
[…] Ma il colpo finale lo ricevette al binario 4 mentre attendeva un treno per Torino. Nei distributori automatici, insieme ai Tuc, alla Coca-Cola e ai Bounty, c’erano dei tramezzini. Tonno e pomodoro. Non ebbe neanche il coraggio di prendere la bottiglietta di acqua, si allontanò come da una casa in fiamme. E capi che anche i tramezzini erano entrati a far parte dei suoi ricordi. Altro non erano che pezzi perduti e ormai irrecuperabili.
Si apre nella Nota di lettura con una citazione:
“Sono scintille, ricordi, lacerti della vita di Rocco, e la catalogazione è solo un omaggio. Una citazione chiara, quindi, direi quasi ovvia per chi ha amato e ama Camilleri. A lui è dedicato questo libro, perché chi ha gli arancini chi i tramezzini, chi caro Andrea “…teme strutture chiasmiche che lo ributtans, chi cammina con un valzer triste chi cresce un teatro dove stava una cantina… Chi sa… che ci sarà la luna, meraviglioso cucchiaio d’argento di Dio che rimesta la zuppa di pesce delle stelle” e infine c’è chi come noi ha creduto e crede ancora nell’amicizia più profonda e la rispetta nel segreto del ricordo”.
Vi si riconoscono i versi di Guccini e quel riferimento al ricordo che è il fil rouge della raccolta di racconti
Mentre per il commissario Montalbano ci sono gli Arancini di Adelina, per Rocco Schiavone i tramezzini, per Proust la madeleine della Recherche, a riattivare i ricordi proprio perché questo ultimo lavoro di Manzini raccoglie brandelli della vita di Rocco. Una serie di racconti che di fatto tratteggiano del protagonista e personaggio un ritratto inedito in questa ricostruzione del suo passato tra infanzia e maturità, tra Roma e Aosta; l’amicizia con i compagni di Trastevere, prima da bambini e poi da adolescenti e l’incontro con la moglie Marina, in una Panarea settembrina, perduta ma sempre presente e vicina; sogni dell’infanzia, segreti di famiglia, affetto e sprezzo per i colleghi; alcune storie poliziesche a testimonianza della sua formazione, il suo intuito, tra umorismo e dramma, nella ricerca della verità stigmatizzando la stupidità.
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