Il nuovo romanzo di Ilaria Tuti “Fiore di roccia” presentazione di Anna Chiara Sacchi da Il Corriere Cultura

continua a leggere la presentazione di Anna Chiara Sacchi da Il Corriere Cultura

da Longanesi editore

“Dopo il successo di “Fiori sopra l’inferno” e “Ninfa dormiente”, Ilaria Tuti torna con “Fiore di Roccia”, romanzo in cui racconta un pezzo di storia troppo a lungo dimenticata: quella delle Portatrici carniche –
Sul confine della Carnia, nel mezzo dei combattimenti della Grande Guerra, sono rimaste solo le 

donne, a prendersi cura dei vecchi e dei bambini. Gli uomini sono tutti sui monti, nelle prime linee, battaglioni degli alpini allo stremo”

… continua a leggere

E anche:

dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

Ilaria Tuti “Ninfa dormiente” recensione di Salvina Pizzuoli

Premio Strega 2020: i 5 finalisti più 1(Piccolo/medio Editore)

La recensione dei primi tre classificati su tuttatoscanalibri:

Carolina Invernizio “Nina la poliziotta dilettante” presentazione

A più di un secolo dalla sua prima pubblicazione, torna in libreria un poliziesco a firma Carolina Invernizio, la signora del romanzo d’appendice e pioniera del giallo all’italiana. Pubblicato nel 1909 da Salani, l’editore fiorentino che ne stampò tutte le opere, ha come protagonista la bella Nina che, come recita il titolo “Nina, la poliziotta dilettante”, da operaia e sospettata si trasforma in una e vera e propria detective per scoprire l’assassino del promesso sposo, bello, innamorato e nobile: i temi del poliziesco, suspance colpi di scena e travestimenti, si inframmettono così a quelli tipici del feuilleton e del romanzo rosa.

Oggi la casa editrice romana Rina ne riporta in libreria quest’opera datata.

Una bella rivincita per la Invernizio e per la sua opera così poco apprezzata dalla critica del tempo di cui non accusò il peso controbilanciato da un enorme successo di un pubblico. Vari gli epiteti con i quali venne apostrofata screditandone la copiosa produzione, assommano a circa 130 in totale i romanzi che spesso raccoglievano in volume le puntate pubblicate sui quotidiani: onesta gallina della letteratura popolare l’aveva definita Gramsci, espressione non certo gentile anche se riferita alla grande prolificità dell’autrice come, per lo stesso motivo e con un paragone poco felice, Bruno Cassinelli, redattore del settimanale “Avanguardia”, la etichettò con conigliesca; ma anche Carolina di servizio per la particolare fortuna che riscossero i suoi scritti tra le domestiche, e impudente scombiccheratrice di carte, come amò redarguirla il poeta e scrittore Gian Pietro Lucini per l’incredibile presenza di coup de théâtre nelle sue stravolgenti trame nate proprio per mantenere settimanalmente viva l’attenzione del lettore.

Eppure il grande successo fece dire a Giovanni Papini che non poteva essere senza ragioni e che tutte le ragioni non potevano essere a “disdoro della scrittrice e dei suoi fedeli”. Lo stesso Eco ebbe a riscattare le eroine come Nina create dalla Invernizio per la loro intraprendenza, energia e determinazione e per l’essere al centro come personaggi, al femminile.

S.P.

E anche:

La trama da Rina Editore

La biografia da Rina Editore

Un articolo da Il giornale.it cultura

Articoli correlati:

Breve storia della letteratura rosa

Mathijs Deen “Per antiche strade. Un viaggio nella storia d’Europa” presentazione; stralci da Benedetta Marietti, Il Venerdì La Repubblica

Le strade sono da sempre affascinanti percorsi che nell’immaginario collettivo identificano avventura, incontri, conoscenze, paesaggi, conquiste e invasioni, ma anche unione e unificazione di uomini e territori. Con questa premessa un libro che racconta la storia sottesa alle strade dell’Europa, non può non essere interessante e avvincente, soprattutto quando il racconto si perde nel lontano passato: come sottolinea infatti lo stesso autore, giornalista e scrittore olandese, nel suo reportage storico-narrativo, quelle europee sono strade percorse da tanti e sin dai tempi dei tempi, sicché sotto ogni strada c’è un sentiero, un tracciato che ne ricalca uno precedente. E così sulle orme di viaggiatori sconosciuti, protagonisti dei viaggi sulle antiche strade, la Storia nelle pagine di Deen si fa microstoria: pellegrini e banditi, commercianti, corridori ed esploratori, protagonisti oscuri le cui orme sono difficili da reperire, mancanza a cui fa da contrappeso il paesaggio attraversato con le cui dimensioni fisiche e geografiche i viaggiatori di ieri, come quelli di oggi, hanno dovuto confrontarsi e misurarsi.

Dalla recensione di Benedetta Marietti  Il Venerdì La Repubblica

Quanto contano le vie di transito nella costruzione dell’identità di un continente? E perché in Europa non esistono strade mitiche come la statunitense Route 66, cantata da Nat King Cole e resa immortale da Steinbeck, o la Panamericana? Per quale motivo la creazione di una rete stradale europea, sottoscritta da 27 Paesi nel 1975, non è mai riuscita a vedere la luce? Eppure come ricorda lo scrittore olandese Mathijs […] le strade europee esistono da migliaia di anni e sono state percorse da esploratori, mercanti, profughi […] E proprio nelle storie eccezionali di questi viandanti si immerge Deen, dall’epoca del Pleistocene, con l’arrivo dei primi africani, fino alle gare automobilistiche su strada di inizio Novecento […] (da Benedetta Marietti Il Venerdì La Repubblica 29 maggio)

Dalla Presentazione da Iperborea Libri:

[…]Deen ci accompagna alla scoperta di questi viandanti d’eccezione, personaggi reali dalle vite romanzesche, protagonisti di avventure epiche o curiose che aprono finestre inattese sulla Storia ufficiale: dal lungo cammino che portò il primo uomo, partito dall’Africa, a toccare il suolo europeo nel Pleistocene, all’epopea di Bulla Felix, il leggendario brigante romano che derubava i patrizi e liberava gli schiavi sulla via Appia; dall’ebreo sefardita in fuga dall’Inquisizione che esportò in Olanda il grande teatro spagnolo del Seicento, a un campione inglese delle prime corse d’auto sulle strade d’Europa che a inizio Novecento alimentarono il culto della velocità, destinato presto a esplodere nel primo conflitto mondiale. Ogni capitolo ci cala in una nuova epoca e in un diverso Paese che è sempre teatro di scontri e incontri tra popoli, idee e culture, ogni storia racconta qualcosa di ciò che ci unisce, immergendoci in un grande viaggio nel tempo sulle orme dell’uomo europeo.

Herman Koch “Breve storia dell’inganno” presentazione di Anna Maria Patti da Robinson La Repubblica

continua a leggere la presentazione di Maria Anna Patti da Robinson

Edizione gratuita su Amazon a questo link

o su IBS

Bjarne Reuter “Elise e il cane di seconda mano”, illustrazioni di Kirsten Raagaar: presentazione

Un romanzo per i più piccoli, consigliato a partire dai sette anni, ma adatto a tutte le età e/o a una lettura insieme di grandi e piccini: quando c’è di mezzo un cane “speciale” e tante avventure e una fantasmagoria di personaggi, non ci sono limiti di età, la storia diventa appassionante per tutti. L’autore poi è uno dei più noti in Danimarca.

Ambientato a Copenaghen ha come protagonista Elise una bambina che vive con il padre musicista mentre la madre lavora in Brasile alla costruzione di un ponte sospeso nel bel mezzo della giungla.

Un cane è il desiderio della piccola Elise per superare la nostalgia e la solitudine e il sogno si realizza quando lo trova in un negozio “strano, e strano è anche l’animale: è stato investito (probabilmente da una betoniera) ed è tutto storto, un po’ obeso ma con le zampette esili, gli occhi che hanno perso qualsiasi simmetria e non si sa bene dove si rivolgono. Insomma è bruttino […] (da Marco Filoni, Scopertine, Il Venerdì La Repubblica 26 maggio).

[…]“Un buffo cane di seconda mano, un bel po’ usurato, che però sembra sorriderle e avere qualcosa di speciale. Solo una volta a casa, nella sua cameretta, Elise scopre che il suo cane è davvero speciale e parla proprio come una persona: si chiama McAduddi, per gli amici Duddi, e viene da un villaggio di marinai della Scozia. Cominciano così le bizzarre avventure di Elise e del suo nuovo fedele amico, dalle strade di Copenaghen a un vecchio mulino abitato dai fantasmi, dalle canzoni del pizzaiolo Giorgio ai braccialetti magici del mercante Potifar. Elise è audace, ostinata, sempre piena di risorse; Duddi è saggio e fifone, arguto e tenero, dotato di uno humour esilarante. Insieme a loro e a una galleria di personaggi strampalati ma profondamente umani ci immergiamo in una storia poetica e spassosissima, che racconta il coraggio, l’amicizia e la forza portentosa che sa darci la fantasia”( Da Iperborea Editore)

e anche altre letture proposte su tuttatoscanalibri:

Amodio Del Vecchio “Gli abitanti delle nuvole”

Jean Francois Chabras disegni di David Sala “La Furia di Banshee”

Fulvia Degli Innocenti “Greta e le altre. Un pianeta da salvare”

Cristina Donnini “Lo sciagatto e la leggenda del ritratto incompiuto”

Fabio Leocata “La gentilezza vola lontano”

Joyce Carol Oates “La nuova gattina”

Cristina Núñez Pereira “Emozionario. Dimmi cosa senti” edizione illustrata

Pievani Vico “Piante in viaggio”

Oscar Wilde “Il principe felice e altre storie” libro illustrato da Evangelista

Per i giovani lettori ( 7/12 anni) una fiaba a puntate, on line gratuita, della creatrice di Herry Potter e un torneo per le illustrazioni di Salani Editore

3 giugno: è iniziata la pubblicazione on line gratuita della fiaba a puntate di J.K. Rowling L’ickabog, la creatrice di Harry Potter

A questo link per leggere:

https://www.theickabog.com/

Sono stati pubblicati i primi cinque capitoli tradotti in varie lingue tra cui l’italiano, e via via saranno editati  i prossimi fino a venerdì 17 luglio.

Associato alla pubblicazione della fiaba è il torneo di illustrazione indetto dagli editori di J. K. Rowling, in Italia Salani[…].

A questo link per partecipare:

Sul sito di Salani  tutte le informazioni.

 

Ilaria Gaspari “Lezioni di felicità” recensione di Maria Anna Patti da CasaLettori

Se per guardare la vita con più leggerezza prendessimo in prestito la saggezza degli antichi? Un viaggio sorprendente alla ricerca di noi stessi e della felicità. (da Giulio Einaudi Editore)

 

 

 

 

 leggi la recensione di Maria Anna Patti “Lezioni di felicità” Ilaria Gaspari

 

Dalla Presentazione da Giulio Einaudi Editore:

[…]Che cosa succederebbe se di punto in bianco decidessimo di conoscere noi stessi al modo degli antichi Greci? E se per farlo ci scegliessimo per maestri Pitagora e Parmenide, Epitteto e Pirrone, Epicuro e Diogene? Potremmo scoprire che le scuole dell’antichità non hanno mai chiuso davvero – non finché penseremo alla felicità come a un destino da conquistarci. Attraverso la cronaca di sei settimane «filosofiche», ciascuna vissuta nel rispetto dei precetti di una diversa scuola, Ilaria Gaspari ci guida in un insolito esperimento esistenziale, a tratti serissimo, a tratti esilarante. Scopriremo così che piegandosi alle regole astruse del pitagorismo si può correggere la pigrizia patologica, mentre i paradossi di Zenone mettono a nudo certe strane contraddizioni nel modo in cui siamo abituati a considerare il ritmo della vita. E se essere epicurei non è così piacevole come sembra, il cinismo può regalare gioie inaspettate. Un esercizio di filosofia pratica che ci insegnerà a sentirci padroni dell’attimo che fugge.

Patrizia Violi “Breve storia della letteratura rosa” presentazione

Chi conosce il romanzo rosa, un genere narrativo così chiacchierato e poco discusso?

Patrizia Violi gli ha dedicato un saggio, Breve storia della letteratura rosa, il saggio che mancava.

Per presentarlo mi piace iniziare dalla Quarta di copertina perché a mio avviso compendia, in quattro nominativi, la lunga fortuna e l’inestinguibile attualità di un genere letterario che si fregia di un suo preciso ed esclusivo colore:

“Avete mai letto un romanzo rosa? No? Probabilmente, invece, lo avete letto eccome, solo che non vi vien facile associare in un unico genere Pamela di Richardson e Liala, Jane Eyre e Twilight. Questo ci dice che il mondo del «rosa», nella sua storia e nelle sue differenti espressioni, è molto più complesso e profondo di quanto forse siamo abituati a pensare. L’autrice, in questo saggio piacevole e leggero, illustra con precisione elementi ricorrenti, evoluzione, nomi celebri e recenti sviluppi della letteratura di consumo più amata di sempre, e non certo soltanto dalle donne”.(Graphe.it Edizioni)

È quindi dal lontano 1740, data di nascita del primo romanzo ascrivibile al genere, il romanzo epistolare “Pamela” di Richardson, passando per Charlotte Brontë, quindi a Liala, nom de plume per Amalia Liana Negretti, che con quell’ “ala” aggiunta al proprio, su proposta di D’Annunzio, è riuscita a volare in alto sulle ali del genere e a siglare una Collana di successo, fino a “Twilight” che ne registra le trasformazioni e gli aggiornamenti ai giorni nostri.

In otto capitoli l’autrice ripercorre il lungo cammino di questa forma  narrativa, conosciuta anche come romance novel o semplicemente romance, che a partire dall’emblematica fiaba di Cenerentola fino ai recenti sviluppi tematici, si è  dimostrata quanto mai duttile: trame e protagoniste sono cambiate accogliendo nuovi ruoli sociali e affiancando nuovi generi, il paranormal romance e la letteratura erotica al femminile.

Non solo quindi la storia di un genere narrativo ma una storia di costume: non ha mai conosciuto cadute, sempre in auge e sempre amato; ma perché? Solo per il lieto fine immancabile?

S.P.

Da “Le frasi più belle del Romance Day 2012” a cura di Vivienne (da Romance Magazine 51)

Cos’è il romance per voi?

Se ancora vi chiedete cosa sia il romance ecco alcune delle migliori definizioni elaborate dalle appassionate del genere […]:

Il romance è passione, gioia, qualche sospiro, ansia, emozione, un corrugar di fronte, una risata, il profumo di un gelsomino, tramonti infuocati, il vortice di un ballo, una falce di luna, fruscio lieve di foglie, una lacrima a volte, e poi mare luccicante, venti di terre lontane, uno sguardo di tenebra, un battito di cuore, pensieri ardenti, baci senza respiro, e una felicità che si diffonde come un magico contagio (Ornella Albanese scrittrice)

Il Romance è una finestra aperta sui sentimenti, un cuore palpitante d’amore. È avventura e passione, suspance e divertimento, lacrime e sorrisi. È pura evasione da un mondo grigio e indifferente. Leggere romance ci aiuta a credere nel lieto fine e ci dona la speranza di un futuro migliore (Laura Gay, scrittrice)

 

Giancarlo De Cataldo “Io sono il castigo” presentazione

È arrivato in libreria a fine maggio l’ultimo romanzo di De Cataldo che promette un pm seriale: “Manrico Spinori della Rocca è il mio primo personaggio «seriale». Io sono il castigo inaugura una trilogia (per il momento). Il secondo romanzo è in scrittura, il terzo già abbozzato” dichiara lo stesso autore (da tuttolibri La Stampa 30 maggio 2020).

“Manrico Spinori, Rick per gli amici, si chiama Manrico Leopoldo Costante Severo Fruttuoso Spinori della Rocca dei conti di Albis e Santa Gioconda”, come Concita De Gregorio ci tiene indicare per esteso nella sua recensione ( da La Repubblica Cultura 26 maggio). E chissà forse anche a lei questa sfilza di nomi ha richiamato alla memoria un personaggio di Calvino, Agilulfo Emo Bertrandino dei Guildiverni e degli altri di Corbentraz e Sura, cavaliere di Selimpia Citeriore e Fez, cavaliere senza macchia e senza paura e, per altro, inesistente!

In effetti oltre ad essere nobile e bello, alto e naturalmente elegante, Manrico è anche un melomane, come sottolinea la De Gregorio “Molta, moltissima musica nelle pieghe del racconto: Tosca , Idomeneo , Rigoletto che infine dà il titolo e la chiave al racconto. Io sono il castigo, egli è il delitto/punizion son io” e come professionista, spiega De Cataldo,  “è il mio esploratore nei meandri del tribunale, del quale conosce – e racconta – luci e ombre.[…] Manrico è un garantista: il che può apparire eccentrico solo a chi ignori che il nostro codice impone alla pubblica accusa di raccogliere anche le prove a favore degli imputati. È stimato perché risolve i casi”.

Ma De Cataldo, ponendosi come scrittore e creatore del personaggio, aggiunge una particolarità interessante “Nella costruzione di Manrico ha giocato un ruolo determinante la stanchezza. La stanchezza per quei personaggi che urlano, sputano, sbavano, grugniscono, insultano, ma soprattutto asseriscono con piglio muscolare tutto e il contrario di tutto senza mai essere sfiorati dal minimo dubbio. Quelli che hanno sempre una ricetta pronta e che disprezzano il dissenso”.

Fuori dagli schemi, Manrico è un nuovo eroe tutto da scoprire.

S.P.