Stefania Coco Scalisi “Un’insopportabile donna morta”, Biblioteka Edizioni

UN COMMISSARIO ANNOIATO ALLE PRESE CON UNO STRANO OMICIDIO

Bibliotheka edizioni

“Sono stata ispirata dalla curiosità per le storie nascoste dietro l’immagine che diamo di noi stessi. Questo romanzo mi ha permesso di dare voce ai segreti, alle malizie e ai desideri inespressi che abitano ogni condominio, così come ognuno di noi, trasformando un banale omicidio in un pretesto per indagare l’animo umano.” (Stefania Coco Scalisi)

Un cadavere. Un condominio. Un Commissario annoiato. Una domenica di quasi primavera. Gli elementi del giallo ci sono tutti. E in effetti è così. L’unica, fondamentale differenza è che del cadavere non importa quasi nulla a nessuno. Non che la povera vittima meritasse quella fine (o forse sì?), ma in quel condominio borghese c’è poca voglia di piangere la scomparsa, ma tanto desiderio di raccontarsi. E il Commissario ascolta, osserva e, cercando la storia della vittima, apprende quella dei coinquilini, fatta di malizie, piccoli segreti, cattiverie, desideri infranti. Sono queste le vicende narrate nel libro di Stefania Coco Scalisi “Un’insopportabile donna morta”, un romanzo in cui ognuno dei residenti del condominio potrebbe essere l’assassino. Ognuno potrebbe avere avuto un buon motivo per uccidere. Forse perché la vittima non è una vera vittima. Eppure, quando il caso sembra chiuso, tutto è improvvisamente destinato a riaprirsi.

Incipit:

«Il corpo era lì, a terra, scomposto. Una scarpa ancora al piede, l’altra sbalzata di qualche metro. Al collo, la volpe sembrava avesse cambiato espressione, triste per essere finita indosso a un cadavere. Attorno alla testa, una piccola aureola di sangue, i cui contorni a mala pena si percepivano tra il vinaccia del tailleur e il granata delle mattonelle. Gli occhi erano invece sbarrati, in un misto di disappunto e nausea che chi la conosceva, la vittima, giurava avesse sempre, anche prima dell’incresciosa situazione in cui si ritrovava. Sì, perché Adalgisa Calvi, nel palazzo nota come la vedova Calvi, era morta. Su questo non aveva avuto nessun dubbio Alberto, il portinaio, che sentendo un tonfo quella domenica mattina, mentre stava ancora a letto a godersi il primo sole d’autunno nel suo piccolissimo appartamento a piano terra, si era precipitato, o almeno ci aveva provato, a vedere di cosa si trattasse. Non percepiva alcun compenso, si badi bene, per il suo lavoro in guardiola o per quanto faceva perché i pacchi e le lettere arrivassero sempre a destinazione, ma a ottant’anni suonati, più di cinquanta dei quali passati in quel 10 condominio, l’affitto gratis in cambio di qualche piccolo lavoretto e la pensione minima gli andavano più che bene. Mai, quindi, si sarebbe sognato di assistere a una scena così raccapricciante, proprio la mattina del suo giorno libero. E soprattutto trovava irritante che una cosa tanto spiacevole fosse successa nel suo palazzo. Certo, c’erano stati alcuni tentativi di suicidio nel corso degli anni: barbiturici, overdose di Xanax, un superficiale taglio delle vene da parte della figlia quindicenne dei coniugi Aldobrandi (problemi di cuore, dicevano, causati da un amoretto estivo che non aveva mantenuto la promessa di amore eterno fatta in villeggiatura). Tutte cose abituali di un rispettabile condominio borghese, insomma. Ma niente di cruento e volgare. E soprattutto, niente di così definitivo, come un cadavere in bella mostra nell’androne».

Stefania Coco Scalisi, nata e cresciuta a Catania, vive e lavora a Bologna. Laureata in Relazioni internazionali, ha vissuto a Firenze, Milano, Ginevra, L’Aia, Londra, Washington e Tel Aviv. Nel 2019 ha pubblicato il suo primo romanzo, “La Democrazia della Felicità” e dal 2020 pubblica per diverse riviste letterarie

Simona Teodori “La cospirazione dei Cenci”, recensione di Antonia del Sambro

Dalla nascita ai primi anni vissuti in convento, dalle continue angherie paterne agli amori clandestini e all’incontro con Michelangelo Merisi detto Caravaggio, che fino alla fine ne perorerà la causa: in questo romanzo, Simona Teodori restituisce il ritratto struggente e umanissimo di una donna diventata eroina popolare.(da Newton Compton)

Una donna vittima di violenze, soprusi, incesto e di un potere pressoché assoluto da parte degli uomini in un periodo storico e sociale dove ribellarsi a qualunque di queste vessazioni poteva costare letteralmente la vita.

Beatrice Cenci, colta, volitiva, orgogliosa del suo essere donna sfida i due poteri più importanti del suo tempo: il patriarcato e il papa. E paga con la propria vita e con il tentativo del pontefice di relegarla nell’oblio e nella dimenticanza anche dopo il processo, le torture, l’infamia che hanno accompagnato la sua esistenza e la sua morte. Nell’architettura della narrazione che pone al centro la crudele e sanguinaria cospirazione che porta a soccombere lei e la sua famiglia Beatrice brilla per la sua determinazione, il suo profondissimo senso di giustizia e parità di genere, le sue amicizie scelte e volute con consapevolezza e brama e per il suo modernissimo e ammirabile coraggio nell’affrontare Potere, Ingordigia, Violenza, Sottomissione, Tortura.

Il delitto perpetrato dalla Cenci e tutto quello che ne consegue è il sentimento sociologico e filosofico che accompagna i lettori in questo straordinario romanzo che possiede per accuratezza delle descrizioni e delle fonti storiche la grandezza delle storie di Marcello Simoni e per potenza e incanto di scrittura la bellezza dei libri di Ilaria Tuti. La Cospirazione dei Cenci è la consacrazione di una autrice che si candida a diventare un vero e proprio punto di riferimento per il romanzo storico nella nostra narrativa di genere.

SImona Teodori è nata a Roma nel 1975. Si è laureata in Giurisprudenza presso l’Università La Sapienza di Roma, specializzandosi in Storia del diritto italiano. Oltre alla professione forense, è anche organizzatrice del Neroma Noir Festival e si dedica da anni alla letteratura di genere, con una particolare predilezione per il thriller, il noir e il giallo. Dal 2018, si occupa anche di editing e ghostwriting. La cospirazione dei Cenci è il suo primo romanzo pubblicato con la Newton Compton.(da Newton Compton Autore)

tuttatoscanalibri: Silvio Governi “La lista di Greta” recensione di Antonia del Sambro

“Giallo come il golfo da Tellaro a Portovenere”. 12 racconti gialli per 12 mesi, Gammarò/Oltre Edizioni

A cura di Beppe Mecconi

AA.VV.

Simona Albano, Massimo Ansaldo, Marco Della Croce, Alessandro Ebuli, Raffaella Ferrari, Patrizia Fiaschi, 

Maria Grazia Innocenti, Vanessa Isoppo, Beppe Mecconi, Corrado Pelagotti, Susanna Raule, Marco Usano

Introduzione di Marco Buticchi

Gammarò/Oltre 

Dodici luoghi in cerca d’autore, dodici mesi in cerca di voce. Ma anche dodici penne che hanno dipinto nelle varie sfumature del giallo, i “nostri posti”, troppo belli per non essere usati anche per ambientarvi racconti di questo colore. Creati dalla fantasia delle autrici e degli autori, oppure ispirati a fatti di cronaca, ogni mese dell’anno fa da cornice a storie che si muovono nei paesi e nelle vie del Golfo del Tigullio in Liguria, e che chi ci abita non avrà difficoltà a riconoscere. Per i “foresti” invece sarà bello decidere di fare una gita fuori porta per vedere se davvero quella strada si trova proprio dove viene collocata, o se quel paesaggio è davvero così suggestivo. Insomma, ci sono 12 x 12 x 12 motivi per leggere questa raccolta, e nessuno per non farlo.

Simona Albano, ligur-sicula, promoter anche culturale e trend-reporter per riviste di costume e società. Ha scritto per la fanzine “OTIVM” e sulla rivista di Poesia “Tam, Tam, Bum, Bum”. Collabora con il Salotto Letterario Caracci di Milano. Sue le raccolte di poesie Solo poche gocce e SottoSale. La sua poesia affronta spesso temi sociali, civili, come la violenza di genere. Nel 2021 vince con la videopoesia La fuga nell’armadio il Primo Premio Letterario Città di Sarzana sez. videoarte. Il suo monologo, Come lavatrice, muta, è attualmente in scena. Le sue liriche sono state pubblicate da: Pagine, Ferdeghini, Effigie, Di Felice e Tempra edizioni.

Massimo Ansaldo nato a Varazze, avvocato, con studi in Genova e La Spezia. Già Presidente del Centro Culturale Don Alberto Zanini della Spezia e Membro del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Liguria (Corecom Liguria). Ha pubblicato i libri Macerie e Il segno del sale (Leucotea Editore), Qualcosa da tacere e I delitti di Genova con Fratelli Frilli Editore e partecipato alle raccolte di racconti Tutti i sapori del noir, I luoghi del noir, Odio e Amore nel Noir, Risate in Noir, Note in Noir con Il coltello del cuoco, I cattivi sono buoni, Compito in classe e Rock and Roll Ever Green, Prima che il gallo canti, editi dalla Fratelli Frilli Editori, GenovaHorror con Pinguini, edito da Erga Editore, Racconti di Natale, con la Stiva, edito da Neos Edizioni.

Marco Della Croce La Spezia, 1961: laureato in farmacia, docente di Scrittura creativa della Scuola Internazionale dei Comics di Genova e insegnante di scuola superiore, ha al suo attivo tre romanzi della serie del commissario Sbrana, Nera di malasorte [IL FILO D’ARIANNA, 2013-2022], Venus [IL FILO D’ARIANNA, 2015-2022] e Black Magic Woman [IL FILO D’ARIANNA, 2018-2022], un romanzo della serie del commissario De Santis, Nero come la neve [FRATELLI FRILLI EDITORI, 2023], più alcuni racconti pubblicati in Giallo Pisano 4 [FELICI EDITORE, 2013], Nero di Spezia [FELICI EDITORE, 2014], Spezzini per sempre [EDIZIONI DELLA SERA, 2023], nonché nell’antologia multi-artistica di audio-racconti Ci metto la voce [COMUNE DELLA SPEZIA, 2021] e nell’antologia Nelle loro vite [IP-ALESSANDRO EBULI, 2021].

Alessandro Ebuli. Libri pubblicati: Sotterraneo, 2016, Eretica edizioni; Le dieci stanze, 2017, Eretica edizioni; Incastri distanti, 2018, Eretica edizioni; Istinti, 2019, Tempra edizioni, Temporali silenziosi, 2020, Tempra edizioni; Nelle loro vite, 2021, Autopubblicazione; La presenza di Hariel, 2022, Tempra edizioni; In superficie sospeso, 2023, Tempra edizioni. Racconti pubblicati in antologie: Polvere nel nome di Dio, Istantanee del mio tempo, Tempi moderni, La voce dentro, Intrecci, Henry e Dio. Poesie pubblicate in antologie: Fino alla fine del mondo, L’amico di tutti, L’imperfezione dell’apparenza, Libertà colonna, Mare, mia dimora, Silenzi, Nel liquefatto oblio.

 Raffaella Ferrari ha al suo attivo diversi gialli tra i quali L’ultima Magia, Ed. Tigullio 2005, vincitore del Premio Internazionale Pontiggia di S. Margherita Ligure (GE). Nel 2008 il suo racconto L’uomo con le stampelle viene inserito nella raccolta “Donne e crimine” delle migliori gialliste liguri curata da A. Roveda ed edita da Fratelli Frilli. Nel 2011 il suo racconto “Io e il vampiro” vince il Premio Giuria 4A ed. Concorso Letterario “L’anima del bosco” Carcare (SV). In ambito artistico due suoi cortometraggi si aggiudicano nel 2020 e nel 2021 il Premio Giuria nel “Concorso nazionale U. Fracchia” di Casarza Ligure (GE). Un personaggio da lei ideato è stato realizzato graficamente dal fumettista Francesco Tullio-Altan nell’ambito del Premio Museo di Pistoia.

Patrizia Fiaschi nasce alla Spezia nel 1965. Affianca alla professione di docente l’impegno di promotrice culturale. Collabora con scrittori del panorama nazionale, biblioteche e librerie all’organizzazione di eventi letterari. Ha coordinato circoli di lettura nell’ambito dell’Associazione Letture ad Alta Voce. Ha fondato il blog “Raccoglimi un libro” e collabora con la rivista letteraria Readaction. Ha curato la direzione artistica del Festival Romanzo Storico Città di Massa. Come autrice ha pubblicato nel 2019 Racconti di sale e di nebbia e nel 2021 il romanzo Un giorno nuovo che si è aggiudicato importanti premi letterari. Nel 2022 esce per Castelvecchi editore Il vento sull’erba. Il romanzo ha ricevuto il premio San Domenichino e il premio Città di Sarzana come miglior romanzo storico.

Maria Grazia Innocenti, La Spezia 1956. Da dieci anni risiede in provincia di Rimini. Pittrice, approdata ultimamente alla scrittura, anche se il desiderio di scrivere la insegue da molto tempo. È stata responsabile del settore didattico di un’importante scuola di Ortodonzia, partecipando alla stesura e alla correzione — testo e disegni — di volumi e articoli che, anche se in ambito scientifico, le ha fatto “sfiorare” il complesso mondo dell’editoria. Ma è la sua passione per i romanzi gialli che l’ha spinta a cimentarsi con questo tipo di narrativa. Ha vinto alcuni concorsi per racconti brevi, uno come miglior “incipit”. Nel 2023 esce la sua prima raccolta di racconti dal titolo Tre pennellate di giallo, mentre nel 2024 il secondo libro, Il peso dell’inganno, entrambi LFA Publisher.

Vanessa Isoppo, nata a Sarzana ma residente a Roma. Psicologa psicoterapeuta, specializzata in Scienze Criminologico Forensi e Problemi e patologie alcol-correlate, autrice dei saggi: G.W. Vizzardelli. Analisi psico-criminologica di un serial killer adolescente; Gammarò ediz., con Lara Ghiglione Se il fascismo va di moda. L’estremismo di destra e i giovani e Come farfalle nella ragnatela. Storie di ordinaria violenza digitale sulle donne; con Lara Ghiglione e Beppe Mecconi Tonia che aveva un pettirosso nei capelli, Töpffer edizioni.

Beppe Mecconi è nato e vive nel Golfo dei Poeti. Pittore, sceneggiatore, autore e direttore di film-documentari, regista di teatro e recital musicali, scrittore, illustratore di libri per l’infanzia. Le sue fiabe illustrate sono pubblicate in Brasile, Francia, Messico, Polonia. Il romanzo Trabastìa (Gammarò), ottiene i premi “Montale Fuori di Casa” e il “Manfredo Giuliani”. Alcuni altri titoli: Il manoscritto di Laneghè; Laneghè – Isola del mar tenebroso (premio Scaramuzza); I proverbi della Signorina Celide. Suoi racconti sono presenti in varie raccolte e antologie. Diploma ufficiale dell’UNICEF nel 1994. Nel 2019 un suo progetto viene esposto nell’Euro Parlamento di Bruxelles. Nel 2022 ottiene l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica per meriti artistici e culturali.

Corrado Pelagotti, nato alla Spezia, manager in importanti società di brokeraggio assicurativo. Da qualche anno è tornato nella sua città natale dove vive con tre gatti e una moglie itinerante. Ha pubblicato i romanzi: Tempo da lupi (2019 – Fanucci), finalista premio Nebbia Gialla 2019; Travolti da un insolito delitto (2020 – Fanucci), secondo classificato Premio Internazionale Castel Govone 2020 e finalista al premio Garfagnana in Giallo 2020; Trittico di Morte (2023 – Leone), vincitore della VII Edizione del Premio Tettuccio e del Fiorino d’argento al 40° premio Firenze. Ha inoltre pubblicato i racconti: La profezia: Autori Spezzini e dove trovarli (2021 – Il filo di Arianna); Il complice: Spezzini per Sempre (2023 – Edizioni della Sera); L’artista: Ariete (2024 – Edizioni della Sera).

Susanna Raule, psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia nel 1981. Ha lavorato come traduttrice e sceneggiatrice di fumetti per vari editori. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi, poi finalista al Premio Micheluzzi. Come giallista pubblica con Salani il ciclo del Commissario Sensi, per Fanucci la serie crime-sovrannaturale del Club dei Cantanti Morti. Il suo ultimo libro è il crimedy Minerva in fiamme per Mondadori. È tra le fondatrici del collettivo per la parità di genere nel fumetto Moleste (www.moleste.org). Il suo sito è www.susannaraule.com

Marco Ursano, giornalista e scrittore, spezzino, ha pubblicato L’amore romantico non muore mai, Coniglio Editore, Roma, 2005; L’estate di Galantini (Spezia 2-Genoa 0), Edizioni Cinque Terre, La Spezia, 2008; Giuseppe Di Vittorio alla Spezia, edizioni Ediesse, Roma, 2010; Verso il deserto, Cut Up Edizioni, La Spezia-Roma, 2011; Cronache dalla seconda guerra dell’acqua, Cut Up Edizioni, La Spezia-Roma, 2014; Il mare capovolto, MdS Editore, Pisa, 2016, Edelweiss MdS Editore, Pisa, 2018; Anni collaterali, MdS Editore, Pisa, 2018; Anni collaterali, MdS Editore, Pisa, 2020; Homo pandemicus, MdS Editore, Pisa, 2022.

Diego Zandel “L’isola di Kos. Manuale sentimentale”, Oltre Edizioni

Oltre edizioni

Diego Zandel frequenta dal 1969 l’isola di Kos, la terza più grande del Dodecaneso dopo Rodi e Scarpantos: per 40 anni è stato sposato con Anna, originaria di quell’isola, prematuramente scomparsa. E nel ricordo di Anna, l’autore, romanziere affermato che nell’isola di Kos ha ambientato già due romanzi di successo, L’uomo di Kos e Il fratello greco, con la conoscenza di una vita vissuta all’interno di una grande famiglia greca di pastori e contadini, racconta l’isola come nessuna guida riuscirà mai a fare.

Tradizioni popolari, usi, costumi, cibi, luoghi, spiagge, villaggi, ristoranti, cibi, personaggi e storia, sia quella con la S maiuscola — della quale l’Italia è grande protagonista, per essere stata l’isola, insieme al resto del Dodecaneso, suo possedimento dal 1912 al 1947 — sia quella segreta, nota solo ai residenti e a pochi altri. Una lettura avvincente e ricca di informazioni, che sarà di grande utilità, per sentirsi subito a casa, alle migliaia di italiani che ogni anno ne fanno la meta delle loro vacanze.

Con questa nuova edizione di Manuale sentimentale dell’isola di Kos ho portato alcuni aggiornamenti per quanto riguarda in particolare i locali, ristoranti, taverne e psarotaverne, nate o, meglio, da me conosciute in questi ultimi anni. Naturalmente ho seguito i miei gusti, prediligendo i posti dove non solo mi piace la cucina, ma anche dove mi trovo bene come ambiente e personale. Del resto, un libro come il mio non vuol essere la mera, classica guida, ma una sorta di dolce ricordo di mia moglie Anna, madre dei miei figli, scomparsa nel 2012 e la cui famiglia è originaria di qui, una sorta di memoir. Inoltre, vuol essere un omaggio all’isola che nel 2022 mi ha conferito la cittadinanza onoraria, sia per i miei legami familiari con la stessa e per i 54 anni di frequentazione, sia per i romanzi che qui ho ambientato (L’uomo di Kos e Il fratello greco, così come pagine di Essere Bob Lang). Insomma, ho preferito coglierne l’anima profonda. D’altra parte, dal 1969, quando giunsi a Kos per la prima volta, a oggi i cambiamenti visibili, il numero di locali, hotel, resort, spiagge accessibili sono aumentati talmente a dismisura che sarebbe impossibile raccogliere tutto, tanto da farmi scegliere solo i luoghi dove sto bene io stesso, i miei famigliari e amici greci e italiani, alcuni dei quali, Ugo Sbisà, Arianna Caputi, Massimiliano Savo, Paola Vandelli, che ringrazio, hanno contribuito a darmi alcune indicazioni. Non nascondo che, anche per la mia età, mi piacciono i posti tranquilli e poco affollati, rifuggendo dai carnai presenti in molte spiagge, alcune con odiatissimi (da me) giochi acquatici, moto d’acqua e quant’altro che faranno pure la gioia di grandi e bambini, ma non di chi cerca silenzio e tranquillità. D’altra parte, ogni età ha le sue esigenze, e la mia, così come della mia attuale moglie, Alessandra, che mi ha anch’essa dato una mano per questo manuale, è quella di starcene in santa pace, con un libro in mano. Per questo ho nostalgia di una Kos che, ahimè, è sempre più rara da trovare. (dall’introduzione)

Diego Zandel è nato nel 1948 nel campo profughi di Servigliano da genitori fiumani. ma è cresciuto al Villaggio Giuliano-Dalmata di Roma, che raccoglieva gli esuli istriani, fiumani e dalmati in fuga dalla Jugoslavia di Tito. Questa origine, per il suo portato esistenziale, oltre che storico e geopolitico, così come anche la Grecia, in particolare l’isola di Kos, della quale era originaria la famiglia della sua prima moglie Anna, scomparsa nel 2012, avrà molta rilevanza nei suoi libri, tanto da essergli stata conferita la cittadinanza onoraria sia del comune di Servigliano che di quello di Kos. É autore di diversi romanzi: Massacro per un presidente, Mondadori 1981; Una storia istriana, Rusconi 198; Crociera pericolosa, Mondadori 1993, Oltre Edizioni 2020; Operazione Venere, Mondadori, 1996, Oltre Edizioni 2021; I confini dell’odio, Aragno 2002, Oltre Edizioni 2022; L’uomo di Kos, Hobby&Work 2004; Il fratello greco, Hacca, 2010; I testimoni muti (Mursia 2011); Essere Bob Lang, Hacca 2012; Eredità colpevole, Voland 2023; Un affare balcanico, Voland, 2024. Ha all’attivo anche due libri di racconti: Il console romeno (Oltre edizioni 2013) e, di prossima uscita, Racconti istro-fiumani (IoDeposito, 2024). Tra le sue opere di carattere saggistico e letterario, Invito alla lettura di Andrić (scritto con Giacomo Scotti) Mursia 1981; Balcanica – Viaggio nel sudest europeo attraverso la letteratura contemporanea, Novecento Libri, 2018; Apologia della lettura – Riflessioni di un bibliofilo incallito, Historica, 2020. È anche uno degli autori del docufilm Hotel Sarajevo, nato da un’idea di Andrea Di Consoli e prodotto da Clipper Media e Rai Cinema, per la regia di Barbara Cupisti. Nel 2023 ha ricevuto il Premio Tomizza.

Salvatore Calvaruso “Il pungente scorpione tedesco.Porsche 356 B 1600/2000 GS Carrera GTL Abarth”, NeP Edizioni

La storia della Gran Turismo più vittoriosa dei mitici anni ‘60 delle gare automobilistiche

Il mito di un’intramontabile auto da corsa rivive oggi attraverso una nuova pubblicazione di NeP edizioni.
“Il pungente scorpione tedesco” di Salvatore Calvaruso è dedicato ad uno dei modelli di Porsche più particolari e rappresentativi di tutti i tempi, la “Porsche 356B GS Carrera GTL Abarth”, detta “Gran Turismo Leggera”, costruita per la stagione agonistica del 1960.
In quegli anni, infatti, due grandi personaggi dell’automobilismo sportivo mondiale, Ferdinand Porsche e Carlo Abarth, decisero di accordarsi per creare un’auto da corsa derivata dalla “Porsche 356”, capace di partecipare e vincere nel Campionato Mondiale delle Gran
Turismo, in modo da consentire alla casa tedesca di scalare le vette del mercato mondiale.
Si decise di rivolgersi ai costruttori di auto da corsa e carrozzieri italiani per ottenere una vettura dal peso contenuto e dalle ottime qualità aerodinamiche.

L’autore, spinto da una enorme passione per le auto da corsa, ha voluto tener vivo il ricordo della nota corsa automobilistica siciliana Targa Florio.
La scelta di narrare in un libro la carriera agonistica di un modello di auto da competizione si
deve proprio all’enorme successo da essa riscosso nelle edizioni storiche della gara.
Attraverso approfondimenti inediti, splendide immagini e schede tecniche, il volume consente
di tracciare e comprendere l’intera filosofica motoristica espressa, in settantacinque anni di
storia, dall’iconica cavallina di Stoccarda.

Salvatore Calvaruso è nato a Palermo l’8 novembre del 1957. Nonostante nella sua vita abbia svolto tutt’altra attività, da sempre è stato attratto dal Motorsport, con particolare riferimento al mondo delle competizioni, sia automobilistiche che
motociclistiche, passione ereditata dal padre, che negli anni ’50 e ‘60 partecipò a molte gare organizzate in Sicilia, come il famoso Giro di Sicilia.
Proprio insieme al padre, nel 1962 assisteva per la prima volta alla Targa Florio.
La scelta di narrare in un libro la carriera agonistica di un modello di auto da competizione si deve proprio all’enorme successo riscosso nelle edizioni storiche della nota corsa automobilistica.

I Libelli di Armando Editore, i primi due in uscita dal 14 giugno

Armando Editore porta in libreria la nuova collana I LIBELLI. Informare, riflettere, dibattere.  Con interventi di autori impegnati nei più diversi campi disciplinari la collana propone testi argomentati che in poche pagine cercano di offrire alcune risposte a questioni importanti e ineludibili dell’attualità. Libelli è uno spazio di informazione e di approfondimento per chi crede che la prevalenza dell’argomentazione razionale sull’opinione urlata sia il fondamento del vivere civile e delle nostre libertà democratiche.

Anna Oliverio Ferraris: LA COMUNICAZIONE MANIPOLATA.Rischi e inganni

In un mondo dove la comunicazione è pervasiva, non soltanto dobbiamo imparare a comunicare in modo efficace, ma anche saper evitare trabocchetti e inganni. Materia multiforme, la comunicazione si presta a molti usi, alcuni onesti, altri ingannevoli. Poiché i manipolatori di professione si avvalgono di strategie psicologiche raffinate per indirizzare le nostre scelte, sta a noi riconoscere e smontare i loro trucchi. Con l’aumentare delle persone non manipolabili si contrae anche il numero dei manipolatori, un passaggio indispensabile per ogni democrazia degna di tale nome.

Anna Oliverio Ferraris si è formata a Torino, dove ha iniziato il suo percorso universitario ed è stata professore ordinario alla facoltà di Psicologia della Sapienza di Roma, dove ha insegnato Psicologia dello sviluppo e Psicologia sociale. Uno dei suoi temi di interesse è la comunicazione nelle sue diverse sfaccettature, in particolare nei media. Al suo attivo in quest’ambito: Insegnare la tv (Valore Scuola; 1994), Tv per un figlio (Laterza; 1995, 1998, 2004), Grammatica televisiva (R. Cortina; 1997), La macchina della celebrità (Giunti; 1999), Chi manipola la tua mente. Vecchi e nuovi persuasori (Giunti; 2010, 2016).

Philippe Meirieu : CHI VUOLE ANCORA GLI INSEGNANTI?

Traduzione e Prefazione di Enrico Bottero

Oggi non ci sono abbastanza insegnanti. Tra riforme sbagliate e promesse non mantenute, nel corso degli anni la professione docente è stata ridotta a compiti sempre più esecutivi, dunque, di fatto, screditata. Dopo decisioni politiche e discorsi pubblici che hanno contribuito a creare un problema che ora è diventato strutturale, è urgente ricordare a tutti il significato e il valore di questa professione. È in gioco la capacità dei nostri figli di scoprire ciò che libera e ciò che unisce, e quindi il futuro della nostra democrazia.

Philippe Meirieu è professore emerito di Scienze dell’Educazione presso l’Università Lumière Lyon 2. È autore di libri tradotti in tutto il mondo. Ha insegnato in Francia in quasi tutti gli ordini di scuola, ha guidato molte ricerche e ha partecipato all’elaborazione di importanti riforme scolastiche nel suo Paese. Ha anche operato assiduamente nella formazione iniziale e in servizio degli insegnanti. È stato vicepresidente della Regione Rhône-Alpes con delega per la formazione permanente e l’avviamento al lavoro. Oggi è vicepresidente dei CEMEA francesi, uno dei principali movimenti di educazione popolare. Presso l’editore Armando ha pubblicato Quale educazione per salvare la democrazia? (2023) e Una scuola per l’emancipazione (2019).

Maria Parr “Oscar e io”, Beisler Editore

Arriva in Italia il vincitore del prestigioso Premio Brage 2023: Oscar e io di Maria Parr, l’autrice norvegese diventata una star della letteratura per ragazzi

«Maria Parr ha scritto uno splendido ritratto di una delle cose più importanti nella vita di un bambino: la condivisione con un fratello. Tutti dovrebbero avere un Oscar nella loro vitaMaria Parr descrive l’esperienza di essere proprio qui, in questa terra di mezzo. Il libro è scritto sapientemente, ed è riccamente illustrato. La lingua è fresca come gli spruzzi del mare, furiosa come una pioggia torrenziale e gentile come un venticello estivo. Un linguaggio strettamente legato alla natura, e allo stesso tempo riflesso della vita. È la dimensione del quotidiano, con tutte le cose più importanti, grandi o piccole che siano.» (Premio Brage 2023, motivazione della Giuria) 

Illustrazioni di Åshild Irgens


Traduzione di Alice Tonzig

Collana: Il Serpente a sonagli, 

Età: 9+

Beisler Editore

In un piccolo villaggio nel cuore della Norvegia, c’è una grande casa rossa e sciupacchiata che si affaccia su un bosco tanto amato e mai temuto, dai mille colori cangianti a seconda delle stagioni. Qui, insieme ai genitori, Ida e Oscar riempiono la loro vita di piccole e grandi avventure. Ida ha otto anni, è paziente e gentile. Oscar di anni ne ha cinque, non è per nulla paziente, ha l’argento vivo addosso e una fantasia che galoppa. Mica facile dividere la cameretta e la giornata con un tipo così.

In 12 capitoli, ognuno una storia a sé a comporre l’affresco familiare, Maria Parr descrive il potere straordinario della quotidianità; i litigi tra fratelli sulla scelta del letto a castello; le disquisizioni sul mistero di Babbo Natale; la paura di un mostro nell’armadio; il virus intestinale che contagia tutta la famiglia. Lo zio Øyvind, gravemente malato, amatissimo dai nipotini che ha un marito invece di una moglie, ma va bene così. Toccando con garbo e delicatezza i temi dell’accettazione, del mettersi in gioco e del coraggio, del lutto e della nascita. Del ridere di tutto e di nulla. In fondo, un romanzo d’avventura, dove la noia, piaga del nostro tempo, non esiste perché non c’è il tempo di annoiarsi, per Ida, Oscar e la sua famiglia.

L’autrice: Maria Parr, norvegese, ha studiato lingue e letterature nordiche e, prima di diventare scrittrice a tempo pieno, è stata a lungo un’insegnante. Cuori di waffel (2014), il suo primo romanzo, ha avuto un successo folgorante, vincendo il Premio Andersen per la categoria 9/12 anni, il Super Premio Andersen Libro dell’Anno 2015, il Premio Legambiente 2015 ed era finalista della prima edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2016. Dal romanzo è stata tratta una serie televisiva molto popolare in Norvegia, dove Maria Parr è considerata la nuova star della letteratura per ragazzi. Con Beisler Editore ha pubblicato Tonja Valdiluce e –  il seguito di Cuori di Waffel – Lena Trille e il mare, che è stato finalista al Premio Strega 2019.

 L’illustratrice: Åshild Irgens, nata nel 1976, ha studiato disegno e illustrazione alla Scuola di Belle Arti di Oslo e la School of Visual Arts di New York. Dopo la laurea ha iniziato a collaborare con alcuni dei più importanti editori norvegesi per l’infanzia. Nel 2011 è stata presidente della giuria “Libri più belli dell’anno”, uno storico comitato fondato nel 1933 per incentivare l’aspetto grafico dei libri. Lavora come illustratrice e graphic designer a Oslo. Per Beisler Editore ha illustrato Tonja Valdiluce, vincendo il Premio Samarelli nel 2018, e la copertina e le vignette di Lena, Trille e il mare.

La traduttrice: Alice Tonzig, nata a Milano nel 1972, attualmente è docente di Business English, Cross Cultural Comunication e Storytelling presso Høyskole Kristiania, Oslo, insegnante di italiano (tutti i livelli) presso l’Istituto Italiano di Cultura, Oslo, e di italiano come lingua straniera presso la scuola secondaria superiore Bjertnes Videregåendeskole. Dal 1998 in poi ha svolto attività di traduttrice letteraria dal norvegese, specializzandosi in libri per bambini e ragazzi. Tra i numerosi titoli tradotti ricordiamo Olla scappa di casa di Ingunn Thon, William Wenton e il ladro di Luridium di Bobby Peers e i libri Cuori di waffel e Tonja Valdiluce di Maria Parr.

Daniela Alibrandi “I delitti del Mugnone”, recensione di Salvina Pizzuoli

Morellini Editore

Perché mai nessuno capisce che ho bisogno di questo. Mi guardano, mi sorridono, ma io quando mi avvicino so che voglio una sola cosa da loro. Ho bisogno di rivedere il terrore, la supplica, e strappare il loro sguardo per sempre

“I delitti del Mugnone” di Daniela Alibrandi è un romanzo noir che si distingue per la sua capacità di catturare l’attenzione del lettore fin dalle prime pagine; la trama, come sempre nei suoi romanzi, sa essere avvincente oltre che ben strutturata, sviluppandosi intorno a misteriosi omicidi, conducendo il lettore attraverso un labirinto di indizi, vecchi sospetti e trascorsi e contemporanei delitti ancora senza soluzione o irrisolti.

L’autrice riesce a creare un’atmosfera ricca di tensione e suspense, con descrizioni dettagliate che rendono vividi i paesaggi e le ambientazioni. L’azione si svolge prevalentemente a Firenze dove il commissario Rosco si è fatto trasferire da Roma per sfuggire ai risvolti  negativi delle indagini che nella capitale avevano coinvolto anche la sua famiglia e soprattutto il piccolo Robertino. Ma protagonista è il torrente storico che scorre dai colli a nord di Firenze e scende nella piana ad abbracciare l’Arno in un giallo a tutto tondo dove diversi generi narrativi si coniugano armoniosamente regalando al lettore pagine in cui  ai delitti efferati si affiancano trance de vie, psicologie, rapporti umani, descrizioni di luoghi e panorami, amore, morte, felicità e dolore.  

I personaggi, così come la nuova squadra con cui si trova a lavorare il commissario, sono ben delineati e nello stesso tempo la loro complessità li rende interessanti, vecchi e nuovi; non mancano infatti piacevoli collaborazioni con chi aveva scelto di abbandonare la squadra e Roma per tornare a lavorare a Napoli, forse rimpiangendo battibecchi e screzi sebbene in un rapporto di vera cooperazione e fiducia con il diretto superiore: quella Gisella Porzi, già incontrata e felicemente ritrovata anche nelle pagine di questo nuovo e difficile caso fiorentino. Le loro interazioni, i loro dialoghi, le supposizioni, la ricerca di indizi e il gioco che si crea tra loro, contribuiscono a mantenere alto il ritmo del racconto. Uno degli aspetti più riusciti del libro è la capacità dell’autrice di intrecciare elementi di introspezione psicologica con la narrazione del crimine, offrendo al lettore una prospettiva approfondita sulle motivazioni e sui conflitti interiori dei protagonisti. Questo aggiunge una dimensione ulteriore alla storia, rendendola non solo un giallo avvincente ma anche un’esplorazione delle sfumature dell’animo umano. Per non parlare, cosa che infatti non farò, del finale, non solo non previsto, ma soprattutto rocambolesco e denso dentro un’ agnizione completa e complessa ma anche ricca di prospettive future.
“I delitti del Mugnone” è un romanzo che merita sicuramente di essere letto da chi ama il genere noir e non solo. Daniela Alibrandi dimostra di avere una penna abile e sensibile, capace di creare storie che lasciano il segno. Se cercate una lettura intrigante con una buona dose di suspense e profondità psicologica, questo libro potrebbe fare al caso vostro.

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri

“Quelle strane ragazze”

“Nessun segno sulla neve”

“Una morte sola non basta”

“Un’ombra sul fiume Merrimack”

“Il bimbo di Rachele”

“I misteri del vaso etrusco”

Daniela Alibrandi in Racconti racconti racconti: corti, con brivido, fantastici

Charlotte Perkins Gilman “La carta da parati gialla e altri racconti”, Lorenzo de’ Medici Press

Conosciuta per il suo ruolo fondamentale nella letteratura femminista, Charlotte Perkins Gilman continua a ispirare con le sue opere che sfidano le convenzioni sociali e promuovono l’uguaglianza di genere. I temi trattati sono quanto mai attuali e risuonano con le continue battaglie per l’emancipazione femminile nel mondo moderno.La carta da parati gialla raccoglie una serie di racconti ( tra cui alcuni inediti in Italia) che sono una riflessione critica sulle aspettative di genere e sull’importanza dell’autodeterminazione, ma sono anche una vera e propria denuncia dei soprusi a cui le donne erano costrette. Il suo messaggio forte e diretto è di grandissima attualità. 

Traduzione di Kristi Veseli


Lorenzo de’ Medici Press

Nove racconti di una delle autrici più importanti nella storia dell’emancipazione femminile negli Stati Uniti. Partendo dalla propria dolorosa esperienza personale Charlotte Perkins Gilman seppe trasformarsi in una paladina dei diritti sociali e della liberazione dai soprusi cui le donne erano costrette all’epoca. Il suo messaggio, forte, diretto e acutissimo, è ancora oggi di scottante attualità e di grandissimo valore letterario. Costretta dal marito a curare nel modo sbagliato la depressione post partum, Perkins Gilman sollevò in tutti gli Stati Uniti una richiesta di umanità verso il mondo femminile che scardinava pregiudizi e sopraffazioni inaccettabili. Basti pensare che La carta da parati gialla uscì nel 1892 e solo nel 1908 venne abolita negli Stati Uniti la tratta delle donne. I racconti qui tradotti, alcuni per la prima volta, testimoniano una vena letteraria genuina, priva di vincoli retorici e sempre diretta a un messaggio morale che deve farci riflettere ancora oggi.

Dall’introduzione di Kristi Veseli

«Una casa isolata, una protagonista senza nome e una carta da parati sinistra. Sono questi gli elementi che caratterizzano La carta da parati gialla, racconto che trae ispirazione dalla vicenda personale della scrittrice e sociologa statunitense Charlotte Perkins Gilman. Con questo racconto – scritto in soli due giorni e pubblicato con non poche difficoltà nel 1892 – l’autrice tentò di rielaborare il periodo difficile che le aveva sconvolto la vita. A seguito della nascita della figlia Katherine, Charlotte, piegata dalla depressione post partum, venne portata da Silas Weir Mitchell, neurologo ideatore della Rest Cure, la cura del riposo. Secondo il medico, la maggior parte delle donne era affetta da nevrastenia, uno stato di debolezza nervosa. Per questo motivo la donna doveva essere isolata, spesso confinata in camera da letto. Questo periodo poteva durare diversi mesi, durante i quali nessuno poteva andare a fare visita alla paziente. Inoltre, perché la terapia avesse successo, era necessaria un’immobilità prolungata, una dieta ipernutriente e qualsiasi attività intellettuale era severamente vietata. Il mese passato in terapia lasciò non pochi traumi all’autrice, che nel 1890 scrisse La carta da parati gialla, un’evidente denuncia all’operato di Mitchell. La protagonista è una giovane donna in cura per quella che il marito medico – seguace delle teorie di Mitchell – definisce una «nevrastenia temporanea, una leggera tendenza all’isteria». La coppia, dunque, si trasferisce per un periodo in una casa isolata dal resto del paese, affinché la donna si riprenda. Ma isolata non è solo la casa, ma anche la stanza in cui lei deve riposare. Di lei, non sappiamo nulla, nemmeno il nome. Il marito preferisce piuttosto darle dei nomignoli come «piccola oca benedetta,» quasi a volerla riportare a uno stato infantile.»

Charlotte Perkins Gilman (1860-1935) è stata una delle più importanti figure dei movimenti per l’emancipazione femminile negli Stati Uniti. Già in giovanissima età si interessò alle teorie che miravano a eliminare le ingiustizie sociali e divenne una figura di punta nei movimenti che sostenevano la necessità di liberare le donne dai ruoi subalterni. Si batté a fianco delle suffragette e lottò per l’abolizione delle leggi razziali. Autrice di numerosissimi articoli su riviste e quotidiani, pubblicò nel 1898 il saggio Women and Economics: A Study of the Economic Relation Between Men and Women as a Factor in Social Evolution. Altrettanto cospicua la sua opera di poetessa e narratrice: pubblicò oltre 190 racconti fra cui spicca La carta da parati gialla (1892) che è il suo più celebre successo.

Paolo Bertinetti “Agenti segreti. I maestri della spy story inglese”, presentazione di Salvina Pizzuoli

Questa storia di Paolo Bertinetti (che ripubblichiamo da un’edizione del 2015) concentrata sul romanzo inglese, si può estendere tranquillamente a una storia generale, dal momento che almeno gran parte dei più noti romanzi di spionaggio è anglosassone.  Il metodo seguito è analitico, descrivendo tipi caratteri e atmosfere, gli ingredienti comuni connotanti il genere; ma è anche storico, in quanto i titoli e gli scrittori e la loro evoluzione nel tempo sono passati in rassegna. E, grazie alla grande quantità di autori e opere ordinatamente esaminati, una guida per chi vuole orientarsi criticamente dentro i romanzi di spionaggio.(dal Catalogo Sellerio)

Una storia che si apre da subito nel capitolo “Il Grande Gioco” con interessanti notazioni e curiosità: ad esempio il primo romanzo di spionaggio scritto in inglese, ma non da un autore inglese, fu dell’americano, James Fenimore Cooper; pubblicato nel 1821 con l’esplicito titolo “The Spy”, occorrerà attendere gli ultimissimi anni dell’Ottocento e del primo Novecento per quelli inglesi. E Bertinetti ne fornisce anche la probabile motivazione “Forse perché era difficile, in un ordine di idee moralistico (atteggiamento trionfante in età vittoriana), immaginare come protagonista positivo di una qualche narrazione nientemeno che una spia – cioè un uomo che si nasconde, che finge, che mente”.

Anche le caratteristiche che li accompagnavano come protagonisti erano quelle di gentiluomini “che svolgevano un lavoro in sé poco nobile (e rischioso) per difendere la patria dalla minaccia straniera, dalle cospirazioni che provavano a indebolirla, o addirittura a distruggerla”, tanto da meritare l’etichetta di “agenti segreti” e non certo di “spie”, figure queste ultime che esistevano, ma appartenevano alle potenze nemiche…

Segue quindi una rassegna storica ampia e accurata di autori, da Buchan con il personaggio di Richard Hannay e McNeile con il protagonista Drummond capitano dell’esercito, fino all’ultimo capitolo dedicato a John le Carré: scrittori e ed opere, tutti, dai meno ai più conosciuti, ampiamente trattati.

Paolo Bertinetti (Torino, 1944) è anglista, critico letterario, traduttore, professore emerito all’Università di Torino. È autore, tra gli altri, di Il teatro inglese del Novecento (1992, 2003), Storia del teatro inglese dalla Restaurazione all’Ottocento (1997, 2006). Ha curato l’edizione del teatro completo di Samuel Beckett (1995) e quella dei romanzi di Graham Greene (2000). Per Einaudi ha tradotto opere di Shakespeare e di Tennessee Williams.