Mattia Insolia “La vita giovane”, Mondadori

Il romanzo di Mattia Insolia selezionato per l’assegnazione del Premio dei Lettori Lucca-Roma 2026, XXIX edizione
Appuntamento con l’autore mercoledì 29 aprile 2026 alla Libreria Feltrinelli di Lucca

Copertina del romanzo di Mattia Insolia "La vita giovane", Edito da Mondadori, selezionato per l’assegnazione del Premio dei Lettori Lucca-Roma 2026, XXIX edizione
Appuntamento con l’autore mercoledì 29 aprile 2026 alla Libreria Feltrinelli di Lucca

“La vita giovane”: mercoledì 29 aprile 2026 alle 18 alla libreria Feltrinelli di Lucca, la Società Lucchese dei Lettori – Francesca Duranti presenta un altro dei romanzi selezionati per la 39sima edizione del Premio dei Lettori Lucca-Roma, realizzata grazie al sostegno della Fondazione della Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Banca del Monte di Lucca. Si tratta di “La vita giovane”, Mondadori editore: sarà ospite l’autore, Mattia Insolia.

Il romanzo. Teo ha ventotto anni e tra sé e la sua adolescenza ha messo molti chilometri e altrettanti silenzi. Milano gli ha concesso l’anonimato, avventure sessuali e soprattutto la possibilità di dimenticare. Quando però due dei suoi migliori amici del liceo, Giorgio e Matilde, si sposano, decide di tornare a casa, nella città di provincia in cui è cresciuto dopo quasi dieci anni di assenza. Qui ritrova il gruppo di amici dell’epoca: oltre agli sposi – monade a due teste fin dalla terza superiore – ci sono Sofia, il suo amore mancato, Tommaso, l’indomabile, e Marta, la più fragile e misteriosa del gruppo. Dal primo all’ultimo anno di liceo sono stati loro sei: sempre insieme, visceralmente legati, inseparabili. Forse a tenerli uniti erano le ferite da cui ognuno dei sei, così giovane, era già segnato. Ma anche la sete di vita, amore, allegria sfrenata; in qualche modo, di futuro (“il futuro ci era stato promesso, ci avevano detto che sarebbe stato stupendo”). Finché, l’ultimo anno di liceo, un incidente non ha spezzato violentemente la loro amicizia: insieme, hanno fatto qualcosa di irreparabile, e quell’evento ha scavato in ognuno di loro un’insaziabile voglia di fuggire. Che adulti sono diventati? Che fine hanno fatto i loro sogni? Lo scopriamo durante i tre giorni che precedono il matrimonio, perimetro e conto alla rovescia di questa storia, che si muove avanti e indietro nel tempo in modo sapiente e implacabile, fino a condurci al momento in cui tutti i fili si riannodano e le verità di ognuno vengono a galla.
Appena trentenne, Mattia Insolia scrive questa storia da una posizione eccezionale, quella di chi ha il talento e l’esperienza per raccontare la sua generazione dal di dentro. Lo fa mettendo in scena sei ragazzi feriti e disperatamente vitali negli anni in cui sono più belli, irrisolti, incandescenti. E ci consegna un romanzo mondo, che si legge tutto d’un fiato.

Mattia Insolia è nato a Catania nel 1995, oggi vive a Milano. Ha scritto racconti per diverse antologie, tra cui “Un piccolo incendio”, incluso nella raccolta “Data di nascita” curata da Teresa Ciabatti per Solferino. Collabora con “Domani”, “D” e “U” di “Repubblica” e “L’Espresso”, ed è editor per Nutrimenti. Ha scritto due romanzi: “Gli affamati”, pubblicato nel 2020 da Ponte alle Grazie, e “Cieli in fiamme” (Mondadori, 2023), vincitore del premio Comisso Unde 35. Entrambi sono stati tradotti in Germania.

Il libro è in vendita alla libreria Feltrinelli e alla libreria Fuori Porta di Lucca.

Il Premio dei Lettori è un premio letterario istituito a Lucca nel 1988 dalla Società Lucchese dei Lettori, fondato da Francesca Duranti e Antonio Dini, e destinato alla migliore opera di narrativa presentata nel corso dell’anno sociale nell’ambito delle iniziative dell’associazione. Le attività dell’associazione sono aperti a tutti e l’ingresso è libero.

Gessica Franco Carlevero “Topi che mangiano escargot”, OLIGO

Tredici anni di vita quotidiana in una Marsiglia cruda e vibrante.

Copertina di "Topi che mangiano escargot" di Gessica Franco Carlevero", OLIGO Eitore, Collana Ronzinante, corredata dai disegni degli autori

Prefazione di Arianna Giorgia Bonazzi

Con disegni dell’autrice 

Collana: Ronzinante diretta da Marino Magliani

OLIGO

Dal 24 aprile

 “La lingua nuda, naturale, il ritmo a singhiozzo delle virgole, dei punti, sembrano seguire come dossi e buche gli smottamenti di una vita fatta di piccolissimi accidenti che portano a inesorabili deviazioni. Succede che si cambi paragrafo all’interno della stessa giornata, e poi passino anni senza neanche andare a capo. Il tempo funziona così”. (Arianna Giorgia Bonazzi)

Città dell’incanto, Marsiglia. Dove si cucinano salsicce per strada e la squadra di pallone è una confessione, il Pastis una cerimonia e la petanque un canone. lui e lei sbarcano a Marsiglia un giorno di maggio piovoso, con un figlio in arrivo e l’ingenuità di chi non sa cosa cerca.  Città del sortilegio, Marsiglia, con topi che dominano le strade, ragazzi che impennano senza casco e il mercato nero per le vie del centro. lui e lei si installano in una città prepotente e ammaliatrice. E via via diventano qualcos’altro.  Tredici anni dopo, la stessa Marsiglia dei primi tempi, ma con uno sguardo diverso.  Della malinconia, del rimpianto, della frattura, e un au revoir difficile da accettare.

Sinossi: La storia inizia con l’arrivo a Marsiglia di “lui” e “lei” (i protagonisti rimangono senza nome) quando lei è al settimo mese di gravidanza. Il racconto segue la loro quotidianità nella città francese, descritta come “sporca e sfacciata”. Marsiglia non è solo uno sfondo, ma un personaggio vivo che assiste alla loro evoluzione tra mercatini dell’usato (vide grenier), partite dell’Olympique Marsiglia e la presenza costante di topi che popolano le strade. Dopo tredici anni, la relazione entra in crisi. Il libro esplora il logoramento del rapporto di coppia e la fine dell’infanzia del figlio, ormai adolescente, che trasforma il ruolo della madre da “fondamentale a fastidioso”. Il racconto culmina con la decisione di lasciarsi. Lei prepara gli scatoloni per trasferirsi a Lione, mentre lui rimane a Marsiglia. La firma dei documenti per chiudere il conto in banca segna l’addio definitivo.

GESSICA FRANCO CARLEVERO è nata nel 1980 a Canale, in Piemonte, e vive a Marsiglia. Dirige la rivista letteraria “La Bibliothèque italienne”; ha pubblicato il romanzo Metà guaro metà grappa (Fandango 2006), i testi sulla scrittura creativa Meravigliosamente A mente libera (Einaudi Scuola) e diversi racconti apparsi su riviste come “Panta”, “L’Accalappiacani”, “L’immaginazione”, “effe” e “L’inquieto”. Nel 2025 è uscito Il buco (Sellerio).

Della stessa Collana su tuttatoscanalibri

Dario Voltolini “Acqua chiusa”, Oligo Editore

Nella collana Ronzinante, i nuovi titoli di Giorgio Vasta(Sicilia)Pasquale Vitagliano (Puglia)Giorgia Tribuiani (Abruzzo). OLIGO, dall’11 aprile in libreria

Filippo Tuena “Valzer con mia madre da ragazza”

Alessandro Deho – Davide Brullo “Imboscati”

Nicola Scambia “JACKFLY.Rimozione forzata.Milano non perdona”, Armando Editore

ll libro “JACKFLY – Rimozione forzata. Milano non perdona” di Nicola Scambia è un thriller finanziario che segue la storia di Giacomo “Jack” La Mosca, un uomo che trasforma il proprio trauma e le proprie competenze matematiche in un’arma contro i “dinosauri” della finanza corrotta.

Copertina del romanzo di Nicola Scambia "JACKFLY - Rimozione forzata. Milano non perdona" un thriller finanziario che segue la storia di Giacomo "Jack" La Mosca, un uomo che trasforma il proprio trauma e le proprie competenze matematiche in un'arma contro i "dinosauri" della finanza corrotta. Armando Editore

In libreria il 28 marzo


Armando editore

Giacomo “Jack” La Mosca per tutti è morto, ma in realtà si è finto suicida per vendicarsi di chi vent’anni prima gli ha distrutto la vita. Ora è diventato ciò che odiava: un truffatore, ma che danneggia i truffatori stessi, recuperando ogni centesimo rubato. Ma qualcuno ha capito il suo gioco e vuole eliminarlo davvero. Giacomo “Jack” La Mosca ha una regola che gli salva la vita: tre respiri, poi agisci. Milano gli dà un bersaglio: i professionisti dell’inganno della finanza che gli hanno preso tutto.  Ma chi truffa la persona sbagliata, prima o poi paga. Sempre.

Sinossi:

Giacomo La Mosca: Figlio di emigranti, segnato dal presunto suicidio del nonno a New York, Jack cresce con l’idea che l’incertezza finanziaria sia una prigione. Laureato in matematica, impara il russo per “scorciatoie” accademiche e viene iniziato alla finanza da un mentore che gli insegna la disciplina della carta millimetrata e la gestione del rischio.
Jack si trasferisce a Milano come supplente di matematica, scontrandosi con una città che “non perdona i mediocri” e dove contano solo i soldi. Viene assunto in una banca privata etica, la BPL, scoprendo una vocazione nel gestire i patrimoni dei clienti con onestà.
La BPL viene assorbita dalla Fiducia Capital Bank (FCB), un istituto privo di etica guidato da Meldino Martini, che diventerà il peggior nemico di Jack.
Jack si rende conto che il nuovo management tratta i clienti come “azioni da vendere” e utilizza metodi truffaldini.
Viene incastrato e accusato ingiustamente, portandolo a una condanna in primo grado a pagare un milione di euro. In questo periodo perde il collega e amico Luca Santini, la cui morte viene spacciata per suicidio. Jack decide di non essere più una preda. Inizia una controffensiva mediatica e digitale, creando un sito web e spargendo adesivi per Milano per denunciare i soprusi della FCB. Jack riesce a smascherare i traffici di Martini e Sturzi, anche attraverso azioni di “guerrilla finanziaria” e recupero crediti per i truffati. Dopo vent’anni di battaglie legali, vince in Cassazione. Tuttavia, per proteggere se stesso e chi ama da ulteriori minacce, inscena la propria sparizione (morte apparente), continuando a operare nell’ombra come “Giacomo La Mosca”. 
Il libro si conclude con un messaggio dell’autore che sottolinea come la storia, pur essendo di fantasia, voglia insegnare ai lettori a difendersi dalle truffe reali del mondo finanziario.

Nicola Scambia. Laureato in Scienze Statistiche e Demografiche, consulente finanziario dal 1991. Trent’anni passati nel settore, ascoltando testimonianze come delegato sindacale, vedendo truffe da dentro, vivendo una vicenda personale che lo ha segnato per sempre. Tutto quel materiale – storie vere, dolore vero, rabbia vera – è diventato JACKFLY: un thriller dove ogni dettaglio ha radici nella realtà. Ha già pubblicato La Ribellione, primo capitolo della saga, e un tascabile su come guadagnare in fondi. Ex pugile dilettante prima serie, judoka cintura nera, giocatore di scacchi. Per lui la strategia è tutto: sul lavoro come sul ring, sugli investimenti come sulla scacchiera, nella scrittura come nella vita. Vive tra Milano e New York con la moglie e quattro figli.

Marco Muscarà “Radio Cosmo”, Arcadia Edizioni

Arcadia

Dal 27 marzo in libreria

In un’estate romana torrida e immobile, una stazione radiofonica di periferia sull’orlo della bancarotta diventa il palcoscenico involontario di un’umanità che barcolla tra ambizioni spente, sogni fuori tempo massimo e relazioni claudicanti.

Radio Cosmo trascina il lettore nella quotidianità di un’emittente immaginaria ma estremamente verosimile, dove i personaggi si agitano in un balletto disordinato: un direttore schiacciato dalla figura materna, un fonico tossicodipendente nei guai con la malavita, una star iconica ormai sbiadita, una vecchia voce notturna sull’orlo della depressione e una giovane stagista alle prese con questo caos.
Attraverso un montaggio serrato di scene e dialoghi che fanno propria la lezione (dis)umana della serie cult Boris, Marco Muscarà tratteggia un affresco dettagliato e divertentissimo della vita “on air” e “off air”. Ogni dettaglio della storia è insieme comico e tragico; ogni voce un inciampo, una confessione involontaria di figure marginali e vanitose che cercano di resistere alla quotidiana fatica di essere umani. 
È un libro che parla di noi, soprattutto quando nessuno ci guarda.

Marco Muscarà, ingegnere e giornalista radiofonico da quasi vent’anni, è una delle voci più note dell’etere romano. Su Radio Rock conduce Gagarin, il popolare programma del mattino seguito da oltre 20.000 ascoltatori l’ora. Attingendo a piene mani dalla sua esperienza vissuta nei contesti radiofonici della Capitale, Muscarà — già autore di tre raccolte di racconti e sceneggiatore — debutta ora nel romanzo con una storia che unisce il ritmo della diretta alla profondità della narrativa sociale.

Antonio Lozzi “Il tappeto di Baku”, Armando Editore

“Il tappeto di Baku” Il romanzo di Antonio Lozzi selezionato per l’assegnazione del Premio dei Lettori Lucca-Roma 2026, XXIX edizione

Appuntamento con l’autore mercoledì 25 marzo 2026 alla Libreria Feltrinelli di Lucca
Copertina del romanzo di Antonio Lozzi "Il tappeto di Baku" selezionato per l’assegnazione del Premio dei Lettori Lucca-Roma 2026, XXIX edizione

Appuntamento con l’autore mercoledì 25 marzo 2026 alla Libreria Feltrinelli di Lucca

“Il tappeto di Baku”: è mercoledì 25 marzo alle 18, per la prima volta alla libreria Feltrinelli di Lucca, che la Società Lucchese dei Lettori – Francesca Duranti presenta uno dei romanzi selezionati per la 39sima edizione del Premio dei Lettori Lucca-Roma, realizzata grazie al sostegno della Fondazione della Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Banca del Monte di Lucca. L’autore è Antonio Lozzi e l’opera è stata pubblicata quest’anno da Armando Editore.

Il romanzo. Che il petrolio fosse un dono divino in molti lo credevano; che potesse essere addirittura l’essenza stessa di Dio, e per qualche ragione legato al furto di un enigmatico tappeto, solo uno: Viktor Suleymanov, stimato docente di geologia della prestigiosa Università del Petrolio di Baku. Studioso di culti antichi, legati al segreto dell’oro nero, si lancia, con una giornalista americana, in un’indagine tra impervie montagne del Nagorno Karabakh, Armenia, e Kazakistan.

L’autore. Antonio Lozzi ha una lunga carriera nel trasporto marittimo. Ha scritto due saggi sui codici del commercio navale e una commedia storica. “Il Tappeto di Baku” è il suo primo romanzo, ispirato da un’esperienza vissuta in Azerbaigian che ha influenzato profondamente la sua immaginazione narrativa.

Il libro è in vendita alla libreria Feltrinelli e alla libreria Fuori Porta di Lucca.

Il Premio dei Lettori è un premio letterario istituito a Lucca nel 1988 dalla Società Lucchese dei Lettori, fondato da Francesca Duranti e Antonio Dini, e destinato alla migliore opera di narrativa presentata nel corso dell’anno sociale nell’ambito delle iniziative dell’associazione. Le attività dell’associazione sono aperti a tutti e l’ingresso è libero.

Fabrizio Guarducci – Monica Milandri ” Più in là del silenzio”, Le Lettere

Un romanzo sulla difficoltà di amarsi da adulti, sulla vulnerabilità, sulla necessità di accettare limiti e sulla pazienza della cura quotidianapane condiviso, oggetti sistemati insieme, gesti che si sostituiscono alle parole troppo povere o potenzialmente dannose

Copertina del romanzo di Guarducci e Milandri "Più in là del silenzio", Le Lettere

In libreria dal 6 marzo 2026

Preparava la colazione per tutti e due. Appoggiava il giornale più vicino a lui. Lasciava la porta del bagno socchiusa perché sapeva che lui si sarebbe lavato le mani prima di colazione. E ogni volta che lui capiva — ogni volta che accoglieva la colazione con un sorriso o si sedeva senza chiedere qualcos’altro — lei sentiva un piccolo battito dentro, come se stessero imparando un linguaggio muto fatto di sintonia. All’inizio aveva pensato: “Ci stiamo adattando.” Poi, con più coraggio: “Ci stiamo ascoltando.” Ora sapeva che era qualcosa di più profondo. “Ci stiamo riscrivendo.” Era una scrittura lenta, fatta non di lettere, ma di gesti. Di abitudini che si modellavano piano sull’altro, non per dovere, ma per delicatezza. Come quando cammini accanto a qualcuno e, senza rendertene conto, adegui il passo. Non ti chiedi se sei tu o lui a cambiare. Lo fate entrambi, naturalmente.

“Più in là del silenzio” segue il percorso di Teodoro e Claudia, due adulti segnati dalla fatica di comunicare davvero, sia come coppia che all’interno del proprio ambiente di amicizia e quotidianità. Nel romanzo, il silenzio emerge come il vero protagonista: non solo distanza o muro, ma possibilità di sentire, incontrarsi e ascoltarsi in profondità, oltre la superficie delle parole abituali. La trama si snoda tra scene di vita privata e momenti collettivi: la svolta avviene quando Teodoro e Claudia organizzano una cena in cui parlare è proibito—solo la musica e i gesti possono esprimere i sentimenti. Questo evento simbolico permette ai due e alle persone che li circondano di scoprire che può esistere una comunicazione fatta di cura, attenzione e piccoli dettagli, in cui i non detti diventano nuova lingua dell’intimità. Il romanzo riflette sulla difficoltà di amarsi da adulti, sulla vulnerabilità, sulla necessità di accettare limiti e sulla pazienza della cura quotidiana: pane condiviso, oggetti sistemati insieme, gesti che si sostituiscono alle parole troppo povere o potenzialmente dannose. Guarducci e Milandri costruiscono così una meditazione densa sul valore della presenza autentica, sull’ascolto e sulla possibilità—anche nella crisi—di trovare uno spazio comune dove restare se stessi e incontrare davvero l’altro.

Fabrizio Guarducci si è formato nella concezione sociale e umana di Giorgio La Pira. Dopo aver vissuto il movimento Underground alla fine degli anni Sessanta negli Stati Uniti e aver conosciuto Guy Debord in Francia, ha aderito convintamente al Situazionismo. Ha fondato il Dipartimento di Antropologia culturale dell’Istituto Internazionale Lorenzo de’ Medici di Firenze. Ha insegnato Mistica, Estetica e Tanatologia, dedicandosi interamente alla ricerca dei linguaggi come strumenti per migliorare l’interiorità dell’individuo e per trasformare in positivo la realtà che ci circonda. È, inoltre, autore cinematografico: Paradigma italiano (premiato al PhilaFilm, 1993), Two days (2003) e Il mio viaggio in Italia (vincitore del Golden Eagle, 2005). Come autore, produttore e regista ha realizzato i film Mare di grano (2018), Una sconosciuta (2021) e Anemos (2023) e La partita delle emozioni (2025). Ha pubblicato i saggi La parola ritrovata (2013), TheoriaIl divino oltre il dogma (2020) e i romanzi Il quinto volto (2016), La parola perduta (2019), La sconosciuta (2020), Duetto (2021), Amor (2022), Il villaggio dei cani che cantano (2022), La partita delle emozioni (2023) ed Eclissi (2023, selezione Premio Strega 2024), Il richiamo del sentimento (2025).

Monica Milandri è appassionata di arte e musica classica; vive e lavora a Firenze.

Voland: Novità in libreria

Amélie Nothomb Meglio così

“È complicato appartenere a un gruppo, e a maggior ragione a una famiglia.”

Novità Voland: Amélie Nothomb Meglio così.

Traduzione di Federica Di Lella

collana Amazzoni

dal 24 febbraio in libreria

Estate 1942. Per allontanarla dai bombardamenti che minacciano Bruxelles la piccola Adrienne, di quattro anni, viene mandata per due mesi nella cupa e semidiroccata casa della sua bisbetica nonna di Gand, che le dà il benvenuto offrendole caffellatte e aringhe per colazione e si diverte da subito a tormentarla. La ripugnante ma spassosa vecchina odia tutti, comprese le proprie figlie, e adora un solo essere: Pneu, il gatto obeso e sprezzante che troneggia in una stanza-santuario. La bambina sopravvive a quest’atmosfera soffocante grazie alla sua intelligenza, all’immaginazione e soprattutto a una formula magica: “Meglio così.” Un mantra che diventa l’arma per affrontare quanto la ferisce o spaventa, uno strumento di resistenza e, paradossalmente, di speranza… Dopo aver raccontato la storia del padre in Primo sangue col quale si è aggiudicata il Prix Renaudot 2021 e il Premio Strega Europeo 2022 l’autrice belga dedica il nuovo romanzo alla madre, finora quasi sempre assente dai suoi libri.

L’autrice Amélie Nothomb Nata a Kobe (Giappone) nel 1967, ha esordito nel 1992 con Igiene dell’assassino e da allora pubblica un libro l’anno scalando ogni volta le classifiche di vendita. Innumerevoli gli adattamenti cinematografici e teatrali ispirati dai suoi romanzi tra cui il recente film d’animazione di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han La piccola Amélie, tratto da Metafisica dei tubi. Tra i premi letterari vinti ricordiamo il Grand Prix du roman de l’Académie française e il Prix Internet du Livre per Stupore e tremori, il Prix de Flore per Né di Eva né di Adamo, e due volte il Prix du Jury Jean Giono per Le Catilinarie e Causa di forza maggiore. Con Sete è arrivata seconda al Prix Goncourt 2019, con Primo sangue si è aggiudicata il Prix Renaudot 2021 e il Premio Strega Europeo 2022, e con Psicopompo ha ricevuto il Premio Europeo Rapallo Bper Banca 2024 per “la migliore scrittrice europea”. Per l’insieme della sua opera le è stato assegnato il Premio Hemingway per la Letteratura 2023. Tutti i suoi romanzi sono tradotti e pubblicati in Italia da Voland.

Maria Grazia Madia “Ho vissuto due vite”, NeP Edizioni

Copertina "Ho vissuto due vite" di maria Grazia madia, NeP Edizioni

Un’opera intensa e introspettiva, che conduce il lettore nel complesso universo emotivo della protagonista, Andrea, seguendone il percorso umano attraverso le trasformazioni che segnano il corso delle sue numerose vite interiori.

Andrea accompagna il lettore in un viaggio fatto di emozioni, pensieri e stati d’animo che si alternano e si intrecciano, restituendo la profondità e la fragilità dell’esperienza umana.
È nel suo momento di maggiore vulnerabilità, quando ogni certezza sembra ormai perduta, che la donna incontra Aurora. Tra le due nasce un amore limpido e autentico, capace di accogliere e lenire anche le ferite più profonde.
Si tratta di un sentimento incondizionato, libero da schemi e definizioni, che si afferma con naturalezza nella sua forza vitale. Tuttavia, la vita interviene con ostacoli inattesi e mette alla prova anche i legami più sinceri. Un evento fatale spezza l’incanto, lasciando spazio al vuoto, all’assenza e al dolore di una separazione improvvisa.
Da questa frattura ha origine un lungo e difficile cammino di guarigione. Attraverso la sofferenza e la resilienza, la protagonista intraprenderà un percorso di rinascita, scoprendo che l’amore vero non si esaurisce, ma continua a vivere, cambia le persone e le accompagna nel tempo. Perché non si può morire quando si ama davvero.
Con una scrittura sensibile e profonda, Maria Grazia Madia indaga le zone più enigmatiche dell’intimità dei personaggi, voce a dubbi, crepe interiori e interrogativi che accompagnano l’esperienza umana e non sempre trovano risposta.
Le riflessioni dell’autrice si concentrano in un malinconico struggimento che attraversa il ricordo di ciò che è stato, l’imprevedibilità degli eventi e l’apertura verso un futuro ancora tutto da scrivere. La sua penna si distingue per l’intensità dell’introspezione psicologica e per la potenza evocativa delle descrizioni, capaci di rispecchiare con delicatezza gli stati d’animo dei protagonisti.
“Ho vissuto due vite” è un romanzo che pone al centro l’amore come esperienza assoluta, una forza capace di salvare e di dare senso anche al dolore più profondo.

Maria Grazia Madia nasce a Catanzaro il 29 dicembre 1987. Vive a Lamezia Terme (CZ) con sua moglie Angela.
Ha conseguito una laurea in Scienze sociali ed è appassionata di psicologia, filosofia e mentalismo.
Durante l’adolescenza ha subìto attacchi omofobi ed è così che ha iniziato a scrivere, per allontanare la solitudine e la depressione.
Nel tempo libero legge, scrive, canta e ascolta musica.

Novità Voland in libreria

Theodor Kallifatides Madri e figli

“Vivo la mia vita circondato da storie che non ho scritto,ma grato che altri l’abbiano fatto.”

Copertina romanzo di Theodor Kallifatides Madri e figli

dal 23 gennaio in libreria Collana Intrecci

Nel 2006 Theodor Kallifatides, acclamato autore greco emigrato in Svezia da quasi mezzo secolo, torna a far visita alla madre novantenne, rimasta a vivere ad Atene. Entrambi sanno che potrebbe essere uno dei loro ultimi incontri. Nella settimana che trascorrono insieme, durante le pigre mattinate con caffè e biscotti, ripercorrono i momenti più significativi delle loro esistenze, lasciando affiorare segreti mai esplorati, andando alla radice del proprio lessico familiare.
Rivive così in mezzo a loro la figura decisiva del padre e marito – esule greco in Turchia, insegnante appassionato, prigioniero dei nazisti – le cui memorie Theodor ha deciso di tradurre per i nipoti. Passato e presente si intrecciano, in un viaggio traboccante di tenerezza e nostalgia.

L’autore THEODOR KALLIFATIDES Pluripremiato e prolifico autore, è nato in Grecia nel 1938 e nel 1964 è emigrato in Svezia, dove vive tuttora. Dopo gli studi in filosofia all’Università di Stoccolma, ha dato avvio alla sua produzione letteraria, che comprende oggi più di quaranta titoli, tra narrativa,saggistica e poesia, pubblicati in tutto il mondo. Ha diretto un film, firmato sceneggiature e tradotto numerosi autori, tra cui Ghiannis Ritsos in svedese e Ingmar Bergman e August Strindberg in greco.Madri e figli è stato incluso nella lista dei migliori libri del 2024 stilata dal “New Yorker”. Di Kallifatides Voland ha già pubblicato Una vita, ancora (2024).

Jelena Lengold Una giornata a passo leggero

“Le anime sono prevedibili e malleabili.Tutte, senza eccezioni.”

Copertina romanzo di Jelena Lengold Una giornata a passo leggero

dal 6 febbraio in libreria collana Amazzoni

Isidor Kraus, affermato autore di mezza età, è alle prese con la stesura di un nuovo romanzo, ma la sua routine quotidiana viene turbata dalle mail di uno sconosciuto lettore. Contrariamente alle sue abitudini, Isidor non riesce a ignorarle e scopre cosa si nasconde dietro l’inatteso contatto: l’uomo scrive per parlare di Irma, la donna di cui quasi quarant’anni prima il giovanissimo Isidor si era innamorato. La mente dello scrittore torna allora all’estate dei suoi diciotto anni, alla morte improvvisa della madre, all’incontro con Irma all’epoca trentenne, alla sua inspiegabile sparizione, al viaggio in treno lungo l’Europa per trovare sé stesso…
Una narrazione avvincente e provocatoria, un’appassionata storia d’amore per ricordarci che la letteratura ha davvero il potere di aprire nuove strade.

L’autrice JELENA LENGOLD nata nel 1959 a Kruševac, poetessa, scrittrice e giornalista, è tra le voci più significative del panorama letterario serbo. Prima dell’esordio in narrativa nel 2003, ha lavorato per dieci anni nella sezione culturale di Radio Beograd. Nel 2011 ha conquistato il Premio dell’Unione Europea per la letteratura con Vašarski Mađioničar, tradotto in dodici paesi (in Italia Il mago della fiera, Zandonai 2013). La resa (Voland 2022) si è aggiudicato il Premio della città di Belgrado.

La traduttrice ELISA COPETTI traduce narrativa e drammaturgia dal serbo e dal croato, e insegna lingua e traduzione all’Università di Udine. Per Voland ha curato la traduzione dei romanzi Gli orologi nella stanza di mia madre di Tanja Stupar Trifunović e La resa di Jelena Lengold.Nel 2008 ha vinto il Premio Estroverso.

Bibliotheka: le novità di gennaio 2026 

IL SARTO CHE GUARDAVA LE STELLE”. LE DISAVVENTURE DI UN EBREO POLACCO IN FUGA DAI NAZISTI
CHE SI RIFA’ UNA VITA LAVORANDO A BOLOGNA COME SARTO

Il romanzo di Salvatore Pireddu, sardo di nascita e residente a Torino, ispirato a una storia vera

Salvatore Pireddu

Il sarto che guardava le stelle

Bibliotheka

Dal 16 gennaio 2026

Il primo settembre 1939 l’esercito tedesco attacca la Polonia dando fuoco alle polveri del Novecento. Da quel momento i membri della famiglia Fajans sono costretti a un esodo doloroso nei campi di sterminio nazisti o nei campi di lavoro russi.
Salvatore Pireddu racconta la storia vera di Saya, ebreo polacco che dopo molte vicissitudini ricostruisce a Bologna la propria vita. È nell’umile mestiere del sarto che il protagonista si riscopre uomo, perché “cucire significa mettere insieme le trame, aggiustare fa bene alla memoria delle cose rotte”.

Nato a Nuoro nel 1983 Salvatore Pireddu è editor, ghostwriter e scrittore. Laureato in Antropologia all’Università di Bologna è stato docente a contratto all’Università di Friburgo. Grazie a una borsa di studio, ha frequentato per due anni Bottega Finzioni, fondata da Carlo Lucarelli. Attualmente lavora come capo redattore della Davide Falletta Editore di Torino, città dove risiede.

UNA CAMERA TUTTA D’AMBRA”. PER VOLERE DI HITLER, I NAZISTI SMONTARONO A LENINGRADO UNA CAMERA
TUTTA D’AMBRA E LA PORTARONO IN GERMANIA

La vicenda è ricostruita nel romanzo di Vittorio Orsenigo con una prefazione di Sergio Romano

Vittorio Orsenigo

Una camera tutta d’ambra

Prefazione Sergio Romano

Bibliotheka

Dal 16 gennaio

 “Centoventi casse di ferro: i numeri appaiono chiari al centro di un drappo pesante fatto con il buon velluto del buio”. In quelle casse c’è la celebre Camera d’ambra, che nel 1941 fu smontata dai nazisti dal palazzo di Leningrado in cui si trovava e trasportata dalla Russia a Königsberg, nella Prussia Orientale.
La vicenda viene ricostruita intrecciando e alternando arte e guerra, meraviglia e orrore nel romanzo di Vittorio Orsenigo Una camera tutta d’ambra con una prefazione dell’ambasciatore Sergio Romano. A differenza della maggior parte dei tesori trafugati durante la seconda guerra mondiale, la Camera d’ambra aveva per il regime di Hitler un alto valore simbolico. Era stata concepita da un architetto tedesco per un re di Prussia, creata da artigiani locali e apparteneva quindi alla categoria delle opere che la Germania riteneva di dover recuperare e custodire nel cuore del Reich.

Vittorio Orsenigo (Milano, 1926-2025), regista e scrittore, si avvicina al panorama artistico milanese dell’immediato dopoguerra. Seguendo l’invito di Elio Vittorini, cura un ciclo di letture alla Casa della cultura di Milano presentando una selezione di testi teatrali di Christopher Isherwood, Bertold Brecht e Wystan Hugh Auden, allora poco noti in Italia. Nel 1950 esordisce come regista al Piccolo Teatro di Milano, grazie al direttore Paolo Grassi, con Ubu Roi di Jarry e Le Mammelle di Tiresia di Apollinaire. Ha pubblicato, tra gli altri, con Greco&Greco, Sellerio e Archinto.

NELLA FUTURA CITTA’ DI EDENIA”. NELLA CITTA’ DI EDENIA L’ANTISEMITISMO È SCOMPARSO E IN PALESTINA
EBREI E ARABI CONOSCONO UNA PACE PERPETUA E DURATURA

Un raro racconto utopico di Kalman Zingman (1918) tradotto per la prima volta in italiano da Stefania Ragaù.

Kalman Zingman

Nella futura città di Edenia

A cura e con la traduzione di Stefania Ragaù

Bibliotheka

Dal 30 gennaio

Edenia è una città tecnologicamente avanzata, dotata di grattacieli e aero-treni volanti e con un clima regolato artificialmente a seconda delle stagioni, tanto che non servono più cappotti d’inverno, né si sente troppo caldo d’estate. È un’affascinante fantasia letteraria sulle possibilità della vita ebraica in Europa e sulla pace in Palestina il racconto di Kalman Zingman, pubblicato nel 1918 e ora tradotto per la prima volta in italiano dall’yiddish da Stefania Ragaù In questo raro racconto utopico della letteratura yiddish, pubblicato all’indomani della rivoluzione russa e della Prima guerra mondiale, l’antisemitismo è scomparso e gli ebrei della diaspora hanno ottenuto la piena emancipazione. Nel futuro immaginato dall’autore, i popoli della terra sembrano aver raggiunto una pace perpetua e duratura e persino in Palestina, dove l’impresa sionista ha sviluppato una vivace civiltà ebraica secolare, arabi ed ebrei vivono tranquillamente gli uni accanto agli altri.

Kalman Zingman (1889–1929), nato in uno shtetl vicino a Kaunas, in Lituania, ricevette un’educazione tradizionale ebraica che però non portò a termine, dovendo ben presto mettersi a lavorare in un piccolo negozio di stoffe. Grande amante della letteratura e della poesia, che leggeva in yiddish, ebraico e russo, nel 1917 decise di fondare una piccola casa editrice dedicata alla letteratura yiddish e cimentarsi lui stesso in alcuni tentativi letterari. Proseguì l’attività editoriale a Kaunas, in Lituania, e poi a Berlino. Nel 1928 si recò con un visto turistico in Unione Sovietica, dove morì l’anno dopo a Simferopol, capitale della Crimea.

Stefania Ragaù, dottoressa di ricerca in Storia contemporanea alla Scuola Normale Superiore di Pisa, è borsista Humboldt al Buber-Rosenzweig-Institut dell’Università Goethe a Francoforte sul Meno. Ha pubblicato Sognando SionEbraismo e sionismo tra nazione, utopia e Stato (1877-1902) (Viella, 2021).