Premio Nobel per la Letteratura 2019 a Peter Hanke, articolo di Alessandra Iadicicco da Il Corriere Cultura

per la Letteratura 2019 a Peter Hanke

leggi l’articolo di Alessandra Iadicicco da Il Corriere Cultura

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Olga Tokarczuk premio Nobel per la Letteratura, articolo da La Stampa di Laura Quercioli Mincer con uno stralcio da “I vagabondi”

 

per la Letteratura 2018

Olga Tokarczuk, la scrittura che attraversa infiniti confini

di Laura Quercioli Mincer

Le hanno comunicato del Nobel mentre attraversava in macchina la Germania dove si trova per un giro di conferenze, Olga Tokarczuk, e ha detto al quotidiano polacco Gazeta Wyborcza: «Quando l’ho saputo mi sono dovuta fermare. Ancora non riesco a crederci. Sono felice che insieme a me il Nobel lo abbia ricevuto Peter Handke, che stimo enormemente. È meraviglioso che l’Accademia di Svezia abbia dato risalto alla letteratura dell’Europa Centrale. Sono felice che ancora riusciamo a resistere». E a pochi giorni dalle elezioni politiche di domenica nel suo Paese, la scrittrice polacca 57enne ha aggiunto che vuole dedicare questo riconoscimento a tutti i suoi concittadini affinché «votino a favore della democrazia». Nel 1966, in una situazione, è vero, solo vagamente paragonabile, il Nobel era stato assegnato ex aequo a due scrittori, una tedesca e un polacco, la tedesca Nelly Sachs e il romanziere Joseph Agnon. Agnon, poi israeliano, era nato in Polonia, allora (nel 1888) nella zona di occupazione austriaca, e aveva esordito in patria (che lascerà nel 1924) scrivendo in yiddish, la lingua semi leggendaria degli ebrei dell’Europa dell’Est. La stessa lingua con la quel vinse il Nobel nel 1978 Isaac Bashevis Singer, un altro polacco sui generis. E, se vogliamo, anche la lingua di Tokarczuk è un polacco sui generis, tanto è raffinata, densa di riferimenti letterari e culturali, piena di citazioni e incantesimi. Forse è così la lingua di ogni grande scrittore?

«Enciclopedica passione»

In Italia, dal 2006 al 2018, sono stati pubblicati cinque suoi volumi (Che Guevara e altri racconti, ed. Forum; Guida il tuo carro sulle ossa dei morti, Nottetempo – da questo romanzo, una sorta di giallo ecologico, è stato tratto nel 2017 un bel film di Agnieszka Holland; Casa di giorno casa di notte, Fahrenheit 451; Nella quiete del tempo, Nottetempo; il libro per bambini L’anima smarrita, TopiPittori), ma nel nostro Paese una certa fama le arriva solo quest’anno con I vagabondi, sulla scia del Booker Prize inglese e grazie al maggior pubblico offerto da una casa editrice di grande rilevanza come Bompiani. La sua è, così nella motivazione del Nobel, «un’immaginazione narrativa che con enciclopedica passione rappresenta l’attraversamento dei confini come forma di vita». Sono molti, infiniti i confini che Olga Tokarczuk supera nella sua scrittura. I confini del genere e dell’identità individuale e sessuale (in Che Guevara), quelli tra natura e umano, tra crimine e giustizia (in Guida il tuo carro), tra realtà tangibile e mito, tra Oriente e Occidente, tra polacchi e tedeschi (Casa di giorno, Nella quiete del tempo). Per arrivare ai confini anche fisici e geografici de I vagabondi, un testo che ha più volte definito «a costellazione» ovvero senza un centro, senza una gerarchia, e dove si narra di passaggi, di cambiamenti, di trasformazioni, di barriere superate.

Vicende rimosse

Enormi confini vengono superati anche nel suo opus magnum, I libri di Jakob, del 2014 (in pubblicazione anche questo per Bompiani nel 2021), l’improbabile e terribile storia del falso Messia di Podolia Jakub Frank (1726-1791; in Podolia era nato anche Agnon e da qui si origina la famiglia della scrittrice), le cui vicende, benché generalmente rimosse dalla memoria collettiva di entrambi i popoli, hanno segnato in maniera profonda e forse indelebile l’autopercezione dei polacchi e degli ebrei polacchi, e il peculiare aspetto dell’antisemitismo in questo Paese. In oltre 900 pagine l’autrice si attiene con «metodica follia», come ha scritto  Przemyslaw Czaplinski, alla documentazione storica. Il risultato è una riscrittura totalmente innovativa della storia polacca prima delle spartizioni della fine del ‘700. Quello che ne emerge è un Paese dove (come oggi?) «la libertà religiosa e l’odio religioso si incontrano sullo stesso piano». Il senso di questa impresa era stato riassunto da Tokarczuk in un’intervista televisiva che le aveva provocato numerose minacce di morte nonché quella, da parte del partito attualmente al governo, di revocarle la cittadinanza onoraria della cittadina della Slesia dove abita. Quello che dobbiamo fare, ha detto Tokarczuk, e la sua indicazione può in sostanza valere per tutti i Paesi europei, è «non nascondere le cose terribili che abbiamo fatto come colonizzatori, come oppressori delle minoranze, assassini di ebrei. Dobbiamo essere in grado di dirci tutto. Solo in questo modo potremo rinascere».

Quei bambini di Anna belli e immersi nell’alcol

I Vagabondi è l’ultimo libro di Olga Tokarczuk tradotto  in Italia quest’anno, per Bompiani. Vincitore del Man Booker Prize internazionale 2018, è un romanzo di frammenti che ci conduce attraverso le esistenze fluide di uomini e donne fuori dall’ordinario.

Ne diamo uno stralcio

Olga Tokarczuk

Il padre lascerà l’attività a suo fratello Hendrik, ritratto in un quadro dipinto tredici anni dopo il primo e che Anna vede tutti i giorni scendendo al piano di sotto. In esso suo padre è già un uomo maturo e indossa una parrucca; questa volta la sua mano armata di forbici chirurgiche è sollevata sul corpo aperto di un neonato. Le pareti addominali sono già ben divaricate e mostrano l’ordine interno. Ad Anna ricorda la sua amata bambola con il visino pallido di porcellana e il busto irregolare riempito di segatura.
Non si è mai sposata, e se ne è fatta una ragione; così può occuparsi del padre. Non avrà bambini oltre a quelli belli e pallidi immersi nell’alcol.
Le è dispiaciuto che sua sorella Rachel si sia sposata: lavorava con lei per la preparazione dei campioni. Rachel, tuttavia, era sempre stata attirata più dall’arte che dalla scienza. Non aveva mai voluto bagnarsi le mani nella formalina e si sentiva svenire all’odore del sangue. Ornava quindi con motivi floreali i barattoli in cui si conservavano i preparati. Aveva inventato anche delle composizioni di ossa, soprattutto quelle più piccole, alle quali poi aveva dato dei titoli di fantasia. Ma si era trasferita all’Aia con il marito e Anna era rimasta sola, perché i fratelli non contano.
Anna passa il dito sulla superficie di una mensola di legno e ci lascia una traccia. Presto verrà lavata dagli stracci delle ragazze ubbidienti. Le dispiace molto di aver perso la collezione alla quale ha dedicato tutta la vita. (Trad. Barbara Delfino)

Olga Tokarczuk

XXXVIII edizione del Premio Letterario Boccaccio, i finalisti. Articolo di Grabriele Rizza da Il Tirreno del 3 settembre

Il premio
“Boccaccio”, a Certaldo
sipario sui grandi nomi
della letteratura italiana
di GABRIELE RIZZA
«Il Premio letterario Giovanni Boccaccio è cresciuto fino al punto di essere diventato un’eccellenza della cultura toscana e un’espressione forte dell’identità locale che è capace di superare i confini regionali e nazionali». Si presenta così, come ha sottolineato il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, l’iniziativa che i prossimi 13 e 14 settembre festeggia a Certaldo la sua trentottesima edizione. La giuria ha individuato quest’anno i nomi di Luigi Guarnieri per la narrativa italiana, André Aciman per la letteratura straniera e Barbara Stefanelli per il giornalismo. Guarnieri, già vincitore all’esordio nel 2000 del Bagutta opera prima con «L’atlante criminale. Vita scriteriata di Cesare Lombroso»”, è salito recentemente alla ribalta con “Il sosia di Hitler” (Mondadori) e “Forsennatamente Mr Foscolo” (La nave di Teseo). Aciman, romanziere e saggista, docente di letteratura comparata alla City University di New York, ha acquisito notorietà in Italia grazie al film “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino, tratto dal suo romanzo omonimo pubblicato in Italia nel 2008 da Guanda, con cui James Ivory nel 2018 ha conquistato l’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale (il film sarà proiettato venerdì alle 21, ospite il montatore Walter Fasano). Barbara Stefanelli, dal 2009 vice direttore del Corriere della Serta, è attualmente alla guida del settimanale “Sette”. La cerimonia di premiazione si svolgerà sabato 14 a partire dalle 16,30 presso il Teatro Boccaccio, conduce la giornalista Rai Adriana Pannitteri con Lucia Poli che leggerà brani dalle opere dei vincitori più una novella del “padrone di casa”. Sabato si apre in mattinata a Palazzo Pretorio con l’incontro “Un filo rosso che parte da Boccaccio e arriva sino a Foscolo e Leopardi”, al quale interverranno fra gli altri Luigi Guarnieri e Davide Rondoni. —

In vacanza con Edida:

piccolo prezzo grandi letture… in ebook e in cartaceo

Un classico?

Edida propone:

Verne “La sfinge dei ghiacci”

Stevenson “Lo strano caso del dottor Jekill e mister Hyde” illustrato con i disegni di Mauro Moretti

Stevenson “Il diavolo nella bottiglia” con testo originale a fronte e le illustrazioni di Elena Salucco

ma anche thriller di successo:

Ferrini Pizzuoli “Odessa. L’ora della fuga”

o il sequel “Odessa. Caccia in Argentina”

ma anche gialli, fantasy, mistero 

Maria Castellett “Delitti”

Ferrini “Il complesso di Arkhàn”

ma anche storici, di viaggio

Salvina Pizzuoli “La valle dell’Arno tra storia e geografia”

Ferrini Pizzuoli “La val di Merse. Luoghi e paesaggi”

ma anche per i più piccini, racconti, e solo in ebook…

 

li trovate tutti presentati nel catalogo del Sito Edida 


 

 

 

 

 

I disegni di Mauro Moretti in mostra al Quadro o,96 a Fiesole fino a settembre

Ci piace segnalare ai nostri lettori la mostra dei disegni del noto illustratore Mauro Moretti a Fiesole al Quadro o,96

 e alcuni dei volumi Edida che si pregiano del suo inconfondibile tratto

Presentazione di Joel Vaucher de-la-Croix su Cultura Commestibile del 15 giugno 2019

I libri Edida, in cartaceo e in ebook, illustrati da Mauro Moretti che potete trovare recensiti sul Sito e in vendita su Amazon

Comunicazione: libri di viaggio, guide e link utili a chi ama viaggiare

A partire dal mese di Marzo e precisamente da lunedì 11, tuttatoscanalibri si arricchirà di una nuova rubrica dedicata ai libri di viaggio, guide e link utili a chi ama viaggiare.

Un appuntamento mensile con Martina Castagnoli, della Libreria On the road di Firenze, che presenterà libri di narrativa e cronaca on the road o proporrà vari materiali e collegamenti.

Comunicazione

Gentili Lettori,

nel menù di tuttatoscana.net compare ultimamente l’etichetta “da leggere” in sostituzione di “tuttatoscanalibri”, il blog a cui si può accedere e dalla rivista e tramite indirizzo (tuttatoscanalibri.com).

Come indicato in corrispondenza della sua nascita, ormai quasi un anno fa, il blog vuole essere un servizio per chi cerca di districarsi in questo grande mare che sono le pubblicazioni quotidiane in Italia e nel mondo. Per tanto troverete non solo le nostre recensioni, ma anche una “rassegna stampa” di quelle che riteniamo da non perdere.

Per costruire la nostra guida alla scelta dei libri, sia di narrativa che di saggistica attuali e non, li abbiamo selezionati tra quanto presentato nelle riviste accreditate e sui quotidiani.

Da precisare quindi che le recensioni non saranno riferite solo a libri sulla Toscana, ma a tutti quelli che a nostro avviso meritano la vostra attenzione, nella speranza di offrire sempre un servizio utile e all’altezza del compito, arduo in verità!

Inoltre una novità:

a partire dal mese di marzo tuttatoscanalibri in collaborazione con Martina Castagnoli della Libreria On the Road di Firenze in via Vittorio Emanuele II

proporranno anche libri di viaggio, guide e link utili a chi ama viaggiare.

Grazie e buona scelta a tutti!