Nino Dolfo “In principio fu lo sguardo. Taccuino vagabondo di un cronista di cultura”, OLIGO Editore

Oligo

 In libreria il 26 settembre

Riprendendo il documentario di Gianni Celati Strada provinciale delle anime, in cui l’autore riunisce amici e sodali, li fa salire su un pullman e li porta in viaggio verso la foce del Po, Nino Dolfo raduna una compagnia variopinta, frutto di decenni di letture e incontri: gli sceneggiatori Vincenzo Cerami e Age, il filosofo Emanuele Severino, i registi Massimo Castri, Franco Piavoli, Silvano Agosti, Alberto Sironi, Gianni Serra, i fotografi Gian Butturini e Ugo Mulas, gli attori Paolo Villaggio, Alain Cuny e Dominique Sanda. E ancora Clint Eastwood, un uomo di teatro a tutto tondo come Renato Borsoni, gli scrittori Lawrence Ferlinghetti, Franz Kafka, Francesco Permunian e persino personaggi delle mitologia come Medea e Didone. Perché, come scrive Paolo Conte, «Si nasce e si muore da soli, ma in mezzo c’è un gran traffico». Tanto per ribadire che siamo le persone che abbiamo incontrato, che il ricordo è il nostro modo, secolare, di pregare, che, senza memoria, siamo nessuno.

Incipit:

«Alla fine ogni cosa ha un suo inizio. Dell’incipit diventi consapevole in età matura, quando giri lo sguardo dietro le spalle, perché il futuro ti dà le risposte che tu già sai. E allora, visto che il presente ha la liquidità dell’attimo, scopri che il passato è sempre sorprendente: ci ha seguito con la fedeltà di un’ombra, ci ha aspettato ed è la prova regina che noi siamo esistiti. Il passato custodisce la memoria, il nostro vissuto. E anche soprattutto il desiderio. Si desidera ciò che manca e si è perduto (affetti, persone, emozioni…). «È uno di quei luoghi in cui ti offrono ancora un pasto caldo» ha scritto Norman Mailer. La malinconia ci conforta con il tempo ritrovato, poiché la vita è un’emorragia, una diaspora continua, una sequenza di disavanzi.»

Nino Dolfo (1944), di origini friulane ma bresciano d’adozione, dopo la laurea in Lettere classiche con una tesi di storia del cinema, è stato insegnante, animatore di cineclub, critico cinematografico e poi teatrale, oltre che giornalista culturale per testate come “Bresciaoggi” e “Il Corriere delle Sera”. Ha curato volumi dedicati a fotografi, uno speciale della rivista “Atlante bresciano” sul cinema a Brescia e partecipato alla stesura del libro-memoir Ritratti di città per Grafo editore. Due suoi testi (su Raymond Chandler e Simenon) hanno raggiunto la visibilità sul palcoscenico.

Ruggero Poi – Alice Rossi “Zoe e il talento liberato”, Beisler

Zoe e il talento liberato: un progetto che unisce libri e comunità

Testo: Ruggero Poi 
Illustrazioni: Alice Rossi 
a cura di Chiara Belliti
Età: da 7 anni
Collana: Zoe Salvamondo
In libreria dal 26 settembre
BEISLER

“Zoe e il talento liberato” è il quarto volume di una serie di libri per bambini.
L’iniziativa, promossa dall’autore Ruggero Poi e dall’illustratrice Alice Rossi e pubblicata da Beisler Editore, trasforma il libro in un progetto educativo e comunitario. 
Il volume, realizzato con la partecipazione attiva della editor Chiara Belliti, affronta il tema dell’istruzione di qualità per tutti (Obiettivo 4 dell’Agenda ONU 2030).

Il libro è il frutto di un percorso di scrittura creativa promosso dalla Fondazione CRC all’interno del Rondò dei Talenti, un luogo terzo in armonia tra la casa e la scuola, dove l’apprendimento e il talento sono sostenuti fin da piccoli. L’iniziativa ha coinvolto 60 ragazze e ragazzi dell’Istituto Comprensivo Sobrero di Cuneo, che hanno contribuito al formarsi della storia, delle illustrazioni e più in generale a fare in modo che Zoe potesse muoversi seguendo le loro sensibilità.

La narrazione parte da una domanda fondamentale: “Che cos’è il talento? E come possiamo liberarlo?”.

L’iniziativa va oltre le pagine, diventando uno spettacolo teatrale a Genova, dove gli studenti stanno lavorando per portare in scena la storia. In questo contesto, il progetto affronta anche il tema della pace, dato che Zoe è Ambasciatrice della Pace Preventiva. L’esperienza di Ruggero Poi come autore e maestro lo inserisce nella tradizione di scrittori italiani che usano la scuola come un luogo vivo per connettere le nuove generazioni a temi sociali urgenti.
Il progetto è in continua espansione: gli studenti di Genova stanno già scrivendo il prossimo volume, “Zoe e la minestra del cuore”, con uscita prevista tra febbraio e marzo 2026, mentre l’iniziativa si sta estendendo anche in Sardegna.

La storia prende le mosse dall’Obiettivo 4 ONU Istruzione di qualità

Finalmente in città è approdato il Grande Mercato dei Talenti, una fiera dove si scambiano abilità e conoscenza invece degli oggetti. Un’occasione bellissima per fare nuove amicizie e imparare saperi e sapori inediti. Al Grande Mercato dei Talenti la sarta insegna a cucire e a rammendare, il falegname a costruire tavoli e sedie, le sorelle pasticciere insegnano a mettere le mani in pasta. E che dire del chiosco con le spezie, dove si mischiano odori e colori di ogni paese? Zoe è appena tornata dalle vacanze e non vede l’ora di raggiungere Tito e gli altri. Lui e Tilde sono al Mercato dal mattino presto, per aiutare ad allestire i banchi. E poi finalmente Zoe si ricongiungerà con Zizou, il pappagallo che le ha regalato il nonno. Lo ha affidato a Tito, che ci sa fare con gli animali. Ma qualcosa è andato storto e Zizou è scappato dalla sua gabbietta. Allarme generale! Il mercato si ferma e tutti ma proprio tutti partono alla ricerca di Zizou. La gabbia gli stava stretta. Le gabbie stanno strette a tutti, pensa Zoe. E forse lei sa dove trovarlo….

Zoe Salvamondo è un progetto editoriale che va oltre la lettura e diventa un percorso reale di educazione alla sostenibilità, alla pace e alla responsabilità comunitaria. Non è solo una pubblicazione, ma unazione pubblica che parte proprio dalla scuola per riscoprire la dimensione centrale della piazza, come spazio del dialogo e dellimmaginazione comune. Perché i progetti hanno sempre un sogno alle spalle: e in questo caso stiamo provando a sognare in molti. (Ruggero Poi).

Ruggero Poi a Cittadellarte-Fondazione Pistoletto dirige l’ufficio Ambienti d’Apprendimento e coordina il progetto “Terme Culturali”. È Amministratore e fondatore di Associazionedidee, società che progetta e realizza attività educative per diversi musei, tra cui il Castello di Masino (Fondo Ambiente Italiano). Fondatore della Fondazione Montessori Italia dirige corsi di formazione, supervisiona e aiuta all’avvio le scuole ispirate ai principi della pedagogia attiva. Nel 2012 ha portato in Italia la prima sperimentazione del metodo Montessori con gli anziani fragili, di cui ha raccolto gli esiti in un libro uscito nel 2020 (Centro Studi Erickson). Ha pubblicato libri per bambini e saggi di approfondimento sul metodo Montessori e sul ruolo educativo dell’arte contemporanea. In collaborazione con il fablab di Milano Opendot ha progettato la linea educativa Eduframe, esposta nel 2018 in Triennale a Milano in occasione della mostra sul gioco “Giro Giro Tondo” e selezionata durante Makerfaire 2020 tra gli otto progetti finalisti nell’ambito del contest di Sanofi “Maketocare”.

Alice Rossi è una giovane illustratrice dedita ai temi del cambiamento e delle responsabilità collettive attraverso l’arte, intesa come immediato e primario strumento di comunicazione. Cura laboratori di arte terapia e pittura libera per bambini in età scolare e prescolare, è ospite nei maggiori festival del fumetto e dell’illustrazione. È laureata in Graficad’Arte editoriale presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino. Nel 2019 ha iniziato il Master di illustrazione per l’editoria presso Ars in Fabula a Macerata, terminato a novembre 2020 con Laurea master di primo livello.


Zoe e il talento liberato sarà presentato il prossimo 30 settembre alle ore 18 al Circolo dei Lettori  e delle Lettrici di Torino (Via Bogino 9). Saranno presenti Ruggero Poi e Alice Rossi 

Michela Bellini “Quarta finestra da sinistra”, presentazione

Una strana finestra, una luce sempre accesa e movimenti inquietanti intravisti dietro le tende attirano l’attenzione di Rita, appassionata di storie, che abita nel palazzo di fronte.
Un grido di donna, l’ombra minacciosa di un uomo.
Che mistero si cela dietro al vetro?
La sensazione di pericolo e di tragedia imminente incombe e condiziona la vita di Rita che non riesce a stare a guardare e indaga, con l’aiuto delle amiche e il supporto discontinuo di Bruno, il suo fidanzato di sempre. L’ignoto sovrasta le vite di tutti mentre man mano il mistero si svela fino all’epilogo decisamente noir. 

Un giallo psicologico, che si snoda a ritmo incalzante tra Milano e Lione, attraverso una rapida alternanza dei personaggi. Qui suspense, amore, ironia e violenza s’intrecciano in un crescendo appassionante.
(da PAB Editore)

L’incipit

La macchina le piombò addosso a tutta velocità mentre attraversava viale Romagna. Se ne accorse
solo all’ultimo ma, non si sa come, riuscì a evitarla e si ritrovò ansimante a guardarla mentre
sbandava e usciva di strada finendo dritta contro il muro di una casa. Un attimo dopo un tizio si
buttava fuori dall’abitacolo e si dileguava di corsa. Rita era sbalordita, ma si riprese in fretta e si
allontanò velocemente. Al momento sembrava che nessuno avesse fatto caso a lei. Di lì a poco, la
strada si sarebbe riempita di gente, qualcuno stava già accorrendo. La Municipale, una volta sul
posto, avrebbe cercato dei testimoni e lei non aveva nessuna intenzione di complicarsi la vita.
Svoltò rapidamente l’angolo di via Mangiagalli, ma subito dovette fermarsi perché le cedevano le
gambe. Si appoggiò alla parete di un palazzo e fece alcuni respiri profondi. Contò fino a dieci, poi
provò a muovere con cautela un passo, poi due, tre, sì, le gambe erano a posto e la testa non le
girava più: poteva riavviarsi.

 

Michela Bellini è una scrittrice e poetessa milanese. Da sempre appassionata lettrice, negli anni Novanta si dedica alla scrittura di favole che crea insieme alle sue figlie. Passa poi ai racconti e alla poesia, pubblicando varie raccolte, l’ultima delle quali, Senza Centro, in ottobre 2022, per Porto Seguro Editore. La passione per le storie la porta a scrivere un giallo psicologico, nasce così Il passato dietro l’angolo, pubblicato da Fratelli Frilli Editori a fine 2021.  
Partecipa a varie antologie, Sogni Noir (2024 – F.lli Frilli Editori), Note noir (2023 – F.lli Frilli Editori), Respect (2024 – Edizioni Effigi), Scriviamo nell’era del CAMBIAMENTO (2023PAV Edizioni), Quei sorrisi noir (2022-F.lli Frilli Editori), Odio e amore in noir (2021-F.lli Frilli Editori), La Poesia nei giorni della Paura (2021-Rayuela Edizioni), con racconti o poesie. Ama scattare foto e per questo apre un suo blog sul quale, quando arriva la pandemia, pubblica un diario ironico del primo lockdown,
corredato di foto e nel 2021 pubblica il libro: Diario ai tempi del Corona – cronaca semiseria di un incubo.   

Emanuele Trevi “Mia nonna e il Conte”, presentazione

Dopo La casa del mago, con Mia nonna e il Conte Emanuele Trevi prosegue la panoramica impressionista degli adulti di famiglia, fondendo personaggi e luoghi in un’unica memoria delle origini.
( da Solferinolibri)

Un paesino della Calabria, nonna Giuseppina, per tutti Peppinella, il suo giardino e l’incontro con il Conte, sono il fil rouge del racconto, e non solo. Nel suo giardino, dominato dall’imponente cibbia, ormai svuotata ma che continua a significare sorgente di vita per l’acqua che conteneva, il nipote Emanuele ha trascorso, tra libri e letture, le estati dell’infanzia e della giovinezza, era lì che si isolava per leggere

“Possiamo accontentarci di ritenere che i giorni e gli anni, per il solo fatto di essere passati, non esistono più? Chiudo gli occhi e ho sette anni, è il primo pomeriggio di un giorno di luglio, il frinito delle cicale vibra e risuona nell’aria immobile tanto da equivalere a un silenzio assoluto, mi cerco un posto buono per leggere le storie di Christopher e Winnie Pooh e tutto è futuro per me, indistinto e gravido futuro; riapro gli occhi ed eccomi qui che scrivo curvo”…

Trevi continua anche in questo romanzo, dopo “La casa del  Mago” il suo dialogo con il passato, con i suoi personaggi e gli ambienti rivitalizzati dal ricordo e impregnati di vite e di esperienze, le proprie dall’infanzia alla giovinezza, e ritrovarvi le radici di una formazione, intessuta di storie, tipi umani, cose, ambienti,  tanto da dire che la letteratura e il giardino della nonna “sono rimasti due concetti totalmente equivalenti”, quando le sue letture e il luogo si sono cementati nell’emozionario del ricordo.
Oltre ai luoghi emerge la figura  di un personaggio particolare, la nonna, e il suo incontro con il Conte, un conte vero: tra i due fiorisce un affetto inaspettato, un sodalizio, come può esserlo un amore senile: Peppinella ultraottantenne è vedova da decenni, e il Conte è un  vero aristocratico ultra ottantenne anche lui; si è  trasferito nel paese calabrese, ma avendo un ginocchio difettoso, il Conte si presenta a Donna Peppinella per chiedere la cortesia di transito dal suo giardino, e  i transiti si allungheranno in  visite e in pomeriggi sotto la magnolia, e in pranzi, fino all’incontro con la cugina principessa.

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La casa del mago

I cani del nulla. una storia vera

Due vite vince il Premio Strega

Due vite presentazione

Remo Pavone “Resilienza. Il coraggio di rinascere”, NeP Edizioni

“La resilienza è un atto quotidiano di fedeltà a sé stessi, è restare vivi dentro anche quando tutto intorno sembra morto”.

La resilienza è la capacità di affrontare, superare e adattarsi alle difficoltà, alle sfide e ai cambiamenti della vita, trasformando anche le esperienze negative in opportunità di crescita personale. Una forza interiore che permette di essere resistenti alle difficoltà che la vita ci presenta, ci dà modo di cercare la giusta carica per andare avanti con maggiore consapevolezza e maturità.
In un mondo in continua mutazione, dove incertezze e ostacoli fanno parte della quotidianità, la resilienza si rivela l’arma vincente per affrontare le difficoltà e trasformarle in opportunità di crescita.


L’obiettivo del libro è quello di ispirare il lettore, di incoraggiarlo e guidarlo in una sorta di viaggio alla scoperta personale e di crescita interiore. Fornire spunti di riflessione nei momenti di difficoltà, oltre che strumenti per cominciare a costruire una vita orientata sulla consapevolezza del fatto che ci si può migliorare per renderla più appagante e resiliente.
L’autore unisce narrazione, esperienza personale e riflessione teorica. Pagina dopo pagina, prende forma una verità semplice e potente: la resilienza non si costruisce da zero, si
risveglia. È già nostra.
Un invito sincero a guardarsi dentro, a riscoprire la propria forza interiore, e a credere che ogni ferita può diventare origine di trasformazione. Un viaggio emozionante tra storie vere, esperienze personali e riflessioni profonde, sostenute da ricerche scientifiche che danno corpo e senso a ciò che molti vivono ma pochi riescono a spiegare.
Racconti autentici, che sanno parlare al cuore senza rinunciare alla profondità, attraverso una scrittura scorrevole, accessibile, capace di accogliere chi legge.
Lo sguardo di chi ha fiducia nella capacità dell’essere umano di trovare il bene e di continuare a crescere, sempre.

Remo Pavone è dottore in Scienze e Tecniche Psicologiche e specializzato in Psicologia del Traffico. Da sempre è interessato al potere trasformativo delle difficoltà. Vive tra le parole, le persone, le storie e l’ascolto profondo della vita.

Giacomo Sgambato “Amore in contanti”, Ventura Edizioni

Ventura Edizioni

Il racconto crudo e ironico del cliente, un punto di vista
inedito sul mondo della prostituzione.

Un viaggio autobiografico e narrativo che racconta
senza filtri la vita e le emozioni di un uomo alle prese con il mondo del sesso a pagamento.
Con prefazione del prof. Emmanuele A. Jannini (Università Tor Vergata, Roma), il libro affronta uno dei fenomeni sociali più antichi e controversi – la prostituzione – scegliendo un punto di vista
raro: quello del cliente.
Tra ricordi personali, episodi ironici, riflessioni intime e storie talvolta crude, Amore in contanti si propone come un testo che non giudica, ma osserva, racconta e invita a riflettere. Una testimonianza che intreccia autoironia, tenerezza, disincanto e profondità, restituendo un quadro complesso e umano di un mondo spesso ridotto a stereotipo.

La sinossi

Un bambino apre come scatole cinesi il suo futuro, contempla il mondo e ne pregusta le scoperte. In un afoso pomeriggio svela una terribile e splendida realtà, ne conserverà il sapore tra le pieghe della mente fino a quando non ne capirà il reale significato. Anni più tardi si ritroverà uomo in un viaggio intimo e disincantato in cui si perderà tra personaggi grotteschi e storie kafkiane. Una ripida discesa nel mondo sotterraneo della prostituzione. Esisterà solo in un labirinto surreale quasi sempre popolato da vite afflitte e in perenne transizione, in cui il piacere mercenario ha un costo umano elevatissimo. In un folle e precario equilibrio il protagonista non si arrende alle regole sociali, avanza come un funambolo tra la solitudine e il disprezzo, ridiscute se stesso e le proprie scelte. Osserva con tenera malinconia tutte le vite sfiorate, esistenze morbide come il velluto ferocemente sgualcite. Su lerci marciapiedi individuerà drammi commoventi ed esilaranti commedie, comunque, lampi abbacinanti sulla coscienza.
Un’asciutta disamina di una realtà lussuriosa ma anche drammaticamente misera.
Impastando sesso e denaro lentamente emergono i ritratti antichi delle vere protagoniste di questo libro: le donne. Donne figlie, sorelle, madri.
Il protagonista è la figura famelica che conserva e moltiplica un desiderio incessante. Una recondita e disperata sete di vita e di calore umano, forse di amore. Sesso e bisogno di affetto sono un tracciato inestricabile di strade dal quale sembra non sia possibile uscire, l’unico approdo sicuro pare anche quello più fragile e vacillante, la donna nella sua declinazione più dolente: la puttana.
La narrazione incalzante di realismo sporco è solo il pretesto per rivivere i precoci sogni trasformati in incubi indelebili. Frammentando centinaia di volti in un dedalo di ricordi l’autore cerca di trovare una risposta alla sua maledetta dipendenza, anche attraverso cenni storici, analisi sociologiche e cronaca nera.

Giacomo Sgambato, milanese d’adozione, l’autore nasce nel 1969 nello stesso paese che ha dato i natali a Giordano Bruno, Nola. Dopo gli studi di psico-pedagogia si dedica ad attività afferenti al mondo dello spettacolo, prima come truccatore cinetelevisivo poi come cameraman presso l’emittente TV7 Lombardia. Qui inizierà a scrivere sceneggiature per pubblicità, televendite e video promozionali per alcuni comici di Zelig.
Attualmente è un libero professionista che si dedica all’attività di social media manager.
Considera maestri inarrivabili per chiunque gli autori che lo hanno formato: Kafka, Dostoevskij, Bulgakov, Dumas padre, Bukowski, Dickens, Shakespeare.

Lydie Salvayre “Sette donne”, presentazione

Traduzione di Lorenza di Lella e Francesca Scala

Prehistorica Editore

Sette donne, sette autrici, incontrate come lettrice, apprezzate e stimate, tutte, fondamentali per la sua crescita come scrittrice.

“Il punto in comune di queste sette donne è che le ammiro. Tutte. Tutte sono state importanti nella mia vita da quando, a 12 anni, ho cominciato a leggere Emily Brontë. Tutte e sette, soprattutto, sentivano l’imperiosa necessità di scrivere”.

Risponde così alla domanda di Elisabetta Rosaspina (La Lettura del Corriere 8 agosto 2025) perché avesse scelto proprio loro per le sue biografie che tali e semplicemente tali non sono, infatti, sono le autrici che l’hanno confermata nella sua volontà di scrivere, di essere donna e autrice, come loro che, nella loro esistenza di vita, hanno sofferto ed hanno trasformato quel dolore in pagine letterarie.

Un testo dedicato a queste autrici dal cui incontro Lydie Salvayre ha costruito la sua identità e di scrittrice e di donna.

Scrive Laura Pugno (tutto libri La Stampa 6 settembre 2025):

” è un diario di formazione per voce interposta quello che ci consegna in questo libro, in cui l’ordine delle vite narrate si fa eco dell’ordine, o del disordine, della vita della narratrice. Nella versione originale francese Sept femmes/Sette donne è diventato anche uno spettacolo, messo in scena a pochi mesi dalla prima uscita in Francia, per l’8 marzo del 2014, da lan Morane con l’adattamento di Nadine Eghels, presso la Casa della Poesia di Parigi”

Lydie Salvayre nasce nel 1948 a Autanville (centro-valle della Loira) da genitori spagnoli rifugiati, sfuggiti al franchismo durante la guerra civile. Studia lettere moderne all’Università di Tolosa e si laurea anche in medicina: ha esercitato la professione dello psichiatra prima di dedicarsi integralmente alla scrittura. Ha esordito nel 1990 con il romanzo La Dichiarazione, salutato dalla critica e insignito del Premio Hermès. Di lì ha pubblicato una quindicina di romanzi, che gli sono valsi svariati e importanti riconoscimenti, come Il Premio Novembre, il Premio Billetdoux e il Prix Goncourt. Le sue opere sono tradotte in una ventina di lingue. In Francia è edita da illustri editori quali Le Seuil, Juillard e Verticales. In Italia, alcune sue opere sono state pubblicate da Bébert, Bollati e Boringheri, Feltrinelli, Guanda, L’Asino d’oro. Dal 2023, se ne occupa Prehistorica Editore.

Elizabeth Strout “Raccontami tutto”, presentazione

Traduzione di Susanna Basso

Un carosello di storie che, pagina dopo pagina, si affastellano una sull’altra, alimentate dal desiderio di dar conto delle tante «vite ignorate» che scorrono apparentemente senza lasciare traccia, e di sondare cosí il mistero che tutti quanti siamo.(da Einaudi Libri)

Crosby nel Maine, Bob  Burges, sessantacinquenne, che da quasi quindici anni lì vive: in gioventù avvocato a New York , tra i cui clienti annoverava William, l’ex marito di Lucy, la scrittrice, che insieme a lei aveva affittato a Crosby una casetta sul mare durante la pandemia di Covid-19 e che ora è diventata la loro dimora permanente; così nel precedente romanzo “Lucy davanti al mare” l’autrice racconta.  
Un ritrovarsi.
È proprio grazie a Bob e alle loro passeggiate quotidiane e alle nuove frequentazioni cui Bob l’ ha introdotta, che Lucy è riuscita a trascorrere meglio gli anni bui della pandemia, e a incontrare la novantenne Olive Kitteridge, proprio lei : chi ha letto Elizabeth Strout, rincontra due protagoniste chiave della sua narrazione.
Da questo incontro nasceranno le tante storie dal passato e mai rivelate, storie di un’umana esistenza, di quelle vite ignorate, vite fragili, storie all’apparenza banali che Olive e Lucy si raccontano e ci raccontano per farci entrare in quell’universo che sono gli altri, quelli con i quali spesso dividiamo le nostre giornate ma che non conosciamo davvero, quel microcosmo sconosciuto che sono e che siamo tutti noi.  
Emergono così storie dei protagonisti non rivelate dentro le prime storie. E fra tante anche una in giallo: il cadavere di una donna, Gloria Beach, è rinvenuto nelle cave dei dintorni; il figlio è il principale indiziato, sarà Bob a incaricarsi della sua difesa, decisione legata proprio al suo vissuto.

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri

Olive Kitteridge

Olive, ancora lei

Oh William

Lucy davanti al mare

“Punk Rock the Manges photo archive”, Tsunami Edizioni

Tsunami Edizioni

Pagine: 348 – FULL COLOR – 

Introduzione Mass Manges

Postfazione di Joe King

Con un testo di CJ Ramone

«Questi ragazzi, che considero con orgoglio miei amici, vedono il punk rock come un modo di approcciare la vita. Hanno fatto proprie le lezioni che ci hanno insegnato i Ramones e le mettono in pratica ogni giorno. Ho girato un po’ nel folle mondo del punk, e non sono molte le persone che ti guardano negli occhi, ti stringono la mano e mantengono la parola. Ma i miei amici Manges sono così».

– JOE QUEER

«È molto difficile per una band proveniente da un altro Paese avere successo negli Stati Uniti, ma i Manges ci sono riusciti. Questi ragazzi sono rispettati nella comunità punk rock americana, e non è uno scherzo».

– CJ RAMONE

Dalla introduzione

«Questo libro è un racconto per immagini. Non è una biogra­fia, non è una raccolta di successi, e non è una celebrazio­ne dei Manges come band, ma un tributo alla scena punk rock che ci ha formati, alle persone che abbiamo incontra­to lungo il cammino e ai luoghi che sono diventati parte del nostro viaggio. Come fotografo, documento i Manges fin dal primo giorno, nel 1993. La maggior parte delle foto che troverai qui pro­vengono dal mio archivio personale, scattate nel corso degli anni, durante un’infinità di concerti, di viaggi e tutto quello che c’è stato in mezzo. Alcune immagini ci sono sta­te passate da amici e fan, condivise come stampe o recu­perate da vecchi negativi. Altre le abbiamo trovate online, taggate nei post. Abbiamo indicato i fotografi ogni volta che è stato possibile. E per quelli che non siamo riusciti a rintracciare: grazie lo stesso, e speriamo possiate capire. Queste immagini, proprio come la scena punk, apparten­gono a una memoria collettiva. Non abbiamo incluso foto promozionali né scatti ufficiali usati per album, poster o campagne stampa: questo non è quel tipo di libro. Non troverete una discografia o una cronologia dettagliata. Non ci interessa raccontare quello che è stato pubblicato, ma ciò che è stato vissuto».

Dal 1993 i Manges suonano punk rock partendo da La Spezia, che loro stessi hanno ribattezzato “Las Pezia”, un soprannome che è diventato familiare anche al di fuori della scena underground. Hanno suonato ovunque: Europa, Nord America, Giappone. Palchi piccoli, locali affollati, chilometri di strada, centinaia di voli. Sei album all’attivo e una miriade di singoli in vinile – molti dei quali oggi fanno la gioia dei collezionisti – pubblicati per etichette di tutto il mondo.

Col tempo si sono guadagnati rispetto e stima da parte della scena punk internazionale, stringendo legami con alcune delle band più importanti del genere. I Manges sono diventati un punto di riferimento, un nome noto nei circuiti punk di mezzo mondo. Questo libro non è una biografia, né un catalogo dei loro dischi. È un racconto per immagini di tutto ciò che li ha influenzati: le persone incontrate, i posti vissuti, i momenti che hanno contribuito a farli diventare quello che sono.

Voland, novità di settembre 2025

Valentina Santini Latte guasto
“L’unico modo per non essere crudeli è rimanere in silenzio.”

dal 12 settembre in libreria

19 maggio 1969. Viola ha undici anni e d’un tratto smette di parlare. Nessuno, nella sua famiglia o nel borgo di Quattrostrade, riesce a spiegarsi perché. Cosa è accaduto alla bambina? In breve, per la piccola comunità, la diagnosi è semplice: Viola è impazzita, le manca un venerdì. Anche sua madre se ne convince a poco a poco. Per Viola diventa una trappola e insieme un’opportunità, non si sottrae a quel verdetto. In realtà custodisce un segreto, e se parlasse le conseguenze sarebbero devastanti. Negli anni, però, le parole diventano un’altra cosa: maschere inaffidabili, come le persone che le pronunciano. Viola cresce e sperimenta le relazioni e il mondo attraverso il corpo. Lo sguardo e l’ascolto, senza l’interferenza della parola, la portano in una dimensione solo sua e lei impara a intuire la verità nei silenzi. Viola assaggia, tocca, ascolta e si lascia invadere, nel disperato tentativo che qualcuno, nonostante tutto, riconosca la sua voce.

VALENTINA SANTINI nasce nel 1983 nella Maremma grossetana. È laureata in Psicologia. Conduce laboratori di scrittura creativa e lavora come editor e copywriter. Molti dei suoi racconti sono usciti in raccolte e per riviste online. cosceneggiatrice della serie tv interattiva Il confine di Moebius. Ha pubblicato L’osso del cuore (Edizioni e/o 2022) e Mosche (Voland 2024). Scrive per il cinema.

Maylis Besserie La balia di Bacon
“Le tue lacrime si trasformano in colore. Colano tra i pigmenti, raccontano le cose al posto tuo.”

dal 12 settembre in libreria

Il passato del pittore Francis Bacon ha i colori di una campagna irlandese intrisa di violenza, tensioni e tragedie. Il presente vibra nella Londra a cavallo delle due guerre mondiali, tra notti sfrenate, amori tormentati e i giudizi taglienti della critica. Il futuro lo consacrerà come uno dei massimi protagonisti dell’arte contemporanea. Maylis Besserie intreccia tutto questo in un racconto sospeso tra le tele dell’artista e la voce di Jessie Lightfoot, la donna che più lo ha amato, che più di chiunque altro ha saputo leggerne i pensieri e i turbamenti, la sua affezionata nanny.

Nata nel 1982 a Bordeaux, MAYLIS BESSERIE è una scrittrice e produttrice radiofonica francese. La balia di Bacon è l’ultimo capitolo della sua trilogia franco-irlandese, che comprende anche I dispersi amori (Voland 2023) e L’ultimo atto del signor Beckett (Voland 2022), suo romanzo d’esordio, vincitore del Premio Goncourt 2020 per l’opera prima, i cui diritti sono stati venduti in tutto il mondo. 

Aleksej Nikitin Di fronte al fuoco

“…perché la vita in guerra ha un ritmo diverso e una sua particolare densità. Non ha nulla in comune con la vita prima della guerra o con quella che verrà dopo.”

dal 19 settembre in libreria

Estate 1941. Dopo aver conquistato il secondo posto al campionato nazionale sovietico, il pugile ebreo ucraino Il’ja Gol’dinov si unisce ai partigiani che combattono i tedeschi. Arruolatosi in seguito nell’esercito regolare, viene catturato e rinchiuso in un lager, per poi riapparire come un fantasma nel febbraio ’42, nella Kiev occupata dai nazisti, e lì misteriosamente scomparire di nuovo. La moglie Feliksa comincia a indagare sulla sorte dell’uomo, che le autorità danno per disperso…Amore e morte, lealtà e tradimento, tradizioni yiddish e propaganda sovietica si mescolano in una storia vera – accuratamente ricostruita sulla base di documenti desecretati dopo il 2011 –avvincente come un racconto epico, che ci narra di un paese da sempre crocevia di culture e di etnie e ci riporta al presente, al conflitto che oggi sconvolge l’Europa e il mondo.

Scrittore ucraino di lingua russa, ALEKSEJ NIKITIN è nato a Kiev nel 1967. Laureato in fisica, ha collaborato al progetto del sarcofago destinato a mettere in sicurezza la centrale di Černobyl’. Autore di romanzi e racconti, di cui alcuni tradotti in inglese e francese, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Sholem Aleichem per Di fronte al fuoco. Con Victory Park (Voland 2019) ha vinto il Russkaja Premija. In precedenza ha pubblicato i romanzi Istemi (Voland 2013) e Mahjong (2012).