Raffaella Cargnelutti “La moglie del Cramar. Il ritratto di Maria”, Mursia

Copertina del romanzo storico di Raffaella Cargnelutti "La moglie del Cramar. Il ritratto di Maria", Mursia

Mursia

 Dal 13 luglio

A vent’anni dalla sua prima stesura torna in libreria il romanzo d’esordio di Raffaella Cargnelutti: un viaggio intimo e documentato nel cuore del Friuli del Settecento, dove le donne custodivano le case e gli uomini sfidavano le Alpi. Ispirato a un quadro di famiglia – il ritratto dell’antenata Maria Mussinano, dipinto a Cercivento nel Settecento – il libro è una vera e propria “chiamata alla scrittura”. Da quella tela, lo sguardo minuto e tenace di Maria parla di partenze e di ritorni, l’essenza stessa della vita tra le montagne della Carnia.

Il romanzo intreccia la rigorosa ricerca d’archivio (basata su antichi documenti e polverosi registri parrocchiali) con la potenza della saga familiare. Al centro della trama si staglia la figura rivoluzionaria di Maria: una donna forte, madre di otto figli, che rimasta vedova decide di sfidare le convenzioni del suo tempo. Non si fa ritrarre con il rosario o le chiavi di casa tra le mani, come imponeva la tradizione per le donne, ma esige che accanto a lei compaiano la penna d’oca, il calamaio e il registro dei conti. Maria sa leggere, scrivere e far di conto; ha gestito gli affari di famiglia durante i lunghi viaggi del marito Cristoforo oltre confine e rivendica il suo ruolo di “governatrice” con l’orgoglio tipico della borghesia istruita. Sullo sfondo, l’affascinante e duro mondo dei cramars, i venditori ambulanti della Carnia che attraversavano i passi alpini per commerciare spezie, stoffe e mercerie nei territori tedeschi ed europei, creando un ponte invisibile ma solidissimo tra Venezia e l’Oltralpe.

Il racconto si muove tra la vivacità dei mercati veneziani e bavaresi e il microcosmo di Cercivento, arricchito dalle figure storiche del parroco don Nicolò Grassi, fine collezionista e storico del luogo, e di pittori itineranti come il maestro Silvestro di Raveo o il maestro Antonio di Tolmezzo. Le atmosfere del Settecento carnico rivivono non solo attraverso i fatti storici, ma anche grazie al recupero delle antiche leggende della tradizione orale friulana.

Dichiara l’autrice: 

“A Il ritratto di Maria sono particolarmente legata in quanto ha segnato il mio passaggio, per quanto riguarda la scrittura, dalla storia dell’arte alla narrativa; da allora sono seguiti quasi una decina di romanzi. Oggi, rileggendo, ho ritrovato alcuni temi e molti personaggi che, con nomi diversi, sono tornati a trovarmi nei lavori successivi. Me ne sono resa conto solo ora, rimettendo mano a questo testo di quasi vent’anni fa. E, sorridendo, mi sono detta che forse era tutto scritto, come faceva pensare il ritratto della mia antenata Maria Mussinano, con penna e calamaio, che si è rivelato una vera e propria chiamata alla scrittura.”

Raffaella Cargnelutti (Tolmezzo, 1957) è critica e storica dell’arte. Ha pubblicato le biografie romanzate dei pittori Gianfrancesco da Tolmezzo e Giovanni Antonio de’ Sacchis, La valle dei Ros (2020), e con Mursia Le spiritate di Verzegnis (2021) e L’altra guerra (2025).

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