Massimiliano Di Pasquale “Ucraina terra di confine. Viaggi nell’Europa sconosciuta”, Gaspari Editore

Prefazione di Anna Zafesova, giornalista e saggista

 
Pagine: 288 Prezzo: € 22,00
32 fotografie a colori

Gaspari editore

Straordinaria terra di confine tra Est e Ovest, l’Ucraina è il più grande paese d’Europa per estensione geografica e una nazione ricca di storia in cui si incontrano e dialogano culture composite (ebrea, polacca, armena, tatara, asburgica). L’autore, facendo propria la lezione di grandi narratori di viaggio come Chatwin, Kapuściński e Terzani, attraversa l’Ucraina dai Carpazi alla Crimea: incontra gli ex dissidenti che hanno lottato per l’indipendenza dall’URSS, scrittori dalla cui immaginazione sta nascendo la nuova letteratura nazionale, gente comune che gli parla dei progetti e delle aspettative per il futuro; ci conduce nei caffè asburgici di Leopoli, nei luoghi letterari di Gogol e Chekhov e nelle miniere del Donbas; ci fa ammirare i monasteri ortodossi di Pochayiv e di Kyiv, le facciate secessioniste di Chernivtsi, il gotico stalinista di Zaporizhzhya.

Dalla prefazione di Anna Zafesova:

«Fino a pochi mesi fa, la maggior parte degli italiani non sapeva nulla dell’Ucraina, tranne che è il posto dal quale vengono le badanti e Andriy Shevchenko. Oggi, tutti conoscono Mariupol e la sua tragedia, e la televisione mostra cartine dettagliate di Bucha, Irpin e altri sobborghi di Kyiv dove i soldati russi hanno fatto ripiombare l’Europa nell’incubo del genocidio che contava di non dover mai più rivivere. La guerra lanciata dalla Russia ha svelato all’opinione pubblica occidentale un Paese sorprendente: il coraggio del suo Presidente liquidato ­fino a quel momento come “comico”, l’eroismo e la bravura dei soldati della sua resistenza, la solidarietà e l’orgoglio dei suoi abitanti, la preparazione della sua classe politica che ha mostrato al mondo volti giovani e moderni, tra cui molti volti femminili. Il luogo comune di un Paese piccolo, povero, ma soprattutto lontano, in ogni senso, si è infranto contro i panorami di metropoli moderne e città storiche, di fabbriche gigantesche trasformate in roccaforti della resistenza, come l’ormai leggendaria acciaieria Azovstal, e di metropolitane monumentali diventate rifugio dai bombardamenti per migliaia di cittadini, e chi profetizzava una rapida disfatta si è trovato di fronte a una potenza militare che ha mandato a picco l’ammiraglia della flotta russa. La scoperta che l’Ucraina fosse il più esteso Paese dell’Europa ha ribaltato le gerarchie di un certo immaginario del mondo “extracomunitario” per chi non aveva ancora realizzato bene la geografia lasciata dal collasso dell’Impero sovietico. Gli ucraini avrebbero preferito un altro modo per entrare in Europa, ma è stata la guerra più crudele dopo il 1945 a sconvolgere la mappa del continente, facendo emergere un Paese che già nel 2014 aveva fatto una rivoluzione in piazza sotto le bandiere dell’UE. Massimiliano Di Pasquale fa parte da anni di quello sparuto gruppo di esperti italiani che l’Ucraina l’hanno studiata e presa sul serio, convinti che sarebbe stata un Paese cruciale per le sorti europee, e che nel laboratorio politico di Kyiv si stava elaborando quell’antidoto alle dittature postsovietiche che non a caso Vladimir Putin ha ritenuto necessario annientare prima che venisse esportato a Est. Il suo libro colma una lacuna impossibile – sugli scaffali delle librerie italiane manca tuttora un volume che racconti l’Ucraina contemporanea, perfino l’unica guida turistica è ormai fuori catalogo da anni – e propone al lettore un viaggio in un Paese che era sorprendente ancora prima di sorprendere tutti».

Massimiliano Di Pasquale è ucrainista ed esperto di Paesi post-sovietici. Ricercatore associato dell’Istituto Gino Germani di scienze sociali e studi strategici di Roma dove dirige l’Osservatorio Ucraina, negli ultimi anni si è occupato di disinformazione, guerra ibrida e misure attive. Ha pubblicato Abbecedario ucraino. Rivoluzione, cultura e indipendenza di un popolo (2018) e Abbecedario Ucraino II. Dal Medioevo alla tragedia di Chernobyl (2021).

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