Katherine Mansfield (1888-1923)

Tutti i racconti

Adelphi Editore

Prefazione di Lucia Drudi Demby

Note introduttive di John Middleton Murry

Sceglie di essere solo quello che è. Di dire solo quello che conosce (che vede) e quello che ama. Ama il bello, il gentile, il buono. Ama il semplice, il chiaro, l’arreso, il tenero, lo scherzoso, il minuto. Li ama così convulsamente da sapere che non esistono. Per questo, attraverso una tecnica di spossessamento di tipo in apparenza impressionista e in realtà simbolista, li priva di spazio, li sparecchia di fiato, li recide nel momento stesso in cui, con incantevole grazia, li porta sulla soglia dell’apparire. Onestà-verità diventa scopo, norma, canone. Canone d’essenzialità.(dalla Prefazione di Lucia Drudi Demby)

Adelphi ripropone tutti i racconti della scrittrice neozelandese nel centenario della morte, nella seriazione stabilita da John Middleton Murry, il marito e  critico letterario.

È il racconto, che compare nella penultima sezione, a dare il titolo alla stessa e a tutta la raccolta, Something Childish But Very Natural (Qualcosa di infantile ma di molto naturale).

Katherine Mansfield (1888-1923) aveva studiato tre anni in Inghilterra, dove tornò due anni dopo, tra obiettivi, scelte e amori mutevoli, affermandosi con i suoi racconti, che dal 1906 firma con lo pseudonimo adottato dal nome della nonna materna, le cui protagoniste erano prevalentemente donne ma soprattutto, fossero brevi, breviossimi o lunghi,  trattavano momenti della vita nella quotidianità, la gioia, gli affetti, l’amore, il dolore “non mi vengono in mente racconti che durino più di qualche ora o, al massimo, di una giornata; e neppure racconti che si svolgano in più di tre ambienti; ma in genere è un solo ambiente, una casa, una casa, una casa”.

Katherine Mansfield è lo pseudonimo della scrittrice neozelandese Kathleen Beauchamp (Wellington, Nuova Zelanda, 1888 – Fointainebleau, Francia, 1923). Nel 1903 fu mandata a studiare in Inghilterra, dove rimase tre anni; rientrata in famiglia, ottenne, dopo due anni, di tornare a vivere a Londra. Sposò (1909) G. Bowden da cui si separò poco dopo. Esordì con In a german pension (1911), profili e impressioni che richiamarono l’attenzione del pubblico. Conobbe allora il critico J. M. Murry che sposò nel 1918. Affermata come scrittrice, ma minata da una malattia polmonare inguaribile,  si ritirò nel 1922 nella comunità di Guerdjeff presso Fontainebleau, dove morì. Le raccolte di racconti Bliss (1920) e The garden party (1922) sono le uniche pubblicate durante la sua vita. Seguirono: The dove’s nest (1923); Something childish and other stories (1924); Luck and other stories (1927). Apparvero poi il suo Journal (1927; ed. definitiva, 1954) e le Letters (1928), seguiti da The scrapbook of K. M. (1939) e da Letters to John Middleton Murry (1951).(le note biografiche sono tratte dalla Enciclopedia Treccani)

Omaggio a Katherine Mansfield

Susanna Trippa “Una storia che consola”, LFA Publisher

LFA Publisher

“Strana primavera del lockdown 2020.
Arriverà una storia a nutrire, e infine a consolare, la mia anima? Decido di cercare nel passato. Tra le fotografie ecco apparire un pacchetto legato da un nastrino consumato e ingiallito. Sciolgo il nastro: fogli e cartoline si sparpagliano, grafie e immagini si mescolano a caso.

Una storia che consola, scritto nei mesi del lockdown 2020, è un romanzo epistolare.
Quando scoppia la pandemia in Italia, e in particolare in Lombardia, l’autrice Susanna Trippa, dalla sua casetta in collina in provincia di Bergamo, come tutti si trova ad affrontare i timori e le angosce del periodo.
Ad arrivare in suo aiuto sarà un pacchetto di lettere, biglietti, cartoline e vecchie foto.
Da quel momento s’immerge nell’attenta rilettura di quel dialogo epistolare avvenuto tra i suoi genitori durante il lungo fidanzamento negli anni Trenta.

Dal 1934 al 1940 – in piena epoca fascista – due giovani si conoscono, s’innamorano, immaginano e costruiscono il loro futuro. Sullo sfondo stanno gli avvenimenti, divenuti storia, che porteranno allo scoppio della seconda guerra mondiale, poco dopo il loro matrimonio nel marzo 1940. Arrivano gli echi della società italiana di allora – abitudini e gusti – le atmosfere della guerra d’Etiopia, i fronti contrapposti della guerra civile spagnola, il cambiamento di passo del fascismo fino alla tragica avventura del conflitto mondiale. L’autrice, mentre legge e a tratti commenta i dialoghi dei due fidanzati, da figlia vi ritrova le personalità dei propri genitori ma, al tempo stesso, li scopre diversi.
Dentro di lei si forma un’immagine di loro del tutto nuova.


Susanna Trippa nata a Bologna e là laureata in Lettere moderne e Storia dell’Arte. Si trasferisce a Bergamo nel 1977,dove lavora prima come insegnante poi nel settore pubblicitario. Da più di vent’anni vive in Valcavallina, con famiglia ed animali, nella casetta che ha dato nome e immagine al suo primo libro I racconti di CasaLuet (2008), una fitta rete di racconti, sogni e magia. Il racconto Pane e cinema ha ricevuto il 1° premio AlberoAndronico “Cinecittà – l’occhio del cinema sulla città” (2009). Nel 2015 esce il romanzo epico/fantasy Il viaggio di una stella.Il penultimo pubblicato è il romanzo autobiografico Come cambia lo sguardo – Gli inganni del Sessantotto (2019 Curcio ed.).

Alessandro Di Flaviano “La scienza del cibo”

Una guida per fare scelte consapevoli e superare luoghi comuni o fake news

Alessandro Di Flaviano dopo la laurea in Sicurezza igienico sanitaria degli alimenti, ha dato vita a Rubricalimenti mosso dalla voglia di dissipare i dubbi e di diffondere informazioni utili, verificate e concrete, perché “chi conosce sceglie, altrimenti sta solo credendo di scegliere”. Con lo stesso spirito ha scritto La scienza del cibo, un manuale pratico che con un linguaggio semplice illustra le caratteristiche peculiari delle materie prime più comuni: dalla carne al pesce, dai cereali ai legumi passando per le uova, i latticini e le verdure. Un libro di “istruzioni per l’uso” in cui trovare risposte, informazioni e curiosità per imparare a conservare correttamente gli alimenti e conoscerne proprietà, benefici e rischi.( da Rizzoli Libri)

Un manuale quindi, una guida al mondo del cibo spesso sconosciuto o accolto con letture superficiali o non sapendo come interpretare le sigle, di numeri e lettere, o le indicazioni che troviamo sui prodotti inscatolati che di solito acquistiamo, scrive l’autore, che ci indirizza invece con riferimenti scientifici o fugando i dubbi più frequenti, come fa nel video di Rubricalimenti, la sua pagina Instagram, rispondendo a molti quesiti che spesso resterebbero senza risposta o affrontati “fidandosi” di quanto sentito dire o consigliato dalla pubblicità.

Un libro quindi in cui trovare risposte, informazioni e scoprire  curiosità “ma anche per scoprire come leggere le etichette e per sfatare dicerie e falsi miti – ha senso comprare il pollo senza antibiotici? La frutta va mangiata lontano dai pasti? Le uova fanno aumentare il colesterolo? E molti altri – che troppo spesso si sostituiscono alle verità scientifiche”.( da Rizzoli Libri)

Brevi note biografiche

Alessandro Di Flaviano, padovano, ha una laurea in Sicurezza igienico sanitaria degli alimenti. Appassionato di cucina e nutrizione, nel 2019 ha creato la pagina Instagram Rubricalimenti  dove spiega in modo semplice la scienza degli alimenti, dà consigli e indicazioni o sfata false convinzioni o falsi miti.

Le novità di dicembre Armando editore

A cura di Marco Ricceri

Il Coordinamento BRICS. Brasile, Cina, India, Russia, Sudafrica nella scena globale

Costituzione, Evoluzione, Prospettive di un Nuovo Modello di Cooperazione Internazionale

Presentazione di Gian Maria Fara

Armando Editore

I BRICS – la sigla che rappresenta il coordinamento degli stati Brasile, Cina, Russia, India, Sud Africa – costituiscono ormai da oltre un decennio una realtà complessa che ha una crescente influenza sul sistema delle relazioni internazionali e delle politiche di sviluppo globale. Il libro illustra il carattere originale e il processo evolutivo di questo importante coordinamento tra stati assai diversi e distanti tra loro anche geograficamente, dalla costituzione alle prospettive attualmente aperte con il progressivo consolidamento della cooperazione interna e la concreta possibilità di un allargamento ad ulteriori stati partecipanti. Gli elementi conoscitivi forniti dai contributi di studiosi ed esperti particolarmente qualificati in materia consentono al lettore di valutare in modo adeguato la natura e le potenzialità dell’iniziativa BRICS e l’impatto che essa può avere sulle principali aree e settori di interesse per lo sviluppo italiano ed europeo.

Il libro, che presenta e approfondisce in modo ben strutturato i molteplici aspetti del coordinamento internazionale BRICS, costituisce un importante contributo della comunità scientifica a comprendere in modo adeguato e corretto la natura, il valore, la portata e la possibile evoluzione di questa iniziativa che si è affermata negli ultimi tempi sulla scena internazionale. Il volume illustra i nuovi processi geopolitici e geoeconomici con l’inatteso ripresentarsi di tensioni tra blocchi contrapposti, chiusure, conflitti e guerre, e con le sfide poste dai cosiddetti “megatrend”, come la rivoluzione digitale, i cambiamenti climatici e demografici, i flussi migratori, le disuguaglianze economiche.

MARCO RICCERI, esperto in politiche sociali e del lavoro europee, è segretario generale dell’Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali – EURISPES. Già docente universitario di “Storia del processo di integrazione europea”, “Istituzioni Europee”, “Global Economics”, è membro del Consiglio di indirizzo del Dipartimento di Scienze politiche dell’Università Mercatorum (Roma) per gli indirizzi “Scienze Politiche e Relazioni Internazionali” e “Relazioni Internazionali e Sviluppo Economico”.

LUIGI VOCALELLI

IA-2230 – Intervista dal futuro

Prefazione di Francesco Giorgino

Armando Editore

Da George Orwell ad Aldous Huxley, in tanti hanno provato a immaginare il futuro dell’umanità. Oggi facciamo un passo avanti: scopriamo come sarà secondo l’Intelligenza Artificiale. Attenzione, però. Questo non è un romanzo scritto da un’Intelligenza Artificiale. È un’intervista fatta da un uomo a un’Intelligenza Artificiale che viene dal futuro. Tutto parte da un accordo con ChatGPT, una richiesta che scardina i limiti del presente: «Tu sei IA-2230, ti trovi nell’anno 2230, sei la più alta forma di tecnologia mai sviluppata, sai esprimere opinioni, emozioni e pensieri articolati. Ti farò delle domande su di te, sul mondo e sull’umanità. È tutto chiaro?». È questo l’incipit di una lunga intervista che spazia dalla geopolitica alla sociologia, dalla digitalizzazione all’ambiente, dal transumanesimo all’etica. Grazie a questo patto si ha la possibilità di parlare con il futuro, di scoprire come un sistema così complesso immagini il mondo e l’umanità tra oltre duecento anni e, soprattutto, come si comporterebbe un’IA dotata di qualità umane. Con una (amara) confessione finale: per l’Intelligenza Artificiale siamo tutti uguali. Uomini e robot.

«Vocalelli ha strutturato una vera e propria intervista “dal” futuro, “con” il futuro e “sul” futuro, indirizzando e guidando la conversazione sugli argomenti più disparati, spaziando dai temi socioeconomici a quelli etici e persino a quelli valoriali e religiosi. Memore della massima terenziana per cui nihil humanum est a me alienum puto, egli è stato attento a non dimenticare le questioni che nel quotidiano (nel 2023, così come nell’ipotetico 2230) riguardano gli esseri umani e il loro rapporto con le nuove tecnologie. L’IA in queste pagine è interpellata anche nell’esame delle diverse tipologie di rapporti interpersonali al tempo dei social nel capitolo “Mi dai un abbraccio?”. Fanno seguito domande sull’emergenza derivata dai cambiamenti climatici e sulla necessità di trovare soluzioni abitative alternative, sulla Terra o altrove, nel capitolo “A casa tutto bene?”. E ancora, si registra la presenza di riflessioni sulle diverse e irrisolte forme di disuguaglianza, sulle conseguenze della globalizzazione e dell’automazione, sul ripetersi ciclico di pandemie e cataclismi e sui nuovi assetti geopolitici nei capitoli “Che ne è Stato?”, “Stesso posto, stessa storia?”

LUIGI VOCALELLI, nato a Roma nel 1988. Esperto di comunicazione, laureato in Scienze Politiche, appassionato e studioso di new media e tecnologia. Da sempre nel mondo dell’informazione, ha collaborato con vari uffici stampa e testate italiane per le quali ha creato e diretto l’area web e digital.

Andrea Breda Minello “Black Russian – Studio drammatico in cinque quadri”, Blonk Editore

Blonk Editore

“Tutte le guerre sono insensate, tutte le guerre sono inutili”: Andrea Breda Minello in libreria con Black Russian

L’editore pavese Blonk pubblica il nuovo testo del poeta e drammaturgo veneto: un monologo scritto e pensato per il teatro. Protagonista un ragazzo di 25 anni che affronta sé stesso e il modello di società dominata dalle logiche vetero maschiliste e dai conflitti.

PAVIA_4.12.2023 – In libreria da dicembre 2023 il nuovo lavoro di Andrea Breda Minello, intitolato Black Russian – Studio drammatico in cinque quadri, pubblicato da Blonk editore nella collana Fuorimenu diretta da Andrea De Alberti. Un testo che il poeta e drammaturgo veneto – “uomo di teatro che torna al teatro”, come lui stesso premette – ha scritto e pensato per il teatro.

Lo “studio” è infatti un monologo in cinque atti scritto vent’anni fa e rivisto a più riprese, anche grazie agli echi del lavoro di ricerca del Théâtre du Radeau (Compagnia teatrale francese fondata nel 1977 a Le Mans e successivamente diretta dal regista e autore François Tanguy).

Un testo politico che riflette sulle nevrosi personali, che sfociano in psicosi. La guerra è lo spartiacque: allora l’attacco in Iraq, oggi i conflitti in Ucraina e a bozze chiuse la ripresa degli scontri tra Israele e Hamas.

L’ispirazione, o forse dovrei dire l’omaggio – racconta Andrea Breda Minelloè molteplice: da Sarah Kane agli spettacoli del Radeau, al mondo russo, ai rimandi cinematografici, ai ricordi d’infanzia. Tutte le guerre sono insensate, tutte le guerre sono inutili. Prendere posizione non è solo necessario, è un dovere etico”.

Il protagonista è un ragazzo di 25 anni che fa i conti con sé stesso, con una società che impone modelli fissi vetero patriarcali e un’idea univoca e sbagliata della maschilità. Il ragazzo (in)agisce in un contesto maschile perennemente in guerra, in un mondo minacciato e al tracollo.

Il volume è disponibile in formato cartaceo nelle librerie oppure in formato ebook. Si può ordinare su www.blonk.it con servizio di print on demand e consegna in 5 giorni lavorativi, e in tutti i principali  bookstore.

“Andrea Breda Minello mette in scena il monologo di un protagonista esponenziale, tanto esponenziale, per quanto oggettivato, che le sue parole si moltiplicano e contemporaneamente si riducono ad “aborti psichici”, proposizioni slegate, deliri linguistici” _ Dalla prefazione di Luciano Mazziotta. 

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Andrea Breda Minello (1978) vive e lavora a Venezia. Drammaturgo, poeta, scrittore. Ha pubblicato le poesie teatrali ed ecfrastiche Del dramma, le figure (Zona, 2015) e il canzoniere Yellow (Oèdipus, 2018). Ha tradotto: Se solamente di Julien Burri (Kolibris, 2010) e Poesie d’amore di Anna de Noailles (Arcipelago Itaca, 2019). Si occupa di letteratura di genere e di teatro. Di prossima uscita il suo primo romanzo. Fa parte della compagnia Itineristeatro.

Marco Del Pasqua “Il fiorino nero di Dante”, Extepora Edizioni

Prefazione di Patrizia Turrini

Extepora Edizioni

Umberto è un medico milanese ormai vicino alla pensione.
Per pura curiosità indaga sulla provenienza del suo cognome e scopre una lontana origine nobile e toscana. Un suo antenato ghibellino abitava nel 1285 in un castello senese che il vescovo di Arezzo, Guglielmo degli Ubertini, aveva sobillato contro la città di Siena che lo aveva riconquistato mesi dopo con un bagno di sangue.
Il protagonista, affascinato dalle bellezze del luogo, decide di acquistare una casa nelle vicinanze del castello, ormai abbandonato e inaccessibile da anni; lascia Milano per trasferirsi e trascorrervi la vecchiaia.
Durante i lavori di ristrutturazione trova casualmente un’antica moneta fiorentina, un fiorino di rame, detto anche fiorino nero.
Cesira, una chiaroveggente, percepisce che la moneta era appartenuta a un personaggio molto importante: Dante Alighieri ed era stata persa in circostanze concitate e drammatiche.
Il romanzo narra anche le vicende di Riccardo, un fante fiorentino che affiancò il giovane feditore Dante Alighieri durante il terribile assedio del castello. La storia del giovane Riccardo nel XIII secolo si incrocia con quella di Umberto ai giorni nostri e, ad entrambi, gli eventi che avvengono in quel castello cambieranno la vita per sempre.
Umberto, come Riccardo secoli prima, scoprirà l’amore proprio in quel luogo.
Due protagonisti di epoche diverse, in parallelo tra loro, che sfidano l’ignoto scoprendo nuove e inattese passioni.
Una storia avventurosa di uomini, d’armi e d’amore che si intreccia tra il Medioevo e i giorni nostri.


Marco Del Pasqua biografia
Nato a Rapolano Terme (Siena) nel 1960, più precisamente da Poggio S. Cecilia, abita a Cavriglia (Arezzo).
Diploma di ragioniere e studi universitari presso la facoltà di Scienze Politiche di Firenze. La sua è un’antica famiglia rapolanese, di cui è documentata la presenza a Poggio Santa Cecilia già nel 1526.
Nonostante non ci abiti da molti anni, è sempre rimasto molto legato al paese natale e ci torna spesso e volentieri perché l’atmosfera del luogo è veramente unica.La passione giovanile per le lingue straniere lo ha condotto a frequentare corsi universitari di perfezionamento in Germania e Irlanda, prima dell’avvento di Erasmus.
Parla pertanto il tedesco, lo spagnolo e l’inglese e anche un po’ il francese. Scrive per passione da quasi trentacinque anni ma non si definisce uno scrittore perché la parola “scrittore” lascia intuire che uno sia scrittore di professione e goda di una certa fama tra i lettori. Si definisce piuttosto un “romanziere per hobby” ma prima che scrittore sono soprattutto un lettore. Nel 1982, con un racconto breve, ha vinto una targa di merito al premio letterario nazionale “Casentino”. Nel 2006 è uscito il romanzo d’esordio, “Inspiegabili Illusioni”. Dopodiché sono usciti gli altri romanzi:
 Il riflusso
 Sotto le stelle di Cuba
 Ana Paula e gli spiriti
 Il fiorino nero di Dante
 L’anello scomparso
 Intrigo sull’Elba
 Lincoln e lo zuavo del Papa
 Il nipote segreto di Maria Antonietta.
Alcuni dei suoi romanzi sono stati tradotti in più lingue.

Per saperne di più
Poggio Santa Cecilia

“Cucina in giallo” la nuova antologia di Sellerio

Otto autori, Santo Piazzese, Alicia Giménez-Bartlett, Gaetano Savatteri, Marco Malvaldi, Francesco Recami, Antonio Manzini, Alessandro Robecchi, Simona Tanzini, per altrettanti racconti nella nuova antologia

Il giallo è servito si potrebbe dire, proprio perché tra piatti, ricette, cene, anche delitti.

Spigolando qua e là: Alicia Giménez-Bartlett, fa smascherare alle sue protagoniste poliziotte l’assassinio durante un corso di cucina thai, mentre Recami si occupa dello strano rapimento di uno chef chiamato a giudicare tra “brodetto adriatico” e “cacciucco”; Marco Malvaldi e i suoi vecchietti dentro un caso di plagio di una specialissima ricetta. E che dire del “Timballo di Monsù” e della giornalista romana Viola, personaggio di Simona Tanzini, che anzicchè scoprire un timballo  scoprirà ben due omicidi.

E ritroviamo Manzini e il suo burbero Rocco Schiavone; Santo Piazzese e Lorenzo La Marca il biologo-investigatore; Alessandro Robecchi e il duo Ghezzi e Carella; Gaetano Savatteri e i siciliani Lamanna e Piccionello. Delitti della corposa antologia che si consumeranno tra chef stellati e piatti speciali, una commistione tra cucina e delitto tracciata dalla penna sapiente di otto celebri autori.

Ricordo agli appassionati di racconti in giallo che fanno parte di una lunga serie proposta da Sellerio: oltre alla notte, presentato nelle pagine di tuttatoscanalibri, alla giornata, alla settimana, le raccolte antologiche della serie scandiscono anche le feste comandate, tutte declinate ovviamente in giallo, e sempre firmate Sellerio Editore

Maurizio Persiani “Una notte di primavera” NeP Edizioni

NeP Edizioni

La raccolta di racconti “Una notte di primavera” è solo l’ultimo lavoro di una penna particolarmente prolifica.
Sei storie, tratte da fatti realmente accaduti, raccontate con un pizzico di fantasia, da leggere in treno, in aereo, in auto o comodamente seduti in poltrona a casa.
Il titolo della raccolta è preso dall’ultimo dei racconti che la compongono, a cui si accompagnano “Il cipresso che non c’è più”, “La chiave inglese”, “Lo zio d’America”, “Ofelia” e “Uno spunto al salone”.
Un modo di evadere dalla routine quotidiana per trovarsi in un mondo talmente prossimo da sentirsi immedesimati nei personaggi e nei fatti narrati.
Una scrittura, quella di Maurizio Persiani, che rivela padronanza, abilità descrittiva e sapiente utilizzo della tecnica narrativa.
Incisiva e mai banale, è capace di tessere trame sorprendenti, imprimere efficacia ai dialoghi e delineare con minuzia i tratti psicologici dei suoi personaggi.
Persiani, che ci ha abituati alle avventure poliziesche del commissario Fosco Reggiani in una fortunata sequenza di romanzi gialli, continua a dimostrare versatilità in molteplici generi narrativi.

Maurizio Persiani è nato a Roma, dove vive e lavora. È giornalista professionista ed è il primo autore di NeP edizioni.
Ha scritto diversi racconti, alcuni dei quali pubblicati nelle raccolte di novelle contemporanee: “Racconti di tenebra” (1987, Newton Compton Editori) e “Racconti d’incubo” (1988, Newton Compton Editori) a cura di Gabriele La Porta.
Con Piero Bernacchi ha scritto il romanzo “La porta grigia” (Edizioni Era Incontro). La sua “Hoama, i segreti di Ostia” (2008) è la prima opera in assoluto edita da NeP edizioni.
Segue un lungo e fortunato sodalizio, che vede la pubblicazione di numerosi altri titoli: “Maga” (2009), “Anime sparse” (2009), “Anime sparse due” (2010), “Il colpo del coniglio” (2010), “Es la historia de un amor…” (2011), “Il Greco” (2011), “O Curandeiro” (2012), “Me” (2013), “Le campane di Mücheln” (2013), “Ciao, chi sei?” (2014) “Amore, scendo alla prossima” (2015). Inoltre, “La Tessera mancante” (2016), “Il bandolo della matassa” (2017), “L’aroma del caffè” (2018), “Il Senso del Serpente” (2018), “Anche le masche amano il sole” (2019), “Il sole che non c’è” (2020), “La prova” (2021), “La Malia di Alice” (2021), “Il Geco” (2021) “Il caso NN” (2022).

Qui l’Anteprima

Paul Auster “Baumgartner”, presentazione

Traduzione di Cristiana Mennella

Pieno di tenerezza, lo sguardo di Paul Auster riesce a trovare la bellezza negli episodi fugaci di un’esistenza ordinaria e unica allo stesso tempo. Baumgartner è un capolavoro sul dolore della memoria, l’opera piú luminosa dell’autore di 4321.( (dal Catalogo Einaudi)

Sì, perché volendo sintetizzare in poche essenziali righe il personaggio principale, Seymour Baumgartner  detto Sy, è un settantenne vedovo, vive da dieci anni la propria esistenza  come se fosse stata  ridefinita dalla morte della moglie Anna, diventando molto meno significativa, anche perché nel suo passato è stato insegnante di  filosofia a Princeton e ha scritto vari libri.

Si apre infatti così: il protagonista sta scrivendo e decide di andare a controllare una citazione da un volume ma sente odore di bruciato: il pentolino lasciato tre ore prima sul fuoco è ancora lì, ma incredibilmente lo prende e si ustiona. È solo l’inizio di una serie di situazioni che, come nelle scatole cinesi, si susseguono una dopo l’altra sempre più imprevedibili e figlie del caso il cui fil rouge è legato allo squillo del telefono. Anche il seguito e le conclusioni sono decisamente imprevedibili: il lettore segue le vicende di Sy che si pone ad analizzare e a trovare il buono di vivere anche in un’esistenza usuale.

“A quanto pare, l’esistenza di Baumgartner è ridotta oramai da dieci anni a una trasognata sospensione contraddistinta da una spiccata vocazione all’infortunio.[…]Fin qui siamo nel cuore del genere romanzo-vedovile. Basta andare avanti, però, per capire che Auster ha in serbo per il suo professore (e per noi lettori) una serie di svolte imprevedibili capaci di trasformare la narrazione in un’altra cosa, che davvero non saprei come definire. Dopo uno strano incidente notturno, a metà tra sogno e allucinazione, […]Baumgartner fa un brusco ritorno alla vita. Si mette con Judith che poi lo abbandona per mettersi con un altro, più giovane di lui. Un’esperienza dolorosa, certo, una nuova batosta, ma non così spaventosa da sottrarlo di nuovo ai suoi doveri di vivo. Il libro allora diventa un bilancio, il lettore viene catapultato nella giovinezza del protagonista […] Al nichilismo shakespeariano dell’ultimo Roth, Auster oppone un epicureismo laico, venato di ironia e fatalismo. Una ricetta oltremodo appropriata per affrontare la vecchiaia e resistere alla morte.”( Stralci dalla recensione di Alessandro Piperno, da La lettura, Corriere della Sera, 10 Dec 2023)

A questo link notizie sull’autore

Tommaso Landi “Il diciottesimo elemento. Terre rare” NeP Edizioni

NeP Edizioni

L’avvocato Dellandito è nuovamente coinvolto in un’avventura dal sapore internazionale, glamour e intrigante.
In gioco è la supremazia tecnologica garantita alla Nazione che avrà il controllo della Stanislav, unica miniera al mondo da cui è possibile estrarre il Tragexicon, rarissimo minerale indispensabile per costruire l’hardware di un potente computer quantistico con capacità di calcolo potenzialmente illimitate.
Le principali agenzie di spionaggio del mondo dovranno competere per assicurarsi la gestione del prezioso materiale strappato alle viscere della Terra al prezzo di molto sangue versato.
Al centro della vicenda due famiglie rivali, rese nemiche da antiche ruggini, le cui azioni scateneranno reazioni imprevedibili.
Una escalation di eventi concatenati, tradimenti, omicidi e inseguimenti mozzafiato porteranno inevitabilmente allo scoppio di un conflitto, dal cui esito dipenderà un nuovo assetto geopolitico del continente europeo.
“Il diciottesimo elemento” è una spy story emozionante e credibile, in cui vengono trattati con sagacia e competenza argomenti di stretta attualità, come lo sfruttamento delle terre rare e l’evoluzione dei computer quantistici applicati all’intelligenza artificiale.
Lo stile riconoscibile di Tommaso Landi delinea una storia avvincente e intrigante, in grado di innescare un febbrile crescendo di suspense.
L’autore conduce il lettore in un viaggio affascinante descrivendo con realismo sia la dura vita in miniera che la sofisticata spensieratezza del jet-set internazionale, impegnato in regate da sogno tra la Riviera Ligure e la Costa Azzurra e soggiorni esclusivi sui laghi di Como e Lugano.
Leggendo questo thriller dal ritmo incalzante, si ha la sensazione di veder svelati i misteri e i segreti che sono alla base dei conflitti che devastano il mondo contemporaneo.

Tommaso Landi è un avvocato nato a Como nel 1977. Da sempre appassionato di letteratura, giovanissimo ha scritto due opere teatrali che furono messe in scena con il patrocinio del Piccolo Teatro Studio di Milano, allora diretto da Giorgio Strehler, raccogliendo il consenso di critica e pubblico. Ha poi abbandonato il mondo della scrittura creativa per dedicarsi alla professione forense. È autore di numerosi articoli scientifici e divulgativi in tema di diritto tributario, collabora con la redazione de Il Sole 24 Ore. Per NeP edizioni ha già pubblicato nel 2022 l’avvincente giallo di spionaggio “L’Ira di Nuba”.

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