Mary Shelley “Racconti italiani”, Bibliotheka

Mary Shelley inedita: tradotti per la prima volta in italiano i racconti che svelano la parte meno conosciuta dell’autrice di Frankenstein.

Copertina della raccolta inedita di racconti italiani di Mary Shelley, Bibliotheka Edizioni

Introduzione e traduzione di Giulia Di Biagio

Bibliotheka

Dal 1 maggio

I personaggi che si muovono in queste pagine, monache e fanciulle rinchiuse, viaggiatori malinconici, eroine sospese tra devozione e desiderio, vivono in una tensione costante tra ciò che li trattiene e ciò che li respinge. La fuga è il vero filo conduttore dell’intera raccolta. Lontani dalle atmosfere gotiche di Frankenstein e dalle riflessioni filosofiche dei romanzi maggiori, questi Racconti italiani rivelano una scrittrice attenta alle sfumature psicologiche, ai sentimenti e alle contraddizioni. I racconti sono ambientati a: Roma, Gaeta, Napoli, Paestum, Sorrento e al Passo del San Gottardo.

L’Italia di Shelley non è solo uno scenario pitto­resco o romantico, ma un laboratorio di sentimenti e di con­trasti morali. L’autrice vi proietta le tensioni della propria epoca e della propria esperienza: la fragilità della donna in una società che la costringe, l’oscillazione tra fede e dubbio, la distanza tra l’ideale e la realtà. Attraverso lo sguardo di personaggi inglesi, stranieri o erranti, l’Italia appare come un Paese di splendore e corruzione, di fede ardente e ipo­crisia, di passione e violenza: un vero e proprio microcosmo in cui si riflette il destino umano nella sua interezza. Ma l’elemento più affascinante di questi racconti è la loro modernità. Shelley vi intreccia introspezione e osser­vazione sociale, affetto e ironia, fino a delineare figure fem­minili complesse, animate da desideri e paure che non conoscono tempo. (Dall’Introduzione di Giulia Di Biagio)

Mary Shelley (Londra 1797-1851), figlia del filosofo William Godwin e di Mary Wollstonecraft, autrice della prima dichiarazione dei diritti delle donne, a 16 anni conosce Percy B. Shelley, già sposato, e a 17 anni fugge con lui in Svizzera. A 18 scrive Frankenstein o il moderno Prometeo, considerato il primo romanzo gotico di fantascienza, seguito da altre opere: Valperga, vicenda romanzesca ambientata nell’Italia del Medioevo, e The last man e Lodore. Nel 1818, in Italia, scrive Mathilda. Nel 1822, dopo la morte di Percy, fa ritorno in Inghilterra.

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