Benjamin Stevenson “Tutti su questo treno sono sospetti”, presentazione

Dopo il grande successo di Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno, Benjamin Stevenson torna con un giallo brillante e ricco di humour, che corre davvero come un treno verso il più sorprendente dei finali.
Un viaggio in treno.
Un cadavere alla prima fermata.
Dei passeggeri molto sospetti: sanno tutti come cavarsela con un delitto.
Chi di loro è il colpevole? (da Feltrinelli Editore)

“Tutto già sentito, dite? Scordatevelo. Questo romanzo è tra i più originali e spiazzanti che avrete letto, se come vi consigliamo caldamente vorrete farlo. Tutto è unico, tutto è esclusivo. Dai personaggi, i cui caratteri sono disegnati con velenosa conoscenza del mondo editoriale tanto da dare i brividi e far ridere convulsivamente chi lo pratica per mestiere, alla trama piena di rivolgimenti e colpi di scena; dall’ambientazione, esotica e tuttavia riconoscibile, alla scrittura, brillante e coinvolgente, colta e divertente in ogni momento”.

Così, nella sua recensione al romanzo, De Giovanni su La Lettura (4 febbraio 2024) definisce la seconda opera narrativa dello scrittore – attore australiano Benjamin Stevenson autore di   “Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno” il cui successo ne ha determinato la traduzione in oltre 20 paesi e una serie Tv per HBO di prossima programmazione.

Il protagonista è di nuovo Ernest Cunningham, quasi un secondo episodio della sua storia, che è diventato famoso per aver scritto un true crime sulla propria famiglia, ma ora il suo agente letterario e il suo editore gli chiedono un nuovo libro. Invitato al Festival Australiano del Giallo, in omaggio ad Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie, viaggerà, come previsto dagli organizzatori, insieme ad un gruppo di giallisti a bordo del Ghan, il treno che attraversa l’Australia, da Darwin a Adelaide: sarà occasione per nuove ispirazioni.

E in men che non si dica il morto ammazzato è servito alla prima stazione… E così tutti sono sospettati e nello stesso tempo investigatori!

Benjamin Stevenson, pluripremiato stand-up comedian e scrittore, ha fatto il tutto esaurito all’International Comedy Festival di Melbourne e al Fringe Festival di Edimburgo, ed è apparso più volte su abc, Channel 10 e The Comedy Channel. Ha scritto tre romanzi e lavora come agente letterario in Australia. In corso di traduzione in oltre venti paesi, Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno ha raggiunto il primo posto delle classifiche bestseller australiane e diventerà una serie tv per hbo.(da Feltrinelli Autori)

John Connolly “I senza nome”, Fanucci Editore


Uscita in libreria e ebook: 26/01/2024 

CINQUE VITTIME. UN NUMERO NON IDENTIFICATO DI ASSASSINI. SOLO DUE UOMINI POSSONO FARE GIUSTIZIA.

Con l’aiuto di Parker, Louis e Angel cercano vendetta per la morte del vecchio alleato di Louis. Ad Amsterdam, quattro persone vengono massacrate, e i resti disposti intorno alla forma crocifissa del loro patriarca, De Jaager, intermediario e vecchio alleato dell’assassino di nome Louis. I responsabili sono criminali di guerra serbi che credono di poter sfuggire alla giustizia ritirandosi in patria. Si sbagliano. Perché Louis è arrivato in Europa per dare loro la caccia: cinque assassini da stanare e punire prima che si disperdano nell’est. C’è solo un problema. Il sesto.

Con quella prosa “oscura, inquietante e magistralmente eseguita” (Booklist) tipica di John Connolly, per non parlare dei colpi di scena che vi lasceranno a bocca aperta, I senza nome è un thriller irresistibile che vi terrà con il fiato sospeso.

JOHN CONNOLLY è nato a Dublino nel 1968. Per Fanucci Editore è in corso di pubblicazione, nella collana Timecrime, la serie dedicata al detective Charlie ‘Bird’ Parker, composta da Tutto ciò che muore, Il ciclo delle stagioni, Gente che uccide, Palude, I tre demoni, Un’anima che brucia, La rabbia degli angeli, Il lupo in inverno, La canzone delle ombre, Un tempo per soffrire, Un gioco di fantasmi, La donna nel bosco, Il libro di ossa e Sporco Sud. The nameless – I senza nome è il diciannovesimo volume della serie ora disponibile, mentre The Lovers, The Reapers e The Unquiet sono di prossima pubblicazione nella presente collana. Per il catalogo Fanucci Editore, invece, sono previste contemporaneamente la ristampa de Il libro delle cose perdute e il sequel The Land of Lost Things.

Luca Pallanch “Un colpo da pochi milioni”, LdM Press

In libreria il 25 gennaio
Lorenzo de’ Medici Press

In una ricca e sonnolente città di provincia viene rilasciato per buona condotta, dopo vent’anni di detenzione, Vincenzo Sabelli, noto alle cronache per un leggendario e misterioso colpo nella principale banca dell’intera provincia. Fuori lo attendono una tuta da giardiniere comunale e i vecchi complici, rimasti impuniti e perfettamente reinseriti nella vita cittadina. Riuscirà Vincenzo Sabelli, in arte il gentleman, a recuperare la sua parte di refurtiva e a realizzare l’ultimo colpo della sua vita? E il suo rivale, il commissario Tretti, dal quale era stato incastrato, riuscirà prima di andare in pensione a sgominare le due bande di slavi e di cinesi che si contendono il territorio? 

Prologo:

Il rumore dei passi era come un frastuono. Scivolava via alle sue spalle, senza mai armonizzarsi con il suono metallico prodotto dagli stivali della guardia che lo precedeva e soprattutto con il rimbombo delle sbarre, aperte e richiuse in fondo a ogni corridoio. Stridula l’apertura provocata dalla chiave, agghiacciante la chiusura con una robusta spinta. Si era messo a contare i passi, così, per gioco, con lo sguardo dritto in direzione dell’ennesimo cancello, tanto le pareti erano bianche e immacolate, come se solo lì non fosse giunta la mano dell’uomo a commentare il tempo che passa, inesorabile, eppure lentissimo. Vent’anni ci aveva passato lì dentro, fortunato per non essere stato costretto a emigrare in un altro penitenziario, ma ormai chi si faceva vent’anni per reati comuni, anzi comunissimi? Furti, per lo più, mai una rapina, mai un’arma in mano, lavori puliti, però quando sei un delinquente abituale dall’età di diciott’anni o giù di lì, le aggravanti fioccano a ogni condanna e la colpa di essere stato a capo di una banda, sia pure di ladri, pesa ancora di più. Specie in provincia. Quindici passi, ma ormai si era dimenticato quanti corridoi avesse percorso. Erano anni che non riceveva una visita. Non teneva famiglia, come si dice nella mala, solo qualche lontano parente, di quelli che si guardano bene dall’andare a trovare una mela marcia. Le donne con cui era stato si erano ormai sistemate e spesso separate, ma di certo non pensavano a lui. E gli amici, quei pochi che aveva, non erano tipi da entrare in un carcere per diletto. In un mondo sempre più social gli unici a essere tagliati fuori sono i detenuti .

Luca Pallanch  ha curato per anni la programmazione del Cinema Trevi, sala d’essai del Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, presso cui lavora dal 2000. Ha scritto il romanzo I fiori di Early (Armando Siciliano Editore, 2000) e vari libri di cinema, oscillando tra sguardi sul cinema d’autore (Luigi Comencini architetto dei sentimenti; Tagli. Il cinema di Dario Argento; Arpino e il cinema; Non solo Gomorra. Tutto il cinema di Matteo Garrone; Divi & antidivi. Il cinema di Paolo Sorrentino) e fughe nel passato alla ricerca di personaggi singolari (Un “idolo” in controluce: Enzo Battaglia; Se non ricordo male. Frammenti autobiografici di Giulio Questi; Il caso Tretti; Fabio e Mario Garriba, i gemelli terribili del cinema italiano). Ha collaborato, con articoli e interviste, a vari quotidiani e riviste di cinema, ed è stato per anni redattore di “Bianco e Nero”, la storica rivista del Csc. Ha curato retrospettive alla Mostra del Cinema di Venezia (La situazione comica, 2010; Orizzonti 1960-1978, 2011) e ai Festival di Roma (Le notti pazze de La dolce vita, 2010; Cinema espanso 1962-1984, 2012; Danze macabre. Il cinema gotico italiano, 2014) e di Torino (Omaggio a Giulio Questi, 2014; Omaggio Augusto Tretti, 2015; Omaggio ai fratelli Garriba, 2016). Ha partecipato (redazione e ricerche storiche) alla serie di 28 documentari I militi ignoti della fede di Pupi Avati, sulle persecuzioni operate dai regimi comunisti nell’Europa dell’Est dal dopoguerra alla caduta del muro di Berlino, trasmessi da Tv2000 nel 2014-2015. Ha curato i documentari Il cinema Kriminal di Umberto Lenzi, presentato al Noir Film Festival di Courmayeur 2002, e Fernando Di Leo. Un pugliese a Roma, presentato al Festival del Cinema Europeo di Lecce 2013; ha collaborato alla sceneggiatura del cortometraggio Fernando, l’ultimo poeta rivoluzionario venuto dal Sud di Cosimo Damato Damiano, presentato al Bif&est di Bari 2019; ha scritto soggetto e sceneggiatura del documentario Profondo Argento di Steve Della Casa e Giancarlo Rolandi, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2023. Nel 2023 ha scritto, insieme a Domenico Monetti, un libro-intervista ai produttori degli anni d’oro del cinema italiano dal titolo Per i soldi o per la gloria. Storie e leggende dei produttori italiani dal dopoguerra alle tv private (Minimum Fax e Centro Sperimentale di Cinematografia), al quale è stato conferito il Premio Diego Fabbri per il miglior libro cinematografico dell’anno. Da anni lavora a un romanzo storico sulla malavita romana.

Beatrice Fiaschi “La vasca”, presentazione

Il Viandante Edizioni

in libreria il 21 ottobre

“Un filo quasi impercettibile collega tre donne trovate senza vita nelle loro vasche da bagno. Appena un sentore, che solo un fiuto allenato al buon vino riesce a percepire – un istante prima che la pista sia persa per sempre. Il fiuto di Alessio Sala che, pur avendo lasciato il suo lavoro di commissario di Polizia, anche nella sua nuova carriera di giornalista non riesce a mollare quell’ultimo caso: un serial killer sopraffino che nei suoi delitti ripete un trauma atavico, nella speranza di risanarsi.
Lo stesso tentativo che compie Gaia, una donna che ruota accanto ad Alessio in una danza inquieta.
Le vite di Alessio, di Gaia e del serial killer orbitano attorno a una vasca da bagno di cui non è più possibile attutire il gorgoglio e che li sta per risucchiare nelle sue più oscure profondità.”

Agghiacciante. Accattivante. Intensissimo. Noir per eccellenza. Una storia che non vuole semplicemente inserirsi nel genere per cui nasce, ma riesce, al contrario, a raggiungere vette altissime di narrativa scavando nelle più buie profondità della psiche umana, prendendo l’autore per mano e conducendolo, insieme ai personaggi di Alessio e Gaia, nella labirintica complessità delle perversioni del killer. Un killer dalla fredda puntualità, mosso da una precisa azione pianificatrice e che lascia ruotare attorno all’alone mortifero dei suoi omicidi sempre lo stesso oggetto, come fosse un marchio di fabbrica: la vasca.
Quella vasca che, nella narrazione, assume un duplice e ambiguo significato, o meglio, diventa il suo stesso contrario. Da luogo di serena intimità – dove immergere il corpo per godersi l’abbraccio regressivo e amniotico dell’acqua calda – a vera e propria tomba, freddo e agghiacciante sepolcro di corpi che riposano per sempre, tumefatti dalla crudeltà dell’omicida.
Nell’incalzante susseguirsi delle indagini di questo thriller psicologico, siamo portati costantemente a interfacciarci con un mistero che si infittisce e che ci confonde, e ci costringe a ripensare il nostro ruolo di persone come “animali sociali” perché forse, in fondo, la prossima vittima potremmo essere proprio noi.

L’AUTRICE
Scrittrice e giornalista, editor e docente di scrittura creativa, Beatrice Fiaschi ha esordito nel 2021 con il giallo psicologico «L’Essenza Fatale» (Ianieri Edizioni). Alcuni suoi racconti sono pubblicati in antologie e online, così come i suoi articoli di cultura e società, lavoro e psicologia. Si occupa da anni di ricerca spirituale, Reiki e meditazione, che utilizza per i suoi laboratori di scrittura creativa e coaching individuale. Collabora con cooperative sociali impegnate in progetti artistici per utenze speciali.

L’EDITORE
La casa editrice IlViandante nasce nel 2015 e vanta al proprio attivo centinaia di pubblicazioni, principalmente di narrativa, saggistica e poesia.
Fedele al proprio nome, accompagna i propri autori lungo tutto il percorso che va dalla revisione del testo, alla pubblicazione, sino alla complessa fase della promozione.
Conclamata mission aziendale è quella di essere “fucina di talenti”, affiancando autori esperti e già affermati, ad autori esordienti ma dalle grandi potenzialità. A tal proposito organizza corsi, seminari, convegni rivolti ai propri autori, nel corso dei quali affrontare le diverse tematiche della complessa arte dello scrivere, del pubblicare e della promozione.
Distribuita da Messaggerie, fa parte del Gruppo editoriale IlViandante-Chiaredizioni.

Togawa Masako “Diario di un seduttore”, presentazione

Traduzione di Antonietta Pastore 

Opera della più grande scrittrice di noir d’Oriente, Diario di un seduttore è un piccolo gioiello che trascina il lettore in una storia sordida e sensuale dove niente è ciò che sembra, e lo conduce alla scoperta di quell’ambigua scena notturna di Tokyo, tra dancing e locali fumosi, di cui la stessa Togawa Masako era la regina.(dalla scheda libro di Marsilio Editore)

Il protagonista è Honda Ichiro ed ha tutte le qualità per essere amato e ammirato: è bello, ricco, professionista inappuntabile, lavora nella capitale e tutti i fine settimana torna dalla moglie ad Osaka, un moderno Jekyll di giorno e un Mister Haid di notte quando si trasforma in un ossessionato dongiovanni che caccia le sue prede annusandone le debolezze, la solitudine, il bisogno d’amore. Un vero camaleonte: si presenta o come artista o come pilota, altre volte è ufficiale di marina, o cittadino straniero con nomi sempre diversi e in tasca un passaporto falso. Spietato come un killer la notte le cattura nella sua rete e il suo istinto è così perfetto che per le sue riuscite missioni tiene un diario. Ma c’è un ma che si manifesta presto: le donne che lui ha sedotto muoiono una dietro l’altra.

Una svolta e un finale inatteso concludono il noir

Togawa Masako  (1931-2016) è stata una delle più importanti scrittrici giapponesi di noir. Nata a Tokyo, cantante, attrice e per anni titolare di un nightclub, ha raggiunto la fama non solo come giallista, ma anche come icona gay e femminista. Residenza per signore sole ha vinto il prestigioso premio per il genere intitolato a Edogawa Ranpo.

Patricia Melo “Donne impilate”, presentazione

Traduzione di Roberto Francavilla e Elena Manzato

Bompiani Editore

Una storia all’altro capo del mondo ma che racconta fatti divenuti cronaca anche nel nostro Paese: violenza, stupro,  femminicidio, questi i temi base del romanzo della Melo, autrice già nota in Italia per i suoi noir (Matador , Elogio della menzogna) La protagonista è una giovane avvocatessa di San Paolo che decide di partire per lo stato dell’Acre al confine con la Bolivia per seguire il processo per stupro e assassinio di una giovanissima india, non l’unico, ma da seguire  “da avvocati praticanti per coprire vari processi comunitari per femminicidio che si tenevano in tutto il paese. Come osservatori. L’obiettivo era alimentare, con informazioni e statistiche, il progetto della socia maggioritaria dello studio, Denise Albuquerque, che stava preparando un libro sul modo in cui lo stato produce assassini quando sanziona l’asimmetria nei rapporti di genere. ‘Parleremo di un massacro autorizzato di donne’, semplificava. “Diecimila casi di femminicidio in tribunale, senza soluzione. Questo è il mio argomento” .

Tra un capitolo e l’altro cronache di femminicidi. Nell’ esistenza della protagonista, sia passata che recente, fatti di violenza perpetrata o solo iniziata non erano mancati: la madre assassinata dal marito e il suo recente amore che ha alzato le mani su di lei ad una festa apostrofandola pesantemente. Ma non solo questo : due realtà: quella del processo che segue insieme a una collega  e ad una giornalista locale e quello dei riti e delle bevande indie che aprono a visioni scarsamente conciliabili con il mondo e la giustizia degli uomini.

Patrícia Melo è nata nel 1962 a São Paulo ed è una delle voci più importanti della letteratura brasiliana contemporanea. È autrice di romanzi polizieschi, radiodrammi, commedie e sceneggiature, che trattano in particolare di violenza e criminalità nelle grandi città brasiliane. Melo è stata insignita di molti riconoscimenti, tra cui il German Crime Prize, il LiBeraturpreis e il Prix Deux Oceans.(dal Catalogo Bompiani)

Luca Doninelli “Nero fiorentino”, presentazione

Non è la prima volta che Luca Doninelli medita sul destino della città italiana per eccellenza: Firenze. Questa volta lo fa attraverso un romanzo in cui la realtà sfugge di continuo alla comprensione, i moventi vengono da lontano e il Male ha la forma del retropensiero, del brusio di fondo, dell’agitazione senza nome. E dove i morti possono essere gli assassini più pericolosi di tutti.(dal Catalogo Bompiani)

Firenze e i suoi dintorni ambientano un noir che si apre nel 2010 con oscuri delitti e sparizioni per riaprirsi con nuovi quindici anni più tardi. All’origine un misterioso ritrovamento nel 2010, rimasto tale anche perché mai confermato tangibilmente,  di due tavole appartenenti al Brunelleschi, due opere incompiute ma rivoluzionariamente moderne relative all’evoluzione della prospettiva, accompagnato da una serie di omicidi e scomparse  attribuibili alla non verificata scoperta.

I fattacci si ripresentano a distanza di quindici anni in occasione di un concorso internazionale aperto a personalità di spicco del mondo dell’architettura per progettare il completamento di un’opera incompiuta di Filippo Brunelleschi: la facciata della basilica di San Lorenzo.

Luca Doninelli nato nel 1956, è vissuto a lungo a Desenzano; vive e lavora a Milano. Con Bompiani ha pubblicato tra l’altro Fa’ che questa strada non finisca mai (2014) e Le cose semplici (2015; premio Selezione Campiello 2016). Tre casi per l’investigatore Wickson Alieni è il libro per ragazzi che ha scritto con un gruppo di bambini di famiglia e gli è valso il Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2019.

Gigi Paoli “La voce del buio”, presentazione

Un mistero, forse legato a presenze oscure, e uno studioso cui viene affidato il compito di fare luce sulle inspiegabili scomparse.

Il mistero: sei anziani spariti nello stesso posto, la villa Imperiale, prima albergo poi Casa di riposo, al passo della Mendola, tra Le provincie di Trento e Bolzano, i cui corpi non sono mai stati ritrovati

Lo studioso: il professor Diego Montecchi, ordinario  di Neuroscienze forensi e neuro psicologia presso l’Università di Verona, nonché membro del CICAP, il Comitato Italiano per il controllo delle affermazioni sulle paranormale.

Questi gli ingredienti base per un thriller investigativo dove anche la suspense ne è la costante È proprio durante una lezione che il professore verrà contattato per occuparsi di questo cold case

“Tra foreste silenziose, presenze inquietanti e un antico fatto di sangue che ha sconvolto per sempre il villaggio, lo scettico professore dovrà sciogliere i nodi di una vicenda che sembra trascendere i limiti della razionalità. Perché nessuno meglio di lui sa che l’enigma più contorto non è l’occulto, bensì la mente umana. Un mistero impossibile, macchiato dall’ombra di presenze oscure. Un meccanismo narrativo perfetto. Un nuovo grande protagonista del giallo italiano” ( dal Catalogo Giunti)

Brevi note biografiche

Gigi Paoli (Firenze, 1971) vive e lavora a Firenze come giornalista del quotidiano La Nazione, dove oggi è caposervizio e per 15 anni è stato il responsabile della cronaca giudiziaria. Le prime tre indagini del reporter Carlo Alberto Marchi, tutte uscite per Giunti – Il rumore della pioggia (2016), Il respiro delle anime (2017), La fragilità degli angeli (2018) – sono adesso raccolte in un unico volume di grande successo, I misteri di Firenze (2020). Della stessa serie fanno parte Il giorno del sacrificio (2021) e Diritto di sangue (2022). Nel 2020 l’autore ha ricevuto il prestigioso Premio La Pira per la cultura.(da Giunti Autori)

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Il rumore della pioggia

Antonio Manzini “ELP”, presentazione

ELP, la nuova e molto ricca trama di Antonio Manzini, è particolarmente narrativa e mette sotto un unico segno due casi e due inchieste. Le riunisce lo sfondo di calda attualità sociale. Anche il brusco vicequestore è più ombroso e stanco, sente più acutamente quanto importante sia l’amicizia, e deve investire nell’indagine tutta la sua irruente e sincera passionalità, e tutta la tenerezza della sua invincibile malinconia.(dal Catalogo Sellerio)

L’attualità sociale, come si legge nella presentazione sul Catalogo Sellerio, si lega a entrambe i casi: quello di violenza domestica del valligiano Bobo Novailloz nei confronti della moglie Monica, che Rocco sistemerà in modo non troppo ortodosso, come spesso gli capita, ma quando poi l’uomo viene ritrovato ucciso in una piazzola ai confini con la Svizzera, la faccenda assumerà altre prospettive che si aprono a ricerche dai più prossimi contatti dell’ucciso fino a molto altro delineando aspetti e ramificazioni di interessi.

Nell’altro, la sigla ELP che dà il titolo al romanzo, identifica un’associazione ambientalista, l’ Esercito di Liberazione del Pianeta, che si muove con forme di protesta curiose nei confronti di quanto causato dall’uomo, dalle multinazionali, dai loschi affari che angustiano il nostro mondo. Manifestazioni che ad un certo punto evidenzieranno un comportamento anomalo e violento da parte degli ambientalisti che travalica i buoni propositi, fino allo scoppio di una bomba che uccide il titolare di una ditta di pellami della valle. Da questo episodio eclatante nascono le domande di riflessione di Rocco su quanto accaduto: tanti i personaggi intorno ai due delitti di Bobo Novailloz e del titolare della CDC Simone Ferrazzi. fino a convincersi a richiamare da Roma Brizio e Furio suoi fidati amici che, come lui, non si mostrano titubanti ad intervenire con modi non sempre dentro la legalità ma capaci di risolvere. Oltre i due casi la ridda di situazioni personali e degli uomini della squadra: dai problemi di cuore al processo che vedrà imputato Italo. Come sempre una trama densa e “particolarmente narrativa”

Antonio Manzini, scrittore e sceneggiatore, ha pubblicato Sangue marcio, La giostra dei criceti (del 2007, riedito da Sellerio nel 2017), Gli ultimi giorni di quiete (2020) e La mala erba (2022). La serie con Rocco Schiavone è iniziata con il romanzo Pista nera (Sellerio, 2013) cui sono seguiti La costola di Adamo (2014), Non è stagione (2015), Era di maggio (2015), Cinque indagini romane per Rocco Schiavone (2016), Pulvis et umbra (2017), L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone (2018), Fate il vostro gioco (2018), Rien ne va plus (2019), Ah l’amore l’amore (2020), Vecchie conoscenze (2021), Le ossa parlano (2022) e ELP (2023). In altra collana di questa casa editrice ha pubblicato Sull’orlo del precipizio (2015) e Ogni riferimento è puramente casuale (2019).

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Le ossa parlano

Vecchie conoscenze

Gli ultimi giorni di quiete

Rien ne va plus

Ilaria Tuti “Madre d’ossa”, presentazione

Madre d’ossa segna un nuovo ritorno di Teresa Battaglia, la commissario sessantenne lucida e intuitiva, ormai alle prese con la sua personale lotta con il passato e i ricordi, con la memoria che la tradisce in un’involuzione sempre più presente: nel nuovo volume, il quinto, dovrà affrontare una nuova sfida, contro il tempo che inesorabilmente porta la sua malattia, l’Alzheimer, a farsi più pressante. Eppure quella mente minata, diversa, irrazionale, senza più contorni precisi e percorsi razionali, potrebbe essere capace di superare i confini della razionalità e guidare verso verità imperscrutabili, in viaggio verso l’inconscio profondo per arrivare a nuove verità che affondano tra le radici della memoria non più efficace e che mette sempre più a repentaglio, con le sue zone d’ombra, la lucidità della protagonista.

 È l’ambientazione con cui si apre il romanzo, con le domande angosciose che Marini, il suo collaboratore, si pone davanti allo spettacolo che gli si para davanti, a rendere in modo tangibile che non sempre ciò che appare è verità.

Il romanzo si apre con il giovane ispettore Massimo Marini che in seguito ad una chiamata anonima si precipita in un’alba fredda del mese di ottobre, tra le montagne friulane, in prossimità di un lago

“Si alzò il vento. La bruma vorticò in mulinelli e il biancore a poco a poco si diradò scoprendo l’altra sponda. Massimo strinse le dita attorno al parapetto. C’era qualcuno sulle rocce. […] Massimo sfilò la pistola dalla fondina, la tenne puntata sulla figura scura, e avanzò. Forse era una precauzione inutile, esagerata, ma la natura in quel luogo cantava una melodia sinistra e lo contagiava. I corpi in realtà erano due. Uno steso, il torso coperto da una maglietta a maniche corte, il viso rivolto al cielo. Il braccio che Massimo poteva intravedere era discosto dal fianco, attraversato da un taglio profondo, le vene ormai svuotate. Il secondo corpo era chino sul primo […] Il secondo corpo si raddrizzò, facendolo sussultare”.

Sì, perché quel corpo appartiene a Teresa Battaglia sporca di sangue, lo sguardo smarrito e tra le braccia il cadavere di un ragazzo. Impossibile rispondere alle domande che immediate sorgono: Chi era quel giovane? E perché Teresa è lì con lui?

“Massimo non ha risposte, solo dubbi. Sa, però, che la scena di un crimine è l’ultimo posto in cui dovrebbe trovarsi il commissario Battaglia. Teresa ha irreparabilmente alterato il luogo del ritrovamento e inquinato gli indizi. Ma forse non è davvero così che stanno le cose… Da un’autrice sempre più amata dal pubblico, un romanzo capace di stupire, appassionare e commuovere vecchi e nuovi lettori”( da Libri Longanesi)

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