Theodor W. Adorno “Stelle su misura. L’astrologia nella società contemporanea”, Bibliotheka Edizioni

Introduzione di FRANCO FERRAROTTI

Dal 4 aprile in libreria

Bibliotheka

Residuo di pratiche magiche con le quali gli antichi cercavano di influenzare o di controllare il corso degli eventi, la credenza nei poteri delle stelle, mediata da giornali e riviste, è un fenomeno sociale ancora molto diffuso nel mondo contemporaneo.
Attraverso la penetrante analisi della rubrica astrologica di un quotidiano conservatore americano, il Los Angeles Times, effettuata durante un viaggio negli Stati Uniti avvenuto nei primi anni Cinquanta, Theodor Adorno scandaglia, facendo ampio ricorso alle categorie della psicologia sociale e della psicoanalisi, le ragioni profonde della superstizione, dell’irrazionalismo e dell’autoritarismo nella società di massa. 
Il risultato è il libro Stelle su misura. L’astrologia nella società contemporanea, a lungo introvabile e ora riproposto con una prefazione che Franco Ferrarotti scrisse pochi giorni prima della morte. 

Filosofo e sociologo tedesco, Theodor W. Adorno (1903-1969) fu tra i maggiori esponenti della Scuola di Francoforte e si distinse per una critica radicale all’illuminismo, alla scienza moderna e al capitalismo avanzato. Costretto all’esilio dal nazismo, prima a Oxford e poi negli Stati Uniti, rientrò in Germania nei primi anni Cinquanta e insegnò all’Università di Francoforte. La rubrica astrologica – annota in Stelle su misura – deve essere credibile e personalizzata, non troppo precisa, ma nemmeno del tutto improbabile. Eliminando la distinzione tra realtà e finzione, elargisce consigli di buon senso e risposte utili e sensate su piccoli problemi quotidiani di natura pratica, investendo sulla straordinaria autorità di sedicenti esperti. Con l’effetto di svolgere una discutibile, ma rassicurante funzione di integrazione sociale, che propone soluzioni e mitiga il senso di impotenza degli esseri umani di fronte all’ignoto.

Giorgio Luciano Pani “Poesia, specchio del profondo, NeP Edizioni

“Poesia, specchio del profondo” è la nuova raccolta di poesie di Giorgio Luciano Pani, edita da NeP edizioni.
In un’epoca che sembra aver dimenticato il valore dell’introspezione, queste poesie rappresentano un prezioso stimolo per indagare nel profondo del nostro cuore.
L’autore ha infatti la capacità di dare voce a quelle sfumature dell’animo che spesso restano inespresse, offrendoci l’occasione di fermarci a riflettere e approfondire i sentimenti e le emozioni a cui di solito, presi dal vortice incessante delle nostre vite, non prestiamo la giusta attenzione.
Emozioni che sono fonte di vita, desiderio di pace e di serenità, che rivelano un mondo interiore nascosto, in cui perdersi per ritrovare la vera essenza dell’essere umano. La lettura di questi versi ci astrae così dal mondo concreto, guidandoci attraverso l’amore in tutte le sue
forme, come quello per la bellezza natura, e molteplici sentimenti come passione, amicizia e speranza. È un’occasione per meditare sull’infinita complessità del nostro intimo e sulle numerose
armonie che lo dominano, lo attraggono, lo spaventano, lo mettono in discussione, lo fanno
riflettere. 

Giorgio Luciano Pani si è laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Sassari. Da sempre appassionato apprendista dell’arte della comunicazione, ha svolto attività formative e di ricerca in campo universitario, aziendale e sindacale. Ha scritto diversi libri di saggistica e poesia, con cui ha anche partecipato a concorsi letterari, ottenendo diversi riconoscimenti. Con NeP edizioni ha già pubblicato: “Ritratti femminili tra realtà e mito” (2022), “Sonetti tra le favole” (2023) e “Poesia, amata poesia” (2024).


Come per altri libri dell’autore, l’immagine di copertina è opera di Roberta Repetto, frutto del progetto “La pulce nel disegno” in ricordo di Roberta di tutte le donne vittime di omicidio, a cura dell’associazione “La pulce nell’orecchio”, nata nel 2022 per una diffusione multicanale dei campanelli di allarme che devono suonare quando temiamo per l’incolumità di qualcuno di nostra conoscenza. Il libro è disponibile in formato cartaceo ed e-book, ordinabile in tutte le librerie, sulle principali piattaforme online (Amazon, Feltrinelli, Mondadori, IBS…) e al link: https://www.nepedizioni.com/product/poesia-specchio-del-profondo/

Le pagine di tuttatoscanalibri più lette a marzo 2025

Carlotta Fruttero “Alice ancora non lo sa”
E.Lee Masters “Antologia di Spoon River”
Alberto Moravia “La noia”
Tullio Avoledo “Come si uccide un gentiluomo: La prima indagine dell’avvocato Contrada”
Curiosità bibliofile: I caratteri tipografici
Rico il Riccio e il vecchio Castagno. Una favola musicale
Brunella Schisa “Il velo strappato”
Francesco Randazzo “Tra qui e altrove”
Giuseppe Aragno “Il romanzo della resurrezione”
Alessia Gazzola e la nuova trilogia con Costanza Macallè”
Silvia Nirigua “Tre di notte”
Irene Nemirovsky “Il carnevale di Nizza e altri racconti”

Hans Tuzzi “La letteratura come una delle arti equestri”

Dal 4 aprile in libreria, Italo Svevo Edizioni

La copertina e la sinossi nel Risvolto

Dalla Quarta di copertina

La presentazione di Salvina Pizzuoli

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri

Tutto Tuzzi: i gialli, i saggi, i romanzi, le interviste

Alice Basso “Le ventisette sveglie di Atena Ferraris”, presentazione

[…]”ho ben ventisette sveglie ogni giorno per ricordarmi di lavorare, di mangiare, di andare a letto, di smettere di pensare. Soprattutto faccio troppe domande, dicono. Perché per me è essenziale che ogni cosa abbia una spiegazione. Per questo dirigo una rivista online di enigmistica dove ogni gioco, rebus o anagramma ha una soluzione univoca. Mi fa sentire al sicuro. So che siamo in pochi a ragionare così. Ora, però, è successo qualcosa che ha scombinato le carte”.[…] (da Garzanti Libri)

La colpa è tutta del fratello gemello, Febo, che dopo un rapido successo come giallista, al secondo best seller si è impantanato nel blocco dello scrittore che cerca di sciogliere riaccendendo l’ispirazione tra varie e disparate attività nella speranza di ritrovare l’ estro perduto o in pausa.
Ed eccolo quindi frequentare in  una scuola di magia un corso di prestidigitazione di cui ha però  intravisto risvolti sinistri: convince così la sorella a partecipare. Reputa infatti Atena in grado di aiutarlo a chiarire il mistero proprio perché fra le caratteristiche della sua personalità, che non sopporta le sorprese, con difficoltà gestisce le emozioni e ha problemi di relazioni sociali, tanto che conduce una vita solitaria scandita solo dai continui scambi con lui e tra i suoi giochi enigmistici, c’è una geniale capacità di cogliere e prestare attenzione ai più minuti dettagli, abilità che la rende una perfetta detective.
Dopo un’iniziale riluttanza Atena si farà incuriosire dai sospetti e  affiancherà il fratello e i compagni di corso

Nell’incipit due delle ventisette sveglie…

È lunedi 16 settembre, sono le 16.43, io alzo la testa di scatto e sento che devo chiamare mio fratello.
Sedici e quarantatré. Un vero peccato. Altri due minuti e sarebbe suonata la sveglia. Sarei arrivata giusta giusta alla fine dell’ora e mezza destinata alla costruzione del cruciverba crittografico settimanale. Pace: quando sento che devo chiamare, devo chiamare. […]
lo voglio bene a mio fratello, ho condiviso un utero per otto mesi e mezzo con mio fratello senza strangolarlo, ma nessuno sa esasperarmi quanto lui. E un eczema vivente, l’ortica del prato della mia vita. Sa sempre con precisione la cosa da dire più capace di farmi venire le bolle. Per esempio, adesso: “Facciamo un’oretta”.
Odio quando mi risponde cosi approssimativamente, cioè sempre. E lui lo sa. Non lo sapesse, ma lo sa. Da trent’anni, lo sa. Facciamo ventinove, ché il primo anno non è che abbiamo parlato molto.
Comunque: meglio che ci pensi io, tanto ho già ventisette sveglie impostate lungo il corso della giornata e una in più non mi cambia nulla, anzi, meglio, si avvicina di più alla cifra tonda. «Ti chiamo io, metto una sveglia fra un’ora e quindici minuti. Sehnò tu o ti dimentichi o mi chiami in ritardo, e io intanto non riesco a fare: niente.» […]
Mio fratello chiude la telefonata con un «Ora vado» e io subito subitissimo, come prima cosa sennò poi mi dimentico, imposto la sveglia. Apro quella già esistente genericamente etichettata Richiamare F., che oggi sarebbe dovuta rimanere silenziosa ma la vita sa sempre sorprenderti, la attivo e aggiomo l’orario a un’ora e quindici minuti da adesso.
Poi mi viene un sospetto e controllo. Merda: suonerà due minuti dopo la Sveglia Delle Ricerche, il che significa che m’interromperà proprio appena avrò iniziato a tentare di concentrarmi sulle ricerche online per la sezione Wunderkammer della mia rivista. Dunque riapro Richiamare F. e la cambio a un’ora e tredici minuti, cosi le due sveglie coincideranno. Ordine e rigore, che bello: tutto ciò che vorrei nella vita.

ALICE BASSO è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora per diverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni, canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne. Con Garzanti ha pubblicato le avventure della ghostwriter Vani Sarca: L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome (2015), Scrivere è un mestiere pericoloso (2016), Non ditelo allo scrittore (2017), La scrittrice del mistero (2018) e Un caso speciale per la ghostwriter (2019), più i racconti La ghostwriter di Babbo Natale (2017) e Nascita di una ghostwriter (2018). Con Il morso della vipera (2020), Il grido della rosa (2021) e Una stella senza luce (2022) ha inaugurato una nuova serie ambientata nell’Italia degli anni Trenta.

Maddalena Baldini “L’estate della pioggia”, Armando Editore

Armando Editore

prefazione di Alberto D’Atanasio

Un amore che stravolge la quotidianità, un’amicizia messa a dura prova dalla violenza dell’esistenza e una vita fragile, smarrita nei meandri di una mente difficile da decifrare. 

Il romanzo pone interrogativi universali: tutti amano e soffrono allo stesso modo? La protagonista si interroga su questo e molto altro, ripercorrendo i propri ricordi, innescati da un odore sgradevole e nauseabondo, simbolo di una pioggia che non porta sollievo.

Ecco quello strano odore nell’aria… Era talmente forte che entrava nel naso e stava lì, come a riposo, per ore intere e senza dare il minimo cenno di voler svanire. Lo trovava talmente pungente
e aguzzo – questo aggettivo non era proprio indicato per descrivere un odore ma rendeva bene l’idea – da percepirlo anche negli armadi del secondo piano di casa, tra le lenzuola e le coperte, sui
cuscini, tra le pieghe della vecchia poltrona e, inaspettatamente, faceva la sua comparsa anche durante l’ora del pranzo o della cena. Non voleva mai cedere il passo a qualche altra piacevole fragranza o… perché no? Magari anche a un altro ripugnante odore che, a confronto, sarebbe stato ben accetto

Maddalena Baldini, nata a Pontremoli (MS) e residente a Milano, è laureata in Lettere Moderne con indirizzo in Storia dell’Arte. Dopo un’esperienza iniziale come storica dell’arte, si è dedicata al giornalismo enogastronomico, conseguendo un master specifico nel settore. Attualmente collabora con diverse testate food and beverage, occupandosi anche di comunicazione ed eventi.

In libreria dal 28 marzo una nuova edizione dei romanzi “La musica del Re” e “Il violino noir”del musicologo e musicista Gabriele Formenti

GIALLI IN MUSICA, UN’OPERA TRAFUGATA DI BACH E UN VIOLINO STRADIVARI TESTIMONI DI MISTERIOSI OMICIDI TRA LA PRUSSIA E GLI STATI UNITI

La musica del re. Delitti e misteri alla corte di Potsdam 

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Due misteriosi omicidi, una composizione di Bach e uno strumento musicale che potrebbe contenere la soluzione del giallo si intrecciano nel romanzo La musica del ReDelitti e misteri alla corte di Potsdam.

La quiete della corte di Federico II, Re di Prussia, viene improvvisamente sconvolta da un misterioso omicidio: Christophe Braumsieger, copista reale, viene ritrovato morto nel suo studio. Anche l’Offerta Musicale, la composizione di Johann Sebastian Bach cui l’uomo stava lavorando per conto del sovrano, è scomparsa. Spetterà a Carl Philipp Emanuel Bach, musicista di corte e figlio prediletto di Johann Sebastian, condurre le indagini. Sulla scia di un secondo, inspiegabile omicidio, inizia così un avventuroso viaggio alla ricerca della verità tra incantevoli città europee, musiche d’altri tempi, personaggi indimenticabili e strumenti musicali come il Fortepiano, prototipo settecentesco del pianoforte.

Il violino noir 

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Il violino noir inizia invece a Cremona nel 1721. Antonio Stradivari, il più famoso liutaio del suo tempo, riceve la commissione per realizzare un nuovo violino destinato a un anonimo sommo maestro dell’archetto. Oltre quarant’anni dopo, a Parigi, Jean-Marie Leclair, tra i maggiori violinisti dell’epoca barocca e tra i primi a far conoscere lo stile italiano in Francia, viene brutalmente assassinato e il suo prezioso strumento trafugato. La misteriosa vicenda prosegue a San Francisco nel 2013. Uno strano omicidio coinvolge il Teatro dell’Opera. In uno dei camerini viene ritrovata senza vita la violinista Elizabeth Chang. Il suo prezioso strumento, uno Stradivari del 1721, appartenuto a Jean-Marie Leclair, è stato rubato. Gli agenti speciali Michael Turner e Sharon Bliss sono incaricati delle indagini e dovranno risolvere lo strano caso di uno strumento musicale che nel corso dei secoli è stato testimone di più omicidi.

I due gialli in musica portano la firma di Gabriele Formenti, giornalista professionista, musicologo e musicista, diplomato in flauto traverso e in flauto traversiere storico nei Conservatori Statali di Milano e Vicenza. Laureato in Storia della musica all’Università Statale di Milano, collabora con emittenti radiofoniche Radio Classica – Class Editori, RSI-RadioTelevisione Svizzera Italiana e quotidiani. Nel 2009 ha vinto la prima edizione del premio giornalistico Benvenuto Cellini nella categoria miglior servizio radiofonico.

Manica K. Musil “Largo, pista, Tina in vista!”, Beisler Editore

Traduzione di Lucia Gaja Scuteri

Collana: Libripinguino Età: 3-6

BEISLER

Arriva dalla Slovenia questo piccolo gioiello, un albo che al suo interno racchiude la straordinaria manualità di chi lo ha letteralmente costruito e una storia delicata che narra di passione, di magico incontro e di un sogno che si realizza. 
Manica K. Musil ha illustrato questa sorta di libro tattile con la speciale “tecnica del cucito”, una novità che le ha portato fama internazionale. Le sue mani d’artista hanno “ricamato” le pagine con pazienza e perizia, regalandoci qualcosa di unico. Il mare è così vero che ci si può tuffare, e Tina è così vera che la si può accarezzare. 
Tina non è un pesce come gli altri. Certo, nuota felice nell’acqua limpida, ma intanto nutre una atavica passione per le quattro ruote. Che siano auto da strada e da corsa, autobus e furgoni, Tina è rapita da tutto ciò che corre e si sposta. E nel profondo del suo mare, sogna di stringere un giorno un volante e di premere la pinna su un pedale. Siccome la vita sa essere anche bellissima nella sua imprevedibilità, può accadere che un evento nefasto si traduca in meraviglia. Tina è un pesce e può succedere che un bambino pescatore la prenda all’amo. Ma può accadere anche che quel bambino la aiuti a realizzare il suo desiderio, donandole una giornata di assoluta felicità.

Manica K. Musil. Nata a Ptuj, in Slovenia, Manica Klenovšek Musil voleva studiare pianoforte. Ma presto ha rivolto la sua attenzione ad altri settori, tra cui l’architettura. Dopo la laurea, il suo primo edificio – il Palazzo Municipale di Gorisnica (Slovenia) – ha vinto il Grand Prix internazionale al concorso “Leonardo” per giovani architetti di Minsk, nel 2005. Nel frattempo, ha anche vinto alcuni premi per la sua arte grafica. Tra il 2002 e il 2006 il suo lavoro è stato presentato su undici francobolli sloveni. Gli animali dei suoi libri l’hanno ispirata a ricrearli come installazioni per gallerie o altri spazi pubblici. Molto probabilmente è la sua formazione in architettura che le fa percepire i suoi libri più come interi progetti che come semplici libri.

Lucia Gaja Scuteri. Nata a Lubiana (Slovenia), lavora come traduttrice freelance e mediatrice culturale. Dopo la laurea in Lingua e Letteratura Slovena presso l’Università “L’Orientale” di Napoli, ha conseguito il dottorato in Storia Contemporanea e Linguistica slovena presso l’Università del Litorale di Capodistria. Fin dai suoi studi, promuove la letteratura e la cultura slovena nel Sud Italia come traduttrice, interprete e coorganizzatrice di eventi culturali e accademici. Oggi lavora come traduttrice freelance dallo sloveno all’italiano e come mediatrice culturale per CELA (Connecting Emerging Literary Artists).

Linda Miante “Piccola biografia di periferie”, De Ferrari Editore

[…]ottantaquattro poesie, il ‘taccuino’ trascina il lettore in
un viaggio perlopiù solitario attraverso le periferie, urbane, arcane e dell’anima.
La raccolta è disponibile in libreria, online sul sito della casa editrice De Ferrari Editore e su Amazon.

La poesia come disvelamento di tutte le periferie.
“Piccola biografia di periferie” si articola in tre sezioni o, come indicato dall’autrice, tre ‘momenti’ poetici (Sentieri liminali, Ordalia, Lux orta est iusto) che esplorano il contrasto tra luce e ombra, pluralità e singolarità, ma anche la più classica dicotomia sogno-realtà.
Le poesie offrono una riflessione intensa sulla «maledetta città» (per citare “Il gabinetto del dottor Caligari”), descritta
come un «rocchetto di inganno e sopravvivenza», dove le ambizioni si scontrano con una realtà cruda e soffocante.
La raccolta diventa un atto di resistenza poetica – forse addirittura politica – comunque un tentativo di evasione oltre l’apparenza.


Il volume è arricchito dalla prefazione di Andrea Galgano, poeta, scrittore e critico letterario, che ha dedicato un’analisi profonda alla raccolta, estraendone punti salienti. L’autrice offre inoltre una sua personale guida alla lettura. In quarta di copertina, un contributo arriva anche dalla giornalista Sara Erriu, collaboratrice de “la Lettura” del Corriere della Sera: «Uno sguardo cupo e disilluso che mescola luoghi fisici e dell’anima per scoprire una realtà severa dove la luce, fioca, si intravede tra le crepe. Una voce che attinge ora al realismo ora alla sfera del romanticismo, delineando un quadro cristallino in cui dominano l’angoscia e lo smarrimento».
Sulla copertina del libro è incasellato un frammento dell’opera “Suono ottico” (2008) del musicista, compositore e artista Federico De Caroli, in arte ‘Deca’. Un’immagine che cattura l’atmosfera sospesa e a tratti brutale descritta nelle pagine. A completare l’esperienza visiva, tre quadri generati dall’intelligenza artificiale elaborano e sintetizzano i tre ‘momenti’ poetici, tentando un dialogo interpretativo tra parole e immagini.

Linda Miante nasce a Savona nel 1995. Durante e dopo la laurea in Lettere Moderne all’Università di Genova, si dedica al giornalismo. È stata inviata di un’emittente televisiva ligure e attualmente si occupa di comunicazione istituzionale, musicale e culturale, oltre che di organizzazione di eventi. La raccolta “Piccola biografia di periferie” è la sua prima pubblicazione.

LA CASA EDITRICE.
Fondata nel 1985 da Gianfranco De Ferrari, e oggi guidata insieme al figlio Fabrizio, De Ferrari Editore vanta un catalogo di oltre 1.200 titoli e una distribuzione nazionale. Ogni anno pubblica circa cento novità, molte delle quali valorizzano il patrimonio culturale del territorio. Spaziando dall’architettura alla poesia, dalla storia alla gastronomia fino ai saggi universitari, il catalogo è ricco e variegato, testimonianza dell’impegno della casa editrice nel promuovere la letteratura e il patrimonio locale attraverso collaboratori di prestigio che curano le diverse collane.

Gabriella Genisi “Una questione di soldi”, presentazione

“16 marzo, Bari. In una delle strade del quartiere murattiano viene rinvenuto il cadavere di una donna, che pare essersi gettata dal balcone del suo appartamento. Quando Lolita Lobosco arriva sul posto, però, capisce subito che non si tratta di un gesto avventato, bensì di un omicidio. La vittima è Margherita Colonna, direttrice della filiale di un istituto di credito, recentemente separata e in una nuova relazione, eppure priva di grandi affetti. Ma c’è dell’altro: la donna è spaventosamente simile a Lolita”[…].( da Sonzogno Editori)

E non solo fisicamente; la vittima, Margherita Colonna, per molti aspetti assomiglia a Lolita: è delusa dagli uomini, non comunica, se non apparentemente, il vuoto che l’attanaglia e che cerca di colmare acquistando abiti e scarpe di lusso, Louboutin comprese, concentrandosi sulla carriera, apparendo avida e insensibile anche nei confronti dei figli; il tutto la rende di fatto una donna sola
Anche Lolita ha concentrato la sua vita sulla carriera, per vendicare il padre carabiniere ucciso, un padre idealizzato che non teme confronti con qualsiasi altro uomo, anche con Giancarlo Caruso, collega e amante, ma che l’ha tradita.

Una questione di soldi è il titolo di quest’ultimo romanzo in ordine di tempo ma che sarà il penultimo, come afferma l’autrice in una recente dichiarazione: il personaggio di Lolita ha ormai vent’anni, è nato nel 2006, è quindi venuta l’ora di chiudere con lei. Probabilmente per questo nel finale di questo penultimo un colpo di scena impensabile precorre l’evento conclusivo?
Agli affezionati non resta che attendere il prossimo anno.
Non manca comunque, come in tutti i precedenti, la parentesi legata ai piatti e alla cucina tradizionale: il cibo e la sua preparazione secondo ricette tramandate e tipiche è accudimento, tradizione, amore per se stessi e per gli altri, e non può mancare

Gabriella Genisi è nata e abita a pochi chilometri da Bari. Ha scritto numerosi libri e ha inventato il personaggio di Lolita Lobosco, protagonista dei romanzi pubblicati da Sonzogno che hanno ispirato la fortunata serie tv trasmessa su Rai 1: La circonferenza delle arance (2010), Giallo ciliegia (2011), Uva noir (2012), Gioco pericoloso (2014), Spaghetti all’Assassina (2015), Mare nero (2016), Dopo tanta nebbia (2017) e I quattro cantoni (2020). Per Rizzoli sono usciti Pizzica amara (2019) e La regola di Santa Croce (2021).