Libri di viaggio: Francesca Volpe “La Toscana in Renault 4- Viaggio sui sentieri dell’ecofilia e della libertà” consigliato da Martina Castagnoli

Un viaggio nelle nostre terre, alla scoperta di luoghi vicini, trascurati per esterofilia o messi nella lista di quelli che visiteremo “da vecchi”. Francesca Volpe prende la sua Renault 4 e ci porta a perdersi in totale libertà tra le meraviglie del territorio toscano più intimo e selvaggio. Un viaggio on the road senza meta in un pellegrinaggio anche interiore attraverso storie e personaggi, alla ricerca di luoghi inediti e di nomi, vicende e storie, scoperte e catalogate nel tempo; é così che ci si trova a conoscere vite di “uomini e donne coraggiosi” che dedicano il loro tempo a progetti etici, di sostenibilità, di assistenza. In una mappa della Toscana, all’inizio del libro, l’autrice segna tutti i luoghi visitati e ci permette di andarli a scoprire anche in fughe domenicali a seconda della zona della toscana che vogliamo perlustrare. Un lavoro romantico ma meticoloso, nel quale l’emotività cela un’urgenza di far vedere che il bello è davvero intorno a noi, basta avere la curiosità di cercarlo..

Il libro è disponibile in libreria:  

Libreria On the road, via Vittorio Emanuele II,32A rosso, Firenze, come tutti  i libri di viaggio consigliati da Martina Castagnoli:

Lorenzo Barbiè “Pacific crest trail”

Alberto Bile “Una Colombia. Canzone del viaggio profondo”

Jennifer Clement “Gun love”

Patrick Leigh Fermor “Mani. Viaggi nel Peloponneso”

Mjlienko Jergovic “Radio Wilimowski”

Hernan Huarache Mamani “La profezia della curandera”

Paola Mastrocola “Non so niente di te”

Jenny Offill “Tempo variabile”

Vito Paticchia “Via della lana e della seta”

Lorenzo Pini “Lisbona”

Paul Lynch “Grace”

Catherine Poulain “Il grande marinaio”

Juan Pablo Villarino e Laura Lazzarino “Vie invisibili”

Pete Fromm “Indian Creek”

Qing Li “Shinrin-Yoku. Immergersi nei boschi”

Cristina Henriquez “Anche noi l’America”

Valeria Parrella “Quel tipo di donna” presentazione

Quattro amiche e un viaggio: da Napoli alla Turchia. Quattro donne diverse di cui una è voce narrante. Non più giovanissime, partono, stringendosi attorno a chi ha subito un lutto terribile. Non semplici donne in un viaggio, ma amiche, come sorelle, che sanno stare accanto le une alle altre, perché il peso del dolore condiviso aiuta a sopravvivere. Ciascuna con il proprio bagaglio di esperienze, di amori, di dolori nel cui vissuto ci sono stratificate le esperienze e le aspirazioni delle donne, di tante, un’intera comunità che non ti fa sentire solo perché la solidarietà ti salva e libera.

Da Harper Collins Editore

[…] L’amicizia è l’amore nella sua prima forma. Ed è questo primigenio tipo di amore, puro e resistente a ogni acciacco, a spingere quattro amiche in una vecchia Mercedes bianca su una strada assolata e polverosa durante un afoso agosto, attraverso una Turchia in pieno Ramadan. Sono partite da Napoli, radunate da una perdita troppo grande per essere affrontata in solitaria dentro un palazzo antico, con le mura scrostate e senza ascensore. E siccome l’amicizia, quella vera, non conosce ostacoli né vacanze, ognuna di loro ha lasciato in attesa un lavoro, un amore, un figlio e si è stretta intorno a quel vuoto, per colmarlo di strada e storie. E così in questo viaggio, che da una metropoli libera e moderna come Istanbul passa ai cunicoli sotterranei dei Camini delle fate in Cappadocia, fino ad arrivare alle coste selvatiche e lucenti di Antalya, le quattro amiche scoprono di non essere sole, perché in realtà di donne con loro ce ne sono molte di più, madri, nonne, figlie. […]

E anche brevi note biografiche

Valeria Parrella (Napoli, 1974), scrittrice e autrice teatrale. Dopo l’esordio con la raccolta di racconti Mosca più balena (2003), ha pubblicato numerosi libri tra cui: Lo spazio bianco (2008), Lettera di dimissioni (2011), Enciclopedia della donna. Aggiornamento (2017), Almarina (2019).

e anche la recensione di Maria Anna Patti di CasaLettori

Della stessa autrice:

Valeria Parrella “Almarina”

 

The Passenger “Svezia” Iperborea

Il progetto The Passenger di Iperborea ci porta con questo numero in Svezia assurta agli onori delle cronache di tutti i nostri telegiornali in tempo di Covid-19 per l’atteggiamento assunto nei confronti della pandemia. E non solo. Un paese che desta curiosità e un po’ d’invidia per quel welfare che accompagna tutti dalla nascita alla fine dei giorni. La raccolta di reportage letterari e saggi narrativi che raccontano il paese e i suoi abitanti, così come è costume della collana The Passenger, permetterà al lettore in questo viaggio di carta di ascoltare voci diverse e avere la possibilità di capire, ad esempio, attraverso i contributi di scrittori, giornalisti ed esperti locali e internazionali, le luci e le ombre di questa società fucina di aziende come Skype o Spotify, dall’alto senso civico, come dimostra il patto tra cittadino e Stato per evitare il lockdown, e ambientale, come Greta Thumberg testimonia, ma anche un partito di ispirazione nazista che potrebbe andare al governo.

Per saperne di più

Iperborea The Passenger Svezia

e anche:

La Collana The Passenger

Paul Lynch “Grace” il consiglio di settembre di Martina Castagnoli

Nascita, vita, morte, caduta agli inferi e resurrezione di Grace, protagonista dell’ultimo splendido romanzo di Paul Lynch, ragazzina nata femmina ma a cui la madre impone, rasandole i capelli, una vita da uomo per darle più possibilità di sopravvivere alla durezza della vita e trovare più facilmente lavoro.
Grace vagherà raminga per anni in ogni angolo di un’Irlanda di tardo ‘800 mai così lugubre, spettrale e devastata dalla carestia. Dovrà diventare ladra, assassina, soffrire la fame il freddo e conoscere ogni tipo di inferno corporale e mentale prima di approdare ad un qualche tipo di pace. Un romanzo picaresco, spietato e livido come l’Irlanda del tempo.

Il libro è disponibile in libreria:

Libreria On the road, via Vittorio Emanuele II,32A rosso, Firenze, come tutti  i libri di viaggio consigliati da Martina Castagnoli:

Lorenzo Barbiè “Pacific crest trail”

Alberto Bile “Una Colombia. Canzone del viaggio profondo”

Jennifer Clement “Gun love”

Patrick Leigh Fermor “Mani. Viaggi nel Peloponneso”

Mjlienko Jergovic “Radio Wilimowski”

Hernan Huarache Mamani “La profezia della curandera”

Paola Mastrocola “Non so niente di te”

Jenny Offill “Tempo variabile”

Vito Paticchia “Via della lana e della seta”

Lorenzo Pini “Lisbona”

Catherine Poulain “Il grande marinaio”

Juan Pablo Villarino e Laura Lazzarino “Vie invisibili”

Pete Fromm “Indian Creek”

Qing Li “Shinrin-Yoku. Immergersi nei boschi”

Cristina Henriquez “Anche noi l’America”

Cristina Henriquez “Anche noi l’America” il consiglio di agosto di Martina Castagnoli

Per le vostre letture sotto l’ombrellone scelgo “Anche noi l’America” di Cristina Henriquez; un romanzo forte e delicato che racconta dell’America degli Immigrati, i latinos; famiglie che si muovono in cerca di un sogno, per una vita migliore, per disperazione, per fame. Qui siamo nel Delaware dove, in un condominio abitato da famiglie di immigrati latinos, arrivano i Rivera, famiglia di messicani venuti via lasciando una vita agiata, sicurezze ed affetti, cercando una speranza per la salute della giovane figlia Maribel, la cui vita è cambiata drasticamente in seguito ad un incidente. Il loro destino si incrocia con quello dei Toro, famiglia scappata da Panama nella speranza di una vita migliore, e del loro figlio Major, l’unico che riesce a “vedere” Maribel come una ragazza “normale” al di là delle apparenze. Un affresco corale struggente e reale dove le voci dei protagonisti si alternano fino ad un imprevisto epilogo. Una scrittura asciutta e coinvolgente, senza pietismi, delicata come una piuma ma con un “sottotesto” pesante come un macigno. Sicuramente uno dei romanzi più belli di quest’anno… e non solo.

Il libro è disponibile in libreria:

 

 

Georges Simenon “Il Mediterraneo in barca” due recensioni e la presentazione dal “risvolto”

la recensione da CasaLettori di Maria Anna Patti

 

e anche da mangialibri

 

Che Simenon sia un prodigioso narratore è a tutti noto. Ma forse non tutti sanno che, in particolare fra il 1931 e il 1946, è stato un reporter non meno prodigioso – e singolare. Singolare perché, lungi dal considerarsi un inviato speciale, i suoi reportage li ha scritti per sé, per viaggiare, per finanziare la sua curiosità. […] Ma proprio perché concepiti in funzione dell’unica attività che gli stesse a cuore, la scrittura – non a caso ha voluto intitolare il volume che li raccoglie Mes apprentissages («Il mio apprendistato») –, i suoi pezzi giornalistici non fanno dunque che rivelarci un’altra faccia del Simenon romanziere. Lo dimostra questo resoconto di una crociera compiuta nel Mediterraneo – da Porquerolles alla Tunisia passando dall’Elba, Messina, Siracusa, Malta – a bordo di una goletta: una lunga crociera durante la quale Simenon, che si era ripromesso di capire e descrivere il Mare nostrum, non potrà che confermarsi nella sua vera vocazione, la stessa di Stevenson: raccontare storie.

Qing Li “Shinrin-Yoku. Immergersi nei boschi” il consiglio di luglio di Martina Castagnoli

Un libro dagli effetti benefici e pacificatori sull’educazione a sollecitare i 5 sensi quando ci si immerge nella natura. “Shinrin Yoku” letteralmente significa “bagno nella foresta”,ed è un’antica pratica giapponese; non a caso la cultura, la filosofia e la religione di questo paese sono state plasmate dalle numerose foreste che ne ricoprono la superficie. Il libro si propone di far riflettere sulla nostra parte più energetica e primordiale spesso sopita da ritmi di vita nevrotici e da uno sradicamento dalla nostra madre terra. Un manuale pratico e teorico per applicare questa disciplina e migliorare la propria vita. Corredato da suggestive fotografie e trafiletti interessantissimi su alcune cose utili da conoscere e tenere a mente. Per riscoprire le meraviglie e i benefici prodigiosi della natura che ci circonda e saperli apprezzare con tutti e 5 i sensi di cui siamo provvisti. Salutare.

Il libro è disponibile in libreria:

 

Pete Fromm “Indian Creek” un libro di viaggio consigliato da Martina Castagnoli

Alla fine degli anni ’70, uno studente di biologia ventenne accetta, più per curiosità e avventura, che per reale propensione, di trascorrere 7 mesi in totale isolamento nelle montagne rocciose, lavorando come guardiano responsabile di 2 milioni e mezzo di uova di salmone collocate in un canale tra due corsi d’acqua. Da metà ottobre a metà giugno, periodo in cui le temperature arrivano anche a -40 gradi e le strade rimangono isolate a causa delle neve, Pete vivrà con l’unica compagnia della sua canina, in una tenda di tela alla confluenza di due fiumi, il Selway e l’Indian Creek, nel bel mezzo del Parco Naturale del Selway Bitterroot. Dovrà imparare tutto, a cacciare, a mettere al riparo le provviste dal gelo e dagli animali, imparerà a sopravvivere al clima, alla wilderness, alla solitudine. Imparerà a superare i propri limiti e ad assaporare ogni attimo e ogni nuova esperienza, imparerà a confrontarsi con il significato profondo delle cose e con il rapporto tra civiltà e natura. E noi con lui. Un romanzo di formazione, autobiografico, dove la natura fa da protagonista assoluta, senza sentimentalismi. Un racconto epidermico che ti entra addosso come il freddo delle montagne rocciose e ti porta a riposizionare le cose della vita. Prezioso.

Il libro è disponibile in libreria:

Jenny Offill “Tempo variabile” consigliato da Martina Castagnoli

Con un tempismo degno di Cassandra, la casa editrice NN pubblica un libro geniale ed ironico, fotografia perfetta di questo periodo apocalittico. Non c’è una pandemia che mette in pericolo la sopravvivenza del genere umano ma nell’aria aleggia un clima da fine del mondo presagio di imminenti sciagure e di apocalisse. “ Tempo variabile” mette al centro della storia Lizzie, una bibliotecaria generosa, un po’ sperduta, che odia in egual misura ricchi e hippy, con una famiglia (normalmente) imperfetta e un fratello ingombrante, che d’improvviso viene coinvolta e costretta da un’amica a prendere il suo posto nel rispondere ad un podcast nel quale si chiedono consigli su come sopravvivere alla fine dell’umanità. Ne esce fuori un affresco di una società fatta da individui vulnerabili, ipocondriaci, egocentrici che si comportano come una mandria impazzita, nella quale Lizzie si destreggia con ironia e senso pratico senza mai perdere la propria personalità ed omologarsi al gregge. Un libro acuto, che affronta un tema serio con umorismo intelligente e caustico.

Il libro è disponibile in libreria:

Hernan Huarache Mamani “La profezia della curandera” un libro di viaggio consigliato da Martina Castagnoli

 

 

 

 

C’è un tempo per ogni tipo di lettura. Per questo anno bisestile (presunto) apocalittico e dai toni foschi, ritengo che il miglior consiglio di lettura salvifica per sollevarvi dalla pesantezza quotidiana è quello di cercare qualcosa che vi riporti alle origini, ad un mondo lento, senza tecnologia, dove i ritmi erano imposti dalla natura e l’oracolo era la madre terra. Questa è la storia di Kantu, una bella e giovane studentessa di Cuzco, in Perù, che d’improvviso, in seguito ad avvenimenti eccezionali, scopre di avere dentro di sé (suo malgrado e indesideratamente) l’energia e i prodromi che solo alcune donne posseggono, le curandere. Sarà grazie ad un percorso terribile e stravolgente, accompagnata e guidata da un saggio e rinomato curandero, che Kantu riuscirà a ritrovare l’armonia e il suo senso nel mondo. Un viaggio fisico e spirituale nel mondo degli avi, delle tradizioni legate all’anima del mondo, per persone aperte d’animo e di mente. Alla scoperta di un mondo sommerso che esiste, nonostante la civiltà e che ci ricorda da dove veniamo. Lo scrittore, Hernan Huarache Mamani, è un indio Quechua e docente universitario di fama mondiale, esperto di cultura andina e conoscitore delle lingue indigene.

Il libro è disponibile in libreria: