Alba Donati “La libreria sulla collina” presentazione

Un sogno realizzato e un libro, un diario-memoir che lo racconta: è la storia della nascita di una piccola libreria in un paesino della Garfagnana, Lucignana. E la sua nascita è anche un simbolo tangibile per la protagonista e realizzatrice del progetto e per tutti coloro che credono e amano la lettura e quindi il libro:

“mettere in pausa la frenesia delle nostre giornate, lasciarsi cullare dal conforto di piccoli gesti di cura, seguire il filo che unisce libro a libro, sentirsi parte di una comunità”

così si legge nella presentazione sul Catalogo Einaudi E la libreria sulla collina ha un nome “Libreria Sopra la Penna” e visitatori da ogni parte del mondo. Il sogno si è realizzato il 7 dicembre 2019 e il diario che lo racconta inizia il 20 gennaio e si chiude il 20 giugno 2020 tra storie di paese, la vita della libreria, letture e i ricordi di famiglia.

“Un libro magico, che racconta un luogo magico, che esiste davvero. Una libreria microscopica in un paesino sperduto sulle colline toscane, ma portentosa come una scatola del tesoro. Dai bambini che entrano di corsa alle marmellate letterarie, da Emily Dickinson a Pia Pera, le giornate nella Libreria Sopra la Penna sono ricche di calore, di vite e storie, fili di parole che legano per sempre: una stanza piena di libri è l’infinito a portata di mano”. (dal Catalogo Einaudi)

Alba Donati ha vissuto, studiato e lavorato a Firenze. Nel 2018 è uscita la raccolta delle sue poesie Tu, paesaggio dell’infanzia. Tutte le poesie 1997-2018 (La nave di Teseo), con la quale ha vinto il Premio Internazionale Gradiva attribuito dalla State University of New York at Stony Brook. È presidente del Gabinetto Scientifico Letterario G. P. Vieusseux. Nel 2019 lascia Firenze per aprire una libreria a Lucignana, suo paese di nascita, abitato da 180 persone. La libreria è stata inserita tra le venti librerie piú affascinanti di Europa. Per Einaudi ha pubblicato La libreria sulla collina (2022).( da Einaudi Autori)

Per saperne di più o per visitarla!

Lorenzo Tanzini “Cosimo de’ Medici”, presentazione

Il banchiere statista padre del Rinascimento fiorentino

Cosimo de’ Medici (1389-1464) fu il fondatore della dinastia e governò la città di Firenze per oltre trent’anni. Fu innanzitutto uno straordinario uomo d’affari, il più grande banchiere dell’Europa del suo tempo e un sopraffino tessitore di relazioni.

Morì agli inizi di agosto a Careggi villa in cui si era trasferito con la famiglia perché a Firenze si annunciava un’epidemia di peste. Aveva settantacinque anni e nel suo lungo comando sulla città si era dimostrato buon costruttore di alleanze grazie al Banco, di cui aveva assunto la direzione nel 1420, e ai legami con i Papi. La sua grande arte fu quella di guidare il giudizio dei suoi interlocutori, riuscendo ad orientarne le scelte o con il ragionamento o con il denaro o con interscambi politici dovuti alle relazioni con i prìncipi, ma anche ad accordi con i condottieri o grazie a trattative interne. Piero che gli succedette non era adatto a continuare il suo compito, ma la fortuna per la città e per la stessa dinastia si realizzò con la sua morte nel 1469, cinque anni dopo la scomparsa di Cosimo, e con il successore, il figlio appena ventenne Lorenzo, quel “magnifico” che coronò il cammino della dinastia, iniziato con Cosimo, portando nel Quattrocento Firenze al massimo splendore.

“[…]Banchiere e uomo politico, Cosimo coltivò una rete di amicizie e frequentazioni nell’ambito della cultura umanistica e investì risorse imponenti nell’arte, nella raccolta di libri e oggetti preziosi, nella promozione delle imprese assistenziali e delle comunità religiose.

Questo libro affronta i tanti aspetti della poliedrica personalità di Cosimo, attingendo alla voce delle fonti del tempo e alle sue stesse parole, per restituire alla sua figura la freschezza e la vitalità con cui lo conobbero i contemporanei”.(da Salerno Editrice)

E anche

Brevi note biografiche

Lorenzo Tanzini, studioso di Storia delle istituzioni, delle pratiche giudiziarie, del pensiero politico tra Medioevo e Rinascimento, insegna Storia Medievale all’Università di Cagliari. Tra le sue pubblicazioni si ricorda almeno A consiglio. La vita politica nell’Italia dei comuni (Roma-Bari 2014).

Raymond Loewy “Non accontentarsi mai”, I Quaderni di Mare Verticale

 L’autobiografia di Raymond Loewy, il designer più famoso del mondo

introduzione di Luciano Galimberti

pagine 450, prezzo 28 euro, con fotografie e immagini di R.L.

Edizioni Mare Verticale

Questa è l’autobiografia, inedita in Italia, di Raymond Loewy (1893- 1986), indiscusso Maestro e fondatore del moderno Design Industriale. Uomo geniale, e visionario, nato in Francia ed emigrato in USA nel 1919, è apparso sulla copertina del Time nel 1949 e nel 1990 è stato selezionato dalla rivista Life come uno dei cento americani più importanti del XX Secolo. A Raymond Loewy dobbiamo il disegno del pacchetto Lucky Strike, del dispenser della Coca Cola, della conchiglia Shell, dei marchi petroliferi BP ed Exxon, della stazione spaziale Saturn Five, dell’aereo Air Force One di JF Kennedy, della Lancia Flaminia Loraymo, di gigantesche locomotive, di mobili e arredi, del celebre Frigidaire e del famoso rasoio PhiliShave. La sua fama lo porta a fare di sé stesso un’icona, tanto che compare nella pubblicità della Olin cellophan, raffigurante lo stesso Loewy in primo piano con in mano il prodotto pubblicizzato, accompagnato dal payoff “La scelta del packaging può cambiare l’andamento del business”.  Loewy, oltre ad aver disegnato numerosissimi prodotti industriali divenuti iconici, con il suo intervento grafico e comunicativo è stato capace di rinnovare l’identità visiva dei brand per cui ha lavorato, inserendosi e inserendoli perfettamente nel contesto del mercato mondiale.

Scrive Luciano Galimberti, Presidente di ADI Associazione per il Disegno Industriale, nell’introduzione al libro: 

«La figura di Raymond Loewy, universalmente nota a chi pratica il design e la comunicazione, oggi è un mito: indiscutibile per la sua qualità, legata a un’immagine simbolica – quella della semplificazione delle forme arrotondate – che è l’esplicita evocazione di un modernismo pragmatico e comunica il prodotto attraverso il suo aspetto gradevole, originale e suggestivo. La concezione della forma di Loewy elabora l’idea futurista della velocità espressa tramite le linee del disegno e la applica concretamente alla realtà industriale americana degli anni Cinquanta, e di lì alla produzione di tutto il mondo […] La riproposta in edizione italiana dell’autobiografia di Loewy si rivela utile a illuminare un aspetto esemplare, che solo oggi riusciamo a comprendere in tutta la sua portata: la rivoluzione di un metodo di lavoro».

Raymond Loewy è nato a Parigi, 5 novembre 1893. Nei suoi 92 anni di vita ha portato un pizzico di glamour francese nel mondo del design industriale negli Stati Uniti. Elegante, energico e autodidatta è considerato il designer più famoso del mondo. Ha progettato di tutto: dagli aeroplani agli elettrodomestici, viaggiando tra Stati Uniti ed Europa sviluppando idee creative. Le sue creazioni più famose includono il pacchetto di sigarette Lucky Strike (rimasto praticamente invariato dopo più di mezzo secolo) le locomotive GG1 e S1, la bottiglia di CocaCola, il francobollo commemorativo John F. Kennedy. Nel 1971, dopo più di quattro anni impiegati a realizzarla, la celebre conchiglia della Shell diventata il logo ufficiale dell’azienda. L’autobus e il logo Greyhound, il logo Exxon, una linea di frigoriferi e di congelatori Frigidaire, pentole, l’ex logo di BP, una linea di distributori Coca Cola, le navi della Panama Line,  SS Ancon, SS Cristobal e SS e  Panama, sono tutte creazioni del genio di R.L.  In particolare, per le sue attività di progettazione nel campo delle auto, con modelli come la Studebaker Avanti e la Studebaker Golden Hawk, Loewy è stato inserito, nel 1997 nella Automotive Hall of Fame.  

Tommaso Scotti “Le due morti del signor Mihara” presentazione

Un secondo giallo per Tommaso Scotti dopo “L’ombrello dell’Imperatore” e un secondo caso per l’ispettore nippoamericano Takeshi Nishida della squadra Omicidi della polizia di Tokyo. Non solo un caso con tanto di cadavere e ben “due morti” per il signor Mihara, ma il racconto di un Giappone sconosciuto o inaspettato per i più: un Paese dalla società articolata e complessa, con realtà socio ambientali che contemplano coloro che desiderano e realizzano di “sparire”, di non essere più rintracciati, esasperati dalle richieste di un contesto sociale che non ammette errori o fallimenti, abbracciando una nuova identità costruita da chi si occupa a pagamento del servizio di “evaporazione” .

In questo scenario il cadavere ritrovato è quello, o almeno pare, di Takaji Mihara, un facoltoso uomo d’affari in pensione, trovato nel suo lussuoso appartamento trafitto da un colpo di spada. Parrebbe un regolamento di conti per questioni in sospeso, ma per l’acuto ispettore, che sa analizzare con distacco l’animo umano, la soluzione non è convincente: per risolvere il caso la sua indagine dovrà estendersi al mondo degli “evaporati”.

[…] Nishida capisce presto che dovrà addentrarsi nella pericolosa zona grigia degli “evaporati” che decidono di ricominciare da un’altra parte, con un altro nome, con un’altra vita. Un business gestito da società clandestine […] Sarà seguendo la loro scia fumosa che cercherà di risolvere il mistero, svelandoci un volto del Giappone inedito, spiazzante e inquietante, ma anche incredibilmente poetico” (da Longanesi Libri)

Tommaso Scotti, nato nel 1984, laureato in matematica, seguendo una passione per le arti marziali si è trasferito in Oriente nel 2010. Ha poi conseguito un dottorato di ricerca a Tokyo, dove adesso vive e lavora. Nel tempo libero si dedica al pianoforte e alla calligrafia. Il suo romanzo d’esordio, L’ombrello dell’imperatore (Longanesi, 2021), ha conquistato il pubblico e la critica grazie al personaggio dell’ispettore nippoamericano Nishida e allo sguardo curioso e disincantato con cui racconta un Giappone inedito e spesso frainteso. ( da Longanesi Autori)

Le pagine di tuttatoscanalibri più visitate nel mese di aprile 2022

E.Lee Masters Antologia di Spoon River

Primo Levi Se questo è un uomo

Marco Consentino e Domenico Dodaro Madame Vitti

Alessandro Barbero Inventare i libri

Jorge Luis Borges L’Aleph

Wilbur Smith con David Churchill Eredità di guerra

Marco Ghizzoni Violino. Luci e ombre di Stradivari

Roberto Alajmo La strategia dell’opossum

Matteo Moca Un’esigenza di realtà. Anna Maria Ortese e la dipendenza dal fantastico

Lorenzo Beccati Uno di meno

Valentina Olivastri L’album di famiglia

Claudio Gallo – Giuseppe Bonomi “Emilio Salgari. Scrittore di avventure”, Oligo Editore

Prefazione di Luca Crovi,  con una nota di Mino Milani

Copertina di Paolo Barbieri

pagine 300, prezzo 28 euro in libreria il 29 aprile 

OLIGO EDITORE

Nel 160 anniversario dalla nascita, la nuova biografia di Emilio Salgari si fonda su testimonianze e documenti in parte sconosciuti, evitando rigorosamente interpretazioni romanzate assai diffuse in passato. L’appassionata ricerca offre una rappresentazione aderente alla realtà di una vita laboriosa e sofferta, senza ritocchi agiografici o riduttivi, soffermandosi sul laboratorio salgariano dove la creatività si combina con avvenimenti storici; Gallo e Bonomi evidenziano poi le sue relazioni con il Melodramma, la Scapigliatura e il Positivismo, inserendo la sua attività nel contesto editoriale dell’epoca e ricomponendo così la vita di un autore che non ha precedenti nel nostro Paese, mentre sono numerosi i collegamenti alle vicende umane di Verne, May, Kipling e Stevenson. La biografia ambisce di fornire agli studiosi, ai ricercatori, ai bibliotecari e ai lettori, un contributo biografico e bibliografico, ricco di fatti, documenti, notizie, sicuri e affidabili, integrata da un apparato bibliografico esauriente.

Questa biografia (su materiale di prima mano, e arricchita da un impressionante apparato di note e di riferimenti d’ogni tipo e che tra l’altro informa particolarmente sui primi giornali italiani per ragazzi) ricostruisce puntigliosamente la formazione culturale di Salgari, chiarendo i suoi rapporti con Scapigliatura e Positivismo, con la sua città, con la cultura del suo tempo; la sua iniziazione letteraria; narra il suo arduo percorso professionale, le sue esperienze di giornalista, i suoi momenti di discussione, di polemica, di incursioni nel teatro, i suoi naturalmente lunghi e vari rapporti con gli editori, infine il suo grande successo. È un lavoro diligente, rigoroso e insieme appassionante, che toglie di mezzo leggende, fantasie consolidate e luoghi comuni, e che di Salgari indaga anche il privato, i suoi amori, la passione (viene da chiamarla così) per la moglie, il suo febbricitante e fatale incedere verso l’autodistruzione. E lo fa (Gallo e Bonomi tengono a dichiararlo fermamente) «senza fini agiografici o dissacratori». (MINO MILANI)

CLAUDIO GALLO, già bibliotecario, docente di Storia del Fumetto presso l’Università degli Studi di Verona e l’Istituto Design Palladio di Verona, direttore de “Ilcorsaronero”, rivista salgariana di letteratura popolare, è tra i massimi studiosi dell’opera di Salgari. Per Oligo Editore ha pubblicato le curatele di Robert Louis Stevenson, L’Isola del Tesoro. Il mio primo libro (2020, traduzione di Luca Crovi e prefazione di Mino Milani) e di Giustino Ferri, Tra le quinte del cinema (2021, con Luca Crovi).
GIUSEPPE BONOMI, istriano in esilio perpetuo, ha pubblicato numerosi saggi. Con Gallo ha firmato per la curatela La fine del secolo XX (Black Dog, 2021) di Giustino Ferri, nonché altri interventi disseminati su bollettini, riviste e giornali.

Laura Lippman “La ragazza dei sogni”, presentazione

traduzione di Benedetta Gallo

Gerry Andersen è il protagonista sessantunenne. Vive sospeso tra realtà e sogno, non riesce infatti a distinguere ciò che è vero da ciò che sogna o immagina. Da una caduta accidentale dalla scala del suo attico ne è derivata una frattura del coccige che lo costringe a letto imbottito di antidolorifici.

Vive dentro un malessere determinato dall’avvilente conseguenza dell’incidente domestico che lo ha privato dell’autosufficienza, ma anche dal calo creativo che contraddistingue il periodo che attraversa come scrittore divenuto famoso dopo il successo dell’esordio, ma non solo. Vive con frustrazione l’avanzare dell’età e i cambiamenti nelle cose del mondo: pensieri e ricordi, flashback della sua vita passata, cronaca del presente, confluiscono e si mescolano dentro un caleidoscopio determinato presumibilmente dalle dosi di antidolorifici e medicinali che assume per alleviare i dolori e l’insonnia. È in questa condizione che riceve anche strane telefonate da Aubrey la donna che ha immortalato nel suo bestseller, quella vera però di cui ha raccontato la storia, che lo accusa di averle fatto del male; così, tra scuse e ambiguità, in un crescendo narrativo che si fa incalzante, verso l’imprevedibile conclusione.

[…] “La ragazza dei sogni è una potente miscela di suspense psicologica, terrore e ironia, che si insinua anche nei meccanismi della scrittura. Un metaromanzo capace di avvincere il lettore in maniera irresistibile.( da Bollati Boringhieri Libri)

Laura Lippman considerata tra le migliori crime novelist degli ultimi anni, ha vinto numerosi premi dedicati ai suoi romanzi gialli e polizieschi, tra cui l’Edgar Award, l’Anthony Award, l’Agatha Award, il Nero Wolfe Award. Lippman è apparsa in una scena del primo episodio dell’ultima stagione di The Wire come reporter impiegata al «Baltimore Sun», ruolo da lei effettivamente svolto nella vita reale per oltre vent’anni, prima di lasciare il giornalismo per la narrativa. Per Bollati Boringhieri ha pubblicato nel 2021 La donna del lago. Vive a Baltimora e ama scrivere nel caffè del suo quartiere, Spoons. ( da Bollati Boringhieri Autori)

Antonio Bux “Voltarsi”, Graphe.it

pagine 128, prezzo 10 euro, Graphe.it 

Ho sognato un gigante

così grande che ero io

ma ero troppo grande

in sogno per vedermi.

I componimenti di questa raccolta antologica apparentemente non hanno un solo riflesso: nascono da spinte diverse, ma figli di un’unica radice si possono quindi – come l’autore ha fatto – riunire sulla base di somiglianze difficili da descrivere a parole; ma il movimento, la direzione, un impercettibile unisono portano il lettore a trovare un filo conduttore ben saldo. Una consanguineità versificatoria che si esprime tramite un numero relativamente ristretto di chiavi: per esempio il corpo (parola e concetto che torna, neutro e universale, più che condiviso), che talora dorme, talaltra sogna; la luce che segna il limite fra cielo e terra, prima ancora che quello con l’ombra, luce che diventa fuoco, il quale poi l’essere umano chiama amore; il suono come traccia dell’esistenza (vegetale e animale); la verità. Ed ecco che il voltarsi porta sempre nel suo gesto uno specchio infinito: con l’uomo al centro, uno, o due insieme, o tutti, difficile a dirsi.

“Ho voluto festeggiare i miei dieci anni di attività editoriale con questa raccolta antologica che raggruppa poesie sparse, edite e inedite, scritte durante tutto il decennio appena trascorso. Un voltarsi, per l’appunto, sia su ciò che è stato fatto ma anche e soprattutto su quello che sarà possibile ancora fare“. (Antonio Bux) 

ANTONIO BUX (Foggia, 1982) è autore di diversi libri di poesia, tanto in italiano quanto in spagnolo. Traduttore poetico egli stesso è redattore e rubricista per la rivista Avamposto, ha fondato e dirige il lit-blog Disgrafie e alcune collane per Marco Saya Edizioni e per l’editrice RPlibri.

Nita Prose “La cameriera”, presentazione

Traduzione di Licia Vighi.

Nita Prose, il cui vero cognome è Pronovost, è stata editor di libri altrui, ora ha deciso di scrivere i propri, “La cameriera” ne è l’esordio. La protagonista è Molly una cameriera venticinquenne che lavora ai piani di un hotel di lusso coinvolta in un omicidio avvenuto all’interno. Si dedica con passione al suo lavoro, una passione maniacale per la pulizia e l’ordine la rendono una professionista molto ricercata.

Altro protagonista è l’Hotel nel quale Molly lavora il Regency Grand Hotel, vi convivono due mondi: uno “di sopra”, dove regnano il lusso e l’eleganza, e un “di sotto”, fatto di corridoi bui, luci al neon e cose sporche in stanze sporche, che viene portato avanti da persone che lavorano duramente per mantenere l’illusione a uso e consumo dei clienti, dichiara in una recente intervista a Laura Pezzino su tuttolibri (La Stampa 16 aprile 2022). E l’hotel è uno di quei microcosmi in cui la struttura estremamente gerarchica della società può essere più facilmente notata.

Nella vita della protagonista c’è stata una figura fondamentale, quella della nonna, personaggio che occupa un posto da coprotagonista all’interno del romanzo, della quale sente la mancanza e senza la quale è stata costretta ad affrontare da sola le difficoltà di relazione che la caratterizzano e che lei invece sapeva opportunamente indirizzare. Anche se non appare mai in carne e ossa, è uno dei personaggi più interessanti del romanzo, una vera matriarca, aggiunge nel corso della sua intervista l’autrice. Ma la vita di Molly sarà sconvolta anche da un altro accadimento: entrata nella suite del milionario Charles Black lo trova assassinato nel suo letto.

[…] il suo comportamento insolito insospettisce la polizia, che la considera la principale sospettata. Si ritrova presto intrappolata in una rete di inganni, che non ha idea di come districare. Fortunatamente per Molly gli amici che non ha mai saputo di avere la aiutano nelle indagini alla ricerca del vero assassino. Riusciranno a trovarlo prima che sia troppo tardi? Molly, però, non ha raccontato tutto ciò che ha visto quando ha trovato il cadavere, e l’ha fatto per una ragione ben precisa… (da La nave di Teseo)

e anche

Brevi note biografiche

Nita Prose è canadese e vive a Toronto, lavora da sempre con i libri, è stata l’editor di importanti autori lavorando per diverse case editrici. La cameriera  è il suo romanzo d’esordio, è in corso di pubblicazione in oltre 35 paesi ed è stato al numero uno dei bestseller del The New York Times e del Toronto Star.

Barbara Petronio “Neve rossa”, presentazione

Esordio per Barbara Petronio, sceneggiatrice di successo, con un thriller supernatural “Neve rossa”. Protagonista una giovane coppia: Dario studioso di civiltà preistoriche presso l’Università di Bologna, padre di Giovanni un bimbo di tre anni; Giordana moglie di Dario e madre del piccolo. Tra i protagonisti sicuramente anche la neve rossa creata da un particolare fenomeno meteorologico. La vita della coppia, già in crisi, viene sconvolta dalla morte del piccolo, vittima di un incidente stradale. E l’impossibile si fa reale.

Trasferitisi a Sestola, nell’Appennino Tosco – Emiliano, in una casa di famiglia, sperano di riuscire in quell’ambiente ad elaborare meglio il lutto.

“E intanto piccoli fatti sempre più inquietanti, dettagli inspiegabili, strane immagini, suoni che non dovrebbero esserci, cominciano a spaventare Giordana e Dario, mentre l’autunno inizia a trasformarsi in inverno e a isolare Sestola dal resto del mondo… “( da HarperCollins Italia )

e anche

Brevi note biografiche

Barbara Petronio è nata a Terni nel 1973 e vive a Roma. Ha scritto le serie Romanzo Criminale e Suburra e firmato film come ACAB e Indivisibili, per il quale ha vinto il premio David di Donatello per la sceneggiatura. Da tempo coltiva il sogno di scrivere senza vincoli produttivi, potendo essere libera di spaziare nella mente dei personaggi e nei meandri delle storie più oscure. Questo suo primo romanzo thriller le ha dato finalmente la possibilità di farlo.