Giovanni Coppola “Bourbon in un giro di Blues”, Algra Editore

Un romanzo sociale, uno spaccato (che non fa sconti a nessuno) sull’Italia di oggi. 

Algra Editore

Un pub è un microcosmo che ospita destini diversi. Così è il Charlie Brown, il posto dove Felix prepara i suoi cocktail e dove Manero, il professore, e Cirino, con i suoi sodali, trascorrono le serate. È lì dentro che i loro inferni si incrociano, tra le scorie degli anni di piombo, i frammenti di un amore scorbutico e l’algebra della malvivenza. A fare da cornice Catania con le sue trame di mafia, chiusa dentro un patto tossico di connivenze e convenienze che avvelena la città: c’è la violenza della strada, l’immobilismo di una città splendida ma tossica, droga, corruzione. Ma anche la mafia (quella nigeriana, soprattutto, con i suoi rituali violenti), la solitudine sentimentale e i ricordi dolorosi di un passato che continua a far sanguinare le ferite.  Poi c’è una piccola isola felice: al Charlie Brown si incrociano i sogni, le speranze e le delusioni dei quattro protagonisti.

Scrive l’Autore sui suoi protagonisti:

«Più che vinti sono dei disillusi, dei non sognatori. Affrontano e accettano la vita con le armi del disincanto. Io credo che la felicità non consista nell’avere la vita perfetta, ma nel saper trovare la giusta forza e le giuste motivazioni per superare gli ostacoli che di volta in volta si incontrano. La perfezione non esiste e qualora esistesse sarebbe eccessivamente noiosa da raccontare».

Un romanzo sociale: contro il politically correct. Una storia dura che esce fuori dagli schemi ipocriti. Uno spaccato sul Paese dei poteri dove la politica guarda i profitti e non gli ideali.

«Il mondo è un mattatoio buono solo per macellai e affamati di ogni genere e specie. È un circo dove la fanno da padroni domatori e prestigiatori, non c’è posto per chi domanda cose tipo: “Scusi, sa, avrei della fame arretrata, la mia dispensa è piena di diritti ignorati, non ho pane, io, ma solo le vostre belle parole”. I politici stabiliscono leggi e proclamano teoremi. Facce di minchia. Ecco tutto! Il resto lo facciamo noi con la nostra ingenuità. Siamo noi a creare il loro mondo. Quando chiedono il microfono è perché bramano carne fresca, sanguinolenti brandelli di vita, hanno bello e pronto il loro alfabeto di torture, sono pronti a svuotare il loro pitale di veleni sulle nostre teste e preparano orizzonti di forche e di ossa. Non servono più un’idea, una visione di passione, servono i tassi di interessi, e il diavolo è nato proprio dentro il calcolo dei profitti. Ti sibila che sta lavorando per te, il diavolo, e ti congeda con un untuoso: “Caro amico”. Il grande imbonitore ieri ha invitato gli ignari alla cena del voto. C’erano tutti: rivoluzionari della chiacchiera, gli eroi della sesta, i riempi spazi, gli eiaculatori di sciocchezze, i distributori di frasi fatte.»

Giovanni Coppola è nato a Catania, dove vive e lavora. Ha pubblicato il saggio Il Cavaliere, l’elefante e il Leviatano, la raccolta di poesie L’estasi della menzogna (Premio “Fortunato Pasqualino” 2011) e il romanzo Una comune storia sbagliata (Premio della critica “Etnabook” 2022). È autore dell’opera teatrale Morte di un giudice che ha riscosso un notevole successo di pubblico e i favori della critica. Ha collaborato, per alcuni anni, con il quotidiano “Giornale di Sicilia” e con diversi periodici locali, occupandosi di sport, cultura e spettacolo. Ama i suoi tre figli, il genio di Celine, il bourbon e il Catania calcio.

Leonardo Patrignani “La cattedrale di sabbia”, presentazione

Mondadori Editore

Puoi fidarti dei tuoi ricordi?

Un thriller che sa di futuro prossimo, inquietante: MILANO 2045. La Engam, azienda leader nella sperimentazione delle interfacce neurali, ha creato un software, Mnesia, che può salvare i ricordi e farli condividere.

Il protagonista, Stefano Valeri, vi lavora come neuroscienziato coadiuvato dalla moglie Arianna, neuropsicologa,fino a quando un attemntato terroristico, durante il quale la donna trova la morte, vedranno Stefano spegnersi e rifugiarsi nella solitudine. Ma sarà dopo ben quattro anni dall’avvenimento che, scoprendo delle discrepanze nel suo ricordo relativo all’attentato, sarà costretto a risistemarli con l’ausilio delle nuove generazioni: la figlia e un giovane hacker. Scoprirà così l’esistenza di bug neuronali che, come cortociucuiti,  determinano in alcune persone memorie di avvenimenti che non hanno al contrario compiuto.

Patrignani, autore di racconti fantastici per ragazzi, si produce nel suo primo e corposo trhiller che prospetta una possibile realtà futura in cui si materializzano le nere prospettive che oggi la nostra sta affrontando in termini etici sui possibili usi della IA.

Leonardo Patrignani, scrittore e musicista, ha pubblicato numerosi romanzi di narrativa fantastica per ragazzi e adolescenti, tra cui la trilogia “Multiversum”, con oltre 200.000 copie vendute in 24 Paesi. Con Darkness (DeA, 2019) ha vinto il Premio Bancarellino 2020. La Cattedrale di Sabbia è il suo esordio nel thriller. (da Mondadori Editore)

Daniele Pasquini “Selvaggio ovest”, presentazione

Selvaggio Ovest è allo stesso tempo un romanzo d’avventura, un romanzo corale, un arazzo dove le piccole vite spiccano vivide e indimenticabili sul grande intreccio della Storia. Con passione e meraviglia, Daniele Pasquini trasporta il West americano in terra toscana, e lo trasforma in quotidiana leggenda, da tramandare a voce, da ascoltare con il cuore.(da NN Editore)

Pasquini racconta una storia avventurosa ambientata nella Maremma toscana di fine Ottocento con molti personaggi le cui vite s’intrecciano tra cavalli e furti degli stessi, con un bandito ricercato, Occhionero, un carabiniere che lo cattura fortunosamente, il buttero Giuseppe e la moglie Leda genitori di Donato, un figlio trovato alla morte per malaria dei suoi legittimi genitori, fino a Buffalo Bill in Italia con il suo spettacolo Wild West Show. E non mancano azioni di violenza, seguite da volontà di vendetta, perpetrate su una fanciulla, Gilda, figlia di un carbonaio, dai complici di Occhionero.

Un palcoscenico di figure singole con le proprie psicologie la cui vita s’intreccia in un insieme collettivo, fino allo scontro finale innescato da un furto di cavalli.

Daniele Pasquini è nato nel 1988 in provincia di Firenze e lavora come addetto stampa nel mondo editoriale. Ha esordito in narrativa nel 2009 con Io volevo Ringo Starr, seguito da un romanzo breve e da una raccolta, tutti usciti per Intermezzi Editore. Suoi racconti sono comparsi su riviste e antologie. Nel 2022 ha pubblicato per SEM Un naufragio.

Fabio Delle Donne “Come una lacrima” presentazione

Il 15 marzo il nuovo romanzo di Fabio Delle Donne: Come una lacrima, pubblicato da Golem edizioni nella collana Ombre.

Nell’arco di poche settimane i corpi di tre ragazze vengono ritrovati pelle e ossa, leggeri come una piuma, ma coi capelli che ancora gridano alla vita. Quando anche Melissa Manninger scompare, il caso viene affidato all’ispettore Michael Esposito, un uomo schivo e introverso, con l’olfatto particolarmente sviluppato a causa dell’iperosmia, peculiarità che si rivelerà utile nel corso delle indagini. Melissa viene ritrovata e anche l’uomo nero pare consegnato alla giustizia; purtroppo il lieto fine ha breve durata perché un nuovo rapimento sconvolge la città. Per la famiglia Stones, l’ispettore Esposito, il commissario Moric e l’agente Poretti inizia una corsa contro il tempo. Nulla è come sembra ed Esposito dovrà affrontare un viaggio agli inferi per fermare il serial killer ed evitare che una tragedia del passato continui a mietere vittime innocenti nel presente. 

Un thriller indimenticabile che vi aspetta in tutte le librerie e gli store online.

Alcuni stralci

Usò tutta la forza che aveva per cercare di spostare quella mano, ma non riusciva a staccarla di dosso, era come una morsa di ferro. Stretta così forte da soffocare anche i mugugni. Trattenne il respiro più che poteva, per non fare entrare nei polmoni ciò che aveva capito potesse essere la sua condanna. Concentrò tutte le forze sulle dita di quell’essere invisibile, gli artigli dell’uomo nero. Cercò di sollevarne un paio e per un istante ci riuscì. Un flebile soffio di speranza uscì dalle sue labbra.
«Aiuto.»

[…]

Qualcuno la stava seguendo.
Il panico prese il sopravvento, era completamente indifesa, la luce fra le mani la rendeva un bersaglio facile. Il bosco sulla destra le parve l’unica opzione.
Spense la torcia e iniziò a correre con le mani avanti, le dita presero a bruciare un taglio dopo l’altro, i rami sembravano colpirla di proposito mentre avanzava. Per fortuna la giacca era spessa e morbida e attutiva l’impatto sulle altre parti del corpo.
Si voltò, non aveva alcun dubbio, dei passi rapidi procedevano assieme a lei, ma gli occhi non riuscivano a penetrare il buio della notte.

Fabio Delle Donne Dopo la laurea in Giurisprudenza e un master in Istituzioni internazionali ed europee, è diventato un avvocato, professione che svolge a Napoli, dove è nato e vive. La passione per la letteratura e il disegno lo ha portato a pubblicare la serie di gialli con protagonista il commissario Vincenzo Lo Tufo, Sfogliatelle e delitti e Cannoli e delitti, oltre al libro illustrato per bambini Pirì il brucaleoneCome una lacrima da inedito ha ricevuto un riconoscimento di merito nel 2022 al Premio Letterario Internazionale Città di Cattolica ed è stato scelto tra gli inediti selezionati al Premio Internazionale di Letteratura Città di Como 2022.

dello stesso autore su tuttatoscanalibri

Sfogliatelle e delitti. La Napoli del commissario Lo Tufo

Cannoli e delitti. La Sicilia del commissario Lo Tufo

Adriano Morosetti “Il breve mestiere di vivere. Sanremo non è solo Festival”

Mursia Editore

Sanremo, quella ricca e televisiva che si prepara al Festival, ma anche quella meno nota fatta di corruzione, mafia, risse e spaccio, al centro de “Il breve mestiere di vivere. Sanremo non è solo Festival” (Mursia, pagg. 284, Euro 18,00), noir d’esordio di Adriano Morosetti, pubblicato nella collana Giungla Gialla di Mursia. Da anni sceneggiatore per la tv, Morosetti, con il suo stile visivo fatto di immagini, cattura immediatamente l’attenzione del lettore catapultandolo in una Sanremo fatta di luci e ombre.

«In onda, le solite immagini: il porto, le palme, i fiori, i vicoli in festa. Nessuno doveva vedere il vero volto della città e scoprire ciò che nascondeva. Le telecamere dell’intera nazione erano accese su Sanremo, ma puntate, come sempre, nella direzione sbagliata.»

Febbraio 1993. Sanremo si prepara a ospitare il Festival e tra i numerosi giornalisti giunti a seguire l’evento, c’è anche Arturo Ferretti, tornato nella sua città natale come inviato di una scalcinata rivista di gossip. In una città messa sottosopra da troupe televisive, cantanti famosi e feste esclusive, Ferretti si ritrova invischiato nella morte di Nino, un vecchio amico. Per la polizia è un semplice incidente, ma troppe cose non tornano. Cinico e disilluso, il giornalista vorrebbe solo strappare uno scoop e andarsene, ma sa che non può farlo: per scoprire la verità e uscirne vivo, dovrà imparare a fare i conti con i fantasmi del passato, perché, come canta Enrico Ruggeri sul palco dell’Ariston, “il breve mestiere di vivere è il solo mistero che c’è”.

Adriano Morosetti è nato a Sanremo nel 1977. In passato è stato molto cose: giardiniere, barista, copywriter, autore televisivo. Da anni lavora come sceneggiatore di serie animate per la rai e il mercato internazionale. Il breve mestiere di vivere è il suo primo romanzo

Gabriel Garcia Marquez “Ci vediamo in agosto”, presentazione

Ci vediamo in agosto, romanzo musicalissimo di variazioni sul tema che è nello stesso tempo un inno alla libertà, un omaggio alla femminilità, una riflessione sul mistero dell’amore e dei rimpianti. Un’esplorazione del desiderio che non si affievolisce con l’età; il dono inatteso e sorprendente di uno dei più grandi scrittori che il mondo abbia mai conosciuto.(da Mondadori Libri)

Un romanzo inedito del Premio Nobel Gabriel Garcia Marquez, titolo originale En agosto nos vemos, è stato pubblicato in contemporanea mondiale il 6 marzo 2024 in occasione del decimo anniversario della morte dell’autore;  in Italia è stato editato da Mondadori con il titolo Ci vediamo in agosto per la traduzione di Bruno Arpaia.

La protagonista è Ana Magdalena Bach cinquantaduenne, sposata da ventitre e che da ventotto anni, il 16 agosto di ogni anno, visita la tomba della madre su un’ isola caraibica per portarle dei fiori e per parlarle e per farle domande la cui risposta, come per magia, arriverà per strade diverse nei mesi successivi o in sogno o attraverso un qualcuno che l’avvicinerà. Ma il rituale non ha solo questa motivazione: sarà l’occasione per trasformarsi in un’altra donna e soddisfare un bisogno di avventura, di libertà, senza nulla togliere al suo felice rapporto con il marito.

“In effetti, la protagonista di Ci vediamo in agosto è una donna diversa dai precedenti personaggi femminili di García Márquez: è una signora matura, ancora bella e felicemente sposata, che ogni anno, ciclicamente, nella stessa data, va in cerca di un’avventura: per desiderio di libertà, di uscire dalla routine, senza che questo intacchi il rapporto con il marito” dichiara Bruno Arpaia, traduttore e profondo conoscitore dell’opera narrativa di Marquez.

I temi conduttori dell’opera narrativa dell’Autore sono presenti anche in questo romanzo postumo: la solitudine, il destino, la superstizione, l’amore.

Elizabeth Strout “Lucy davanti al mare”, presentazione

Einaudi Editore

È l’inizio del 2020 e in città giunge notizia di un nuovo virus potenzialmente letale. A New York i casi sono ancora sporadici e la gente, la scrittrice Lucy Barton fra loro, si aggrappa alla vita di sempre. Ma non William. William, il primo marito di Lucy, è un uomo di scienza, e la intuisce da subito, la catastrofe che sembra spazzar via la vita conosciuta; la grande paura che annienta le certezze e scuote le relazioni.

È Lucy che racconta in prima persona. È la pandemia ed è William, il primo marito con cui ha condiviso vent’anni e da cui ha avuto due figlie, a decidere un soggiorno a Crosby, nel Maine, di fronte all’Oceano e lontani dalla città. Un soggiorno lungo un anno in cui Lucy e William, nella loro ritrovata amicizia dopo il divorzio, oscilleranno, nel nuovo rapporto fatto di convivenza, quasi un percorso di separazione al contrario,  tra spiragli di amore e tenerezze ritrovate in mezzo a quanto la pandemia determina, anche se c’è l’Oceano davanti nella sua grandiosità, nelle minime risposte per affrontare l’isolamento attaccandosi alle piccole cose: le emozioni e il senso di smarrimento e il terremoto emotivo nella solitudine, nella nostalgia, nella preoccupazione per i cari lontani, nella paura e anche nella noia.

Elizabeth Strout è nata nel Maine ed è vissuta a lungo a New York prima di farvi ritorno. In Italia ha pubblicato, per Fazi editore, tre romanzi, Amy e IsabelleResta con me e I ragazzi Burgess, e la raccolta di racconti Olive Kitteridge, con cui ha vinto il Premio Pulitzer (2009), il Premio Bancarella (2010) e il Premio Mondello (2012). Dalla stessa raccolta di racconti è stata tratta una serie tv prodotta dalla Hbo. Per Einaudi ha pubblicato Mi chiamo Lucy Barton (2016 e 2017), Tutto è possibile (2017 e 2018), Olive, ancora lei (2020 e 2021), Oh William (2022 e 2023) e Lucy davanti al mare (2024).(da Einaudi Autori)

della stessa autrice su tuttatoscanalibri

Oh William!

Olive Kitteridge

Olive, ancora lei

Lucrezia Lombardo “Berggasse 19. Una donna di nome Anna Freud”, Les Flaneurs Editore

Les Flaneurs Edizioni

«È solo grazie a te, Dorothy, mia preziosa amica d’una vita,
paziente e gentile, se sono riuscita a ritornare, dopo un lungo esilio,in Berggasse 19, laddove tutto ha avuto inizio».

Intellettuale amante delle trasgressioni alla tradizione, Anna Freud (Vienna1895 – Hampstead 1982) fu la caposcuola della “psicologia dell’io”. Si dedicò a tempo pieno alla psicoanalisi, che dal suo contributo ricevette nuovi impulsi vitali, in particolare nella direzione della cura dei disturbi infantili. Sul piano sentimentale, è noto il suo legame con la collega statunitense Dorothy Burlingham, ovviamente inviso alla mentalità del tempo.

Lucrezia Lombardo cede la parola alla stessa Anna, che si racconta in una lettera immaginaria (indirizzata a Dorothy) ma fedele alla biografia storica, per ripercorrere le tappe cruciali della vita di una donna lungimirante, indipendente e capace di grandi gesti di empatia, che ha ancora molto da insegnare: un modello da scoprire e riscoprire.

Un romanzo da accogliere come un atto d’amore verso una figura femminile che in vita non accettò mai il ruolo in cui la società del tempo avrebbe voluto costringerla, eppure post mortem è rimasta intrappolata nell’ombra del cognome paterno. Il ritratto di una mente creativa, in grado di penetrare l’anima del lettore.

Lucrezia Lombardo, nata nel 1987 ad Arezzo, è autrice di libri di poesia, saggistica e narrativa. Oltre ad aver ricevuto importanti premi e riconoscimenti letterari, ha pubblicato inediti e articoli su riviste letterarie nazionali e internazionali. Alla sua produzione è stata dedicata una tesi di laurea, redatta per la Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Firenze.

Les Flâneurs Edizioni nasce nel 2015 grazie a un gruppo di giovani amanti della Letteratura. Il termine francese “flâneur” fa riferimento a una figura prettamente primo novecentesca d’intellettuale che, armato di bombetta e bastone da passeggio, vaga senza meta per le vie della sua città discutendo di letteratura e filosofia. Oggi come allora, la casa editrice si pone come obiettivo la diffusione della cultura letteraria in ogni sua forma, dalla narrativa alla poesia fino alla saggistica, con indipendenza di pensiero e occhio attento alla qualità. Les Flâneurs Edizioni intende seguire l’autore in tutti i passaggi della pubblicazione: dall’editing alla promozione. Les Flâneurs Edizioni è contro l’editoria a pagamento.

Maria Teresa Zanca “Barlumi d(‘)istanti”, NeP Edizioni

La vita è fatta di momenti, proprio come la poesia è fatta di parole

NeP Edizioni.


È proprio l’autrice a precisare come il libro sia nato in una circostanza inaspettata, in uno di quei fluttuanti e inattesi momenti che lei stessa qualifica come frutto di serendipity. Maria Teresa Zanca si è avvicinata alla scrittura per sopravvivere alla solitudine, alle paure, ai dubbi, alle incertezze, agli ostacoli e agli incontri sbagliati.
A una malinconica voglia d’altrove ha fatto seguito l’esplosione in versi per combattere i demoni dei ricordi, per dialogare con i propri fantasmi, per dire in poesia i silenzi che troppe volte scoppiano dentro.
Le parole possono essere musica che aiuta a galleggiare, a viaggiare anche laddove le gambe non sanno più andare.
Come note musicali e pennellate di colore, possono comunicare l’amore per la vita e per le anime vaganti che abbiamo incrociato sul nostro cammino. Ecco dunque che i versi della silloge rappresentano un rimedio salvifico per raccontare il dolore, la gioia, la speranza e la resilienza, per far risuonare i ricordi e squillare le emozioni. Il tutto per attraversare le corazze e giungere dritte al cuore. Perché la poesia è vita e vita deve
trasmettere. A sua volta, la vita è fatta di momenti, proprio come la poesia è fatta di parole.
E, in questa raccolta, ogni sillaba ha un suo valore da condividere in magici Barlumi d(‘)istanti.

Maria Teresa Zanca nasce a Chiavari nel 1958. Scopre presto cosa vuol dire non avere radici e, con una valigia sempre pronta, studia a Salerno, Ferrara, Parma e a Bologna negli anni di piombo. È però in Canada che si avvicina alla poesia, al cinema e al teatro. Durante una vacanza in Senegal incontra l’amore e decide di trasferirsi a Parigi. Dopo più di trent’anni si sposta a Nizza, dove vive tuttora. Ha pubblicato nel 2019 la sua prima silloge “Saudade” (Robin Edizioni). Nel 2023 ha partecipato con alcuni scritti alla raccolta “Quaderno di Poesie” (Robin Edizioni). e ha pubblicato la seconda silloge “L’isola delle cose non dette” (4Punte Edizioni).

Qui l’Anteprima

Paola Sbarbada Ferrari “L’oblio nei tuoi occhi”

Gilgamesh Edizioni

In una calda notte di settembre il destino della studentessa ventiduenne Christine Usvaldi incrocerà quello di Giulio Ferrero, affermato neurochirurgo, che soccorrerà la giovane donna giunta in ospedale in seguito a un gravissimo incidente. Il forte trauma le causerà una grave forma di amnesia dissociativa che le farà scordare persino il suo nome.

Ambientato in una cornice contemporanea, L’oblio nei tuoi occhi racconta la storia di Christine Usvaldi, una giovane donna che affronta le sfide di una grave amnesia dissociativa a seguito di un incidente. Il suo cammino verso la riscoperta di sé si intreccia con quello di Giulio Ferrero, un neurochirurgo di successo, le cui emozioni sopite vengono risvegliate dal suo incontro con Christine. Attraverso la sua prosa ricca e coinvolgente, Paola esplora i temi dell’identità, della memoria e delle dinamiche familiari, offrendo ai lettori un viaggio commovente all’interno della psiche umana. 

L’oblio nei tuoi occhi si distingue per la sua capacità di toccare corde profonde, sollecitando riflessioni su cosa significhi realmente conoscere se stessi e gli altri.

Paola Sbarbada Ferrari è mantovana di nascita e benacense di adozione da oltre un ventennio. Lavora nel settore della finanza. Musica e lettura l’hanno sempre tenuta per mano, accompagnandola in questo cammino che è la vita e portandola a intraprendere studi di canto e di chitarra. Con Gilgamesh Edizioni ha precedentemente pubblicato il romanzo Il casolare sull’aia, un esordio letterario che ha saputo conquistare i cuori dei lettori.

Dal Prologo, alcuni stralci

PROLOGO
Marzo 2006

Erano già le quattro del pomeriggio, quando Christine si rese conto che non si era ancora presa una pausa dal momento in cui aveva fatto ritorno a casa, dopo la giornata di lavoro presso la scuola in cui insegnava Lingua e Letteratura Italiana. Il giovedì le toccavano sempre le ultime due ore, le più odiate dagli insegnanti, le più impegnative, perché gli studenti, reduci dalla lunga mattinata di lezioni, erano ormai troppo stanchi per poter prestare ancora attenzione. […] Si disse che era ora di mettere a tacere quel languorino che si era insinuato tra gola e stomaco. Appena si alzò, guardò oltre le vetrate. Il lago di Annecy era di un blu sconvolgente, qua e là spuntavano pennellate di colore bianco, quello delle barche a vela che, in quel pomeriggio assolato, avvisavano tutte le genti che la primavera era finalmente arrivata. Il cielo era azzurro, nemmeno una nuvola ad oscurare il caldo sole, nonostante fosse solo marzo. […] Le voci dei ragazzini gioiosi, provenienti dal parco, la rallegrarono […] Decise di prepararsi una tazza di frutta e yogurt. Uscì sul terrazzo e si sedette sulla comoda poltroncina a dondolo in vimini. Ormai si era ambientata, erano trascorsi più di sei mesi da quando si era trasferita in Alta Savoia. […] Sin da subito, si era sentita accolta dal vicinato e dai colleghi della scuola dove insegnava. Era felice di vivere ad Annecy.[…] Il gruppo di bambini urlanti pareva non voler smettere di prendere a calci il pallone. Christine li guardava divertita e al contempo incuriosita, paragonandoli ai propri allievi […] Aveva quasi terminato il proprio yogurt quando vide il pallone atterrare oltre la siepe che delimitava il parco dal giardino condominiale. I ragazzini, dopo un momento di smarrimento, scoppiarono in una fragorosa risata. Il più spavaldo del gruppo si fece avanti, camminando a passo deciso in direzione di Christine, la quale aveva assistito alla scena come se si trattasse di un insieme di fotogrammi; quando egli le fu vicino, fu colta da un capogiro. La tazza che, sino a un attimo prima teneva tra le mani, andò in mille pezzi. Il cuore iniziò a galopparle nel petto. Ebbe la netta sensazione di essere letteralmente risucchiata in un vortice. Come un automa, scese le scale rapidamente, uscì dal portone e corse in giardino.