Guillaume Musso “Angélique”, di prossima uscita

Traduzione di Sergio Arecco

Prossima l’uscita in Italia del nuovo romanzo di Guillaume Musso, Angélique, per La nave di Teseo. In una recente intervista di Stefano Montefiori sul Corriere (16 ottobre 2022) l’autore racconta alcuni passaggi del nuovo thriller la cui azione si muove da Parigi e arriva a Venezia, un’Italia molto presente nel romanzo non solo per il coinvolgimento di una famiglia alto borghese, i Sabatini, ma anche nell’ambientazione parigina nel VII arrondssement, di marcata presenza italiana.

Molti i colpi di scena che si susseguono, voluti e ricercati dallo scrittore francese, di origini lombarde, come lui stesso rivela nell’intervista, che sceglie, lavorandoci molto, di sorprendere i lettori che definisce ormai esperti e abituati al giallo.

La storia è nata da un’idea abbozzata, dichiara, come spesso capita a molti scrittori di scriverne, con protagonista una giovane volontaria che suona il violoncello per i malati degli ospedali, Louise Collange, che incontrerà un poliziotto, Mathias Taillefer. Poi, aggiunge lo scrittore, è arrivata la svolta dedicando attenzione ad “Angélique Charvet appunto, la protagonista che corrisponde alla mia voglia di descrivere l’ambiguità, il fatto che una persona non particolarmente diversa da me possa scivolare nel lato oscuro”.

“Quando Louise scopre che Mathias è un poliziotto, gli chiede di occuparsi di un caso molto particolare che la riguarda da vicino. All’inizio riluttante, Mathias accetta infine di aiutarla, e presto i due si ritroveranno uniti in una spirale che si stringe pericolosamente intorno a loro.
Inizia così un’indagine mozzafiato che parte da Parigi e arriva a Venezia, sulle tracce di un mistero che porta a una vita segreta, a un amore forse sfiorato, a un luogo desiderato ma non ancora raggiunto.
Il nuovo romanzo di Guillaume Musso – intenso, sorprendente, eccitante – è un labirinto di emozioni in cui ogni pagina mette in discussione le nostre stesse certezze”. (da La Nave di Teseo)

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Brevi note biografiche

Romanzo dopo romanzo, Guillaume Musso ha costruito un legame unico con i suoi lettori. Nato ad Antibes nel 1974, ha iniziato a scrivere dopo gli studi e non si è più fermato, nemmeno quando è diventato professore di Economia. I suoi libri, tradotti in 40 lingue, e più volte adattati per il cinema, lo hanno consacrato come uno dei più importanti scrittori di noir. Presso La nave di Teseo ha pubblicato La ragazza di Brooklyn, Un appartamento a Parigi, La ragazza e la notte, La vita segreta degli scrittori, L’istante presente, E poi…, Salvami, La vita è un romanzo e La sconosciuta della Senna.

Su tuttatoscanalibri dello stesso autore

La sconosciuta della Senna

Alicia Giménez-Bartlett “Morti di carta” presentazione

Il romanzo è il terzo della fortunata serie iniziata nel 1996 con Ritos de muerte, i cui protagonisti sono l’ispettore Petra Delicado e il suo vice Fermín Garzón, datato 1999, in Italia tradotto per Sellerio da Maria Nicola e pubblicato nel 2002.

Muertos de papel, questo il titolo originale in spagnolo, è ambientato a Barcellona, dove l’ispettore opera, e a Madrid. A differenza di come si potrebbe immaginare le due città non “appaiono” se non in alcune sfumature o scorci utili a raccontare l’azione, proprio perché è questa la scelta operata dall’autrice che accompagna invece il lettore in una precisa partecipazione alle diverse fasi dell’indagine, ai dubbi, alle cantonate, agli errori di valutazione, dei due protagonisti, tra le elucubrazioni e i botta e risposta tra l’ispettore con il suo vice in un rapporto che manifesta appieno il carattere spigoloso, schivo, diretto, disarmante, della bella Petra.

Sì, bella anche se sempre in balia delle indagini che la impegnano a fondo al punto da arrivare a trascurarsi. In questo romanzo, nello specifico, solo al termine di una lunga e tormentosa inchiesta, la protagonista si dedicherà al “restauro” totale e agli acquisti come panacea dei tormenti che l’hanno angustiata per tutto il tempo dell’indagine.

Un mondo particolare quello in cui si svolge l’azione: l’ambiente del giornalismo e della televisione rosa, tra scandali e miserie costruite, indagate per fare scalpore. È infatti stato ucciso un giornalista televisivo. Cosa c’è dietro questa morte? Tutto da scoprire nel sordido ambiente che dietro una facciata imbellettata nasconde ricatti, interessi, soldi, tra ulteriori morti ammazzati, accadimenti, colpi di scena.

“Cesare Cases, recensendo i due libri precedenti di Alicia Giménez-Bartlett già usciti in Italia, e il loro successo esportato dalla Spagna, parla di un genio mediterraneo per il giallo. E lo individua nell’umorismo, che permette di concentrarsi nei dialoghi, cioè nei quadri vivi e nelle atmosfere locali, e ricuce insieme le trame più ricche di finzione. Sicché il giallo può uscire dal tecnicismo di genere e diventa punto di vista del raccontare pezzi di tempo e parti di mondo, con uomini e cose, mediterranei”.(dal Catalogo Sellerio Editore)

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Brevi note biografiche

Alicia Giménez-Bartlett (Almansa, 1951) è la creatrice dei polizieschi con Petra Delicado. I romanzi della serie sono stati tutti pubblicati nella collana «La memoria» e alcuni poi riuniti nella collana «Galleria». Ha anche scritto numerose opere di narrativa non di genere, tra cui: Una stanza tutta per gli altri (2003, 2009, Premio Ostia Mare Roma 2004), Vita sentimentale di un camionista (2004, 2010), Segreta Penelope (2006), Giorni d’amore e inganno (2008, 2011), Dove nessuno ti troverà (2011, 2014), Exit (2012, 2019) e Uomini nudi (2016, Premio Planeta 2015). Nel 2006 ha vinto il Premio Piemonte Grinzane Noir e il Premio La Baccante nato nell’ambito del Women’s Fiction Festival di Matera. Nel 2008 il Raymond Chandler Award del Courmayeur Noir in Festival.

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri:

Autobiografia di Petra Delicado

Nita Prose “La cameriera”, presentazione

Traduzione di Licia Vighi.

Nita Prose, il cui vero cognome è Pronovost, è stata editor di libri altrui, ora ha deciso di scrivere i propri, “La cameriera” ne è l’esordio. La protagonista è Molly una cameriera venticinquenne che lavora ai piani di un hotel di lusso coinvolta in un omicidio avvenuto all’interno. Si dedica con passione al suo lavoro, una passione maniacale per la pulizia e l’ordine la rendono una professionista molto ricercata.

Altro protagonista è l’Hotel nel quale Molly lavora il Regency Grand Hotel, vi convivono due mondi: uno “di sopra”, dove regnano il lusso e l’eleganza, e un “di sotto”, fatto di corridoi bui, luci al neon e cose sporche in stanze sporche, che viene portato avanti da persone che lavorano duramente per mantenere l’illusione a uso e consumo dei clienti, dichiara in una recente intervista a Laura Pezzino su tuttolibri (La Stampa 16 aprile 2022). E l’hotel è uno di quei microcosmi in cui la struttura estremamente gerarchica della società può essere più facilmente notata.

Nella vita della protagonista c’è stata una figura fondamentale, quella della nonna, personaggio che occupa un posto da coprotagonista all’interno del romanzo, della quale sente la mancanza e senza la quale è stata costretta ad affrontare da sola le difficoltà di relazione che la caratterizzano e che lei invece sapeva opportunamente indirizzare. Anche se non appare mai in carne e ossa, è uno dei personaggi più interessanti del romanzo, una vera matriarca, aggiunge nel corso della sua intervista l’autrice. Ma la vita di Molly sarà sconvolta anche da un altro accadimento: entrata nella suite del milionario Charles Black lo trova assassinato nel suo letto.

[…] il suo comportamento insolito insospettisce la polizia, che la considera la principale sospettata. Si ritrova presto intrappolata in una rete di inganni, che non ha idea di come districare. Fortunatamente per Molly gli amici che non ha mai saputo di avere la aiutano nelle indagini alla ricerca del vero assassino. Riusciranno a trovarlo prima che sia troppo tardi? Molly, però, non ha raccontato tutto ciò che ha visto quando ha trovato il cadavere, e l’ha fatto per una ragione ben precisa… (da La nave di Teseo)

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Brevi note biografiche

Nita Prose è canadese e vive a Toronto, lavora da sempre con i libri, è stata l’editor di importanti autori lavorando per diverse case editrici. La cameriera  è il suo romanzo d’esordio, è in corso di pubblicazione in oltre 35 paesi ed è stato al numero uno dei bestseller del The New York Times e del Toronto Star.

David Safier “Miss Merkel e l’omicidio nel castello”, presentazione

David Safier, scrittore e sceneggiatore tedesco, in una recente intervista di Raffaele Oriani su il Venerdì di Repubblica (14 gennaio 2022) presenta il suo ultimo giallo che da mesi guida le classifiche delle vendite in Germania, in Italia è stato tradotto e pubblicato da SEM, in libreria dal 13 gennaio: personaggio principale nell’impensabile ruolo di detective c’è proprio la cancelliera Angela Merkel che dopo ben sedici anni da statista viene immaginata dall’autore alle prese con un delitto nella campagna brandeburghese.

“Me la sono immaginata un po’ spaesata – dice rispondendo ad alcune delle domande – ma determinata a iniziare una nuova vita […] Il contesto cambia, ma l’ex cancelliera deve cavarsela con le stesse qualità di arguzia, buon senso e umanità che milioni di tedeschi le riconoscono da decenni”

Anche nel nuovo contesto la protagonista resta una tedesca dell’est, ambientazione che, come dice l’autore, gli ha permesso “qualche incursione nella storia tedesca, a partire dal maniero prussiano del delitto”.

E la storia della detective Merkel non si ferma qui: un secondo romanzo è previsto in uscita a marzo dal titolo “Omicidio al cimitero”.

Dobbiamo stupirci per questa figura di detective che ricorda una nuova “signora in giallo”?

Intanto la sinossi da SEM e alcune note biografiche:

La cancelliera tedesca Angela Merkel è andata in pensione da poche settimane e si è trasferita con il marito e il cane, un carlino di nome Putin, in una regione della Germania settentrionale. Certo, dopo la vita turbolenta e frenetica trascorsa a Berlino e in giro per il mondo, non è facile adattarsi all’esistenza tranquilla di una località di campagna. Per una donna che ha ricoperto un ruolo di grande potere e ha partecipato ai vertici delle élite mondiali, cucinare e fare escursioni non è il massimo. Non solo, ma con il passare dei giorni le tocca anche scoprire che in quell’idilliaco paesino rurale le persone sono spiacevoli come nel grande mondo della politica. E quando il barone Philipp von Baugenwitz viene trovato avvelenato in un sotterraneo del suo castello, in Angela si risveglia una nuova energia. Finalmente le si presenta un problema da risolvere. Supportata dal suo amorevole marito e dalla guardia del corpo, si mette sulle tracce dell’assassino, affrontando molteplici pericoli. Un giallo sorprendente, appassionante e divertente, una lettura accattivante e piena di ironia.

David Safier, nato nel 1966, è uno degli scrittori tedeschi di maggiore successo. I suoi romanzi sono stati bestseller internazionali. In particolare Miss Merkel e l’omicidio nel castello ha occupato le posizioni di testa delle classifiche per molti mesi. David Safier è anche autore televisivo: la sua serie Lolle è stata premiata negli Stati Uniti con l’Emmy Award. Safier vive a Brema, è sposato, ha due figli e un cane.(da SEM Autori)

Abir Mukherjee “Morte a oriente” presentazione

Un nuovo romanzo di Abir Mukherjee, il quarto per la precisione, ambientato in India, ancora un crime a sfondo storico dal 1919 quando ha inizio fino al 1922, anno in cui si svolgono i fatti in questo ultimo romanzo. Un periodo particolare in cui vari avvenimenti evidenziano intolleranze e un forte sentimento anticoloniale e razzista. Troviamo ancora il capitano Sam Wyndham e la sua spalla, il sergente indiano “Surrender-not” nomignolo nato dall’impronunciabilità del suo nome proprio.

In una Londra del 1905 una donna viene trovata morta nella propria camera, chiusa dall’interno. L’autore ripropone il vecchio e difficile inghippo della camera chiusa, difficile perché le “soluzioni” sono spesso artificiose e improbabili, fatti del passato che s’intrecciano con l’azione in India nel presente quando l’investigatore in un viaggio verso le colline di Assam incontra un uomo che credeva morto da tempo e di cui vorrebbe saper cogliere i legami con quel delitto del 1905 per cui ha pagato un innocente

Un caso intrigato e contorto dove si susseguono molti colpi di scena.

“1905, Londra. Sam Wyndham, giovane poliziotto dell’East End, incontra una vecchia fiamma, Bessie Drummond. Il giorno successivo, la donna viene trovata morta nella sua stessa stanza, chiusa dall’interno. I sospetti si concentrano su un uomo ebreo, ma le cose non sono come sembrano. Pregiudizio e razzismo investono la società inglese; Wyndham si mette sulle tracce dell’assassino e il caso gli costerà più di quanto avesse mai immaginato…”( da SEM Libri)

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Brevi note biografiche

Abir Mukherjee, giovane autore scozzese di origine indiana, è ritenuto “l’astro nascente del romanzo giallo storico” dal “Times”. Ha scalato le classifiche con una serie di gialli ambientati nell’India degli anni Venti. Con SEM ha pubblicato L’uomo di Calcutta (2018), Un male necessario (2019) e Fumo e cenere (2020), scelto dal “Sunday Times” come uno dei 100 migliori romanzi gialli e thriller di sempre. (da SEM Libri Autori)

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

“Fumo e cenere” e gli altri della trilogia

Arnaldur Indriðason “I figli della polvere” presentazione

Ha inizio con “I figli della polvere” (1997) la serie di 14 romanzi di cui è protagonista l’ispettore di polizia di Reykjavík Erlendur Sveinsson, pubblicato ora per la prima volta in Italia, nella traduzione di Alessandro Storti per Guanda.

Si apre con il suicidio di Daniel che, con accanto il fratello Palmi seduto con lui sul davanzale di una finestra al quinto piano dell’ospedale psichiatrico in cui è ricoverato da anni, si lancia nel vuoto. Segue l’omicidio di un anziano insegnante che trova la morte nella propria casa cui è stato appiccato un incendio.

Toccherà ad Erlendur e alla sua squadra investigare sui due casi, apparentemente estranei l’uno all’altro: che fine hanno fatto gli alunni della classe degli “ultimi” creata apposta negli anni ‘60 per raccogliere i più agitati e i meno promettenti?

“Personaggi avvincenti, suspense, dilemmi morali e ricerca della giustizia: in questo primo thriller della serie troviamo tutti gli elementi che hanno portato Arnaldur Indriðason al successo internazionale e facciamo conoscenza con il tormentato e geniale Erlendur, cupo e mutevole come il cielo islandese.” (da Guanda Libri)

Brevi note biografiche

Arnaldur Indriðason è nato nel 1961 a Reykjavík, dove ha sempre vissuto. Si è dedicato alla scrittura, sia di romanzi sia di sceneggiature, dopo aver lavorato come giornalista e critico cinematografico per la maggior testata islandese, il Morgunblaðið. Tradotto in quaranta lingue, nel corso della sua ventennale carriera di scrittore ha vinto numerosi premi, fra cui due Glasnyckeln e un Gold Dagger. Guanda ha pubblicato tutti i suoi romanzi( da Guanda Autori)

Juan Gómez-Jurado “Regina Rossa” presentazione

Anche in Italia per Fazi il primo volume della trilogia di Gomez Jurado, autore e giornalista spagnolo, dal titolo Regina Rossa; i prossimi due Lupa nera e Re bianco. Il romanzo uscito per la prima volta nel 2018 ha riscosso un notevole successo di pubblico insieme ai due successivi ed è ora tradotto in molti paesi.

La Regina Rossa è un progetto internazionale di sicurezza che, per dare la caccia ai criminali di alto profilo, ricerca e forma segugi eccezionali per stare al passo con i più raffinati criminali e sgominarli: una detective eccezionale si chiama Antonia Scott, mente geniale e lato umano fragile dovuto alle tante esperienze drammatiche che hanno caratterizzato il suo impegno sul campo. Accanto a lei l’ispettore omosessuale Jon Gutiérrez che saprà affiancarla e spronarla alla ripresa del lavoro investigativo così come voluto da Mentor il capo dell’Unità spagnola, unità operative in cui è articolata e organizzata Regina Rossa.

Il nuovo caso si presenta con il ritrovamento del corpo di un ragazzino, figlio della presidente di una delle maggiori banche europee, sistemato su un divano con accanto un calice pieno di sangue cui segue il rapimento di una giovane ereditiera.

Dal Catalogo Fazi Editore

[…]Preparatevi a conoscere Antonia Scott, la nuova regina del thriller spagnolo.

Antonia Scott è speciale. Molto speciale. Non è una poliziotta né una criminologa. Non ha mai impugnato un’arma né portato un distintivo. Eppure ha risolto dozzine di casi. Ma è da tempo che non esce dalla sua soffitta a Lavapiés. Dotata di un’intelligenza straordinaria, è stanca di vivere: ciò che ha perso contava molto più di ciò che l’aspetta là fuori.

Matsumoto Seichō “Un posto tranquillo” presentazione

Matsumoto Seichō (1909-1992), scomparso a ottantatré anni, è stato definito il più grande autore giapponese di romanzi di investigazione e paragonato ad un altro grande e pertanto, per accostamento, è detto il Simenon giapponese. Tra i suoi successi  Tokyo Express, trasposto anche sul grande schermo, La ragazza del Kyushu, Agenzia A, Come sabbia tra le dita e il recente Un posto tranquillo. In tutti i suoi romanzi l’aspetto umano, la denuncia dei rapporti tra malaffare e potere con uno sguardo alla storia recente del suo paese, l’impegno politico sempre presente e mai sconfessato anche in tempi in cui poteva essere una pericolosa ammissione.

Un posto tranquillo, il terzo romanzo pubblicato da Adelphi, è un noir dai caratteri atipici in quanto manca un caso da risolvere o un investigatore, ma c’è solo un uomo, Tsuneo Asai, funzionario di un ufficio del ministero dell’Agricoltura che, sopraffatto dalla notizia, pervenutagli durante una cena a Kōbe con imprenditori del settore, della perdita improvvisa della giovane moglie in un quartiere di Tokyo un po’ fuori mano e a due passi da un albergo a ore, si trasforma attanagliato da molti interrogativi e dubbi da sciogliere.

Dal catalogo Adelphi

[…] Questa storia è come una strada che parte leggermente in salita e si fa a ogni passo più ripida. Una strada piena di vicoli cie­chi, che sembra esistere solo nella psiche del protagonista. Qui, i temi cari a Matsu­moto – la vendetta, l’ossessione per un det­taglio che non torna, il timore dello scan­dalo, l’ansia di essere scoperti che conduce alla rovina – si condensano in un noir ano­malo e beffardo, senza un caso né un inve­stigatore, dove chi cerca un colpevole può finire per diventarlo lui stesso. Un noir che è anche una critica acuminata della società giapponese e della ragnatela di convenzio­ni che la invischiano.

Sara Paretsky “I re della truffa” presentazione

Pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1982 con il titolo Indemnity Only, era il primo romanzo di Sara Paretsky che presentava un testo il cui genere era ascrivibile all‘hard boiled, che ebbe origine negli anni venti e trenta, poi imitato da molti autori le cui caratteristiche lo legano al poliziesco, ma il cui protagonista è un detective che lavora da solo, un duro, dentro una rappresentazione abbastanza cruda del crimine e dei suoi contorni. In Parestsky in più il detective è di sesso femminile: Vicki, Victoria Ifigenia Wharsawki, di origini polacche e italiane, detective privata a Chicago, la città del crimine, la città di Al Capone. Opera riscoperta da minimum fax Editore, la presenta nella traduzione di Luca Briasco.

Figlia di un poliziotto polacco e di una donna italiana, V.I. Warshawski ha una piccola agenzia di investigazioni nel cuore di Chicago. […]Sara Paretsky inventa un personaggio irresistibile, erede al femminile dei grandi detective hard-boiled Sam Spade e Philip Marlowe. Dura e ostinata, sarcastica e pronta a tutto pur di arrivare alla verità, circondata da uomini che, decisi a proteggerla, spesso finiscono per metterla in guai ancora peggiori, Warshawski percorre senza sosta le strade di una città spietata e crudele, amandola e odiandola ogni giorno di più. (da minimum fax Editore)

Brevi note biografiche

Sara Paretsky, statunitense, ha scritto venti romanzi, quasi tutti incentrati sul personaggio di V.I. Warshawski. É anche fondatrice e animatrice dell’organizzazione Sisters in Crime che sostiene e promuove le donne che scrivono romanzi mystery. Vive a Chicago.

Abir Mukherjee “Fumo e cenere” presentazione

E siamo a tre: un romanzo per ogni anno della storia dell’India a partire dal 1919 al 1947, aveva annunciato in una intervista Abir Mukherjee, così gli sarebbe piaciuto, costruendo una serie di thriller storici con ambientazione coloniale. La serie si apre con “L’uomo di Calcutta”, ambientato nel 1919, il cui protagonista è il capitano Sam Wyndham, veterano britannico della Grande Guerra, ora investigatore presso la polizia di Calcutta, cui è affidata la risoluzione dell’ omicidio di un alto funzionario britannico in un periodo travagliato dal terribile massacro di Amritsar e dai successivi disordini tra la popolazione; la serie continua con il secondo romanzo “Un male necessario”, ambientato nel 1920, nell’India a tempi di Gandhi; quindi il terzo “Fumo e cenere”, ambientato nel 1921 in cui il capitano Wyndham incappa in una serie di morti misteriose simili, ma apparentemente slegate, cui fanno da sfondo le proteste dei nazionalisti con le loro spinte verso l’indipendenza. Nelle sue ricerche sarà coadiuvato dall’assistente Banerjee, indiano, una scelta che mette ancora più in risalto la volontà dello scrittore di voler rappresentare nei suoi romanzi, data anche la sua doppia appartenenza e indiana e scozzese, il rapporto tra culture diverse non facili da conciliare nell’ambito di ciò che fu il colonialismo.

Chi è Abir Mukherjee: scozzese, quarantaseienne, il padre del Bengala, prima commercialista quindi scrittore di polizieschi dopo la vittoria in un concorso letterario.

E anche:

la recensione su mangialibri a “Un male necessario”