Francesco Randazzo “E fu sera e fu mattina”, Fara Edizioni

Fara Editore

Dalla postfazione di Alessandro Ramberti:

Il poeta esule ha in sé tracce profonde della nativa Sicilia nella forte compenetrazione di una tonalità sanguigna e abbagliante con il nero assoluto che prefigura l’abbraccio inevitabili che tutti ci attende, quella soglia inquietante e tenebrosa a un oltre che si fa vivo già nell’ora che stiamo – non di rado inconsapevoli – trascorrendo. (…) La poesia di Francesco Randazzo è una lastra fotografica sensibilissima che emoziona e lucidamente registra la ragioni del cuore (del suo e del nostro). (…) I poeti, come i profeti, sanno vedere oltre, lontano e, come Nathan fece con Davide, possono scuoterci, tirarci fuori dalle nostre bolle di transitoria e deleteria onnipotenza.”

Ogni parola è un’invenzione,
ogni suono è una scoperta,
ogni silenzio è rivelazione.

Di tutte le lingue del mondo
quella che ha tutte le risposte
è proprio quella che non sai.

Perché il mistero ti abita
e tutto è inconoscibile,
persino la memoria finge,
senti solo il pulsare dentro
ogni respiro, ti emozioni
per l’attesa, tempo sospeso,
quando tutto è possibile,
quando tutto si dissolve,
tra la terra e il cielo sta
quel che vibra segretamente,
è un battere freddo d’ali,
o lo schianto bruciante,
o la risata flebile di un vecchio,
o la forza d’un abbraccio,
o lo sdegno per il tradimento,
o l’incoscienza di un amore,
o l’invenzione di un Dio amico,
o il divino segreto senza nome.

Francesco Randazzo è scrittore e regista. Laureato in Regia, all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, nel 1991. È attivo in Italia e all’estero come regista e autore per importanti teatri e festival. Ha pubblicato con vari editori, testi teatrali, poesie, racconti e quattro romanzi; ha ottenuto numerosi riconoscimenti in premi di letteratura e drammaturgia nazionali e internazionali. Parallelamente ha svolto attività didattica con corsi di recitazione, regia, drammaturgia e scrittura creativa, storia dello spettacolo, stages e conferenze per varie istituzioni pubbliche e private.

Nico Mariani – Maria Michelini “Nel labirinto. Breve viaggio tra emozioni e letteratura”, NeP Edizioni

Le emozioni giocano un ruolo fondamentale nell’esistenza umana. Tuttavia, in un mondo sempre più virtuale e frenetico, è sempre più frequente cadere nella trappola delle false emozioni e allontanarsi così da un contatto autentico con il nostro mondo interiore.


Ecco allora che per consentire alla nostra identità di prendersi il tempo che merita, possiamo affidarci all’arte della scrittura che da sempre, attraverso la parola, è in grado di tradurre gli stati d’animo più profondi e sinceri.
Questo libro rappresenta proprio un percorso nel labirinto delle emozioni.

Paura, noia,
nostalgia, vergogna, felicità, ira, sensi di colpa e di solitudine sono indagati dagli autori nel loro
riscontro nella storia della letteratura.


Dalla Commedia di Dante al tedio di Leopardi, passando per il furor d’amore in Ariosto, viene data importanza alle singole parole, all’etimo, per poterne cogliere l’essenza più intima e amplificarne il potere evocativo.
La lettura antologica di liriche e passi d’autore è il filo di Arianna del percorso: una guida nel labirinto dei sentimenti, delle emozioni, del sogno, affinché, attraverso la scoperta del mondo interiore dei poeti, possiamo imparare a dare un nome alle emozioni che vivono dentro di noi.
La necessità di sintesi ha portato gli autori a selezionare alcuni passi letterari ed escluderne altri, senza alcuna pretesa di esaustività, con lo scopo dichiarato di lasciare al lettore la libertà di continuare a navigare anche verso tutti gli altri “porti” poetici che sentirà il bisogno di esplorare.

AUTORI
Nico Mariani ha 46 anni e vive a Roma. Laureato in lettere, è docente nei licei. Da anni si occupa di formazione di giovani e adulti. Ha collaborato all’organizzazione di manifestazioni artistiche e alla pubblicazione di atti di convegni. Organizza eventi finalizzati alla diffusione della cultura letteraria. È relatore in incontri letterari presso librerie romane e centri di
aggregazione, anche in collaborazione con altri docenti e scrittori. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo libro.

Maria Michelini è romana e ha 80 anni. È stata insegnante di lettere nelle scuole medie e superiori. È consulente familiare e nel tempo ha approfondito lo studio della Gestalt. Ha organizzato incontri di gruppi di studenti per promuovere un maggior grado di consapevolezza delle emozioni e dei comportamenti. È appassionata di psicologia, letteratura e poesia. Questo è il suo primo libro.


Carmelo Sardo “Le notti senza memoria”, recensione di Adriana Sardo

È un romanzo elaborato, che travolge il lettore in un vortice di passione, gelosia, tormenti,
rimpianti, pubblicato da Bibliotheca Edizioni nel mese di ottobre 2024.

La sinossi
Nell’ultimo segmento della sua vita tormentata, Carlo ripercorre l’amore folle per Nora, donna fascinosa conosciuta in un bar quando lei aveva vent’anni e lui trentadue. Di notte, nel sogno, vive
la sua imponente passione, mentre nella vita reale con lei le cose sono molto diverse. Sarà un incidente stradale a liberarlo dai fantasmi del passato e a fargli scoprire una verità sconvolgente.

L’illustre autore, con questa elaborata opera, conduce i lettori in un viaggio rapinoso ed imprevedibile, tra sogni, paure, gelosia, ricordi, rimpianti, reali o presunti.
Narra, magistralmente, l’amore passionale del protagonista Carlo per la giovane Nora, affascinante donna, conosciuta in un bar, che diviene per lui un’esperienza annichilante, capace di mettere sottosopra tutte le sue certezze.
Carlo, con la sua fragilità, emotiva e psicologica, è travolto da un amore senza tempo, un amore che sembra sfuggire dalle sue mani, che continua a bruciare dentro di lui, che lo fa sognare e allo stesso tempo lo fa soffrire per le sue scelte fatte o non fatte.
La sua ardente passione e i fantasmi del passato “divorano” il suo animo, facendogli provare una varietà di forti sensazioni, fino ad indurlo a sprofondare nella totale disperazione.
Sarà un incidente stradale a costringerlo, inaspettatamente, a riscrivere la sua vita.
Ogni pagina di questo romanzo è emotivamente coinvolgente, contiene: intrecci narrativi che catturano l’attenzione e suscitano la curiosità, una realistica e complessa descrizione dei personaggi, scene dettagliate che creano immagini vivide nella mente del lettore, trasportandolo direttamente nella storia.
Il percorso tormentato del protagonista ci invita, in particolare, a riflettere sulla “bufera” che si scatena nell’animo umano, per effetto della potenza struggente dell’amore ma anche sulla condizione ineludibile dell’esistenza che pone l’uomo di fronte alla necessità di scegliere, di dare forma alla sua vita, accettando, però, le sfide e le responsabilità che ne derivano.

Adriana Sardo solamente omonima dell’autore

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Carmelo Sardo “L’arte della salvezza. Storia favolosa di Marck Art”, recensione di Adriana Sardo

Carmelo Sardo “Dove non batte il sole”, recensione di Adriana Sardo

Carmelo Sardo “Le notti senza memoria” Bibliotheka Edizioni

Walter Veltroni “Buonvino e il circo insanguinato”, presentazione

«La squadra che circonda Buonvino è un po’ improbabile: c’è un narcolettico, uno che crede alle fake news, un ipovedente, un altro che parla al telefono con la figlia morta. Volevo dimostrare che la perfezione non esiste. Quando si evoca un normotipo, in realtà si evoca qualcosa di inesistente e autoritario. Buonvino riesce a estrarre da ciascuno il suo talento.
«È accogliente, uno che sa fare squadra, che non parla sempre di se stesso, rispetta gli altri, non ama la violenza, fa perfino fatica ad arrestare le persone perché sa che comunque è un momento di dolore.(dall’intervista di Annalisa Cuzzocrea La Stampa 8 ottobre 2024)

È lo stesso Veltroni in questa intervista a indicarci le caratteristiche peculiari del suo commissario, diverso sicuramente dalle figure più diffuse dei commissari. Siamo al quinto romanzo e il Buonvino è questa volta alle prese con una morte particolare che pare essere legata solo al caso e alla sfortuna. Ma qualcosa non lo convince dentro questa grande famiglia che è quella del Circo che ha preso posto al Parco dei Daini, nel territorio di competenza del commissariato di Villa Borghese. Ha notato la presenza di sentimenti poco umanitari e che fanno parte di quel sentimento che potremmo definire di scarsa attenzione verso il prossimo. Alcune delle domande rivolte dall’intervisttrice sono chiarificatrici per quanto concerne lo spirito che anima il giallo e la visione stessa dell’attuale società che Veltroni vuole trasmetterci. La prima è riferita alla scelta dell’ambientazione del romanzo e non solo fisica

– Perché il circo?
«Perché è un luogo in cui si va con un’ambivalenza di sentimenti. Lo si rispetta, se ne coglie il lato struggente, ma trasmette un senso di inquietudine. Chaplin e Fellini lo hanno raccontato meravigliosamente. Io qui lo uso come luogo di vita totale, dove si sta sempre insieme, i bambini studiano, imparano gli esercizi. Una struttura integrale in cui i pagliacci sono la quintessenza del doppio: fanno ridere e mettono paura. E infatti Buonvino al circo si trova di fronte a un omicidio che non capisce se sia davvero un omicidio».

Con la seguente invece si fa luce su un atteggiamento diffuso oggi nei rapporti con gli altri

– Nel suo romanzo ha un ruolo il rancore cieco, quello la cui ragione non si comprende.
«Perché è pieno di gente che spera solo nel male per gli altri, che si sente nella condizione di dover giudicare chiunque

Così risponde Veltroni, un male oscuro quindi che si sta diffondendo e si sta sostituendo alla comprensione, alla
gentilezza di cui il nostro Buonvino è invece forse l’ultimo paladino.

Un giallo sì, con molte chiavi di lettura.

La sinossi
Roma è nel pieno delle feste natalizie e al Parco dei Daini, nel territorio di competenza del commissariato di Villa Borghese, si è installato il colorato tendone di un circo. Invitato alla prima, il commissario Buonvino ha modo di conoscere i componenti della carovana e avverte tra loro strane tensioni sotterranee. La sera lo spettacolo inizia regolarmente e gli spettatori si lasciano catturare dalla inossidabile magia circense. Durante il numero dei trapezisti, però, la giovane figlia del direttore di scena, Manuelita, mentre effettua un’acrobazia particolarmente complessa e rischiosa cade sbattendo contro l’unica parte dura della rete di protezione. I soccorsi sono inutili, la ragazza è morta sul colpo. Tutto lascia credere che si sia trattato di un terribile incidente, una sciagurata fatalità. Ma Buonvino intuisce che qualcosa non torna e si mette a indagare scoprendo che, spente le luci della pista, tra i membri di quella che a un primo sguardo sembra una grande famiglia unita e solidale covano sentimenti di rancore, invidia, odio. E anche qualcosa di più.(da Marsilio Editori)

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Assassinio a Villa Borghese,

Buonvino e il caso del bambino scomparso

C’è un cadavere al Bioparco

Buonvino tra amore e morte

Le pagine di tuttatoscanalibri più visitate nel mese di ottobre 2024

Carlotta Fruttero “Alice ancora non lo sa”, recensione di Salvina Pizzuoli

Anna Magistà “In fondo al mio castello”; NeP Edizioni

Han Kang “Convalescanza”, recensione di Salvina Pizzuoli

Intervista ad Hans Tuzzi

Laura Pavia “Comporre la quiete” NeP Edizioni

Silvio Governi “La lista di Greta”, recensione di Antonia del Sambro

Simon LeVay “Attrazione, amore, sesso. La parola alla scienza” Express Edizioni

Daniela Alibrandi e la trilogia “Crimini del labirinto”

Linda Di Martino “La donna d’oro”, presentazione di Salvina Pizzuoli

Dario Voltolini “Acqua chiusa” Oligo Editore

Lothar T. Payne “L’apparizione di Baozhai”, Fanucci Editore

Genere: Horror young adult

Fanucci Editore

«Sono il tuo sogno? Accidenti, sai davvero parlare alle donne.»
«Ma no» protesta lui. «Cioè, sì, il fatto è che sto sognando.
Ti sogno ogni sera. Tutto questo non è vero.»
«Mi sogni ogni sera? Be’, grazie.
Però ti garantisco che tutto questo è vero, verissimo» insiste la ragazza.

Providence, 1906. Howard Phillips Lovecraft ha solo sedici anni, ma mostra già il potenziale per diventare il “solitario di Providence”: scrive poesie, racconti e autopubblica bollettini scientifici; è un ragazzo attivo, appassionato di chimica, astronomia, ama leggere i romanzi di Poe e Wells così come alternare escursioni a piedi e in bicicletta nei paraggi della sua città.

Agli occhi degli altri è un tipo strambo, uno che salta la scuola e fa visita a un alienista a causa dei suoi terribili mal di testa, ma a lui non interessa. Spesso si rifugia nei sogni, dove scopre cose che gli altri non vedono: pianeti sconosciuti, luoghi tenebrosi, creature terrificanti. E poi c’è lei, Baozhai Carter, di origini cinesi e inglesi, occhi a mandorla e aria sbarazzina, linguacciuta e con coraggio da vendere. Peccato si tratti solamente di un’apparizione onirica, o almeno di una sua parte, eppure è così intrigante da sembrare reale. Nei suoi sogni, Howard la incontra e vive le sue avventure, la aiuta a risolvere misteri e a tirarsi fuori dai guai. Finché, un giorno, Baozhai bussa alla sua porta…

Un’amicizia che presto si rivelerà essere la chiave per salvare il mondo reale, sempre più intrecciato a quello dell’incubo, in una lotta priva di confini tra sogno e realtà, dove la scienza meccanica e l’amore saranno le uniche armi per non cedere alla follia. Attraverso il meccanismo del “sogno lucido”, il giovane H.P. Lovecraft riesce a vivere storie fantastiche e orrorifiche al tempo stesso, scoprendo notte dopo notte che un gioco più grande dell’umanità sta per compiersi e porterà a un’invasione aliena di immani proporzioni. I mostri di Cthulhu sono pronti a prendere il nostro pianeta…

Lothar T. Payne è il nom de plume di un collettivo composto da Lucia Perrucci, Jacopo Olivieri, Christian Antonini e Christian Hill, uniti dalla passione per Lovecraft e la sua produzione letteraria, ma il segreto della sua vera natura è svelato nel secondo capitolo della serie Gli incubi di Howard Lovecraft. L’apparizione di Baozhai è il primo volume a entrare nel catalogo Fanucci Editore.