Due presentazioni in breve:

Howard Carter “Tutankhamen. Il mistero di un faraone e l’avventurosa scoperta del suo tesoro”

Paolo Mieli “Il tribunale della Storia. Processo alle falsificazioni”

A quasi cento anni dal ritrovamento della tomba più celebre, più ricca perché quasi inviolata, fino ad ora rinvenuta nella Valle dei Re, Garzanti ripropone il volume in cui lo stesso egittologo raccontò la sua incredibile scoperta.

Era il 1922 e più precisamente il 29 novembre (anche se ufficialmente la tomba fu aperta il 16 febbraio 1923) quando l’egittologo Howard Carter dopo anni di ricerche effettuò la prima discesa nella tomba di Tutankhamon.

Il testo, nella nuova edizione, è introdotto da un saggio di Christian Greco, il direttore del Museo Egizio di Torino.

[…] “Fu il gruppo guidato da Howard Carter e lord Carnarvon a penetrare per primo nelle stanze segrete della sepoltura del faraone, sopravvissute ai secoli e alle razzie dei predoni. Gli scavi misero in luce un tesoro insospettato di arredi funebri e di suppellettili della vita quotidiana di allora, […] il minuzioso racconto di Carter fa rivivere con immediatezza e trasporto le aspettative e le sorprese di un’impresa archeologica che ha fatto storia”.( da Libri Garzanti )

HOWARD CARTER (1874-1939)è stato tra i più celebri archeologi della storia. Fra il 1891 e il 1899 lavorò all’Egypt Expolration Fund e più tardi divenne ispettore capo alla sezione antichità del governo egiziano. A lui si devono le scoperte delle tombe di Thutmosi iv, di Hatshepsut e, in collaborazione con lord Carnarvon, di Tutankhamen e di Amenofi I.(da Garzanti Autori)

Nel suo ultimo saggio, “Il tribunale della Storia. Processo alle falsificazioni” Paolo Mieli spiega in cosa consista il metodo “giudiziario” applicato ai fatti e alle figure del passato: i fatti vanno sempre revisionati e non soltanto perché ne emergono di nuovi, ma per una loro rivisitazione. Nelle tre parti che compongono il volume la rivisitazione segue un processo in cui si immagini un banco degli imputati, l’arringa dell’accusa e le argomentazioni della difesa, il tutto per arrivare non a nuove sentenze, non per raggiungere delle verità ma per aprire nuovi percorsi di ricerca seguendo il metodo che di quest’ultima è proprio: rigore, spirito critico e apertura a nuove verifiche, un processo alle falsificazioni.

“Mieli riesce, con la brillantezza del grande divulgatore e l’acume dell’attento osservatore dei nostri giorni, a spiegare in cosa consista l’applicazione di un metodo «giudiziario» per una rivisitazione dei fatti e delle figure della storia. «A patto che, beninteso, tale metodo sia utilizzato in modo comprovatamente onesto. In caso contrario, tutto sarà stato inutile.»Il vero processo, dunque, necessario e prezioso, è quello contro ogni tipo di falsificazione. Ed è «il risultato del lavoro del tribunale della storia, tribunale che nell’era dell’informazione diffusa è sempre riunito. In seduta permanente».(da Libri Rizzoli)

Brevi note biografiche

Paolo Mieli giornalista e storico, negli anni Settanta allievo di Renzo De Felice e Rosario Romeo, è stato all’“Espresso”, poi alla “Repubblica” e alla “Stampa”, che ha diretto dal 1990 al 1992. Dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009 è stato direttore del “Corriere della Sera”. Dal 2009 al 2016 è stato presidente di RCS Libri. Tra i suoi saggi per Rizzoli, oggi disponibili nel catalogo BUR, Storia e politica (2001), La goccia cinese (2002), I conti con la storia (2013), L’arma della memoria (2015), In guerra con il passato (2016), Il caos italiano (2017), Lampi sulla storia (2018), Le verità nascoste (2019) e La terapia dell’oblio (2020) (da Rizzoli Autori)

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