Carlo Tosco “Storia dei giardini. Dalla Bibbia al giardino all’italiana” recensione da Il Corriere

Eden, Paradiso, giardino come segno del

potere? Giardino come memoria di un luogo perduto? Giardino come speranza finale? Ecco, si potrebbe anche raccontare così una storia vecchia di oltre 4.000 anni che va dall’Egitto alla Mesopotamia, dal mondo romano ai monasteri medievali, dalle corti dei trovatori alle ville rinascimentali. Il parco affiancato al palazzo nell’impero persiano da Ciro il Grande in poi (539 a.c.) in lingua iranica si chiama pairi daeza, accumulare intorno, cioè chiudere con un muro un recinto sacro; la parola diventa paradeisos in greco e paradisus in latino.

…continua a leggere l’articolo di A.Carlo Quintavalle

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Michel Pastoureau “La stoffa del diavolo” da La Repubblica recensione

 

Come spiegare certa passione per tutto ciò che è eterogeneo e bizzarro? Una pista è nel saggio che Michel Pastoureau dedicò all’ossessione medievale per i tessuti a strisce, sinonimo di eresia e disordine…

continua a leggere la recensione di Marco Belpoliti 

Dello stesso autore: Pastoureau Blu. Storia di un colore

François Cheng “L’anima. Sette lettere a un’amica” su Il Corriere Cultura, di Susanna Tamaro

 

La scoperta dell’anima dietro al velo del Natale

François Cheng (Bollati Boringhieri): dal novantenne autore sino-francese una lezione su temi profondi ma trascurati. Le parole di François Cheng ispirano una riflessione sul senso delle feste

 

di Susanna Tamaro

L’altra sera, tornando a casa, mi sono resa conto che il Natale è ormai vicino. Il Natale, con le sue musichette ossessive, con la coazione a comprare è diventato ormai un ciclico rito pagano, un altare su cui si sacrificano soldi, malumori, nevrosi. Pensavo a queste cose rileggendo lo splendido libro di François Cheng, “L’anima”. L’autore, un poeta cinese novantenne, risponde a sette lettere di un’amica. Riportare la centralità dell’anima nella vita dell’uomo vuol dire educare il sentimento a non essere la sua parodia, il sentimentalismo; vuol dire rimettere la tensione verso il reale al centro della persona.

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Nuccio Ordine “Gli uomini non sono isole. I classici ci aiutano a vivere” su Il Corriere Cultura, recensione di Daniela Monti

La grande letteratura insegna a vivere (anche) per gli altri

Il nuovo saggio di Nuccio Ordine (La nave di Teseo) aiuta a capire perché «nessun uomo è un’isola»

 

di Daniela Monti

I valori che animano la nostra vita non sono entità metafisiche che piovono dal cielo. E dunque che cosa sono e da dove piovono? Sono ciò a cui diamo importanza, le cornici di riferimento dentro le quali orientiamo i nostri passi. Sono il bene comune, la giustizia, la tolleranza, la libertà, il pluralismo. Molti cambiano e si evolvono con il tempo. Altri non cambiano mai (anche se un certo sguardo annebbiato sul presente potrebbe farci pensare il contrario) e fra i valori granitici c’è la solidarietà.

Nuccio Ordine attorno al vivere per gli altri — impegnativo, certo, già il vivere con gli altri, ritenendo «tutti gli uomini miei compatrioti», come scriveva Montaigne, sarebbe un gran bel traguardo — costruisce un intero libro, Gli uomini non sono isole (La nave di Teseo), dimostrazione di come da Petrarca a Virginia Woolf, passando per un’infinità di autori — Borges, Brecht, Conrad, Cechov, Dickinson, Donne, Hemingway, Hesse, Shakespeare, Nietzsche e un’altra quarantina di giganti — questo sentimento di condivisione abbia attraversato la storia dell’uomo e dunque della letteratura.

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Massimo Recalcati “A libro aperto” su Terza Pagina La Repubblica

 

Ci si accosta a molti libri, per interesse, curiosità o obbligo; ma il lettore sa che alcuni di loro, appena aperti, sembrano come venirgli incontro. Proprio “incontro” è la parola-chiave: designa la forma della relazione che si instaura fra libro e lettore.

Vai all’articolo di Stefano Bartezzaghi