Matteo Moca “Un’esigenza di realtà. Anna Maria Ortese e la dipendenza dal fantastico“, presentazione

Anna Maria Ortese una scrittura potente, in bilico tra reale e immaginario, una scrittrice “amata e non sempre compresa” come la definisce Loredana Lipperini nella presentazione al saggio di Matteo Moca, “Un’esigenza di realtà. Anna Maria Ortese e la dipendenza dal fantastico “ edito da LiberAria ( La Stampa 25 marzo 2022). I suoi scritti etichettati di genere “fantastico” sfuggono in vero ai confini del genere medesimo. Proprio questo indaga l’autore del saggio, questa particolare connessione tra reale e fantastico nell’opera della Ortese

“indaga la natura di questa zona intermedia tra reale e fantastico, nella convinzione che nell’opera di Ortese questa non sia una mera scelta di campo letterario, ma un tentativo di impugnare la carica politica del fantastico, unica possibile via per illuminare il buio in cui l’uomo brancola”. (dal Catalogo LiberAria Edizioni)

Come sottolinea Marta Barone nella prefazione al saggio.

Moca ripercorre la vita e gli scritti, strettamente connessi, della scrittrice insieme alle città che ne hanno occupato un posto importante: Napoli, Milano, Toledo e poi Rapallo dove, dopo la vincita del Premio Strega (1967) si ritirò insieme alla sorella e dove visse fino alla morte.

Un’autrice spesso dimenticata ma sicuramente da leggere orileggere, che occupa un posto rilevante nella storia della letteratura italiana del Novecento.

Su tuttatoscanalibri:

Anna Maria Ortese “L’Iguana”

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