A più di un secolo dalla sua prima pubblicazione, torna in libreria un poliziesco a firma Carolina Invernizio, la signora del romanzo d’appendice e pioniera del giallo all’italiana. Pubblicato nel 1909 da Salani, l’editore fiorentino che ne stampò tutte le opere, ha come protagonista la bella Nina che, come recita il titolo “Nina, la poliziotta dilettante”, da operaia e sospettata si trasforma in una e vera e propria detective per scoprire l’assassino del promesso sposo, bello, innamorato e nobile: i temi del poliziesco, suspance colpi di scena e travestimenti, si inframmettono così a quelli tipici del feuilleton e del romanzo rosa.
Oggi la casa editrice romana Rina ne riporta in libreria quest’opera datata.
Una bella rivincita per la Invernizio e per la sua opera così poco apprezzata dalla critica del tempo di cui non accusò il peso controbilanciato da un enorme successo di un pubblico. Vari gli epiteti con i quali venne apostrofata screditandone la copiosa produzione, assommano a circa 130 in totale i romanzi che spesso raccoglievano in volume le puntate pubblicate sui quotidiani: onesta gallina della letteratura popolare l’aveva definita Gramsci, espressione non certo gentile anche se riferita alla grande prolificità dell’autrice come, per lo stesso motivo e con un paragone poco felice, Bruno Cassinelli, redattore del settimanale “Avanguardia”, la etichettò con conigliesca; ma anche Carolina di servizio per la particolare fortuna che riscossero i suoi scritti tra le domestiche, e impudente scombiccheratrice di carte, come amò redarguirla il poeta e scrittore Gian Pietro Lucini per l’incredibile presenza di coup de théâtre nelle sue stravolgenti trame nate proprio per mantenere settimanalmente viva l’attenzione del lettore.
Eppure il grande successo fece dire a Giovanni Papini che non poteva essere senza ragioni e che tutte le ragioni non potevano essere a “disdoro della scrittrice e dei suoi fedeli”. Lo stesso Eco ebbe a riscattare le eroine come Nina create dalla Invernizio per la loro intraprendenza, energia e determinazione e per l’essere al centro come personaggi, al femminile.
S.P.
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Un articolo da Il giornale.it cultura
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