Dario Voltolini “Il cespuglio”

Dario Voltolini incontra il pubblico a Lucca grazie alla Società dei Lettori – Amici di Francesca Duranti

Venerdì 16 ottobre a Villa Rossi (Gattaiola – Lucca)

Copertina del romanzo di Dario Voltolini "Il cespuglio", Aboca

Una storia solo apparentemente minimale, un cespuglio narratore improbabile, fantastico, irresistibile. Il romanzo di Dario Voltolini, “Il cespuglio”, edito da Aboca nella collana “Il bosco degli scrittori”, è stato selezionato dalla Società Lucchese dei Lettori – Amici di Francesca Duranti per l’edizione 2026-2027 del Premio dei Lettori Lucca-Roma, realizzato grazie al sostegno della Fondazione della Cassa di Risparmio di Lucca.

L’autore incontrerà il pubblico, per parlare dell’opera, venerdì 16 ottobre 2026 alle 18 a Villa Rossi (Gattaiola – Lucca).

Il cespuglio. L’improbabile protagonista di questo libro è testimone di violenze, misteri, segreti umani… il vento gli sussurra storie che nessuno ascolta mentre il sole brucia e la sabbia acceca.
Dopo Invernale, Dario Voltolini torna a costruire una storia solo apparentemente minimale, fatta di pochi ma memorabili ingredienti. Rotola, incessante, attraverso deserti, mari e continenti. Lo sospinge il vento – quello stesso vento che gli sussurra storie che provengono da ogni tempo, mentre il sole brucia e la sabbia acceca.
È un cespuglio: narratore improbabile eppure irresistibile, testimone vegetale di violenze, misteri e segreti umani. Un giorno dopo l’altro, tra tempeste violentissime e bombe d’acqua, vola, cade, naviga intrappolato in un cargo, rimbalza e vola ancora. E ogni caduta è un atto di liberazione, ogni rotolata un’epifania, ogni incontro un insegnamento.
Dal deserto del Mojave alle aspre rocce del Carso, ricordando antiche pianure, passando per gli stretti di Gibilterra, di Messina e di Suez, costeggiando isole filosofiche come Creta, fino ai deserti mediorientali, questa pianta sradicata racconta, osserva, ironizza, medita, dialoga e riflette con una voce inverosimile eppure plausibilissima.
Il lettore si lascia prendere dal vortice del suo movimento ipnotico e non riesce più a fermarsi: finché un toccante e visionario crescendo finale sigilla questo romanzo, breve e tesissimo, collocandolo nei territori della letteratura fantastica.

“Mi sono convinto che tra prosa e poesia c’è una fantastica, misteriosa striscia di terra. Che mi risulti, ci fanno entrare solo Voltolini.”, scrive di lui Alessandro Baricco.

Dario Voltolini (Torino, 1959) è autore di racconti, romanzi, radiodrammi, testi di canzoni e libretti per il teatro musicale. È docente presso la Holden Academy. Cura la collana di narrativa italiana Pennisole per Hopefulmonster editore. È stato finalista al premio Strega 2024 con Invernale (La nave di Teseo), vincitore dei premi Wondy, Val d’Aosta e Lussu. In allegato lo scatto di Paola Mongelli

Il libro è in vendita alla libreria Feltrinelli e alla libreria Fuori Porta di Lucca.

Il Premio dei Lettori è un premio letterario istituito a Lucca nel 1988 dalla Società Lucchese dei Lettori, fondato da Francesca Duranti e Antonio Dini, e destinato alla migliore opera di narrativa presentata nel corso dell’anno sociale nell’ambito delle iniziative dell’associazione. Le attività dell’associazione sono aperti a tutti e l’ingresso è libero.

Costanza DiQuattro “La Mezza”, presentazione

Copertina del romanzo di Costanza DiQuattro "La Mezza", La nave di Teseo

C’è un tempo, poco prima che il sipario si alzi, in cui tutto resta sospeso. È la mezza: un momento fragile di attesa e vertigine, in cui si resta soli davanti a se stessi prima di entrare in scena. Elena ne scopre il significato il giorno in cui il nonno Giovanni, unico approdo sicuro della sua vita, poco prima di morire le consegna un’eredità singolare: un dattiloscritto rimasto nascosto per anni.(da La nave di Teseo)

Elena, la protagonista, ha avuto una vita travagliata, da giovane per motivi di salute è stata quasi in bilico tra la vita e la morte, e da una sorte avversa che l’ha resa orfana della madre che ha memorizzato come una donna bella, simpatica, dedita al lavoro e alla famiglia: ai tempi aveva solo otto anni, ora trentatreenne e giovane docente universitaria, ad opera del diario del nonno Giovanni ne scoprirà l’esistenza segreta.
Nonno Giovanni in punto di morte ha infatti deciso di svelare quanto da lui ricercato e scritto nel diario, compilato proprio per Elena:  

Da “Primavera 1991”

“La nonna spesso non si alza nemmeno dal letto, si rifiuta di mangiare e di bere. Accende la televisione ma non la guarda, non la ascolta neanche. Le immagini si riflettono nei suoi occhi lucidi come specchi immobili. Vorrei aiutarla, ma tutte le volte che cerco di parlarle mi attacca.
“Finché non mi dirai perché sei scappato, noi due non avremo nulla da dirci.”
Lo dice senza alzare la voce, lapidaria, senza sentimento.
Il punto è, bambina mia, che io non posso dirglielo.
Per questa ragione ho deciso di scrivere, perché forse un giorno tu, e soltanto tu, potrai sapere dove sono andato e perché”

Un viaggio, nato dal ritrovamento di un misterioso biglietto e dalla ricerca della verità, che da Catania lo ha condotto a Trieste quindi in giro per la penisola alla scoperta di un duplice segreto occultato dalla figlia Agata, che alla moglie non ha mai rivelato nei suoi veri motivi.

“Con La mezza Costanza DiQuattro scrive un romanzo pirandelliano sulle maschere imposte dalla società e dalle convenzioni giacché, come avverte la citazione in esergo da Il berretto a sonagli, la cui messa in scena riveste un ruolo centrale nel dattiloscritto” scrive Marzia Fontana nella sua presentazione del romanzo su La Lettura (27 settembre 2026)

e conclude

“Con il ritmo lento della lettura ma in un crescendo di tensione si dipana così un’indagine intima che esplora temi universali: i condizionamenti familiari e il rapporto fra genitori e figli, i segreti custoditi gelosamente non per ipocrisia ma come forma di protezione estrema, gli slanci e le molteplici forme d’amore, i cortocircuiti dell’esistenza, gli incontri casuali destinati a lasciare il segno, la comprensione e l’accoglimento delle scelte altrui in una affinità elettiva che esula dai legami di sangue”.

Costanza DiQuattro (Ragusa, 1986), scrittrice e drammaturga. Dirige il teatro Donnafugata dal 2008. Dal 2019 scrive per il teatro. Con Baldini e Castoldi ha pubblicato La mia casa di Montalbano (2019), Donnafugata (2020, premio Porta d’Oriente 2021), Giuditta e il monsù (2021), Arrocco siciliano (2022, premio Comisso 2023) e L’ira di Dio (2024).

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri

Donnafugata

Giuditta e il monsù

Arrocco siciliano

L’ira di Dio

La mia casa di Montalbano

Marco Amerighi “Quanto splende questo nero”, presentazione

Copertina del romanzo di Marco Amerighi "Quanto splende questo nero", Bollati Boringhieri

Quanto splende questo nero è l’affresco di un secolo e di una città. Un romanzo libero ed entusiasmante, che è anche un atto d’amore verso la letteratura: quella che riporta a galla chi è naufragato e trasforma i luoghi più bui in un’esplosione di splendore.(da Bollati Boringhieri)

Il vecchio Enrico, un toscano puro sangue che si scopre subito dalla loquela e dai modi di dire e di intercalare, un quasi ottantenne, racconta di Lorenzo Viani, un pittore o comunque uno nato per dipingere in tutte le situazioni: è l’ultimo Enrico che può con i suoi ricordi e la sua memoria portentosa rinverdire la conoscenza e forse dare a quel pittore una memoria che non ha mai avuto.
E la storia si apre al mercato di Viareggio, con Tappo, il cane e la nipotina Giulina, e prosegue con l’incontro con il professore di italianistica che lo sprona e lo esorta a concludere

Marcello è stato docente di italianistica all’Università di Pisa, ha dedicato la sua vita a Dante, ma il suo vero amore è da sempre l’arte moderna.
«Passavo di qua» dice. Sorride. Si vede lontano un chilometro che non sta nella pelle, e infatti l’attimo dopo sputa il rospo. «Hanno inaugurato una mostra di Viani a Gardone Riviera, sul lago di Garda».
So perché me l’ha detto. Vuole che la pianti di vivere rintanato come un monaco a spaccarmi la testa su questo mio lavoro eternamente annunciato ed eternamente fallito, che mi prenda i miei meriti, che goda di quello che mi resta.
Io faccio finta di nulla.
 […] Ti sembra una scusa valida? dice mio nonno dalle foto alle mie spalle, mentre allunga la sua unica mano da pollo verso di me. Si può sapere cosa aspetti? L’hai sentito, Morto te, morto lui.
Ha ragione, e anche Marcello ha ragione, io sono il suo ultimo testimone, e la colpa è mia perché da custode mi sono tramutato in carceriere, da curatore a beccamorto.

E la storia della vita di Lorenzo si apre  e si racconta in prima persona  alla data 1893.

Scrive Giulio Silvano nella sua presentazione al romanzo (Il Foglio del 2 settembrte 2026) : “Forse solo gli esperti d’arte o i versiliesi sanno a pelle se Viani è esistito davvero, o se sia solo un personaggio inventato qui dall’autore (è bello in questi casi mantenere il dubbio) ma sicuramente tra queste pagine esiste un Viani che diventa verissimo, nelle sue emozioni e nei suoi viaggi e patimenti, raccontato da Amerighi”.

Marco Amerighi vive a Milano, dove lavora come curatore editoriale, traduttore, ghostwriter ed editor. I suoi romanzi sono: Le nostre ore contate (Mondadori, 2018) con cui ha vinto il Premio Bagutta opera prima e Randagi (Bollati Boringhieri, 2021), tradotto in vari paesi, con cui è stato finalista al Premio Strega 2022.

Lisa Vagnozzi “Amelia Crayn. L’uomo nella Senna”, presentazione

Copertina del romanzo di Lisa Vagnozzi "Amelia Crayn. L'uomo nella Senna"Arpeggio libero

[…]“Lo scambio di una borsa con un ingegnere tedesco incontrato in treno, seguita dall’inspiegabile scomparsa dell’uomo, innesca infatti una lunga serie di eventi inattesi. Tra crimini e colpi di scena, Amelia affronta pericoli e imprevisti, forgia nuove amicizie e alleanze e fa la conoscenza di un gentiluomo misterioso, che le fa battere il cuore come non mai”.(da Arpeggio libero)

Lisa Vagnozzi ci trasporta nella Parigi incandescente del ‘900 e precisamente nell’aprile di quell’anno, in piena Esposizione universale. Lì seguiamo Amelia, la diciassettenne protagonista, curiosa e piena di vita come appannaggi dell’età, ma anche convinta  e consapevole della differenza tra la sua visione del ruolo affidato all’universo femminile e le proprie aspirazioni di giovane donna che si prepara a costruire il proprio futuro.
Sotto la superficie narrativa fatta di indagini e trame criminali, il vero motore della narrazione è il conflitto identitario, così come precisa Giovanna Scalzo nella sua presentazione sul Corriere (25 agosto 2026)
E Parigi dà una mano alla protagonista che attraverso le indagini evidenzierà “il desiderio di emancipazione. Amelia non accetta la posizione marginale assegnata alle donne nei salotti borghesi —osservatrici silenziose, pedine matrimoniali, bamboline di porcellana ricoperte di polvere — ma si inserisce nello spazio dell’azione e della conoscenza, territori tradizionalmente maschili.

Lisa Vagnozzi è nata nel 1981 a Giulianova, in Abruzzo, e si è formata a Pisa e a Modena, laureandosi e perfezionandosi in Filosofia. Ha vissuto per alcuni anni a Roma, maturando diverse esperienze nel mondo della comunicazione, in qualità di redattrice e copywriter pubblicitaria . Nel 2014 si è trasferita in Germania, dove vive tuttora e dove lavora come docente di italiano per stranieri .

Niky Marcelli “Le ragazze sono in giro”, Officine Pindariche Edizioni

Commedia e dramma nel nuovo romanzo di Niky Marcelli

Copertina del romanzo di Niky Marcelli "Le ragazze sono in giro", Officine Pindariche  Edizioni.

Officine Pindariche Editore

Un ironico teen dramedy ambientato in un piccolo borgo alle porte di Roma narra l’amicizia e le avventure di cinque ragazze di sedici anni. Niky Marcelli, l’elegantissimo e raffinato scrittore dandy, noto come prolifico autore di avvincenti libri d’avventura e intricatissimi gialli, abbandona per una volta le atmosfere noir a cui ci ha abituato e le ambientazioni cesenaticensi e veneziane, per puntare la propria penna in direzione di un piccolo borgo medievale alle porte di Roma, su quel ramo della via Cassia che volge verso Viterbo.
Le ragazze sono in giro, questo il titolo del romanzo che riecheggia il noto brano di Luciano Ligabue (di cui una delle protagoniste è fan sfegatata), narra le vicende di cinque ragazze adolescenti agli inizi degli anni Duemila ed è – per usare un termine di moda – un teen dramedy dove – per l’appunto – dramma e farsa si rincorrono e si intrecciano continuamente, inchiodando il lettore alla pagina e strappandogli risate e lacrime di commozione.
Nelle prime pagine, a bordo-piscina di una villa immersa nella campagna, incontriamo subito la protagonista principale: Alessandra Bevilacqua, soprannominata scherzosamente “Salamandra” proprio perché ama trascorrere le giornate sdraiata al sole. Ha sedici anni e vive insieme al padre, scrittore in crisi creativa e collezionista di auto d’epoca, circondata da quattro amiche inseparabili: Chiara e Giorgia, dette “le gemelle”, virtuose della tromba e della motocicletta; Viviana detta “Mortiana”,ragazza dark figlia del guardiano del cimitero e Monica, la più dolce, perennemente afflitta da problemi di peso e di famiglia. Una vita tranquilla e privilegiata, un’adolescenza dorata, scandita da ozi estivi in piscina, scherzi goliardici, corse in moto e regolari incursioni di due improbabili zie e di una nonna ex attrice molto sopra le righe.
La quiete estiva sarà infranta dal fortunoso ritrovamento di un affresco di Caravaggio in una vela del Duomo, che farà piombare in paese il “circo” dei media e un’affascinante quanto cinica restauratrice, ex primo grande amore di suo padre. Sarà l’inizio di una serie di circostanze tragicomiche che trasformeranno la tranquilla estate di Alessandra e delle sue amiche in un esilarante vaudeville fino al momento in cui la vita non presenterà loro un conto molto salato.
Ci sono, dunque, tutti gli elementi per appassionare i lettori amanti del genere, ma Niky Marcelli non è solo uno scrittore eclettico, capace di passare con estrema nonchalance dalla commedia al dramma, dal thriller alla farsa, è anche un autoresatirico (è stato tra i padri fondatori del settimanale La Peste nella metà degli ann Novanta) e non manca di infilare nelle pagine del romanzo – e nemmeno troppo tra le righe! – una feroce satira sui nostri tempi.

Niky Marcelli, giornalista e scrittore, è nato a Milano ma si è trasferito quasi subito a New York e successivamente a Roma, dove ha risieduto fino al 2004, prima di coronare la sua vecchia aspirazione di andare a vivere in campagna. Cronista investigativo e critico di spettacolo, è stato uno dei «padri fondatori», nonché caporedattore, del settimanale satirico e di controinformazione La Peste, per il quale ha firmato numerose inchieste. Ha collaborato successivamente con i quotidiani L’Umanità, Il Giornale d’Italia,L’Avanti, Libero; con i periodici Audrey, Avvenimenti e con molte trasmissioni di successo della Rai, tra cui Via Teulada 66, Piacere Rai Uno, In Famiglia, Domenica In.Come autore ha firmato nel 1993 il primo varietà prodotto e trasmesso dall’allora Tele Monte Carlo: Specchio delle mie brame – in collaborazione con l’agenzia Elite di John Casablancas – e, in teatro, la commedia Capolinea, rappresentata con successonelle stagioni 1997/98 e 1998/99.Nel 2003, per i tipi di Maretti, è uscita la sua raccolta di racconti Sotto la pergola de lbar che non c’è più. Ora disponibile anche in e-book. Dal 2004 al 2007 ha diretto l’agenzia web Lo Sport Dal 2003 al 2010 ha collaborato con il settimanale di satira politica Veleno. Nel 2013, per i tipi di TEKE, è uscito il suo giallo L’Ultimo Swing, rieditato a settembre del 2018 per i tipi di StreetLib. Nel mese di luglio 2015, sempre per i tipi di TEKE, pubblica il romanzo La Contessa Rossa. A maggio 2016, pubblica in e-book, la raccolta di racconti Il senso di Giulio perCamilla , il manuale di cucina Tegame di scrittore non ancora bollito e la raccolta di poesie Versi Liberi .A dicembre 2017, l’e-book Tegame di scrittore non ancora bollito diventa un libro per i tipi di StreetLib e una rubrica settimanale sul quotidiano on line Daily green.it.A marzo 2018, sempre per i tipi di StreetLib, esce la terza edizione de La ContessaRossa e nel giugno dello stesso anno il romanzo I Misteri di Hatria.Dopo anni di schiavitù è finalmente andato in pensione dalla Rai e ha deciso di viverefacendo esclusivamente lo scrittore. Attualmente vive tra Roma, Cesenatico e Venezia

Ilva Sartini “Identiche”, Ventura Edizioni

Copertina del romanzo di Ilva Sartini "Identiche", Ventura Edizioni

Ventura Edizioni

Tre donne bloccate dalla neve in una casa di famiglia, un segreto generazionale e la guida invisibile di Terzina.
Ilva Sartini firma un intenso romanzo sulla violenza taciuta, sul silenzio e sul riscatto femminile. Tra le fratture e i legami tra madri e figlie, la storia risuona delle parole di Guccini: «ricerchi là le tue radici se vuoi capire l’anima che hai». 
Un viaggio profondo per scegliere cosa ereditare e cosa cambiare.

La trama 

Una fitta nevicata isola Piedisasso, sull’Appennino, bloccando tre donne nella casa ereditata dalla nonna Terzina. 
Giulia torna da Berlino per fermare la madre Maria e la zia Anna, gemelle identiche ma agli antipodi: Maria è fuggita da un marito violento cercando successo ma trovando solo solitudine, mentre Anna è rimasta a custodire le radici. 
Mentre la neve sospende il tempo, lo spirito di Terzina aleggia tra le stanze, guidando Giulia alla scoperta di un segreto sulla propria nascita. 
Tra rancori, silenzi e violenze taciute, il romanzo esplora la forza di spezzare le catene generazionali attraverso l’ascolto e la sorellanza. 
La terra e il dialetto fanno da sfondo a un intenso viaggio nell’identità e nella memoria. Perché si può fuggire lontano o vendere una casa, ma dalle proprie radici, prima o poi, bisogna passare.

Un romanzo corale sul legame tra sorelle gemelle, la maternità e i segreti di famiglia, in una collana dedicata alle storie di donne. Un’ambientazione fortemente identitaria — l’Appennino tra Romagna e Toscana — restituita anche attraverso il dialetto locale, con un glossario finale che accompagna il lettore. Una struttura a doppio piano temporale che intreccia presente e passato, mantenendo viva la tensione fino all’ultima pagina.

Ilva Sartini è nata a Pennabilli (RN) e vive a Pesaro. Laureata in Filosofia, è stata dirigente in Confesercenti Marche e assessora comunale a Pesaro. Ama scrivere storie che partono dalla sua terra d’origine, raccontano la fatica delle donne e la forza dello stare in relazione e ascolto reciproco. È autrice del romanzo Al posto del dolore (Affinità Elettive, 2016), della raccolta poetica Pensieri Partecipi (Bertoni editore 2021) e ha pubblicato diversi racconti in antologie.

Rocco Pezzimenti “La titanica giornata del professor Rossi”, Armando

Un viaggio toccante, ironico e profondo nel cuore delle contraddizioni del nostro tempo.

Copertina del romanzo di Rocco Pezzimenti "La titanica giornata del professor Rossi", Armando

Armando

Dal 18 settembre

Tra le strade e i vicoli d’una Roma sospesa tra la maestosità della sua storia e il caos della modernità, il professor Rossi compie un’ordinaria quanto straordinaria camminata cittadina.
È una nitida giornata di febbraio che, incontro dopo incontro, si trasforma in un vero e proprio pellegrinaggio umano e sociale. 
Dall’interazione con un direttore di banca sulle insidie della finanza, agli snervanti labirinti della burocrazia statale vissuti negli uffici dell’INPS; dalle confessioni disilluse del suo commercialista e di un vecchio compagno di militanza politica che ha smarrito la speranza, fino alle sagge parole dei lavoratori di strada e allo sguardo smarrito di una donna ai margini della società.
Attraverso lo sguardo partecipe e profondo di un uomo di cultura che ha dedicato la vita all’insegnamento e alla difesa delle istituzioni, La titanica giornata del professor Rossi esplora con delicatezza la perdita di fiducia tra cittadini e Stato, la crisi dei valori collettivi e la solitudine dell’individuo contemporaneo.Eppure, nonostante le ingiustizie e i paradossi che costellano la sua giornata, il protagonista rifiuta la rassegnazione e il cinismo.
Un racconto che non è solo una fotografia realistica delle nostre fragilità sociali, ma un sincero inno alla gentilezza, all’ascolto dell’altro e all’incrollabile valore della speranza e dell’impegno civile.

ROCCO PEZZIMENTI è stato Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche, Politiche e delle Lingue Moderne della Lumsa, dove, dopo altre università, ha insegnato Filosofia politica e Storia del pensiero politico. Ha diretto le riviste Incipit, Res Publica e Metalogicon. È autore di varie pubblicazioni, alcune tradotte in inglese e spagnolo. Per questo racconto usa il suo vero nome dopo aver pubblicato opere di narrativa e di teatro con un paio di pseudonimi.

Olivia Gobetti “Sorelle per la coda”, Armando

Copertina del romanzo di Olivia Gobetti "Sorelle per la coda", Armando

Armando

dal 14 settembre in libreria

Capita che la realtà superi di gran lunga la fantasia, ma spesso non facciamo caso a certi dettagli disseminati sul nostro percorso di vita nei momenti in cui, dopo un grande dolore, facciamo fatica persino a riconoscere noi stessi. La storia di Kelly e Zoe richiede una profonda riflessione sull’intensità dei sentimenti che i nostri animali a quattro zampe provano nei nostri confronti, ma anche per i loro simili.
La narrazione si muove su un doppio livello, sospeso tra il mondo terreno e una dimensione ultraterrena poetica: uno speciale “Paradiso degli animali”.
In questo luogo di pace le anime di alcuni animali domestici scomparsi continuano a vegliare con profondo affetto e nostalgia sui propri compagni umani lasciati sulla Terra. Tuttavia, non si limitano a essere semplici spettatori: dai cieli si coordinano in una vera e propria missione speciale diretta a proteggere e salvare altri cuccioli indifesi rimasti nel mondo dei vivi.

Il testo esplora con grande sensibilità il legame indissolubile e profondo che si stringe tra gli esseri umani e i loro compagni a quattro zampe, inteso come un affetto puro capace di superare perfino il confine della vita terrena. Incrociando le storie degli animali volati via con il dolore di chi è rimasto, il romanzo offre una prospettiva consolatoria ed empatica sulla perdita di un animale domestico, trasformando il dolore del lutto in speranza e memoria viva. Attraverso l’intreccio della missione di salvataggio, l’autrice affronta la piaga dell’abbandono e il maltrattamento animale, sottolineando l’importanza della cura, della responsabilità e dell’adozione consapevole.

OLIVIA GOBETTI è una scrittrice e giornalista bresciana, che è stata conduttrice Mediaset e Rai, nelle trasmissioni Sabato 4 e Sereno variabile. Ha condotto programmi radiofonici per RadioRai. Precedentemente ha pubblicato: Una vita al contrario, L’ultima pagina, Le pari incompatibilità, 500 aforismi in altalena, La donna di vetro.

Fernando Clemente “Lady Early”, NeP Edizioni

Copertina del romanzo di Fernando Clemente “Lady Early”, NeP Edizioni

“Lady Early” è il nuovo romanzo di Fernando Clemente, pubblicato da NeP edizioni. Una storia d’amore ambientata nella Puglia degli anni Trenta, dove una quotidianità fatta di lavoro, sacrifici e tradizioni si intreccia con il mistero, la magia e le superstizioni popolari.
Ad Altamura, la “città del pane”, tra campi di grano dorato e forni a legna, Tommaso conduce un’esistenza difficile: vedovo e padre di due bambini, lavora come panificatore di notte e contadino di giorno. La sua vita, segnata dalla solitudine e dalla fatica, cambia quando incontra Early, una giovane donna venuta da lontano e avvolta da un mistero che affonda le sue radici nella magia, nelle credenze popolari e nella crudeltà degli uomini.
Tra i due nasce un sentimento profondo, capace di sfidare il tempo, il dolore e un terribile sortilegio che sembra impossibile da spezzare.
Un romanzo sospeso tra favola e realtà, popolato non da principi e principesse, ma da persone comuni dalla straordinaria nobiltà d’animo. Sullo sfondo, un mondo rurale ormai lontano, raccontato attraverso gesti, tradizioni e atmosfere cariche di nostalgia.
In questo scenario, il profumo del pane appena sfornato diventa più di un semplice elemento narrativo: è un richiamo alle radici, alla famiglia e a un patrimonio di esperienze profondamente legato alla storia dell’autore, contribuendo a costruire il suo immaginario e a orientar
ne il percorso letterario.
Fernando Clemente è alla sua quarta pubblicazione con NeP. Ama definirsi “un tecnologo dell’arte bianca” e il pane rappresenta il filo conduttore dei suoi libri, affrontato nelle sue molteplici declinazioni.
I cambi di genere, ritmo ed epoca non rappresentano per lui un ostacolo, bensì una sfida stimolante. È nella libertà di cambiare prospettiva che trova la sua forza e continua a evolversi. Proprio come accade in “Lady Early”, una storia romantica che diventa anche un viaggio attraverso un’epoca, una comunità e un modo di vivere che oggi rischiano di scomparire, sempre più travolti dal ritmo del cambiamento.

Fernando Clemente è un tecnologo dell’“arte bianca”, che ha respirato il profumo del pane caldo fin dall’infanzia nello storico panificio di famiglia a Turriaco (GO), fondato nel 1873, sotto l’impero asburgico. Per NeP edizioni ha già pubblicato “Carta da musica” (2020), “Il fante infarinato” (2021), “Il signore in bianco” (2022) e “Alienos” (2025).

David Pizzonia “La finestra sul muro”, Armando

Copertina del romanzo diDavid Pizzonia "La finestra sul muro", Armando.

Armando

Tratto da una storia vera, il libro offre uno spaccato vivido, intimo e nostalgico della Roma a cavallo tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80, raccontato attraverso gli occhi del giovane protagonista, Dario. Sullo sfondo di un’Italia in profonda trasformazione – segnata dagli ultimi strascichi degli anni di piombo, dalla piaga dell’eroina e dell’AIDS, ma anche dall’entusiasmo per i Mondiali dell’82 e per lo scudetto della Roma – il romanzo ripercorre le tappe fondamentali della crescita di Dario: dalla rigida educazione familiare all’esplorazione del quartiere, dalle sfide della strada fino all’ingresso nella famigerata “classe ghetto” della scuola media.
Il cuore narrativo dell’opera insiste sul tema della scuola e dell’educazione: bollati come “ingovernabili” e confinati nella sezione L, Dario e i suoi compagni troveranno nel professor Nicola Nardi un’inaspettata guida d’eccezione.
Attraverso l’ascolto, la fiducia e la valorizzazione dei singoli talenti, l’insegnante trasformerà una classe di presunti “scarti” in un gruppo coeso capace di trovare il proprio riscatto sociale e personale.
Con una scrittura diretta, evocativa e ricca di dettagli d’epoca, David Pizzonia affronta temi universali come il valore della memoria, il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, il peso delle etichette e il potere salvifico dell’empatia e della formazione.

«Cavatela da solo non è soltanto un monito, ma la chiave d’accesso al mondo degli adulti per una generazione che ha dovuto imparare a misurarsi con la strada e con i propri limiti», emerge dalle pagine del testo, che restituisce con autenticità la voce di chi quegli anni li ha vissuti in prima persona.

DAVID PIZZONIA nasce a Roma nel 1971 nel quartiere Don Bosco. Subito dopo il congedo militare, ottenuto col massimo dei gradi, comincia a lavorare. Forte della sua esperienza nella GDO, dove tuttora è attivo, caratterizzato da una spiccata passione nel condividere le proprie conoscenze, crea dei manuali interni per addetti ai lavori e nel 2007 esordisce come autore con Il category management dello yogurt nella Grande Distribuzione. Nel 1986 inizia a dare forma a quello che diventerà, quasi quarant’anni dopo, La finestra sul muro.