Sergio Fanucci “L’enigma del Patriarca”, Timecrime (Gruppo editoriale Fanucci)

Una storia in cui le donne sono le vere protagoniste.
Un thriller corale, in giro per il mondo, un tuffo nell’antichità, un intreccio tra libri di storia e cultura, tra fede e religione. Una lettura frenetica dove ogni angolo nasconde un’altra verità e riuscire a scoprire chi manovra il crimine sarà difficile quanto rivelatore.

Timecrime (Gruppo editoriale Fanucci)

Torna in libreria l’autore dell’acclamata Trilogia dei Codici, con il nuovo romanzo, L’enigma del Patriarca, che riprende il personaggio principale, l’avvocato italo-americano Elisabeth Scorsese dopo oltre un anno dagli ultimi avvenimenti.

All’uscita del primo volume Codice Scorsese, dieci anni fa, Sergio Fanucci ha creato un mondo dominato dagli Scriba, figure facoltose, senza scrupoli, con dietro organizzazioni altamente professionali e che si rifanno alla storia dei loro antenati, gli Scriba dell’antichità, uomini vicini a Faraoni, Imperatori, Re, Papi, e oggi vicino a dittatori, Presidenti o finti tali. Erano uomini che gestivano la legge, l’insegnamento, il commercio e l’economia. Avevano accesso a risorse inesauribili e riuscivano a manovrare chi comandava rimanendo sempre in disparte. Nel tempo sono diventati coloro che hanno deciso il destino di popoli e Stati.

Oggi la nuova casta miliardaria minaccia la nostra società con l’uso disinvolto della tecnologia, dei media, della scienza e delle risorse naturali, alimentando sempre di più il concetto del longtermismo, coltivando il sogno dell’immortalità e innalzandosi al concetto caro agli Dei, la consapevolezza del divino di cui loro si sentono depositari. In questo nuovo romanzo, L’enigma del Patriarca, l’autore riprende i temi a lui cari che con preveggenza hanno immaginato il nostro presente e mescola storia antica e progresso, complotto e azione, filosofia e miti, in una lotta tra Bene e Male e con il dubbio inquietante di dove finisca il primo e inizi il secondo.

Dal Rinascimento con Pico della Mirandola ai Frati Minori della Terra Santa, teatro di guerre e religione, dalla laguna della Serenissima alla capitale inglese, culla dell’arte come dell’economia mondiale, dall’irrefrenabile New York al Monte Olimpo tanto caro a Zeus, si dipana un thriller a tratti storico, d’azione, d’indagine classica, caratterizzato da un profondo sentimento dei personaggi e sempre alla ricerca della verità. Semmai esista.

Trama

 Rifugiatasi a Venezia dopo gli ultimi eventi che l’hanno sconvolta, l’avvocato Elisabeth Scorsese ha deciso di prendersi un anno sabbatico e quale miglior posto in una delle città più belle del mondo. In un giorno di sole, in una passeggiata tra le innumerevoli calle, vede un anziano che sta per scivolare in acqua e si precipita a salvarlo. Lui, grato, le offre un caffè: è l’ex direttore della Biblioteca Marciana, tale professor Sigismondo Altieri che per sdebitarsi le propone una visita “privata” per il giorno successivo. Elisabeth accetta, intrigata da quell’uomo gentile e d’altri tempi ma anche enigmatico e a tratti spigoloso. Durante la visita, il professore Altieri le chiede d’incontrare suo nipote, Andrea Spinazzola, in visita in città: possiede una casa d’aste a Londra e ha bisogno di una consulenza legale. Per lei è ora di tornare e la sua vacanza è durata fin troppo, le manca l’azione e il mondo del lavoro. Quando giunge a Londra accompagnata dalla sua fedele assistente Lara, viene a sapere che l’uomo è scomparso e quando riceve un biglietto enigmatico lasciato per lei in albergo proprio da Spinazzola, il mistero si infittisce.
Deve lasciar perdere o seguire l’istinto per scoprire cosa nasconde quell’uomo?
Anna Pareto ha due grandi passioni, la Storia e i suoi figli, per i quali rinuncerebbe alla prima. Ogni tanto si concede una lettura dei tarocchi anche per spezzare la routine dell’insegnamento di Storia delle Religioni presso l’università di Torino. Gratificante ma ripetitiva. E così quando riceve dal Vaticano l’offerta di redigere una relazione sulla Terra Santa, di cui è la maggiore esperta in Italia, accetta di gran volata e si catapulta a Roma, felice di tornare dove i suoi studi sono cominciati e ha coltivato amicizie altolocate proprio nel piccolo Stato del Papa. Presto si accorgerà che i luoghi santi nascondono segreti che non possono essere rivelati, ne va degli equilibri nel mondo e del destino di milioni di individui. È finita in un gioco più grande di lei, pericoloso e mortale

Due donne lontane, due storie di intrigo e mistero, due vite che sono destinate a incrociarsi quando il pericolo si trasforma in crimine e le forze in gioco sono temibili quanto mortali. Per Elisabeth ci sarà un passato che ritorna, per Anna un futuro incerto e insidioso dove nessuno, neanche i suoi figli, saranno al sicuro.

Sergio Fanucci (1965), figlio e nipote di editori, ha lavorato fin da ragazzo nelle aziende di famiglia e nel 1990 ha ereditato la casa editrice del padre. Da allora ha costruito un catalogo specializzato nella letteratura di genere creando il Gruppo Editoriale Fanucci. Vive a Roma con la moglie, due figlie e un cocker spaniel inglese di nome Bloom. Per Rizzoli ha pubblicato Codice Scorsese (2015), primo volume della Trilogia dei Codici di cui la principale protagonista è l’avvocato italo-americano Elisabeth Scorsese, e il successivo Codice Scriba (2016), cui fa seguito l’ultimo e conclusivo romanzo, Codice Lumière (2018), pubblicato per il marchio Timecrime. Con il ritorno di Elisabeth Scorsese in L’enigma del Patriarca inaugura la nuova Trilogia degli Enigmi, cui farà seguito L’enigma degli Arcani, di prossima pubblicazione in questa stessa collana.

NASCE CAPRICORNO IN NOIR

Grandi autori e grandi storie per esplorare il lato oscuro dell’Italia

Capricorno Edizioni presenta Capricorno in Noir, una collana che porta alla luce il lato più nascosto e inquietante dell’Italia, anzi, delle tante Italie di ieri, di oggi, di domani. Una collezione di grandi autori italiani, noti ed esordienti nel genere; un panorama di ambienti sociali, storie, luoghi, forme narrative: dal noir distopico al noir storico, dal legal thriller all’italiana allo scavo nel nostro inconscio contemporaneo, da storie urbane dure al dark side della provincia profonda. La prima collana noir arricchita da designed edges (o sprayed edges): una tecnica che consiste nel verniciare i bordi di un libro. Si tratta di una tecnica che già da alcuni anni spopola sul mercato anglofono internazionale e che, negli ultimi mesi, è esplosa anche sul mercato italiano. La prima tiratura della collana sarà presentata in edizione speciale, con il taglio delle pagine colorato di nero e una parola chiave descrittiva del volume. 

NICCOLÒ ZANCAN

SPORCA ESTATE

Collana Capricorno in Noir

Pagine: 192 – Prezzo: 14 €

Dall’11 aprile in libreria

 Capricorno Edizioni

Habibi. Amore. Così la chiamano. Perché Salima El Maleh, 19 anni, fa impazzire tutti con il suo corpo e con le sue parole: recita a soggetto. Esaudisce desideri. Nessuno ha più successo di lei nel dark web. Ma proprio all’inizio dell’estate, quando stanno per riaprire le discoteche che annunciano il suo nome per la consacrazione pubblica, Habibi scompare. Dov’è finita Salima El Meleh?

In una Torino soffocata da temperature asfissianti e da livelli di inquinamento ormai fuori controllo, la società è sull’orlo del caos. I droni della polizia sorvegliano un paesaggio urbano consumato dalla violenza e dalla disperazione, dove la legge è un concetto sempre più precario. Ruben Riccardo Rivolta, investigatore privato dal passato tormentato, si vede affidare un incarico all’apparenza semplice: ritrovare Salima, la giovanissima e spregiudicata icona delle profondità nascoste del dark web. Accanto a lui, Vale, la sua assistente enigmatica e affascinante, sempre in equilibrio tra audacia e riservatezza. Quella che sembra una missione facile si trasforma rapidamente in un vortice di pericoli: pestaggi brutali, esplosioni improvvise e scontri creano un clima di tensione impossibile da ignorare. La città, avvolta dalle fiamme della rivolta, si rivela un terreno insidioso dove il confine tra vittime e carnefici è sempre più labile. Tra atmosfere incandescenti e un ritmo narrativo travolgente, Ruben e Valeria affrontano una lotta per la sopravvivenza, scoprendo che spesso la verità è solo un altro inganno.

Dichiara l’Autore:
«Il noir serve per raccontare l’intimo e il sociale, il cuore degli uomini e le città. Non so se questa storia sia un incubo con dentro un sogno, o viceversa. Ma so che da quando l’ho scritta, immaginando un futuro prossimo, l’incubo è sempre più vero e il sogno ancora più necessario».  

NICCOLÒ ZANCAN (Torino 1971) Inviato speciale di La Stampa, nel 2014 ha vinto il Premiolino, uno dei più antichi e importanti premi giornalistici italiani, con un’inchiesta sul caso Stamina, e nel 2016 il Premio Mediterraneo con il romanzo Ti mando un bacio (Sperling & Kupfer 2015). Tra i suoi libri: Dove finisce l’Italia. Viaggio sulla linea sottile dei nostri confini (Feltrinelli 2014) e Antologia degli sconfitti. Cronaca quasi poetica del presente (Einaudi 2024) tra reportage d’inchiesta e romanzo sociale.

Il secondo titolo della collana sarà UN DIO SOLO NON BASTA di Massimo Tallone, in uscita il 4 maggio. 

Vincenzo Galati “Il Redentore. Omicidi rituali e oscuri simbolismi sconvolgono Siena”, Giungla Gialla Mursia

 «Siena, nel suo cuore pulsante, non è solo festa e tradizione; è anche intrigo, passioni travolgenti e, talvolta, vendetta. Il chirurgo potrebbe approfittare di tutto ciò per colpire ancora, scegliendo proprio quella data simbolica per inviare un segnale…»

In libreria per Mursia nella collana Giungla Gialla “Il redentore” (pagg. 298, Euro 18,00), l’intrigante noir di Vincenzo Galati che ammalia il lettore portandolo alla scoperta delle bellezze di Siena e delle sue colline attraverso gli occhi dell’investigatore, il commissario Malaspina, un fiorentino planato «in una provincia come tante, solo più bella di altre…»

«Siena, 3 maggio 2023 – L’alba primaverile tinge Siena di sfumature delicate, mescolando arancione e rosa in un cielo che promette un’altra giornata calda per essere solo maggio. L’aria è impregnata del profumo di fiori e piante, che dai davanzali sembrano osservare i vicoli silenziosi della città, un intrico di stradine antiche come un arazzo intessuto di pietra e storia. Siena non è solo una città; è un universo a sé stante, frammentato in diciassette contrade, ognuna con i propri simboli, colori e leggende. Qui tutto parla di identità…»

Tra i vicoli medievali, piazza del Campo e le contrade, Siena è sconvolta da una serie di omicidi senza apparenti connessioni, ma legati da un unico macabro modus operandi: il killer taglia la lingua alle proprie vittime e lascia nella bocca un cucchiaino d’argento. Il commissario Malaspina, un passato da profiler e un’eccezionale abilità nel comprendere la psiche degli assassini, indaga sul caso con la propria squadra, ma non riesce a individuare il filo rosso che lega gli omicidi. Dietro una solida facciata di dedizione al lavoro e professionalità, però, il commissario cela drammi personali e un passato da redimere: per avere almeno una speranza di fermare il serial killer che continua a uccidere, dovrà fare luce sui propri demoni più segreti e privati. Questa volta, però, non è solo una questione di giustizia: la vita che potrebbe salvare è la sua.

Un giallo, quello di Vincenzo Galati, che abbina una trama ricca di suspence e di colpi di scena alla suggestione dei vicoli e delle colline senesi, affascinando e stupendo il lettore fino all’ultima pagina.

Vincenzo Galati è nato a Genova nel 1971, è laureato in Lettere moderne ed è impiegato per necessità, lettore per passione e scrittore per vizio. Ama l’ironia, le mezze stagioni, gli animali e coltiva un sogno: andare un giorno in pensione. Vive nella campagna senese.

Martin Suter “Melody”, presentazione

[…]In una scrittura tesa e ironica, con dialoghi serrati, moltiplicando diversioni e dettagli enigmatici, intrecciando presente e passato, Martin Suter accumula lentamente la tensione, finché non appare l’altro lato del quadro: una dichiarazione d’amore all’arte dell’inganno che difficilmente potrebbe essere più lucida.(dal Catalogo Sellerio)

Peter Stotz ha 84anni, ma breve è il tempo che ha ancora davanti a sé;  una vita di potere e successo la sua la cui immagine vuole conservare e gestire per il futuro che lo attende: per organizzare il suo archivio  e il suo lascito testamentario, senza falsificare la storia ma passandola al vaglio, in cambio di un ottimo stipendio con vitto e alloggio nella sua villa ottocentesca in una zona residenziale di Zurigo, ha assunto un giovane avvocato  Tom Elmer, 34anni, che si trasferisce nella villa impegnato nel mettere ordine nell’archivio, dove cataloga, legge, conserva o distrugge, e la sera ad ascoltare i racconti di Stotz che riguardano essenzialmente una donna dei cui ritratti sono piene le stanze, una giovane di origini marocchine: Melody, fidanzata di Stotz e scomparsa nel giorno del matrimonio.
Il giovane avvocato nota  che non sempre i racconti dell’anziano Stotz trovano conferma nelle documentazioni, articoli di giornale e corrispondenze private, chiedendosi se il vecchio è davvero quel che dice  di essere e chiedendosi se il suo vero compito non sia quello di ritrovare Melody.
E il romanzo si fa thriller:  fatti e finzioni, ricerche vicine e lontane, infruttuose come quelle della polizia, in un crescendo di tensione, enigmi non risolti e nuove ambiguità mentre i racconti del vecchio pur nella vividezza col tempo assumono l’aspetto di  ingannevoli fantasie.

“Segreti e oscuri retroscena si nascondono dietro i palazzi di Zurigo e le facciate imbiancate del Mediterraneo”.

Martin Suter (Zurigo, 1948) ha lavorato come sceneggiatore televisivo, come reporter e in campo pubblicitario. Con questa casa editrice ha pubblicato L’ultimo dei Weynfeldt (2010), Com’è piccolo il mondo! (2011) Il talento del cuoco (2014, 2018), Montecristo (2015), Creature luminose (2018) e Melody (2025); e, per il ciclo di Allmen, Allmen e le libellule (2011), Allmen e il diamante rosa (2012) e Allmen e le dalie (2015). I suoi libri sono stati tradotti in 32 lingue.

Jean Potts “Due brave sorelle”, Edizioni le Assassine

Per la prima volta in italiano, Jean Potts : una casa e due sorelle intrappolate in un incubo. Un thriller che esplora le dinamiche familiari più oscure.

Traduzione di Paola De Camillis Thomas

Prefazione di Letizia Vicidomini

Edizioni le Assassine

Marcia e Lucy sono due sorelle. Vivono con un padre egoista e tirannico, un medico che ha il suo studio al pianterreno di un edificio di New York di proprietà della famiglia. Sebbene non abbiano una vita che si possa dire allegra, hanno però una tranquillità economica data proprio da quella casa, dove sono nate e dove hanno sempre vissuto.
Un tardo pomeriggio si ritrovano a origliare i discorsi del padre, che sta progettando di sposare al più presto Pam, la sua infermiera, mentre il destino delle figlie sembra essere l’ultimo dei suoi pensieri. Marcia e Lucy stanno così per perdere l’unica sicurezza che possiedono: la loro casa. Marcia che ha un lavoro pare più in grado di affrontare la situazione, mentre Lucy, che è sempre rimasta a casa a prendersi cura del padre, sembra ricevere il colpo maggiore. Quasi subito nasce in loro l’idea di commettere un omicidio. Prima pensano di eliminare Pam, ma poi la soluzione più efficiente risulta quella di uccidere il padre. Non c’è tempo. Dopo una serie di goffi progetti, quando alla fine sono pronte per farlo, il piano va a monte, perché il destino interviene a loro favore.
Tutto risolto? No. In un crescendo di ossessioni, stupidi errori, sospetti e paure ingiustificate la storia precipita. Le sorelle si espongono al punto da essere ricattate. Eppure, non hanno ucciso nessuno, hanno solo pensato di farlo.

 Dalla prefazione di Letizia Vicidomini:

«Appena chiuso questo romanzo sono corsa a cercare qualche immagine dell’autrice, per l’esigenza fortissima di darle un volto, dopo essere stata stretta nelle spire della sua scrittura. Come sempre capita non ho trovato nessuna corrispondenza tra la serena normalità e il sorriso tenue di una pacata signora nata in Nebraska nei primi anni del secolo scorso, e l’entomologa impegnata a sezionare come insetti le due protagoniste della storia. Il loro animo, intendo, i moti vorticosi del desiderio che può diventare letale anche quando non soddisfatto. Forse soprattutto in quei casi, in risposta al motto che predica “attento a ciò che desideri, perché potrebbe realizzarsi” e – aggiungo io – questo potrebbe non piacerti. Le due sorelle Marcia e Lucy sono donne già fatte eppure rimaste figlie, incatenate a un padre incombente come un’ombra lunga e solida che le schiaccia al suolo. La Potts mette per primo lui sotto una lente impietosa, attualissima e critica. È un uomo che domina e nello stesso tempo blandisce, un despota (Marcia lo chiama Sua Altezza) che però sbava davanti alle moine di una infermiera giovane e procace. È un affascinante esemplare di insetto maschio con mandibole forti, che spezzano regolarmente i sogni delle figlie. Loro, invece, sono rispettivamente un insipido bruco, che diventerà farfalla a modo suo nell’evolversi della vicenda, e un attraente ragno pavone che danza spavaldo davanti alle sue vittime, però nascondendo una fragilità tacitata solo da drink terapeutici.»

Jean Potts è nata nel 1910 ed è morta nel 1999. Dopo aver lavorato come insegnante e giornalista, si trasferisce dal Nebraska a New York, dove scopre la sua vocazione di scrittrice. Pubblica racconti per diverse riviste, tra cui Collier’s, McCall’s, Cosmopolitan, Redbook, Ellery Queen’s Mystery Magazine, Alfred Hitchcock’s Magazine e Women’s Day. Con un suo romanzo vince il prestigioso Edgard Award nel 1954. Pubblica in tutto 14 romanzi che sono stati tradotti in diverse lingue.  

Patrizio Nissirio “Lava”, presentazione

Un romanzo che parla di memoria perduta, di luoghi in cui è facile smarrirsi e dell’illusione di pensare di non aver bisogno di nessuno. Con il rischio di precipitare in un cratere e non risalire mai più.(da Arkadia Editore)

Un misterioso lascito con testamento annunciato per lettera, imprevisto e ad opera di sconosciuti, porta il commissario Aurelio Di Giannantonio da Venezia, dove risiede, a Torre del Greco, alle pendici del Vesuvio, terra nero-rossastra, color di lava.
Da questo primo dato che sconcerta verso un crescendo di vicissitudini, misteri, luoghi, in cui è facile perdersi, incontri, ricerche nella memoria perduta, innescata dal testamento, vendette e affari loschi.
Il paesaggio e l’ambientazione sono accurate e vivide sia trattino di Venezia, sia di Torre del Greco, tanto da rendere i luoghi come ulteriori protagonisti della vicenda.
Un vero noir da seguire con molta attenzione proprio perché nulla è sicuro o scontato

Dalla sinossi

[…]Un misterioso benefattore gli ha lasciato una casa dalla quale si vede il golfo di Napoli, la penisola sorrentina e Capri. Ma qualcosa non torna: il poliziotto non sa chi sia il solitario anziano che si è ricordato di lui nel testamento. Girando il paese in cerca di risposte, si imbatte in un manifesto ingiallito che lo coinvolge nella storia di due sorelline scomparse. Vorrebbe ripartire, tornare dalla sua compagna Maria Quaranta, ma è troppo tardi: la sua sete di giustizia lo trascina in un’indagine su cui non ha titolo. Una vicenda difficile da dipanare, in bilico tra loschi traffici della criminalità organizzata e vendette private, che lo vedrà in pericolo di vita, circondato da personaggi omertosi e ambigui all’ombra del vulcano che, impassibile e minaccioso, sovrintende alle vicende umane di una terra antichissima. 

Patrizio Nissirio è un giornalista degli Esteri dell’ANSA, dal 2011 responsabile del servizio multilingue per il Mediterraneo ANSAmed, e coordinatore per l’ANSA di Infomigrants, progetto per l’informazione ai migranti realizzato insieme a France Media Monde e Deutsche Welle. Dottore di ricerca in studi americani, ambito in cui ha pubblicato numerosi saggi accademici in Italia, Usa e Olanda, ha lavorato come corrispondente internazionale dell’agenzia dal 1996 al 2010 a Washington, Atene e Londra. È autore di Dettagli americani. Il paese dietro la bandiera (Liberal libri, 2002) e di Ouzo amaro – La tragedia greca dalle Olimpiadi al gol di Samaras (Fazi, 2012). Nel 2016 ha pubblicato il suo primo romanzo, Una ballata del Mar Egeo (L’Erudita-Giulio Perrone), seguito nel 2017 dalla guida letteraria alla capitale greca “Atene, cannella e cemento armato” (Giulio Perrone), ripubblicato nel 2023, aggiornato e ampliato, con il titolo Ad Atene con Markaris. Il successivo romanzo, Silenzio, è uscito a fine 2019 per Ensemble, editore con cui ha pubblicato a fine 2021 D’inverno, Venezia. Nel 2023 è uscito per Diarkos ‘Il sigaro – L’arte del fumo lento tra storia e personaggi’. Il 25 ottobre ha pubblicato il suo nuovo romanzo, “Lava’, per Arkadia.

Donato Carrisi “La casa dei silenzi”, presentazione

“Giocare con le porte che mettono in comunicazione mondi significa correre il rischio di rimanere per sempre in quella terra di nessuno tra incubi e realtà. Un rischio che Carrisi ci fa balenare a ogni pagina, riuscendo a inquietarci senza violenza né spargimento di sangue. Il fatto è che lui sa benissimo come parlare al bambino nascosto dentro ogni lettore, far riemergere le paure dell’infanzia che non scompaiono affatto con l’età.[…] Carrisi ci cattura ancora una volta nella sua tela, ricordandoci che il nostro mondo di logica e certezze è un’illusione e basta il minimo perché si sgretoli davanti ai nostri occhi”.(da Raffaella Silipo  La Lettura 10 novembre 2024)

Protagonista è ancora  l’ipnotista fiorentino Pietro Gerber, l’«addormentatore di bambini»: La casa dei silenzi, La casa delle voci, La casa senza ricordi e La casa delle luci, raccolgono in modo accurato quanto avvenuto addormentando i  bambini in un suo sonno ipnotico ed entrando nelle loro menti; un mondo in cui non è facile navigare perché è imprevedibile muovercisi come tra sogno e realtà, rischiando di perdercisi come accade nel nuovo caso con il piccolo di Matias di  9 anni che ha un sogno  ricorrente: una donna,  una presenza inquietante che pervade anche le sue giornate oltre le notti tanto da non volersi addormentare. Gerber indagando nei sogni del piccolo scoprirà in effetti avvenimenti reali: un antico omicidio, una bambina abusata, finendo per cadere dentro i propri incubi.


La signora silenziosa abita i suoi sogni come uno spettro, come una presenza inquietante che tracima nella realtà. Non dovrebbe essere nient’altro che un sogno, ma allora…
Allora perché sento che la signora silenziosa è reale? Allora perché sento nel silenzio il ronzio di un immenso sciame di insetti? Allora perché sento che perfino la mia casa, vuota e solitaria, è infestata da fantasmi?
E se la storia della signora silenziosa fosse ancora tutta da scrivere… Come la mia?
Mi chiamo Pietro Gerber, sono l’addormentatore di bambini, e di colpo ho paura di dormire. E ho ancora più paura di stare sveglio.
(da Longanesi Editore)

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Alessia Gazzola “Miss Bee e il cadavere in biblioteca”, presentazione

Da oggi in libreria

[…]Ambientata nel mondo patinato e decadente dell’aristocrazia britannica al risveglio dall’incubo della Prima Guerra Mondiale, tra seducenti visconti e detective che sognano di tagliar loro la testa come nella rivoluzione francese, questa avventura di Miss Bee è una frizzante e incantevole combinazione di suggestioni – da Agatha Christie a Downton Abbey, dai romanzi di Frances Hodgson Burnett fino a Bridgerton – cui si aggiunge l’inconfondibile unicità del tocco di Alessia Gazzola.(da Longanesi Libri)

La ventenne Beatrice Bernabò, detta Miss Bee, è la nuova protagonista nell’ultimo romanzo della Gazzola, dopo Alice, Costanza e Rachele.
Si è trasferita da qualche anno a Londra da Firenze, con le due sorelle, Clara e Lucilla, e il padre docente universitario.
Intraprendente, alla moda, ironica, questa sua prima indagine-avventura, cui farà seguito “Miss Bee e il principe d’inverno”, la vede partecipe nel mondo dell’aristocrazia inglese a pochi anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale, nel 1924: invitata a cena dalla nobile dirimpettaia, Mrs. Ashbury, vedova e madre dell’affascinante Christopher detto Kit, si troverà in mezzo a un omicidio di cui proprio lui potrebbe essere il colpevole o il seducente visconte suo amico e invitato.

Nel primo capitolo intitolato Il braccialetto, il lettore fa la sua prima conoscenza con la giovane protagonista

Camminando di fretta sotto una pioggerellina molto inglese, Beatrice Bernabò prese una storta. Si fermò sul marciapiede e sollevò la caviglia: aveva appena calpestato un braccialetto che, se non era d’oro, lo sembrava.
Si chinò, lo raccolse da terra e subito dopo si guardò attorno. Alle spalle, a destra, a sinistra. Forse l’aveva smarrito qualcuno nei paraggi? Non c’era nessuno.
Beatrice fece scivolare il bracciale nella tasca del cappotto: doveva solo attraversare la strada e sarebbe rientrata a casa, dove avrebbe potuto osservarlo meglio.
Non appena la porta si chiuse alle sue spalle e prima ancora di togliersi il cappello, Beatrice prese il bracciale.
[…]
«Beatrice, sei tu?» sentì la voce del padre chiamarla dal suo studio.
«Sì?, papa`. Arrivo.» Si tolse il cappellino, appese il cappotto all’attaccapanni e lo raggiunse.
Leonida Bernabò guardò la figlia. « Pensavo che fossi il garzone del latte.»
La mattina precedente, la sua secondogenita si era tagliata i capelli corti: era la moda. Segretamente Beatrice rimpiangeva la bella chioma scura, ma quando poi vedeva le altre ventenni con capigliature rette da lunghe trecce annodate le sembravano delle vecchie prozie e le passava ogni pentimento.
«E invece è la tua figlia scavezzacollo.»
«Dov’eri andata?»
«A farmi prestare un paio di scarpe da Clara.»
«Capisco. Vai a prepararti? È tardi.»
«Sì, ma farò presto.»
Beatrice era invitata a cena a casa di Mrs. Minerva Ashbury, che abitava esattamente di fronte a loro. A pensarci bene, il bracciale che giaceva smarrito nei pressi della sua casa bianca su due piani a Queen’s Gate, nel quartiere di South Kensington, poteva appartenere a lei, o a qualcuno che frequentava casa sua. Era un’ipotesi sensata: gliel’avrebbe mostrato quella sera stessa.
Mrs. Ashbury aveva preso a ben volere le sorelle Bernabò, che si erano trasferite da Firenze nel 1920 insieme al padre Leonida, docente di Italianistica all’Universita` di Londra. Incarico cui il professore aveva aspirato per anni e che era stato favorito dall’ambasciatore italiano nel Regno Unito in persona, amico d’infanzia di Leonida.

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Le novità del Gruppo Editoriale Fanucci di fine ottobre

HUNTED BY FATE – CACCIATA DAL DESTINO di Shannon Mayer

Traduzione dall’inglese di Vinicius Letale
Genere: Paranormal Romance
Leggereditore
Uscita: 21 ottobre

Torna l’autrice di Taken by Fate: Presa dal destino, primo volume della serie The Alpha Territories, con il sequel Hunted by Fate: Cacciata dal destino, un romantasy destinato a un pubblico new adult e diventato un #booktiktok.

Il re dei vampiri è morto. Ora sono in fuga dal suo folle successore insieme a un principe vampiro gravemente ferito e a una cameriera innamorata di lui. E io che pensavo che i Giochi del Raccolto fossero la parte peggiore… Per non parlare della mia ossessione per il generale dell’esercito dei vampiri, incaricato di guidare la squadra mandata a uccidere me e la mia non proprio allegra banda di disadattati. L’unica possibilità che abbiamo di uscirne vivi è quella di gettarci alla mercé dei vicini licantropi e sperare che non ci facciano a pezzetti. Sono loro la chiave per sconfiggere il neoincoronato “re” Edmund e salvare il regno dei vampiri da un terribile e pericoloso ritorno a tempi ormai dimenticati, dominati dal caos e da una crudeltà incontrollata. Ma per riuscire a negoziare un’alleanza fra due specie in guerra da secoli serviranno un pizzico di astuzia e un’abbondante dose di audacia. È una vera fortuna che io ne abbia da vendere.

Shannon Mayer vive in Canada insieme al marito e il figlio. È autrice bestseller, secondo il Wall Street Journal e USA Today, di numerosi romanzi urban fantasy, paranormal romance ed epic fantasy, di cui la serie Shadowspell Academy scritta insieme all’autrice K.F. Breene: Fanucci Editore ha pubblicato il primo e secondo capitolo, Shadowspell Academy: L’incantesimo dell’ombra e Shadowspell Academy: La magia dell’ombra. Di prossima pubblicazione anche il terzo volume. Leggereditore ha invece pubblicato i primi due capitoli della serie The Alpha Territories, Taken by Fate. Presa dal destino e ora anche il sequel Hunted by Fate. Cacciati dal destino, a cui presto farà seguito Claimed by Fate.

HE GREAT WHEN-IL GRANDE QUANDO di Alan Moore

Traduzione di Tessa Bernardi
Genere: Fantastico 
dal 25 ottobre in libreria
Fanucci Editore

Con The Great When: Il Grande Quando, Alan Moore inaugura una pentalogia dove la Londra che conosciamo lascia il posto alla meraviglia di una città ricca di mistero, magia e pura follia. Mistico, esilarante e splendidamente costruito, The Great When: Il Grande Quando è un’indimenticabile introduzione al fantastico mondo di Long London, scritto da un autore considerato una leggenda.

Trama: Quando Dennis Knuckleyard, giovane apprendista della feroce Ada ‘Cicca’ Benson, viene incaricato dalla rantolante datrice di lavoro di recuperare un lotto di libri da un collega che vuole disfarsene, e si ritrova per le mani un volumetto che in realtà non dovrebbe esistere, tutto potrebbe immaginare tranne che diventare il protagonista impotente e privo di risorse di una serie di disavventure che lo porterà suo malgrado a esplorare una Londra nascosta e pericolosa, di cui quasi nessuno conosce l’esistenza. Tra venditori ambulanti, maghi, pittori surrealisti, boss della malavita e prostitute dai capelli rosso fuoco, lo sventurato diciottenne si ritrova catapultato in una dimensione parallela alla sua, una Londra onirica che trascende il tempo e lo spazio, dove incontra personaggi in grado di trasformare la sua triste e squallida esistenza nella trama di uno strampalato romanzo da incubo dal quale dovrà cercare di uscire indenne.

Alan Moore è uno scrittore inglese, ampiamente considerato come il migliore e più influente autore nella storia del fumetto. Tra le sue opere fondamentali ricordiamo From Hell, V per Vendetta, Watchmen e La lega degli Straordinari Gentlemen. È nato a Northampton, dove vive da sempre. Dopo Illuminations – I racconti fantastici, una raccolta di testi brevi dal potere visionario, torna nel catalogo Fanucci Editore con The Great When: Il Grande Quando, primo volume della nuova serie Long London. L’autore verrà premiato con una Menzione speciale alla carriera all’edizione 2024 del Premio Internazionale Bottari Lattes Grinzane.

IL TRADITORE di Tom Wood

Traduzione dall’inglese di Laura Pettazzoni
Genere: Thriller
TimeCrime
Uscita: 25 ottobre

Il nuovo elettrizzante romanzo di Tom Wood vede il suo antieroe Victor finalmente in prigione… ma per un crimine che non ha commesso.

Qualcuno lo ha incastrato. Per questo pagherà.  Quando Victor viene arrestato per un omicidio che, una volta tanto, non ha commesso, l’unica via d’uscita per un killer del suo calibro è la fuga. Ma qualcuno lo vuole dietro le sbarre, sorvegliato da agenti della polizia che non hanno idea del mostro con cui hanno a che fare. Ben presto, però, i suoi compagni di prigionia si rendono conto che non è lui a essere intrappolato lì dentro con loro, ma sono loro a essere rinchiusi in una gabbia con il più pericoloso dei criminali. E Victor ha una missione: scovare il traditore. Un thriller ad alta tensione, una storia di bugie e tradimenti con protagonista un assassino professionista accusato, solo in questo caso, ingiustamente. Il decimo volume della serie Victor l’assassino di Tom Wood è la lettura ideale per chi ama gli scontri a fuoco e le fughe al cardiopalma, perfetta per tutti gli estimatori di Lee Child e James Patterson.

Tom Wood è considerato uno dei maestri del thriller internazionale. È nato nello Staffordshire, in Inghilterra, e oggi vive a Londra. Il traditore è il decimo romanzo della serie che vede come protagonista lo spietato sicario Victor, preceduto da Killer, Nemico, Il gioco, La caccia, Il giorno più buio, Nessuna scelta, Scontro finale, Uccidi per me e Un uomo tranquillo, tutti pubblicati da Timecrime. Victor è ormai un personaggio di culto, tanto che Killer, primo capitolo della serie, è diventato un film (2016) per la regia di Pierre Morel.

RITORNO DELLA GUARDIA CREMISI di Ian Cameron Esslemont

Traduzione dall’inglese di Roberto Vitellini
Genere: Fantasy epico
Fanucci Editore
Uscita: 25 ottobre

Epico e travolgente, Ritorno della Guardia Cremisi è il secondo volume della tumultuosa storia sull’Impero Malazan creato da Steven Erikson, per i fan di John Gwynne e Anthony Ryan. La Guardia Cremisi, la famosa compagnia di soldati mercenari, è in marcia verso Quon Tali, il cuore dell’Impero, ma all’interno delle sue file deve affrontare nuove sfide, disordini e ambizioni pericolose. Alcuni elementi dell’élite puntano infatti al raggiungimento di un potere superiore, arcano e dai fini oscuri e misteriosi. Nel frattempo, i generali e i maghi dell’Imperatrice Laseen sono spazientiti nei confronti di quella che considerano una cattiva gestione dell’Impero. Ma Laseen sta davvero perdendo l’autorità e la capacità di governare o è solo una farsa? È forse un modo per sfruttare la rivolta e stanare una volta per tutte gli ultimi fastidiosi sopravvissuti ai tempi del suo predecessore Kellanved?

Ian Cameron Esslemont è nato nel 1962 a Winnipeg, Canada. Laureato in Scrittura creativa, ha studiato e lavorato come archeologo, ha viaggiato molto nel Sudest asiatico e ha vissuto per diversi anni in Thailandia e Giappone. Ora vive a Fairbanks, in Alaska, con la moglie e i figli, e sta attualmente facendo un dottorato di ricerca in Letteratura inglese. Dopo Notte dei coltelli, già pubblicato da Fanucci Editore, Ritorno della Guardia Cremisi è il secondo romanzo della serie Una storia dell’Impero Malazan, composta da altri quattro volumi: Stonewielder; Orb Sceptre Throne; Blood and Bone e Assail, tutti in uscita in questa collana.

I DRAGHI DELL’ETERNITà di Margaret Weis e Tracy Hickman

Traduzione dall’inglese di Annarita Guarnieri
Genere: Fantasy
Fanucci Editore
Uscita: 25 ottobre

Una ragazza intrepida e i suoi amici hanno inavvertitamente alterato la Storia del loro mondo, e ora devono cercare di ripristinare il tempo in questa emozionante conclusione della trilogia Dragonlance Destinies. Quando Destina Rosethorn e i suoi compagni sono stati trasportati in un’epoca precedente alla loro nascita, ai tempi della Terza Guerra dei Draghi, la Gemma Grigia di Gargath ha portato il caos sul campo di battaglia, modificando così il corso della Storia. Al ritorno alla Locanda dell’Ultima Casa, dove il loro viaggio è iniziato, il gruppo di Destina scopre un mondo completamente cambiato. Le forze del male ora dominano la loro terra mentre il Fiume del Tempo scorre inesorabile verso il presente: Destina e i suoi amici devono fare un ultimo, disperato tentativo di riportarlo nel suo giusto canale. Qualora dovessero fallire, il passato alterato travolgerà il presente finché non resterà più traccia del loro vecchio mondo. Mai destino è stato più in bilico e nefasto.

Margaret Weis e Tracy Hickman hanno pubblicato il primo volume di Le Cronache di Dragonlance, I Draghi del Crepuscolo d’autunno (Armenia, 1988), nel 1984. Dopo oltre trentacinque anni, contano una collaborazione su più di trenta romanzi ambientati in diversi mondi fantastici. Hickman sta attualmente lavorando con suo figlio, Curtis Hickman, per Hyper Reality Partners, creando storie e progetti per simulazioni di realtà virtuale integrali e totalmente immersive, mentre Weis è istruttrice agonistica di flyball, sport cinofilo californiano. Dopo I Draghi dell’Inganno e I Draghi del Destino, I Draghi dell’Eternità è il terzo romanzo della nuova trilogia Dragonlance Destinies a essere pubblicato in questa collana.

THE SCARLET ALCHEMIST: L’ALCHIMISTA SCARLATTA di Kylie Lee Baker

Traduzione dall’inglese di Roberta Montroni
Genere: fantasy YA
Fanucci Editore
Uscita: 25 ottobre

Dall’autrice di La collezionista di anime arriva una dilogia fantasy di cui The Scarlet Alchemist: L’Alchimista Scarlatta è il primo volume: una ragazza povera con la capacità di resuscitare i morti rimane invischiata nei pericolosi giochi politici della famiglia reale.

Zilan sogna di diventare un’alchimista reale, di provvedere al sostentamento della sua famiglia producendo oro e gemme alchemiche, che donano ai più ricchi l’eterna giovinezza. Ma per ora è costretta a rimanere nel suo piccolo villaggio della Cina meridionale, dove per mantenersi pratica una forma illegale di alchimia: resuscitare i morti a pagamento. Quando le si presenta l’opportunità di completare gli esami imperiali, si dirige verso la capitale per competere contro i migliori alchimisti del Paese in sfide ardue ed estremamente pericolose. Come se non bastasse la sua fama da ‘resuscitatrice di morti’ la perseguita, e il principe ereditario in persona cerca il suo aiuto, sospettando un imminente attentato. Più emerge il suo talento e aumentano i successi durante le prove, più lei resta coinvolta negli intrighi politici della famiglia reale. Tra le mura del palazzo si aggirano mostri, ed è solo questione di tempo prima che questi e i segreti del suo passato vengano a reclamare il conto. Una lettura perfetta per chi ha apprezzato Il principe crudele di Holly Black, per chi ama i romanzi sull’alchimia e la magia oscura e per chi adora storie ricche di sfide e intrighi di corte; il tutto condito da leggende e ambientazioni dell’antica Cina.

Kylie Lee Baker è cresciuta a Boston e ha vissuto ad Atlanta, Salamanca e Seoul. Il suo lavoro è influenzato dalle origini miste (giapponesi, cinesi e irlandesi) e dalle esperienze di vita all’estero, sia come studentessa sia come insegnante. Ha una laurea in Scrittura creativa e Spagnolo presso la Emory University e un master in Scienze biblioteconomiche e dell’informazione presso la Simmons University. Nel tempo libero suona il violoncello, guarda film dell’orrore e prepara troppi biscotti. Dopo la prima dilogia composta da La collezionista di anime e L’imperatrice delle anime, disponibili nella presente collana, Fanucci Editore pubblica The Scarlet Alchemist: L’Alchimista Scarlatta, primo volume dell’omonima serie.

Linda Di Martino “La donna d’oro”, presentazione di Salvina Pizzuoli

Editrice Laurum

Un romanzo datato 2003 di una scrittrice non molto conosciuta ma che merita, a mio avviso, di essere sottratta all’oblio e vado a spiegarne le diverse motivazioni.

Il romanzo mi è stato segnalato dall’amico Lamberto Salucco, appassionato e curioso della Firenze scomparsa, che ha dedicato alla ricerca e alla riscoperta tempo, impegno e scritti, nonché tratto la soddisfazione di conoscerne e di averne riscoperto, anche se in parte, i luoghi spariti proprio perché nascosti e ormai invisibili dentro le ricostruzioni e le molte demolizioni al tempo della breve parentesi che vide Firenze capitale.

La donna d’oro propone nelle proprie pagine, sotto forma di romanzo, la descrizione, nata dalla ricerca documentata, di un quartiere del centro storico della città, protagonista anch’esso e sul cui sfondo si sviluppa una storia noir
Il fascino del luogo si lega a molti scritti e a molte opere d’arte, immagini e foto, che ne hanno fermato nel tempo i colori e la bizzarria: il Ghetto.

Nato nel 1571 confinava con il Mercato Vecchio, oggi piazza della Repubblica, ed era delimitato dall’attuale via Roma, via de’ Pecori e via Brunelleschi: un quartiere della città nel quale si accedeva per tre porte. Dal 1750 ne iniziò la chiusura e le famiglie degli ebrei trovarono nuove sistemazioni ad eccezione di quelle più disagiate, ma il quartiere divenne progressivamente dimora della popolazione più povera e ricettacolo di malviventi. La vera ristrutturazione complessiva e profonda avverrà a partire dal 1880.

Breve cronistoria, proprio per risalire al contenuto del romanzo.

Scritto e pubblicato nel 2003 nasce come romanzo storico a trama gialla, opera della giallista Linda Di Martino che aveva pubblicato per il Giallo Mondadori nel 1987 “Troppo bella per vivere” con lo pseudonimo di Drinna Domizia, esordio seguito da altri scritti tra i quali La donna d’oro che nel saggio di Elisabetta Bacchereti *(2015) trova ampia documentazione, l’analisi del contenuto e la novità e l’originalità.

“Il romanzo della Di Martino, con il suo ibridismo postmoderno di modelli narrativi (romanzo storico, noir, Bildungsroman), e il gioco intertestuale e citazionale tra immagini e documenti, se restituisce in una dimensione finzionale i termini della questione fiorentina, tuttavia trascende la contingenza e le circostanze storiche per rappresentare il conflitto insanabile tra esigenze di sviluppo e di modernità, spesso solo mascherati interessi speculativi, e salvaguardia di un patrimonio culturale e storico, difesa o conservazione di un ecosistema naturale o antropico, o urbano. D’altro canto conferma la vocazione della “giallista” fiorentina, del tutto ignorata dalla letteratura critica e dalla storiografia letteraria relative sia al romanzo neostorico sia alla narrativa di genere e di gender, a raccontare il crimine “non come esplosione di follia idiota o crimine organizzato o violenza brutale”, bensì come “manifestazione abnorme della passione dell’animo o della mente”.

La protagonista è una diciassettenne, Lucilla Compagni, e sta per diplomarsi come maestra. È nata e cresciuta nel Ghetto: il padre è mosaicista presso il Regio Opificio delle Pietre Dure, la madre cuce di fino. Per andare a scuola e per le commissioni quotidiane ne attraversa l’intricata topografia e incontra quelli che ne sono gli abituali abitanti: l’ebrea cieca Naomi, la figlia di lei  Ruth sua coetanea ed amica, l’orafo Mastrogiudeo, per il quale posa per l’angelo della pala d’altare che sta realizzando, Don Matteo il parroco della Chiesa di San Tommaso, dove Lucilla insegna Catechismo ai bambini cristiani e aiuta quelli ebrei nei compiti scolastici, fino a Carmignate che gestisce  lo sfruttamento della prostituzione e la criminalità organizzata dentro e fuori del Ghetto garantendone anche  l’ordine interno; solo per citarne alcuni.
È il 1884 e, in base al Progetto di riordino del Rimediotti, è iniziato l’esproprio e l’evacuazione più o meno forzosa degli abitanti in altre zone della città. Anche la famiglia di Lucilla dovrà andarsene entro la fine dell’anno: sono gli articoli del giornalista de La Nazione, che si firma Jarro, che la indurranno a svolgere una vera e propria indagine a confronto tra la realtà e quanto scritto dal giornalista che così tanto scalpore ha suscitato in città. Una verità storica:  il giornalista e scrittore Giulio Piccini (1848-1915)  aveva pubblicato su La Nazione nel 1881 una serie di otto articoli, che successivamente (1998) saranno raccolti in volume col titolo Firenze sotterranea, divenendo propugnatore del Progetto di Riordino del centro storico di Firenze cui si dimostrarono accesi avversari molti intellettuali e scrittori, fiorentini e soprattutto inglesi, per quello sventramento negativo nel bilancio tra memoria storica e modernizzazione.

Come si legge in uno stralcio dal testo del romanzo in cui l’autrice fa citare Jarro dalla voce della stessa protagonista.

“Io, nata alla fine del 1867, nel cuore di Firenze Capitale, un cuore antico e non vecchio (così dice il babbo) ora che il Ghetto viene minacciato da ogni parte e condannato comunque a non esistere com’era, io ne scopro la singolarità, ne temo la rovina, ne prevedo la nostalgia. Merito o colpa di uno che si firma Jarro”.

Ma la storia si amplia e si tinge di nero.

Mastrogiudeo, diventa personaggio chiave del romanzo: è un giovane orafo cristiano perso d’amore per una giovane zingara ebrea, al punto da abbandonare casa, famiglia e religione, per trasferirsi con lei nel Ghetto. Per dieci anni era vissuta con Mastrogiudeo, che le faceva indossare i più preziosi gioielli destinati alle dame più ricche. Lei, soprannominata la Sunamite che, come si legge nel Libro dei Re, era una vergine di assoluta bellezza,  è la “donna d’oro”. Poi nell’inverno terribile del 1834, l’anno del colera, l’aveva perduta per sempre ma, dalla scomparsa di lei, aveva preso con maggiore impegno a operare per il Ghetto e i suoi abitanti e durante l’epidemia e poi durante l’alluvione del 1844, quando l’acqua aveva messo in serio pericolo la stabilità degli edifici. In quella circostanza l’orafo era diventato l’eroe del quartiere, essendo riuscito a far saltare, con l’aiuto di don Matteo, alcune pareti sotterranee e a far defluire l’acqua.

Sarà la nostra protagonista a scoprire le vere ragioni di tanta prodiga generosità che noi non sveliamo per evidenti motivi.

 Non ci resta che seguire Lucilla e riscoprire attraverso i suoi occhi di protagonista una parte della Firenze scomparsa in nome di quel “decoro”, come si legge nella targa in alto nell’Arcone di trionfo che affaccia su piazza della Repubblica L’ANTICO CENTRO DELLA CITTÀ DA SECOLARE SQUALLORE A VITA NUOVA RESTITUITO MDCCCXCV (1895) fino alla conclusione inattesa.


*Elisabetta Bacchereti Università degli Studi di Firenze “Linda Di Martino, La Donna d’Oro. Miserie e nobiltà della Firenze perduta”