“Perdersi” in italiano, titolo originale “Falling” che tradotto alla lettera sta per caduta, racconta un’esperienza vissuta in prima persona dall’autrice e poi trasposta in maniera romanzata. Scrivere può essere catartico ovvero potrebbe permette di distaccarsi e di possedere meglio quanto interiorizzato o quanto non ancora completamente metabolizzato? Non è per tutti così, ma certamente per qualcuno è una strada da percorrere: la “Howard si mette a nudo e lo fa con una sincerità e un’umiltà davvero commoventi. Perdersi” , si legge nella presentazione dal Catalogo della Fazi Editore, è il “ritratto magistrale di un plagio psicologico e scavo profondo dentro una mente malata, è una testimonianza preziosa e conferma, ancora una volta, il suo grande talento nel raccontare”. La protagonista è Daisy commediografa di successo, dietro la quale rivive la propria disavventura la Howard, che provata dall’abbandono del marito si è rifugiata in un cottage con un giardino tutto da risistemare; si imbatte così in Henry un giardiniere. Ma chi è davvero Henry?

Henry è un ultrasessantenne solo e piuttosto male in arnese, che vive sulla barca di una coppia di amici. La sua è stata un’esistenza sfortunata e apparentemente segnata dalla crudeltà delle donne. Lettore e pensatore, è un uomo privo di mezzi, ma non di fascino. Daisy è una drammaturga di successo, anche lei ha superato i sessant’anni e conduce una vita piuttosto solitaria in un piccolo cottage di campagna con giardino che ha da poco acquistato, dove contempla l’enorme vuoto affettivo che nessun uomo ormai riempirà più, nonostante una parte di lei continui a desiderare di essere amata ancora una volta. Quando Henry si offre come giardiniere, all’inizio Daisy è diffidente, ma poi gli consente di insinuarsi pian piano nella sua vita quotidiana: bisognosa com’è di affetto e attenzione, abbocca facilmente al suo amo. La tensione sessuale tra i due cresce in modo graduale, fino a che Daisy ne è obnubilata e non è più in grado di vedere Henry per quello che realmente è, nonostante i suoi amici e sua figlia, perplessi e sospettosi, continuino a metterla in guardia…[…]
Della stessa autrice:

Quattro amiche e un viaggio: da Napoli alla Turchia. Quattro donne diverse di cui una è voce narrante. Non più giovanissime, partono, stringendosi attorno a chi ha subito un lutto terribile. Non semplici donne in un viaggio, ma amiche, come sorelle, che sanno stare accanto le une alle altre, perché il peso del dolore condiviso aiuta a sopravvivere. Ciascuna con il proprio bagaglio di esperienze, di amori, di dolori nel cui vissuto ci sono stratificate le esperienze e le aspirazioni delle donne, di tante, un’intera comunità che non ti fa sentire solo perché la solidarietà ti salva e libera.
Vincitore del Premio Goncourt 2019
Tre voci narranti: un medico psichiatra Germán Velazquez Martín,
Un romanzo breve “Nives”, lungo una telefonata. Un breve antefatto e poi il dialogo tra la protagonista e il veterinario, la motivazione una telefonata d’emergenza che ha per oggetto una gallina imbambolata per poi diventare, sull’onda dei ricordi, una lunga chiacchierata rivelatrice tra due persone in là con l’età, l’una provata dalla morte recente del marito e dalla solitudine, l’altro che affoga spesso nell’alcool buona parte dei suoi pensieri. Sullo sfondo dei fatti, che pian piano si rivelano e svelano nella rilettura a posteriori e a distanza di tempo, la Maremma e i suoi linguaggi.
Andrea ed Edith, così diversi, così inconciliabili: eppure saranno i protagonisti di una grande storia d’amore, parafrasando il titolo che Susanna Tamaro ha dato al suo nuovo romanzo. Vite studiate e analizzate in una genesi lenta, come dichiara l’autrice in un’intervista sul Corriere. “dieci, quindici anni di lavoro. Ricostruisco la genealogia dei personaggi, i comprimari, tutto”. E in più in questo romanzo aggiunge il mare, grande assente nei suoi altri lavori, strana mancanza per lei triestina di nascita. Capitano di mare lui, lei giovane ribelle, si incontrano su un traghetto diretto in Grecia: e da qui un susseguirsi di incontri e partenze, un trovarsi e un perdersi. Eppure, Andrea, con il cui monologo si apre il romanzo, racconterà ad Edith assente tra ricordi e sofferenza come la solitudine lo attanagli “Forse perché, nella distrazione in cui spesso galleggio, fra tutti i pensieri possibili non era mai comparso questo: che tu te ne saresti andata e io sarei rimasto qui, nella nostra casa, a fare la vestale delle tue api”.
Nascita, vita, morte, caduta agli inferi e resurrezione di Grace, protagonista dell’ultimo splendido romanzo di Paul Lynch, ragazzina nata femmina ma a cui la madre impone, rasandole i capelli, una vita da uomo per darle più possibilità di sopravvivere alla durezza della vita e trovare più facilmente lavoro.
Martin Michael Driessen “Fiumi”
Una quarantenne con un nome particolare: Eliete. Due figlie grandi, un marito fissato con i videogiochi online e con il quale fa sesso solo il venerdì, una situazione familiare preceduta da un’infanzia infelice sullo sfondo del Portogallo della rivoluzione; unica figura positiva la nonna ma che Eliete è stata costretta, perché colpita dall’Alzheimer, a ricoverare in casa di cura. Ed è proprio in seguito a questa sofferta decisione che abbandonerà la sua vita fino ad allora “normale”, ovvero vissuta in modo rassegnato e sottomesso anche dalle ipocrisie e dalle convenzioni del Portogallo postrivoluzionario, che Eliete si rifugerà in Tinder, un social dove diventare un’altra.