Francesco Recami “I Killer non mangiano la pizza ai funghi”, presentazione

Copertina del noir di Francesco Recami "I Killer non mangiano la pizza ai funghi", Sellerio

[…]Dei romanzi di Francesco Recami –che è stato un anarchico deformatore di tutte le letterature di genere – questo ultimato prima della scomparsa è il più ricco di personaggi dai molti lati, di incroci inattesi, di salti improvvisi che si ricollegano logicamente e temporalmente, di colpi di scena provocatori. Romanzi in cui versava la sua critica, più che feroce nichilista, al potere vuoto, all’avidità e al consumismo, allo spettacolo della società, e in fondo alla vita stessa guardata come una parodia surreale e grottesca. Con un linguaggio programmaticamente privo di ogni ornamento, perché la farsa che aveva intorno non lo meritava affatto.(dal Catalogo Sellerio)

È l’ultimo lavoro a firma Francesco Recami consegnato prima della sua recente scomparsa. Un volume ponderoso in cui il lettore ritrova Walter Galati, impiegato inps e killer professionista sotto copertura che ha capito di essere in pericolo; qualcuno vuole ucciderlo e pertanto non mangiare pizza ai funghi rischia di essere poco funzionale … La minaccia viene dall’avversaria Colomba, la  killer legata a un’agenzia internazionale avversa, che si cela forse dietro Marta Coppo. Decide quindi di passare al contrattacco e di ucciderla a sua volta ma lei  riesce a sfuggirgli e così tra i due incomincia una caccia-lotta che, come una partita a scacchi è fatta di mosse e contromosse, in giro per il mondo.
Il romanzo ha una particolartà: si muove con personaggi dentro due realtà narrative convergenti; da una parte i  partecipanti ad un reality, Il gioco delle Moire, in cui ciascuno dei nove concorrenti racconta una triste storia di vita vissuta dove vince quella  più pietosa; la giuria vota e Atropo, una delle tre Moire,  taglia il filo della vita, come nella tradizione mitologica.
Dall’altro un movimentatissimo rincorrersi di killer, alcuni già incontrati nel precedente I killer non vanno in pensione; due percorsi narrativi  in continua alternanza dove il versante dei killer non si perde neanche una delle puntate televisive de Il gioco delle Moire, puntate dalle quali emergono a volte situazioni che li riguardano.

Scrive Ermanno Paccagnini nella sua recensione al noir (La lettura 26 luglio ’26), concludendo la sua analisi sul contenuto e sulla scrittura:

“ Ed ecco allora una straordinaria costruzione parodica «al nero» della modareality, affidata a una scrittura nitida e sicura e una lingua mobilissima, a seconda delle situazioni, tra gli estremi della citazione filosofica e dello splatter (con staff, presentatori, giurie comprese, lavorati da Recami con carta vetrata, e dai risultati grotteschi); con concorrenti quali la sedicente spia che vanta decine di omicidi; la ragazzina rapita e martoriata per anni; la madre pluripara dai dieci figli più uno in arrivo; l’ex migrante fattosi prete e missionario ma dalle mani mozzate perché allungate sui minori… e altro ancora”[…] Due universi in continua alternanza, con i secondi che non si perdono le puntate televisive, dalle quali escono a volte sorprese che li riguardano da vicino. Di qui un continuo svelamento dei vari strati di identità che ciascuno si è costruito. Sino a imbatterci anche nelle più impensabili e persino incredibili”.

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