Andrea Brugora “MILANO”, Oltre Edizioni

Prefazione Anna Scavuzzo,vicesindaco di Milano

Con contributi di

Gabriele Albertini, già Sindaco di Milano dal 1997 al 2006, Camilla Bagatti, Presidente del Museo Bagatti Valsecchi, Antonio Calabrò, Direttore della Fondazione Pirelli

Salvatore Carrubba, Presidente della Fondazione Piccolo Teatro di Milano., Manuela Alessandra Filippi, Fondatrice dell’Associazione ‘Città Nascosta Milano”, Franco Iseppi,Presidente del Touring Club Italiano, Giovanni Morale, vice Direttore per il Polo Milanese delle Gallerie d’Italia, Fabio Peri, Conservatore del Civico Planetario “U. Hoepli”, Andrea Rurale, Presidente FAI Lombardia, Liliana Segre, Senatrice a Vita della Repubblica Italiana, Andrée Ruth Shammah, Regista, direttore artistico e co-fondatrice delTeatro Franco Parenti

Pagine 316, prezzo 21 euro, Oltre edizioni

“Milano è una città che dà tanto ma chiede tanto.

Chi viene da fuori va via con il mal di testa,

è come una giostra veloce, ma se ci sali è molto bello”

Enrico Bertolino

Milano, luogo dall’energia straordinaria e locomotiva d’Italia, forse la più europea delle città italiane, sconta in chi la conosce poco il peso dei pregiudizi legati alla sua forza economica che ne mette in ombra la rilevanza storica, artistica e culturale. D’altra parte, suscita invece sentimenti profondi e fortissimi in chi si prende il tempo e la briga di desiderarla. Basti citare qualche caso celebre: Albert Einstein ci ha passato i mesi che definisce dei suoi più bei ricordi, ad Ernest Hemingway è bastato qualche giorno per incontrarci l’amore della sua vita, Verga elogia le sue seduzioni, Stendhal ne era letteralmente innamorato, tanto che sulla sua tomba a Parigi ha voluto fosse scritto in italiano “Arrigo Beyle, milanese, scrisse, amò, visse”. Milano è una città che o si ama o si odia, di una bellezza riservata che, come una “bella signora”, non si lascia avvicinare da chiunque e subito, ma pretende ingaggio, corteggiamento, conquista. Non sono questi i presupposti delle storie d’amore più intense e durature? Milano presuppone al visitatore un impegno attivo, di “salire sulla giostra” per usare le parole di Bertolino. Questa guida vuole essere il biglietto per salire sulla giostra, o la presentazione d’un amico alla bella. Fuor di metafora, un corso accelerato introduttivo, uno strumento ideale per chi si trasferisce in città e vuole conoscerla come un milanese, fin dal primo giorno. Un libro che accosta perle poco conosciute o visitate a un racconto da punti di vista inediti e meno scontati dei luoghi più noti, e per questo immancabile anche nelle librerie dei milanesi che vogliono conoscerla meglio e forse non ne hanno ancora trovato il tempo o il modo. Tra i tanti volumi dedicati al capoluogo lombardo, lo distinguono l’attenzione alle testimonianze di tempi recenti dove quasi tutte le guide non osano avventurarsi e il taglio narrativo che sfrutta la sua “stratificazione orizzontale” per leggere la storia girando i quartieri di Milano o, se si preferisce, leggere Milano girando i secoli.

Andrea Brugora, 35 anni, è Esperto nel Dipartimento per la Trasformazione Digitale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il suo ambito professionale è il supporto ad imprese e istituzioni, al punto di incontro tra innovazione e sostenibilità. Si è formato al liceo classico, diventando poi ingegnere al Politecnico di Milano e, da sempre interessato ai beni culturali, ha realizzato la tesi al Louvre usando acceleratori di particelle per analisi non distruttive sulla doratura di bronzi di epoca romana. Ama le città come luoghi di massima espressione della interazione umana. In particolare Roma, Londra, Parigi, Monaco, New York e Buenos Aires dove ha vissuto, e più di tutte Milano, che conosce in lungo e in largo e dove nel 2016 è stato eletto Consigliere al Municipio 1-Centro Storico. Crede nell’essere umano integrale, quello dell’umanesimo di Leonardo e Pico della Mirandola, che si sforza di riuscire in tutti i campi del sapere e dell’attività umana, ed è convinto che per leggere il mondo siano ugualmente indispensabili la scienza e l’arte, la ragione e il sentimento. Il suo motto è il verso di un poeta lombardo dimenticato.

Ibn Jubayr “Viaggio in Sicilia”, presentazione

A cura di Giovanna Calasso.

Illustrato a colori

Adelphi ripropone, con il titolo Viaggio in Sicilia, a cura di Giovanna Calasso, la sezione finale della relazione di viaggio, la Riḥla, di Ibn Jubayr poeta e viaggiatore musulmano (Valencia 1145 – Alessandria d’Egitto 1217) dove, come in un diario di bordo dalle date scandite rigorosamente, raccoglie e racconta il viaggio di rientro dalle coste siriane di Acri verso la Spagna: era infatti partito da Granada nel 1183 in pellegrinaggio alla Mecca. Si era imbarcato a Ceuta su una nave genovese giungendo dopo varie peripezie alla città santa. Ripresa la lunga via del ritorno visitò Damasco e Baghdad e si rimbarcò verso la fine del 1184 ad Acri, ancora su una nave genovese, che fece naufragio. Tratto in salvo, percorse via terra tutta la costa settentrionale della Sicilia fino a Palermo e a Trapani, da dove riprese il mare verso l’Andalusia, facendo ritorno a Granada nella primavera del 1185.

Il testo della Rihla, conosciuto grazie a Michele Amari e ad un altro famoso arabista, Celestino Schiaparelli, viene riproposto nella parte finale che percorre la Sicilia: oltre ad essere una gradevole lettura, fornisce, grazie all’ imprevista disavventura siciliana del protagonista, una genuina testimonianza dell’ambiente sociale, culturale e monumentale dell’isola nel periodo arabo-normanno. Particolarmente interessanti inoltre le pagine sulla corte del re Guglielmo II (1153-1189), sul trattamento e il ruolo assegnato a paggi e ancelle musulmane, testimonianza della tolleranza religiosa del sovrano, ma anche sul culto e sui monumenti cristiani di Palermo.

“Piene di meraviglia, ma anche di inquietudine, timori e silenziosi interrogativi, le pagine del Viaggio in Sicilia riescono a trasportarci nel mondo mentale di un viaggiatore musulmano del XII secolo che, catapultato suo malgrado in una realtà estranea e nemica – ma dalle sembianze così sorprendentemente familiari –, cerca di darle un senso”.(da Adelphi Libro)

Alessandro Ferrini, Salvina Pizzuoli “La val di Merse. Luoghi e paesaggi” Edida

ora anche in ebook

La valle del Merse merita un viaggio, anzi più di uno, ricca com’è di antichi borghi e bellezze naturali. Il bacino idrografico, costituito da molti corsi minori, è punteggiato da mulini, testimonianza di una terra fertile e industriosa alle porte di Siena, e da miniere, legate alla varietà di minerali presenti e sfruttate sin dal medioevo, e cave; ma anche architetture cistercensi, tra le prime in terra di Toscana, che hanno lasciato suggestive tracce nel paesaggio e che gli conferiscono, insieme a quelle romaniche e medievali, un fascino armonioso, frutto di sinergie autentiche tra natura e attività umane, in uno scenario che incanta in tutte le stagioni, tra le brume invernali e le frescure estive.

In questo contributo sono proposti luoghi e paesaggi, la storia e le leggende e molte immagini per illustrare questa valle, permettendo al visitatore un approccio “a macchie”, a cui si deve il titolo della collana, ma sufficiente a cogliere e l’incanto del paesaggio e le prestigiose architetture, civili e religiose dei centri abitati, che la impreziosiscono:

Montieri, Boccheggiano, Chiusdino, Mulino delle Pile e del Palazzo a Brenna, San Galgano e Montesiepi Torri Sovicille, San Lorenzo a Merse, Ponte a Macereto, Tocchi, Bagni di Petriolo.

I luoghi e i paesaggi sono organizzati seguendo il percorso del fiume Merse dalle sorgenti alla confluenza con l’Ombrone senese: da Montieri a Bagni di Petriolo.

La Collana Macchie di Toscana di Edida ripropone in cartaceo e in ebook monografie e raccolte di articoli tratti dalla rivista tuttatoscana.net con lo scopo di diffondere a macchie la storia e le bellezze delle terre di Toscana.

A questo link la pagina Edida su Fb

Della stessa collana: leggi la recensione su tuttatoscanalibri:

La valle dell’Arno tra storia e geografia. Da Firenze a Pisa: dalle origini al 1333

!

La Quarta di copertina con le foto del padule di Fucecchio di Enio Bravi

Li trovi su Amazon:

La val di Merse

La valle dell’Arno tra storia e geografia

Elena Ana Boata “Storie di ragazzi alla scoperta del nostro Paese”, Ellepiesse libri per la scuola

Dieci storie con giovani protagonisti su e giù per l’Italia, alla scoperta del nostro Paese, tra paesaggi, arte e cultura, elementi che incorniciano le loro avventure, come in un dipinto ben realizzato: è un viaggio ricco di preziosi insegnamenti Adesso Raccontiamo, il nuovo libro dell’autrice Elena Ana Boata, edito da Ellepiesse libri per la scuola, un’opera didattica ed educativa che percorre lo Stivale e le sue isole, dando risalto alle molteplici peculiarità e ricchezze. I vari luoghi e i territori urbani e rurali, che fanno da scenario alle diverse storie, vogliono mostrare l’aspetto multiforme del nostro Paese, come tante tessere colorate che compongono un unico mosaico, una combinazione di eccezionale bellezza unica al mondo. Un’esperienza immersiva totale che consente ai giovani lettori di respirare appieno le atmosfere del territorio grazie alla ricchezza di particolari descrittivi, peculiarità culinarie e aneddoti interessanti. Le avventure degli adolescenti, protagonisti assoluti del libro, prendono vita attraverso il racconto delle loro situazioni reali (semplici e complesse allo stesso tempo), tanto da incarnare genitori, figli, fratelli, sorelle, nipoti e amici di ciascuno di noi. Insieme a loro si ascolta, si parla, si soffre e si impara a crescere, affrontando i disagi, le difficoltà e le tematiche di cui talvolta siamo tutte e tutti spettatori. Il viaggio diventa infatti anche interiore, di crescita e confronto nell’affrontare temi del vissuto quotidiano: le ragazze e i ragazzi protagonisti delle dieci storie che compongono il volume, offrono un’ampia panoramica e molteplici punti di vista su temi come inquinamento, razzismo, bullismo, handicap, disturbi alimentari ma anche pregiudizi e rischi derivanti dalla continua esposizione e abuso dei social, che possono sfociare nell’insorgere di nuove solitudini e alienazioni. Nelle pagine di Elena Ana Boata preponderante è l’invito al confronto, all’apertura, al dialogo, all’inclusione e alla collaborazione, coltivando lealtà, gentilezza ed empatia per affrontare in modo adeguato le sfide e le problematiche, piccole e grandi, che l’esistenza pone inevitabilmente durante la crescita.

Un testo godibile per tutti e che costituisce una svolta all’interno del mondo delle pubblicazioni di carattere narrativo-didattico. La poliedrica scrittrice in questi anni si è distinta per una vera e propria esplosione creativa. I suoi romanzi Il viaggio di Anna (Phasar Edizioni, 2007), Lei e Irene (Edizione Croce, 2009; Casa Editrice Kimerik, 2018) e Due passi tra le nuvole (Edizioni Croce, 2009) ne hanno fatto subito conoscere la grande fluidità di stile e la singolare capacità di emozionare e di arrivare dritta al cuore. Il tempo delle favole (Casa Editrice Kimerik), il libro dedicato ai bambini e pubblicato nel 2019, è stato adottato come testo in vari istituti scolastici italiani ed ha ricevuto il primo premio per la narrativa per infanzia Caffè delle Arti 2020. L’anno dopo è uscito il romanzo Non smettere mai di pensarmi, (Casa Editrice Kimerik). Elena Ana Boata si esprime su alti livelli anche nell’ambito della poesia, sia in rima che in verso libero.

Cees Nooteboom “Venezia, il leone, la città e l’acqua” presentazione

Tradotto da Fulvio Ferrari per la casa editrice Iperborea.

Lo scrittore e poeta olandese ha trascorso ogni anno, e per cinquant’anni, un periodo più o meno lungo nella città lagunare, risiedendo in sestieri sempre diversi, ma anche in albergo o in appartamenti prestati da amici o tramite airbnb, il portale online che mette in contatto chi cerca un alloggio o una camera per brevi periodi, tanto che conosce e si muove in città e tra le calli con l’esperienza di un veneziano anche se, nonostante la pratica accumulata, non gli capiti di perdersi, come a Venezia può accadere.

Un libro diario o guida in cui racconta dei suoi autori preferiti Tiepolo, Tintoretto e Canaletto tra i pittori, ma anche dei dogi e dei letterati, dei naviganti, dei pescatori, dei commercianti e dei pirati, raccontando anche dei veneziani di oggi, i pochi rimasti, poco più che cinquantamila perché

«Questa è sempre stata una città per forestieri. Il gioco consiste nel far durare un secondo di più l’incertezza, nell’essere veneziano per un microsecondo, prima che abbia luogo l’inevitabile smascheramento. Loro da un lato vivono di noi, dall’altro si sentono minacciati dalla nostra massa e la sera abbandonano la città come una nave che affonda. Ma come fai a spiegargli che non fai parte della massa?» Dopo oltre cinquant’anni di periodici soggiorni a Venezia, Cees Nooteboom offre alla sua città del cuore il proprio tributo di narratore che ha fatto del viaggio una forma di vita”.[…]

Un vagabondaggio letterario, storico e filosofico dedicato a Venezia. Un sogno di palazzi e chiese, di potere e denaro, dominio e declino, un paradiso di bellezza.( da Iperborea)

e anche

Brevi note biografiche

Autore di romanzi, poesie, saggi e libri di viaggio, è ritenuto «una delle voci più alte nel coro degli autori contemporanei» (The New York Times), tradotto in più di trenta paesi e insignito di numerosi premi letterari, paragonato dalla critica a Borges, Calvino e Nabokov. Nato all’Aia ed eterno viaggiatore, si è rivelato a soli ventidue anni con Philip e gli altri e ha raggiunto il successo internazionale con romanzi come Rituali e Il canto dell’essere e dell’apparire. Tra le ultime sue opere pubblicate da Iperborea, Avevo mille vite e ne ho preso una solaTumbasCerchi infiniti533. Il libro dei giorni e Addio. ( da Iperborea autore)

Su tuttatoscanalibri dello stesso autore:

L’occhio del monaco

533 il libro dei giorni

Addio

Annet Henneman

NONOSTANTE. Diari dalle terre di conflitto in Medio Oriente

Prefazioni di Laura Silvia Battaglia (RAI), Stijn Postema e Moni Ovadia

Collana di GEOPOETICA (viaggi e reportage)

Pagine: 220 Prezzo: 15.00, Prospero editore

«Annet, hai incontrato e scelto vittime di ingiustizie, di diritti umani violati, di paesi in guerra. Hai deciso di farci vedere di che si tratta. Hai separato il teatro dalla sua separatezza. Hai tracciato confini irregolari senza preoccuparti delle proteste dell’arte. Molti non hanno riconosciuto quel che facevi. Hai saputo resistere e continui a farlo per non essere sopraffatta dall’indifferenza e dall’irriconoscibilità. L’intelligenza nell’arte del resistere è stata la tua dote principale, più ancora della tua tecnica artistica. Per questo ti siamo grati.» Eugenio Barba (Odin Teatret).

Diari, foto e riflessioni su ventitré anni di permanenze in territori di conflitto: Iraq, Kurdistan turco e iracheno, Egitto, Palestina, Iran, Giordania. Tutto ha avuto inizio con il voler raccontare la vita quotidiana di chi vive isolato in situazioni di guerra, occupazione, oppressione, tramite rappresentazioni che mettono l’informazione giornalistica sul palcoscenico: il cosiddetto “teatro reportage”.

Ma da queste esperienze lavorative non è nata solo la raccolta di storie di vita delle persone conosciute negli anni che qui si riporta, ma anche una serie di relazioni intime e famigliari, tenute vive dal racconto quando si è lontani e dall’appagante sensazione di “ritorno in famiglia” quando si riesce nuovamente ad abbracciarsi.

Annet Henneman (Velsen – Olanda, 1955), laureata in arte drammatica, ha fondato insieme ad Armando Punzo l’associazione Carte Blanche e La compagnia della fortezza a Volterra. Nel 1998, sempre a Volterra, ha fondato la compagnia Teatro di Nascosto (Hidden Theatre), che dal 2000 mette in scena lavori di “teatro reportage” con attori provenienti da Medio Oriente ed Europa.

The Passenger, Napoli

The Passenger dedica il numero di settembre, in uscita oggi 22/9/2021, alla città di Napoli. Un periodo importante quello che si apre per la città partenopea che con le nuove elezioni chiude un’era storia politica e amministrativa rappresentata da de Magistris.

“Il volume si apre proprio con una riflessione dello storico Paolo Macry sui sindaci più carismatici del dopoguerra, populisti ante litteram” si legge nella presentazione.

Il viaggio prosegue seguendo il taglio che proprio delle edizioni The Passenger, caratterizzate da articoli che presentano e illustrano aspetti diversi dell’argomento.

E solo per citarne alcune:

con Carmen Barbieri il lettore visiterà il cimitero di Poggioreale, una città nella città, con Cristiano de Majo, scrittore e giornalista, il quartiere del Vomero e non solo, molti altri aspetti peculiari saranno presi in esame: quello musicale, quello calcistico, quello dei murales e altarini abusivi, ma anche il cuore industriale della città.

E ancora:

“In questo numero diThe Passenger, illustrato con le foto di Mario Spada, famoso per il suo lavoro documentaristico su Napoli, torna anche la graphic novel, con l’illustratrice Cristina Portolano che disegna una cartolina della città che cambia”.

Per chi volesse saperne di più a questo link trovate un sommario dettagliato e con molte indicazioni relative ai contenuti trattati nel volume

Della stessa collana

Svezia

Roma

Spazio. Per esploratori dell’universo

Brian Phillips “Le civette impossibili” recensione di Salvina Pizzuoli

Otto storie, incontri, reportage, racconti, saggi, in giro per il mondo, dall’Alaska al Giappone e in India e in Russia, che si chiudono a Ponca City Oklahoma dove Brian Phillips è nato: corse di cani da slitta seguendo l’Iditarod, la corsa più famosa, anticipando i musher e le loro mute lungo le tappe, con voli su una terra sconfinata tra ghiacci, gelo e disavventure, per atterrare nel racconto successivo in Giappone a scoprire la più antica delle arti marziali, il rituale del Sumo, e partecipare al torneo del più grande sumōtori nel ring delimitato da balle di riso all’interno dell’invalicabile dohyō. E il viaggio continua nell’Area 51 e ancora con un incontro speciale: in Verrà il lupetto grigio Phillips ci porterà a far conoscenza con un grande dell’animazione, Jurij Norštej, ormai anziano ma ancora alle prese con un capolavoro incompiuto, il film tratto da Il cappotto di Gogol, E così, tappa dopo tappa di un viaggio che non è solo un viaggio o la semplice cronaca, potremo incontrare e conoscere regine, mangiatrici di uomini nella giungla indiana, tra le tigri e i cacciatori di tigri, e ogni viaggio è una scoperta e una sorpresa entusiasmante, pieno com’è di curiosità e guizzi punteggiati anche da domande che l’autore rivolge a se stesso, per indagarsi, perché il viaggio è scoperta anche di sé. E per concludere la storia incredibile di Lydie Marland e di Ponca City.

E le civette impossibili?

Compaiono qua e là tra le pagine e poi si sa, come afferma l’autore, sono spesso protagoniste nei racconti di tutti coloro che sono venuti a contatto con gli extraterrestri… uccelli notturni, messaggeri di intricati presagi, dal mondo dell’impossibile.

Su Adelphi Editore un estratto dalla prime pagine

Libri di viaggio: Francesca Volpe “La Toscana in Renault 4- Viaggio sui sentieri dell’ecofilia e della libertà” consigliato da Martina Castagnoli

Un viaggio nelle nostre terre, alla scoperta di luoghi vicini, trascurati per esterofilia o messi nella lista di quelli che visiteremo “da vecchi”. Francesca Volpe prende la sua Renault 4 e ci porta a perdersi in totale libertà tra le meraviglie del territorio toscano più intimo e selvaggio. Un viaggio on the road senza meta in un pellegrinaggio anche interiore attraverso storie e personaggi, alla ricerca di luoghi inediti e di nomi, vicende e storie, scoperte e catalogate nel tempo; é così che ci si trova a conoscere vite di “uomini e donne coraggiosi” che dedicano il loro tempo a progetti etici, di sostenibilità, di assistenza. In una mappa della Toscana, all’inizio del libro, l’autrice segna tutti i luoghi visitati e ci permette di andarli a scoprire anche in fughe domenicali a seconda della zona della toscana che vogliamo perlustrare. Un lavoro romantico ma meticoloso, nel quale l’emotività cela un’urgenza di far vedere che il bello è davvero intorno a noi, basta avere la curiosità di cercarlo..

Il libro è disponibile in libreria:  

Libreria On the road, via Vittorio Emanuele II,32A rosso, Firenze, come tutti  i libri di viaggio consigliati da Martina Castagnoli:

Lorenzo Barbiè “Pacific crest trail”

Alberto Bile “Una Colombia. Canzone del viaggio profondo”

Jennifer Clement “Gun love”

Patrick Leigh Fermor “Mani. Viaggi nel Peloponneso”

Mjlienko Jergovic “Radio Wilimowski”

Hernan Huarache Mamani “La profezia della curandera”

Paola Mastrocola “Non so niente di te”

Jenny Offill “Tempo variabile”

Vito Paticchia “Via della lana e della seta”

Lorenzo Pini “Lisbona”

Paul Lynch “Grace”

Catherine Poulain “Il grande marinaio”

Juan Pablo Villarino e Laura Lazzarino “Vie invisibili”

Pete Fromm “Indian Creek”

Qing Li “Shinrin-Yoku. Immergersi nei boschi”

Cristina Henriquez “Anche noi l’America”

Valeria Parrella “Quel tipo di donna” presentazione

Quattro amiche e un viaggio: da Napoli alla Turchia. Quattro donne diverse di cui una è voce narrante. Non più giovanissime, partono, stringendosi attorno a chi ha subito un lutto terribile. Non semplici donne in un viaggio, ma amiche, come sorelle, che sanno stare accanto le une alle altre, perché il peso del dolore condiviso aiuta a sopravvivere. Ciascuna con il proprio bagaglio di esperienze, di amori, di dolori nel cui vissuto ci sono stratificate le esperienze e le aspirazioni delle donne, di tante, un’intera comunità che non ti fa sentire solo perché la solidarietà ti salva e libera.

Da Harper Collins Editore

[…] L’amicizia è l’amore nella sua prima forma. Ed è questo primigenio tipo di amore, puro e resistente a ogni acciacco, a spingere quattro amiche in una vecchia Mercedes bianca su una strada assolata e polverosa durante un afoso agosto, attraverso una Turchia in pieno Ramadan. Sono partite da Napoli, radunate da una perdita troppo grande per essere affrontata in solitaria dentro un palazzo antico, con le mura scrostate e senza ascensore. E siccome l’amicizia, quella vera, non conosce ostacoli né vacanze, ognuna di loro ha lasciato in attesa un lavoro, un amore, un figlio e si è stretta intorno a quel vuoto, per colmarlo di strada e storie. E così in questo viaggio, che da una metropoli libera e moderna come Istanbul passa ai cunicoli sotterranei dei Camini delle fate in Cappadocia, fino ad arrivare alle coste selvatiche e lucenti di Antalya, le quattro amiche scoprono di non essere sole, perché in realtà di donne con loro ce ne sono molte di più, madri, nonne, figlie. […]

E anche brevi note biografiche

Valeria Parrella (Napoli, 1974), scrittrice e autrice teatrale. Dopo l’esordio con la raccolta di racconti Mosca più balena (2003), ha pubblicato numerosi libri tra cui: Lo spazio bianco (2008), Lettera di dimissioni (2011), Enciclopedia della donna. Aggiornamento (2017), Almarina (2019).

e anche la recensione di Maria Anna Patti di CasaLettori

Della stessa autrice:

Valeria Parrella “Almarina”