Filippo Nanni “Il ciondolo di Alice”, Vallecchi Firenze

Vallecchi Firenze

In libreria il 30 maggio

Una giovane giornalista trovata morta nella sua casa. Un mistero archiviato troppo in fretta. Ma chi era davvero Alice, oltre il lavoro, oltre la fragilità che tutti fingevano di non vedere?

Un giornalista in pensione, un uomo d’altri tempi, decide di non accontentarsi. Né di quello che è stato scritto, né di quello che è stato taciuto.  Inizia così una lenta, ostinata ricerca tra parole lasciate a metà, ricordi che graffiano, e un piccolo ciondolo che forse nasconde più verità di un’intera redazione.  Con lo sguardo disincantato del cronista di razza e una scrittura nitida e sensibile, Filippo Nanni ci accompagna con passo lieve e profondo in una storia che parla di giornalismo, certo. Ma anche di amore per le cose fatte bene, di solitudine, silenzi e di verità dimenticate.  E di quel filo sottile che unisce chi resta a chi se ne è andato.  E di quella domanda che non smette di bruciare: cosa resta di una vita, quando la notizia svanisce? (Maurizio De Giovanni)

Sul citofono ci sono solo le iniziali: AM. Teresa affonda l’indice prima in modo delicato poi, dopo aver atteso invano una risposta, lo tiene premuto per qualche secondo. Niente. È una torrida serata di agosto, nel piccolo giardino che separa il cancello dal portone della palazzina è scattato l’innaffiamento automatico e qualche piacevole schizzo la raggiunge. Si guarda intorno, la strada è deserta intorno a questo edificio di quattro piani in una tipica periferia romana abbandonata a se stessa. Teresa ha lasciato la redazione con qualche minuto di anticipo dopo aver convocato nel suo gabbiotto a vetri i giornalisti che stavano preparando il tg.

Filippo Nanni è nato a Roma il 2 febbraio 1958. Laureato in Giurisprudenza, è stato vicedirettore di Rainews24 e del Giornale Radio Rai. Giornalista professionista dal 1988, ha seguito da inviato grandi avvenimenti in Italia e all’estero. In Rai dal 1991, ha lavorato anche al Tg3 (Caporedattore Cronaca), a Rai Tre (autore di programmi, tra i quali Ballarò) ed è stato Caporedattore degli Esteri al Giornale Radio). Ha vinto il Premio Cronista 1995. Dal 1999 insegna alla Scuola di giornalismo di Urbino. Tra i suoi libri ricordiamo Sopravvivere al G8 (Editori Riuniti, 2001) e Alle mie spalle – Le notizie in tv (Vallecchi, 2022).

Alessandro Robecchi “Il tallone da Killer”, presentazione

[…]Con i suoi killer dalla battuta pronta, già comparsi in un romanzo e in alcuni racconti, Alessandro Robecchi crea una commedia esilarante e nerissima, intrisa di acida ironia e di una sferzante denuncia della disperazione sociale dei nostri tempi.(dal Catalogo Sellerio)

Già comparsi in altre storie, la prima volta in “Questa non è una canzone d’amore” e in qualche racconto, in questo romanzo ne sono i protagonisti: Il biondo e Quello con la cravatta, sono due soci, artigiani del crimine, seri e meticolosi; il biondo è un single, l’altro è sposato e padre di figli e si camuffa dietro un alter ego venditore di strumenti meccanici di precisione.
“In Tallone da killer, scrive Raffaella Silipo (tuttolibri La Stampa, 10 Maggio 2025), comicità e omicidi sono mescolati con maestria in un noir esilarante dalla vena nonsense molto british, in cui l’ironia acida diventa una sottile denuncia della disperazione sociale dei nostri tempi.”

Un giorno ai due soci viene commissionato un incarico che potrebbe richiedere ma anche determinare un salto di qualità perché non si tratta  di servire la solita clientela nella media, ma l’obiettivo è un esponente dell’altissima finanza. La committente è Serena Bertamé, una splendida trentenne, che vuole morto l’amante, padre naturale di suo figlio, il ricchissimo finanziere Andrea De Carli che non solo non vuole sposarla ma vuole declinare l’impegno finanziario nei confronti del pargolo.
I due killer però incassato l’anticipo precipitano in una serie di  complicazioni, di contrattempi, di difficoltà impreviste, che scatenano  equivoci, colpi di scena, incidenti, avventure in un intrfeccio vertiginoso: riusciranno i nostri eroi insieme alla nuova socia a barcamenarsi nel crimine e nella quotidianità di una Milano frenetica?.



Alessandro Robecchi è stato editorialista de Il manifesto e una delle firme di Cuore. È tra gli autori degli spettacoli di Maurizio Crozza. È stato critico musicale per L’Unità e per Il Mucchio Selvaggio. In radio è stato direttore dei programmi di Radio Popolare, firmando per cinque anni la striscia satirica Piovono pietre (Premio Viareggio per la satira politica 2001). Ha fondato e diretto il mensile gratuito Urban. Attualmente scrive su Il Fatto QuotidianoPagina99 e Micromega. Ha scritto due libri: Manu Chao, musica y libertad (Sperling & Kupfer, 2001) tradotto in cinque lingue, e Piovono pietre. Cronache marziane da un paese assurdo (Laterza, 2011).
Con questa casa editrice ha pubblicato Questa non è una canzone d’amore (2014), Dove sei stanotte (2015), Di rabbia e di vento (2016), Torto marcio (2017), Follia maggiore (2018), I tempi nuovi (2019), I cerchi nell’acqua (2020), Flora (2021), Una piccola questione di cuore (2022) Cinque blues per la banda Monterossi (2023), Pesci piccoli (2024), Tallone da killer (2025).

dello stesso autore su tuttatoscanalibri

Flora

Sergio Fanucci “L’enigma del Patriarca”, Timecrime (Gruppo editoriale Fanucci)

Una storia in cui le donne sono le vere protagoniste.
Un thriller corale, in giro per il mondo, un tuffo nell’antichità, un intreccio tra libri di storia e cultura, tra fede e religione. Una lettura frenetica dove ogni angolo nasconde un’altra verità e riuscire a scoprire chi manovra il crimine sarà difficile quanto rivelatore.

Timecrime (Gruppo editoriale Fanucci)

Torna in libreria l’autore dell’acclamata Trilogia dei Codici, con il nuovo romanzo, L’enigma del Patriarca, che riprende il personaggio principale, l’avvocato italo-americano Elisabeth Scorsese dopo oltre un anno dagli ultimi avvenimenti.

All’uscita del primo volume Codice Scorsese, dieci anni fa, Sergio Fanucci ha creato un mondo dominato dagli Scriba, figure facoltose, senza scrupoli, con dietro organizzazioni altamente professionali e che si rifanno alla storia dei loro antenati, gli Scriba dell’antichità, uomini vicini a Faraoni, Imperatori, Re, Papi, e oggi vicino a dittatori, Presidenti o finti tali. Erano uomini che gestivano la legge, l’insegnamento, il commercio e l’economia. Avevano accesso a risorse inesauribili e riuscivano a manovrare chi comandava rimanendo sempre in disparte. Nel tempo sono diventati coloro che hanno deciso il destino di popoli e Stati.

Oggi la nuova casta miliardaria minaccia la nostra società con l’uso disinvolto della tecnologia, dei media, della scienza e delle risorse naturali, alimentando sempre di più il concetto del longtermismo, coltivando il sogno dell’immortalità e innalzandosi al concetto caro agli Dei, la consapevolezza del divino di cui loro si sentono depositari. In questo nuovo romanzo, L’enigma del Patriarca, l’autore riprende i temi a lui cari che con preveggenza hanno immaginato il nostro presente e mescola storia antica e progresso, complotto e azione, filosofia e miti, in una lotta tra Bene e Male e con il dubbio inquietante di dove finisca il primo e inizi il secondo.

Dal Rinascimento con Pico della Mirandola ai Frati Minori della Terra Santa, teatro di guerre e religione, dalla laguna della Serenissima alla capitale inglese, culla dell’arte come dell’economia mondiale, dall’irrefrenabile New York al Monte Olimpo tanto caro a Zeus, si dipana un thriller a tratti storico, d’azione, d’indagine classica, caratterizzato da un profondo sentimento dei personaggi e sempre alla ricerca della verità. Semmai esista.

Trama

 Rifugiatasi a Venezia dopo gli ultimi eventi che l’hanno sconvolta, l’avvocato Elisabeth Scorsese ha deciso di prendersi un anno sabbatico e quale miglior posto in una delle città più belle del mondo. In un giorno di sole, in una passeggiata tra le innumerevoli calle, vede un anziano che sta per scivolare in acqua e si precipita a salvarlo. Lui, grato, le offre un caffè: è l’ex direttore della Biblioteca Marciana, tale professor Sigismondo Altieri che per sdebitarsi le propone una visita “privata” per il giorno successivo. Elisabeth accetta, intrigata da quell’uomo gentile e d’altri tempi ma anche enigmatico e a tratti spigoloso. Durante la visita, il professore Altieri le chiede d’incontrare suo nipote, Andrea Spinazzola, in visita in città: possiede una casa d’aste a Londra e ha bisogno di una consulenza legale. Per lei è ora di tornare e la sua vacanza è durata fin troppo, le manca l’azione e il mondo del lavoro. Quando giunge a Londra accompagnata dalla sua fedele assistente Lara, viene a sapere che l’uomo è scomparso e quando riceve un biglietto enigmatico lasciato per lei in albergo proprio da Spinazzola, il mistero si infittisce.
Deve lasciar perdere o seguire l’istinto per scoprire cosa nasconde quell’uomo?
Anna Pareto ha due grandi passioni, la Storia e i suoi figli, per i quali rinuncerebbe alla prima. Ogni tanto si concede una lettura dei tarocchi anche per spezzare la routine dell’insegnamento di Storia delle Religioni presso l’università di Torino. Gratificante ma ripetitiva. E così quando riceve dal Vaticano l’offerta di redigere una relazione sulla Terra Santa, di cui è la maggiore esperta in Italia, accetta di gran volata e si catapulta a Roma, felice di tornare dove i suoi studi sono cominciati e ha coltivato amicizie altolocate proprio nel piccolo Stato del Papa. Presto si accorgerà che i luoghi santi nascondono segreti che non possono essere rivelati, ne va degli equilibri nel mondo e del destino di milioni di individui. È finita in un gioco più grande di lei, pericoloso e mortale

Due donne lontane, due storie di intrigo e mistero, due vite che sono destinate a incrociarsi quando il pericolo si trasforma in crimine e le forze in gioco sono temibili quanto mortali. Per Elisabeth ci sarà un passato che ritorna, per Anna un futuro incerto e insidioso dove nessuno, neanche i suoi figli, saranno al sicuro.

Sergio Fanucci (1965), figlio e nipote di editori, ha lavorato fin da ragazzo nelle aziende di famiglia e nel 1990 ha ereditato la casa editrice del padre. Da allora ha costruito un catalogo specializzato nella letteratura di genere creando il Gruppo Editoriale Fanucci. Vive a Roma con la moglie, due figlie e un cocker spaniel inglese di nome Bloom. Per Rizzoli ha pubblicato Codice Scorsese (2015), primo volume della Trilogia dei Codici di cui la principale protagonista è l’avvocato italo-americano Elisabeth Scorsese, e il successivo Codice Scriba (2016), cui fa seguito l’ultimo e conclusivo romanzo, Codice Lumière (2018), pubblicato per il marchio Timecrime. Con il ritorno di Elisabeth Scorsese in L’enigma del Patriarca inaugura la nuova Trilogia degli Enigmi, cui farà seguito L’enigma degli Arcani, di prossima pubblicazione in questa stessa collana.

NASCE CAPRICORNO IN NOIR

Grandi autori e grandi storie per esplorare il lato oscuro dell’Italia

Capricorno Edizioni presenta Capricorno in Noir, una collana che porta alla luce il lato più nascosto e inquietante dell’Italia, anzi, delle tante Italie di ieri, di oggi, di domani. Una collezione di grandi autori italiani, noti ed esordienti nel genere; un panorama di ambienti sociali, storie, luoghi, forme narrative: dal noir distopico al noir storico, dal legal thriller all’italiana allo scavo nel nostro inconscio contemporaneo, da storie urbane dure al dark side della provincia profonda. La prima collana noir arricchita da designed edges (o sprayed edges): una tecnica che consiste nel verniciare i bordi di un libro. Si tratta di una tecnica che già da alcuni anni spopola sul mercato anglofono internazionale e che, negli ultimi mesi, è esplosa anche sul mercato italiano. La prima tiratura della collana sarà presentata in edizione speciale, con il taglio delle pagine colorato di nero e una parola chiave descrittiva del volume. 

NICCOLÒ ZANCAN

SPORCA ESTATE

Collana Capricorno in Noir

Pagine: 192 – Prezzo: 14 €

Dall’11 aprile in libreria

 Capricorno Edizioni

Habibi. Amore. Così la chiamano. Perché Salima El Maleh, 19 anni, fa impazzire tutti con il suo corpo e con le sue parole: recita a soggetto. Esaudisce desideri. Nessuno ha più successo di lei nel dark web. Ma proprio all’inizio dell’estate, quando stanno per riaprire le discoteche che annunciano il suo nome per la consacrazione pubblica, Habibi scompare. Dov’è finita Salima El Meleh?

In una Torino soffocata da temperature asfissianti e da livelli di inquinamento ormai fuori controllo, la società è sull’orlo del caos. I droni della polizia sorvegliano un paesaggio urbano consumato dalla violenza e dalla disperazione, dove la legge è un concetto sempre più precario. Ruben Riccardo Rivolta, investigatore privato dal passato tormentato, si vede affidare un incarico all’apparenza semplice: ritrovare Salima, la giovanissima e spregiudicata icona delle profondità nascoste del dark web. Accanto a lui, Vale, la sua assistente enigmatica e affascinante, sempre in equilibrio tra audacia e riservatezza. Quella che sembra una missione facile si trasforma rapidamente in un vortice di pericoli: pestaggi brutali, esplosioni improvvise e scontri creano un clima di tensione impossibile da ignorare. La città, avvolta dalle fiamme della rivolta, si rivela un terreno insidioso dove il confine tra vittime e carnefici è sempre più labile. Tra atmosfere incandescenti e un ritmo narrativo travolgente, Ruben e Valeria affrontano una lotta per la sopravvivenza, scoprendo che spesso la verità è solo un altro inganno.

Dichiara l’Autore:
«Il noir serve per raccontare l’intimo e il sociale, il cuore degli uomini e le città. Non so se questa storia sia un incubo con dentro un sogno, o viceversa. Ma so che da quando l’ho scritta, immaginando un futuro prossimo, l’incubo è sempre più vero e il sogno ancora più necessario».  

NICCOLÒ ZANCAN (Torino 1971) Inviato speciale di La Stampa, nel 2014 ha vinto il Premiolino, uno dei più antichi e importanti premi giornalistici italiani, con un’inchiesta sul caso Stamina, e nel 2016 il Premio Mediterraneo con il romanzo Ti mando un bacio (Sperling & Kupfer 2015). Tra i suoi libri: Dove finisce l’Italia. Viaggio sulla linea sottile dei nostri confini (Feltrinelli 2014) e Antologia degli sconfitti. Cronaca quasi poetica del presente (Einaudi 2024) tra reportage d’inchiesta e romanzo sociale.

Il secondo titolo della collana sarà UN DIO SOLO NON BASTA di Massimo Tallone, in uscita il 4 maggio. 

Vincenzo Galati “Il Redentore. Omicidi rituali e oscuri simbolismi sconvolgono Siena”, Giungla Gialla Mursia

 «Siena, nel suo cuore pulsante, non è solo festa e tradizione; è anche intrigo, passioni travolgenti e, talvolta, vendetta. Il chirurgo potrebbe approfittare di tutto ciò per colpire ancora, scegliendo proprio quella data simbolica per inviare un segnale…»

In libreria per Mursia nella collana Giungla Gialla “Il redentore” (pagg. 298, Euro 18,00), l’intrigante noir di Vincenzo Galati che ammalia il lettore portandolo alla scoperta delle bellezze di Siena e delle sue colline attraverso gli occhi dell’investigatore, il commissario Malaspina, un fiorentino planato «in una provincia come tante, solo più bella di altre…»

«Siena, 3 maggio 2023 – L’alba primaverile tinge Siena di sfumature delicate, mescolando arancione e rosa in un cielo che promette un’altra giornata calda per essere solo maggio. L’aria è impregnata del profumo di fiori e piante, che dai davanzali sembrano osservare i vicoli silenziosi della città, un intrico di stradine antiche come un arazzo intessuto di pietra e storia. Siena non è solo una città; è un universo a sé stante, frammentato in diciassette contrade, ognuna con i propri simboli, colori e leggende. Qui tutto parla di identità…»

Tra i vicoli medievali, piazza del Campo e le contrade, Siena è sconvolta da una serie di omicidi senza apparenti connessioni, ma legati da un unico macabro modus operandi: il killer taglia la lingua alle proprie vittime e lascia nella bocca un cucchiaino d’argento. Il commissario Malaspina, un passato da profiler e un’eccezionale abilità nel comprendere la psiche degli assassini, indaga sul caso con la propria squadra, ma non riesce a individuare il filo rosso che lega gli omicidi. Dietro una solida facciata di dedizione al lavoro e professionalità, però, il commissario cela drammi personali e un passato da redimere: per avere almeno una speranza di fermare il serial killer che continua a uccidere, dovrà fare luce sui propri demoni più segreti e privati. Questa volta, però, non è solo una questione di giustizia: la vita che potrebbe salvare è la sua.

Un giallo, quello di Vincenzo Galati, che abbina una trama ricca di suspence e di colpi di scena alla suggestione dei vicoli e delle colline senesi, affascinando e stupendo il lettore fino all’ultima pagina.

Vincenzo Galati è nato a Genova nel 1971, è laureato in Lettere moderne ed è impiegato per necessità, lettore per passione e scrittore per vizio. Ama l’ironia, le mezze stagioni, gli animali e coltiva un sogno: andare un giorno in pensione. Vive nella campagna senese.

Martin Suter “Melody”, presentazione

[…]In una scrittura tesa e ironica, con dialoghi serrati, moltiplicando diversioni e dettagli enigmatici, intrecciando presente e passato, Martin Suter accumula lentamente la tensione, finché non appare l’altro lato del quadro: una dichiarazione d’amore all’arte dell’inganno che difficilmente potrebbe essere più lucida.(dal Catalogo Sellerio)

Peter Stotz ha 84anni, ma breve è il tempo che ha ancora davanti a sé;  una vita di potere e successo la sua la cui immagine vuole conservare e gestire per il futuro che lo attende: per organizzare il suo archivio  e il suo lascito testamentario, senza falsificare la storia ma passandola al vaglio, in cambio di un ottimo stipendio con vitto e alloggio nella sua villa ottocentesca in una zona residenziale di Zurigo, ha assunto un giovane avvocato  Tom Elmer, 34anni, che si trasferisce nella villa impegnato nel mettere ordine nell’archivio, dove cataloga, legge, conserva o distrugge, e la sera ad ascoltare i racconti di Stotz che riguardano essenzialmente una donna dei cui ritratti sono piene le stanze, una giovane di origini marocchine: Melody, fidanzata di Stotz e scomparsa nel giorno del matrimonio.
Il giovane avvocato nota  che non sempre i racconti dell’anziano Stotz trovano conferma nelle documentazioni, articoli di giornale e corrispondenze private, chiedendosi se il vecchio è davvero quel che dice  di essere e chiedendosi se il suo vero compito non sia quello di ritrovare Melody.
E il romanzo si fa thriller:  fatti e finzioni, ricerche vicine e lontane, infruttuose come quelle della polizia, in un crescendo di tensione, enigmi non risolti e nuove ambiguità mentre i racconti del vecchio pur nella vividezza col tempo assumono l’aspetto di  ingannevoli fantasie.

“Segreti e oscuri retroscena si nascondono dietro i palazzi di Zurigo e le facciate imbiancate del Mediterraneo”.

Martin Suter (Zurigo, 1948) ha lavorato come sceneggiatore televisivo, come reporter e in campo pubblicitario. Con questa casa editrice ha pubblicato L’ultimo dei Weynfeldt (2010), Com’è piccolo il mondo! (2011) Il talento del cuoco (2014, 2018), Montecristo (2015), Creature luminose (2018) e Melody (2025); e, per il ciclo di Allmen, Allmen e le libellule (2011), Allmen e il diamante rosa (2012) e Allmen e le dalie (2015). I suoi libri sono stati tradotti in 32 lingue.

Jean Potts “Due brave sorelle”, Edizioni le Assassine

Per la prima volta in italiano, Jean Potts : una casa e due sorelle intrappolate in un incubo. Un thriller che esplora le dinamiche familiari più oscure.

Traduzione di Paola De Camillis Thomas

Prefazione di Letizia Vicidomini

Edizioni le Assassine

Marcia e Lucy sono due sorelle. Vivono con un padre egoista e tirannico, un medico che ha il suo studio al pianterreno di un edificio di New York di proprietà della famiglia. Sebbene non abbiano una vita che si possa dire allegra, hanno però una tranquillità economica data proprio da quella casa, dove sono nate e dove hanno sempre vissuto.
Un tardo pomeriggio si ritrovano a origliare i discorsi del padre, che sta progettando di sposare al più presto Pam, la sua infermiera, mentre il destino delle figlie sembra essere l’ultimo dei suoi pensieri. Marcia e Lucy stanno così per perdere l’unica sicurezza che possiedono: la loro casa. Marcia che ha un lavoro pare più in grado di affrontare la situazione, mentre Lucy, che è sempre rimasta a casa a prendersi cura del padre, sembra ricevere il colpo maggiore. Quasi subito nasce in loro l’idea di commettere un omicidio. Prima pensano di eliminare Pam, ma poi la soluzione più efficiente risulta quella di uccidere il padre. Non c’è tempo. Dopo una serie di goffi progetti, quando alla fine sono pronte per farlo, il piano va a monte, perché il destino interviene a loro favore.
Tutto risolto? No. In un crescendo di ossessioni, stupidi errori, sospetti e paure ingiustificate la storia precipita. Le sorelle si espongono al punto da essere ricattate. Eppure, non hanno ucciso nessuno, hanno solo pensato di farlo.

 Dalla prefazione di Letizia Vicidomini:

«Appena chiuso questo romanzo sono corsa a cercare qualche immagine dell’autrice, per l’esigenza fortissima di darle un volto, dopo essere stata stretta nelle spire della sua scrittura. Come sempre capita non ho trovato nessuna corrispondenza tra la serena normalità e il sorriso tenue di una pacata signora nata in Nebraska nei primi anni del secolo scorso, e l’entomologa impegnata a sezionare come insetti le due protagoniste della storia. Il loro animo, intendo, i moti vorticosi del desiderio che può diventare letale anche quando non soddisfatto. Forse soprattutto in quei casi, in risposta al motto che predica “attento a ciò che desideri, perché potrebbe realizzarsi” e – aggiungo io – questo potrebbe non piacerti. Le due sorelle Marcia e Lucy sono donne già fatte eppure rimaste figlie, incatenate a un padre incombente come un’ombra lunga e solida che le schiaccia al suolo. La Potts mette per primo lui sotto una lente impietosa, attualissima e critica. È un uomo che domina e nello stesso tempo blandisce, un despota (Marcia lo chiama Sua Altezza) che però sbava davanti alle moine di una infermiera giovane e procace. È un affascinante esemplare di insetto maschio con mandibole forti, che spezzano regolarmente i sogni delle figlie. Loro, invece, sono rispettivamente un insipido bruco, che diventerà farfalla a modo suo nell’evolversi della vicenda, e un attraente ragno pavone che danza spavaldo davanti alle sue vittime, però nascondendo una fragilità tacitata solo da drink terapeutici.»

Jean Potts è nata nel 1910 ed è morta nel 1999. Dopo aver lavorato come insegnante e giornalista, si trasferisce dal Nebraska a New York, dove scopre la sua vocazione di scrittrice. Pubblica racconti per diverse riviste, tra cui Collier’s, McCall’s, Cosmopolitan, Redbook, Ellery Queen’s Mystery Magazine, Alfred Hitchcock’s Magazine e Women’s Day. Con un suo romanzo vince il prestigioso Edgard Award nel 1954. Pubblica in tutto 14 romanzi che sono stati tradotti in diverse lingue.  

Patrizio Nissirio “Lava”, presentazione

Un romanzo che parla di memoria perduta, di luoghi in cui è facile smarrirsi e dell’illusione di pensare di non aver bisogno di nessuno. Con il rischio di precipitare in un cratere e non risalire mai più.(da Arkadia Editore)

Un misterioso lascito con testamento annunciato per lettera, imprevisto e ad opera di sconosciuti, porta il commissario Aurelio Di Giannantonio da Venezia, dove risiede, a Torre del Greco, alle pendici del Vesuvio, terra nero-rossastra, color di lava.
Da questo primo dato che sconcerta verso un crescendo di vicissitudini, misteri, luoghi, in cui è facile perdersi, incontri, ricerche nella memoria perduta, innescata dal testamento, vendette e affari loschi.
Il paesaggio e l’ambientazione sono accurate e vivide sia trattino di Venezia, sia di Torre del Greco, tanto da rendere i luoghi come ulteriori protagonisti della vicenda.
Un vero noir da seguire con molta attenzione proprio perché nulla è sicuro o scontato

Dalla sinossi

[…]Un misterioso benefattore gli ha lasciato una casa dalla quale si vede il golfo di Napoli, la penisola sorrentina e Capri. Ma qualcosa non torna: il poliziotto non sa chi sia il solitario anziano che si è ricordato di lui nel testamento. Girando il paese in cerca di risposte, si imbatte in un manifesto ingiallito che lo coinvolge nella storia di due sorelline scomparse. Vorrebbe ripartire, tornare dalla sua compagna Maria Quaranta, ma è troppo tardi: la sua sete di giustizia lo trascina in un’indagine su cui non ha titolo. Una vicenda difficile da dipanare, in bilico tra loschi traffici della criminalità organizzata e vendette private, che lo vedrà in pericolo di vita, circondato da personaggi omertosi e ambigui all’ombra del vulcano che, impassibile e minaccioso, sovrintende alle vicende umane di una terra antichissima. 

Patrizio Nissirio è un giornalista degli Esteri dell’ANSA, dal 2011 responsabile del servizio multilingue per il Mediterraneo ANSAmed, e coordinatore per l’ANSA di Infomigrants, progetto per l’informazione ai migranti realizzato insieme a France Media Monde e Deutsche Welle. Dottore di ricerca in studi americani, ambito in cui ha pubblicato numerosi saggi accademici in Italia, Usa e Olanda, ha lavorato come corrispondente internazionale dell’agenzia dal 1996 al 2010 a Washington, Atene e Londra. È autore di Dettagli americani. Il paese dietro la bandiera (Liberal libri, 2002) e di Ouzo amaro – La tragedia greca dalle Olimpiadi al gol di Samaras (Fazi, 2012). Nel 2016 ha pubblicato il suo primo romanzo, Una ballata del Mar Egeo (L’Erudita-Giulio Perrone), seguito nel 2017 dalla guida letteraria alla capitale greca “Atene, cannella e cemento armato” (Giulio Perrone), ripubblicato nel 2023, aggiornato e ampliato, con il titolo Ad Atene con Markaris. Il successivo romanzo, Silenzio, è uscito a fine 2019 per Ensemble, editore con cui ha pubblicato a fine 2021 D’inverno, Venezia. Nel 2023 è uscito per Diarkos ‘Il sigaro – L’arte del fumo lento tra storia e personaggi’. Il 25 ottobre ha pubblicato il suo nuovo romanzo, “Lava’, per Arkadia.

Donato Carrisi “La casa dei silenzi”, presentazione

“Giocare con le porte che mettono in comunicazione mondi significa correre il rischio di rimanere per sempre in quella terra di nessuno tra incubi e realtà. Un rischio che Carrisi ci fa balenare a ogni pagina, riuscendo a inquietarci senza violenza né spargimento di sangue. Il fatto è che lui sa benissimo come parlare al bambino nascosto dentro ogni lettore, far riemergere le paure dell’infanzia che non scompaiono affatto con l’età.[…] Carrisi ci cattura ancora una volta nella sua tela, ricordandoci che il nostro mondo di logica e certezze è un’illusione e basta il minimo perché si sgretoli davanti ai nostri occhi”.(da Raffaella Silipo  La Lettura 10 novembre 2024)

Protagonista è ancora  l’ipnotista fiorentino Pietro Gerber, l’«addormentatore di bambini»: La casa dei silenzi, La casa delle voci, La casa senza ricordi e La casa delle luci, raccolgono in modo accurato quanto avvenuto addormentando i  bambini in un suo sonno ipnotico ed entrando nelle loro menti; un mondo in cui non è facile navigare perché è imprevedibile muovercisi come tra sogno e realtà, rischiando di perdercisi come accade nel nuovo caso con il piccolo di Matias di  9 anni che ha un sogno  ricorrente: una donna,  una presenza inquietante che pervade anche le sue giornate oltre le notti tanto da non volersi addormentare. Gerber indagando nei sogni del piccolo scoprirà in effetti avvenimenti reali: un antico omicidio, una bambina abusata, finendo per cadere dentro i propri incubi.


La signora silenziosa abita i suoi sogni come uno spettro, come una presenza inquietante che tracima nella realtà. Non dovrebbe essere nient’altro che un sogno, ma allora…
Allora perché sento che la signora silenziosa è reale? Allora perché sento nel silenzio il ronzio di un immenso sciame di insetti? Allora perché sento che perfino la mia casa, vuota e solitaria, è infestata da fantasmi?
E se la storia della signora silenziosa fosse ancora tutta da scrivere… Come la mia?
Mi chiamo Pietro Gerber, sono l’addormentatore di bambini, e di colpo ho paura di dormire. E ho ancora più paura di stare sveglio.
(da Longanesi Editore)

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La casa senza ricordi

La casa delle luci

L’educazione delle farfalle

e anche

Donato Carrisi “La casa delle voci” di Lara Crinò da La Repubblica Cultura 19 gennaio

Panorama Libri: intervista a Donato Carrisi di Terry Marocco

Donato Carrisi “La casa delle voci” recensione di Alessandra Farinola da Mangialibri

Alessia Gazzola “Miss Bee e il cadavere in biblioteca”, presentazione

Da oggi in libreria

[…]Ambientata nel mondo patinato e decadente dell’aristocrazia britannica al risveglio dall’incubo della Prima Guerra Mondiale, tra seducenti visconti e detective che sognano di tagliar loro la testa come nella rivoluzione francese, questa avventura di Miss Bee è una frizzante e incantevole combinazione di suggestioni – da Agatha Christie a Downton Abbey, dai romanzi di Frances Hodgson Burnett fino a Bridgerton – cui si aggiunge l’inconfondibile unicità del tocco di Alessia Gazzola.(da Longanesi Libri)

La ventenne Beatrice Bernabò, detta Miss Bee, è la nuova protagonista nell’ultimo romanzo della Gazzola, dopo Alice, Costanza e Rachele.
Si è trasferita da qualche anno a Londra da Firenze, con le due sorelle, Clara e Lucilla, e il padre docente universitario.
Intraprendente, alla moda, ironica, questa sua prima indagine-avventura, cui farà seguito “Miss Bee e il principe d’inverno”, la vede partecipe nel mondo dell’aristocrazia inglese a pochi anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale, nel 1924: invitata a cena dalla nobile dirimpettaia, Mrs. Ashbury, vedova e madre dell’affascinante Christopher detto Kit, si troverà in mezzo a un omicidio di cui proprio lui potrebbe essere il colpevole o il seducente visconte suo amico e invitato.

Nel primo capitolo intitolato Il braccialetto, il lettore fa la sua prima conoscenza con la giovane protagonista

Camminando di fretta sotto una pioggerellina molto inglese, Beatrice Bernabò prese una storta. Si fermò sul marciapiede e sollevò la caviglia: aveva appena calpestato un braccialetto che, se non era d’oro, lo sembrava.
Si chinò, lo raccolse da terra e subito dopo si guardò attorno. Alle spalle, a destra, a sinistra. Forse l’aveva smarrito qualcuno nei paraggi? Non c’era nessuno.
Beatrice fece scivolare il bracciale nella tasca del cappotto: doveva solo attraversare la strada e sarebbe rientrata a casa, dove avrebbe potuto osservarlo meglio.
Non appena la porta si chiuse alle sue spalle e prima ancora di togliersi il cappello, Beatrice prese il bracciale.
[…]
«Beatrice, sei tu?» sentì la voce del padre chiamarla dal suo studio.
«Sì?, papa`. Arrivo.» Si tolse il cappellino, appese il cappotto all’attaccapanni e lo raggiunse.
Leonida Bernabò guardò la figlia. « Pensavo che fossi il garzone del latte.»
La mattina precedente, la sua secondogenita si era tagliata i capelli corti: era la moda. Segretamente Beatrice rimpiangeva la bella chioma scura, ma quando poi vedeva le altre ventenni con capigliature rette da lunghe trecce annodate le sembravano delle vecchie prozie e le passava ogni pentimento.
«E invece è la tua figlia scavezzacollo.»
«Dov’eri andata?»
«A farmi prestare un paio di scarpe da Clara.»
«Capisco. Vai a prepararti? È tardi.»
«Sì, ma farò presto.»
Beatrice era invitata a cena a casa di Mrs. Minerva Ashbury, che abitava esattamente di fronte a loro. A pensarci bene, il bracciale che giaceva smarrito nei pressi della sua casa bianca su due piani a Queen’s Gate, nel quartiere di South Kensington, poteva appartenere a lei, o a qualcuno che frequentava casa sua. Era un’ipotesi sensata: gliel’avrebbe mostrato quella sera stessa.
Mrs. Ashbury aveva preso a ben volere le sorelle Bernabò, che si erano trasferite da Firenze nel 1920 insieme al padre Leonida, docente di Italianistica all’Universita` di Londra. Incarico cui il professore aveva aspirato per anni e che era stato favorito dall’ambasciatore italiano nel Regno Unito in persona, amico d’infanzia di Leonida.

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