Rocco Di Blasi “I ragazzi di via Cervantes. L’Unità e il PCI tra Napoli e Mosca”, Arcadia Edizioni

“I ragazzi di via Cervantes” offre il racconto lucido e inedito di un testimone d’eccezione sulla Prima Repubblica.

DA NAPOLI A MOSCA, PASSANDO PER IL TERREMOTO E IL CASO CIRILLO: IL DIETRO LE QUINTE DEL PCI E DE L’UNITÀ NEL LIBRO DI ROCCO DI BLASI

Copertina del saggio postumo di Rocco di BlasiAttraverso gli occhi di un testimone privilegiato, il volume ripercorre due decenni di politica italiana caratterizzati da eventi memorabili e drammatici Arcadia Edizioni

Introduzione di Eduardo Di Blasi

Arcadia Edizioni

Dal 4 settembre 2026

Cosa significava guidare la redazione del giornale fondato da Antonio Gramsci in una delle stagioni più incandescenti della nostra storia recente? Lo si racconta ne I ragazzi di via Cervantes. L’Unità e il PCI tra Napoli e Mosca, il saggio postumo del giornalista Rocco Di Blasi, arricchito dall’introduzione del figlio Eduardo Di Blasi. 
Siamo alla fine degli anni Settanta: il Partito Comunista Italiano – il più grande d’Occidente – è al governo di Napoli, mentre a livello nazionale e internazionale si consumano passaggi storici cruciali. Attraverso gli occhi di un testimone privilegiato, il volume ripercorre due decenni di politica italiana caratterizzati da eventi memorabili e drammatici: La rottura con l’Est: le crescenti tensioni di Enrico Berlinguer con Mosca e la storica dichiarazione sull’esaurimento della “spinta propulsiva” della Rivoluzione d’ottobre. La ferita del Sud: il devastante terremoto dell’Irpinia del 1980 e il celebre grido di rabbia e denuncia del Presidente Sandro Pertini contro i ritardi dei soccorsi.  Il caso Ciro Cirillo: il rapimento dell’esponente democristiano da parte delle Brigate Rosse, i misteri della trattativa e il terremoto interno a l’Unità, che portò alle dimissioni della direzione e al licenziamento della giornalista Marina Maresca.  Sullo sfondo, la sfida quotidiana di una redazione e di un giornale di partito che lottava strenuamente per mantenere la propria autonomia intellettuale, con l’orgoglio di “non voler essere la Pravda” di nessuno.

Quello che sorprende è l’età. Nel 1975, Rocco, 27 anni, due figli tra cui lo scrivente, e già una carriera politica nella federazione del PCI di Salerno, varca il portone di via Cervantes 55 a Napoli per andare a dirigere la cronaca napoletana dell’Unità. Esperienze pregresse: consigliere comunale, ovviamente di opposizione, nella democristiana Pagani (SA), laurea in filosofia e successivo impiego all’IBM di Glasgow non più rinnovato per il richiamo della politica, che all’epoca, molto più di ora, era una cosa concreta fatta di molte riunioni, molti scontri, innumerevoli tentativi, non sempre frustrati, di risolvere i problemi concreti delle masse. Problemi che al Sud erano il lavoro, le sue condizioni precarie e la sua assenza, la camorra, la casa, l’occupazione degli spazi della vita civile da parte soprattutto degli studenti che in quegli anni, in tutto il mondo e non solo in Campania, erano entrati con una certa vivacità sulla scena politica. Tutto questo accadeva mentre il “partitone” era anche impegnato con le classiche liti per il potere interno, che condussero appunto Rocco, troppo leale e “ingenuo” per quell’agone, a essere spostato, a 27 anni, in un luogo politico più confacente: la guida della redazione dell’Unità di Napoli. (Eduardo Di Blasi)

Rocco Di Blasi (1949-2021), salernitano, è stato una firma storica del giornalismo italiano. Per anni inviato e responsabile delle redazioni di Napoli e Bologna de l’Unità, ha successivamente dedicato il suo impegno all’informazione a tutela dei cittadini, guidando il settimanale il Salvagente.

Eduardo Di Blasi (Salerno, 1975), che ha curato l’introduzione del volume, ha seguito le orme paterne lavorando per La Città e l’Unità. Attualmente è giornalista presso Il Fatto Quotidiano.

Filippo Tuena “Cimitero dei porfidi”, Oligo

“Cimitero dei porfidi :appunti d’arte e frammenti narrativi di una delle voci più significative della letteratura italiana contemporanea.

Copertina

OLIGO

Dal 4 settembre

Tra appunti personali e raffinate note d’arte e di storia, la voce di Filippo Tuena ci guida in un cammino che va da Roma a Costantinopoli, per poi toccare Firenze e Palermo. Un viaggio alla ricerca della memoria, dell’impiego e del senso profondo del porfido: una materia tra le più preziose e solenni, un tempo riservata esclusivamente agli imperatori. Basti pensare che a Bisanzio chi nasceva figlio del basileus veniva definito “porfirogenito”, ovvero letteralmente nato nel porfido
Come ogni sogno, anche questo viaggio segue regole singolari: il silenzio assoluto, interrotto solo di rado da qualche voce amica, e un senso di immutabilità entro cui ogni immagine onirica trova il proprio spazio prima di svanire al risveglio. Eppure, nessun sogno o incubo – per quanto dimenticato – lascia indifferenti: una volta sognato, agisce nell’ombra e modifica la vita di chi vi si è trovato coinvolto.  
Cimitero dei porfidi è un sogno fatto di cose pesanti, enormemente pesanti, sollevate a costo di sforzi titanici attraverso macchine ingegnose che sembrano sfidare la gravità. Nulla tende alla leggerezza in queste pagine. È il racconto di una passione archeologica e letteraria, della volontà di accarezzare e fare propria una materia lucida, compatta e a tratti ostile.

«A parte questo, devo dirti delle cose che mi sono accadute; del perché sia finito qui, al cospetto dei porfidi del deserto orientale egiziano; e di quanto provi desiderio di accarezzare questa materia lucida e compatta; toccarla e cercare di farla mia. Ti accorgi che c’è qualcosa di ostile, che si oppone. E tuttavia questo è il racconto di questa passione; e di quel che rimane.» — Filippo Tuena

FILIPPO TUENA si è laureato in Storia dell’arte alla Sapienza di Roma e attualmente vive a Milano. Tra i suoi libri ricordiamo Tutti i sognatori (Fazi 1999, Premio Grinzane Cavour), Le variazioni Reinach (Rizzoli 2005, Premio Bagutta), Ultimo parallelo (Rizzoli 2007, Premio Viareggio), In cerca di Pan (Nottetempo 2023, finalista al Premio Campiello), Michelangelo (Il Saggiatore 2025) e, per Oligo Editore, Valzer con mia madre da ragazza (2024).

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Valzer con mia madre da ragazza

La voce della Sibilla

Teodoro Lorenzo “Ondeggia, Oceano”, Besa Muci Editore

L’oceano come non l’avete mai visto: Teodoro Lorenzo attraversa tremila anni di storia, paura e meraviglia nel saggio: “Ondeggia, Oceano”

Copertina derl saggio di Teodoro Lorenzo "Ondeggia, Oceano", Besa Muci Editore

Besa Muci Editore

Dal terrore biblico al sublime romantico: un viaggio intellettuale attraverso il rapporto millenario tra l’uomo e l’oceano.

Nemico, risorsa, specchio dell’anima: l’oceano ha cambiato volto infinite volte nella storia dell’umanità, e “Ondeggia, Oceano” di Teodoro Lorenzo è il saggio che finalmente ne racconta la straordinaria trasformazione.
Dalla visione medievale del mare come anticamera dell’Inferno — popolato di mostri, gorghi e presenze diaboliche — fino alla nascita di un intero genere letterario capace di catturare l’immaginazione di milioni di lettori, Lorenzo traccia un percorso affascinante e rigoroso che attraversa teologia, storia, filosofia ed estetica.
Il saggio prende le mosse da una constatazione sorprendente: il mare è assente dal Giardino dell’Eden. Questo dettaglio, apparentemente marginale, apre la porta a una riflessione profonda sulla paura ancestrale che l’oceano ha ispirato per secoli. Lorenzo esplora come popoli coraggiosi come i Vichinghi e i Baschi abbiano sfidato questo terrore — i primi per la gloria delle razzie, i secondi per il silenzioso profitto della caccia alle balene e
della pesca del merluzzo — mantenendo i propri segreti gelosamente custoditi.
Con l’Età delle Scoperte e la successiva ascesa dell’Inghilterra a potenza marittima globale, l’oceano smette di essere un abisso da temere e diventa il teatro della storia. Lorenzo dedica pagine illuminanti alla trasformazione dell’identità inglese: da nazione di pastori a “Figli del Mare”, grazie alla pirateria legalizzata della Corona, alla sconfitta dell’Invincibile Armada e a una geografia che rendeva il mare inevitabile.
Ma il cuore pulsante del libro è la domanda che ogni appassionato di letteratura dovrebbe porsi: come nasce la letteratura di mare? La risposta passa attraverso Edmund Burke e il concetto filosofico di “Sublime”, attraverso la rivoluzione romantica che trasforma la Natura in specchio dell’anima, e attraverso capolavori come “La Ballata del vecchio marinaio di Coleridge”, Il racconto di Arthur Gordon Pym di Edgar Allan Poe e l’influenza di quest’ultimo
su Jules Verne e Arthur Rimbaud. “Ondeggia, Oceano” è un saggio raro: accessibile senza essere superficiale, erudito senza essere pedante. Si rivolge ai lettori curiosi, agli appassionati di storia della letteratura e a chiunque abbia mai guardato l’orizzonte marino chiedendosi cosa si nascondesse oltre.

Teodoro Lorenzo, Torino, 4 marzo 1962. Avvocato. Con la casa editrice Voglino ha pubblicato Rimpalli (Torino 2024).

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Rimpalli

Daniele Bolognesi “Storia della frutta. Un viaggio tra gusto, salute e mercati dal Rinascimento ad oggi”, presentazione

Copertina del saggio di Daniele Bolognesi "Storia della frutta. Un viaggio tra gusto, salute e mercati dal Rinascimento ad oggi", Laterza

Laterza

Come molti prodotti, alimentari e non, hanno conosciuto alterne vicende di gradevolezza o di rifiuto, così è accaduto anche per la frutta.
Non ci stupisce. Ancora oggi non occupa un posto preminente sulle nostre tavole, c’è chi la ama, chi la rifiuta, chi sceglie solo alcuni frutti, chi nessuno.
Anticamente è stato alterno il percorso di questo alimento che oggi subisce decisamente influenze e scelte legate ad un mercato molto allargato e generalizzato che vede molta frutta esotica diventare regina di molte tavole.

Giusta quindi l’idea di Bolognesi di dedicare pagine a questo alimento e alla sua storia.

Nel Rinascimento ad esempio “Mangiare frutta in quantità era pericolosissimo per la salute. Le mele potevano causare «ventosità» e cattiva digestione; i fichi portare sangue cattivo e pidocchi; l’uva, dolori a tutto il corpo; le pere, vermi e coliche gravissi-me; le ciliegie, danni allo stomaco; i melograni, forti emicranie; i datteri, problemi a fegato e reni; per non parlare dei mefitici meloni e delle more, adatte solo ai vermi. L’elenco di papi e imperatori deceduti proprio per tali consumi (soprattutto di meloni) ne era una conferma”.
Così Emanuela Scarpellini scrive nella sua presentazione al libro (La lettura 9 agosto 2026). Ma aggiunge più avanti che dimentichi dei consigli medici gli aristocratici la consumavano ugualmente e, tra alterne vicende, tra Cinque e Seicento ha inizio la ‘rivincita’ della frutta: il gusto prende il sopravvento sulle prescrizioni mediche e le scoperte scientifiche sulla nutrizione smantellano antiche paure.

Fino ad arrivare a coniare l’antico adagio che recita ‘una mela al giorno leva il medico di torno’.

Brevi note biografiche

Dante Bolognesi è autore di studi di storia economica e sociale, con particolare attenzione alla Romagna in età moderna, e ha coordinato opere collettanee di storia romagnola e del pensiero politico. Tra i suoi testi:
1512. La battaglia di Ravenna, l’Italia, l’Europa (a cura di, Longo Editore, 2014)

Henry David Thoreau “Disobbedienza civile”, Arcadia Edizioni

Il saggio fondamentale sulla forza della resistenza non violenta e sulla legittimità di ribellarsi alle leggi ingiuste.

Copertina del saggio di Henry David Thoreau "Disobbedienza civile", Arcadia Edizioni

Arcadia Edizioni

Dal 7 agosto 2026

Un manifesto senza tempo contro l’oppressione e la violenza istituzionalizzata. Torna in libreria, per la collana META di Arcadia Edizioni, una nuova e curatissima edizione di Disobbedienza civile, l’opera più rivoluzionaria di Henry David Thoreau. Pubblicato originariamente nel 1849, il saggio esplora la possibilità – e il dovere morale – del cittadino di opporsi attivamente alle leggi dello Stato quando queste calpestano la giustizia e i diritti umani. La dura critica di Thoreau nacque come risposta diretta alle politiche del governo statunitense dell’epoca, in particolare per il mantenimento dello schiavismo e la sanguinosa campagna espansionista in Messico. Coerente con il proprio pensiero radicale, l’autore scelse di non pagare le tasse, finendo per questo dietro le sbarre.

Da quella cella è nato un pensiero d’azione formidabile, capace di scavalcare i secoli e ispirare i più grandi movimenti di liberazione e protesta non violenta del Novecento, guidando giganti della storia come Mahatma GandhiMartin Luther King e Lev Tolstoj.

Henry David Thoreau (1861-1862), filosofo e scrittore statunitense, è universalmente riconosciuto come un precursore dell’ambientalismo moderno e della filosofia della nonviolenza. La sua insofferenza verso lo sfrenato consumismo e la massificazione sociale ha anticipato di decenni la nascita della beat generation. La sua opera più celebre rimane Walden ovvero Vita nei boschi, straordinario resoconto biografico di un’esistenza solitaria e intima immersa nella natura selvaggia. 

Alessandro Cattaneo “Trilogia degli opposti”, NeP Edizioni

Copertina del terzo volume della trilogia di Alessandro Cattaneo " Trilogia degli opposti" , NeP Edizioni


NeP Edizioni

Atteso capitolo conclusivo della trilogia, il volume completa e approfondisce i concetti introdotti nei precedenti “La Teoria degli opposti” e “Gli opposti si attraggono”, consolidando e sviluppando le principali tematiche affrontate.
L’opera propone una costruzione teorica originale che conduce un’indagine radicale sulla natura della realtà, con l’obiettivo di favorire un percorso di liberazione intellettuale ed etica.
Anche in questo volume, l’autore raccoglie la sfida di accompagnare il lettore oltre il pensiero convenzionale, verso una nuova forma di consapevolezza: quella di un’unità dell’essere che si manifesta non nonostante gli opposti, ma proprio attraverso di essi.
Superando le tradizionali interpretazioni fondate sulla separazione o sulla contrapposizione, l’opera individua il nucleo autentico della verità nella coappartenenza originaria degli opposti.
In questa prospettiva, anche la scienza più avanzata sembra avvicinarsi, con strumenti nuovi e rigorosi, a intuizioni proprie della filosofia antica.
L’obiettivo è ricomporre in un unico orizzonte teorico due visioni tra le più influenti e apparentemente inconciliabili: il divenire dinamico del
pensiero eracliteo e la concezione parmenidea dell’essere come uno, immutabile ed eterno.
All’interno di questo quadro, tali prospettive non si escludono, ma rappresentano due poli complementari e necessari di una medesima struttura del reale.
L’approccio metodologico del testo intreccia matematica, fisica, filosofia, religione, statistica e perfino intelligenza artificiale, proponendo una visione unitaria del sapere.
Ogni dualismo viene così interpretato come una diversa manifestazione di una realtà indivisibile, mentre la consapevolezza dell’unità degli opposti si configura come una tappa fondamentale nell’evoluzione della mente umana.
L’intera “Trilogia degli opposti” è concepita come un progetto organico e coerente, capace di restituire unità e compiutezza all’impianto teorico sviluppato dall’autore.
In questa prospettiva, “L’unità degli opposti” rappresenta il momento di sintesi conclusiva, chiudendo l’intero cerchio concettuale delineato finora.

Alessandro Cattaneo (1971), laureato a pieni voti in Ingegneria Meccanica all’Università di Parma, svolge attività di tipo gestionale per aziende multinazionali operanti nella costruzione di macchine automatiche per il settore alimentare.
Per NeP edizioni ha pubblicato nel 2026 la “Trilogia degli opposti”, che comprende i tre volumi “La Teoria degli opposti”, “Gli opposti si attraggono” e “L’unità degli opposti”.

Arturo Geoffroy “Che cos’è la psichiatria”, Armando Editore

Copertina del saggio di Arturo Geoffroy "Che cos'è la psichiatria", Armando Editore

Armando Editore

VARIA / PSICOLOGIA

In libreria

Lontano da ogni elitismo culturale e accessibile anche ai lettori meno esperti , il volume si propone come una guida lucida, scientifica ma soprattutto umana, per rispondere a una domanda fondamentale: come si ridefinisce oggi il confine, talvolta così labile, tra la cosiddetta normalità e la patologia mentale?

A rendere unico questo lavoro è la complessa macerazione interiore dell’autore. Arturo Geoffroy unisce infatti le competenze accumulate in oltre quindici anni di attività ospedaliera e accademica all’esperienza vissuta in prima persona come “paziente riluttante”.
In seguito a gravissime aggressioni subite sul posto di lavoro, Geoffroy ha infatti sviluppato un disturbo post-traumatico da stress poi evoluto in disturbo delirante. Questo doloroso calvario, che lo ha trasformato temporaneamente da medico a degente, conferisce alle pagine un valore di autenticità raro, offrendo lo sguardo complementare del “sanitario accorato” e del “paziente qualificato”.

«Ho deciso di scrivere questo testo dandogli una veste divulgativa» – spiega l’autore nella nota introduttiva – «con lo scopo di demolire quelle che ormai sono false credenze diffuse tra i non addetti alla materia»

Dopo un’ampia introduzione polemica circa l’incerto, tuttora vago senso che può avere il concetto di «sanità mentale», l’Autore dà dei cenni preliminari della fisiologia della nostra psiche, per poi passare a esaminare le alterazioni del suo funzionamento e i disturbi psichici più frequenti, sempre affrontando le complesse tematiche con una terminologia chiara e comprensibile, per l’obiettivo dichiarato di divulgare concetti e conoscenze che sono alle fondamenta del funzionamento dell’organo più complesso che la Natura abbia concepito.
Gli ultimi due capitoli sono dedicati a illustrare succintamente sia le moderne terapie farmacologiche dei disturbi mentali, sia le più comuni teorie e tecniche di psicoterapia. Il libro è destinato a tutti coloro che siano curiosi di approcciarsi a questa affascinante materia, che fondamentalmente si interessa del comportamento umano, con tutte le sue sfaccettature. Sia per motivi personali che per l’ambito lavorativo, questo testo può soddisfare costruttivamente molte curiosità. Solo la conoscenza può renderci liberi, al contrario delle false credenze che, implicitamente, ci rendono schiavi dell’ignoranza e della superstizione, condannandoci a vivere in modo opaco, indietreggiando di fronte a ciò che ci è sconosciuto.

ARTURO GEOFFROY, nasce a Pescara, si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università «Gabriele D’Annunzio» di Chieti e successivamente si specializza in Psichiatria, presso la II Università di Roma «Tor Vergata». Ha prestato servizio presso il Nucleo operativo per le Tossicodipendenze e il Centro psico-sociale di una Asl milanese e poi, come assistente medico presso il servizio psichiatrico Diagnosi e Cura dell’ospedale San Paolo; quindi, presso l’ospedale Santa Corona di Garbagnate Milanese. Ha avuto la qualifica di dirigente medico psichiatra, presso una Asl milanese e poi presso l’ospedale Fatebenefratelli e oftalmico di Milano. Ha pubblicato il romanzo autobiografico Se segui l’ombra (2019); 600 aforismi (2021) e Mia madre ed io (2022)

“Artico: Il vicino Nord. Un laboratorio dei nuovi equilibri internazionali”, AA.VV. A cura di Giacomo Di Capua e Alessandra Caruso

Copertina del saggio a cura di Giacomo Di Capua e Alessandra Caruso ""Artico: Il vicino Nord.Un laboratorio dei nuovi equilibri internazionali"

Armando editore

Nota introduttiva di Riccardo Sessa

Collana: SIOI

Dal 14 luglio

L’interesse per l’Artico si è riacceso di recente nell’opinione pubblica, non solo per le vicende geopolitiche (come le dichiarazioni di Donald Trump sulla Groenlandia o l’attenzione di grandi potenze come Russia e Cina), ma anche per i profondi mutamenti climatici che stanno aprendo nuove rotte commerciali a Nord del Circolo Polare.
Il volume si propone di offrire una chiave di lettura basata sulla realtà concreta vista dai protagonisti della regione, superando il tropos della politica polare come distante dalle dinamiche geopolitiche globali. 
L’opera raccoglie contributi multi-autoriali strutturati in “otto storie”, focalizzate singolarmente su ciascuno degli Stati artici (Stati Uniti, Canada, Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda e Russia).
Sottolineando l’impegno costante della SIOI (iniziato nel 2013 con l’ingresso dell’Italia come osservatore nel Consiglio Artico), il volume si propone di promuovere la ricerca di cooperazioni e risposte comuni alle crisi multilaterali, vedendo nell’asse geopolitico tra l’Artico e il Mediterraneo un importante e innovativo strumento di politica estera.

GIACOMO DI CAPUA, analista di ricerca nell’Unità Analisi & Ricerca della Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI). Già Environment Fellow presso la Columbia University e Giovane Delegato della Repubblica Italiana alle Nazioni Unite (UNGA78), è autore di report e articoli sulla geopolitica dell’Artico, sulla diplomazia multilaterale dei cambiamenti climatici e sulla prevenzione di crisi per riviste quali Lancet Planetary Health, Frontiers in Political Science e Diplomatic Courier.

ALESSANDRA CARUSO, già Direttore dell’Unità Analisi e Ricerca della SIOI. Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università La Sapienza di Roma, con specializzazione in studi artici. In SIOI dal 2015, è il responsabile scientifico del tradizionale evento annuale “Arctic Connections” organizzato dalla SIOI. Ha conseguito il Master di II livello in “Geopolitica e Sicurezza Globale” presso l’Università La Sapienza di Roma e il Master in Geopolitica delle Risorse, Sviluppo Sostenibile e Studi Artici presso la SIOI.


Giuliano Zanchi “Il bene che vince. L’Apocalisse, libro di speranza”, presentazione

Copertina del saggio di Giuliano Zanchi "Il bene che vince. L'Apocalisse libro di speranza" Vita e Pensiero Editore

Vita e Pensiero Editore

Dal Risvolto

L’apocalisse oggi è sulla bocca di tutti e anche negli occhi di molti. Ma non si tratta di quell’Apocalisse evangelica e cristiana che ha trovato posto nel canone della Scrittura: è piuttosto l’ombra dei fraintendimenti che nei secoli hanno trasformato questa parola in un termine quasi tecnico per indicare la fine catastrofica del mondo. In questo suo nuovo libro, Giuliano Zanchi accompagna il lettore a riscoprire il significato autentico del libro dell’Apocalisse, intendendolo per quello che è, un libro di speranza. È un percorso chiaro e accessibile, quasi un’introduzione per principianti, pensato per avvicinare chiunque a uno dei testi più affascinanti e misteriosi della Bibbia, capace di unire attrazione e oscurità, seduzione ed enigma. 

Enzo Bianchi, nella sua recensione (tuttolibri La Stampa 23 maggio 2026) sottolinea
“La riflessione di Zanchi traccia un confine netto tra l’apocalisse culturale, intesa come catastrofe e dominio tecnologico, e l’Apocalisse evangelica, intesa come svelamento e speranza.
Il messaggio che emerge con forza, è un invito alla resistenza spirituale e intellettuale. Se il potere moderno – il “nuovo Impero” tecno-politico utilizza il linguaggio della fine per paralizzare l’uomo nel timore e nel conformismo, l’Apocalisse di Giovanni agisce al contrario come un antidoto alla paura”.

E aggiunge con un messaggio alle nuove generazioni:

“Essa non annuncia il naufragio della storia, ma ne rivela il baricentro: l’evento pasquale che sottrae il tempo al caos e lo consegna a un fine di salvezza. Per le nuove generazioni, questa eredità si traduce in un dovere di lucidità critica nei confronti del potere”.

Nell’intervista di Giulio Brotti all’autore sull’Eco di Bergamo 9 aprile ’26

La domanda conclusiva è su ciò che i cristiani possono imparare, oggi, da una lettura accorta del testo del l’Apocalisse. Intanto, devono resistere alla tentazione di identificarsi con un «partito di Dio», chiamato a contrapporsi a un mondo giudicato irrimediabilmente corrotto?
“Le immagini dell’Apocalisse sono state messe al servizio dell’attuale paura del futuro, che si traduce in una specie di “culto della fine”. I cristiani non sono cultori della fine, ma del compimento. Non sono nemmeno tifosi di un Dio che dovrebbe operare una vendetta “per conto loro”: questo Dio non esiste, è solo lo sponsor con cui qualcuno giustifica la pericolosa pulsione a rifare il mondo a propria immagine e somiglianza. Per noi cristiani la creazione, la storia, il mondo non sono da rifare: sono da amare nella giustizia, e da trasfigurare nella grazia”

Lo stesso Brotti su l’Eco di Bergamo: cronaca della presentazione del volume, scrive

“In apertura dell’incontro, rivolgendosi al folto pubblico presente nella Sala Galmozzi di via Tasso, Pizzolato ( Filippo Pizzolato, docente di Istituzioni di diritto pubblico all’Università di Padova) ha detto che l’aspra critica condotta nel l’«Apocalisse» contro il potere politico del tempo (gli esegeti spiegano che l’immagine di una bestia mostruosa proveniente dal mare rappresenta l’Impero romano) ha un valore anche per l’oggi: «La via della salvezza, in questo scritto tradizionalmente attribuito all’apostolo Giovanni, non è quella del potere, ma quella che passa per il rico noscimento della nostra comune fragilità e si traduce nella pratica della fraternità”.

In un panorama mondiale pesante di situazioni non volute e non richieste ma soprattutto non accreditate, il messaggio che si evince dal testo di Zanchi può leggersi anche come una visione chiarificatrice per superare le paure annichilenti:  il messaggio cristiano è attuale e potente per superare gli angoli bui in cui il potere spesso relega e riaprirli allo slancio vitale.

Giuliano Zanchi (1967), prete di Bergamo, licenziato in Teologia fondamentale presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, è direttore della «Rivista del Clero Italiano» e si occupa di temi ai confini tra estetica e teologia. È direttore scientifico della Fondazione Adriano Bernareggi di Bergamo e direttore della Collezione Paolo VI di Concesio (Brescia). Tra i suoi libri pubblicati da Vita e Pensiero: Rimessi in viaggio. Immagini da una Chiesa che verrà (2018); La bellezza complice. Cosmesi come forma del mondo (2020); Icone dell’esilio. Immagini vive nell’epoca dell’Arte e della Ragione (2022); Di questi tempi. Sette pezzi utili con due divagazioni sportive (2023); La vita sotto il cielo. Figure e temi della sapienza biblica (2024); Dare luogo alla grazia. Sugli spazi della liturgia (2025).

Roberto Pinotti “Il giorno della rivelazione. La vera storia degli UFO tra scienza, politica e mistero” Vallecchi

LA VERITÀ DIETRO DISCLOSURE DAY DI SPIELBERG

Copertina del saggio di Roberto Pinotti "Il giorno della rivelazione. La vera storia degli UFO tra scienza, politica e mistero" Vallecchi

Vallecchi

In libreria dal 10 luglio 2026

E se la verità fosse già qui… e noi non fossimo pronti a vederla? Dopo oltre sessant’anni di ricerche sul campo, documenti riservati e contatti diretti con protagonisti della scena internazionale, Roberto Pinotti – il più autorevole ufologo italiano – torna con un saggio destinato a cambiare per sempre il nostro sguardo sul fenomeno UFO.
Non più ipotesi marginali o racconti ai confini della realtà, ma un quadro lucido, aggiornato e sorprendentemente concreto delle più recenti scoperte sugli UFO, le intelligenze non umane e il loro possibile rapporto con il nostro pianeta. Tra rivelazioni clamorose, scenari geopolitici inediti e interrogativi che toccano scienza, fede e futuro dell’umanità, questo libro conduce il lettore dentro il cuore di un mistero che non può più essere ignorato. Governi che aprono gli archivi, istituzioni che cambiano posizione, scienziati che ammettono ciò che per decenni è stato negato: siamo davvero sull’orlo di una svolta epocale?
Con uno stile avvincente e rigoroso, Pinotti intreccia dati, testimonianze e riflessioni personali per offrire una visione potente e destabilizzante. Perché la domanda non è più se siamo soli nell’universo… ma cosa accadrà quando lo sapremo con certezza. La rivelazione è iniziata. E questa volta, riguarda tutti noi.

Dal testo: 
Da dove vengono questi misteriosi ordigni, segnalati nello spazio extra-atmosferico anche dagli astronauti americani e russi? Da altri mondi? Tale prospettiva, resa oggi più attuale dalla scoperta di pianeti extrasolari, viene valutata con crescente attenzione da numerosi studiosi consapevoli che la vita, quale si è sviluppata sulla Terra, non può costituire per la scienza l’unica pietra di paragone. La constatazione del manifestarsi della fenomenologia UFO nel passato, infine, getta sul tappeto tutta una serie di considerazioni storico-filosofiche e culturali che finiscono col riferirsi a questioni di ordine religioso ed esistenziale, relative alle stesse possibili origini extraterrestri della vita sulla Terra e della stessa umanità. Certi dèi dell’antichità erano astronauti alieni? A parte tali legittime ipotesi resta la realtà e la persistenza del fenomeno e l’evidenza della sua natura intelligente. Al di là del cover up (l’insabbiamento della verità imposto dall’intelligence delle grandi potenze), ritenendosi in diritto di saperne di più di quanto non possano e vogliano dire le autorità e più che mai decise ad affrontare il problema con serietà, centinaia di migliaia di persone si sono costituite, in tutto il mondo, in centri di studio che, in chiave scientifica, si rivolgono oggi allo studio del fenomeno sfrondandolo da ogni frangia mitica e sensazionalistica.

Roberto Pinotti (Venezia, 1944) è un sociologo, politologo, studioso di esoterismo e giornalista aerospaziale. Ha fondato nel 1967 il Centro Ufologico Nazionale e nel 2021 la ONG International Coalition for Extraterrestrial Research. Riconosciuto come uno studioso di fama mondiale sul tema, dal 1993 coordina l’annuale Simposio Mondiale sugli UFO a San Marino. Ha al suo attivo settanta titoli in sette lingue. Già consulente del Programma Search for Extra Terrestrial Intelligence, membro dell’Accademia delle Scienze di San Marino e in Italia dell’Accademia Costantiniana di Scienze Mediche, Giuridiche e Sociali, ha collaborato con la Federazione Astronautica Internazionale, l’Agenzia Spaziale Italiana, l’Agenzia Spaziale Europea, l’International Space University di Strasburgo e l’Università di Firenze. Gli è stato intestato l’asteroide 12470 Pinotti nel 1997. Per Vallecchi ha pubblicato UFO. La verità negata (2021), UFO. I carri degli Dei (2022), UFO Italia. Da Mussolini al Pentagono (2024) e La via delle stelle (2025).