Carlo Lapucci “Magia e poesia”, Graphe.it Edizioni

Mistero di maghi poeti e di grandi poeti maghi

Pag 204 con illustrazioni in bianco e nero, 15,90 euro.

 Graphe.it

Il poeta

ha in sé la natura del mago

perché è il maestro della parola e delle parole.

Carlo Lapucci, con l’attenzione antropologica che lo contraddistingue, ci conduce nel mondo dei maghi poeti (da Medea alle Sibille, da san Cipriano Nicholas Flamel, senza dimenticare Nostradamus Cagliostro e dei grandi poeti maghi Virgilio Dante in primis) e si sofferma anche su quelle formule che spesso ripetiamo a memoria (come, per esempio, Ambarabà ciccì coccò) per farci scoprire la bellezza insita nei grovigli di parole, suoni e versi.

Il saggio di Lapucci introduce nel mondo della poesia e della magia e, inevitabilmente, nel potere evocativo e creativo del linguaggio, partendo dai primi maghi, filosofi e sapienti, fino agli alchimisti e alle summe creative di Dante Alighieri. Un libro che è anche un magico panegirico sulla bellezza del linguaggio e della parola.

I poeti più antichi partecipavano alla magia perché tra le due cose non c’era poi molta distanza: secondo la visione del tempo il potere della parola si dispiegava nell’espressione poetica che agiva sull’animo dei viventi, come nell’ordine delle cose inanimate che ne sentivano l’influsso che agiva perfino sulla vita minerale. Il verso modulato con la musica comandava il mondo se il vate era veramente signore del canto e della poesia: Orfeo e Merlino, come Dioniso ammansivano le fiere, muovevano le rupi, trascinavano nella danza gli animali e le piante al suono della cetra.

Si pensa che musica e parola siano nate unite e così siano vissute a lungo legate in un nodo magico piegando il cuore umano, lo spirito animale e perfino le forze tremende dell’Oltretomba (C.L.)

CARLO LAPUCCI Vive a Firenze, dove ha insegnato per molti anni. I suoi interessi si muovono nel campo della letteratura, della linguistica e delle tradizioni popolari, incentrati sull’individuazione delle radici profonde della cultura italiana. Con Graphe.it edizioni ha pubblicato: La Vecchia dei camini. Vita pubblica e segreta della Befana (2018), L’arte di fare il cattivo. Ovvero origine, epifanie e metamorfosi dell’Orco (2019) e Gesù bambino nasce. Poesia popolare del Natale (2019).

Umberto Eco “Filosofi in libertà”, presentazione

Ritorna in libreria per la nave di Teseo “Filosofi in libertà” datato 1958, un libro allora editato in 500 copie numerate che il suo autore firmò con lo pseudonimo di Dedalus, personaggio joyciano molto amato, corredato da 15 tra disegni e vignette schizzati dell’autore durante congressi e riunioni; nella recente edizione si accompagnano al testo originale alcune integrazioni nella sezione “Scrittori in libertà”, dedicata tra gli altri a Marcel Proust, James Joyce e Thomas Mann, gli autori prediletti da Eco.

Oltre ad essere uno scritto giovanile presenta un aspetto nuovo in quanto poco conosciuto di quella che lo stesso Eco definì “saggistica leggera”.

L’opera si compone di una serie di ritratti di protagonisti della storia della filosofia tratteggiati in filastrocche. Le filastrocche erano state composte in epoche diverse ed erano state lette in piazza San Marco durante il Congresso Internazionale di Filosofia del 1958, scritte dopo le vignette che Eco aveva disegnato. La prima edizione era costituita da un volumetto in tela rossa cui era seguita un’edizione, sempre in 500 copie, in tela azzurra, nel 1959, come racconta lo stesso Eco nella nota al volume,

“Un piccolo Bignami, si potrebbe dire, della storia della filosofia in forma di filastrocca, un genere assai familiare fin dall’infanzia di Eco, assiduo lettore del “Corriere dei Piccoli”. Ai testi si accompagnano talvolta delle argute, sapide vignette dell’autore, in armonia con il costume satirico espresso da testate come “Candido” e “Il Travaso”.(da La nave di Teseo)

e anche

Brevi note biografiche

Umberto Eco (Alessandria 1932 − Milano 2016), filosofo, medievista, semiologo, massmediologo, ha esordito nella narrativa nel 1980 con Il nome della rosa (premio Strega 1981), seguito da Il pendolo di Foucault (1988), L’isola del giorno prima (1994), Baudolino (2000), La misteriosa fiamma della regina Loana (2004), Il cimitero di Praga (2010) e Numero zero (2015). Tra le sue numerose opere di saggistica (accademica e non) si ricordano: Trattato di semiotica generale (1975), I limiti dell’interpretazione (1990), Kant e l’ornitorinco (1997), Dall’albero al labirinto (2007), Pape Satàn aleppe (2016) e Il fascismo eterno (2018). Ha pubblicato i volumi illustrati Storia della Bellezza (2004), Storia della Bruttezza (2007), Vertigine della lista (2009), Storia delle terre e dei luoghi leggendari (2013) e Sulle spalle dei giganti (2017).

Georgios Katsantonis “Anatomia del potere. Orgia Porcile Calderón. Pasolini drammaturgo vs Pasolini filosofo”, Metauro Edizioni

Georgios Katsantonis è vincitore della 37° edizione del Premio Pier Paolo Pasolini con la motivazione:

“La ricerca presenta un notevole spessore culturale, riesce a far interagire senza forzature le teorie di Deleuze sul masochismo, il pensiero femminista, le riflessioni di Spinoza sul potere; e fa un confronto non scontato e del tutto nuovo con l’opera di Strindberg; e infine offre una traduzione in greco moderno di Orgia, un’operazione di sicuro da apprezzare.

L’attraversamento del corpo nel teatro di Pasolini presenta una caratterizzazione in più rispetto agli altri linguaggi: la “parola” e il “corpo” sono di fatto una coppia sinonimica. Il nodo tematico, problematico e critico, non è tanto definire la centralità del corpo nel teatro di Pasolini, quanto capire come essa si esprima e quali segni emetta. 

Georgios Katsantonis elegge un canone breve ma esatto, comprendente tre testi che riguardano «il corpo in preda al desiderio sadomasochistico (Orgia), il corpo con la sua viscerale motivazione erotica che sconfina nella zooerastia (Porcile), il corpo imprigionato, tra scissione e visionarietà (Calderón). Tali scavi monografici tengono comunque conto del complessivo macrotesto pasoliniano e inoltre si rifanno a vari riferimenti comparatistici: Sade, Spinoza, Goffman, Calderón de la Barca, Strindberg, nonché alle teorie tardonovecentesche sul «divenire animale».
Le tre opere selezionate in questo studio* illustrano un tentativo di lettura del potere nelle sue varie declinazioni simboliche: l’erotizzazione del fascismo (Orgia), la fine della polis (Porcile), la trasformazione della società in un universo concentrazionario, in diretta continuità con il sistema del Lager (Calderón). Lo scopo è di far risaltare la concezione filosofica e l’impegno politico che si nascondono dietro le drammaturgie pasoliniane, per vedere fino a che punto i connotati di quei poteri sono riconducibili al nostro mondo contemporaneo.

Brevi note biografiche

Georgios Katsantonis è studioso di teatro e letteratura. Si è laureato in Studi Teatrali presso l’Università di Patrasso (Grecia) e ha conseguito il Master in Letteratura, Scrittura e Critica teatrale presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Ha poi conseguito il dottorato di ricerca in Letterature e Filologie Moderne con lode presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha tenuto conferenze in molti Atenei e Istituzioni italiane ed internazionali. Nel 2017 ha vinto il premio Nicoletta Quinto della Fondazione Premio Internazionale Galileo Galilei di Pisa, dedicato a giovani studiosi stranieri che si sono distinti nel campo degli Studi sulla cultura italiana.( da Metauro Edizioni)


* Orgia, Porcile, Calderón sono tre tragedie scritte da Pasolini nel 1965-1966 (n.d.r.)

Maud Fontenoy e Yann Arthus-Bertrand “Blu. Un oceano di soluzioni”, presentazione

Maud Fontenoy e Yann Arthus-Bertrand richiamano l’attenzione sulla salvaguardia degli Oceani, questi sconosciuti dei quali spesso ignoriamo i notevoli benefici a favore della vita sul nostro pianeta. Nel volume la navigatrice francese insieme al fotografo nonché reporter documentano questo mondo “blu” che va protetto perché altrimenti saremmo privati dei benefici di cui è portatore e delle inestimabili risorse di ossigeno, cibo, energia, ma anche medicinali e tecnologie.

Spesso ignoriamo o non ci curiamo abbastanza del ruolo essenziale che svolge nell’ambiente naturale: basti pensare ai miliardi di alghe microscopiche che svolgono in mare lo stesso ruolo delle foglie sugli alberi e delle piante sulla terraferma producendo ossigeno o il ruolo essenziale svolto dalle mangrovie, ecosistemi litorali delle zone umide tropicali capaci di ‘immagazzinare carbonio e di proteggere le coste dall’erosione e habitat che ospita numerose specie di molluschi, crostacei, pesci, rettili che vi si riproducono e nutrono. Eppure il 20% delle mangrovie è sparito dal 1982 per effetto dell’inquinamento e del loro uso per ricavare legna, minacce a questo particolare ambiente, come lo è la pesca a carattere industriale e intensivo.

“L’Oceano è il primo produttore di ossigeno sulla Terra. È il più importante regolatore climatico. Nutre un essere umano su tre, permettendogli direttamente di vivere. Svolge il ruolo principale nel ciclo dell’acqua. Non è tutto: più di ventiduemila molecole marine sono attualmente studiate nell’elaborazione di nuovi medicinali. Sapevate che l’AZT, farmaco per curare l’AIDS, deriva dall’aringa?
Dunque l’Oceano viene in soccorso della Terra. Che si tratti di nutrirsi, curarsi, scaldarsi o anche solo respirare, il mare offre all’essere umano numerose e sorprendenti ricchezze.
Maud Fontenoy e Yann Arthus-Bertrand collaborano nel rivelare la fragilità ma anche la forza inestimabile e per lo più misconosciuta del nostro grande blu”(da Raffaello Cortina Editore)


e anche

Brevi note biografiche

Maud Fontenoy, navigatrice che ha compiuto molte imprese, in solitaria, a remi o a vela, e impegnata nella salvaguardia degli oceani, è presidente dalla Maud Fontenoy Foundation, che opera nelle scuole per l’educazione ambientale. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Blu (con Y. Arthus-Bertrand, 2021).

Yann Arthus-Bertrand, fotografo, reporter e regista (uno dei suoi ultimi documentari è Human del 2015), ha creato e presiede la fondazione ecologista GoodPlanet, il cui obiettivo è indurre ad agire concretamente per la Terra e i suoi abitanti. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Blu (con M. Fontenoy, 2021).

Angelo Gallippi “Sergio Mattarella. 40 anni di storia italiana”, Paesi Edizioni

Il 7 gennaio 2022 Paesi Edizioni manda in libreria la prima e unica biografia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Da Mani Pulite alla guerra in Kossovo, dalla riforma dei servizi segreti al “patto della crostata”, Angelo Gallippi ripercorre la vita politica
e privata di un Presidente “per bene” – Anti-Narciso per eccellenza – che ha sempre mantenuto un alto gradiment
o

Con la prefazione di Ugo Magri

Angelo Gallippi – classe ‘64, già docente a Tor Vergata e Presidente del primo Comitato Regionale per le Comunicazioni (Corecom) della Regione Lazio – ci accompagna in quasi mezzo secolo di storia italiana. Come ricorda Ugo Magri nella prefazione, nessuno prima di Gallippi ha tracciato l’intero operato di Mattarella. Infatti il Presidente della Repubblica “incarna una doppia eccezione. Ha maturato un’esperienza straordinaria come servitore delle istituzioni: parlamentare, ministro, vicepremier, giudice costituzionale e da ultimo presidente della Repubblica. Eppure – ecco l’altro paradosso – dell’uomo Mattarella poco si conosce. Tra i personaggi pubblici del nostro tempo è forse il più schivo, probabilmente il meno portato a raccontarsi, a farsi pubblicità. L’Anti-Narciso per eccellenza”.

Gallippi per la prima volta racconta la vita di Mattarella con una biografia “obiettiva e accurata, non irriguardosa ma nemmeno agiografica, ricca di curiosità, che lungo la strada raccoglie frutti sorprendenti e di Mattarella rivela alcuni aspetti molto privati, in qualche caso sconosciuti persino ai collaboratori più stretti” come sottolinea Magri.

Il percorso umano si intreccia così alla storia del nostro Paese: dall’assassinio di Piersanti Mattarella, a Mani Pulite, dal crollo del Muro di Berlino alla guerra in Kosovo, dall’epilogo della partitocrazia alla sfida dei populismi, passando attraverso le indagini sugli affiliati alla loggia massonica P2, la riforma del Cnel, l’abolizione del servizio militare obbligatorio, l’introduzione nella scuola elementare del «modulo» di tre insegnanti su due classi, la riforma dei Servizi segreti, l’elevazione dell’Arma dei Carabinieri al rango di forza armata, il «patto della crostata» tra Berlusconi e D’Alema e lo smantellamento del Porcellum.

Eletto con 665 voti su 910, Mattarella puntualizzò immediatamente che il suo ruolo sarebbe stato quello di un arbitro cui «compete la puntuale applicazione delle regole», con assoluta imparzialità. Anche se, soprattutto nell’ultima fase, si è fatto carico di atti di coraggio politico come il veto opposto alla nomina di Paolo Savona come Ministro dell’Economia e la scelta di Mario Draghi alla guida di un governo rappresentativo per autonoma iniziativa presidenziale.

Brevi note biografiche

Angelo Gallippi Romano, classe 1946, fisico, è stato professore di Informatica all’Università Tor Vergata di Roma e Presidente del primo Comitato Regionale per le Comunicazioni (Corecom) della Regione Lazio. Funzionario del Garante della Privacy e giornalista pubblicista, è autore di una quindicina di libri tra i quali l’unica biografia di Federico Faggin, l’inventore del microprocessore.

John Gardner “Il mestiere dello scrittore”, introduzione di Raymond Carver, premessa di Davide Rondoni, Marietti Editore

Collana: Le lampare.

Pagine: 264. Prezzo: 22 euro.


Non si tratta né di imparare l’ispirazione, né di insegnare l’arte e neppure di scegliere tra i corsi di scrittura e i corsi di lettura. In uno stile diretto, Gardner affronta i problemi del mestiere di scrittore e non quelli del talento, le nevrosi quotidiane e non quelle del genio. Con esempi, citazioni e suggerimenti affronta i problemi pratici della scrittura: la resa degli effetti, la necessità di revisioni, la punteggiatura, l’interazione necessaria con la figura dell’editor. Gardner si assume il rischio di incoraggiare i giovani scrittori, ma con una riserva, che dà ironica misura della sua coscienza del problema e che consiste nel non dare per scontato che lo scrittore non debba imparare anche le regole fondamentali dell’ortografia.

Sommario
1. La fiducia di John di Davide Rondoni. 2. Introduzione di Raymond Carver. 3. IL MESTIERE DELLO SCRITTORE. 4. Prefazione. 5. Il carattere dello scrittore. 6. Il tirocinio e l’istruzione dello scrittore. 7. Pubblicazione e sopravvivenza. 8. Fiducia ( da Marietti Editore)


John Gardner (1933 -1982), medievista e scrittore, ha dedicato molti anni all’insegnamento e alla riflessione sulla pratica del narrare. Figura popolare e controversa, è morto a soli 49 anni in un incidente motociclistico.
Raymond Carver (1938 – 1988) è tra i maggiori scrittori americani del Novecento.  Le sue opere sono pubblicate in Italia da Einaudi.
Davide Rondoni, poeta e scrittore, dirige il Centro di poesia contemporanea dell’Università di Bologna. Cura programmi per la Rai e Tv2000.

Gaia Manzini “A Milano con Bianciardi” presentazione

Copertina di Maurizio Ceccato

Gaia Manzini racconta gli anni milanesi dello scrittore maremmano, città dove fu chiamato nel 1954 come redattore nella nascente Casa Editrice Feltrinelli: lascia così Grosseto dove era nato nel 1922 per trovarsi a tu per tu con quel “torracchione” simbolo della catastrofe umanitaria nella miniera di Ribolla (la morte di 43 minatori nell’esplosione, nel 1954, nella miniera proprietà della Montecatini) e sede dell’azienda responsabile della morte dei minatori, “a contatto diretto con il nemico” per far saltare quel torracchione simbolo appunto delle dure condizioni di lavoro dei minatori.

Ne La vita agra (1962) Bianciardi ne ripercorrerà in chiave autobiografica le vicende: il protagonista infatti arriva a Milano proprio per far saltare “il torracchione” della Montecatini.

Ma Milano è una città diversa da come immaginava, chiusa e indisponibile, quasi come quella che aveva lasciato: è quella frenetica degli anni Sessanta, quella del boom, quella della trasformazione del tessuto economico dell’Italia che abbandona le sue radici contadine e insegue il benessere, in effetti aperto a pochi.

Licenziato nel 1957 dalla Feltrinelli sarà traduttore di grandi autori, soprattutto Miller, mentre continua a scrivere. Non sta bene a Milano, una città detestata che lo ha deluso ma mai abbandonato fino alla morte.

Lo seguiamo all’arrivo allora trentunenne e alloggia forse all’Hotel Baviera e poi, novello Marcovaldo, nella pensione le cui notti sono illuminate da una lettera C di Cinzano; al bar Jamaica, e nella casa in via Domenichino dove lavora strenuamente a molte traduzioni; la breve parentesi di Rapallo e il ritorno in città.

Una Milano che non c’è più, percorsa in lungo e in largo dall’Autore a cui piaceva camminare, soprannominato per questo “piedone”. Un libro per conoscere Bianciardi e una vecchia Milano scomparsa.

“Gaia Manzini ripercorre passo dopo passo una Milano fervente e in espansione, ritrovando nelle sue strade la “vita agra” di Bianciardi, le sue abitudini da bohémien, le sue lotte e i suoi furori”.(da Giulio Perrone Editore)

e anche

Brevi note biografiche

Gaia Manzini vive e lavora a Milano; ha scritto Nudo di famiglia (Fandango, 2009, finalista Premio Chiara), La scomparsa di Lauren Armstrong (Fandango, 2012), Ultima la luce (Mondadori, 2017) e Nessuna parola dice di noi (Bompiani, 2021). Collabora con «Il Foglio» e «L’Espresso».

Giorgio Gruppioni e Silvano Vinceti “Dante e i suoi misteri”, Armando Editore

Pagine 282- Prezzo 15,00

Come per tanti altri grandi personaggi della storia, anche la figura e molte vicende della vita e della morte di Dante Alighieri sono avvolte nel mistero, a partire dal luogo e dalla data della sua nascita, alle sue vere sembianze fisionomiche e alla causa della sua morte; per non parlare poi delle vicende rocambolesche delle sue spoglie mortali e dei dubbi sulla loro autenticità. Intorno a questi misteri è fiorita una sterminata letteratura nella quale, dalle labili o talora inesistenti informazioni storiche, sono state tratte interpretazioni e formulate ipotesi e congetture che hanno contribuito a stendere un velo che ha finito per celare o deformare la probabile verità dei fatti.

Di questo e di altro si occupano gli autori in questo libro con l’intento di avvicinare il lettore alla figura e alla vicenda umana del nostro più grande poeta, senza rinunciare al fascino intrigante dei misteri trattati.

Giorgio Gruppioni, già professore ordinario di Antropologia nell’Università di Bologna e di Ecologia umana presso l’Università dell’Aquila, svolge la sua attività scientifica nel campo della biologia, ecologia e genetica dell’uomo, con particolare riguardo allo studio del rapporto uomo/ambiente e alla ricostruzione della storia, della vita e delle dinamiche bio-culturali delle comunità umane, anche attraverso l’esame dei resti umani d’interesse storico archeologico.

Silvano Vinceti, scrittore, autore e conduttore televisivo in Rai di programmi storico-culturali. Fra gli ultimi libri pubblicati, nelle nostre edizioni: L’enigma CaravaggioPorto Ercole l’ultima dimora di CaravaggioFrancesco il Rivoluzionario di Gesù, Leopardi il filosofo della speranzaAlla Ricerca della GiocondaIl Furto della Gioconda – un falso al Louvre? (2019) e Raffaello tra Leonardo e Michelangelo (2021). È Presidente del Comitato per la valorizzazione dei Beni Storici, Ambientali e Culturali. Ha concluso felicemente la ricerca dei resti mortali della modella della Gioconda.

Isaku Yanaihara “I miei giorni con Giacometti”, presentazione

Isaku Yanaihara nel 1954 è a Parigi: filosofo e critico d’arte giapponese è nella capitale francese con una borsa di studio per approfondire alcune tematiche della filosofia francese. Conosce e frequenta numerosi scrittori, artisti tra i quali Alberto Giacometti che incontra al Café des Deux Magots di Parigi e visita più volte gli studi dell’artista. Tra i due nasce una profonda amicizia e, nel 1956, Giacometti gli chiederà di posare per lui.

Un ritratto senza fine ma che si realizzerà in tanti disegni e in una impasse per il pittore scultore che lo porterà però ad una svolta nello stile.

Durante le pose, protratte per giorni e mesi, per circa 230 giorni in tutto, durante le quali il modello riusciva a restare immobile fino a dieci ore consecutive, ma soprattutto durante le pause di riposo, spesso notturne e in compagnia di Annette la moglie di Giacometti, si aprono conversazioni sull’arte, sugli artisti, sui costumi, sulla morale, su argomenti dell’attualità politica anche sui rapporti fra Oriente e Occidente, che il professor Yanaihara appunterà e da cui negli anni successivi avrebbe tratto una monografia su Giacometti mentre lui avrebbe avuto diversi dipinti, numerosi disegni e due busti scolpiti.

Sulla copertina una foto raffigura l’accesso allo studio, aperto a pochissimi, dell’artista al 46 di Rue Hippolyte Maindron a Parigi.

Dalla Quarta di copertina

«Guarda, nei paesaggi reali non esiste neanche uno di quei colori accesi, non troverai mai una tonalità di rosso o di verde come quella che viene fuori dai tubetti di colore. Gli alberi, le case, i tetti, perfino il cielo, tutto è una continuità color cenere, ci sono delle sottili differenze, delle complicate sfumature, ma non si può dire che esistano colori indipendenti».

Al sentire le sue parole, le foglie dell’albero di acacia non mi sembravano più, in effetti, verdi, ma cominciavano ad apparirmi come se fossero di una particolare gradazione di grigio e il paesaggio si trasformava di fronte ai miei occhi in un avvicendarsi di spazi privi di colore. Mi chiesi se ciò derivasse dalla luce spenta di quella melanconica città di pietra oppure se si trattasse invece di una caratteristica intrinseca alle cose, un elemento universale.(da Giometti&Antonello Macerata)

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Luiz Scarpelli “I corrotti. Dinamiche sociali e strategie di contrasto”, Paesi Editore

Chi sono “I corrotti”?

Un libro svela dinamiche sociali e strategie di contrasto

Paesi Edizioni, Collana Machiavelli

Le infiltrazioni delle mafie nello Stato, la sfiducia nelle istituzioni, la cittadinanza attiva. Nel saggio dell’avvocato italo-brasiliano Luiz Scarpelli un’analisi approfondita sulla situazione italiana

La pandemia da Covid-19 è stata sfruttata come una grande opportunità dai corrotti e dai corruttori in tutto il mondo: a fronte dell’emergenza, la questione sanitaria e, in seconda battuta, quella socio-economica hanno letteralmente preso il sopravvento su tutto il resto, lasciando campo libero ai fenomeni corruttivi che sono tornati ad aggredire con forza le assegnazioni di appalti e contratti pubblici.

Quali sono le dinamiche sociali dietro a questo fenomeno e quali le strategie di contrasto?

Un’analisi approfondita della questione è quella che propone l’avvocato italo-brasiliano Luiz Scarpelli nel suo libro

Negli ultimi anni l’Italia si è dotata di una serie di importanti strumenti normativi per contrastare la corruzione in modo più efficace rispetto al passato. Con l’approvazione della legge 190/2012, l’istituzione dell’Anac, il primo Piano nazionale anticorruzione, il diritto generalizzato di accesso agli atti e una disciplina a tutela dei whistleblower, la pubblica amministrazione e i finanziamenti alla politica sono stati resi più trasparenti e sono state inasprite le pene per i reati connessi al fenomeno. Questo upgrade non ha però permesso di estirpare alla radice la corruzione che, per sua stessa natura, è legata all’essere umano e ai suoi «difetti» congeniti.

Ci sono però ancora margini per impedire le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle istituzioni e nella pubblica amministrazione e fermare i corrotti. Come spiega l’autore nel saggio, il problema non è solo di sistema ma anche morale, collegato all’etica, ai comportamenti e alla coscienza dei singoli individui.

Dopo Tangentopoli e gli affari sporchi attorno alla ricostruzione del post terremoto a L’Aquila, il nostro Paese può risalire la china. Per farlo serve da un lato una presa di consapevolezza da parte dei cittadini, chiamati a partecipare attivamente alla vita politica e alla governance delle città in cui vivono; dall’altro una classe politica e dirigente che rispetti il «contratto sociale» stretto con il popolo.

«Possiamo emanare nuove leggi, aggiornare gli ordinamenti giuridici, usare la tecnologia, ma senza persone coscienti del proprio ruolo nella società, la criminalità organizzata continuerà a corrompere e colpire indisturbata lo Stato e la pubblica amministrazione».

Luiz Scarpelli, classe 1973, advogado italo-brasiliano. È iscritto presso i Consigli dell’Ordine degli Avvocati brasiliano di São Paulo, Rio de Janeiro, Minas Gerais, Espírito Santo e Goiás, presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati portoghese di Coimbra, presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma e presso il Council of Bars and Law Societies of Europe di Bruxelles. Ha conseguito un Master of Laws in Corruzione e Sistema Istituzionale e un Master of Laws in Criminologia, Psicologia Giuridica e Psichiatria Forense all’Università La Sapienza di Roma.