“Glicine” è il nuovo romanzo di Marta Iside Riva: una saga familiare tra amore, guerra e segreti inconfessabili
“Glicine” ci conduce in un viaggio attraverso epoche e generazioni, unendo passato e presente in una storia che esplora amore, sacrificio e resistenza. Con la collaborazione dell’editor e scrittrice Sara Rattaro, premio Bancarella e autrice Mondadori, “Glicine” conferma la maturità narrativa di Marta Iside Riva, offrendo ai lettori un’opera in cui storia e introspezione personale si intrecciano in un crescendo di suspense.
La trama In seguito alla morte della nonna Virginia, Amelia eredita una misteriosa villa in Liguria, che cela un segreto del passato: un amore proibito nato durante la Seconda Guerra Mondiale. Il ritrovamento di un diario segreto costringe Amelia ad addentrarsi tra le pieghe più oscure della sua storia familiare, alla scoperta di verità inaspettate e profondamente personali. Man mano che esplora la villa e svela il passato di Virginia, Amelia si confronta con i propri demoni e la propria identità.
Due protagoniste, un filo invisibile tra passato e presente Virginia e Amelia condividono una spiccata somiglianza sia fisica che caratteriale, sebbene Amelia possieda degli enigmatici ‘occhi lilla’, mentre gli occhi di Virginia sono azzurri e nel corso del romanzo, si svela il mistero che si cela dietro questa differenza. Virginia, giovane donna che si ribella ai pregiudizi e si lascia travolgere dalla realtà della guerra, diventa un simbolo di emancipazione e di lotta per i propri ideali, attraversando con coraggio una storia d’amore e di amicizia proibita. Amelia, intanto, cerca risposte che illuminino il suo cammino, intrecciando con la nonna un dialogo che sfida i confini del tempo e misteriosamente legata a un quadro a punto croce con l’enigmatica firma “Nava Virginia”.
Temi, stile e una caccia al tesoro narrativa Attraverso un mosaico di indizi e colpi di scena, “Glicine” conduce il lettore in una caccia al tesoro emotiva e appassionante. Marta Iside Riva offre uno sguardo profondo sull’importanza della famiglia, sulla ricerca delle proprie radici e sul potere trasformativo della memoria. Per raccontare le vicende di Virginia, ha dovuto “cambiare penna”, alternando con maestria il punto di vista della nonna e quello della nipote, restituendo il contesto storico con una prosa evocativa e ben sviluppata.
Un romanzo che guarda al presente attraverso il passato “Glicine” affronta temi universali e attuali, tra cui il coraggio di abbattere pregiudizi e la lotta per i diritti umani, sottolineando l’inviolabilità della dignità e libertà dell’essere umano. Nel ricordare l’articolo numero uno della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, Marta Iside Riva connette la trasformazione di Virginia a un impegno sociale che trova eco nelle sfide della nostra epoca (da Stefania Martha Martinelli responsabile Ufficio Stampa Timetrack Factory)
[…]Per i due fratelli in lutto, e per le persone da loro amate, si apre un interludio, un periodo di desiderio, disperazione e nuove prospettive – l’opportunità di scoprire quante cose un’unica vita possa contenere senza per questo andare in pezzi. Nascono nuovi amori, esplodono vecchie ruggini, si creano inedite alleanze. E in questo interludio si intravede la vastità potenziale di ogni vita.(dal Catalogo Einaudi)
Due fratelli, Peter e Ivan Koubek: il primo è un giovane e affermato avvocato di Dublino che vive due relazioni con donne molto diverse, Sylvia la ex compagna che ammalatasi lo ha allontanato proprio per questo motivo sebbene più volte lui l’abbia implorata del contrario, e Naomi, quest’ultima una studentessa universitaria. Ivan al contrario è quasi l’antitesi del fratello maggiore. Stanno attraversando il periodo del lutto per la morte recente del padre. Ivan ha 23 anni e proprio nelle prime settimane dopo la morte del padre incontra e si innamora di una donna divorziata, più grande di lui, Margaret che ha attraversato un periodo turbolento della sua vita e vuole renderla felice. Per i due fratelli e per le donne un periodo difficile ma anche con nuove prospettive. Se Peter non condivide la relazione tra Ivan e Margaret, Ivan non accetta il suo essere avvenente e tronfio, ma anche superficiale e con una lettura borghese della società e quindi incapace di aiutarlo, sebbene Peter voglia essere protettivo nei suoi confronti. Due fratelli e le loro diverse scelte di vita, e il loro percorso in una fase difficile creata dal lutto che rischia di mettere ancora più in crisi il loro rapporto in base proprio alle diverse visioni del vivere. Sally Rooney racconta un giovane del nostro tempo e lo rende autore della propria vita e traino per quella degli altri cercando di darle un senso dopo una perdita, trovando nell’amore, con una valenza quasi catartica, e nella compassione, l’accettazione delle altre facce che fanno parte della vita, del vivere: senza vincitori né vinti, senza battaglie, senza etichette di giusto o sbagliato.
Può una canzone diventare un destino? E può quel destino essere cambiato da una canzone?
Uisciueriar è la storia di Beatrice, che ha undici anni nel 1978, quando Anna, sua madre, si tinge i capelli di nero, si infila un paio di occhiali da sole e si chiude in casa in preda a una forte depressione.
Attraverso avventure stravaganti e pericolose, sogni di hippy di provincia, riti arcaici di guaritori contadini, in una Gubbio magica che protegge, nasconde e accoglie, Beatrice giunge a una consapevolezza dolorosa. La canzone dei Pink Floyd fa da eco, onda e risacca, chiave di lettura, sintesi struggente della fine dell’infanzia.
Cantautrice pluripremiata, Claudia Fofi ha pubblicato alcuni album autoprodotti, libri di poesia e raccolte di prose brevi tratte da scritture sui social; porta in scena i suoi testi teatrali e di teatro-canzone, cura progetti di scrittura della canzone e di canto in ambito riabilitativo e formativo, tiene seminari di ricerca vocale, è organizzatrice culturale e direttrice artistica di un festival in Umbria dedicato alla voce. Vive tra Gubbio e Perugia e questo è il suo primo romanzo
Questo libro innovativo fornisce una nuova analisi concettuale della solitudine, una condizione associata a gravi conseguenze per la salute, tra cui l’aumento della morbilità e la morte precoce. Sostenendo che la connessione sociale non è l’unica risposta, esplora i percorsi per trasformare la solitudine in una sana capacità di star soli. La prima parte del libro attinge alle discipline umanistiche e artistiche, tra cui la psicologia, la filosofia e la letteratura, per analizzare il problema comune e potenzialmente grave della solitudine. La seconda parte del libro analizza come l’assistenza sanitaria centrata sulla persona possa aiutare le persone a trasformare la solitudine in una condizione sana. Questo libro stimolante offre a studenti, medici e operatori di diversi settori dell’assistenza sanitaria e sociale un nuovo modo di pensare, ricercare e praticare con le persone sole.
STEPHEN BUETOW è professore associato di medicina generale e assistenza sanitaria primaria presso l’Università di Auckland, Nuova Zelanda. È redattore associato del Journal of Evaluation in Clinical Practice e della European Journal of Person Centered Healthcare.
DOMENICO BOVE. Neuropsichiatra Infantile, Psicoterapeuta, Esperto in Analisi del Comportamento, Psicopedagogista dell’Educazione e della Formazione, Direttore Scientifico del Centro Studi FUSIS: Associazione per la Ricerca Scientifica in Neurologia e Psichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza con sede in Caserta.
ROCCO MARIO BOVE. Specialista in Neurologia, Neuropsichiatria Infantile e Farmacologia, Psicoterapeuta, già docente di Igiene Mentale e Psichiatria Infantile nella Facoltà Medica del Secondo Ateneo di Napoli.
Sulla scia di Cambiare l’acqua ai fiori e Tre, Valérie Perrin ci trascina in un intreccio di storie, personaggi e colpi di scena raccontati nel suo stile fatto di ironia, delicatezza e profondità.(da e/o edizioni)
Valérie Perrin ritorna in libreria con un nuovo romanzo “Tatà”, in italiano con l’accento, in francese senza, affettuoso diminuitivo di tante, ovvero zietta. È proprio la zia di Agnès, la voce narrante, la protagonista assente, perchè “rimorta”, un termine che non esiste perché manca di corrispettivo, come si legge nella sinossi dell’edizione francese “remorte. Ce mot n’existe nulle part. Remourir, ça n’existe pas”. La narrazione si apre proprio con questa notizia giunta per telefono alla nipote, Agnès appunto, dalla polizia, che le comunica il decesso, ma Agnès rimane incredula e convinta si tratti di un caso di omonimia, proprio perché la sua zia sarebbe appunto “rimorta” essendo deceduta ben tre anni prima.
A parte la trovata in apertura, il testo nell’edizione francese presenta una frase in aggiunta alla copertina Il n’y a pas des gens sans histoire, proprio perché il romanzo si riempie delle storie di molte persone, un pullulare di personaggi ciascuno con la propria vita où s’entrelacent destins et intrigues palpitantes, Valérie Perrin, extraordinaire conteuse de nos vies.
Ambientato nei luoghi dell’infanzia dell’autrice, dà voce a tutte le vite anche a quelle in apparenza senza storia o comunque insignificanti al punto da non essere raccontate: intrecci complessi e colpi di scena che svelano il vero senso e significato del vivere nella sua pacata e spesso poco appariscente meraviglia proprio con le sue manchevolezze e imperfezioni: nessuno quindi è senza storia. A partire da quella di Agnès, regista di trentotto anni, ha già attraversato vari dolori: suo padre Jean, pianista, è morto prematuramente dopo un concerto, seguito qualche anno dopo dalla morte della madre violinista, e Pierre, attore di tutti i suoi film, nonché padre di sua figlia Ana e grande amore della sua vita, che l’ha piantata per un’altra, e zia Colette sorella di suo padre con la quale aveva sempre trascorso le vacanze a Gueugnon, cittadina di cui Valérie Perrin è originaria
Ma chi era davvero Colette? La zia: si svelerà attraverso le cassette registrate proprio da Colette che racconta la propria vita e che Agnès troverà nella casa in cui si era trasferita dopo la su prima morte: calzolaia in una bottega del paese, di pochissime parole, onesta, coraggiosa e forte anche nel dolore che aveva accompagnato la sua esistenza sin dall’infanzia tragica, con una donna accanto per tutta la sua vita, Blanche, incontrata da bambina.
Taylor Adams, L’ULTIMA PAROLA Thriller Traduzione dall’inglese di Alice Laverda Timecrime Emma Carpenter vive isolata con Laika, il suo golden retriever, facendo da custode a una vecchia casa sulla spiaggia della costa piovosa dello Stato di Washington. I suoi unici contatti umani sono l’enigmatico vicino, Deek, e la proprietaria di casa, Jules. Un giorno legge un raccapricciante romanzo horror di H.G. Kane, scritto malissimo, e pubblica una recensione a una stella. Il post la trascina in poco tempo in un’accesa discussione online con nientemeno che l’autore stesso. All’inizio sembra innocua, ma presto Emma si rende conto che da quel momento hanno iniziato a verificarsi incidenti notturni a dir poco inquietanti. Non si tratta di una semplice coincidenza, e la paura comincia a crescere. Scavando nella vita e nel lavoro di Kane, Emma scopre che ha pubblicato altri sedici romanzi altrettanto sadici e con al centro uno stalking destinato a concludersi in omicidio. Ma chi è veramente H.G. Kane? E se c’è lui dietro a tutto questo, come ha fatto a trovarla? Di cos’altro è capace? Dopo aver pubblicato una recensione negativa di un romanzo, un’appassionata lettrice inizia a chiedersi se l’autore sia solo un po’ suscettibile oppure molto pericoloso, in questo avvincente thriller psicologico.
TAYLOR ADAMS è autore di diversi thriller acclamati dalla critica, due dei quali sono stati selezionati come Book of the Month Main Selections e Amazon Editors’ Picks. Il suo romanzo No Exit, tradotto in trentadue lingue, è stato recentemente adattato dai 20th Century Studios come film originale per Hulu. Con L’ultima parola, romanzo che solamente negli Stati Uniti ha venduto oltre novantamila copie, debutta invece nel catalogo Timecrime. Vive nello Stato di Washington.
Emily Hamilton, THE STARS TOO FONDLY – COMPLICI LE STELLE Space Opera romance Traduzione dall’inglese di Gabriella Ceccarelli Fanucci Editore Ecco come stanno le cose: Cleo e i suoi amici non hanno mai davvero avuto l’intenzione di rubare un’astronave. Volevano solo sapere perché, vent’anni fa, l’intero equipaggio di Providence scomparve senza lasciare traccia. Ma da quando il motore a materia oscura ha inavvertitamente deciso di ripartire, questi quattro ventenni si sono ritrovati in rotta verso Proxima Centauri, incapaci di tornare indietro e tormentati da un ologramma sprezzante che ha il volto e l’atteggiamento di Billie, la capitana della nave scomparsa. Cleo ha sempre sognato di diventare un’astronauta, inoltre, al punto in cui sono, la Terra è una specie di causa persa e questo viaggio dovrebbe essere una benedizione sotto mentite spoglie. A mano a mano che l’astronave si addentra nello spazio, le leggi della fisica iniziano a distorcersi, vecchi misteri tornano a galla e il rapporto inizialmente conflittuale fra Cleo e Billie si trasforma in qualcosa di più profondo e intimo di quanto entrambe le donne fossero preparate ad affrontare. Una romcom queer ambientata tra le stelle, un’avventura rocambolesca tra navi spaziali, materia oscura e dimensioni alternative, la storia di un amore inaspettato e di amici che si trasformano in una vera famiglia.
EMILY HAMILTON, originaria di New York, è un’autrice di fantascienza che scrive di donne che si innamorano nello spazio. È anche una scrittrice per il giornale Seven Days. Con il suo romanzo d’esordio, The Stars Too Fondly – Complici le stelle, debutta nel catalogo Fanucci Editore. Vive a Burlington, Vermont, con sua moglie e il loro cane Mimi.
Lisa Kleypas, SCANDALO SOTTO IL VISCHIO Romanzo storico Traduzione dall’inglese di Maddalena Mendolicchio Leggereditore Londra, periodo natalizio. Rafe Bowman è arrivato dall’America per incontrare Natalie Blandford, la bellissima figlia di lady e lord Blandford. Ma prima deve superare l’arduo esame della cugina di lei, Hannah, che seppure affascinata dai lineamenti ben definiti e dal fisico imponente ritiene i suoi rozzi modi tipicamente americani e la sua reputazione di libertino non adeguati a una giovane come Natalie, rispettabile e di buona famiglia. Per assicurarsi la sua mano, Rafe dovrà imparare le regole della società londinese. È un uomo abituato a ottenere sempre ciò che desidera, ma conquistare la sua futura sposa si rivela più complicato del previsto. Tuttavia, il Natale è un momento di miracoli, la cui magia sa accendere la passione anche nei cuori più timidi. Scandalo sotto il vischio ci porta nella Londra della Reggenza e in un viaggio nei sentimenti. Con il fascino, la sensualità e i personaggi indimenticabili che la contraddistinguono, Lisa Kleypas riuscirà a convertire la magia del Natale nella nascita di un vero amore.
Laureata in Scienze politiche ed ex reginetta di bellezza, LYSA KLEIPAS è una delle scrittrici di romance e di women’s fiction più famose e vendute al mondo. Autrice bestseller numero uno secondo il New York Times, è tradotta in più di venti lingue e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso RITA Award con il romanzo Tuo per sempre (Leggereditore, 2013). Nel 2012, il suo libro Come finiscono le favole (Mondadori, 2010), è diventato un film (Natale con Holly) per la regia di Allan Arkush, con Adam Baldwin e Sean Faris. Per Leggereditore ha pubblicato anche Un regalo d’amore, L’amore che viene e la serie Wallflowers, composta da Segreti di una notte d’estate, Accadde in autunno, Peccati d’inverno, Scandalo in primavera e dal prequel Magia di un amore. Vive a Washington con il marito Gregory e i due figli.
Nora Roberts, THE BECOMING: LA TRASFORMAZIONE Fantasy Traduzione dall’inglese di Francesca Clemente Fanucci Editore Il mondo della magia e quello degli uomini sono stati a lungo divisi. Ma alcuni possono attraversarli: tra questi Breen Siobhan Kelly. È appena tornata a Talamh con il suo amico Marco, che è completamente disorientato da questa nuova dimensione popolata da draghi, fate e sirene. Qui Breen sta imparando a dominare i poteri legati alla sua vera identità, così come le abilità di guerriera grazie anche all’addestramento del capo delle Creature Magiche, Keegan, il quale prova una forte ammirazione e un profondo desiderio nei suoi confronti. Ma un membro della famiglia di Breen non è per nulla contento del suo arrivo: il nonno, il dio Odran, trama per distruggere Talamh. Solo unendo le forze riusciranno a sconfiggerlo, ma ciò comporterà tradimenti, perdite e spargimenti di sangue. Un cammino doloroso, ma necessario, affinché Breen possa compiere il proprio destino. Una storia emozionante popolata da draghi e fate, una protagonista dinamica e dalle mille sfaccettature che si muove in un mondo coinvolgente e straordinario.
NORA ROBERTS è autrice bestseller secondo il New York Times ed è universalmente considerata “la regina del rosa”, con oltre trecento romanzi e più di cinquecento milioni di copie vendute. Leggereditore ha già pubblicato i quattro titoli del Quartetto della sposa: La sposa in bianco (#1), Letto di rose (#2), Il sapore della felicità (#3) e Un amore per sempre (#4) oltre a L’amore ritrovato,Un’ombra dal passato, Un amore pericoloso, Le parole infinite, Torbide passioni, Una pesante verità, Il rifugio, Vendetta, L’eredità e Un’ombra nella notte. Autrice versatile e poliedrica, ha scritto anche diversi romantic suspense e mystery tra cui Il testimone, Il collezionista, Ossessione e Il bugiardo, pubblicati nel catalogo Timecrime. Dopo The Awakening: Il risveglio, Fanucci Editore pubblica il secondo volume della trilogia The Dragon Heart Legacy, The Becoming: La trasformazione. Di prossima pubblicazione The Choice: La scelta, terzo e conclusivo capitolo della serie.
Lauren Kate, WHAT’S IN A KISS? – COSA C’È IN UN BACIO? Romance Traduzione dall’inglese di Emilia Carmen Cavaliere Leggereditore Non è così che Liv avrebbe voluto rivedere Jake Glasswell per la prima volta in dieci anni. Un tempo suo rivale al liceo e accompagnatore al ballo di fine anno, dove l’ha umiliata, è ora un personaggio televisivo di successo e più attraente di quanto abbia il diritto di essere. A partire da quel bacio che non c’è mai stato, la vita di Liv non è andata secondo i piani. Ha rinunciato alla Juilliard per stare con la madre durante un momento di crisi, e ora giura di essere contenta lavorando come insegnante di Teatro e uscendo con uomini esclusivamente per incontri occasionali. Questo fine settimana è la damigella d’onore della sua migliore amica, Masha, e naturalmente Jake è il testimone. Ma quando Liv lo guarda negli occhi mentre Masha dice “lo voglio”, l’universo si ribalta e Liv si trova improvvisamente a vivere una versione della sua vita in cui la notte del ballo ha segnato l’inizio della storia fra lei e Jake, non la fine, e dove lui è la sua anima gemella. Il problema? Sua madre e la sua migliore amica la odiano. Cosa c’è in un bacio? Forse, l’inizio di tutto. Un accattivante romance enemies-to-lovers che si basa sul concetto di “cosa sarebbe successo se…” e racconta la storia di un bacio negato e della magica possibilità per una donna di vivere una vita diversa.
Per il New York Times LAUREN KATE è l’autrice numero uno di romanzi YA, che sono bestseller internazionali, tra cui la serie Fallen, diventata un film e una serie tv. I suoi libri sono stati tradotti in più di trenta lingue e hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo. È anche autrice di The Orphan’s Song (L’opale perduto, Rizzoli 2019), il suo romanzo d’esordio per un pubblico adulto. Dopo By Any Other Name – Con qualsiasi altro nome, ritorna nel catalogo Leggereditore con un altro adult romance: What’s in a Kiss? – Cosa c’è in un bacio?. Vive a Los Angeles con la sua famiglia.
W. Wynn Westcott, NUMERI: POTERE OCCULTO E VIRTÙ MISTICHE Traduzione dall’inglese di Vinicius Letale Ambrosia Numeri: potere occulto e virtù mistiche esplora le origini e il significato profondo della numerologia, così come il suo legame con l’occulto. W. Wynn Westcott descrive le proprietà di ogni numero secondo la Bibbia, il Talmud, i pitagorici, i romani, i caldei, gli egizi, gli indù, i maghi medievali, gli studenti ermetici e i Rosacroce. I numeri sono una delle chiavi per interpretare le antiche visioni della cosmogonia e per comprendere a fondo l’evoluzione dell’attuale specie umana: tutti i sistemi di misticismo religioso poggiano le loro fondamenta sui numeri.
WILLIAM WYNN WESTCOTT (Leamington, 17 dicembre 1848 – Durban, 30 luglio 1925) è stato un medico legale, mago cerimoniale, teosofo e massone inglese.
“Giocare con le porte che mettono in comunicazione mondi significa correre il rischio di rimanere per sempre in quella terra di nessuno tra incubi e realtà. Un rischio che Carrisi ci fa balenare a ogni pagina, riuscendo a inquietarci senza violenza né spargimento di sangue. Il fatto è che lui sa benissimo come parlare al bambino nascosto dentro ogni lettore, far riemergere le paure dell’infanzia che non scompaiono affatto con l’età.[…] Carrisi ci cattura ancora una volta nella sua tela, ricordandoci che il nostro mondo di logica e certezze è un’illusione e basta il minimo perché si sgretoli davanti ai nostri occhi”.(da Raffaella Silipo La Lettura 10 novembre 2024)
Protagonista è ancora l’ipnotista fiorentino Pietro Gerber, l’«addormentatore di bambini»: La casa dei silenzi, La casa delle voci, La casa senza ricordi e La casa delle luci, raccolgono in modo accurato quanto avvenuto addormentando i bambini in un suo sonno ipnotico ed entrando nelle loro menti; un mondo in cui non è facile navigare perché è imprevedibile muovercisi come tra sogno e realtà, rischiando di perdercisi come accade nel nuovo caso con il piccolo di Matias di 9 anni che ha un sogno ricorrente: una donna, una presenza inquietante che pervade anche le sue giornate oltre le notti tanto da non volersi addormentare. Gerber indagando nei sogni del piccolo scoprirà in effetti avvenimenti reali: un antico omicidio, una bambina abusata, finendo per cadere dentro i propri incubi.
La signora silenziosa abita i suoi sogni come uno spettro, come una presenza inquietante che tracima nella realtà. Non dovrebbe essere nient’altro che un sogno, ma allora… Allora perché sento che la signora silenziosa è reale? Allora perché sento nel silenzio il ronzio di un immenso sciame di insetti? Allora perché sento che perfino la mia casa, vuota e solitaria, è infestata da fantasmi? E se la storia della signora silenziosa fosse ancora tutta da scrivere… Come la mia? Mi chiamo Pietro Gerber, sono l’addormentatore di bambini, e di colpo ho paura di dormire. E ho ancora più paura di stare sveglio.(da Longanesi Editore)
[…]Per permettere all’antico di parlare con il nostro quotidiano, Massimo Osanna, direttore generale dei Musei italiani, per ognuno dei soggetti trattati illustra la storia e la fortuna (o sfortuna) iconografica, inquadra le fonti storiche, i ritrovamenti archeologici, tra ceramiche decorate e bassorilievi, statue e pitture, ricostruzioni topografiche e riferimenti all’arte classica. In queste pagine troverete Antigone, Eros, Narciso, Euridice e Orfeo, Tiresia, Apollo e Re Mida, le Troiane: Valeria Parrella ricostruisce così i nostri rapporti con l’amore e con la morte, con il femminile e con la guerra, con il lutto e la violenza. Miti classici per eccellenza, resi sovversivi da una rilettura brillante e avvincente, a cura di una voce tra le più amate della nostra narrativa, capace di far interagire queste figure con autori di oggi, con canzoni, con tutto ciò che arricchisce e abita le nostre vite.(da Rizzoli Libri)
Dall’Introduzione
Scrive Valeria Parrella:
[…] la loro sovversione è essere ancora così presenti e ci costringono a una chiamata che è fisica, reale, attiva. I classici, se sono tali, non tramontano mai. Semplicemente, stanno da qualche parte, e noi dobbiamo cercarli. Questo libro è un libro che li cerca e, a volte, li trova. Offre un metodo per stanarli, e per affidarsi. È un esercizio molto fruttuoso, vitale: cosa significa rileggere qualcosa scritto duemila anni fa? Credo che abbia un senso profondo e cioè : non sentirsi poerduti di fronte alla vita”
Scrive Massimo Osanna:
“I classici, più di ogni altra cosa, richiamano in noi la possibilità di tendere un filo di arianna attraverso il labirinto del tempo. Continuiamo a leggerli e a occuparci del passato che non è passato”
Un’interessante carrellata tra scritti e iconografia, miti classici per eccellenza che diventano “sovversivi” interagendo con il mondo attuale, con le nostre attualità.
Gli autori
Valeria Parrella vive a Napoli. È laureata in Lettere Classiche. Ha scritto per l’editore minimum fax Mosca più balena (2003) e Per grazia ricevuta (2005); per Einaudi Lo spazio bianco (2008), Lettera di dimissioni (2011) e Tempo di imparare. Almarina è stato finalista al Premio Strega del 2019. Scrive su Il manifesto
Massimo Osanna è professore ordinario di Archeologia classica all’Università di Napoli Federico II. Ha insegnato nell’Università della Basilicata, a Matera, dove ha diretto la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici; è stato visiting professor in prestigiosi atenei europei e ha promosso scavi e ricerche in Italia meridionale, Grecia, Francia. Dal 2014 al 2015 ha diretto la Soprintendenza Speciale di Pompei; dal 2016 è direttore generale del Parco Archeologico, riconfermato per un altro mandato nel 2019.
[…]Ambientata nel mondo patinato e decadente dell’aristocrazia britannica al risveglio dall’incubo della Prima Guerra Mondiale, tra seducenti visconti e detective che sognano di tagliar loro la testa come nella rivoluzione francese, questa avventura di Miss Bee è una frizzante e incantevole combinazione di suggestioni – da Agatha Christie a Downton Abbey, dai romanzi di Frances Hodgson Burnett fino a Bridgerton – cui si aggiunge l’inconfondibile unicità del tocco di Alessia Gazzola.(da Longanesi Libri)
La ventenne Beatrice Bernabò, detta Miss Bee, è la nuova protagonista nell’ultimo romanzo della Gazzola, dopo Alice, Costanza e Rachele. Si è trasferita da qualche anno a Londra da Firenze, con le due sorelle, Clara e Lucilla, e il padre docente universitario. Intraprendente, alla moda, ironica, questa sua prima indagine-avventura, cui farà seguito “Miss Bee e il principe d’inverno”, la vede partecipe nel mondo dell’aristocrazia inglese a pochi anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale, nel 1924: invitata a cena dalla nobile dirimpettaia, Mrs. Ashbury, vedova e madre dell’affascinante Christopher detto Kit, si troverà in mezzo a un omicidio di cui proprio lui potrebbe essere il colpevole o il seducente visconte suo amico e invitato.
Nel primo capitolo intitolato Il braccialetto, il lettore fa la sua prima conoscenza con la giovane protagonista
Camminando di fretta sotto una pioggerellina molto inglese, Beatrice Bernabò prese una storta. Si fermò sul marciapiede e sollevò la caviglia: aveva appena calpestato un braccialetto che, se non era d’oro, lo sembrava. Si chinò, lo raccolse da terra e subito dopo si guardò attorno. Alle spalle, a destra, a sinistra. Forse l’aveva smarrito qualcuno nei paraggi? Non c’era nessuno. Beatrice fece scivolare il bracciale nella tasca del cappotto: doveva solo attraversare la strada e sarebbe rientrata a casa, dove avrebbe potuto osservarlo meglio. Non appena la porta si chiuse alle sue spalle e prima ancora di togliersi il cappello, Beatrice prese il bracciale. […] «Beatrice, sei tu?» sentì la voce del padre chiamarla dal suo studio. «Sì?, papa`. Arrivo.» Si tolse il cappellino, appese il cappotto all’attaccapanni e lo raggiunse. Leonida Bernabò guardò la figlia. « Pensavo che fossi il garzone del latte.» La mattina precedente, la sua secondogenita si era tagliata i capelli corti: era la moda. Segretamente Beatrice rimpiangeva la bella chioma scura, ma quando poi vedeva le altre ventenni con capigliature rette da lunghe trecce annodate le sembravano delle vecchie prozie e le passava ogni pentimento. «E invece è la tua figlia scavezzacollo.» «Dov’eri andata?» «A farmi prestare un paio di scarpe da Clara.» «Capisco. Vai a prepararti? È tardi.» «Sì, ma farò presto.» Beatrice era invitata a cena a casa di Mrs. Minerva Ashbury, che abitava esattamente di fronte a loro. A pensarci bene, il bracciale che giaceva smarrito nei pressi della sua casa bianca su due piani a Queen’s Gate, nel quartiere di South Kensington, poteva appartenere a lei, o a qualcuno che frequentava casa sua. Era un’ipotesi sensata: gliel’avrebbe mostrato quella sera stessa. Mrs. Ashbury aveva preso a ben volere le sorelle Bernabò, che si erano trasferite da Firenze nel 1920 insieme al padre Leonida, docente di Italianistica all’Universita` di Londra. Incarico cui il professore aveva aspirato per anni e che era stato favorito dall’ambasciatore italiano nel Regno Unito in persona, amico d’infanzia di Leonida.
L’inizio è all’apparenza quello di un romanzo gotico, con una seduta spiritica ben presto smascherata. Segue un intermezzo con quadri di genere che combinano curiosamente realismo e aspetti quasi idilliaci. Lo sviluppo successivo ricorda invece il popolare romanzo d’appendice, con sorprendenti colpi di scena. In questa trama così articolata si inseriscono motivi di ordine etico e sociale, per esempio la consuetudine di porre forti limiti alla personalità giuridica della donna sposata, che non può disporre dei propri mezzi economici perché affidati legalmente al marito.
Il carattere proto-femminista del romanzo, pubblicato nel 1878, ha come protagonista la giovane Jane Swendon, dotata di un senso di giustizia superiore alle convenzioni sociali. La storia anticipa di diversi decenni alcune idee espresse dal cinema progressista degli anni ’30 e ’40 del Novecento. Si pensi ai film di Frank Capra È arrivata la felicità, Mr. Smith va a Washington o Arriva John Doe, in cui l’onesta semplicità della gente di provincia viene contrapposta alla vacuità dell’élite sociale e intellettuale delle grandi città e alla corruzione della politica.
Dall’introduzione:
«Rebecca Harding Davis pubblicò una decina di romanzi e un gran numero di racconti (…). I temi da lei trattati sono però di grande interesse e mantengono anche oggi una loro attualità. Uno dei principali restò sempre quello della sofferenza delle classi povere all’epoca dell’industrializzazione selvaggia del paese (per esempio nel romanzo Margret Howth: a Story of To-day del 1862). Fu anche molto sensibile alla condizione della gente di colore, che anche dopo la fine della schiavitù non aveva visto migliorare la propria condizione, per esempio in Waiting for the Verdict, scritto poco dopo la fine della guerra civile (1867), o in Kent Hampden (1892). Altro tema molto sentito dall’autrice riguarda il contrasto tra i pregiudizi sociali e il senso di giustizia del protagonista (per esempio Dallas Galbraith del 1868). Simili contrasti appaiono in altre opere come John Andross (1874), Natasqua (1886), Doctor Warrick’s Daughters (1896) o nell’ultimo romanzo, Frances Waldaux (1897). Il tema delle utopie religiose, tanto diffuse allora come oggi negli Stati Uniti, è presente in Kitty’s Choice: a Story of Berrytown (1874). Lo ritroveremo con toni di decisa condanna nel romanzo che qui presentiamo: Una legge tutta sua (A Law unto Herself), del 1878. L’ultimo libro della Harding Davis, Bits of Gossip (1906), è una specie di biografia che più che la propria vita vuole presentare lo spirito dei tempi in cui l’autrice si è trovata a vivere, visti come circonfusi di un alone di nostalgia per un mondo meno dominato dalla fretta e dal desiderio di profitto. In tutta l’opera di Rebecca Harding Davis è avvertibile la difesa delle classi sfavorite ed emarginate: i lavoratori sfruttati dall’ingordigia capitalistica di profitto, la popolazione di colore, gli immigrati, i nativi americani; e onnipresente è la lotta contro i pregiudizi sociali. Né meno importante è la sua difesa di un’altra categoria fortemente discriminata: le donne. Si può dire che l’opera letteraria di Rebecca sia quella di una proto-femminista. Si pensi a Margret Howth, a Frances Waldaux o al romanzo qui presentato: A Law unto Herself. Dal punto di vista letterario l’autrice può essere considerata l’antesignana del realismo americano, anche se permangono alcuni elementi dell’eredità romantica. Anche altri elementi della precedente tradizione letteraria sono presenti nell’opera di Rebecca, più o meno felicemente integrati nel contesto. Un aspetto d’indubbio realismo è in ogni caso costituito dagli elementi vernacolari e dialettali, soprattutto nei dialoghi tra i personaggi. Tuttavia, all’epoca della sua morte, nel 1910, Rebecca Harding Davis era ormai pressoché dimenticata. Fu soltanto all’inizio degli anni ’70 che venne riscoperta e rivalutata dalla scrittrice femminista e progressista Tillie Olsen, che mise in luce il valore letterario e il significato sociale delle sue opere».
Antesignana del realismo americano, pur nella permanenza di elementi dell’eredità romantica, Rebecca Harding Davis è stata riscoperta negli anni ‘70 dalla scrittrice femminista Tillie Olsen, che ha messo in luce il valore letterario e il significato sociale delle sue opere. Il suo racconto più noto è Life in the Iron-Mills, pubblicato nel 1861 in The Atlantic Monthly e apprezzato da Louisa May Alcott e Ralph Waldo Emerson. I temi ricorrenti della scrittrice sono le questioni sociali e politiche del suo tempo, la guerra civile americana, la questione razziale, la classe operaia e la condizione delle donne.