Paolo Bertinetti “Agenti segreti. I maestri della spy story inglese”, presentazione di Salvina Pizzuoli

Questa storia di Paolo Bertinetti (che ripubblichiamo da un’edizione del 2015) concentrata sul romanzo inglese, si può estendere tranquillamente a una storia generale, dal momento che almeno gran parte dei più noti romanzi di spionaggio è anglosassone.  Il metodo seguito è analitico, descrivendo tipi caratteri e atmosfere, gli ingredienti comuni connotanti il genere; ma è anche storico, in quanto i titoli e gli scrittori e la loro evoluzione nel tempo sono passati in rassegna. E, grazie alla grande quantità di autori e opere ordinatamente esaminati, una guida per chi vuole orientarsi criticamente dentro i romanzi di spionaggio.(dal Catalogo Sellerio)

Una storia che si apre da subito nel capitolo “Il Grande Gioco” con interessanti notazioni e curiosità: ad esempio il primo romanzo di spionaggio scritto in inglese, ma non da un autore inglese, fu dell’americano, James Fenimore Cooper; pubblicato nel 1821 con l’esplicito titolo “The Spy”, occorrerà attendere gli ultimissimi anni dell’Ottocento e del primo Novecento per quelli inglesi. E Bertinetti ne fornisce anche la probabile motivazione “Forse perché era difficile, in un ordine di idee moralistico (atteggiamento trionfante in età vittoriana), immaginare come protagonista positivo di una qualche narrazione nientemeno che una spia – cioè un uomo che si nasconde, che finge, che mente”.

Anche le caratteristiche che li accompagnavano come protagonisti erano quelle di gentiluomini “che svolgevano un lavoro in sé poco nobile (e rischioso) per difendere la patria dalla minaccia straniera, dalle cospirazioni che provavano a indebolirla, o addirittura a distruggerla”, tanto da meritare l’etichetta di “agenti segreti” e non certo di “spie”, figure queste ultime che esistevano, ma appartenevano alle potenze nemiche…

Segue quindi una rassegna storica ampia e accurata di autori, da Buchan con il personaggio di Richard Hannay e McNeile con il protagonista Drummond capitano dell’esercito, fino all’ultimo capitolo dedicato a John le Carré: scrittori e ed opere, tutti, dai meno ai più conosciuti, ampiamente trattati.

Paolo Bertinetti (Torino, 1944) è anglista, critico letterario, traduttore, professore emerito all’Università di Torino. È autore, tra gli altri, di Il teatro inglese del Novecento (1992, 2003), Storia del teatro inglese dalla Restaurazione all’Ottocento (1997, 2006). Ha curato l’edizione del teatro completo di Samuel Beckett (1995) e quella dei romanzi di Graham Greene (2000). Per Einaudi ha tradotto opere di Shakespeare e di Tennessee Williams.

“Basta! Bisogna abolire lo stato!”a cura di Gian Piero de Bellis

Antologia di documenti sullo stato italiano.
Testi & Documenti per capire lo statismo italiano + Cronologia di crimini e misfatti dello stato italiano dalle origini ai giorni nostri.
(a questo link l’Indice)

Una antologia che raccoglie fatti, ma più misfatti, operati nel corso dei secoli. Come Libertaria, un progetto antologico sul tema dell’anarchia, nata nello stesso laboratorio di documentazione, con trecento saggi su cinque volumi, così Basta! Bisogna abolire lo stato! raccoglie una serie di interventi e avvenimenti documentati su quanto operato dallo Stato italiano a partire dalla sua nascita fino ai giorni nostri.

Il volume è curato da Gian Piero de Bellis, autore di ricerche e documentazioni:

“Panarchia, Poliarchia e Personarchia sono tre categorie di pensiero complementari e intrecciate tra loro. Ne abbiamo parlato con Gian Piero de Bellis, studioso che vive in Svizzera, durante un suo recente passaggio a Milano. Gian Piero de Bellis non è propriamente un pensatore, né un idealista utopista classico: è più semplicemente un appassionato ricercatore che, attraverso una ricerca metodologica, sta riportando alla luce, dandogli nuova vita, elementi del pensiero liberale, anarchico e libertario nati a metà dell’ottocento.”

Così si legge su Vorrei sulla Panarchia in una intervista con lo studioso, ricercatore e raccoglitore di documentazione nel suo centro quindi divulgata attraverso il suo sito.

Alla domanda

Quando hai creato il sito? Nel 1999. Proseguendo il lavoro, sono giunto all’idea evolutiva della Poliarchia, considerandola un fase verso un modello in cui ogni individuo diventa un centro autonomo. Questa l’ho chiamata Panarchia.

 E’ una tua invenzione? No. E’ stata pensata dal botanico belga Paul-Emile de Puydt e inserita in un articolo pubblicato nella Revue Trimestrielle di Bruxelles nel 1860. L’ho scoperto dopo, perché non conoscevo il testo e nemmeno conoscevo la riscoperta del testo, finito nel dimenticatoio per quasi 100 anni e recuperato dall’oblio negli anni ’50, a opera del libertario tedesco John Zube che ora vive in Australia.

Su L’indisceto si legge

“Giampiero de Bellis, in un volume antologico sulla storia del paradigma panarchico, rilancia la proposta panarchica. Delinea la “convivenza” tra sistemi normativi in uno stesso territorio, e nel farlo dice che ciò si adatterebbe alla logica (la verità come coerenza tra affermazioni), alla cibernetica (la legge della varietà necessaria) e alla teoria dei sistemi, l’etica e persino la giurisprudenza. Un progetto diverso sia editoriale che di convivenza al di fuori dello Stato così come lo conosciamo”.

Per chi volesse saperne di più il link al sito e al centro di documentazione

http://www.wwwisdom.net.

https://www.wwwisdom.net/centre/documentation/documents.html

Ivan Cavallari “Scenari sinfonici su un palcoscenico immaginario”, Praxis Edizioni

“Scenari sinfonici su un palcoscenico immaginario” è un’affascinante fiction letteraria in dodici atti, che arricchisce ulteriormente il panorama della letteratura contemporanea.

Non è solo una storia da leggere, ma un’esperienza da vivere, un viaggio attraverso le emozioni che solo la grande letteratura può offrire.

L’autore intreccia in modo sublime elementi di realtà e fantasia, trasportando il lettore in un mondo dove la vita e l’arte si fondono in un racconto unico ed emozionante.

“Scenari sinfonici su un palcoscenico immaginario” rappresenta una lettura imperdibile per chi desidera immergersi in un racconto avvincente e ricco di significato, con un finale “A sipario chiuso” da non perdere!

Sinossi del libro

L’autore con quest’Opera intende rappresentare le complessità del passato, del presente e del futuro. Prendono corpo storie imprevedibili, racchiuse nella nebulosità dei sogni e dei fantasmi del passato. Lucignolo sotto mentite spoglie Gaspare della Mora è il protagonista di questa fiction letteraria in cui l’autore, lungo dodici scene, conduce i lettori attraverso un viaggio immaginario.
Non mancano intricati colpi di scena, come l’improvviso cambio di nome in Federico del protagonista, lutti inattesi, amori velati e trasgressioni.
Arricchisce l’opera, inoltre, un originale post-scriptum sotto forma di omaggio all’amicizia del personaggio chiave.

Ivan Cavallari, biografia

Ivan cavallari, bolzanino classe 1964, dopo una lunga carriera di ballerino professionista e coreografo, oggi riveste il prestigioso ruolo di Direttore artistico del “Les Grands Ballet Canadien” a Montreal. Da qualche tempo si dedica con passione anche alla nobile arte della scrittura.


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La fiction letteraria “Scenari sinfonici su un palcoscenico immaginario” di Iva Cavallari, edito da Prixas Edizioni, è disponibile su https://praxis.bz.it/it/prodotto/scenari-sinfonici-su-un-palcoscenico-immaginario-2/
Praxis Edizioni Verlag, dal 1980, si dedica con passione alla promozione della cultura, convinta che essa debba essere accessibile a tutti.
Specializzata nella pubblicazione di libri e nell’editing, la casa editrice si impegna a offrire opere di qualità che arricchiscano il panorama letterario.

La strategia di comunicazione della casa editrice è affidata a Sara Servizi Editoriali.

I PRIMI DUE TITOLI DI AZÙCAR, la nuova Collana ideata e diretta da Davide Barilli

Per scoprire l’altra faccia di Cuba

«Volumetti da “bolsillo” (da tasca) che presentano al lettore italiano una Cuba inedita, al di là di ogni ideologia o contro ideologia, attraverso le storie di autori per nulla o poco conosciuti nel nostro Paese. Pubblicheremo libri di scrittori viventi, di varie generazioni, allo scopo di dare una panoramica dell’attuale narrativa cubana. In tale ottica, oltre a individuare titoli e autori fra scrittori consolidati, vincitori dei più importanti premi, faremo una sorta di scouting indirizzato a giovani esordienti.» Davide Barilli

Ariel Fonseca Rivero

FINE DEL CAMMINO

Traduzione di Davide Barilli

OLIGO

Dolente e amara è la Cuba di Ariel Fonseca Rivero, trentottenne scrittore di Sancti Spiritus, nato e cresciuto nella periferia cubana dei tristi condomini in stile sovietico e delle basse case unifamiliari di cemento in cui alligna il microcosmo della sua Cuba quotidiana. Solitudini di donne che lottano, soffrono, si disperano. Coppie logorate dal tempo e dalla povertà, fragili eroi dalla vita complicata raccontati con una scrittura diretta e nitida, niente a che vedere con lo stile ridondante e pittoresco degli autori caraibici a cui siamo abituati. Una scrittura di sottrazione, quasi afona, prosciugata sulla scacchiera sporca della vita di una Cuba sempre più con il portafoglio vuoto.

ARIEL FONSECA RIVERO è nato a Sancti Spíritus (Cuba) nel 1986. Narratore e poeta, si è specializzato al centro di formazione letteraria Onelio Jorge Cardoso. Membro della UNEAC (Unione scrittori e artisti cubani), ha pubblicato i libri di racconti: … aquí Dios no está (Luminaria, 2010), Hierbas (La Luz, 2016), Ventana al mar (Luminaria, 2017), Do not disturb (Abril, 2021). Ventana al mar, premio Fundación de la Ciudad de Sancti Spíritus Fayad Jamís 2016, è uscito in Italia nel 2020 per Ensemble con il titolo Finestra vista mare.

Nelson Pérez Espinosa

LAGGIÙ DOVE BRUCIA IL FUOCO

Traduzione di Davide Barilli

OLIGO

I racconti di Nelson Pérez Espinosa ci immergono nell’atmosfera di un mondo sconosciuto ai lettori italiani. La Cuba della sua infanzia, lontana dall’Avana, immersa in un mondo contadino, di carbonai e pescatori della provincia di Camagüey. Storie che raccontano, tra leggenda e cronaca, vicende sorprendenti, in un contesto naturale in cui la violenza dello scenario si interseca a vicende sentimentali piene di dolcezza. Attraverso il suo realismo magico-rurale, l’autore ci fa conoscere, con la sua voce epica, un mondo molto lontano dal realismo urbano e dai suoi scenari ormai saturi.

Nelson Pérez Espinosa (La Habana, 1982) è coordinatore del gruppo “Generación Ariete” e del suo gruppo letterario “La Mazorca”. Dal 2015 dirige l’“Evento Nazionale Itinerante di Rock e Letteratura”. È sceneggiatore e conduttore del programma radiofonico “Escritos con Guitarra”. I suoi racconti, fumetti, articoli sono stati pubblicati a Cuba, Argentina, Colombia, Spagna, Germania e Stati Uniti. Allí donde el fuego arde ha vinto il “Premio David” nel 2023. La sua storia Ellas No Quieren Singar appartiene all’antologia Ariete: la più giovane narrativa cubana (Guantanamera), vincitrice dell’“International Latino Book Award 2019”.

Miran Bax “Notte isterica”, Morellini Editore

 Una storia di violenza e razzismo liberamente ispirata a un fatto di cronaca che ha sconvolto Torino nel 2011

Collana Riflessi diretta da Sara Rattaro e Mauro Morellini
in libreria dal 7 giugno
Morellini editore

L’isteria è un atto di eccitazione incontrollato e quello che è successo la notte del 10 dicembre 2011 è proprio questo. Un’escalation di azioni violente di decine di persone che si accaniscono contro baracche e roulotte dei nomadi senza sapere perché lo fanno e senza fermarsi fino a quando tutto è andato a fuoco.  

Il fatto: Torino 2011. Baracche e roulotte rom date alle fiamme: è finita così, con un campo nomadi incendiato, la fiaccolata organizzata a Torino per esprimere solidarietà alla ragazzina di 16 anni che ha denunciato di essere stata violentata da due zingari mentre stava facendo rientro a casa. Una violenza che, però, non è mai avvenuta: in serata, infatti, la presunta vittima dello stupro, davanti ai carabinieri del Comando Provinciale del capoluogo piemontese, ha ammesso di essersi inventata tutto di sana pianta e ha confessato di aver avuto un rapporto sessuale con un ragazzo (circostanza confermata dagli esami medici effettuati). Una bugia da cui parte la storia che Miran Bax racconta.

Ispirato a un fatto di cronaca torinese che nel 2011 ha fortemente scosso l’opinione pubblica nazionale, questo romanzo si snoda attraverso i racconti in prima persona di quattro personaggi. Mara ha sedici anni, è innamorata di Giuseppe e racconta la tanto attesa “prima volta”. Quando confida al fratello Giacomo di essere stata stuprata da due zingari, lui e alcuni amici organizzano una fiaccolata di solidarietà, con l’idea di radere al suolo il campo nomadi. E mentre Debora, che ha assistito all’incendio dalla finestra di casa, deve fare i conti con la sua salute psichica, Steve, originario dell’Albania, mette in dubbio la sua appartenenza al gruppo e ne rinnega l’operato. Ma la voglia di andare via e di ricominciare è soffocata dalla paura di restare solo in un luogo in cui egli stesso è uno straniero. Notte isterica è una lucida analisi del mondo contemporaneo, spietato, razzista e sempre pronto a giudicare.

Dichiara l’Autore: «Ho deciso di raccontare questo episodio per la violenza con cui hanno reagito i cittadini che sono arrivati addirittura ad impedire l’intervento dei vigili del fuoco per spegnere l’incendio. Mi ha colpito molto che il fatto sia avvenuto a Torino, che in quegli anni sembrava essere la città dell’accoglienza per eccellenza. Adesso vivo a Belluno ma Torino è la mia città e sono sempre coinvolto da quello che vi succede. Da genitore mi ha colpito anche quanto possano incidere sui nostri figli gli obblighi e i divieti che gli imponiamo e quanto spesso siamo accecati dalla volontà di indicargli la “strada giusta ” senza ascoltare quello che vogliono veramente

Incipit 

«Passo tutto il tempo che riesco alla finestra. Quando ho finito i mestieri di casa e non vado a passeggiare, me ne sto lì davanti. Leggo e pulisco le mie marionette, sul tavolino vicino alla finestra, e da quella finestra ho visto tutto. C’era un sacco di gente in strada, tutti gridavano: bruciamo tutto e qualcuno aveva lanciato delle bombe incendiarie mentre altri appiccavano il fuoco e le fiamme andavano alte nel cielo e le sentivo scoppiettare. Il fumo era nero e denso e saliva gonfiandosi e mischiandosi alle nuvole. Era spaventoso. Io ho visto ogni cosa e volevo chiamare mio padre ma non riuscivo a urlare e nemmeno a muovermi e guardavo quei barbari assalire il campo nomadi mentre tutto continuava a bruciare. Adesso ho paura di uscire anche di giorno ma non posso dirlo ad alta voce. “Vai a passeggio e non perdere le buone abitudini che non ti succede niente”, s’incavola mia madre e a me fa rabbia perché non mi capisce: “Mamma, come faccio a stare tranquilla dopo quello che è successo?” E allora esplode il finimondo, lei comincia a urlare e ad agitare la mano destra verso il cielo: “Adesso il quartiere è più sicuro di prima. Vai fuori e smettila di preoccuparti per niente”. Però io non sono tranquilla, lei parla perché non ha visto niente, ha solo sentito quello che le ho raccontato io e quello che le hanno riferito le amiche e i vicini di casa. Allora mi sento offesa e mi arrabbio e provo a far­le capire come stanno le cose veramente: “Tu parli solo perché non hai visto niente, perché te la dormivi della grossa e poi al mattino ti sei svegliata bella riposata ed era tutto come gli altri giorni”, urlo più forte che posso».

Miran Bax, pseudonimo di Massimo Anania, nasce nella nebbiosa periferia di Torino, vive e lavora a Belluno. Nel 2018 pubblica il romanzo Autostop per la notte (Miraggi edizioni) che arriva in finale al premio “Prunola” 2019 e riceve la menzione d’onore al premio “Tre colori” 2021. Nel 2020 pubblica il romanzo Tutto l’amore che manca (Miraggi edizioni). Nel 2021 vince il premio letterario Raccontami In 25 Parole per il “racconto più significativo”. Nel 2023, con lo pseudonimo Miran Bax vince il premio letterario Raccontami In 25 Parole per il “racconto più originale”.


Robert Louis Stevenson “L’isola delle voci”con testo a fronte, Edida

Traduzione con testo a fronte di Alessandro Ferrini

Edida

Dalla Quarta di copertina

“L’isola delle voci” è un racconto scritto da Robert Louis Stevenson, pubblicato per la prima volta nel 1893 nella raccolta “Intrattenimenti delle notti sull’isola. È una delle storie dell’autore scozzese, famoso per classici come “L’isola del tesoro” e “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”.
Il racconto narra le vicende di Keola, un giovane hawaiano e del suo incontro con un misterioso stregone di nome Kalamake. Keola viene convinto da Kalamake a seguirlo su un’isola incantata, conosciuta come “l’isola delle voci” popolata da spiriti che si odono parlare senza essere visti creando un’atmosfera di mistero e inquietudine. Il racconto combina elementi di folklore hawaiano con il tipico gusto di Stevenson per l’avventura e il sovrannaturale. La narrazione esplora temi come la superstizione, il potere della magia e il confronto tra culture diverse. La storia si distingue per il suo uso evocativo del linguaggio e per la creazione di un’ambientazione esotica e affascinante.
Il racconto riflette l’interesse antropologico di Stevenson per le culture delle isole del Pacifico meridionale che aveva avuto modo di conoscere durante i suoi viaggi e in una delle quali si stabilì.
“L’isola delle voci” è un’opera che merita attenzione per la sua capacità di trasportare il lettore in un mondo di mistero e meraviglia, una lettura affascinante per chi ama le storie di avventura con un tocco di sovrannaturale e per chi apprezza la capacità di Stevenson di esplorare temi complessi attraverso trame avvincenti e ben costruite.
Testo a fronte e illustrazioni

Dalla Prefazione

[…]In un articolo apparso sull’ “Unità” del 14 giugno 1950 Cesare Pavese coglie un aspetto importante dello scrittore inglese; lo vede nella vita e nell’opera un rappresentante a pieno titolo della crisi degli intellettuali della seconda metà dell’Ottocento che rifiutano il modello borghese–capitalistico che la società occidentale sta imponendo:

Si potrebbe qui ricordare che il caso di R.L.S. non fu isolato e che praticamente tutta la cultura occidentale del suo tempo (fine Ottocento e primi del Novecento) attraversò questa crisi di disgusto per l’ambiente e in modi vari, anche quando non viaggiò fisicamente in capo al mondo, si cercò un paradiso e una giustificazione. Fu un modo come un altro di polemizzare, cioè di vivere, con la propria società.

La sua biografia, figlio di una ricca famiglia scozzese dalla quale si allontana, la ricerca di paradisi esotici e lontani, la vita da bohèmiens e infine la morte per tubercolosi, lo avvicina ad altri grandi scrittori del quel periodo; basti ricordare Baudelaire, i poeti Maledetti francesi, gli Scapigliati italiani, il pittore Paul Gauguin ed altri numerosissimi esempi. Ma il suo allontanamento dai modelli sociali si concretizzò non solo nella scelta di vita ma anche nella ricerca dell’avventuroso, del fantastico, del magico, del fiabesco, tanto presenti nelle sue opere in generale e nella raccolta Intrattenimenti delle notti sull’isola di cui fanno parte sia Il diavolo nella bottiglia che L’isola delle voci. In questi due racconti sembrano presenti anche alcuni elementi tratti dalla tradizione popolare germanica come le favole dei Grimm, che a Stevenson apparivano “straordinariamente affini ai racconti popolari delle Hawai per ingenuità e qualità dell’immaginazione”. Il racconto l’Isola delle voci, concepito dall’autore nel 1892, apparve pubblicato a puntate sul “National Observer” nel febbraio 1893 e solo successivamente inserito nella raccolta Intrattenimento delle notti sull’isola. Secondo la testimonianza della moglie l’autore si sarebbe ispirato all’isola di Fakarara che aveva visitato nel 1888 durante una crociera nell’arcipelago delle isole Marchesi.

Su Amazon in ebook e in cartaceo

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri

Il diavolo nella bottiglia (con testo a fronte)

Lo strano caso del dottor Jekill e del signor Hyde

Will del Mulino

William Sloane “Attraverso la notte”, presentazione

Traduzione di Gianni Pannofino

Prefazione di Stephen King

Un romanzo di Sloane, autore statunitense, riproposto da Adelphi in questa nuova edizione, datato 1937, Attraverso la notte (To Walk the Night), e autore nel 1939 anche di The Edge of Running Water .

La Prefazione di Stephen King, scritta nel 2015 per l’edizione dei due romanzi dalla New York Review of Book, sottolinea lo stile e la particolare scelta narrativa operata dallo scrittore. To Walk the Night e The Edge of Running Water furono ripubblicati insieme con il titolo  The Rim of Morning, nel 1964, e ristampati nel 2015 con un’introduzione di Stephen King* riportata nell’edizione Adelphi.  

“Sloane costruisce i suoi racconti con paragrafi accuratamente cesellati, sempre limpidi e diretti. È un uomo vecchio stampo, con un’ottima preparazione scolastica, che ha studiato il latino al liceo e al college. Secondo la mia esperienza, nemmeno i romanzieri mediocri possono scrivere male se hanno una solida base di latino, e Sloane aveva doti narrative non indifferenti da unire alle capacità di scrittura essenziali […]Da tempo si sentiva l’esigenza di vedere ripubblicati questi due romanzi così degni di nota. Il lettore comune troverà motivi d’incanto e di divertimento;  per chi ha studiato il genere horror, ma non conosce  questi due libri, la lettura sarà una rivelazione per il modo in cui Sloane attinge da una molteplicità di generi, con una capacità che solo i romanzieri colti possiedono, e ne ricava qualcosa di nuovo e sorprendente. In altre parole, il totale è molto più della somma  delle parti. Non mi vengono in mente altri romanzi  come questi, per stile e per sostanza. Il mio unico  rimpianto è che William Sloane non abbia continuato a scriverne. Se l’avesse fatto, sarebbe forse diventato un maestro del genere o ne avrebbe creato uno  completamente nuovo. In ogni caso, questa splendida riscoperta è già una  grande gioia. I due romanzi qui riuniti vanno letti idealmente dopo il calare della sera, credo, meglio ancora se in autunno, mentre fuori il vento forte fa  vorticare le foglie. Vi terranno svegli, forse fino alle  prime luci dell’alba” (stralci dalla Introduzione di King)

Colpisce che dopo i due romanzi Sloane, forse per lo scarso successo commerciale o forse per la scelta di dedicarsi ai libri come editore e non come scrittore, abbandonerà la scrittura. Nei suoi testi, come scrive King, il lettore trova diversi generi narrativi: elementi del giallo, del noir, del fantascientifico, del mistery e dell’horror Ignorando le convenzioni dei generi, i romanzi di Sloane risultano opere letterarie a tutto tondo”

Ma non ci sono né mostri né alieni, ma situazioni quanto mai quotidiane, come gli ambienti in cui si svolge la vicenda e i protagonisti. Cosa li rende allora vicini alle tematiche horror? “Alcune esperienze sono estranee alla vita di tutti i giorni, “condannate per un certo tempo a errare nella notte” prima che la mente umana possa riconoscerle per ciò che sono o liquidarle come semplici fantasie”, comi si legge nella sinossi di Adelphi che continua sintetizzandone la trama

[…]la vicenda ha inizio una notte del 1936, quando Bark e Jerry, due giovani in visita alla loro ex università, trovano il professor LeNormand, luminare di astronomia, avvolto da un fuoco «mai visto», simile a «un parassita che lo possedeva e lo consumava, apparentemente dotato di vita propria». Ma come mai le fiamme che ne carbonizzano il corpo risparmiano tutto il resto, compresi i vestiti e le carte su cui stava lavorando? E chi è davvero Selena, l’intelligentissima, enigmatica moglie di LeNormand, comparsa dal nulla tre mesi prima, in apparenza senza passato e senza età, e destinata a sconvolgere la vita dei due giovani? Infine: quale inquietante rivelazione spinge poi Jerry al suicidio? Per scoprirlo dovremo attraversare con Bark una notte che ha i contorni di un incubo, ricostruire da capo una storia «tragicamente illogica e inspiegabile», e lasciare ogni certezza, perché forse la soluzione «sta in ciò che non sappiamo».

*Introduzione scritta da Stephen King per il volume di William Sloane The Rim of Morning. Two Tales of Cosmic Horror (New York Review Books, New York, 2015), che, oltre a To Walk the Night, include The Edge of Running Water, di prossima
pubblicazione presso Adelphi

Gabriella Genisi “Pizzica amara”, recensione di Salvina Pizzuoli

Genisi, in un giallo sconvolgente e quanto mai attuale, ci racconta il Salento oscuro delle superstizioni e delle notti della taranta; a farci da guida una carabiniera indimenticabile, che rompe e ribalta tutti i canoni della scena noir. (da Rizzoli Libri)

Pubblicato nel 2019 ha per protagonista una giovane maresciallo dei carabinieri, Francesca Lopez, detta Chicca.  Salentina, bella e caparbia, ha lottato per farsi spazio in un ambiente maschile, meritando un avanzamento di grado a seguito delle sue indagini su rifiuti tossici. Un nuovo caso, ancora più intrigato l’attende dopo la profanazione di una tomba e la sparizione del cadavere.

Nel corso dell’ndagine oltre alla maresciallo saranno coprotagonisti la sua squadra, Lecce e le sue bellezze architettoniche e le sue atmosfere e i suoi segreti, come le acque del fiume sotterraneo che l’attraversa, il Salento magico in un’accezioner ampia, non solo paesaggistica legata al sole e al mare, ma a un territorio che cela misteri, con le sue superstizioni, connivenze e collusioni, retaggi di un passato che pare sepolto ma ancora convive nella vita quotidiana. Elementi spesso fraintesi o considerati folklore: le macare, la taranta e le tarantate, i “segni” premonitori, bagaglio culturale interiorizzato che si confonde e si compenetra tra superstizione, religione, magia, medicamenti.

Si apre già con uno di questi elementi e con la titolazione del primo capitolo che, come i successivi, riporta i versi di Vittorio Bodini

[…] Un moscone nero, svolazzando, continuava a sbattere testardo contro il vetro. Luci amise la tazzina sul tavolo e aprì la finestra, ma l’insetto invece di uscire volò dentro casa. Non riuscendo a scacciarlo e avvertendo il cupo presentimento di qualche sventura imminente, la donna si fece il segno della croce tre volte e recitò un’Ave Maria, poi sospirò, richiuse la finetsra e si guardò attorno.

Il presentimento di Lucia si materializza nella profanazione della tomba di famiglia da cui il cadavere del figlio è stato trafugato. Ma è solo uno dei casi inspiegabili che si succederanno nel tempo: il cadavere di una giovane donna incinta ritrovato da un pescatore in una zona balneare a dieci chilometri da Lecce; segni particolari: biondissima e con un tatuaggio abraso non totalmente con un simbolo dentro un carchio. E dopo quasi un mese un’altra giovane, Federica Greco, ritrovata impiccata ad un albero. Segni particolari: lo stesso tatuaggio.

E così tra ricerche e indagini, emerge lentamente un mondo sommerso celato da una patina di solidità economica e potere, mali antichi e nuovi, traffici, discariche abusive, Xylella, droga, immigrazione, rituali tra esoterismo e occulto dove il Male opera all’ombra di perbenismi e dipendenze.

E nel frontespizio, la citazioe in dialetto di un antico proverbio salentino

A Ddiu dduma na candila, a llu diaulu ddoi.

Un noir scritto bene, ingarbugliato e ricco di aneddoti e di particolari del territorio, una protagonista tenace e fragile allo stesso tempo, provata dalle indagini e che cercherà di scuotersi con un “salto” liberatorio.

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Giamapaolo Giampaoli “Emozioni difficili”, presentazione

“Tutta la raccolta nasce dal desiderio di liberarsi da
pesi condizionanti, per condividere con l’altro quella aspirazione alla
serenità, al quieto appagamento interiore che il contatto catartico
con la poesia offre. Un ideale espresso con parole illuminanti, usate a mo’ di colpi di luce, come farebbe il pennello di un pittore, non per ritrarre la realtà, ma per riconfigurarla in poesia.[…]
I versi si sgranano con un ritmo compositivo lineare, sciolto, linguisticamente ricco, ma accessibile e sussurrato per non mettere in difficoltà chi legge, perché gli intendimenti dal poeta arrivino nitidi e

possano essere accolti e ricordati da chi li incontra”.(dalla Prefazione di Carla Paolini)

Emozioni difficili: il titolo suggerisce la rinascita della sensibilità, che avviene attraverso il contatto con la natura. Il poeta riscopre la necessità della catarsi dalle sofferenze della moltitudine dei luoghi e degli eventi della civiltà, il contatto assoluto con gli elementi del paesaggio rurale, in un contesto che rimanda all’universo del mito e sollecita la riflessione sulla morte.(da Controluna Edizioni di poesia)

Alcuni stralci

Gocce
A mio padre

Rivedo gli occhi
mai dimenticati
e il vento soffia
nella mia mente
mentre immagino
l’incontro.
Poche parole
bastano per noi;
una fantasia, la mia fantasia,
mentre l’acqua lava il cielo
le parole sono gocce
che conducono all’eterno

Ti avrei

Ti avrei parlato,
ma mi avrebbe ascoltato
solo il ciliegio in fiore,
ornamento del creato
a esaltare bellezza
fin dentro le emozioni.
Ti avrei ascoltato,
ma le tue parole le avrebbe
inghiottite l’atmosfera ovattata,
stanca di registrare
i nostri umori malati.
Nel silenzio vedo
il tuo volto esprimere
vicinanza, poi lontananza,
indecisione e comprensione

Giampaolo Giampaoli

Dottore di ricerca in Storia, Giampaolo Giampaoli insegna materie letterarie. La sua prima raccolta “Diario di poesia” è stata pubblicata da Prospettiva Editrice nel 2002. Dopo l’impegno nella ricerca, il ritorno alla poesia è stato nel 2017 con la “Qualità dei sentimenti” (Pagina tre) e nel 2020 con “Parole raccolte” (Sillabe di sale). Giampaoli è redattore del blog Mangialibri. (da Controluna Edizioni di poesia)