Piergiorgio Pulixi “L’uomo dagli occhi tristi”, presentazione

Piergiorgio Pulixi torna alle atmosfere potenti de L’isola delle anime con uno dei capitoli più tesi, emotivi e implacabili della serie di Vito Strega, Mara Rais ed Eva Croce. Un thriller dove la verità ha il sapore del peccato. E dove ogni segreto rischia di travolgere chi osa scavare troppo in profondità.(da Rizzoli Libri)

Il noir, della serie del poliziotto Vito Strega, Mara Rais ed Eva Croce, si ambienta a Saruxi, una località immaginata dalla finzione letteraria, nell’Ogliastra in Sardegna; indaga l’omicidio di un diciassettenne, Michelangelo, trovato vestito e truccato da donna, pugnalato con decine di coltellate a bordo di un motoscafo abbandonato su un lago circondato da montagne e fitti boschi. Proprietario del natante è Daniele Enna, ex sindaco di Saruxi, politico rampante per diventare governatore della Regione. E questo non fa che complicare le indagini: pertanto del caso vengono incaricate le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce, con l’ ordine di chiuderlo senza clamore proprio  per non compromettere con uno scandalo la posizione del politico che ha legato la propria politica alla transizione ecologica sarda. Emergono menzogne e vecchi rancori ma soprattutto una rete di interessi e di ricatti tanto che le due ispettrici avvertono chiaramente la presenza di ostacoli alle indagini e la volontà di proteggere annosi  segreti. Ostacolate ma anche indebolite da chi tenta di dividerle e non farle collaborare, le due ispettrici saranno esse stesse messe in crisi: le loro vicende personali e dinamiche relazionali incideranno nella ricerca del killer.
Un romanzo che mostra diversi punti di vista sui fatti, oltre a evidenziare aspetti legati all’attualità politica, articolato in tre parti precedute da un prologo nel primo una luce nuova tratteggia la vittima:  i suoi quadri ritraevano in maniera quasi ossessiva solo occhi maschili tristi e inquietanti.

Piergiorgio Pulixi (Cagliari, 1982) ha fatto parte del collettivo di scrittura Sabot, creato da Massimo Carlotto. I suoi noir sono tradotti in diversi Paesi e hanno ricevuto riconoscimenti nazionali e internazionali. Nel 2024 è stato il narratore italiano più venduto in Francia. Tra i suoi libri: L’isola delle anime (Rizzoli, 2019), che ha vinto il Premio Scerbanenco ed è stato finalista al Gran Prix de Littérature Policière. Sempre per Rizzoli sono usciti i noir Lo stupore della notte (2018), Stella di mare (2023), Per un’ora d’amore (2024) e il romanzo per ragazzi Il mistero dei bambini d’ombra (2022). Dal 2009 con e/o pubblica la saga poliziesca di Biagio Mazzeo con il noir Una brutta storia (2012), che è poi proseguita con La notte delle pantere (2014) e Per sempre (2015); a chiudere la quadrilogia è Prima di dirti addio (2016). Ha pubblicato anche libri Feltrinelli (del 2024 è La donna nel pozzo), Marsilio (di quest’anno è Sei gatti potessero parlare) e Mondadori (Per mia colpa è del 2021) L’incontro Piergiorgio Pulixi presenta L’uomo dagli occhi tristi al festival Pordenonelegge venerdì 19 settembre, alle ore 19 nello Spazio di Piazza della Motta a Pordenone, in dialogo con Marco De Franchi. Conduce l’incontro Enrico Galiano

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri

La donna nel pozzo

La libreria dei gatti neri

Un colpo al cuore

Le pagine di tuttatoscanalibri più lette nel mese di agosto 2025

Stefano Terra “Alessandra” Oltre Edizioni

Simona Genovali “C’era una volta un padre”

Andrew Porter “La vita immaginata”

A. Ferrini, S. Pizzuoli “Lungo la via Francigena in Toscana” Edida

Parnian Kasae “Seta, figlia dell’Iran” Mursia

Da La Repubblica G. Simenon “Le persiane verdi” Il giallo più giallo

Tommaso Pagano “Ovunque giaguari”

Han Kang “Convalescenza”

Davide Morosinotto “Il leggendario tesoro di Hell Gate”

Un racconto per Ferragosto

Livio Frittella “Agnizione fatale. Un giallo in alto mare”, presentazione

Valerio Portenti, un uomo trasformato dal caso – o dal destino – in un genio fuori dal comune, è abituato a risolvere enigmi. Ma quando il corpo senza vita di un passeggero viene ritrovato nella cabina 8142, anche la sua logica infallibile sarà messa alla prova. Nessun segno di violenza, nessun indizio evidente… e troppi possibili colpevoli. Ogni passeggero sembra custodire un frammento di verità, un movente inconfessabile, un’ombra che il mare non può cancellare.(da LuoghInteriori Editore)

Valerio Portenti, possiamo dire di nome e di fatto, è il protagonista del romanzo ambientato nella primavera del 1990 sulla Ocean Empress, una nave salpata da Fort-defrance in Martinica per un viaggio nei Caraibi: una crociera letteraria con ospiti internazionali.
Si trova in crociera con Lorenza, la sua assistente piscologa, per partecipare ad una serie di conferenze. Durante il viaggio fanno amicizia con altri ospiti, un ex ispettore e un reporter. Tutto procede per il meglio, fino al  verificarsi di  strani incidenti che culminano con la morte di un  passeggero.
La risoluzione del caso, di taglio classico,  scorre tra rivelazioni, segreti, deduzioni, ragionamenti, false piste e sfugge alla logica anche la più portentosa, come quella del protagonista fino all’agnizione fatale, come recita il titolo, davvero sorprendente.
Due i fattori che giocano a vantaggio di una risoluzione che non può mancare: la scena del crimine e le facoltà intellettive del protagonista. L’ambiente circoscritto della nave che non ha fatto scali lega l’assassino al luogo del delitto, è quindi ancora a bordo tra i passeggeri o i membri dell’equipaggio; secondo fattore, la logica stringente e le capacità deduttive di Valerio saranno fondamentali per la soluzione del mistero.
Ma cosa aveva reso Valerio così eccezionale? Un caso fortunoso: Valerio Portenti c’era diventato dopo un’aggressione subita; si era svegliato “diverso” ma, la lesione al lobo temporale anteriore sinistro che avrebbe potuto ucciderlo, invece l’aveva reso portentoso, con capacità cognitive in grado di assimilare informazioni in supervelocità tanto da  farlo lavorare per un celebre istituto di studi neurologici.

Livio Frittella, romano, è giornalista del «Giornale Radio RAI» e conduttore del «GR2». Ha lavorato per l’emittente locale GBR TV, per i giornali «Il Tempo», «Il Messaggero», «Paese Sera», «Corriere dello Sport», e per molte altre testate.
Ha pubblicato Le parole dello spettacolo. Dizionario di cinema, teatro, radio e televisione (Lindau), Italiani. Citazioni, aforismi, pensieri sugli abitanti del Belpaese (Neri Pozza), Templari. Dal Ducato di Puglia e Calabria all’Italia del Terzo Millennio (con G.P. Ventura – Efesto), Olimpionary. Dizionario dei termini sportivi (prima edizione: Stampa Alternativa 2017; edizione aggiornata: Efesto 2024), il romanzo giallo classico Ingannevoli apparenze (Robin) e quello giallo umoristico I Misteri dello Zoopark (Efesto), infine il romanzo di fantascienza Ulyssex (Il Filo di Arianna).(da Autori LuoghInteriori)

Federica Seneghini “Salvate il soldato Jack”, presentazione

Per giovani lettori

23 aprile 1945. Mancano pochi giorni alla Liberazione e alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ma nessuno ancora può saperlo. Di certo non può saperlo Carla, una bambina di nove anni che vive nelle campagne ferraresi[,,,] quando un aereo da caccia delle forze alleate viene abbattuto proprio sotto i suoi occhi. L’aviatore irlandese che lo pilotava, seppur ferito, riesce a salvarsi e a bussare alla porta di casa sua.(da Piemme Editore)

L’autrice prende spunto da una storia vera: la piccola Carla vive nelle campagne ferraresi quasi sul finire della seconda Guerra Mondiale. L’Italia è ancora divisa in due, da una parte quella occupata dai nazifascisti e dall’altra quella liberata dagli alleati. La giovane Carla vive lì poco distante dalla linea che separa le due Italia, nella zona ancora occupata. Un giovane pilota irlandese viene abbattuto con il suo caccia e ferito riesce a trovare rifugio nella casa vicina, la casa di Carla; ospitare e dare rifugio ad un nemico è nell’Italia non liberata un grosso pericolo, ma sarà proprio Carla a guidarlo e aiutarlo a raggiungere la base militare: chi più di una bambina può sfuggire ai controlli?

La storia si apre in un Prologo, con una mappa e il racconto di una ricerca e un ritrovamento alla data 8 luglio 2016.

Stralci dal Prologo

 “[…]I documenti li abbiamo studiati a lungo, abbiamo incrociato le mappe, i rapporti, abbiamo trovato le coordinate sulle cartine. Ma già una volta siamo finiti fuori strada, una giornata persa a cercare accanto a un canale a un chilometro da qui.Finché un mese fa quel vecchietto di Coccanile ci ha dato la dritta buona: – Lo so io dove è caduto, mio padre lo raccontava sempre. Dovete andare a Corte Beneficio. Un tempo li c’era un campo di canapa, le viti le hanno messe dopo, negli anniSessanta, prima ancora c’era il mais.
Insomma, lo sappiamo che il maledetto è qui sotto. Deve essere qui sotto. Non c’è niente, invece, e io ho voglia di buttar via tutto. Fabio lo so che sta provando lo stesso, non dice più una parola, fa così quando ha troppa ansia, lo conosco bene”.

[…]

“Dove il suono è più forte attacchiamo con il badile, ma facciamo fatica, è incredibile quanta terra si accumuli sopra le cose in ottant’anni.
Mi perdo in fantasticherie: «Se questo rumore ti sembra forte, in questo silenzio di campagna interrotto dal traffico dei camion e delle auto, immagina il fracasso che dev’esserci stato quel giorno». Finché ecco, spunta qualcosa, è un pezzo di metallo. Uno che non fosse del mestiere non capirebbe, ma noi lo sappiamo cos’è.
Mica per niente ci chiamiamo “Archeologi dell’Aria”. Alluminio aeronautico. Anche Fabio trova qualcosa, gli tremano le braccia quando lo tira su.

Un frammento con sopra un’incisione ci fa sussultare.
È proprio lui. Lo Spitfire.
Adesso ne abbiamo la certezza”.

Federica Seneghini Giornalista del “Corriere della Sera”, nasce a Genova nel 1981. Insegna giornalismo digitale all’Università IULM di Milano. Nel 2020 pubblica Giovinette, le calciatrici che sfidarono il Duce (Solferino), romanzo che ha riportato alla luce la storia della prima squadra femminile di calcio del nostro Paese.

Tezer Özlü “Viaggio al termine della vita”, presentazione

Conosciuta a seconda come la principessa malinconica o la figlia selvaggia della letteratura turca, in viaggio sulle tracce dei suoi scrittori preferiti – Kafka, Svevo e Pavese -, Tezer Ozlu scrive con intransigente autoconsapevolezza intellettuale un autoritratto romanzato affascinante, familiare e liberatorio.(da Crocetti Editore)

Un diario scritto durante il viaggio dell’estate del 1982 alla ricerca dei luoghi vissuti dagli autori che avevano fatto parte della sua formazione: Kafka, Svevo e soprattutto Pavese.
Il libro fu pubblicato per la prima volta nel 1983 in lingua tedesca, lingua di cui è stata traduttrice, e poi rieditato in lungua turca dalla stessa autrice nel 1984. Oggi lo possiamo leggere anche in italiano nella traduzione di Giulia Ansaldo per Crocetti Editore.
Come tutti i diari non riporta solo momenti del viaggio o ne racconta solo le tappe, ma vi si annotano riflessioni, ne nascono associazioni sul suo passato e sul suo presente, registrando quindi un mondo interiore, fatto di emozioni, ricordi, assumendo caratteristiche introspettive: riemerge l’infanzia, cui ebbe a dedicare un libro autobiografico dal titolo “Le fredde notti dell’infanzia”, il passato e il suo presente di donna dalla psiche complessa, aveva tentato il suicidio a 18 anni ed era in seguito stata chiusa in manicomio; l’infanzia difficile, le sue esperienze di donna e dell’amore, della donna e della sua scrittura.
Un viaggio per l’Europa: a Praga in cerca di Kafka, a Trieste, a Santo Stefano Belbo dove era nato Pavese e a Torino all’hotel Roma  dove si era tolto la vita. Un memoir, un autoritratto interiore.
Tezer Özlü è morta giovanissima, all’età di 43 anni per un tumore al seno.

L’incipit

Oggi, nel più bel giorno di primavera, in questo momento incerto che mi e sembrato durare un attimo, un’ora o un periodo indefinito, mi viene la pelle d’oca mentre leggo Il vizio assurdo.
Apprendo stupefatta di essere nata lo stesso giorno in cui è nato Pavese: il 9 settembre. Io poco dopo la mezzanotte. Però, quando in Anatolia è passata la mezzanotte, a Santo Stefano Belbo non è ancora scoccata. Lo stesso giorno. Ma non lo stesso anno. Io sette anni prima del suo suicidio. Chissà perché qui leggo sempre Pavese. Quel che ci unisce è il fenomeno che abolisce il tempo.
Come se non l’avessi già letto a Istanbul. I battiti del mio cuore e tutte le immagini scorte dal mio occhio sono legati soltanto alle descrizioni che ha tracciato lui, alle frasi da lui costruite, alle parole che ha trovato. Perché? Qual è la ragione per cui mi identifico così tanto in lui?
“Ogni strada ha un volto ben preciso. Ogni collina è come un personaggio, ml dice. 

Antonella Sgherri “L’accompagnamento delle famiglie nel percorso del “Dopo di Noi”, NeP Edizioni

Un valido supporto di tipo emotivo e informativo

La collana “SCIE” *di NeP edizioni

Negli ultimi decenni nell’ambito della disabilità, abbiamo assistito ad importanti cambiamenti, di ordine culturale, sociale e normativo, con una ripercussione anche sulle politiche sociali. Il “Dopo di Noi” è un tema ancora poco esplorato e concretamente realizzato a livello nazionale. La ricerca dottorale da cui nasce questo volume, deriva dalla percezione di un bisogno delle famiglie in cui vi sia un adulto con disabilità di uno spazio in cui poter accedere a tutta una serie di informazioni.

Finora l’attenzione è stata rivolta in via privilegiata agli adulti con disabilità coinvolti in diversi progetti in corso di realizzazione, mentre per i loro genitori e le loro famiglie raramente vengono predisposti spazi in cui poter realizzare una formazione che li sostenga e li aiuti ad essere attori consapevoli di questo passaggio delicato della vita familiare.

La ricerca che viene presentata all’interno del volume ha sperimentato un dispositivo didattico, che possa offrire a un campione di famiglie interessate al “Dopo di Noi” un supporto sia di tipo emotivo che informativo utile per poter affrontare in futuro un percorso di questo genere. I risultati hanno confermato che l’esigenza delle famiglie è quella di essere accompagnate e formate per poter affrontare in modo più sereno e consapevole la fase delicata dello svincolo del figlio con disabilità dal nucleo familiare.

Antonella Sgherri è psicologa-psicoterapeuta ed educatrice professionale. Dal 2006 coordina un Centro Diurno per adulti con disabilità. Nel 2023 consegue il Dottorato di Ricerca presso l’Università Pontificia Salesiana, Facoltà di Scienze dell’Educazione, Curricolo di Pedagogia Sociale. È docente invitato presso l’Istituto Universitario “Progetto Uomo” e insegna in corsi per OEPAC.

______________________________________________________________________________________________

*La collana “SCIE” – acronimo di Scienze dell’Educazione – a cura dell’IPU, Istituto Universitario Progetto Uomo dell’Università Pontificia Salesiana, sede aggregata della Tuscia, è diretta dal Prof. Nicolò A. Pisanu e coordinata dal Prof. Massimiliano Nisati.Ruota attorno alle diverse declinazioni della Pedagogia e delle Scienze Sociali e si occupa dell’educazione e della formazione dell’uomo nella sua interezza e nel suo intero ciclo di vita.

Alessandro Robecchi “Il tallone da Killer”, presentazione

[…]Con i suoi killer dalla battuta pronta, già comparsi in un romanzo e in alcuni racconti, Alessandro Robecchi crea una commedia esilarante e nerissima, intrisa di acida ironia e di una sferzante denuncia della disperazione sociale dei nostri tempi.(dal Catalogo Sellerio)

Già comparsi in altre storie, la prima volta in “Questa non è una canzone d’amore” e in qualche racconto, in questo romanzo ne sono i protagonisti: Il biondo e Quello con la cravatta, sono due soci, artigiani del crimine, seri e meticolosi; il biondo è un single, l’altro è sposato e padre di figli e si camuffa dietro un alter ego venditore di strumenti meccanici di precisione.
“In Tallone da killer, scrive Raffaella Silipo (tuttolibri La Stampa, 10 Maggio 2025), comicità e omicidi sono mescolati con maestria in un noir esilarante dalla vena nonsense molto british, in cui l’ironia acida diventa una sottile denuncia della disperazione sociale dei nostri tempi.”

Un giorno ai due soci viene commissionato un incarico che potrebbe richiedere ma anche determinare un salto di qualità perché non si tratta  di servire la solita clientela nella media, ma l’obiettivo è un esponente dell’altissima finanza. La committente è Serena Bertamé, una splendida trentenne, che vuole morto l’amante, padre naturale di suo figlio, il ricchissimo finanziere Andrea De Carli che non solo non vuole sposarla ma vuole declinare l’impegno finanziario nei confronti del pargolo.
I due killer però incassato l’anticipo precipitano in una serie di  complicazioni, di contrattempi, di difficoltà impreviste, che scatenano  equivoci, colpi di scena, incidenti, avventure in un intrfeccio vertiginoso: riusciranno i nostri eroi insieme alla nuova socia a barcamenarsi nel crimine e nella quotidianità di una Milano frenetica?.



Alessandro Robecchi è stato editorialista de Il manifesto e una delle firme di Cuore. È tra gli autori degli spettacoli di Maurizio Crozza. È stato critico musicale per L’Unità e per Il Mucchio Selvaggio. In radio è stato direttore dei programmi di Radio Popolare, firmando per cinque anni la striscia satirica Piovono pietre (Premio Viareggio per la satira politica 2001). Ha fondato e diretto il mensile gratuito Urban. Attualmente scrive su Il Fatto QuotidianoPagina99 e Micromega. Ha scritto due libri: Manu Chao, musica y libertad (Sperling & Kupfer, 2001) tradotto in cinque lingue, e Piovono pietre. Cronache marziane da un paese assurdo (Laterza, 2011).
Con questa casa editrice ha pubblicato Questa non è una canzone d’amore (2014), Dove sei stanotte (2015), Di rabbia e di vento (2016), Torto marcio (2017), Follia maggiore (2018), I tempi nuovi (2019), I cerchi nell’acqua (2020), Flora (2021), Una piccola questione di cuore (2022) Cinque blues per la banda Monterossi (2023), Pesci piccoli (2024), Tallone da killer (2025).

dello stesso autore su tuttatoscanalibri

Flora

Gabriella Genisi “Una questione di soldi”, presentazione

“16 marzo, Bari. In una delle strade del quartiere murattiano viene rinvenuto il cadavere di una donna, che pare essersi gettata dal balcone del suo appartamento. Quando Lolita Lobosco arriva sul posto, però, capisce subito che non si tratta di un gesto avventato, bensì di un omicidio. La vittima è Margherita Colonna, direttrice della filiale di un istituto di credito, recentemente separata e in una nuova relazione, eppure priva di grandi affetti. Ma c’è dell’altro: la donna è spaventosamente simile a Lolita”[…].( da Sonzogno Editori)

E non solo fisicamente; la vittima, Margherita Colonna, per molti aspetti assomiglia a Lolita: è delusa dagli uomini, non comunica, se non apparentemente, il vuoto che l’attanaglia e che cerca di colmare acquistando abiti e scarpe di lusso, Louboutin comprese, concentrandosi sulla carriera, apparendo avida e insensibile anche nei confronti dei figli; il tutto la rende di fatto una donna sola
Anche Lolita ha concentrato la sua vita sulla carriera, per vendicare il padre carabiniere ucciso, un padre idealizzato che non teme confronti con qualsiasi altro uomo, anche con Giancarlo Caruso, collega e amante, ma che l’ha tradita.

Una questione di soldi è il titolo di quest’ultimo romanzo in ordine di tempo ma che sarà il penultimo, come afferma l’autrice in una recente dichiarazione: il personaggio di Lolita ha ormai vent’anni, è nato nel 2006, è quindi venuta l’ora di chiudere con lei. Probabilmente per questo nel finale di questo penultimo un colpo di scena impensabile precorre l’evento conclusivo?
Agli affezionati non resta che attendere il prossimo anno.
Non manca comunque, come in tutti i precedenti, la parentesi legata ai piatti e alla cucina tradizionale: il cibo e la sua preparazione secondo ricette tramandate e tipiche è accudimento, tradizione, amore per se stessi e per gli altri, e non può mancare

Gabriella Genisi è nata e abita a pochi chilometri da Bari. Ha scritto numerosi libri e ha inventato il personaggio di Lolita Lobosco, protagonista dei romanzi pubblicati da Sonzogno che hanno ispirato la fortunata serie tv trasmessa su Rai 1: La circonferenza delle arance (2010), Giallo ciliegia (2011), Uva noir (2012), Gioco pericoloso (2014), Spaghetti all’Assassina (2015), Mare nero (2016), Dopo tanta nebbia (2017) e I quattro cantoni (2020). Per Rizzoli sono usciti Pizzica amara (2019) e La regola di Santa Croce (2021).

Daniela Marcheschi “Il sogno di Don Chisciotte.La letteratura come necessità e riscatto”, Bibliotheka

Bibliotheka

Dal 28 febbraio in libreria

Che cosa avrebbe fatto Dante senza il sogno-visione di Beatrice fra le braccia di Amore, nel capitolo III della Vita Nova? E Freud avrebbe coltivato la visione della psicoanalisi di decifrare i sogni, come si fa con i geroglifici, senza leggere le letterature classiche?

Sono alcune delle domande che attraversano Il sogno di Don Chisciotte. La letteratura come necessità e riscatto, il nuovo libro di Daniela Marcheschi.
Che il sogno non possa essere considerato una vacanza del pensiero lo sa bene il lettore: se il sogno non fosse la vita stessa, un sentimento e un aspetto della realtà, perché mai leggere la letteratura?

Noi leggiamo proprio per sentire e conoscere, per trovare e riconoscere finalmente chi sappia dar voce ai nostri sogni, alle nostre aspettative profonde, quelle più nobili e grandi, che ci ricongiungono alla comunità degli esseri e che aprono nuove possibilità di rapportarsi al mondo.
“Don Chisciotte vive sognando e sogna vivendo; per lui non conta la differenza fra veglia e sogno, semplicemente, sogna sempre ed è perciò una specie di paradosso vivente”, spiega Marcheschi. “È tanta la sua grandezza da diventare ridicolo, ma è la nobiltà di cuore, la passione, la volontà di riscattare, con le sue nobili imprese, la meschinità del mondo a conquistarci. Vogliamo Don Chisciotte, quel suo mondo fantastico, quei suoi sogni”.
Egli è il prototipo del lettore e dei suoi sogni ad occhi aperti. Ama con tale trasporto la letteratura cavalleresca e i valori che essa propone da voler seguire le orme di Amadigi e da diventare pazzo. In punto di morte, rinsavito, Sancho Panza lo prega: preferirebbe averlo vivo, come prima ostaggio dei sogni, perché gli è affezionato nella pazzia e per la sua pazzia. E della pazzia, delle utopie, gli esseri umani hanno bisogno.

Daniela Marcheschi, studiosa di letteratura e antropologia delle arti, ha insegnato nelle Università di Uppsala, Salamanca, Firenze e Lisbona. Dopo gli studi alla Scuola Normale di Pisa e all’Institut d’Études Françaises di Avignone, ha frequentato Eugenio Montale e Piero Bigongiari, Natalino Sapegno e Natalia Ginzburg, Giovanni Macchia e Cesare Garboli.  Presidente dell’Edizione nazionale delle opere di Carlo Lorenzini, ha curato i Meridiani Mondadori di Collodi, Pontiggia e Rodari. Collabora con l’inserto domenicale del Sole 24 ore.