Antonio Bux “Voltarsi”, Graphe.it

pagine 128, prezzo 10 euro, Graphe.it 

Ho sognato un gigante

così grande che ero io

ma ero troppo grande

in sogno per vedermi.

I componimenti di questa raccolta antologica apparentemente non hanno un solo riflesso: nascono da spinte diverse, ma figli di un’unica radice si possono quindi – come l’autore ha fatto – riunire sulla base di somiglianze difficili da descrivere a parole; ma il movimento, la direzione, un impercettibile unisono portano il lettore a trovare un filo conduttore ben saldo. Una consanguineità versificatoria che si esprime tramite un numero relativamente ristretto di chiavi: per esempio il corpo (parola e concetto che torna, neutro e universale, più che condiviso), che talora dorme, talaltra sogna; la luce che segna il limite fra cielo e terra, prima ancora che quello con l’ombra, luce che diventa fuoco, il quale poi l’essere umano chiama amore; il suono come traccia dell’esistenza (vegetale e animale); la verità. Ed ecco che il voltarsi porta sempre nel suo gesto uno specchio infinito: con l’uomo al centro, uno, o due insieme, o tutti, difficile a dirsi.

Ho voluto festeggiare i miei dieci anni di attività editoriale con questa raccolta antologica che raggruppa poesie sparse, edite e inedite, scritte durante tutto il decennio appena trascorso. Un voltarsi, per l’appunto, sia su ciò che è stato fatto ma anche e soprattutto su quello che sarà possibile ancora fare“. (Antonio Bux) 

ANTONIO BUX (Foggia, 1982) è autore di diversi libri di poesia, tanto in italiano quanto in spagnolo. Traduttore poetico egli stesso è redattore e rubricista per la rivista Avamposto, ha fondato e dirige il lit-blog Disgrafie e alcune collane per Marco Saya Edizioni e per l’editrice RPlibri.

Luca Ponzi “Favole di fiume”, Oligo Editore

Oligo editore

pagine 140 prezzo 14,00 euro in libreria il 21 aprile

Favole di fiume è una raccolta di racconti che galleggiano su quello che per Giovannino Guareschi era l’unico fiume italiano, il Po. Molte delle nostre città sono nate lungo i fiumi, tutta la valle padana è figlia del medesimo fiume che ne è la spina dorsale. Così, seguendo un fil rouge narrativo che scorre attraverso le pagine di Guareschi o il grande affresco televisivo di Mario Soldati, anche queste Favole di fiume mostrano come il Po sia uno stato d’animo, un modo di affrontare le cose della vita e un archivio di storie, memorie e sentimenti. Il lettore troverà episodi di vita vera, rimescolati tra loro con sapienza narrativa dalla penna di un abile giornalista qual è Luca Ponzi. Ecco, quindi, una favola sentita durante una battuta di pesca o un’altra catturata mentre si giocava a briscola; ma ci sono anche casi di cronaca nera e poi incontri fortuiti e fortunati con quella variegata umanità che popola le rive, a volte assolate e altre volte cariche di nebbia, del vecchio Po. 

Scrive l’Autore 

«Quando vai in giro, per tanti anni, a raccontare storie vere, ti imbatti in dettagli, persone e leggende che ti restano in mente anche se non c’entrano nulla con quello che stai facendo. Le tieni lì, ogni tanto ci pensi, e loro cominciano a svelarti, poco per volta, particolari della loro esistenza. Le mie Favole di fiume hanno questa genesi e a un certo punto non potevo far altro che metterle su carta e condividerle, affinché non sparissero. E poi c’è il fiume: nulla di quello che accade nella nostra terra può prescindere dal Po, con i suoi detriti ha dato origine geologica alla pianura padana, con il canto delle sue acqua e del vento che le sfiora ha creato un tipo di umanità del tutto particolare». 

Luca Ponzi è nato e vive a Fidenza, in provincia di Parma. Da adolescente ha iniziato a scrivere quasi per gioco nel settimanale diocesano “Il Risveglio”, per poi fare di questa passione un lavoro. Ha lavorato a lungo alla “Gazzetta di Parma”, collaborato con diversi quotidiani per poi passare alla Rai, alla sede regionale dell’Emilia-Romagna. Ha seguito come inviato alcuni dei fatti di cronaca più importanti degli ultimi anni, dal crac Parmalat al sequestro del piccolo Tommaso Onofri, dal terremoto del 2012, al diffondersi delle mafie al nord. Tieni seminari e lezioni sui temi del giornalismo e della legalità. Ha raccontato spesso il Po, sia nella furia delle piene che nella sofferenza delle “magre”. Tra i suoi libri ricordiamo Mostri normali, storie di morte e d’altri misteri, una raccolta di delitti irrisolti (Mursia 2012), Cibo criminale, inchiesta sulle infiltrazioni mafiose nell’agroalimentare (con Mara Monti, Newton Compton 2013).   

Giovanni Arpino “Il fratello italiano”, presentazione

Torna in libreria, nella nuova edizione BUR Rizzoli con la prefazione di Mario Desiati, “Il fratello italiano” di Giovanni Arpino, romanzo vincitore del Campiello nel 1980. Racconta, nella Torino tra gli anni Settanta e gli Ottanta, la fine di un’epoca e le incomprensioni legate al salto generazionale, attraverso le figure dei due protagonisti, il maestro elementare Carlo Botero e il manovale Raffaele Cardoso. Il maestro è piemontese, sessantaduenne, vedovo, che stempera la sua solitudine nell’affezione che lo lega a Stalin, il gatto; Cardoso è calabrese, sessantenne e vedovo, arrivato a Torino per dare una lezione alla figlia che vive prostituendosi, scelta disonorata che ha fatto morire di crepacuore la madre. La figlia di Botero, Stella, ha un ex marito calabrese che, squattrinato e senza lavoro, continua ad infastidirla. Quando Stella chiederà al padre di “liberarla” dalla presenza esasperante dell’ex, i due sessantenni si troveranno: il primo nei guai, il secondo, nel cui passato ambiguo traspare una certa familiarità con la malavita, capace quindi di trattare con gli ambienti malavitosi e trarlo dagli impicci.

Scrive Desiati nella Prefazione “Il romanzo è uno dei più importanti testi che abbiamo su quel passaggio di consegne tra due stagioni italiane, quella di chi ha visto il Paese attraversato dalla violenza del decennio appena trascorso, caratterizzato dal terrorismo e la lotta armata, e la stagione di chi quel Paese lo raccoglie, un attimo prima dell’ultimo boom negli anni Ottanta,

“[…]romanzo alimentato da dilemmi incomponibili, da mondi che non riescono a comunicare, disegna con una scrittura cruda e dolorosa il passaggio di testimone tra due generazioni – quella che precede e quella che vive il boom dei consumi degli anni Ottanta – e conferma Giovanni Arpino come uno dei più importanti narratori del Novecento, mai allineato eppure profondamente immerso nel proprio tempo, capace di guardare dentro il buio dei propri personaggi senza mai giudicarli”.(da BUR Rizzoli Libri)

Giovanni Arpino (1927-1987) è stato uno dei più originali narratori del Novecento italiano. Giornalista, ha seguito da inviato speciale, prima per “La Stampa” poi per “il Giornale”, i maggiori eventi dello sport e del calcio in particolare. Dopo l’esordio di Sei stato felice, ha goduto del riconoscimento della critica e di un vasto consenso di pubblico firmando numerosi romanzi. In BUR è disponibile Una nuvola d’ira.(da Rizzoli Autori)

Walter Veltroni “La scelta”, presentazione

Roma, 19 – 26 luglio 1943, una pagina della storia recente: il bombardamento nel quartiere San Lorenzo e l’arresto di Mussolini, la fine di un’epoca segnata dalle decisioni di pochi, come sempre accade in dittatura. Una famiglia di un quartiere popolare affronta la nuova realtà con le scelte di ciascuno in un momento difficile.

Ascenzo De Dominicis, il capofamiglia, fascista convinto e sincero, usciere dell’Agenzia di stampa Stefani di cui Morgagni è il gestore, un fascista nella cui propaganda di regime ha creduto.

Cosa accade quando il mondo che ti dava fiducia e affidamento si sgretola? Come reagisce un uomo di fronte al crollo di una convinzione e del suo ruolo di capofamiglia?

E il lettore seguirà i quattro membri della famiglia, la moglie, la figlia adolescente, il figlio che si ribellerà al padre anche in modo plateale e che aderirà alle forze antifasciste.

La scelta di Ascenzo e la scelta di tutti gli altri componenti in una Roma che vede letteralmente i più “spogliarsi” degli abiti e degli intenti di adesione ad un mondo ormai alla fine per abbracciarne di nuovi.

“A San Lorenzo piovono bombe. Mentre il mondo di prima scompare, ogni membro della famiglia De Dominicis deve fare i conti con un presente che scaglia l’uno contro l’altro. In sei giorni Roma è bombardata dagli Alleati e Mussolini cade. La Storia corre veloce e mette tutti con le spalle al muro. È, in ogni casa italiana, il momento della scelta. Walter Veltroni racconta di generazioni diverse che, ieri come oggi, devono ricominciare a parlarsi. Perché solo quando i figli affrontano i padri, e i padri, almeno per un attimo, si ricordano di essere stati figli, è possibile lasciarsi il buio alle spalle, aprire porte e finestre al futuro”. (da Rizzoli Libri)

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri: la trilogia con il commissario Buonvino

“Assassinio a Villa Borghese”

“Buonvino e il caso del bambino scomparso”

“C’è un cadavere al Bioparco”

21 marzo giornata internazionale della poesia:

Poeti, poesia, saggi dedicati su tuttatoscanalibri

Alda Merini “Vuoto d’amore” Margareth Atwood “Moltissimo” AAVV “Poesia”

Omaggio a Charles Baudelaire Dino Campana “Canti Orfici”

Chandra Livia Candiani “La domanda della sete” Chandra Candiani “Questo immenso non sapere” 

Flaminia Colella “Sul crinale” Emiliano Cribari “Errante”, Maurizio Cucchi “Sindrome del distacco e tregua”

Marina Cvetaeva “Sette poemi” Umberto Eco “Filosofi in libertà” Thomas Eliot “Il libro dei gatti”

Carlo Lapucci “Magia e poesia” Ottavio Fatica “Vicino alla dimora del serpente”

Epitaffi greci. La Spoon River ellenica di W.Peek” Francesco Forlani “Penultimi” Giovanni Giudici “La vita in versi”

Edgar Lee Masters “Antologia di Spoon River” “L’Antonia. Poesie, lettere e fotografie di Antonia Pozzi scelte e raccontate da Paolo Cognetti” 

Nella Nobili “Ho camminato nel mondo con l’anima aperta” Pablo Neruda “Bestiario”

Cees Nooteboom “L’occhio del monaco” Cees Nooteboom “Addio” Aldo Nove “Poemetti della sera” Cesare Pavese “L’opera poetica. Testi editi,

inediti, traduzioni” Patrizio Pelizzi “L’essenza di un sognatore”, Roberto Piumini “Il piegatore di lenzuoli”  Poesia erotica italiana

Aleksandr Puškin “Eugenio Onieghin nei versi italiani di Giovanni Giudici”

Raimo e Rossari “Le bambinacce” Fuad Rifka “L’ultima parola sul pane”

Arthur Rimbaud “Una stagione all’inferno” Tiziano Scarpa “Una libellula di città”

Anne Sexton “Il libro della follia”  Fabio Strinati “Toscana – Venezia solo andata”

Arundhathi Subramaniam “A una poesia non ancora nata”

Sebastiano Vassalli “Amore lontano”

Anna Segre “La distruzione dell’amore” la recensione da Libri Panorama

La recensione da Libri Panorama

La sinossi

Amore è una parola irta, pericolosa. Non si cerchi di smussare, diluire, omologare questo elemento divino. Le due contendenti si incontrano e si scontrano nell’accecante proiezione di luce del desiderio e duelleranno fino all’ultimo respiro della relazione alla ricerca di una pace impossibile. Come indica nella prefazione Margherita Giacobino: «i versi di Anna Segre ci dicono qualcosa che dovremmo sapere bene: che due donne non si amano mai da uguali, ma sempre da diverse. Diverse una dall’altra e da ogni altra. E a volte la diversità è opposizione, e le parole non servono per comunicare o dialogare ma solo per ferirsi, a volte insomma l’amore somiglia a una guerra balcanica che cova sordamente, esplode, infuria per anni senza soluzione di continuità, salvo splendide tregue di passione». Ma «non ci sfugga la promessa», chiosa Beatrice Zerbini nella postfazione del libro, «la rivelazione ultima» insediata nei versi: «il male tira i fili, / mentre il bene / si ostina a tessere».( da Interno Poesia Editore)

e anche

Brevi note biografiche

Anna Segre è medico, psicoterapeuta, anche ebrea, in più lesbica, perfino mancina. La produzione letteraria di Segre ha un solo fulcro di interesse: la psiche umana, l’anima. Che si tratti di epitaffi, o dei danni psichici collegati alla Shoà, dell’utilità terapeutica di un libro o della mappa etica o della vita erotica e sentimentale, rimane sempre a fuoco la teoria della mente, il monologo interno, le ipotesi diagnostiche, le interpretazioni possibili. Le parole danno senso, continuità narrativa, chiedono giustizia, sperano nel dialogo, e per questo cercano una precisone, una sintesi. Le parole si protendono sul bianco della riga come acrobati che vorrebbero padroneggiare il vuoto. Tra i libri pubblicati: “Monologhi di poi” (Manni), “Lezioni di sesso per donne sentimentali” (Coniglio), “Judenrampe” (Elliot), “Il fumetto fa bene” (Comicout), “100 punti di ebraicità” (Elliot), “100 punti di lesbicità” (Elliot).

Su Interno Poesia Editore tre poesie a presentazione dell’opera

Massimiliano Di Pasquale “Abbecedario ucraino II. Dal Medioevo alla tragedia di Chernobyl, Gaspari Editore

prefazione di Marta Dyczok

pagine 222, prezzo 20 euro, GASPARI EDITORE

La storia dell’Ucraina è stata spesso scritta da altri, e ancora più spesso misconosciuta e distorta. Eppure la storia continua a giocare un ruolo nel presente. Questo volume passa in rassegna protagonisti ed eventi chiave del Paese dal Medioevo fino al dissolvimento dell’URSS fornendo il contesto storico per comprendere le problematiche politico-culturali odierne. Il nome Stepan Bandera continua ad avere vasta eco. Chi era quest’uomo? Perché l’Unione Sovietica mandò un assassino del KGB per ucciderlo a Monaco nel 1959 e tentò di farlo sembrare un infarto?
Di Pasquale ripercorre la storia del Ventesimo secolo e mostra come i dissidenti ucraini degli anni ’60 aprirono la strada all’indipendenza negli anni ‘90. Racconta in che modo uno storico, Mykhailo Hrushevsky, divenne il primo presidente ucraino nel 1918, che cosa gli successe in seguito e come la sua rivoluzionaria opera in 10 volumi Storia dell’Ucraina-Rus sfidò la narrativa storica imperiale russa.
«L’autore fa riemergere dal passato i nomi dei più famosi poeti ucraini del Diciannovesimo secolo come Taras Shevchenko, Ivan Franko e altri uomini di cultura. E mostra come i prìncipi medievali della Rus di Kyiv e gli etmani cosacchi abbiano creato il tessuto di una nazione che ancora oggi sta combattendo per il suo futuro». Marta Dyczok, University of Western Ontario (Canada)

Indice
Prefazione di Marta Dyczok 9, Nota dell’autore 11, Autocefalia 15, Babyn Yar 20, Bandera, Stepan 25, Bulgakov, Mikhail 56, Chernivtsi 60, Chornobyl 67, Cosacchi 79
Dissidenti Anni Sessanta (Shistdesiatnyky) 91, Franko, Ivan 95, Galizia 96, Holodomor 103, Hrushevsky, Mykhailo 113, Mazepa, Ivan 117, Principe Rosso 122, Rinascimento Fucilato 128, Rus di Kyiv 138, Sacher-Masoch, Leopold von 151, Scerbanenco, Giorgio 155, Shevchenko, Taras 159, Stakhanov, Aleksey 162, Yashchenko, Volodymyr 164, Zmiyivka 168 APPENDICE L’uomo di Kryvyi Rih 171, Piccolo dizionario cronologico della storia e della cultura ucraina dalla Rus di Kyiv fino all’indipendenza del 1991

Massimiliano Di Pasquale (Pesaro, 1969) è ricercatore associato dell’Istituto Gino Germani di scienze sociali e studi strategici. Ucrainista, esperto di Paesi post-sovietici, negli ultimi anni si è occupato di disinformazione, guerra ibrida e misure attive anche sulle pagine di «Strade Magazine» (stradeonline.it). Membro del BBS (Sezione di Studi Baltici dell’Università di Milano), nel 2018 ha pubblicato per Gaspari Editore Abbecedario ucraino. Rivoluzione, cultura e indipendenza di un popolo.

Jules Verne, due racconti:

La rivolta del Bounty e Un dramma in Messico

Copertina di Camilla Castellani

La rivolta del Bounty vide la luce nel 1879, sul Magasin d’éducation edito dall’editore Hetzel, lo stesso col quale Verne aveva allora già pubblicato diversi dei suoi capolavori intramontabili.
I fatti narrati, come riportato nell’introduzione al testo redatta dall’autore stesso, sono perfettamente aderenti a quelli realmente avvenuti in occasione dell’ammutinamento divenuto poi tra i più celebri della storia: quello del Bounty, un vascello mercantile inglese che salpò nel 1787 da Spithead sotto il comando di William Bligh.

Un dramma in Messico fu pubblicato per la prima volta nel luglio 1851 col titolo Le prime navi della Marina messicana sulla rivista Musée des familles diretta da Pierre Chevalier, che condivideva con Verne le origini bretoni. La rivista, fondata nel 1833, si poneva il dichiarato intento di divulgare cultura e scienza ad adulti e adolescenti che volessero integrare la loro istruzione con curiosità attinenti a vari campi del sapere. Il romanzo è ambientato nel 1825 quando il Messico aveva ottenuto da poco l’indipendenza dalla Spagna ed era all’epoca un paese in pieno sconvolgimento. Verne fa principiare il suo racconto nel Pacifico, anche in questo caso tutto nasce dall’ammutinamento degli equipaggi di due navi spagnole, per poi trasportarlo in terra messicana, sfruttando a pieno l’occasione di descrivere natura e usanze tipiche di quel luogo.
Tommaso Ferrini ha curato la traduzione e l’introduzione ai due romanzi, Alessandro Ferrini la traduzione e il glossario dei termini marinareschi in appendice.

Dello stesso autore: i Classici Edida da non perdere in cartaceo e in ebook tutti su Amazon

Wilbur Smith con David Churchill “Eredità di guerra”, presentazione

Arriva postumo il seguito della saga dei Courtney che Wilbur Smith aveva scritto in collaborazione con David Churchill, un romanzo che ben si articola tra i vari filoni della trama senza mai interrompere l’azione, come è tipico dell’autore conosciuto in tutto il mondo per i suoi lavori tradotti in molte lingue.

Ambientato in Europa, alla fine del secondo conflitto mondiale dove però l’eredità di Hitler permane, e in Kenya quando iniziano a manifestarsi i primi segni di ribellione al potere coloniale. Saffron Courtney e suo marito sono sopravvissuti al conflitto e anche Konrad, il fratello nazista di Gerhard, è ancora vivo: l’azione si sviluppa così tra complotti e lotte per la libertà.

[…]“Wilbur Smith, l’indimenticabile maestro dell’avventura, ci regala una storia di coraggio, eroismo, ribellione e guerra che si dipana tra due continenti. Un romanzo appassionante e pieno d’azione che segue La Guerra dei Courtney e conclude la saga iniziata con Il destino del cacciatore”(da Harper Collins)

WILBUR SMITH nato nel 1933 in Africa centrale, si è dedicato esclusivamente alla scrittura dal 1964, dopo il successo del suo primo romanzo, Il destino del leone. Da allora ha pubblicato oltre quaranta titoli fra cui il ciclo ambientato nell’Antico Egitto e le celebri serie dedicate ai Courtney, ai Ballantyne, a Hector Cross oltre a numerosi altri romanzi, tutti supportati da meticolose ricerche e informazioni, raccolte nel corso dei suoi viaggi e spedizioni in tutto il mondo. I suoi libri oggi sono tradotti in ventisei lingue. Con HarperCollins ha pubblicato il memoir Leopard Rock. L’avventura della mia vita e il romanzo La guerra dei Courtney.(da HarperCollins Autori)

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

Il nuovo regno

Re dei re

La guerra dei Courtney

8 marzo 2022: un omaggio a tutte le donne

Nell’altro giardino da scaricare gratis da Amazon

Donne protagoniste

La recensione di Federica Zani

Una delle immagini più belle e famose della Recherche di Proust è quella dei giardini di Combray, la città dove il Narratore ha trascorso l’infanzia, che scaturiscono dalla sua tazza di tè: quel tè bevuto per caso il cui sapore ha miracolosamente riattivato tutti i ricordi di un periodo della sua vita che credeva perduto. La memoria come un giardino da esplorare: una metafora che, sebbene in modo diverso, è alla base anche di Nell’altro giardino, che si apre infatti con una citazione della sterminata opera proustiana.

Di giardini in questo romanzo ce ne sono due, ma il più importante è il terzo: l’altro, quello che non si vede. È il giardino del tempo perso per sempre, trascurato, impossibile da recuperare. Il Narratore proustiano trova la chiave per entrare nel giardino della memoria; nel nostro romanzo, invece, la chiave non c’è. Non si può raccontare quello che non si ricorda; si può solo segnare lo spazio occupato dalla sua assenza. Per questo il lettore sulla sua strada troverà molti vuoti, molti spazi bianchi di cui i personaggi per primi non sanno dare spiegazione. È una situazione in cui anche noi ci troviamo: la storia della nostra vita è scritta sopra la massa informe delle cose che abbiamo dimenticato. Quante sono, di tutte quelle che abbiamo vissuto, le ore che si sono davvero impresse nella nostra memoria? La percentuale, se ben ci si pensa, è desolante.

Fra le ore che quasi tutti ricordiamo ci sono probabilmente quelle in qualche modo legate all’amore. La ricerca di un modo giusto di dare e ricevere amore è infatti ciò che accomuna tutte le protagoniste. Sono donne che coprono lo spazio di tre generazioni, mostrando l’ampiezza e la varietà dello spettro emotivo nell’adolescenza, nella maturità e nella vecchiaia. La loro ricerca non si appiattisce sul cosiddetto “amore romantico” di troppi romanzi rosa; anzi, se c’è una lezione in questo libro, è forse proprio che non sempre le forme canoniche dell’affetto, così come la società le propone, sono di una taglia adatta a tutti. Bisogna avere la forza di guardare attraverso gli stereotipi per trovare la propria forma d’amore fatta su misura, l’unica in grado di riempire di senso la propria vita. È un percorso difficile e non tutti riescono a concluderlo con successo: qualcuno si smarrisce per strada. Nell’altro giardino, con la sua particolare struttura narrativa corale, che non si focalizza su un solo personaggio, riesce a raccontare con partecipazione la vicenda di ognuna di queste donne, comprendendo senza giudicare.

Federica Zani

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