Walter Siti “Bontà” da Il Tirreno, recensione

Siti è uno dei pochi scrittori italiani che dice ai suoi lettori quello che non vogliono sentirsi dire. Un grande narratore del tracimare di quest’epoca. Siti costruisce da anni – nel povero panorama della scrittura italiana di oggi – un’archeologia del presente. E lo fa con grande maestria. Proprio per questo, il suo nuovo libro, “Bontà” (Einaudi, pp. 136) è in pieno un libro natalizio. Perché bontà è una delle parole più usate in stagione. Perché il presente trabocca di persone che vogliono stare dalla parte giusta. Sentirsi buone.

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Vanessa Roghi “Piccola città, una storia comune di eroina” da La Repubblica, di Nadia Terranova

“Piccola città”, il memoir di Vanessa Roghi «Io sono una bambina degli anni Settanta», scrive Vanessa Roghi a pagina 139 di Piccola città. Una storia comune di eroina (Laterza) e io conosco quelle sette parole, le guardo e mi vedo allo specchio. Ho qualche anno in meno di Vanessa ma la sua storia è, appunto, così comune da essere anche la mia. Il suo libro parla di me fin dal titolo, dalla foto che ne costituisce l’incipit: una bambina con una piuma in testa e delle foglie in mano, davanti a uno striscione di Democrazia proletaria per festeggiare un risultato minuscolo e gigantesco.

Alle politiche del 1976 Dp ha preso l’1,5%, sei deputati. Un fallimento, anzi no, un successo! Eccoli, quegli anni: piccoli numeri, grandissimi sogni. L’infanzia di Vanessa è costellata di sigle che per i bambini di oggi non significano nulla: Pci, Dp, Pdup, gli amici di papà che raccontano la Favola di Mao Tse Tung, la mamma femminista che canta moltissimo, canta in macchina, per strada e dentro casa.

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Sebastiano Vassalli “La notte della cometa” recensione

Un buon libro, un bel libro. La notte della cometa di Sebastiano Vassalli è entrambe le cose. Si legge come un romanzo biografico, ma è di più, racconta un uomo, un poeta, il poeta “pazzo” di Marradi: Dino Campana.

Scritto nel lontano 1984 resta un romanzo – verità sulla vita di Dino Campana

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dello stesso autore: “Amore lontano” recensione di Salvina Pizzuoli

Isaac Bashevis Singer “Nemici. Una storia d’amore” da Il Corriere Cultura

Tre donne accanto al protagonista

La contadina che l’ha nascosto per tre anni in un fienile, la prima moglie creduta morta, l’amante segnata dalle torture dei nazisti

 

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Tayari Jones “Un matrimonio americano” presentazione in breve


 

Celestial e Roy sono una coppia di afroamericani. Lei di famiglia benestante è un’artista in ascesa, lui borsa di studio dopo borsa di studio ha conquistato il ruolo di manager. A un anno e mezzo dalle loro nozze Roy viene accusato di stupro nei confronti di una donna e finisce in galera. Si scrivono e in queste lettere c’è tutto l’iter di un matrimonio che va in pezzi. L’America delle contraddizioni e delle ingiustizie condizionerà le loro vite. Saranno i protagonisti a raccontare al lettore le vicende dal loro punto di vista.

Leggi anche la recensione da Il mestiere di leggere di Pina Bertoli

 

Camilla Läckberg “Donne che non perdonano” in anteprima mondiale in Italia

Donne che non perdonano” , in questi giorni in anteprima mondiale in Italia, è l’ultimo thriller di Camilla Läckberg, la scrittrice svedese nata nel 1974 a Fjällbacka, un pittoresco paese di pescatori, che si è affermata nel mondo con circa 22 milioni di copie dei suoi romanzi vendute e tradotte in 40 lingue e in circa 60 Paesi. Un fenomeno editoriale come ne capitano pochi nel nostro tempo.

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Cristina López Barrio (Bella Linardi) “Nebbia a Tangeri” presentazione in breve

 

Una notte di passione a Madrid finisce con un furto. La protagonista insegue quella passione fino a Tangeri. Di lui conosce solo il nome, Paul, e due oggetti che gli ha rubato: un libro, Nebbia a Tangeri, e un ciondolo su cui è scritto «Alisha». Ma la vicenda è ancora più intrigata e si snoda in un intreccio narrativo tra realtà e finzione e con la storia della città: un altro Paul è il protagonista del romanzo che Flora legge, quello rubato al «suo» Paul, e anche lui scompare.

Daniela Alibrandi “Il bimbo di Rachele”

Daniela Alibrandi presenta

“Il bimbo di Rachele” il romanzo che affronta il tema scottante dell’aborto, la difficile e travagliata decisione delle  donne di interrompere o meno la gravidanza in un thriller dal finale mozzafiato.

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Un’alba di settembre luminosa e tersa, l’aria che profuma di mare. Una donna si sveglia in un giorno uguale agli altri nel quale, inspiegabilmente, sente di dover fare un bilancio della sua vita  

La passione, il sentimento, l’angoscia, il divertimento e la suspense che cresce e porta in modo sapiente al finale mozzafiato sono gli ingredienti di una storia indimenticabile.

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Tommaso Ferrini “Dialoghi. Più o meno probabili”

Un nuovo nato sulla bacheca di Edida:

La sinossi

Tre dialoghi, una carrellata d’idee che procede per sottrazione, togliendo, semplificando, in un percorso a stadi che, partito dalla verbosità dell’intelletto, prosegue con la fredda chiarezza del creatore-intermediario, il demiurgo, portando poi al fastidioso stridio che si prova dinnanzi alla divina semplicità che sta dietro le impalcature, alla constatazione ultima che in fondo tutto è molto meno contorto di quanto non crediamo. Costantemente attanagliati da domande e mai totalmente paghi delle risposte, non ci rimane che fare del nostro meglio per trovare un pacifico equilibrio tra la naturale tendenza all’indagine e l’accettazione del fatto che finché saremo da questa parte mai arriveremo a un punto che possa ritenersi fermo. Ciò che verrà dopo in ogni caso ci stupirà, ma nel frattempo conviene non angustiarsi eccessivamente al pensiero e godere lo spettacolo di questo viaggio al limite del credibile che è la vita.

L’immagine di copertina è di Alina Musallam

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Dello stesso autore:

Il complesso di Arkahàn. L’altra me che decise di restare

Junio Rinaldi “Quella lunga notte”

Quattro amici, quattro incontri, una sola verità che non si sa dire che non si sa come comunicare.  E poi un delitto nato da una gelosia sorda e fantasticata, porterà il lettore, estraniato, verso un’imprevedibile e inattesa svolta della vicenda. Interessante il procedere narrativo, non etichettabile come genere, ma estremamente efficace nel saper avvincere il lettore, dove, come si legge nella quarta di copertina “la scrittura diventa vita e la vita si fa scrittura”.

 

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