Tommaso Ferrini “Dialoghi. Più o meno probabili”

Un nuovo nato sulla bacheca di Edida:

La sinossi

Tre dialoghi, una carrellata d’idee che procede per sottrazione, togliendo, semplificando, in un percorso a stadi che, partito dalla verbosità dell’intelletto, prosegue con la fredda chiarezza del creatore-intermediario, il demiurgo, portando poi al fastidioso stridio che si prova dinnanzi alla divina semplicità che sta dietro le impalcature, alla constatazione ultima che in fondo tutto è molto meno contorto di quanto non crediamo. Costantemente attanagliati da domande e mai totalmente paghi delle risposte, non ci rimane che fare del nostro meglio per trovare un pacifico equilibrio tra la naturale tendenza all’indagine e l’accettazione del fatto che finché saremo da questa parte mai arriveremo a un punto che possa ritenersi fermo. Ciò che verrà dopo in ogni caso ci stupirà, ma nel frattempo conviene non angustiarsi eccessivamente al pensiero e godere lo spettacolo di questo viaggio al limite del credibile che è la vita.

L’immagine di copertina è di Alina Musallam

Su Amazon 2,99 in cartaceo 4,85

Dello stesso autore:

Il complesso di Arkahàn. L’altra me che decise di restare

Junio Rinaldi “Quella lunga notte”

Quattro amici, quattro incontri, una sola verità che non si sa dire che non si sa come comunicare.  E poi un delitto nato da una gelosia sorda e fantasticata, porterà il lettore, estraniato, verso un’imprevedibile e inattesa svolta della vicenda. Interessante il procedere narrativo, non etichettabile come genere, ma estremamente efficace nel saper avvincere il lettore, dove, come si legge nella quarta di copertina “la scrittura diventa vita e la vita si fa scrittura”.

 

Vai al testo della recensione di Salvina Pizzuoli

Su IBS 8,50 euro

Rachel Cusk “Resoconto” da La Lettura del Corriere recensione di Alessandra Sarchi

«Resoconto» è il primo volume di un trittico di Rachel Cusk, una scrittrice che unisce due pregi rari: la capacità di narrare la vita di tutti i giorni e quella di riflettere sulla lingua che serve per narrare quella vita.

Vai alla sinossi e al testo dell’articolo di Alessandra Sarchi

Nadia Terranova “Addio fantasmi” tra i semifinalisti del Premio Strega

Ida ha trentasei anni e  torna a Messina da Roma dove vive con Piero l’uomo che ha sposato, per aiutare la madre a sgombrare la casa in cui loro due hanno vissuto, prima con il padre Sebastiano, uscito di casa e sparito quando lei aveva tredici anni, e poi da sole. Ida adolescente ha vissuto la sparizione del padre come una propria colpa: tornata ora da adulta sulla scena che in tante notti occupa i suoi sogni si trova ad affrontare tutto il proprio rimosso che le permetterà di ripartire da Messina con una condizione diversa: un viaggio catartico che permetterà a Ida, voce narrante, di superare un lutto inestinguibile proprio perché privo di una consistenza corporea e pertanto sempre assente, sostituita dalla presenza ossessiva degli oggetti che ricordano quel lutto.

Nadia Terranova nata a Messina vive a Roma. Ha pubblicato cinque libri per ragazzi tra cui Bruno il bambino che imparò a volare  dedicato alla vita di Bruno Schulz, e Le nuvole per terra. Ha esordito nel romanzo nel 2015 con Gli anni al contrario, vincitore del Bagutta Opera Prima e altri premi.

e anche

 la recensione su Spazio libero di lettura

Da La Repubblica: Philippe Besson “Non mentirmi” intervista all’autore di Anais Ginori

Vai all’introduzione alll’intervista a Besson di Anais Ginori  sul suo romanzo autobiografico

 da Terza Pagina La Repubblica

Su La Repubblica: Karen Green “Il ramo spezzato”

A dieci anni dalla morte di Wallace esce ” Il ramo spezzato” di Karen Green. La moglie dello scrittore racconta l’elaborazione del lutto attraverso gli oggetti quotidiani, il cane, i medici.

Vai all’articolo di Paolo Di Paolo su La Repubblica Cultura

Da La Repubblica: Maurizio Maggiani “L’amore” presentazione di Concita De Gregorio

Vai all’articolo di Concita De Gregorio

Murata Sayaka “La ragazza del convenience store” presentazione in breve

 

 

Keiko è single e molto introversa. È sempre stata una ragazza strana, ma ha deciso di adeguarsi a quanto richiesto e della società e della famiglia abbandonando gli studi per lavorare in un konbini, nome con cui in Giappone vengono chiamati i negozi dove è possibile comprare caramelle e snack ma anche giornali e riviste, bibite e sigarette: sono scatole luminose sparse un po’ dappertutto, il cui corrispettivo  in America chiamano convenience store.   È qui, in questa negozio sempre aperto e sempre illuminato, che è impiegata da diciotto anni, con un contratto part-time e dove pare abbia trovato il proprio posto proprio qui, dove tutto accade come in un manuale ed è sufficiente attenersi alle regole. Keiko incarna il ruolo di una qualsiasi eroina urbana che ricorda le protagoniste dei romanzi di Banana Yoshimoto.

L’ autrice Murata Sayaka

Murata Sayaka è nata nel 1979  Debutta come scrittrice nel 2003  Nel 2009 si aggiudica un premio per esordienti. La ragazza del convenience store, è ispirato alla sua storia personale di commessa presso un konbini.

 

 

 

Il Tirreno Culture: Fabio Genovesi “Il mare dove non si tocca” Premio Viareggio Rèpaci

Vai all’articolo di Elena Torre