modo allarmante. E nel giorno in cui viene convocato per traghettare il proprio padre, quest’­ultimo gli consegna un criptico messaggio dai risvolti inquietanti. Nel frattempo, il personale di supporto, uomini e donne comuni che forniscono la manodopera necessaria al funzionamento di Prospera, ha iniziato a mettere in discussione il proprio posto nell’­ordine sociale. Con i disordini aumentano, si diffondono sempre di più voci su un gruppo di ribelli che potrebbe scatenare una rivoluzione. Ben presto, Proctor si ritrova a mettere in discussione tutto ciò in cui credeva, invischiato in una causa molto più grande di lui e in una missione disperata alla ricerca della verità.

PROLOGO

Sta per spuntare l’alba quando lei sguscia via di casa. L’aria è calma e fresca; gli uccelli cantano sugli alberi. Ovunque, il suono del mare, il grande metronomo del mondo, che sbatte sotto un cielo vellutato di stelle evanescenti. Attraversa il giardino, con indosso la camicia da notte chiara. Il suo passo non è esitante, semplicemente pacato, quasi compiaciuto. Come somiglia a un fantasma, questa figura solitaria che fluttua tra le aiuole, le fontane gorgoglianti, le siepi affilate come lame taglienti. Dietro di lei, la casa è scura come un monolite, anche se presto le finestre affacciate sul mare si riempiranno di luce. Non è cosa facile, lasciare una vita, una casa. I dettagli scavano trincee dentro di noi: profumi, suoni, associazioni, ritmi. Le assi scricchiolanti del pavimento al piano di sopra. L’odore che ti accoglie all’ingresso a fine giornata. L’interruttore della luce che la mano trova in automatico anche al buio. Potrebbe muoversi senza problemi tra i mobili con una benda sugli occhi. Vent’anni. Resterebbe altri venti se potesse.

Nel 2010, Il passaggio di JUSTIN CRONIN è stato un fenomeno. L’indimenticabile capolavoro che critici e lettori hanno paragonato ai romanzi di Cormac McCarthy, Michael Crichton, Stephen King e Margaret Atwood ha incantato i lettori di tutto il mondo. Stephen King lo ha definito “avvincente… una volta letto questo libro il mondo ordinario scomparirà” e nel 2019 è diventato una serie tv prodotta da Scott Free Productions e 20th Television. Ora Justin Cronin, vincitore del PEN/Hemingway Award, dopo aver debuttato nel catalogo Fanucci Editore con la conclusione della sua epica trilogia con La città degli specchi, ritorna con un nuovo fenomenale romanzo ambientato in un futuro distopico, Il traghettatore. Sempre in questa collana, verranno ripubblicati Il passaggio e I Dodici, i primi due capitoli della serie The Passage.