Dorothea Burato “Emilio Federico Schubert”, presentazione

Il volume è l’esito di una approfondita ricerca sulla figura dello stilista di origini napoletane attivo a Roma a partire dagli anni Quaranta.

Emilio Federico Schuberth si impone sul territorio nazionale e internazionale grazie soprattutto al sapiente uso di strategie di promozione del suo marchio attraverso il medium cinematografico e quello televisivo. Nel panorama della moda italiana, che si afferma a partire dal dopoguerra, Schuberth rappresenta una voce fuori dagli schemi: il suo atelier è stato una tappa obbligata per le dive del cinema, le soubrette del varietà e le donne più eleganti del jet set internazionale.( da Electa Editore)

Nato a Napoli nel 1904 si trasferì a Roma; dopo aver lavorato come apprendista in sartoria e modisteria nel 1940 aprì un proprio atelier.

Dorothea Burato ha ricostruito la biografia e l’attività dello stilista attraverso uno studio attento e una ricerca incentrati sul materiale che le di lui figlie hanno donato al centro Studi  e archivio della comunicazione (CSAC) dell’Università di Parma.

Una figura importante quella di Schubert e nel panorama della Moda ma anche nella sfera delle comunicazioni in genere, cinema, televisione, spettacolo nei due decenni di attività.

Il testo, come si legge nella presentazione della casa Editrice Electa si compone di quattro sezioni:

“quattro macro-sezioni: la prima è dedicata alla biografia del sarto, fino ad oggi poco indagata; la seconda alla ricognizione del proficuo rapporto che Schuberth ha instaurato con il mondo del cinema in venti anni di attività, dalla partecipazione come attore in alcuni film, alla promozione del proprio marchio grazie alle più famose dive del cinema; la terza si focalizza sul lavoro di Schuberth come stilista al servizio del grande schermo; la quarta sezione è dedicata alle esperienze nell’ambito radiotelevisivo e all’uso strategico che lo stilista fa del neonato medium televisivo promuovendo le sue creazioni anche al pubblico di massa. Chiude il volume l’analisi del filmato promozionale Vedette 444, brillante analogia tra la creazione di moda e l’industria meccanica cui prende parte anche Schuberth”

Tra le donne frequentatrici dell’atelier si annoverano oltre alla bella Soraya, Bette Davis, Gloria Swanson, senza dimenticare  la Sofia nazionale e la Lollobrigida.

Dorothea Burato è Assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Ha conseguito il dottorato di ricerca in “Scienze filologico-letterarie, storico-filosofiche e artistiche” presso l’Università di Parma con un progetto sullo stilista Emilio Schuberth e le sue relazioni con il cinema e la televisione italiana nel secondo dopoguerra. I suoi ambiti di ricerca si focalizzano sui rapporti tra moda e cinema, moda e televisione e sulla storia della critica italiana. È  journal manager della rivista accademica “Cinergie – Il cinema e le altre arti”.(da La Consulta Universitaria del Cinema)

André Van Lysebeth “ENCICLOPEDIA DELLO YOGA” 

Tutte le âsana passo passo. Hata Yoga

MURSIA

Le traduzioni italiane sono di Alberto Guidi, Barbara Mirò e Umberto Nuzzo

Illustrazioni: © Lise Herzog

André Van Lysebeth, primo maestro occidentale dell’Hatha Yoga a essersi dedicato all’insegnamento di questa disciplina per molti anni, ci apre le porte di una vera e propria arte di vivere:

• Posizioni illustrate passo passo

• Errori da evitare e modi per correggerli

• Effetti benefici e controindicazioni per ogni postura

• Esercizi per imparare a respirare correttamente: il prânayama

• Consigli quotidiani su come scegliere l’alimentazione e digerire meglio, addormentarsi più facilmente, combattere l’invecchiamento…

• Principi di meditazione e rilassamento

Tecniche yogiche dettagliate per comprendere meglio il corpo e raggiungere il benessere fisico e mentale.

-Dalla prefazione di Willy Van Lysebeth, formatore di insegnanti Scuola Van Lysebeth (Parigi) Federazione Mediterranea Yoga (Catania):

«Accogliendo un centinaio di futuri insegnanti, André Van Lysebeth sorrideva a ciascun viso, a ogni sguardo. Vedeva in ognuno di loro gli allievi a venire. Allo stesso modo incontrava le innumerevoli persone che si dedicavano alla propria realizzazione attraverso lo yoga. Papà puntava anzitutto alla salute. Con tutto sé stesso, incitava alla realizzazione dell’intelligenza del corpo, alla bellezza, alla forza della vita. Diceva che la salute è una ricerca aperta, permanente e anche un dovere. La vita si realizza, si afferma nel minimo dettaglio attraverso una varietà di esercizi, di precetti e talvolta di «piccoli trucchi». La rivista di papà («Yoga») raccoglie numerosi consigli, alcune volte prosaici consigli d’igiene dentale o oculare, come anche pratiche fondamentali che assicurino benessere e protezione contro svariati mali. La salute vissuta nella pratica quotidiana è in risonanza con la vita sentita e concepita come una proprietà dell’Universo. Ascoltiamolo: «Per quanto diverse siano le forme che la vita adotta, già incredibilmente sulla nostra Terra, come nel resto dell’universo, noi non ne siamo separati, noi ne facciamo parte. E il senso della vita cambierà, diventerà più vasto, più cosmico, più entusiasmante. Che questo possa divenire una realtà per tutti, ecco quello che vi auguro di cuore!» Nell’ottica di André Van Lysebeth, la presente opera invita, attraverso il suo contenuto e grazie a un tocco di ludica creatività, alla piena realizzazione del potenziale dell’essere

André Van Lysebeth (Bruxelles, 11 ottobre 1919 – Perpignano, 28 gennaio 2004) è stato uno dei pionieri dello yoga in Occidente. Ha scritto diverse opere sullo yoga e una sul tantra. I suoi libri sono stati tradotti in decine di lingue e hanno raggiunto, in alcuni casi, tirature di milioni di copie. Il suo insegnamento ha influenzato un’intera generazione di insegnanti di yoga. André Van Lysebeth iniziò a praticare yoga all’età di 26 anni. Dal 1949 fu allievo di Swami Sivananda, dal quale riceveva istruzioni per via epistolare. Solo nel 1963 incontrò il suo maestro di persona a Rishikesh nell’India del Nord, poco prima della morte di quegli. Sivananda gli conferì il diploma dell’Accademia ‘’Yoga Vedanta Forest”” di Rishikesh. Successivamente, con la rivista specialistica Yoga, pubblicata in lingua francese dal 1963 al 2008, si fece conoscere in Occidente. Dal 1964 studiò con SriKrishna Pattabhi Jois . Nel 1965 fondò la Società Yoga del Belgio e nel 1972, insieme a Gérard Blitz (il fondatore del Club Méditerranée), l’Unione Europea di Yoga , ramo europeo della Federazione Internazionale di Yoga. Nel 1967 percorse l’India del Sud per conoscere le tradizioni locali di yoga. Il suo primo libro J’apprends le yoga fu pubblicato nel 1968 ed è pensato per lo stile di vita occidentale. Descrive tecniche per la respirazione di base e il rilassamento. Contiene le āsana della “Serie Rishikesh” di Swami Sivananda (12 posizioni yoga di base tra cui “il saluto al sole” e le tecniche di pulizia interna. La descrizione delle āsana e delle loro varianti è meticolosa. Inoltre sono evidenziati i tanti errori in cui si può incorrere con l’auto apprendimento.  I suoi libri sono tradotti e pubblicati in italiano per Mursia.

Enrico Caneva “La flora preistorica. I giardini del Giurassico”, Töpffer edizioni (OLTRE)

Prefazione di Walter Landini

con 180 immagini a colori

Töpffer edizioni (OLTRE)

In libreria dal 15 settembre

Da centinaia di milioni di anni le piante, veri campioni di adattamento, si evolvono per adeguarsi agli effetti dei cambiamenti climatici del nostro splendido pianeta. L’esperienza pluridecennale di paesaggismo e lunghi studi sui resti fossili delle piante più antiche sono alla base della realizzazione, a Sarzana, da parte dell’autore, di un parco dedicato a queste piante così geometriche e meravigliose. Un’attenzione particolare è stata data alla flora della nostra penisola, in special modo a quella delle Alpi Apuane e dei Monti Pisani. Al lavoro di studio sui fossili è seguita la ricerca delle piante superstiti dell’epoca e la sperimentazione, di lunghi anni, per riuscire a reintrodurle correttamente nei nostri giardini. Questo libro è sì la presentazione scientifica della saga della flora al tempo dei dinosauri, ma vuole anche essere un invito a creare, ciascuno in casa propria, un piccolo angolo dedicato alle piante Giurassiche, per godere ancora della loro straordinaria bellezza. Conoscere le piante fin dall’inizio della vita terrestre, quelle brucate in un tempo lontano dai dinosauri, è stato uno dei desideri dell’autore fin da bambino. Scoprire che moltissime esistono ancora è sorprendente. Questo è il primo di una serie di libri che saranno dedicati alla flora delle diverse epoche geologiche, con schede semplici e pratiche ricche di consigli per trovarle e coltivarle senza intoppi. Una parte importante del giardino botanico di Sarzana, realizzato dall’autore, è dedicata alle piante descritte in questo libro: una lettura interessante per accompagnare il lettore nella riscoperta delle vere piante autoctone del nostro bellissimo paese.

Muoversi nell’assordante silenzio delle piante dalle origini antiche del Giardino preistorico è un po’ come perdersi nei percorsi che conducono nei meandri stratificati e poco conosciuti della storia naturale, alla ricerca del senso, se davvero questo esiste, nel divenire della vita sul nostro pianeta. Preistoria è una parola dal fascino arcano, senza tempo definito. Finisce quando comincia la Storia, poi sprofonda e si rivela, di tanto in tanto, in modo frammentario, svelando trame che si intrecciano senza soluzione di continuità. Nell’immaginario collettivo il tempo profondo della  preistoria  è la patria di animali iconici, delle strane e bizzarre creature del mare, della terra e del cielo. Le piante, in questi “scatti di natura antica” quasi mai occupano il centro della scena, più facilmente si riconoscono come elementi decorativi, indispensabili per dare profondità al paesaggio ed il giusto risalto alle presenze animate. Anche la Paleontologia, la disciplina che si occupa del passato, attraverso lo studio dei fossili, è fondamentalmente una scienza di genere, occupandosi quasi esclusivamente del divenire della vita animale. Niente di più lontano dal vero. Le piante non sono l’altra faccia degli esseri viventi. Comprendere la storia della vita ed il suo divenire sul nostro pianeta vuol dire, prima di tutto, riconoscere il posto ed il ruolo occupato dalle piante (dall’introduzione di Walter Landini)

Enrico Caneva è nato e cresciuto in Veneto. Ha lavorato in California, a Hong Kong, in Germania e Inghilterra. Si è poi trasferito stabilmente a Parigi dal 1998 dove, dopo aver conseguito nel 2010 un diploma in strategie di comunicazione internazionale alla Henley Business school, nel 2011 ha fondato la sua prima azienda dedicata alla formazione e alla sicurezza delle persone sui luoghi di lavoro e dove ha preso dimestichezza nelle formazioni presso le sue sedi internazionali a Shanghai, Singapore, Jakarta, Virginia (USA) e Sao Paolo in Brasile. Durante i suoi viaggi è nata l’opportunità di visitare innumerevoli parchi botanici e la sua passione per le piante è sfociata agli inizi del 2000 in un’attività di paesaggismo e progettazione del verde a Parigi. Dal 2018 si è trasferito in Liguria, a Sarzana (SP), e ha fondato un nuovo giardino botanico dedicato alle piante di tutto il mondo e alla formazione botanica. Attualmente sono state piantumate 15.000 piante, 2.200 specie da tutto il mondo. Un’attenzione particolare è rivolta alla didattica.

Nato a Portovenere (La Spezia) nel 1946, il professor Walter Landini è stato curatore del Museo di Geologia e Paleontologia dal 1974 al 1981. È stato professore associato dal 1983 al 2001, anno in cui è stato chiamato dall’Università di Pisa come professore ordinario di Paleontologia. Nella sua carriera il professor Walter Landini ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo delle Scienze della Terra con i suoi studi sulla paleontologia dei vertebrati in Italia e all’estero. Ha prodotto oltre 150 pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali di grande prestigio.

Stefano Roccio “La Natura non ha copyright”, Beisler editore

Scritto e illustrato da Stefano Roccio, finalista al PREMIO PICCOLO GALILEO*

Età: 14+

Beisler Editore

Come può un uccello aiutare nella progettazione di treni ad alta velocità? Come fa uno scarafaggio a permetterci di coltivare verdure in mezzo al deserto? Come riesce un seme a incrementare la resa delle turbine a vento? Uno straordinario viaggio in un futuro sostenibile che è già attorno a noi, ma che solo ora stiamo imparando a vedere. Una immersione tra le innovazioni che la natura ispira, con applicazioni pratiche che vanno oltre ogni nostra immaginazione: dalla medicina, all’architettura, alla robotica, fino ad arrivare a essere parte della vita di tutti i giorni.

Innovazione ispirata alla natura. Questa la definizione di biomimetica – βίος (bios), vita e μίμησις (mīmēsis), imitazione. Una disciplina innovativa che trae ispirazione dal mondo naturale, dai suoi processi e dalle sue forme, per risolvere i problemi di progettazione dell’uomo in maniera rigenerativa e sostenibile, unendo mondi che solitamente immaginiamo separati: natura e tecnologia, biologia e innovazione, forme di vita e design. Dopo 3,8 miliardi di anni di ricerca e sviluppo, ciò che non ha funzionato è ora un fossile e ciò che ci circonda è il segreto per sopravvivere. Anche noi umani facciamo parte della natura, ma siamo una specie molto giovane, ed in quanto tale, dovremmo mettere da parte la nostra arroganza di predatori, diventando allievi di chi, qui sulla Terra, c’è da molto prima e che meglio di noi sa come produrre, riutilizzare e tutelare. Le migliori idee e soluzioni, infatti, potrebbero essere già state inventate.

Stefano Roccio, nato nel 1994 e cresciuto a Cerano, un piccolo ma speciale paesino della provincia di Novara, vive attualmente ad Amsterdam dove studia e lavora. Biologo e illustratore, i suoi studi lo portano inizialmente a specializzarsi in biologia molecolare e genetica per poi cambiare ambito, trovando nel mondo della biomimetica, disciplina che studia l’innovazione ispirata dal mondo naturale, il tassello mancante per unire il suo amore per la scienza e la natura con la passione per il disegno e l’illustrazione. Collabora con diverse realtà tra cui università, aziende e fondazioni per progetti improntati sulla sostenibilità e la tutela del territorio. Il suo obbiettivo è quello di essere ricordato in futuro come una persona che ha fatto la differenza in positivo, anche per pochi, e non come qualcuno che è stato seduto a guardare. Il suo desiderio è che questo suo primo libro possa essere un punto di partenza per giovani e adulti a osservare, riflettere, creare e a non essere mai sazi di curiosità.

* La giuria scientifica del Premio Il Piccolo Galileo, il primo premio dedicato alla letteratura scientifica a misura di bambine e bambini – ha selezionato La natura non ha copyright di Stefano Roccio tra i tre finalisti per la categoria Young (libri per lettori dagli 11 ai 16 anni) con la seguente motivazione:

Un libro fuori dal comune che si distacca da quelli che sono i codici narrativi più consueti che porta l’attenzione sul concetto della natura e sulla sua osservazione. Le pagine invitano lo sguardo a indagare temi e concetti del futuro, rimettendo anche al centro il processo scientifico, l’atteggiamento, il pensiero, della scienza. Visivamente porta lo sguardo a confrontarsi con una costruzione nuova dell’immagine, producendo un effetto inedito. L’occhio si interroga: è una mano a disegnare? Un robot? L’intelligenza artificiale? Un nuovo device? Un nuovo programma?

La premiazione sarà venerdì 17 novembre a Padova, durante La Settimana della Scienza 2023

Beppe Mecconi “I proverbi della signorina Celide”, Töpffer edizioni

Prefazione di Francesco De Nicola, nota di Giuseppe Conte

Con disegni in bianco e nero dell’autore

Töpffer edizioni

Trovare le origini di un proverbio è come trovare le origini di un mito. Bisogna essere buoni raccontatori di storie, e saper scavare nel passato più favoloso e lontano. In questo libro Beppe Mecconi parte da un dato realistico: una Celide cinquantaseienne, che vive a San Terenzo – Liguria di Levante – che legge Pinocchio e Buzzati, e che incontra festosamente la gente del luogo nell’euforia della libertà ritrovata, siamo nel 1946. Celide conosce la ambiguità contraddittoria dei proverbi, simile a quella delle nostre vite. E ne indaga le fonti quasi smascherandoli, mostrandone la aleatorietà, spesso appesa al filo di una vocale o di una consonante difforme. La fantasia di Mecconi, che i lettori ben conoscono, si sfrena nei racconti e nelle illustrazioni, evocative e a tratti esilaranti. Il lettore partecipa felice a questi giochi di parole che sono anche giochi, salti, balli dell’immaginazione. E alla fine ringrazia Beppe Mecconi per tanta aerea felice grazia inventiva. (Giuseppe Conte)

C’era una volta […] nell’immediato secondo dopoguerra l’abitudine a riunirsi in dieci, venti persone nella casa di un vicino e di ascoltarlo mentre raccontava qualcosa: una storia vera o inventata. E intanto, mentre il racconto andava avanti c’era chi si commuoveva o si metteva a ridere, chi parteggiava per un personaggio e chi lo detestava e intanto qualcuno sbocconcellava o bevucchiava qualcosa; e così, intorno alla metà del secolo scorso, si passavano piacevolmente le serate insieme, ascoltato un bravo affabulatore e con il piacere di incontrarsi. […] Ora, a quel tempo che sembra lontano secoli segnato dal piacere di comunicare e di passare insieme le serate ci riconduce Beppe Mecconi, che ci porta nella cucina di una casa colorata del suggestivo borgo di San Terenzo, affacciato nel Golfo dei Poeti tra Lerici e La Spezia, e qui, stupiti e affascinati, ascoltiamo la signorina (di mezz’età) Celide. Senza dubbio questa donna ha grandi doti di affabulatrice, tanto che chi ascolta viene del tutto coinvolto dalle sue parole e non sa trattenere le sue reazioni mentre segue il racconto fantasioso e bizzarro della nascita dei più noti proverbi. La storia dei proverbi è però solo un abile pretesto per inventare racconti incredibili che mescolano le realtà più certe con le fantasie più favolose per dar vita a imprevedibili racconti [… ] E così, col pretesto di raccontare le vere e misconosciute origini di noti proverbi, Beppe Mecconi, per bocca della vivace signorina Celide, intrattiene il lettore con le più fantasiose trovate narrative, esposte con arguzia e linguaggio diretto e coinvolgente, che fanno di questo libriccino una lettura amena e inconsueta che ha anche il merito di riportarci ad un tempo  in cui la socialità era davvero il piacere indispensabile di trascorrere insieme ad altre dieci, venti persone – uomini e donne, adulti e ragazzi – una bella serata lasciando correre la fantasia…(dall’introduzione di Francesco De Nicola)

Beppe Mecconi è nato e vive nel Golfo dei Poeti. Pittore, scrittore, illustratore di libri per l’infanzia, sceneggiatore, autore e direttore di film-documentari, regista di teatro e recital musicali. Per 12 anni Presidente e Responsabile culturale del Museo paleontologico nel Castello di Lerici. Collabora con Projeto Libertade, ONG che si occupa dei disagi dell’infanzia nella favela di Vila Vintèm a Rio de Janeiro. Ha ricevuto dall’UNICEF il diploma ufficiale del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia. Recentemente è stato insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica italiana per meriti culturali e artistici. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo per  Gammarò Trabastìa – Cent’anni di gente comune, 2017; Il manoscritto di Laneghè, 2020. Per Töpffer edizioni: Il polpo campanaro, (2018); La notte che mio nonno pescò Babbo Natale, (2018).  

Cees Nooteboom “Verso Santiago. Digressioni sulle strade di Spagna”, presentazione

Iperborea

Torna in libreria, in una edizione aggiornata e arricchita di mappe,

Traduzione di: Laura Pignatti

Postfazione di: Matteo Nucci

Verso Santiago, la meta ultima, ma che si sfilaccia in una serie di divagazioni, scrive infatti

Ormai il mio viaggio è una divagazione composta da tante divagazioni, e alle volte mi lascio sviare anche da queste. Forse quest’anno non arriverò a Santiago.

Una serie di viaggi compiuti in anni diversi, dal 1979 al 2001, non continuativamente anche se per periodi lunghi nello stesso anno, ma che comporta sempre quanto ebbe a sottolineare

Mi dilato con quello che assorbo, vedo e raccolgo. Non si tratta di una conoscenza superiore, ma piuttosto di una sorta di deposito alluvionale, di un accumulo di immagini, di testi, tutto ciò che dalla strada, dalla televisione, dalle conversazioni e dai giornali fluisce verso di me e poi mi rimane attaccato, o mi resta dentro.

Un raccontato che, come scrive Matteo Nucci nella post fazione, si forgia con i  “piccoli aneddoti, le impressioni, i momenti di soprassalto o di nostalgia o di dolce abbandono disseminati a ogni svolta, a ogni curva su cui l’autore spinge la sua automobile, in ogni hotel in cui finisce per passare la notte, in ogni libreria in cui cerca il volume raro” grazie anche a quel paesaggio fatto di un’ immensità di spazi vuoti, ma anche di quell’attitudine, tutta mediterranea e spagnola, del tempo dissolto che si coglie “sublime durante le ore morte del primo pomeriggio, oppure in un ristorante mentre le posate tintinnano, o in una qualsiasi domenica mattina”.

Cees Nooteboom Autore di romanzi, poesie, saggi e libri di viaggio, è ritenuto «una delle voci più alte nel coro degli scrittori contemporanei» (The New York Times), paragonato dalla critica a Borges, Calvino e Nabokov. È stato insignito di numerosi premi letterari e tradotto in più di trenta paesi. Nato all’Aia ed eterno viaggiatore, si è rivelato a soli ventidue anni con Philip e gli altri e ha raggiunto il successo internazionale con romanzi come Rituali e Il canto dell’essere e dell’apparire. Tra le sue ultime opere pubblicate da Iperborea, Avevo mille vite e ne ho preso una solaTumbasCerchi infiniti533. Il libro dei giorniVenezia. Il leone, la città e l’acqua, e la raccolta poetica Addio.( da Iperborea Autore)

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri

Venezia, il leone, la città e l’acqua

Addio

L’occhio del monaco

533 il libro dei giorni

Ermanno Detti “Le altre facce della guerra”

Chiaredizioni (a questo link alcune pagine e illustrazioni in anteprima)

Ragazzi 12+

ILLUSTRAZIONI B/N pagine 150, prezzo 13,90 €

Cinque racconti per descrivere cinque facce della guerra. Cinque punti di vista raramente raccontati. I principali protagonisti sono i bambini che con i loro occhi sono spettatori di grandi eventi, a volte cruenti, a volte delicati e di grande umanità, come il rapporto con gli animali, con la natura o con la protezione di un disertore nemico.

L’Autore spiega in una bella e scorrevole narrazione che la guerra non riesce ad annullare i sentimenti umani, quelli forti: i ragazzi giocano ancora, si innamorano ancora, si creano amicizie ed esempi di solidarietà. Come la Ginestra di Leopardi, che sommersa poi risorge, la vita va avanti anche sotto le bombe. Gli ultimi due racconti sono dedicati al periodo post bellico e mettono in luce che anche quando la guerra è finita le ferite che hanno profondamente sconvolto gli animi non sempre si rimarginano. L’ultimo racconto, il più duro, è la storia di una ragazza che non riesce a dimenticare un terribile torto subito e, anche a guerra finita, agisce per realizzare un suo misterioso e oscuro intento. 

Le altre facce della guerra (Chiaredizioni, pg 150, prezzo 13,90) vuole raccontare come l’animo umano reagisce di fronte alle catastrofi. Tutti i racconti sono ambientati durante o appena dopo il secondo conflitto mondiale, e il messaggio forte che dà Ermanno Detti è che anche durante le guerre più orribili, nelle situazioni più disperate, gli esseri umani reagiscono e riescono a mantenere intatti alcuni sentimenti fondamentali, con la speranza di un futuro migliore.

«In queste cinque storie di guerra sono narrate situazioni molto diverse. Da una parte come gli uomini nei conflitti armati diventino più crudeli, egoisti e cattivi, dall’altra come i grandi sentimenti umani continuino a essere forti e presenti anche durante e dopo le guerre più terribili. Nelle guerre l’essere umano esprime il peggio di se stesso. Anche la storia recente ci racconta reati orribili, come lo sterminio violento e programmato di intere comunità con l’uccisione di donne, bambini e anziani innocenti. La guerra porta disastri e distruzioni nelle cose e lacerazioni dentro di noi. Dopo una guerra le ricostruzioni sono difficili sia per le ferite inferte alle cose, sia all’animo umano, al punto che perfino a guerra finita restano rancori e desideri di vendette. Sono le grandi catastrofi della guerra. Ma proprio quando la ferocia umana tocca i livelli più bassi, ci si accorge che alcuni sentimenti più profondi e naturali non possono essere distrutti. Anzi possono nascere affetti, amicizie, legami e amori inaspettati che stupiscono per la forza e per il rischio a cui alcune persone si espongono per aiutare gli altri. È come se la cattiveria non riuscisse a vincere fino in fondo ciò che di buono c’è negli umani. Sono le altre facce della guerra. Sotto le bombe degli aerei o dell’artiglieria, c’è chi può, come in questi racconti, offrire asilo a un disertore rischiando la vita, c’è chi si preoccupa di proteggere cuccioli di animali. Possono sorgere tenerezze, amori e speranze per un futuro migliore. Dopo la guerra resta il dolore che in parte si supera guardando al futuro».

ERMANNO DETTI ha avuto una vita molto avventurosa. Nato da famiglia povera nel 1939 a Manciano (GR), al centro della Maremma toscana, è costretto a interrompere gli studi e dedicarsi al lavoro di operaio nell’agricoltura. A 19 anni si arruola in Aeronautica come volontario specialista dove resta per 10 anni, di stanza tra Roma Ciampino e il Ministero dell’Aeronautica. Nel frattempo ha ripreso gli studi, consegue prima il diploma e poi la laurea in lettere. Abbandonata la vita militare, si dedica prima all’insegnamento e poi al giornalismo. Inizia la sua collaborazione alla rivista “Riforma della Scuola”, diretta da Lucio Lombardo Radice, Carlo Bernardini e Alberto Oliviero, poi da Tullio De Mauro e da Franco Frabboni. Nel 1990 ne diviene Capo Redattore. Negli anni Settanta inizia anche una collaborazione con La Nuova Italia Editrice come autore, come redattore di riviste e come consulente. Produce in quegli anni libri scolastici di Educazione Civica, di Storia per la scuola media, di antologie, di libri di lettura per le elementari. Scrive saggi e romanzi per ragazzi più volte premiati e ristampati. Collabora con quotidiani e riviste. È consulente e partecipa alla stesura della Enciclopedia Treccani per ragazzi. Diviene direttore editoriale della Edizioni conoscenza e, nel 1999, fonda e dirige fino ad oggi la rivista “Pepeverde”, trimestrale che si occupa di letteratura e critica per ragazzi. Viene chiamato come professore a contratto a insegnare Storia dell’Illustrazione all’Istituto Europeo del Design, all’università di Roma3, alla Libera Università di Bolzano. Fra le sue pubblicazioni si ricordano i suoi numerosi romanzi e il saggio Il piacere di leggere, più volte ristampato. Vincitore e finalista di numerosi premi letterari.

Le interviste, e altri inediti, rilasciate da A.Conan Doyle e Mark Twain tradotte per la prima volta in italiano, Lorenzo de’ Medici Press

Lorenzo de’ Medici Press

ARTHUR CONAN DOYLE
PAROLA MIA Interviste e altri inediti
20 fotografie originali b/n
traduzione di Fabrizio Bagatti

Tradotte per la prima volta in Italia le migliori interviste che, nel corso degli anni, Arthur Conan Doyle rilasciò per giornali e riviste; tra gli intervistatori anche scrittori del calibro di Bram Stoker e P.G. Wodehouse. Il creatore di Sherlock Holmes racconta le tappe della propria vita e ripercorre, con ricchezza di dettagli, tutte le proprie creazioni letterarie. Come è nato Sherlock Holmes? Come e perché muore? Che cosa conta nella letteratura e che cosa c’è dopo la morte? Il volume contiene anche gli inediti Il caso di Oscar Slater, in cui Conan Doyle ricostruisce un celebre omicidio nell’Inghilterra di primi Novecento, e alcuni interventi in cui parla di religione, dell’anima e dello spiritismo a cui credeva fermamente.

Con un QR-code che permette di vedere e ascoltare il video della rarissima intervista filmata a Conan Doyle nel 1928.

Arthur Conan Doyle (1859-1930) è stato uno dei più popolari e apprezzati scrittori di lingua inglese in tutto il periodo tra Ottocento e Novecento. La sua fama esplose con la creazione letteraria del celeberrimo investigatore Sherlock Holmes, ma Conan Doyle fu anche prolificissimo autore di romanzi storici, racconti di avventura, narrativa di fantascienza, saggi storici e testi per il teatro. Tra i suoi maggiori successi vanno ricordati – oltre ai romanzi di Sherlock Holmes come Uno studio in rosso (1887), Il segno dei quattro (1890) e La valle della paura (1915) – i romanzi Il mondo perduto (1912), La mummia (1892) e La terra della nebbia (1926). Dalle sue opere sono stati tratti anche molti film di grande successo.

Lorenzo de’ Medici Press

MARK TWAIN
PARLA MARK TWAIN Interviste scelte al creatore di Tom Sawyer e Huckleberry Finn
20 fotografie originali b/n
Introduzione, traduzione e cura di Aldo Setaioli

Per la prima volta tradotte in Italia le affascinanti interviste che Mark Twain rilasciò durante gli ultimi quindici anni di vita. Dialoghi fondamentali che documentano soprattutto l’atteggiamento dell’autore verso i due volumi che da quasi un secolo e mezzo hanno dilettato, più di ogni altro, generazioni di ragazzi e di ragazzi diventati adulti: Le avventure di Tom Sawyer e Le avventure di Huckleberry Finn. Questi documenti, dal tono e ironico o volutamente iperbolico, sono preziosi per mettere in luce la personalità dell’autore. In gran parte riportano risposte a domande che gli vennero poste, ma di frequente le parole che l’intervistatore attribuisce a Mark Twain sono inserite nel contesto della descrizione della cornice in cui si colloca l’incontro tra i due e presentano un inestimabile spaccato dell’epoca in cui vissero e agirono tanto l’autore quanto i suoi lettori. Fra le tredici interviste spicca quella che vede Twain dialogare con Rudyard Kipling in un confronto tra giganti della letteratura che è anche un gustoso racconto di avventura.

Samuel Langhorne Clemens, meglio noto con lo pseudonimo letterario di Mark Twain (1876-1884), è da tutti conosciuto e amato soprattutto per Le avventure di Tom Sawyer (1876) e Le avventure di Huckleberry Finn (1884), due classici ormai entrati a far parte dell’immaginario collettivo. Ma Twain fu anche autore di fenomenali racconti umoristici e satirici, saggista, educatore e spietato critico della società statunitense dell’epoca. Secondo William Faulkner, Twain fu “il primo autentico scrittore americano”.

Sergio Leone “C’era una volta in America. Storia di un film”, presentazione

Un breve scritto di Sergio Leone che faceva da Introduzione a un volume editato nel 1988 (C’era una volta in America: photographic memories, a cura di Marcello Garofalo, Editalia) riproposto ora dall’editore Henry Beyle con il titolo  “C’era una volta in America. Storia di un film” ,  non uno dei tanti del regista, ma l’ultimo, morirà infatti cinque anni dopo.

Un’edizione particolare, come lo sono le pubblicazioni di Henry Beyle: “Le Edizioni Henry Beyle, nel nome è racchiuso un omaggio a Stendhal, sono una casa editrice fondata a Milano nel marzo 2009. Il progetto iniziale vede la realizzazione di testi brevi composti in monotype, stampati su carte di pregio in tiratura limitata, intonsi in modo da affidare al lettore il taglio dei singoli fogli col procedere della lettura” si legge nella pagina del sito ( per saperne di più)

Tra le pagine del volume le varie locandine, francese, polacca, russa, coreana, con quella italiana in copertina in cui compare uno scorcio del ponte di Manhattan visto da una strada di Brooklyn

L’Editore propone tre possibili formati con tipi diversi di carta pregiata, di copertina,  e anche in cofanetto.(Henry Beyle Editore)

Ferdinando Albertazzi e Sebastiano Ruiz Mignone, “Neve rossa”, Chiaredizioni

Un giallo mozzafiato dove l’amicizia non ha differenze di età

Illustrazioni di Valeria Troncarelli

Età 10+ YOUNG MISTERY NARRATIVA 

pagine 160, prezzo 14,90 €

Un giallo per ragazzi (10+) scritto a quattro mani da due grandi autori, Ferdinando Albertazzi, scrittore, saggista, giornalista, firma di riferimento per bambini e ragazzi e Sebastiano Ruiz Mignone, uno dei più brillanti autori della letteratura per ragazzi italiana e sceneggiatore di cinema.

Albertazzi e Ruiz Mignone danno vita a un thriller mozzafiato in cui in primo piano c’è la grande amicizia tra un ragazzino (amante della letteratura e dei film d’azione) e un adulto. Una stima reciproca, un sostegno incondizionato, che lega il commissario Lafortezza, che indaga sui casi di omicidio, e il figlio della sua compagna: insieme si attiveranno per risolvere gli efferati omicidi che inquietano  Torino.

La trama: Vlady, 13 anni, appassionato di cinema e di romanzi di avventura, ha occhi e mente da detective. Del resto, con la madre poliziotta e lo “zio” Lafortezza commissario… Curioso e scanzonato, gironzola spesso per le vie del centro della sua Torino, dove un giorno si imbatte nell’ombra che imporrà una svolta del tutto imprevista e mozzafiato alle sue giornate. Sotto Natale, le strade sfolgoranti di luci e le vetrine dei negozi come piccoli luna-park, una figura nebbiosa difatti si aggira seminando paura e morte. Due ragazzi dell’età di Vlady sono le prime vittime, e altre ne seguono a raffica. Il commissario Lafortezza e il suo braccio destro Vlady si rimboccano subito le maniche per dare un volto al serial killer, schivando silenzi complici, agguati, depistaggi e bastoni tra le ruote. Età di lettura: da 10 anni.

Dal Prologo:

«Nella neve, su una slitta trainata da otto renne più l’immancabile Rudolph, la renna illuminante, c’è lui, faccione rubicondo seminascosto dalla barba bianca e sacco extralarge di regali. Ma dev’essere per forza così, Babbo Natale? «Buon Natale e Felice Anno Nuovo», lesse, infastidito. Tra “buono” e “felice” non avrebbe saputo dire quale l’indispettisse di più. Non poteva nemmeno immaginare che cosa avrebbe provocato, quella cartolina azzurra che se ne stava là sulla scrivania e lo sfidava. Ironia della sorte, quel luccicante biglietto d’auguri non era per lui: il fastidio stava montando in odio. Come poteva, quel semplice cartoncino, provocarne così tanto? Aveva fatto “una vita da mediano, a recuperar palloni per chi finalizza il gioco”, proprio come canta il “bestrocchettaro” Luciano Ligabue. “Fin che ne hai stai lì”, recita poi la canzone. Lui ne aveva, ma fin sopra i capelli, di starsene lì. Era venuto il momento di schiodarsi, di prendersi non le vendette, ma le sacrosante soddisfazioni che gli spettavano. Con una mossa fulminea, da rapace, afferrò quel pezzetto di cielo, se lo cacciò in una tasca del cappotto, uscì sbattendo la porta. E si spalancò l’inferno

FERDINANDO ALBERTAZZI Torinese di Bologna, firma per i bambini la fortunata serie di Camilla, sul proscenio da più di vent’anni e tradotta in diversi Paesi. Il suo primo giallo – noir per i ragazzi è stato Nomincodice: Nessuno, del 1993. Ne sono seguiti diversi altri, tra cui Il correttore di Destini (2005), Scomparso (2015) e Il costo dei sogni (2019). Nei romanzi per ragazzi affronta sentimenti di forte spessore, decisivi nel percorso di formazione. Collaboratore di Tuttolibri, settimanale culturale di La Stampa, dalla fondazione, con articoli sulle letture per bambini, adolescenti e ragazzi. Collabora inoltre a Pepeverde, periodico specializzato in Letture e Letterature Giovanili, con articoli e interviste ad ampio spettro.

SEBASTIANO RUIZ MIGNONE nasce a Santo Stefano Belbo, un paese delle Langhe, il 7-12-47, ma è torinese di adozione. Insegnante di Lettere, pittore e sceneggiatore di cinema, diviene scrittore per ragazzi con il libro Guidone mangiaterra e gli sporcaccioni col quale vince il Premio Andersen. Altri Premi tra cui il Premio Cento e un secondo Andersen. Ha pubblicato più di 90 libri con i maggiori editori italiani ed esteri. I suoi libri sono pubblicati in una quindicina di paesi stranieri (Francia, Germania, Brasile, Corea, Spagna, Turchia, Grecia…). Preferisce il genere umoristico, avventuroso e surreale ma, a volte, scrive storie di maggiore impegno con temi come la malattia, la vecchiaia e la morte. 

L’editore: Chiaredizioni è una casa editrice abruzzese nata nel 2017, che negli ultimi anni si è specializzata in editoria illustrata per bambini e ragazzi. Fondata e diretta da Arturo Bernava, fa parte del Gruppo Editoriale Il Viandante-Chiaredizioni. Pubblica libri per tutti i tipi di lettrici e lettori, dagli albi, libri illustrati, graphic novel e romanzi storici con le collane Chiara Kids (5+), Chiara Young (10+), Chiara Young Adult (13+). La distribuzione è affidata a Messaggerie. Leggere un libro Chiaredizioni significa immaginare un gruppo di lavoro che crede nel fattore umano attraverso il confronto e l’ascolto reciproco.