Cristina Henriquez “Anche noi l’America” il consiglio di agosto di Martina Castagnoli

Per le vostre letture sotto l’ombrellone scelgo “Anche noi l’America” di Cristina Henriquez; un romanzo forte e delicato che racconta dell’America degli Immigrati, i latinos; famiglie che si muovono in cerca di un sogno, per una vita migliore, per disperazione, per fame. Qui siamo nel Delaware dove, in un condominio abitato da famiglie di immigrati latinos, arrivano i Rivera, famiglia di messicani venuti via lasciando una vita agiata, sicurezze ed affetti, cercando una speranza per la salute della giovane figlia Maribel, la cui vita è cambiata drasticamente in seguito ad un incidente. Il loro destino si incrocia con quello dei Toro, famiglia scappata da Panama nella speranza di una vita migliore, e del loro figlio Major, l’unico che riesce a “vedere” Maribel come una ragazza “normale” al di là delle apparenze. Un affresco corale struggente e reale dove le voci dei protagonisti si alternano fino ad un imprevisto epilogo. Una scrittura asciutta e coinvolgente, senza pietismi, delicata come una piuma ma con un “sottotesto” pesante come un macigno. Sicuramente uno dei romanzi più belli di quest’anno… e non solo.

Il libro è disponibile in libreria:

 

 

Georges Simenon “Il Mediterraneo in barca” due recensioni e la presentazione dal “risvolto”

la recensione da CasaLettori di Maria Anna Patti

 

e anche da mangialibri

 

Che Simenon sia un prodigioso narratore è a tutti noto. Ma forse non tutti sanno che, in particolare fra il 1931 e il 1946, è stato un reporter non meno prodigioso – e singolare. Singolare perché, lungi dal considerarsi un inviato speciale, i suoi reportage li ha scritti per sé, per viaggiare, per finanziare la sua curiosità. […] Ma proprio perché concepiti in funzione dell’unica attività che gli stesse a cuore, la scrittura – non a caso ha voluto intitolare il volume che li raccoglie Mes apprentissages («Il mio apprendistato») –, i suoi pezzi giornalistici non fanno dunque che rivelarci un’altra faccia del Simenon romanziere. Lo dimostra questo resoconto di una crociera compiuta nel Mediterraneo – da Porquerolles alla Tunisia passando dall’Elba, Messina, Siracusa, Malta – a bordo di una goletta: una lunga crociera durante la quale Simenon, che si era ripromesso di capire e descrivere il Mare nostrum, non potrà che confermarsi nella sua vera vocazione, la stessa di Stevenson: raccontare storie.

Qing Li “Shinrin-Yoku. Immergersi nei boschi” il consiglio di luglio di Martina Castagnoli

Un libro dagli effetti benefici e pacificatori sull’educazione a sollecitare i 5 sensi quando ci si immerge nella natura. “Shinrin Yoku” letteralmente significa “bagno nella foresta”,ed è un’antica pratica giapponese; non a caso la cultura, la filosofia e la religione di questo paese sono state plasmate dalle numerose foreste che ne ricoprono la superficie. Il libro si propone di far riflettere sulla nostra parte più energetica e primordiale spesso sopita da ritmi di vita nevrotici e da uno sradicamento dalla nostra madre terra. Un manuale pratico e teorico per applicare questa disciplina e migliorare la propria vita. Corredato da suggestive fotografie e trafiletti interessantissimi su alcune cose utili da conoscere e tenere a mente. Per riscoprire le meraviglie e i benefici prodigiosi della natura che ci circonda e saperli apprezzare con tutti e 5 i sensi di cui siamo provvisti. Salutare.

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Pete Fromm “Indian Creek” un libro di viaggio consigliato da Martina Castagnoli

Alla fine degli anni ’70, uno studente di biologia ventenne accetta, più per curiosità e avventura, che per reale propensione, di trascorrere 7 mesi in totale isolamento nelle montagne rocciose, lavorando come guardiano responsabile di 2 milioni e mezzo di uova di salmone collocate in un canale tra due corsi d’acqua. Da metà ottobre a metà giugno, periodo in cui le temperature arrivano anche a -40 gradi e le strade rimangono isolate a causa delle neve, Pete vivrà con l’unica compagnia della sua canina, in una tenda di tela alla confluenza di due fiumi, il Selway e l’Indian Creek, nel bel mezzo del Parco Naturale del Selway Bitterroot. Dovrà imparare tutto, a cacciare, a mettere al riparo le provviste dal gelo e dagli animali, imparerà a sopravvivere al clima, alla wilderness, alla solitudine. Imparerà a superare i propri limiti e ad assaporare ogni attimo e ogni nuova esperienza, imparerà a confrontarsi con il significato profondo delle cose e con il rapporto tra civiltà e natura. E noi con lui. Un romanzo di formazione, autobiografico, dove la natura fa da protagonista assoluta, senza sentimentalismi. Un racconto epidermico che ti entra addosso come il freddo delle montagne rocciose e ti porta a riposizionare le cose della vita. Prezioso.

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Jenny Offill “Tempo variabile” consigliato da Martina Castagnoli

Con un tempismo degno di Cassandra, la casa editrice NN pubblica un libro geniale ed ironico, fotografia perfetta di questo periodo apocalittico. Non c’è una pandemia che mette in pericolo la sopravvivenza del genere umano ma nell’aria aleggia un clima da fine del mondo presagio di imminenti sciagure e di apocalisse. “ Tempo variabile” mette al centro della storia Lizzie, una bibliotecaria generosa, un po’ sperduta, che odia in egual misura ricchi e hippy, con una famiglia (normalmente) imperfetta e un fratello ingombrante, che d’improvviso viene coinvolta e costretta da un’amica a prendere il suo posto nel rispondere ad un podcast nel quale si chiedono consigli su come sopravvivere alla fine dell’umanità. Ne esce fuori un affresco di una società fatta da individui vulnerabili, ipocondriaci, egocentrici che si comportano come una mandria impazzita, nella quale Lizzie si destreggia con ironia e senso pratico senza mai perdere la propria personalità ed omologarsi al gregge. Un libro acuto, che affronta un tema serio con umorismo intelligente e caustico.

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Hernan Huarache Mamani “La profezia della curandera” un libro di viaggio consigliato da Martina Castagnoli

 

 

 

 

C’è un tempo per ogni tipo di lettura. Per questo anno bisestile (presunto) apocalittico e dai toni foschi, ritengo che il miglior consiglio di lettura salvifica per sollevarvi dalla pesantezza quotidiana è quello di cercare qualcosa che vi riporti alle origini, ad un mondo lento, senza tecnologia, dove i ritmi erano imposti dalla natura e l’oracolo era la madre terra. Questa è la storia di Kantu, una bella e giovane studentessa di Cuzco, in Perù, che d’improvviso, in seguito ad avvenimenti eccezionali, scopre di avere dentro di sé (suo malgrado e indesideratamente) l’energia e i prodromi che solo alcune donne posseggono, le curandere. Sarà grazie ad un percorso terribile e stravolgente, accompagnata e guidata da un saggio e rinomato curandero, che Kantu riuscirà a ritrovare l’armonia e il suo senso nel mondo. Un viaggio fisico e spirituale nel mondo degli avi, delle tradizioni legate all’anima del mondo, per persone aperte d’animo e di mente. Alla scoperta di un mondo sommerso che esiste, nonostante la civiltà e che ci ricorda da dove veniamo. Lo scrittore, Hernan Huarache Mamani, è un indio Quechua e docente universitario di fama mondiale, esperto di cultura andina e conoscitore delle lingue indigene.

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I consigli di Martina Castagnoli: Paola Mastrocola “Non so niente di te”

Succede che a volte, spesso, da figli brillanti e diligenti ci si aspetti, dandolo per scontato, un percorso di vita lineare che li porti ad intraprendere carriere prestigiose, coronate da famiglie “da mulino bianco”.
Tutto per buona pace e vanto dei genitori. Ma a volte i piani non vanno secondo le tanto agognate previsioni e si scopre che in fondo, di quel figlio tanto perfetto, non si sapeva niente. Di questo parla lo splendido e commovente “Non so niente di te” dell’ottima e pluripremiata Paola Mastrocola.

Parla di Filippo, un giovane e brillante economista, che un bel giorno fa perdere tracce di sé; e di una coppia di genitori, i suoi genitori, che nella totale incomprensione di cosa sta succedendo dovranno fare i conti con chi è davvero il figlio. Un romanzo di viaggio, perché vi troverete a seguire Filippo in ogni suo spostamento, alla ricerca delle tessere che ricompongano il puzzle, fino ad arrivare a capire che quello che sta cercando è la cosa più semplice e allo stesso tempo più complessa del mondo…

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I consigli di Martina Castagnoli: M. Nicoletti “Chaturman Rai – fotografo contadino della Himalaya”

 

Il consiglio di inizio d’anno riguarda un testo singolare e prezioso che racconta di una storia vista, vissuta da spettatore e raccontata, dallo scrittore Martino Nicoletti. Si narra che uno dei mestieri tramandati sulle montagne dell ‘Himalaya fosse quello dei fotografi itineranti. Essi, a dispetto delle asperità e del clima rigido, vagavano di paese in paese con rudimentali macchine fotografiche e per pochi spiccioli o per un pasto caldo, venivano ingaggiati per fare fototessere da apporre ai documenti. Il romanzo di Exorma ci racconta la storia di Chaturman Rai, contadino analfabeta che, affascinato da questi atipici personaggi, con grande sacrificio riuscì a comprarsi una piccola macchina fotografica. Da contadino imparò con dedizione il mestiere del fotografo e da semplice ritrattista con gli anni divenne un apprezzato artista. La vicenda ci insegna (o ricorda, e magari lo dovremmo tenere a mente tra i buoni propositi per l’anno appena iniziato) di quanto, se pur in condizioni avverse, siamo noi stessi gli artefici del nostro destino e della misura in cui, da uomini liberi (sempre bene sottolinearlo) sia lo spostare “più il là” l ‘asticella del desiderare qualcosa di migliore per noi stessi, a rendere la nostra vita ancora più preziosa.

Lorenzo Barbiè “Pacific crest trail”: la narrativa di viaggio consigliata da Martina Castagnoli

 

Con i colori dell’autunno e l’inizio della “vera”stagione per gli hiker, il nostro consiglio di narrativa di viaggio si rivolge ad un diario di viaggio bello e di grande impatto visivo.
Il Pacific Crest Trail è considerato da molti professionisti il più bel trail del mondo. Con il suo percorso lungo ben 4287 km inizia in Canada e arriva in Messico snodandosi attraverso la dorsale del Pacifico. Il Trail più spettacolare, è un vero inno alla gioia che celebra la varietà e maestosità della natura attraverso deserti, montagne rocciose, foreste, laghi, torrenti, clima, fauna e vegetazione completamente differenti.
Ce ne parla Lorenzo Barbiè, noto alpinista italiano e autore di numerose guide di alpinismo e scialpinismo, primo italiano ad averlo percorso integralmente. In poco meno di 5 mesi Barbiè attraversa 7 parchi nazionali, 41 zone protette, dal punto più basso tra Oregon e Washington, 70 mt, fino al punto più alto, 4421 dell’High Serra. Un diario di viaggio che non è “solo” il racconto di un’avventura ineguagliabile a contatto con natura e wilderness, ma anche l’esperienza umana di condivisione, con camminatori e non, accumunati da reciproca solidarietà e rispetto della natura, una fotografia di un’umanità “diversa e migliore”. Consigliato per una “boccata d’ossigeno” quando si è in affanno.

Vedi anche “A piedi nel Far West, il viaggio di Lorenzo Barbiè sul Pacific Crest Trail”

Il libro è disponibile presso la libreria On the road in via Vittorio Emanuele II, 32A rosso, a Firenze.

come tutti gli altri consigliati da Martina Castagnoli:

Alberto Bile “Una Colombia. Canzone del viaggio profondo”

Jennifer Clement “Gun love”

Patrick Leigh Fermor “Mani. Viaggi nel Peloponneso”

Mjlienko Jergovic “Radio Wilimowski”

Vito Paticchia “Via della lana e della seta”

Lorenzo Pini “Lisbona”

Catherine Poulain “Il grande marinaio”

Juan Pablo Villarino e Laura Lazzarino “Vie invisibili”