Mariangela Di Giovanni “Zoe. Un viaggio speciale”, Ventura Edizioni

Ventura Edizioni

Zoe. Un viaggio speciale, il nuovo romanzo di Mariangela Di Giovanni, una storia intensa e profondamente umana che intreccia amore, amicizia, malattia e resilienza.

La protagonista, Zoe, è una giovane donna che affronta la prova più difficile della sua vita. Al suo fianco ci sono il compagno Luca, l’amico Alberto, la sorella Michela e nuove figure come Amina, che la accolgono in una rete di affetti e condivisione. Attraverso viaggi, ricordi e introspezioni, Zoe impara a trasformare il dolore in consapevolezza, la fragilità in forza e la paura in coraggio.
Un romanzo che commuove e ispira, raccontando la bellezza della vita anche nei suoi momenti più complessi e invitando i lettori a riflettere sul valore delle relazioni, sull’importanza del tempo e sull’energia che nasce dall’amore in tutte le sue forme.

“Non dobbiamo mettere oro nelle crepe formate.
Non dobbiamo nasconderci, né sentire di aver sbagliato.
Non dobbiamo credere che un noi non possa più esserci,
perché un noi esiste già.” (dal diario di Zoe)

Mariangela Di Giovanni, classe 1981, nasce e cresce a Roseto degli Abruzzi, ma il richiamo delle lingue e dei viaggi la porta presto lontano. Si laurea in lingue e letterature straniere a Bologna, tra un lavoro come interprete e turni da barista. Insegue nuove avventure, per cibare la sua innata curiosità, spostandosi prima a Londra, poi a Barcellona per approdare, infine, a Roma dove inizia una carriera nella moda. L’incontro con il mondo del design la riporta nella sua terra di origine e la conduce in una nota azienda di arredamento, dove riesce a unire le sue passioni per le lingue e per le esperienze internazionali. Dopo oltre dieci anni, si reinventa nel campo della pubblicità e del digital signage, entrando in un gruppo leader sul mercato come business developer. La scrittura arriva inaspettata, poco prima dei quarant’anni, e questo è il suo primo libro pubblicato.

Umberto Brindani “Senza lasciare traccia”, presentazione

Senza lasciare traccia è una continua corsa contro il tempo in cui si intrecciano suspense e satira, verità e menzogna, amore e ossessione.(da Piemme Editore)

“Sembra di trovarsi in un episodio di un film di Quentin Tarantino. Sembra. Siamo alle prime due pagine del romanzo di Brindani”, così scrive Giancristiano Desiderio presentando il romanzo sul Corriere (22 ottobre 2025)

Protagonista è Pierfrancesco Balzani, giornalista prossimo alla pensione, in tempi anadati cronista di nera, al momento  utilizzato come articolista giusto per tirare avanti quanto basta, ma c’è l’amore nella sua vita, c’è Rossana pubblico ministero, anche se amante clandestina.
Tutto si sconvolge quando nel palazzo di Giustizia viene trovato il cadavere di un magistrato, ritrovamento che coinciderà con la scomparsa di Rossana.
Convinto della sua innocenza, Pierfrancesco Balzani, da bravo cronista di nera, si mette alla ricerca delle prove e della scomparsa che sa bene essere, contrariamente a quanto i colleghi magistrati credono, innocente e pertanto nascosta.

[…]Il romanzo di Brindani è un insieme di racconti brevi — brevi come i capitoli di cui è composto – che hanno al centro una sensazione, un gio-co, un’abitudine, una stupidaggine, una fisima della contemporaneità e i personaggi e la storia, nella loro ironica tragicità, mettono in scena una satira del nostro tempo e ci servono una critica sentimentale di noi stes-si[…] conclude Desiderio la sua recensione

Umberto Brindani Nato nel 1958 a Busseto (Parma), è un giornalista italiano. Laureato in Filosofia all’Università di Bologna, ha iniziato la carriera collaborando con Il Mulino e La Gazzetta di Parma. Dopo l’Istituto di Giornalismo di Milano, ha lavorato per Espansione, Italia – Oggi e Panorama, dove è stato condirettore. Ha diretto Gente, Chi, TV Sorrisi e Canzoni e, dal 2010 al 2022, il settimanale Oggi. Nel 2023 è tornato alla guida di Gente, edito da Hearst. Ha pubblicato il libro Elogio dell’uomo perbene nel 2012 e Suicidio imperfetto nel 2024.( da Autori Piemme Editore)

Piera Rampino “Il morto presunto”, Alcatraz

Un’indagine lucida nelle crepe della famiglia, un luogo fatto di silenzio, risentimento inespresso

e complessi nodi psicologici.

Collana Labirinti 7

Alcatraz

Dal 7 novembre in libreria

Cosimo Praticò ha una vita normale. Ha una moglie, un figlio, una figlia, e un impiego a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione. È un normale lunedì di lavoro quando scopre che la sua data di morte è stata inserita nel database che consulta abitualmente, e che l’evento si sarebbe verificato di lì a quattro giorni, venerdì.
Convinto si tratti di una svista temporanea, non fa nulla per correggere l’errore. Ma l’amministrazione non commette errori, e di lì a pochi giorni si troverà impegnato in una lotta contro il suo stesso datore di lavoro, arrivando alla scelta estrema di intentare una causa legale per dimostrare di essere ancora in vita.
Intanto in casa la situazione precipita: suo fratello Ettore abbandona la moglie e si trasferisce in casa di Cosimo. La moglie Franca segue i grotteschi consigli del medico di famiglia e lo allontana dalla stanza matrimoniale. Il figlio Antonio e la figlia Giulia gli risultano sempre più lontani e alieni. L’amministrazione avvia il procedimento per pagare la reversibilità della pensione a Franca. L’assicurazione sulla vita contratta pochi giorni prima della presunta morte si rifiuta di pagare la somma a Franca, beneficiaria. 
In questo romanzo familiare, Rampino usa l’assurdo per raccontare una cacciata dal paradiso, ma lascia sempre un interrogativo al lettore: paradiso per chi? Ognuno dei suoi protagonisti ha un’idea diversa di quale sia il paradiso da ricercare, quale sia la felicità che ne deriva, e cosa è disposto a fare per ottenerla.

Piera Rampino vive tra Bolzano e Bressanone, dov’è nata. Appassionata di lingue e letteratura, dopo la laurea in giurisprudenza ha collaborato alla redazione di dizionari di terminologia giuridica (italiano-tedesco), lavorando nei settori della traduzione e della ricerca linguistica applicata; attualmente si occupa di revisione e analisi di testi normativi. Il morto presunto, il suo romanzo d’esordio, è rientrato tra le opere selezionate nella IX edizione del Premio Città di Como. Un suo racconto è apparso in un’antologia edita da Historica edizioni. Con Gli altri (Edizioni Hypnos, 2023) si è classificata al secondo posto del Premio Hypnos 2023.

Amalia Viti “Una prof nel sottoscala”, NeP Edizioni

Un libro sincero e appassionato, che nasce direttamente dall’esperienza professionale dell’autrice e offre una testimonianza autentica sul problema dell’integrazione scolastica. Un tema spesso dibattuto tra gli specialisti del settore ma il più delle volte ignorato dal grande pubblico.

Amalia Viti racconta il cammino percorso, per due anni scolastici, come insegnante di sostegno della piccola Eva, una bambina che frequenta la seconda classe delle medie inferiori affetta da una particolare forma di autismo.
Insieme, giorno dopo giorno, si trovano a combattere numerose battaglie: dalle frequenti crisi di rabbia, all’ostilità dei compagni di classe, sino al “muro di gomma” degli altri insegnanti.
A ciò si aggiunge il grave sospetto che si voglia contrassegnare la disabilità di Eva come incurabile o, peggio ancora, come semplici capricci, da reprimere con severità.
Un percorso che porta Eva, dopo una fase di chiusura iniziale ad aprirsi maggiormente al mondo e Amalia a tenere una cronistoria al fine di comprendere meglio tutta la situazione, registrando gli avvenimenti e i progressi fatti.
Attraverso il “Diario di Eva e Lia” verrà fuori un quadro articolato fatto di passioni, sogni e delusioni, animato da un messaggio di speranza libero e incondizionato.
Una relazione, quella tra allieva e insegnante, che diviene uno scambio reciproco. Una crescita graduale, dove entrambe imparano qualcosa l’una dall’altra.
Perché la scuola dovrebbe essere il luogo democratico per eccellenza, dove ogni cittadino possa essere incluso nel processo di apprendimento e formazione culturale nel migliore dei modi possibili.
Per l’autrice il libro è “una storia che merita di essere raccontata”. Una storia che insegna a non avere mai paura, perché c’è sempre un modo per potersi risollevare, insieme alle persone giuste cui potersi affidare.
E sono l’amore, la pazienza e la volontà la chiave vera per affrontare tutto.

Amalia Viti nasce a Napoli e si laurea in lettere presso l’Università “Federico II”. Insegnante di materie letterarie per diversi anni, si specializza nel sostegno ai bambini con disabilità. La predisposizione e l’amore per i più piccoli la porteranno a diventare volontaria presso l’ospedale “Bambino Gesù” di Roma. Assidua frequentatrice dei salotti letterari romani,
collabora come Vicepresidente all’Accademia Romana della Rosa. È autrice di alcune raccolte di poesia in vernacolo e in lingua italiana e diversi racconti, con cui ha conseguito posizioni di rilievo in numerosi concorsi letterari.
Con NeP ha pubblicato: “Tra magia e realtà” (2019), “Iesce Sole” (2021) e “La foresta Blu e altre storie” (2022).

 Lisa Bjärbo- Johanna Lindbäck – Sara Ohlsson:”UGLY GIRLS- L’account”, Beisler Editore

Arriva anche in Italia il romanzo che ha venduto 38.000  in Svezia ed è stato tradotto in 7 lingue.

Traduzione di Samantha K. Milton Knowles

Collana: MATERIE PRIME

BEISLER

Dal 31 ottobre in libreria

Età: 13+

Svezia. Tilde, Jasmine ed Eleni frequentano la stessa classe, ma conducono vite separate. Quando su Instagram compare l’account “Ugly Girls”, le tre si uniscono, improvvisandosi detective unite da una precisa missione: scoprire l’autore del “catalogo” che pubblica foto di ragazze brutte.
Tilde è la prima a essere colpita, con una foto dove non è venuta affatto bene. Ogni giorno lo sconosciuto posta una nuova “ragazza brutta”, ma i sospettati ben presto si rivelano innocenti. Quando su “Ugly Girls” esce la foto di Amanda, una compagna con il volto deturpato da un incendio, la questione si fa seria e in molte aderiscono alla caccia allo sconosciuto. 
Un romanzo intimo e corale al tempo stesso, a dimostrare che la forza delle donne scioglie ogni matassa. Una grande storia di amicizia e di lotta ad armi bianche contro la morbosità della rete. Rivendicando il diritto ad essere uniche!

«Uno, due, tre, cacca? Sul serio? Come se avessero tre anni. La cosa patetica e che il trucchetto aveva funzionato quasi con tutti. Nella foto tutti i suoi compagni di classe sorridono o ridono. Nel bel mezzo di quell’allegria c’è lei che sembra uno zombie, si potrebbe forse dire. A voler essere buoni. Uno zombie drogato, a voler essere sinceri. Occhi mezzi chiusi e bocca mezza aperta. Quando il fotografo aveva scattato lei aveva gli occhi chiusi e stava anche facendo una smorfia strana. E purtroppo lui aveva scelto proprio quella foto per l’annuario scolastico. E una di quelle foto che vorresti eliminare e non rivedere mai più. Tanti auguri, se finisce nell’annuario scolastico. La settimana scorsa, quando sono arrivate le copie a scuola, avrebbero benissimo potuto annullare le lezioni del pomeriggio. Tutti lo sfogliavano come pazzi. Commentavano e facevano i confronti. «Peccato», ha detto dopo un po’ Linnea riguardo a Tilde e alla foto di classe. Sembrava una mamma gentile che vuole consolarti, ma non trova altro da dire se non «No, che peccato. Uffa, che sfortuna.» Si. Certo. Una sfortuna. All’incirca una catastrofe totale. La foto più brutta di sempre. E ora sul telefono di Linnea c’è proprio quella. Qualcuno ha fotografato la foto di classe, zoomato su Tilde, l’ha pubblicata su insta, su un account che si chiama… Tilde deve ricontrollare per essere sicura di aver letto bene: @uglygirls. L’account si chiama @uglygirls. «Ma che e?» Tilde non l’ha mai visto e non ne ha mai sentito parlare: @uglygirls. Dio santo.»


Lisa Bjärbo è nata nel 1980 e dal suo esordio nel 2006 ha pubblicato circa venti libri. Si è affermata come autrice di narrativa per bambini e ragazzi, ma ha scritto anche diversi libri di cucina. Nel 2018 ha ricevuto il prestigioso Premio Astrid Lindgren, oltre ad altri riconoscimenti per la sua produzione letteraria.

Johanna Lindbäck è nata nel 1972 e, prima di dedicarsi completamente alla scrittura, ha lavorato come insegnante di scuola superiore. Oltre a tenere conferenze e laboratori di scrittura creativa, è autrice di numerosi libri per bambini e ragazzi e si occupa anche di traduzioni.

Sara Ohlsson è nata nel 1977 e ha lavorato per molti anni nella televisione per ragazzi. Oggi è scrittrice a tempo pieno e, oltre ai romanzi per giovani adulti, è autrice della popolare serie di libri su Frallan, dedicata ai lettori dai 6 ai 9 anni.

Le novità Voland di ottobre 2025

Tijan Sila Radio Sarajevo

“Le persone civilizzate prosperano in tempo di pace,
gli idioti prosperano in tempo di guerra.”

dal 17 ottobrein libreria Collana Intrecci

È il 1992, il piccolo Tijan ascolta una canzone di David Bowie alla radio quando le prime bombe colpiscono i quartieri di Sarajevo. Con tutta la famiglia il bambino si precipita in cantina in cerca di riparo mentre il mondo sembra esplodergli intorno. Lo shock iniziale è enorme, la vita cambia radicalmente. I negozi chiudono, le dispense si svuotano, in tanti scappano dalla città. Col passare del tempo la guerra però diventa quasi un’abitudine: tra terrore e noia, la gente cerca di inventarsi una nuova quotidianità. Mentre i genitori si dimostrano inadeguati ad affrontare la situazione, l’undicenne Tijan impara presto a cavarsela da solo e insieme agli amici Rafik e Sead affronta saccheggiatori, vende oggetti al mercato nero e baratta riviste pornografiche con i soldati in cambio di dolciumi… Un romanzo di formazione e memoria dallo stile avvincente e tragicomico, il ritratto di una generazione costretta a crescere fra le macerie.

TIJAN SILA nato nel 1981 a Sarajevo, nel 1994 è arrivato come rifugiato di guerra in Germania, dove ha studiato lingua e letteratura tedesca e inglese a Heidelberg. Insegnante di tedesco e membro di una band punk, ha esordito in narrativa nel 2017 e Radio Sarajevo è il suo romanzo più recente. Nel 2024 si è aggiudicato il prestigiosissimo Premio Ingeborg Bachmann.

Julia Kissina Bubuš

“Nessuno è in grado di descrivermi.
Sfuggo perfino a me stessa.”

dal 24 ottobrein libreria collana Amazzoni

Cosa succede quando ci si innamora di un poeta beatnik ex alcolizzato affascinante ma anche patologicamente egocentrico e possessivo?
E quali saranno le conseguenze se per amor suo si acconsentirà a trasferirsi d’impulso da Berlino a San Francisco? Con spumeggiante umorismo Julia Kissina racconta la storia di una passione tanto strampalata quanto irrefrenabile, in nome della quale la protagonista è disposta a lasciarsi tutto alle spalle, perfino un figlio adolescente schizofrenico e un tranquillo fidanzato surfista e a confrontarsi non solo col fantasma di una suocera gelosa scampata alla Shoah, ma anche con la realtà di un’America ben lontana dalle proprie aspettative. Un romanzo brillantemente dissoluto e tragico che si dipana dagli orrori del xx secolo ai giorni nostri.

 JULIA KISSINA Fotografa, performer e scrittrice, è nata a Kiev nel 1966 e ha studiato drammaturgia a Mosca. Rifugiata politica, nel 1990 è emigrata in Germania e si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera. Attualmente vive tra Berlino e New York dedicandosi a una doppia fortunata carriera di scrittrice e artista visiva.
Tra i suoi romanzi scritti in russo e pubblicati anche in tedesco ricordiamo Vesna na lune [Primavera sulla luna, 2012] ed Elefantina (2018, edito in italiano con il titolo di Madame la Dostoevskaja. Una storia d’amore e poesia a Mosca, Scritturapura 2020). Kissina è stata insignita per due volte del premio del Senato di Berlino (2006 e 2012), mentre in Russia ha ricevuto nel 2016 il premio della rivista letteraria pietroburghese “Zvezda”. 

Angela Nanetti “Dietro l’orizzonte un mondo”, Vallecchi

Vallecchi

Dal 24 ottobre 2025 in libreria

Con Dietro l’orizzonte un mondo Angela Nanetti torna a raccontare la vita con la sua scrittura intensa e limpida, capace di trasformare la memoria privata in romanzo universale.

Al centro c’è Ermelinda, una ragazza che cresce negli anni del boom economico, tra i silenzi del padre – muratore inquieto che parte senza avvisare, lasciando dietro di sé solo una valigia consunta – e le accuse della madre, che non perdona e non dimentica. In questo vuoto di affetti, Ermelinda deve imparare a cavarsela da sola: il primo impiego in una fabbrica di serramenti, i compagni di lavoro, le ambizioni, le prime sconfitte e le prime vere conquiste.

Nanetti ci regala una protagonista che non si arrende. Fragile e testarda, Ermelinda affronta la vita con la stessa ostinazione con cui, da adolescente, si ripete che un giorno prenderà anche lei quella valigia per partire verso l’orizzonte. 
È la storia di una donna che cerca di spezzare il destino delle generazioni precedenti, trasformando il dolore in forza e la solitudine in desiderio di futuro.

Dietro l’orizzonte un mondo è un romanzo familiare e insieme sociale: una saga che attraversa i cambiamenti di un Paese intero, dagli anni Sessanta all’alba della modernità. Dentro c’è il profumo del pane appena sfornato, il clangore delle officine ribattezzate «Malebolge», le discussioni sul Bologna allo stadio, ma anche il peso del giudizio altrui e il coraggio di scegliere la propria strada.
Angela Nanetti, autrice per ragazzi e adulti, firma qui una narrazione emozionante e coinvolgente, capace di toccare corde profonde e di parlare a tutti: a chi ha conosciuto il dolore dell’attesa, a chi ha sentito il bisogno di partire, a chi ha trovato, finalmente, la forza di restare.

Un libro che ci ricorda che dietro ogni valigia chiusa, dietro ogni orizzonte intravisto, c’è sempre un nuovo mondo che aspetta solo di essere vissuto.

Scoprii in quei mesi che la sua nostalgia era autentica, simile a quella del naufrago che aspetta su un’isola di vedere qualcosa all’orizzonte, una linea, una forma che assomigli a ciò che conosce e che ha perduto, per potersi ritrovare.

Angela Nanetti è nata a Budrio (Bologna) e si è laureata in Storia medievale. Ha insegnato nelle scuole medie e superiori di Pescara, dove risiede. Dal 1984 a oggi ha pubblicato più di venti romanzi per ragazzi, molto dei quali premiati in Italia e all’estero, tra i quali si ricorda Mio nonno era un ciliegio (Einaudi ragazzi). È tradotta in 25 Paesi. Il bambino di Budrio (Neri Pozza, 2014) è arrivato finalista alla prima edizione del Premio Neri Pozza e ha vinto il Premio Terriccio, riconoscimento al romanzo storico.

Paola Sbarbada Ferrari “Monsieur Soleil – Oltre le apparenze”, Gilgamesh Edizioni

Gilgamesh Edizioni

Parigi. Una panchina. Due anime che non si aspettavano, eppure si trovano. Certe persone non entrano nelle nostre vite: le abitano. È da questa consapevolezza che nasce “Monsieur Soleil – Oltre le apparenze”, il nuovo romanzo di Paola Sbarbada Ferrari, pubblicato da Gilgamesh Edizioni e disponibile dal 6 settembre 2025 in tutte le librerie, sia in formato cartaceo che e-book.

Un incontro casuale ai Giardini di Lussemburgo diventa germoglio: Jeanne, una donna che ha smesso di credere nella possibilità di rinascere, e Augusto, un clochard dal cuore colto e vulnerabile, si siedono uno accanto all’altra. Lei cerca rifugio dal silenzio della sua vita, lui porta con sé l’odore pungente del vino e del vento, ma anche parole che scaldano più di un abbraccio. In quell’incontro inatteso prende vita un racconto delicato e nello stesso tempo profondo, che svela la potenza dell’amicizia e la meraviglia della rinascita silenziosa.
È un romanzo intenso, che parla piano ma resta dentro a lungo. “Ho scritto questa storia pensando a ciò che non si vede, alle crepe che diventano luce”in questo modo l’autrice svela l’anima del libro.

Pagina dopo pagina, “Monsieur Soleil – Oltre le apparenze” diventa il racconto delicato e potente di un incontro capace di cambiare il corso di due vite. Una prosa sobria e luminosa accompagna il lettore attraverso i silenzi colmi di significato, i bagliori d’infanzia e i segreti che non smettono di bruciare. Parigi, con i suoi giardini e le sue ombre, si fa palcoscenico discreto di una rinascita, quella che nasce dall’empatia, dal coraggio di guardarsi oltre il giudizio, dalla bellezza inattesa di una mano tesa. Perché a volte, per salvarsi, non serve nient’altro che sedersi accanto a qualcuno che ha già conosciuto la fine, ma ha scelto di restare umano.

Paola Sbarbada Ferrari, nata a Mantova, è un’artista che intreccia nella sua vita musica, scrittura e ricerca espressiva. Conosciuta anche con lo pseudonimo Marea ispirato dalla forza evocativa dell’oceano e delle sue maree, porta avanti dal 2017 un percorso musicale componendo brani che trasformano emozioni intime in melodie originali.Ha esordito in narrativa con “Il casolare sull’aia” (Gilgamesh Edizioni, 2022), romanzo accolto con entusiasmo dai lettori per la sua capacità di coniugare memoria familiare e introspezione personale. A seguire, nel 2024, ha pubblicato “L’Oblio nei tuoi occhi”, confermando una scrittura attenta alle fragilità dell’animo umano e ai legami profondi che lo attraversano.Parallelamente alla scrittura, Paola ha sviluppato una solida carriera musicale: dagli studi di canto e chitarra acustica presso la scuola Casnici di Carpenedolo fino alle collaborazioni con musicisti e produttori di rilievo del panorama nazionale e internazionale. La musica, come la scrittura, rappresenta per lei un modo per trasformare il vissuto in bellezza condivisa. Nel suo percorso creativo ha lavorato con professionisti quali M. Susa (collaboratore di Alexia, Raf, Umberto Tozzi), M. Zangirolami (Emis Killa, Mahmood, Fabri Fibra), D. Bontempi (Vasco Rossi, Battiato, Ligabue, 883 e molti altri), oltre che con il collettivo femminile SONGBOX, guidato da Elisabetta Filippini e Alessandra Dresda, che ha curato l’arrangiamento del suo ultimo singolo “Dietro Nuvole”. Sempre con SONGBOX il 24 maggio 2024 Marea torna al francese con il brano “Je T’aime” nelle vesti di un’autentica tra le chanteuses francesi contemporanee. Dalla collaborazione con Mauro Susa nasce il brano “Occhi grigi”, online dal 24 ottobre 2024, un brano inedito di Marea che decide di togliere da un cassetto. “Occhi grigi” racconta una storia toccante di solitudine, speranza e la profonda ricerca di affetto. Accanto alla sua attività artistica, Paola svolge anche un lavoro nel settore della finanza, testimoniando una personalità versatile e capace di muoversi con passione tra mondi diversi. La sua sensibilità è radicata nell’ascolto della musica che l’ha accompagnata fin da bambina — da De André a Mina, da Aznavour alla lirica di Puccini e Verdi — ereditata in particolare dalla madre, che le ha trasmesso la forza della voce come espressione dell’anima. Con “Monsieur Soleil – Oltre le apparenze” (Gilgamesh Edizioni, 2025), Paola Sbarbada Ferrari conferma la sua cifra narrativa: delicata, empatica, luminosa. Una voce che invita a guardare oltre le apparenze per scoprire la dignità nascosta nelle fragilità di ciascuno.

Puoi ordinare la tua copia cartacea qui

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L’oblio nei tuiu occhi

Matteo Bussola “Il talento della rondine”, presentazione

Brando, Ettore, Mirta. La danza, il disegno, l’amore. Qual è il vero talento? Quello che ti è stato dato o quello che scegli di inseguire, contro tutto e tutti?
In una coreografia dove tutto si tiene, Matteo Bussola intreccia movimenti e desideri in un crescendo di emozioni. Perché forse il vero talento è trovare il proprio passo e condividerlo con chi si ama.(da Salani Libri)

«Fare con facilità ciò che riesce difficile agli altri, ecco cos’è il talento. Fare con fatica ciò che riesce facile ai talentuosi, ecco cos’è il coraggio».
Matteo Bussola

Nella frase di Bussola è sintetizzato il percorso dei due protagonisti: Brando ed Ettore, due adolescenti alla ricerca del proprio passo, di una realizzazione che esula da quanto gli altri possano chiedere o a cui essi stessi sentano di essere portati istintivamente.

Una pagina che mette a fuoco le difficili scelte in un’età in cui le spinte e gli imput sono davvero molti e che pertanto rendono il proprio percorso più arduo..

Talento, amicizia, fatica, fragilità e coraggio sono i temi che guidano il romanzo e il cammino dei due protagonisti.

Se Brando è la farfalla, Ettore è la Rondine, ciscuno così soprannominato per le proprie capacità per l’uno e la caparbietà per l’altro per diventare da rondine farfalla con l’impegno e la perseveranza senza mai arrendersi, con la forza del vero coraggio.

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Il rosmarino non capisce l’inverno

Mezzamela. la bellezza di amarsi alla pari

Un buon posto in cui fermarsi

La neve in fondo al mare

Serena Bacchiocchi “L’Atlante nudo delle Anime e dei Corpi”, Ventura Edizioni

Narrativa, Collana Parole Madri
Ventura Edizioni

Un atlante intimo e universale che racconta il corpo e l’anima come luoghi di memoria, dolore, rinascita.
Con L’Atlante nudo delle Anime e dei Corpi, Serena Bacchiocchi firma un’opera che intreccia autobiografia e narrativa, realtà e immaginazione, in un viaggio potente e senza filtri tra relazioni
familiari, fragilità, fantasie salvifiche e percorsi di resistenza interiore.
Il libro prende forma come una lunga lettera e come un mosaico di “chilo-metri” da percorrere: frammenti di vita che si intrecciano con la storia collettiva, con figure femminili e queer, con il peso invisibile che ciascuno porta dentro di sé.
In copertina, un’illustrazione di Guendalina Ravazzoni apre le porte a un atlante cangiante, mutevole, capace di parlare al lettore in profondità.

La sinossi

Quanto sono vasti i Continenti?
…e le nostre anime e i nostri corpi?
Blanquita, la voce narrante di questo romanzo audace, ci guida attraverso un mondo dove le coordinate di tempo e di spazio si dissolvono. Attraverso le storie intrecciate di Mercedes, di Esteban Mandurín, dello Straniero, delle sorelle Dalmare e di Estela Boliviàn, Blanquita sfida la convinzione che per avanzare bisogna necessariamente andare avanti. Invece, ci invita a camminare in tutte le direzioni: indietro, in alto, di lato e persino sotto terra, esplorando il peso emotivo e la distanza percorsa in Chilo- Metri, un’unità che misura non solo il cammino fisico, ma anche quello interiore.
L’autrice, con il suo stile irriverente e originale ci accompagna in un luogo sospeso dove corpo e anima si intrecciano, portandone alla luce le verità nascoste. Ogni pagina di questo Atlante ci conduce verso la terra degli Ossimori, un luogo senza confini, dove la realtà si fonde con la fantasia, la verità si mescola con la menzogna, l’ordine convive con il disordine, la violenza e la tenerezza portano lo stesso nome e i fantasmi sono in carne ed ossa.

Serena Bacchiocchi nasce ad Ancona il 25 settembre 1976 sotto il segno della Bilancia. Sebbene molto impegnata sul piano lavorativo e imprenditoriale, continua ad assecondare la propria natura artistica e a scrivere poesie e racconti. Questo romanzo prende forma durante il periodo del Lockdown. Dicono di lei: Ironica. Eclettica. Energica.