Nadia Fusini “Maria” recensione di Leonetta Bentivoglio da La Repubblica Cultura

“María”, il nuovo romanzo di Nadia Fusini

Chi legge María di Nadia Fusini (Einaudi) non può fare a meno d’interrogarsi sull’ambiguità degli ingranaggi di attaccamento messi in atto dalle donne, sul masochismo diffuso nel loro modo di amare, sul frequente accavallarsi di amore e paura, sulla complicità che lega vittima e aguzzino in quella partita piena di sfumature contraddittorie che è la coppia.

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e su mangialibri le recensioni a un romanzo e a due saggi di Nadia Fusini

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Elisabeth Strout “Olive Kitteridge”

Dalla Quarta di copertina, hanno scritto:

Alessandro Baricco: “Le fotografie raccolte in Olive Kitteridge non le si riesce a guardare senza commuoversi” (La Repubblica)

Daria Bignardi:

“Un romanzo delicato, sottile ma anche brusco e sensibile come la sua protagonista” (Donna Moderna)

Elisabeth Strout, autrice statunitense, con Olive Kitteridge ha vinto il premio Pulitzer nel 2009.

Un romanzo dalla struttura narrativa particolare, ambientato in un piccolo centro della provincia americana, sull’oceano Atlantico: Crosby, nel Maine. La narrazione, che scorre a racconti tra le esistenze degli abitanti del piccolo abitato, la cui collocazione geografica e paesaggistica gioca un ruolo importante nella relazione tra individuo comunità e ambiente, ha come filo conduttore Olive Kitteridge, un’insegnate in pensione, acuta nel cogliere e leggere le reazioni degli altri e che sa essere pungente, pur nella sua onesta sincerità di pensiero. Forse per questo incute timore? Un raccontato, quello della Strout, che lascia nel lettore la netta impressione di partecipare anche ad una spettacolazione più ampia, che prevarica gli angusti confini e familiari e della piccola città, e indaghi sulla condizione umana, tra conflitti gioie e tragedie, insieme alle risorse e alla forza che richiedono per superarle tutte, nel bene e nel male. In questo contesto Olive Kitteridge è un personaggio forte, coraggioso, resiliente e pertanto indimenticabile: con la stessa spietata onestà sarà in grado di leggere dentro se stessa e dentro la propria esistenza.

Salvina Pizzuoli

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Manuel Vilas “In tutto c’è stata bellezza” recensione da tuttolibri La Stampa

Il lungo monologo di un insegnante che perde i genitori e divorzia, nel mediocre tran tran di provincia diventa un regolamento di conti con la storia nazionale, dalla morte di Franco ai nostri giorni

Vai alla recensione di Fernando Aramburu (traduzione di Bruno Arpaia)

Leggi anche la recensione su DLa Repubblica di Rosella Pastorino

Claire Louise Bennett “Stagno” recensione di Lidia Ravera su tuttolibri La Stampa

Com’è dolce gustare in cucina
il canto del coltello che sminuzza

Una donna scrive il suo diario di vita solitaria in un piccolo cottage sulla costa atlantica nel soliloquio i dettagli s’ingigantiscono, i suoni rimbombano, le piccole cose diventano protagoniste

 

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e vai anche alla recensione su D La Repubblica di Tiziano Gianotti

 

Stefano D’Andrea “Il padre è nudo” recensione da Il Tirreno Culture

“Tutto quello che gli uomini non dicono”. Il sottotitolo di “Il padre è nudo”, scritto da Stefano D’Andrea e pubblicato da Baldini+Castoldi, fa una promessa: indagare il desiderio, l’attesa, la nascita e l’inizio della crescita di un figlio (in questo caso di una figlia, Margherita America) dal punto di vista del padre.

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