Susan Choi “Esercizi di fiducia” presentazione e la recensione di Maria Anna Patti di CasaLettori

La recensione di Maria Anna Patti di CasaLettori

Esercizi di fiducia, vincitore nel 2019 del National Book Award, è la storia, suddivisa in tre parti e a più voci narranti partendo da una base comune, di un gruppo di studenti di teatro e dei loro insegnanti ambientata negli anni Ottanta in una cittadina del Texas mai nominata, ma che ricorda molto Huston dove la stessa autrice aveva frequentato, proprio negli anni Ottanta, un’accademia d’arte drammatica.

Il tema portante è quello della fiducia nei suoi molti aspetti e, ad esso collegato, quello dei rapporti tra potere, anche psicologico, e fiducia e tradimento della stessa. Si apre con la storia tra David e Sarah, due quindicenni, che si innamorano. Questa prima parte è scritta in terza persona. Nella seconda parte voce narrante è Karen: sono trascorsi quindici anni e Karen, amica di Sarah, non condivide la storia raccontata nel libro da lei scritto sulle esperienze vissute quando erano studentesse, ritrovandosi all’interno di un romanzo in un ruolo in cui non si riconosce. Nella terza e ultima parte, la storia viene ancora una volta rivisitata attraverso gli occhi di Claire che, alla morte della madre adottiva, cerca la propria madre biologica. Un “gioco” delle parti dove la memoria del passato si rivela molto personale: la versione di Sarah “tradisce” secondo Karen la fiducia dei suoi lettori e relega lei in un ruolo che non le appartiene, la sua storia, raccontata da altri… Nella terza parte forse la verità. Ma quale verità?

Da SUR Editore

Un romanzo a più voci che racconta l’amicizia, il desiderio, la fragilità e le ossessioni degli adolescenti, le dinamiche di sesso, potere e consenso, il delicatissimo rapporto fra insegnanti e allievi e l’attrito fra verità e finzione in ogni forma di racconto, dal teatro alla letteratura; appassionante e sorprendente, ricco di sottigliezza psicologica e colpi di scena, è l’opera che ha definitivamente consacrato presso critica e pubblico un’autrice già finalista al premio Pulitzer.

Susan Choi (1969) è nata negli Stati Uniti da padre coreano e madre ebrea americana. Vive a Brooklyn e insegna letteratura inglese a Yale. È autrice di cinque romanzi, fra cui American Woman (2003), finalista al premio Pulitzer, e A Person of Interest (2008), finalista al PEN/Faulkner Award e vincitore del PEN/W.G. Sebald Award. Esercizi di fiducia, che ha vinto il National Book Award per la narrativa nel 2019, è il suo primo libro tradotto in Italia.

Miriam Toews “Swing Low” presentazione e con la recensione di Maria Anna Patti di CasaLettori

La recensione di Maria Anna Patti di CasaLettori

Un’autobiografia diversa, un biografia in prima persona.

Scritto nel 2000 solo ora viene editato in italiano per Marcos y Marcos con la traduzione di Maurizia Balmelli con il titolo originale di Swing Low  che tradotto letteralmente suona dondola piano, ed è il titolo di una famosa canzone spiritual. 

Un padre, un uomo che nella sua vita è riuscito, nonostante la malattia maniaco depressiva, oggi nota con il termine di disturbo bipolare, da cui era affetto e che aveva scoperto in età adolescenziale, ad avere un amore, Elvira amata sin dai tempi della scuola, a sposarsi e a diventare padre di due figlie, di cui una la scrittrice, ed essere un ottimo insegnante.

Ce lo racconta proprio lei, immedesimandosi in lui, come su una pagina di diario personale, in prima persona quindi, l’autrice canadese Miriam Toews, con la volontà di rendere omaggio e presumibilmente anche di riscoprire il padre Melvin morto suicida.

Da Marcos yMarcos Editore

Quando Mel, a diciassette anni, si convince di essere un uovo, gli psichiatri non scommetterebbero un centesimo sul suo futuro. Decretano ‘psicosi maniaco-depressiva’ e prescrivono montagne di farmaci.
Eppure Mel riesce a sposare Elvira, vulcano di vitalità e progetti, a diventare un insegnante geniale e amatissimo, a crescere due figlie con personalità spiccate, a coltivare fiori magnifici nel suo giardino.
Consuma scarpe passeggiando all’infinito, organizza gare sui trampoli al chiaro di luna, accoglie con un sonoro buongiorno gli studenti davanti a scuola il mattino.
Mel sente forte il richiamo della vita e della scoperta, ma la depressione lo insidia con la sua rete vischiosa di silenzio; alla fine riesce a catturarlo e a fargli credere di aver sbagliato tutto.
La figlia Miriam, narrando la sua storia come avrebbe potuto raccontarla lui, con la comicità stralunata di un uomo dolcissimo e smarrito, ci dimostra che non è così.


Miriam Toews

Autentica rivelazione della narrativa anglofona degli ultimi anni, Miriam Toews nasce in Canada, in una comunità mennonita di stampo patriarcale. A diciotto anni è già a Montréal, e scrivere è la sua ribellione. […] Un tipo a posto, il secondo romanzo, è pieno di tenerezza e comicità; Un complicato atto d’amore, best seller in Canada, viene tradotto in quattordici lingue. In fuga con la zia si aggiudica il Rogers Writers’ Trust Fiction Prize; Mi chiamo Irma Voth evoca la sua esperienza sul set di Luz silenciosa; I miei piccoli dispiaceri è già un caso letterario: […] Con Un complicato atto d’amore entra nel catalogo Marcos y Marcos anche lo splendido romanzo che ha portato Miriam Toews al successo internazionale; il primo in cui lei affronta il mondo ristretto e opprimente della setta mennonita in cui è cresciuta, e da cui è fuggita.
Donne che parlano è il suo ultimo romanzo.

Piergiorgio Pulixi “Un colpo al cuore” presentazione

In “Un colpo al cuore”, l’ultimo romanzo di Pulixi ad un anno e mezzo da L’isola delle anime vincitore del premio Scerbanenco nel 2019, si incontrano le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce, protagoniste del romanzo, e il commissario Vito Strega, già presente in precedenti romanzi Il canto degli innocenti” e “La scelta del buio”.

Protagonista un giustiziere, soprannominato “il dentista”, si scoprirà il perché: giustizia sarà fatta da questo feroce assassino che, come un vendicatore, giudica e punisce, ma non da solo: prima di procedere chiede, a chi raggiunto attraverso la rete, in modo non rintracciabile, di emettere il verdetto. Un noir che mette l’accento su vari e spinosi argomenti e non solo relativi a tutto il sistema giudiziario.

Dal Catalogo Rizzoli

“Occhio per occhio, dente per dente” è la regola del serial killer che ha deciso di riparare i torti del sistema giudiziario. Dove non arrivano le giurie, arriva lui, rapendo, torturando ed eliminando i criminali che l’hanno fatta franca. Indossa una maschera dai tratti demoniaci, e si fa annunciare ogni volta da un video intitolato La Legge sei tu in cui chiede alla gente di pronunciarsi in giudizio tramite votazioni anonime e irrintracciabili. […]L’indagine sul caso che sta scuotendo l’Italia è affidata al vicequestore Vito Strega, esperto di psicologia e filosofia, tormentato criminologo dall’intuito infallibile, avvezzo alla seduzione del Male. Lo affiancano le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce. […] Tra la Sardegna e Milano, i tre poliziotti dovranno mettere in gioco tutto per affrontare un imprendibile nemico dai mille volti e misurarsi ciascuno con i fantasmi del proprio passato.

Brevi note biografiche e altri scritti da Rizzoli Autori

Nato a Cagliari nel 1982, vive a Londra. Ha pubblicato Perdas de Fogu (Edizioni E/O 2008), L’albero dei Microchip (Edizioni Ambiente 2009), Donne a perdere (Edizioni E/O 2010) e la serie poliziesca iniziata con Una brutta storia (Edizioni E/O 2012) e La notte delle pantere (Edizioni E/O 2014).

Sophie Dubois-Collet “La storia prende il treno” presentazione

In quarantatré racconti Sophie Dubois-Collet ne racconta la storia anche attraverso personaggi di prestigio, re, regine, politici, che sono stati viaggiatori su questo straordinario mezzo di locomozione che ha trasformato il paesaggio urbano e rurale insieme alla mentalità dei passeggeri rendendo il mondo più “piccolo” , accorciandone le distanze, rivoluzionando l’immaginario collettivo. Carrozze su cui è salita anche la Storia per gli incontri e le decisioni che vi sono state prese su carrozze eleganti con ogni genere di comfort, più spesso simili a salotti che non a vagoni ferroviari. Racconti di viaggi nelle zone più disparate del mondo, in India, in Sud Africa, ma anche negli Stati Uniti con il viaggio di Obama del 2009, da Philadelphia a Washington, ripercorrendo l’itinerario di Lincoln. Treni su cui è stata firmata la resa: sarà sempre sulla stessa carrozza che la Francia la imporrà ai Tedeschi dopo il primo conflitto mondiale e sempre nella medesima carrozza Hitler la imporrà ai Francesi. E personaggi che hanno occupato a lungo le pagine della storia: il primo viaggio della giovane regina Vittoria nel lontano 1842 che ne restò catturata, dalla velocità, dai pochi scossoni, senza il caldo e la polvere delle carrozze. Pagine che raccontano l’Orient Express che tanto aveva acceso le fantasie di scrittori che, come Agata Christie, vi ambienterà delitti e passioni. Ma anche epiche rapine di valori e pietre preziose che vi erano trasportate: il treno che non smette mai di affascinare, dai suoi primi sbuffi alle linee dell’alta velocità.

Da ADD Editore

«Quando la storia deraglia, spesso lo fa su un treno mitico…» 
Salite a bordo dei treni più belli del mondo con Sophie Dubois-Collet e rivivete con lei storie incredibili che vi faranno sorridere e commuovere, che vi faranno paura o infonderanno coraggio. Gli appassionati del treno lo sanno: i treni possono essere meravigliose macchine dei sogni…

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J.Andersson “Storia meravigliosa dei viaggi in treno”

Il treno marchingegno sconvolgente del diciannovesimo secolo di Salvina Pizzuoli

Annie Ernaux “La donna gelata” presentazione

È in libreria dall’8 febbraio il romanzo “La donna gelata” di Annie Ernaux, pubblicato da L’Orma nella traduzione di Lorenzo Flabbi. Uscito in Francia nel 1981 è in ordine di tempo il terzo romanzo della scrittrice e racconta la storia dell’educazione di una bambina della provincia francese negli anni ’40 che accompagna nella sua crescita attraverso le esperienze di adolescente e nell’età adulta. Un racconto di sé in prima persona attraverso i tre stadi fino a quello di donna gelata che ha perso se stessa nello sforzo di essere moglie, madre, insegnante.

Parla di sé, come in altri scritti che ricostruiscono momenti autobiografici, ma parla di donne, non solo legate alla sua generazione, oggi la Ernaux è un’ottuagenaria nata nel 1940, ma racconta di una condizione non ancora modificata, tutta al femminile. Scrive bene Mauretta Capuano quando dice che la Ernaux “trasforma ancora una volta la propria vita in uno strumento di indagine sociale ed esistenziale facendo dell’autobiografia un messaggio universale”. In una recente intervista la Ernaux asserisce che ancora oggi lo stereotipo più difficile da superare per una donna sia la sottomissione.

Dal Catalogo L’Orma Editore

L’educazione sociale, sentimentale e sessuale di una donna dalla provincia francese degli anni Quaranta alla temperie di liberazione degli anni Settanta. Le scoperte e i tabù dell’infanzia, gli ardori e i conformismi dell’adolescenza, gli anni trepidi e indipendenti dell’università, ingolfati di amori e di scelte, finché i mille bivi della giovinezza non convergono in un’unica via dalla forza di attrazione quasi irresistibile: il matrimonio, la fondazione di una famiglia. E qui lo squilibrio di ruoli e mansioni tra moglie e marito, tra madre e padre condanna l’autrice alla glaciazione dell’interiorità e del desiderio. In un continuo contrappunto tra le proprie esperienze e i modelli imposti dall’onnipresente universo maschile – nel sussidiario delle elementari come nei riti collettivi della gioventù e nei luoghi comuni sulla «femminilità» –, Annie Ernaux descrive con precisa passione l’apprendistato alla disparità di una donna, consegnandoci con spietata limpidezza un’impareggiabile radiografia della moderna vita di coppia.

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

“Gli anni”

“Memoria di ragazza”

Lia Levi “Ognuno accanto alla sua notte” recensione di Salvina Pizzuoli

Tre storie per non dimenticare un’immane tragedia che, a differenza di quanto si potrebbe pensare, non ha riguardato solo gli ebrei, ma tutta l’umanità perché “gli ebrei sono state le vittime, lo sappiamo” ma, come afferma uno dei protagonisti “è tutta l’Europa che è stata ferita e non è ancora guarita. Altro che dramma ebraico, quello è dramma di tutti: laggiù non è morto solo l’uomo, ma l’idea di cosa è un uomo” (in corsivo nel testo).

Gisella, Doriana e Saul si incontrano casualmente, per Gisella e Doriana è stato un ritrovarsi a distanza di trent’anni e un riprendere a frequentarsi. Tre storie che riportano i tre narratori a tempi distanti dagli attuali in cui ciascuno vive, tre storie che sentono di dover raccontare, come si raccontano ai propri figli come memoria e come monito “Lo racconterai ai tuoi figli, dice il rito ebraico, ma ho capito una cosa – dirà Saul al termine dei racconti di cui il suo sarà l’ultimo – In questo momento “i tuoi figli siete voi”. “I tuoi figli” è chi ti ascolta e ti sente con cuore aperto”. Tre storie diverse per protagonisti e conclusioni, ma legate ad un periodo e ad un luogo ben preciso: Roma 16 ottobre 1943, giornata della retata nazista nei confronti degli ebrei, epilogo delle leggi razziali introdotte nel 1938. Nella storia di Doriana il commediografo Giulio Limentani è costretto a ricorrere ad un “prestanome” per pubblicare i propri scritti e sempre a causa delle leggi razziali anche la moglie Lucilla non insegna più nella Scuola pubblica; la seconda storia raccontata da Gisella è quella di un amore adolescenziale tra Colomba e Ferruccio, lei è una ragazza del ghetto, lui il figlio del fiduciario del Fascio; nella terza Graziano e la sua “ribellione” anche nei confronti della famiglia e del padre Vittorio Sabatello, consigliere della comunità ebraica. Le tre storie come il titolo del romanzo, tratto da un verso di Paul Celan ebreo rumeno nato in Bucovina allora territorio annesso alla Romania, sono legate e vogliono sottolineare la notte che ciascuno si porta dentro; come scriveva Primo Levi nella poesia che apre Se questo è un uomo, “Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore […] Ripetetele ai vostri figli”.

Dalle Edizioni e/o

Roma nel periodo delle leggi razziali. Come è possibile che Giulio Limentani, commediografo di successo, si trovi a seguire un proprio lavoro di scena in un teatro, nascosto in incognito in un angolo del loggione?
E come riusciranno a vivere il loro amore i due quindicenni Colomba e Ferruccio, lei ebrea e lui figlio di un gerarca fascista?
Infine un tragico dilemma: la classe dirigente ebraica di quegli anni è forse colpevole di aver sottovalutato il pericolo? E se è un figlio ad accusare di questa inadeguatezza il proprio padre?…

Lia Levi, di famiglia piemontese, vive a Roma, dove ha diretto per trent’anni il mensile ebraico Shalom. Per le nostre edizioni ha pubblicato: Una bambina e basta (Premio Elsa Morante Opera Prima), Quasi un’estateL’Albergo della Magnolia (Premio Moravia), Tutti i giorni di tua vitaIl mondo è cominciato da un pezzoL’amore mio non puòLa sposa gentile (Premio Alghero Donna e Premio Via Po), La notte dell’oblioIl braccialetto (Premio Rapallo) e Questa sera è già domani, vincitore del Premio Strega Giovani 2018. Nel 2012 le è stato conferito il Premio Pardès per la Letteratura Ebraica.

Gatti protagonisti di storie per i più piccini

Gatti protagonisti in due storie per i lettori più giovani (7 – 9 anni)

Nicola Killen per Nord-Sud Edizioni racconta e disegna l’avventura di Ollie e di un gattino sperduto: in un mattino d’autunno nel bosco Ollie con Zucca, il gatto tigrato da cui non si separa mai, giocano piacevolmente quando compare un gattino che miagola disperato perché non riesce più a trovare la via di casa.

Ollie riuscirà ad aiutare il suo nuovo amico a ritrovarla?

Ollie è il simpatico protagonista di altre avventure: Ollie e la renna di Natale e Ollie e il coniglietto magico (da Nord-Sud Edizioni)

Una storia vera raccontata da Silvia Gottardi, Linda Ronzoni e Claudia Fachinetti, illustrata da Camilla Zaza: un gatto speciale che non si arrende neanche dopo aver perso in un incidente le zampe posteriori sostituite con due protesi…

I gatti hanno molte vite, si sa, e Vito non fa eccezione. È stato un micio randagio in Sicilia, un gatto di montagna in Trentino e il boss del quartiere a Milano. Poi un incidente ha stravolto tutto e adesso è addirittura un gatto bionico!
Non è sempre facile stare sui “trampoli”, si procede lentamente, un passo alla volta, ma Vito è ancora un provetto cacciatore e un gran giocherellone e può sempre contare sull’amore e l’aiuto delle sue mamme, Silvia e Linda, e sull’amicizia della piccola Amelie e del suo cagnolino Ragù. (da Il battello a vapore Edizioni)

E ancora per i giovani lettori:

Alcuni titoli di libri illustrati non solo per il piacere dei più piccoli

Daniela Alibrandi “L’ispettore Supplì e altre fantastiche storie”

Stefano Angelo, Theo e il drago Artiglio rosso (disegni di Mauro Moretti), Edida 2017

Mariagrazia Bertarini “Mamma Luna”

Gesualdo Bufalino “Favola del castello senza tempo”

Jean Francois Chabras disegni di David Sala “La Furia di Banshee”

Stefano D’Ambrosio “L’astronauta”

Amodio Del Vecchio “Gli abitanti delle nuvole”

Fulvia Degli Innocenti “Greta e le altre. Un pianeta da salvare”

Cristina Donnini “Lo sciagatto e la leggenda del ritratto incompiuto”

Rosa Rita Formica “Filastrocche Pollicine”

 Fiabe a volontà

Filastrocche a perdifiato

Fabio Leocata “La gentilezza vola lontano”

Joyce Carol Oates “La nuova gattina”

Cristina Núñez Pereira “Emozionario. Dimmi cosa senti” 

Germano Pettarin e Jacopo Olivieri “La rivincita delle 4 operazioni”

Pintonato e Sandri e Giubbilini “Il gallinario”

Bjarne Reuter “Elise e il cane di seconda mano” edizione illustrata

Nadia Terranova/ Ofra Amit “Bruno. Il bambino che imparò a volare

Pievani Vico “Piante in viaggio”

Oscar Wilde “Il principe felice e altre storie” libro illustrato da Evangelista

Naomi Oreskes “Perché fidarsi della scienza?” presentazione

Perché fidarsi della scienza?

Ce lo dice Naomi Oreskes, docente di storia delle scienze e Scienze della terra presso l’Università di Harvard. Nel suo saggio, che ha per titolo la stessa domanda,  mostra in che modo il carattere sociale della conoscenza scientifica sia la sua forza: la scienza fonda le sue asserzioni sul carattere sociale della sua attività, che costruisce sul confronto e sulla validazione collettiva; le sue conclusioni infatti non sono mai determinate da un percorso solo individuale, legate all’operato di un singolo. Questa la ragione migliore per darle fiducia.

La mancanza di fiducia nella scienza ha gravi conseguenze sociali: non nuova a fare luce su aspetti preoccupanti dell’informazione e della disinformazione, in un precedente lavoro aveva messo in evidenza il discredito perpetrato dalle industrie del tabacco agli studi scientifici che evidenziavano i danni determinati dal fumo. In un periodo come l’attuale la fiducia nella scienza è diventata fondamentale per i problemi legati sia alla pandemia ed ai vaccini come arma contro il virus sia al riscaldamento globale: quali risposte se viene a mancare la fiducia nella scienza?

Da Bollati Boringhieri Editore

Ripercorrendo la storia e la filosofia della scienza degli ultimi due secoli, Oreskes mette in dubbio l’esistenza di un unico, aureo metodo scientifico, ma non rinuncia per questo a difendere la scienza dai suoi detrattori. La superiore affidabilità delle tesi scientifiche deriva, nella sua visione, dal processo sociale che le produce. Questo processo non è perfetto – niente lo è mai quando sono coinvolti gli esseri umani – ma Oreskes ci offre delle lezioni fondamentali proprio a partire dai casi in cui gli scienziati si sono sbagliati. È nel racconto di questi illuminanti «errori» che l’autrice ci accompagna in un viaggio appassionante tra alcune delle tesi più bizzarre e discutibili della storia della scienza […]  Il punto è che la nostra fiducia non deve andare agli scienziati – per quanto saggi o autorevoli possano essere – ma alla scienza in quanto processo sociale, proprio perché garantisce il suo consenso solo dopo avere sottoposto le proprie tesi a uno scrutinio rigoroso e plurale.

L’incipit

Perché fidarsi della scienza? Dal punto di vista della storia e della filosofia della scienza

Il problema1 Molti faticano a orientarsi di fronte ai possibili rischi delle vaccinazioni, così come riguardo alle cause del cambiamento climatico, al modo migliore per mantenersi in salute e ad altre questioni che rientrano nell’ambito della scienza. Gli immunologi ci dicono che i vaccini in genere sono sicuri per la maggior parte delle persone, che hanno protetto milioni di individui da malattie mortali e deturpanti e che non sono causa di autismo. Gli esperti del clima ci dicono che l’accumulo di gas serra nell’atmosfera sta surriscaldando il pianeta, provocando l’innalzamento del livello dei mari e causando fenomeni metereologici estremi. […] Ma come sanno queste cose? E noi come facciamo a sapere che non si sbagliano? Ognuna delle precedenti affermazioni viene contestata sulla stampa popolare e su internet, talvolta da soggetti che si definiscono a loro volta scienziati. Come venire a capo di dichiarazioni tanto contrastanti? [—]

Stig Dagerman “Il serpente” presentazione

L’esordio narrativo, finora inedito in Italia, con cui l’appena ventiduenne Stig Dagerman si guadagnò nel 1945 la fama di nuovo talento della letteratura svedese raccontando, sullo sfondo di un Paese in mobilitazione generale, la paura della paura.( da Catalogo Iperborea)

Tradotto solo ora in italiano da Fulvio Ferrari per Iperborea, non può definirsi completamente un romanzo autobiografico e forse nemmeno un romanzo, sottolinea l’autore della traduzione, come si legge nella sua postfazione. Stig Dagerman nonostante la giovane età aveva già composto e pubblicato poesie ed aveva già sperimentato la stesura di testi politici e di critica letteraria militando nel movimento sindacalista e curando la pagina culturale di un foglio anarchico. L’azione si svolge durante le esercitazioni tra il 1943 e il ‘44 di un gruppo di soldati durante la mobilitazione generale in Svezia che, sebbene neutrale, promuoveva le attività in difesa qualora fosse stata attaccata. Ormen, titolo originale, ovvero serpente, è l’animale che compare più volte nei racconti-capitolo a simboleggiare la paura o meglio l’inquietudine che stringe i personaggi.

C’è un serpente che fisicamente compare e scompare nel campo d’addestramento e nella caserma di Stoccolma, ma che ci sia o meno è la sua simbologia che travaglia i sonni e lo spirito dei presenti alla ricerca di strategie per liberarsi dall’angoscia: in “Non riusciamo a dormire” ad esempio si manifesta con la difficoltà degli otto soldati a prendere sonno scoprendo che il raccontarsi momenti del proprio passato può funzionare da ansiolitico, la parola che si fa racconto aiuta a stemperare l’ansia.

E il testo si snoda attraverso sette capitoli-racconto che vedono protagonisti i commilitoni con la loro crescente demotivazione, nella serpeggiante angoscia che li accompagna, dove sempre presente è il sentimento di incombenza, dove ciascuno è figura centrale del capitolo anche se sempre in stretto collegamento con gli altri protagonisti dentro un linguaggio immaginifico, di fantasia sfrenata e dove l’ironia fa sempre la sua comparsa.

Brevi note biografiche da Iperborea

Anarchico viscerale cui ogni sistema va stretto, militante sempre dalla parte degli offesi e degli umiliati, Dagerman appartiene alla famiglia dei Kafka e dei Camus, in perenne rivolta contro la condizione umana. Nato nel 1923 e segnato da una drammatica infanzia, ha scritto quattro romanzi, quattro drammi, poesie, racconti e articoli che continuano a essere tradotti e ristampati, rimanendo a oggi nella letteratura svedese una di quelle figure culto che non si smette mai di rileggere e riscoprire. Bloccato da una lunga crisi creativa e angosciato dal peso delle enormi aspettative suscitate dal suo talento e fulminante successo letterario, si uccise nel 1954.

a questo link i testi di Dagerman nel catalogo Iperborea

I primi 10 nella classifica di tuttolibri dal 18 al 24 gennaio 2021 e le recensioni su tuttatoscanalibri.com

Su tuttatoscanalibri le recensioni per la narrativa italiana:

1 Carofiglio La disciplina di Penelope

6 D’Avenia L’appello

per la narrativa straniera:

1 Perrin Cambiare l’acqua ai fiori

2 Giménez-Bartlett Autobiografia di Petra Delicado

3 Kawaguchi Finché il caffè è caldo

4 Kawaguchi Basta un caffè per essere felici

5 Perrin Il quaderno dell’amore perduto

9 Follett Fu sera e fu mattina