Gigi Di Fiore “Le borboniche. Le grandi regine delle Due Sicilie”, presentazione

Con il consueto piglio e l’abituale precisione, Gigi Di Fiore racconta le vicende del Regno attraverso le psicologie, i sentimenti, le emozioni delle donne che ne furono protagoniste. Un punto di vista nuovo, in una prospettiva ricca e complessa: dall’Illuminismo alla Rivoluzione francese, attraverso la Restaurazione e l’Impero napoleonico, per arrivare infine alle passioni romantiche e ideologiche del Risorgimento italiano che avrebbe cancellato la monarchia borbonica, l’ultimo capitolo della luminosa storia del Sud Italia(da Libri UTET)

Otto regine che hanno accompagnato come figure di primo piano i propri coniugi re regnanti durante  i 127 anni del Regno delle Due Sicilie, dal 1734 al 1861: due italiane, Maria Cristina di Savoia e Lucia Migliaccio, moglie morganatica di Ferdinando IV, cinque tedesche e una spagnola.
La prima fu Maria Amalia di Sassonia, che divenne regina a soli tredici anni, dopo una lunga trattativa come era uso a quel tempo nei regni settecenteschi in cui il matrimonio si inseriva in un gioco più ampio di potere fatto di alleanze strategiche e di tornaconti: nonostante gli intrighi di potere che ne determinarono la scelta, l’unione di coppia fu felice e la giovane regina ebbe un forte ascendente sul marito, Carlo III, contribuendo a trasformare la città in una delle più belle capitali del tempo in Europa, favorendone l’eccellenza in alcuni settori produttivi, come quello delle porcellane di Capodimonte e come pare abbia lasciato traccia di sé ancora oggi nella scelta dei napoletani di giocare sulle estrazioni del lotto, gioco e passatempo preferito dalla regina medesima.
Una narrazione che si apre con Maria Amalia e si chiude con Maria Sofia di Baviera, moglie di Francesco II di Borbone, l’ultima regina di Napoli, e che intreccia avvenimenti storici, cronaca, usi e costumi evidenziando un punto di vista nuovo con cui guardare alle sovrane che lungi dall’essere delle comparse accanto ai mariti regnanti, di fatto contribuirono alle trasformazioni del territorio e della società meridionale come donne  con un preciso carattere, con le proprie convinzioni fatte d’impegno ma anche di passioni personali.

GIGI DI FIORE, storico, già redattore al “Giornale” di Montanelli, è inviato del “Mattino” di Napoli (Premio Saint-Vincent per il giornalismo nel 2001; Premio Pedio per la ricerca storica; Premio Melfi per la saggistica; Premio Guido Dorso per gli studi sul Mezzogiorno; Premio Marcello Torre per l’impegno civile). Nelle sue pubblicazioni si occupa prevalentemente di criminalità organizzata e di Risorgimento in relazione ai problemi del Mezzogiorno. Tra le sue ultime opere: La camorra e le sue storie. La criminalità organizzata a Napoli dalle origini alle paranze dei bimbi (2005, 2016), Controstoria dell’unità d’Italia. Fatti e misfatti del Risorgimento (2007, 2010), Gli ultimi giorni di Gaeta. L’assedio che condannò l’Italia all’unità (2010, 2015), La Nazione napoletana. Controstorie borboniche e identità suddista (2015), Briganti! Controstoria della guerra contadina nel Sud dei Gattopardi (2017), L’ultimo re di Napoli. L’esilio di Francesco II nell’Italia dei Savoia (2018), Napoletanità. Dai Borbone a Pino Daniele, viaggio nell’anima di un popolo (2019), Pandemia 1836. La guerra dei Borbone contro il colera (2020) e Storia del Napoli. Una squadra, una città, una fede (2021; nuova edizione 2023).

Antonella Sbuelz “Il movimento del volo”, Vallecchi Firenze

«Quattro donne forti – colte in fasi drammatiche, cruciali, ma anche di grandi passioni e tensioni ideali – che, ognuna a suo modo, testimoniano l’incrollabile volontà di essere fino in fondo padrone del proprio destino

Vallecchi Firenze


Scegliere, vivere, rischiare, amare. E prendere il volo. 
Dalla Prima guerra mondiale agli anni di piombo, quattro figure femminili ci ac­compagnano lungo il Novecento: storie di donne dentro la Storia, per affermare il diritto al presente e al futuro, alla di­gnità e all’utopia. Rachele, Livia e Anna crescono e matu­rano durante le drammatiche e com­plesse stagioni della grande guerra, del fascismo, della Resistenza e poi della Liberazione, mentre Emma compie la sua scelta nel periodo più cupo della Re­pubblica. Quattro donne forti – colte in fasi drammatiche e cruciali, ma anche di grandi passioni e tensioni ideali – che testimoniano l’incrollabile volontà di es­sere padrone del proprio destino. Volare talvolta richiede sofferenza e sacrificio, talvolta appare impossibile, eppure non ci si deve arrendere mai: è questa è l’e­redità ideale che verrà trasmessa da Ra­chele, Livia, Anna ed Emma alle genera­zioni che guardano al futuro.

Antonella Sbuelz ci trasporta in un viag­gio indimenticabile, dall’esito emble­matico e inaspettato, intrecciando le microstorie con la Storia del Novecento europeo. Un potente affresco narrativo che esplora, interroga, coinvolge e com­muove, riconciliando con la grande tra­dizione del romanzo italiano.

La nota dell’Autrice:

«Raramente a un libro viene offerta l’opportunità di una seconda vita. Ma a volte accade. Ci sono romanzi ultracentenari che continuano a coinvolgerci e a parlarci, mentre altri esauriscono la propria carica vitale molto prima di raggiungere l’adolescenza. Inutile tentare di individuare i motivi di fugacità o longevità di un’opera. Nessun romanzo è orfano: ogni storia è figlia del proprio tempo, ma a volte intercetta tensioni etiche e slanci civili che tendono a farsi universali. Il movimento del volo venne pubblicato dall’editore Frassinelli nel 2007: 17 anni, 7 romanzi, 5 raccolte poetiche, molti racconti e una ricerca di dottoratofa. Accolto con attenzione dalla critica, il libro ricevette il Premio Biblioteche di Roma, il Premio Città di Predazzo e il Premio Caterina Percoto, risultando finalista al Rhegium Julii e al Domenico Rea. Ma c’è altro, e forse conta di più. A questa storia devo l’esordio dei miei incontri con i ragazzi e le ragazze: venni infatti invitata a portare la Storia e le microstorie de Il movimento del volo nelle scuole superiori di tutta Italia e cominciai a dialogare con migliaia di studenti e studentesse. Fu l’inizio di un’esperienza appassionante, che da allora non si è mai interrotta. Anzi, è andata crescendo, ha preso slancio, ha ampliato i propri orizzonti: gli inviti a parlare con ragazzi e ragazze mi stanno conducendo ormai anche in Austria, Germania, Croazia, Svizzera, Ungheria. Grazie a quegli incontri continuo a sorprendermi, a dialogare con le generazioni più giovani, a cercare riposte alle loro domande, oltre che alle mie. E non smetto di sorprendermi, di emozionarmi, di imparare. Ma tutto è partito da qui, da questo libro. Sono dunque grata ad Alessandro Bacci, Direttore editoriale di Vallecchi, che ha voluto un nuovo volo per Il movimento del volo. A questa edizione ho lavorato in modo importante. Alcune parti sono cambiate in modo significativo. Ma la storia di Rachele, di Livia, di Anna e di Emma – e degli uomini al loro fianco – è rimasta sostanzialmente la stessa, perché si inscrive nella Storia che dalla grande guerra del secolo scorso ci ha traghettati negli anni Duemila. Ora l’affido a lettori e lettrici vecchi e nuovi. Raramente a un libro viene offerta l’opportunità di una seconda vita. Ma a volte accade. E a me pare bellissimo.»

Antonella Sbuelz vive a Udine, dove è nata. Ha condotto studi universitari a Trieste e Verona, conseguendo un Dotto­rato in Letteratura Moderna presso l’Uni­versità di Losanna. È autrice di romanzi, racconti, raccolte poetiche e saggi. Alle sue opere, tradotte in molte lingue, sono stati assegnati numerosi premi, tra cui il Premio Fiuggi Storia, il Biblioteche di Roma, il Camaiore, l’Alda Merini, il Rhe­gium Julii, il Colline di Torino. Svolge un’intensa attività culturale pres­so Scuole e Istituzioni italiane e stranie­re, continuando a dialogare con ragazze e ragazzi: grazie a loro, non smette di sor­prendersi e imparare.  Tra i suoi ultimi romanzi, Questa notte non torno (Feltrinelli, 2021; Premio Cam­piello Junior, Premio Selezione Strega Ragazzi e Ragazze), Il mio nome è A(n) sia (Feltrinelli, 2023) e Mariam (Vallecchi, 2023, Premio Palmastoria).

Michele Navarra “Per non aver commesso il fatto”, presentazione

Uno dei romanzi più amati di Michele Navarra, con protagonista Alessandro Gordiani, qui giovane avvocato incaricato della difesa di un uomo accusato di omicidio.(dal Catalogo Fazi Editore)

Alessandro Gordiani è il  protagonista dei legal thriller di Michele Navarra, scrittore e avvocato penalista, che torna con Fazi in libreria con questo suo secondo romanzo, già edito nel 2010 da Giuffré.

L’avvocato Gordiani, reduce da una crisi esistenziale e professionale, è tornato a esercitare e divide lo studio a Roma con un collega civilista. La sua attività si limita alla difesa di piccola delinquenza e ad illeciti minori; tutto cambia quando si presenta a lui Carlo Baldini, agente immobiliare sospettato di aver ucciso un ex collaboratore, Finotti, probabilmente l’amante della moglie. L’accusa arriva ad opera di una “spiata”: un criminale in cambio della soffiata chiede clemenza. Grazie ai dettagli forniti, è stato infatti ritrovato il cadavere di Finotti chiuso nel bagagliaio di un’auto da tempo sul fondo del lago di Bracciano: è così che  i sospetti ricadono su Baldini,  marito tradito.
Un caso certamente difficile e non solo perché scoperto a distanza di anni: all’avvocato Gordiani il difficile compito di trovare risposte e seri indizi prima di giungere al processo, conciliando la sua attività di indagine con i preparativi per il suo matrimonio e con l’imminente nascita della figlia, con le sue idiosincrasie, con il suo perfezionismo e con le sue debolezze: un processo difficile e delicato proprio perché indiziario, nella speranza di ottenere una sentenza assolutoria per il suo cliente proprio per non aver commesso il fatto.

Michele Navarra è avvocato penalista dal 1992, nel corso della sua carriera ha avuto modo di seguire alcune delle vicende giudiziarie più importanti della storia italiana, dalla strage di Ustica alle imprese della banda della Uno bianca. Nei suoi libri ha creato il personaggio seriale dell’avvocato Alessandro Gordiani, presente anche nei romanzi Solo Dio è innocente (2020), Nella tana del serpente (2021) e Una giornata cominciata male (2022, vincitore del Premio Caravaggio nello stesso anno), tutti editi da Fazi Editore.

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Solo Dio è innocente

Alessandro Pagani “I Punkinari”, presentazione

Testi di 𝐴𝑙𝑒𝑠𝑠𝑎𝑛𝑑𝑟𝑜 𝑃𝑎𝑔𝑎𝑛𝑖
Disegnatore: 𝑀𝑎𝑠𝑠𝑖𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑍𝑎𝑡𝑖𝑛𝑖, Progetto grafico e impaginazione: 𝐿𝑎𝑢𝑟𝑎 𝑉𝑒𝑛𝑡𝑢𝑟𝑖. Illustrazioni aggiuntive: 𝑀𝑎𝑡𝑡𝑒𝑜 𝐶𝑖𝑎𝑙𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎
Prefazione: 𝑆𝑡𝑒𝑓𝑎𝑛𝑜 𝑀𝑎𝑛𝑐𝑎 (𝘗𝘪𝘯𝘰 𝘦 𝘨𝘭𝘪 𝘈𝘯𝘵𝘪𝘤𝘰𝘳𝘱𝘪)

NeptUranus Editore

C’è chi aspetta il tram e chi il weekend, chi attende un segnale e chi l’happy end, chi aspetta un secondo e chi il caffè, chi attende gli altri e chi aspetta te, chi attende il ventisette e chi l’amore, chi aspetta il prossimo e chi l’ascensore, chi attende un grazie e chi un perdono, chi aspetta l’alba e chi un dono; perché in fin dei conti chi aspetta attende, come i punkinari che hanno messo le tende. Questo piccolo manuale di sopravvivenza racconta del tempo non perduto di due anonimi calciatori punk, sei-sei-sei e tre-tre-tre, accomunati dallo stesso male di vivere: non entrare mai in campo. Così seduti su una panchina ai bordi di un campo di calcio, si scambiano freddure quando fa caldo e caldarroste quando fa freddo, esorcizzando il malessere che da sempre attanaglia chi, seduto in riserva per “anomalia”, trasforma i silenzi in nuova energia.

Il link al sito dell’Autore

Alessandro Pagani  nasce a Firenze nel 1964 in un giorno di nebbia. Amante della musica e della comicità in tutte le sue forme, da quel giorno non ha mai smesso di creare gag e battute, eleggendo l’umorismo ad abitudine di vita. Con l’aiuto di inverosimili giochi di parole l’autore dimostra che nelle difficoltà giornaliere un’arguzia può scongiurare il peggio o, perlomeno, trasformarlo in un alleato. Come? Sorridendo delle avversità attraverso l’ironia; perché se è vero che una risata salva il mondo, una risaia salverà una mondina.

Massimiliano Zatini sopravvive alla vita dal 1967 con espedienti largamente in uso, quali musica, sport e disegni, mai praticati però professionalmente. Nel poco tempo libero prepara marmellate fatte in casa di cui è molto ghiotto, come di una lunga lista di alimenti, non pubblicabile per mancanza di spazio.

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Io mi libro

Breve racconto onirico da Io mi libro

500 chicche di riso

Piergiorgio Pulixi “La donna nel pozzo”, presentazione

[…]Con “La donna nel pozzo” Piergiorgio Pulixi supera allo stesso tempo se stesso e tutti gli steccati di genere, con una miscela – mai sperimentata a queste dosi – di thriller, noir, commedia e spietata auto-analisi sul funzionamento della fabbrica del racconto crime. (da La Feltrinelli)

Cristina Mandas, maestra, moglie, madre, stimata e ben voluta cittadina del paesino sardo in cui si è trasferita e vive da tempo, Lorenzo Roccaforte, scrittore di mezza età in crisi, bloccato  dalla sindrome della pagina bianca, e Ermes Calvino giovane precario, il suo ghostwriter, lui scrive, l’altro firma: sono i tre protagonisti.

Dietro l’apparente normalità della sua vita quotidiana Cristina copre un segreto che ha cercato invano di dimenticare: sono passati trent’anni dall’estate 1989 e anche se ha cambiato nome, si è trasferita in un altro paese, quel segreto riemergerà a perseguitarla.

È nel Prologo che il lettore la incontra e intuisce “il segreto” che la attanaglia rendendola preda della “spia”, rimasta nell’ombra a osservarla per anni, e vittima: “nonostante fossero passati tren’anni, Cristina l’aveva riconosciuto subito. […] da quel momento non era stata più la stessa. […] La spia aveva pensato che un semplice avvertimento potesse bastare […] scelse proprio la chiesa come teatro di quell’ammonimento”.

Dall’altra Roccaforte registrerà un enorme successo come autore di thriller sebbene non lo sia e con il suo ghostwriter si ritroveranno in Sardegna per indagare su un misterioso delitto di trent’anni prima.
Un thriller in cui sono sapientemente presenti un mix di generi, dialoghi in dialetto e immagini che fotografano angoli di un’Italia sconosciuta

Brevi note biografiche

Piergiorgio Pulixi fa parte del collettivo di scrittura Sabot creato da Massimo Carlotto, di cui è allievo. Insieme allo stesso Carlotto e ai Sabot ha pubblicato Perdas de fogu (Edizioni E/O 2008), e singolarmente il romanzo sulla schiavitù sessuale Un amore sporco, inserito nel trittico noir Donne a perdere (Edizioni E/O 2010). È autore della saga poliziesca di Biagio Mazzeo iniziata col noir Una brutta storia (Edizioni E/O 2012), miglior noir del 2012 per i blog Noir italiano e 50/50 Thriller e finalista al Premio Camaiore 2013, proseguita con La notte delle pantere (Edizioni E/O 2014), vincitore del Premio Glauco Felici 2015, e Per sempre (Edizioni E/O 2015). Nel 2014 per Rizzoli ha pubblicato anche il romanzo Padre Nostro e il thriller psicologico L’appuntamento (Edizioni E/O), miglior thriller 2014 per i lettori di 50/50 Thriller. Nel 2015 ha dato alle stampe Il Canto degli innocenti (Edizioni E/O) vincitore del Premio Franco Fedeli 2015, primo libro della serie thriller I canti del male. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati sul «Manifesto», «Left», «Micromega» e «Svolgimento» e in diverse antologie. I suoi romanzi sono in corso di pubblicazione negli Stati Uniti, in Canada e nel Regno Unito. Altre pubblicazioni: Lo stupore della notte (Rizzoli, 2018), L’isola delle anime (Rizzoli, 2019), Per mia colpa (Mondadori, 2021), Stella di mare (Rizzoli, 2023), La donna nel pozzo (Feltrinelli, 2024).( da La Feltrinelli Autori)

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La libreria dei gatti neri

Un colpo al cuore

Carmelo Sardo “Le notti senza memoria”, Bibliotheka Edizioni

Il nuovo romanzo di Carmelo Sardo è una storia d’amore sospesa tra eros, fantasmi del passato e inquietudini esistenziali. Un vorticoso intreccio di segreti inconfessabili e scomode verità, condotto con sopraffino scandaglio psicologico.


in libreria dal 4 ottobre

Bibliotheka Edizioni

Nell’ultimo segmento della sua vita tormentata, Carlo ripercorre l’amore folle e delirante per Nora, conosciuta per caso in un bar quando lei aveva 20 anni e lui 32. Di notte, nel sogno, la loro passione si fa sempre più travolgente, mentre nella vita reale lei le cose sono molto diverse.  Carlo si sposa con un’amica di Nora, ma il matrimonio non funziona e dalla città siciliana in cui vive si trasferisce a Milano per lavoro. Ma nei suoi sogni c’è sempre e solo la stessa donna. Sarà un incidente stradale a liberarlo dai fantasmi e a fargli scoprire una verità sconvolgente, che lo costringerà a riscrivere l’intera storia della sua vita.

Incipit. 

La prima volta che l’ho vista l’avevo appena sognata. Intendo dire che meno di due ore prima di ritrovarmela davanti, nel bar dove ci siamo conosciuti, dormivo beato nel letto di casa e la stavo sognando. Non so quanto possa apparire assurdo, ma ecco, io quella meravigliosa creatura l’avevo sognata esattamente come era nella realtà, senza che l’avessi mai vista, nemmeno in foto.
E credo di averla sognata anche altre volte, ma non ho ricordi nitidi dei sogni precedenti. So solo che ne ero follemente innamorato. Ma nonostante l’avessi sognata solo qualche ora prima, quando poi l’ho incontrata non avevo subito capito che fosse lei, la stessa misteriosa ragazza dei miei sogni. Lì per lì, inerme davanti alla sua bellezza, mi aveva preso solo il sospetto che somigliasse a qualcuna. Mi ero incantato nel ricordare dove l’avessi già vista, che di questo ero sicuro. Aveva nel suo gesticolare, nell’incedere lento e ancheggiante, un non so che di familiare.

Dichiara l’autore:

“È un romanzo concepito lungo dieci anni, che non volevo pubblicare, ma infine si è liberato. È una storia un po’ folle, un po’ delirante, che sembra scritta da chissà chi, ma è più mia e più intima di quanto io stesso ne sia consapevole.  Una storia che arriva da lontano, ancestrale, che ho scritto per dare sfogo ai fantasmi che popolano le nostre anime.  È la storia di un amore che non è stato, o forse sì; di un amore che è stato inseguito, che è stato rubato, infine avuto, forse no. Una storia di destini mancati, di destini forzati. Una storia che può capitare, e forse è già capitata, a chiunque di noi”.

Siciliano di Porto Empedocle, da oltre quarant’anni Carmelo Sardo si occupa di cronaca e di storie di mafia. Ha cominciato come cronista a Teleacras di Agrigento e corrispondente dei quotidiani L’ora e Giornale di Sicilia. Per due anni è stato inviato del programma Rai Cronaca in diretta. Oggi è volto noto del Tg5 di cui è caporedattore cronache. Ha esordito nella narrativa con il romanzo “Vento di tramontana” (Mondadori 2010, ristampa Laurana editore 2018); “Malerba” (Mondadori 2014) scritto con l’ergastolano Giuseppe Grassonelli, tradotto in dieci paesi; “Per una madre” (Mondadori 2016); “Cani senza padrone” (Zolfo 2017); “L’arte della salvezza” (Zolfo 2019); “Dove non batte il sole”(Bibliotheka edizioni 2022). 

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La recensione di Adriana Sardo

Dove non batte il sole

L’arte della salvezza. Storia favolosa di Marck Art

Enrique Gallud Jardiel “Breve storia umoristica del libro”, Graphe.it

Tra gaffe e capolavori: la storia del libro come non l’hai mai letta! Un viaggio umoristico per bibliofili e amanti della cultura.

Illustrazioni di Marco De Angelis.

Traduzione di Fabiana Errico

in libreria dal 26 settembre

Graphe.it

Il libro è un oggetto amato ma ambivalente: il risultato che produce è soggetto talvolta al caso, spesso alla stoltezza dell’uomo che lo maneggia. Sapienti di tutte le epoche si sono (insospettabilmente) espressi contro il libro e contro il lettore e hanno manifestato la propria frustrazione per l’eventuale e irrimediabile fraintendimento dei contenuti (per non parlare dell’affidabilità degli storici!). 

Questo volume, dissacrante e spassoso, ripercorre con leggerezza la storia della trasmissione scritta della conoscenza, affiancando nozioni filologicamente impeccabili a riflessioni facete e curiosità poco note.

Per esempio, sapevate che gli scribi egizi («quel popolo dal girovita così sottile») usavano un inchiostro apposito per le parolacce?

La comparsa e l’uso degli alfabeti e della scrittura sono stati tra i primi segnali che “umanità” e “raziocinio” non fossero termini completamente antitetici, come poteva sembrare. Tuttavia, i tanti millenni impiegati dall’Homo Sapiens per svilupparli non depongono proprio a suo favore. Potremmo dire che chiunque è d’accordo con il fatto che i libri rappresentano qualcosa di meraviglioso, ma non è così: non tutti lo pensano (e vedremo poi chi sono i dissidenti). Ma, nel bene e nel male, i libri hanno una storia appassionante e impegnativa con la quale speriamo di tenervi occupati catturando il vostro interesse (geniale quest’ultima frase, non vi pare?). Alcuni testi hanno giovato molto al mondo, altri per niente, spesso perché si è capito più male che bene quel che di positivo c’era, e quelli che non hanno capito bene se la sono presa a male, il che non va bene, ma male. (Dall’introduzione)

ENRIQUE GALLUD JARDIEL (Valencia, 1958) è figlio d’arte, nipote del grande umorista spagnolo Enrique Jardiel Poncela. Ha conseguito un dottorato di ricerca in filologia ispanica e ha al suo attivo più di duecento libri. Attualmente si dedica alla satira e alla parodia.

Anna Parisi e Valentina Schettini “Quanti Quanti?”, presentazione

Illustrazioni scientifiche di Gilda Nappo

Anna Parisi e Valentina Schettini raccontano di onde e particelle, dialogano con scienziati scomparsi da tempo come Heisenberg e Schrödinger, e affrontano con gentilezza e competenza tutti gli aspetti della meccanica quantistica, dall’inizio della storia fino a un futuro che sembra incredibile. Accompagnato da una prefazione del Premio Nobel per la Fisica Gorgio Parisi, un libro che scardina i preconcetti sull’inaccessibilità della fisica, conducendoci in una delle materie più belle e affascinanti che ci siano.(da Salani Editore)

 Mi sono sempre accostata con sospetto reverenziale ai misteri, per me tali, della fisica, quasi un mondo che mi mette in soggezione anche se non manca di fascino per la sua capacità di scoprire l’infinitamente piccolo e le leggi che regolano e il nostro universo e la nostra quotidianità. Non nascondo la mia ignoranza pertanto testi come questo, delle due studiose con l’interesse alla divulgazione, Parisi e Schettini, mi attraggono immediatamente. E accolgo con piacere quindi quanto il Premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi, afferma nella sua Prefazione al testo

“Da Planck ai Qbit, le autrici raccontano le intuizioni, i dubbi e i risultati sperimentali dell’enorme lavoro di squadra che ha avuto inizio nel secolo scorso nel campo della fisica e che ci proietta oggi verso il futuro. È una storia presentata in maniera semplice e comprensibile, evitando tuttavia le semplificazioni eccessive che a volte sfortunatamente sono fatte ed è anche, cosa importantissima, molto piacevole da leggere”.

Nella sua prafazione non mancano accanni interessanti ai quanti

“[…]si scopriva anche che quello che era stato chiamato atomo (dal greco ‘l’indivisibile’), la particella più piccola di ogni elemento presente in natura, era invece composto da particelle più piccole, nucleo e elettroni: il nucleo risulterà poi composto da protoni e neutroni, a loro volta composti da quark. Da quasi mezzo secolo ci si domanda senza successo da cosa siano composti i quark. Ma mentre questa divisione della materia in componenti sempre più elementari non sembra aver fine, sempre all’inizio del Novecento appare nella fisica il quanto, stavolta davvero indivisibile. Il quanto è la parte più piccola di ogni entità fisica ed è indivisibile”. 

Brevi note biografiche

Anna Parisi è laureata in fisica con una tesi sulle particelle elementari al CERN di Ginevra. Ha lavorato dieci anni nel centro di ricerca di una multinazionale. Ha vinto il Premio Legambiente 2001 per il volume Numeri magici e stelle vaganti e il Premio Andersen per la miglior collana di divulgazione con la serie Ah, Saperlo! – Introduzione alla fisica di cui ha scritto quattro volumi, tradotti in dieci paesi del mondo. Ha scritto voci di matematica, fisica e storia della scienza per l’Enciclopedia Treccani Ragazzi e ha collaborato con l’Agenzia Spaziale Italiana per testi destinati al grande pubblico. Attualmente si dedica a tempo pieno alla divulgazione scientifica (da Salani Autore)

Valentina Schettini si è laureata in Fisica alla Sapienza di Roma e ha conseguito un dottorato in Ottica quantistica al Politecnico di Torino. Ha lavorato come ricercatrice sperimentale all’INRIM di Torino e negli Stati Uniti al NIST e al MIT. Da dieci anni è traduttrice editoriale dall’inglese e redattrice, su testi di saggistica e scolastici. A questi impegni affianca la passione per la comunicazione della scienza, dedicandosi a vari progetti divulgativi.(da Salani Autore)

Salvatore Sarno “SHOSHOLOZA. Un Comandante in Coppa America”, Mursia

Introduzione di Giuliano Luzzatto

Mursia

In questa intensa autobiografia, il Comandante Salvatore Sarno rivela la trama della sua vita, andando oltre l’impresa che lo ha reso celebre nella vela mondiale, la prima sfida africana alla Coppa America, con Shosholoza di cui è stato ideatore, e guida. In occasione della 32ma Coppa America a Valencia, aveva portato un Sudafrica, da poco uscito dall’apartheid e finalmente aperto al mondo, a regatare nel più antico trofeo sportivo con un equipaggio multietnico di giovani sudafricani sotto la guida sua e l’aiuto di due noti velisti italiani, Paolo Cian e Tommaso Chieffi. Poiché la Coppa America, giunta alla 37ma edizione, si svolgerà quest’anno a Barcellona a partire dal 22 agosto e tanti italiani la seguiranno come di consueto fin dai tempi di Azzurra, nel 1983, ecco che questo racconto torna oggi più attuale che mai.

Sarno ripercorre una vita avventurosa fatta di grandi fatiche e di altrettanto grandi soddisfazioni, fino a raggiungere l’apice della carriera professionale, che lo porta a guidare la MSC Mediterranean Shipping in Sudafrica. Qui, con la MSC, aiuta i giovani a sfuggire a situazioni difficili, e qui segue da subito le idee innovatrici di personaggi che appartengono alla storia stessa dell’umanità, quali i premi Nobel Nelson Mandela e l’arcivescovo Desmond Tutu. Il Team Shosholoza emerge come il punto culminante di una vita dedicata al lavoro, all’amore per il mare e la vela ma soprattutto alla generosità, delineando il profilo di un uomo straordinario.

Dichiara l’Autore: 

«Shosholoza è la realizzazione di un sogno, il sogno di tanti giovani che cercano un avvenire migliore. Il sogno di Nelson Mandela di sconfiggere il razzismo e vedere il suo paese unito con neri, bianchi, colorati e indiani lavorare in armonia. Shosholoza è anche un canto, poi diventato inno che invita al lavoro di squadra. La parola “Shosholoza” significa, procediamo, andiamo avanti ed il ritornello ripete: tiriamo e spingiamo insieme, sotto il sole e sotto la pioggia, tiriamo e spingiamo come se fossimo una sola persona.»

Dall’introduzione di Giuliano Luzzatto: 

«Il libro che avete tra le mani è l’autobiografia appassionata di un comandante di marina, un uomo di mare che si e fatto da sé, con perseveranza e dedizione al lavoro, alla famiglia e ai meno fortunati, animato da una sconfinata passione per il Grande Blu. Nato in Campania, Salvatore Sarno non è però figlio della rinomata marineria di Sorrento o Torre del Greco. Nasce nell’entroterra, in una frazione di Nocera Inferiore dove, per riuscire a vedere un piccolo triangolo di mare e sognare le sue avventure, si deve arrampicare sulle rovine del castello, eretto sulla collina che sovrasta il paese. Il libro si apre con il nostro autore-protagonista in aeroporto, in attesa di un volo che lo riporterà a casa, in quel Sudafrica dove i casi della vita e le sue abilità professionali lo hanno portato, dove ha fatto fortuna e dove si sente, appunto, a casa. Il giorno precedente si era conclusa in Spagna, a Valencia, l’impresa più importante della sua vita: la prima – e sinora unica – partecipazione di un team del continente africano alla Coppa America di vela. Con Shosholoza, il Comandante Sarno ha scritto una pagina indimenticabile del trofeo sportivo più antico del mondo ma, più importante ancora, del nuovo Sudafrica post apartheid. Pur avendo conquistato un meritato successo, si ricorda ogni giorno delle sue origini, delle difficoltà incontrate nella vita e di quanto tante persone, la maggior parte, fatichino quotidianamente. Ho conosciuto il Comandante Sarno in occasione della 32a America’s Cup. Mi hanno sempre appassionato le biografie degli uomini di successo, trovo infatti che da queste persone ci sia sempre da imparare, gli aneddoti possono spesso essere letti andando oltre al fatto in sé, in quanto rivelatori di un approccio alla vita che può essere di stimolo, ispirazione e crescita personale

Salvatore Sarno, (Nocera Inferiore, 1946) ha contribuito allo sviluppo della MSC Mediterranean Shipping Company. Trasferitosi in Sudafrica durante l’apartheid, ha creato una fondazione per aiutare i giovani neri a imparare un mestiere marittimo, per cui è stato nominato Cavaliere della Repubblica Italiana. Ha sponsorizzato tre partecipazioni olimpiche di un velista sudafricano e ha guidato il Team Shosholoza nella 32ma Coppa America, ottenendo un grande successo mediatico. Oggi vive a Durban, dirige la MSC in Sudafrica, continua a lavorare con la Marina Militare Sudafricana e la sua Fondazione Izivunguvungu alla quale andranno i proventi dei diritti d’autore del libro.

Il libro verrà presentato in anteprima nazionale presso La Libreria del Mare di Milano mercoledì 26 giugno alle ore 19,00 

Gino Carlomagno “Una sola mamma”, NeP Edizioni

Il gradito ritorno letterario di Gino Carlomagno

Un ritorno tanto atteso, quello di Gino Carlomagno, autore di una fortunata serie di romanzi gialli edita da NeP edizioni, particolarmente apprezzata da lettori e critica.
Con “Una sola mamma” l’autore si cimenta con una nuova prova letteraria, che si discosta dal filone precedente, pur risentendo inevitabilmente di uno stile inconfondibile e disinvolto.
Il romanzo percorre la vita di Carlo Cremonese, noto avvocato matrimonialista del Foro di Roma.

Nato ai tempi del boom economico in un piccolo paese del Sud Italia, già dalle scuole medie si distingue per la sua intelligenza, tanto che, appena laureato in Giurisprudenza, trova inserimento in uno dei più prestigiosi studi legali della Capitale. Le sue doti innate e la sua grande capacità dibattimentale sono sempre orientate a trovare la via corretta della giustizia. Tuttavia, all’apice della sua brillante carriera professionale, anche per l’avvocato Cremonese si presenta un caso che lo vede coinvolto in prima persona e tocca i suoi sentimenti personali sotto il profilo familiare. Pur non avendo nulla a che fare con la giustizia in quanto tale, la vicenda lo costringerà a rivedere sotto una nuova prospettiva tutti i suoi sessant’anni di vita vissuta.
Anche in questo caso, intuito, costanza e perspicacia finiranno per portare ai risultati tanto sperati.
Una scrittura dal sapore autentico e nostalgico, accompagnata da un ritmo narrativo cadenzato e decisamente coinvolgente. Forte della sua ricca produzione letteraria e della sua familiarità con il romanzo poliziesco, la penna riflessiva di Gino Carlomagno tratteggia con abilità personaggi e situazioni, oltre a rendere con arguzia sfumature e paesaggi.

Di origine lucana, Gino Carlomagno si trasferisce in giovane età a Biella. La passione per la scrittura lo accompagna sin dall’infanzia e le sue opere, rimaste a lungo nel cassetto, vedono la luce solo a seguito di un felice incontro con NeP edizioni. Nella scrittura predilige il romanzo poliziesco, complice un breve trascorso nella Polizia di Stato.
Oltre a “Una sola mamma”, con NeP edizioni ha pubblicato: “Caro Amico”; “Dal Girino Al Mouse”; “Dieci Racconti Fantastici” (2016); “Tre milioni di passi sotto il cielo. Camminare per vedere”; “La pagliuzza nell’occhio”; “Il Killer invisibile” (2017); “La pietra che non affonda”; “Il Dito Mancante”; “Nel Sonno Urlavo… Gargatun” (2018); “Il Decimo Indizio”; “1 – DICXON,non tradisce” (2019); “Queen Mary Donna Coraggiosa”; “Hotel Repubblica 55-Camera con Balcone”; “Il Segreto dell’Acqua” (2020); “All’Ombra dei Pini”; “Consuelo” (2021) e “Tarli Ossessivi”; “Misteriosa morte nella Tuscia” (2022); “Il Segno della vendetta”; “L’inganno dei
numeri… uno, due, sette, nove” (2023).

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