Jan Brokken “La malinconia del viaggiatore”, presentazione

Copertina della raccolta di racconti di Jan Brokken, "La malinconia del viaggiatore", Iperborea

Tra l’Europa e l’America, il grande viaggiatore Jan Brokken firma quattordici racconti di speranza e nostalgia sulla grande cultura occidentale.
[…]Nei quattordici racconti che compongono La malinconia del viaggiatore, Jan Brokken si muove nel tempo come nello spazio, raccogliendo storie di mondi al tramonto, a volte dimenticati, a volte da proteggere.[…] ( da Iperborea)

TRADUZIONE dI: Claudia Cozzi

ILLUSTRAZIONI dI: Sara Cimarosti

Cristina Taglietti nella sua presentazione al testo (La lettura 7 giugno 2026) inquadra precisamente il contenuto del volume quando scrive:

“I quattordici testi che compongono il libro non raccontano soltanto luoghi: raccontano le tracce lasciate dagli artisti, dagli scrittori, dai musicisti che li hanno attraversati, trasformandoli in paesaggi della memoria.[…] Più vicino a Cees Nooteboom e a Claudio Magris che ai tradizionali autori di viaggio come Bruce Chatwin o Paul Theroux, Brokken pratica il pellegrinaggio culturale come forma narrativa. Non cerca l’orizzonte aperto, l’ebbrezza dello spostamento, ma le sedimentazioni; viaggia per verificare che le opere, le voci e le vite che hanno costruito l’Europa continuino a parlarci”.

E aggiunge un altro importante elemento alla sua analisi del contenuto:

“La musica non è semplicemente uno dei temi del libro: è il suo principio organizzatore. Bartók, Dvorák, Olivier Messiaen, il violoncellista Anner Bijlsma, il misterioso Servais, Monteverdi e molti altri trasformano l’Europa di Brokken in una sorta di partitura culturale. E anche quando parla di letteratura, Brokken continua a ragionare in termini musicali. Nell’incontro finale con Ismail Kadare, ormai anziano, lo scrittore albanese dice di invidiare ai musicisti la capacità di creare una lingua sempre nuova. «Noi — dice — abbiamo a disposizione soltanto parole spesso abusate, consumate, appesantite, cariche di significati perché qualche ideologia se n’è impadronita”.

L’incipit:

La cassetta delle lettere nel cimitero

A Collioure, nel cimitero, ho visto una cassetta delle lettere. Non un’imitazione, no, era una vera cassetta delle poste francesi, fissata a una lapide, o meglio, incassata per metà nel la pietra. Ci si poteva imbucare una lettera, e dalla facilità con cui si apriva lo sportellino si capiva che nel corso degli anni l’avevano fatto in molti. Doveva essere lì da parecchio tempo: il giallo originario era sbiadito, il metallo ossi dato. Era diventata una cassetta delle lettere in lutto, ma il logo delle poste francesi restava ben riconoscibile. Degli orari di ritiro non c’erano indica zioni. Del resto è comprensibile: al cospetto dell’eternità, la fretta si arresta al cancello del cimitero. Bisognava abbassarsi parecchio per imbucare una lettera, e inginocchiarsi mi sembrava il modo migliore.

Jan Brokken Scrittore e viaggiatore olandese, noto per la capacità di raccontare le vite di personaggi fuori dall’ordinario e i grandi protagonisti del mondo letterario e musicale, è autore di numerosi libri che la stampa ha avvicinato a Graham Greene e Bruce Chatwin. Oltre al bestseller Anime baltiche, Iperborea ha pubblicato: Nella casa del pianistaJungle RudyIl giardino dei cosacchiBagliori a San PietroburgoI GiustiL’anima delle cittàLa suite di Giava e La scoperta dell’Olanda, finalista al premio Strega europeo 2025.(da Iperborea)

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