Carol Ann Duffy “L’invenzione della pioggia”, Vallecchi

Con questo primo volume debutta la nuova linea illustrata di Vallecchi Poesia, dedicata alla grande poesia internazionale e realizzata insieme all’Accademia di Belle Arti di Venezia.
Libri preziosi capaci di incantare i ragazzi e appassionare i lettori di ogni generazione.

Copertina della raccolta di poesie di Carol Ann Duffy "L'invenzione della pioggia", Vallecchi

Traduzione di Giorgia Sensi e Isabella Leardini

Illustrazioni di Elizabeta Keci

Collana: Vallecchi Poesia diretta da Isabella Leardini

testo inglese/italiano

Genere: poesia, poesia, per ragazzi, albo illustrato

Vallecchi

Dall’11 settembre 2026

Ironica, fiabesca e perturbante, Carol Ann Duf­fy presta la sua voce all’infanzia con sguardo acuminato e lieve. In questa selezione di poesie per ragazzi – che soltanto per ragazzi non sono – il suo passo si addentra, giocando, nella pro­fondità del linguaggio poetico.
Tra le grandi protagoniste della poesia mondiale, prima donna ad aver ricoperto la carica di Poeta Laureata del Regno Unito, Duffy coniuga incan­to, oscurità e sorriso. 
I più svariati elementi della natura si trasformano in visionarie filastrocche e favole in versi, a cui l’autrice aggiunge la sua inconfondibile nota scura: un audace humour nero. 
Le sue eroine fronteggiano la notte con la penna in mano; la paura può essere osservata di sbieco, dalla segreta soglia di un’età che tiene in equilibrio regine, sirene e fantasmi, in un turbi­nare di animali degli abissi e dell’aria. In un sognante universo dark, come accadeva nelle fiabe del passato, l’inquietudine sussurra sotto la superficie del reale; perfino la morte può essere indicata dalle mani coraggiose dei bam­bini. Tra aule scolastiche in cui la Luna ti siede accanto e camerette in cui la coperta è fatta di oceani o di buio, il grande filo conduttore di questa poesia è la scrittura stessa: le parole delle poesie sono chiodi/ che fissano alla pagina il ven­to. Le parole non dette sono creature vive che crescono a dismisura, il margine della pagina è una finestra illuminata dal pensiero. 
I grandi poeti portano l’infanzia in un territorio nuovo, dove gli adulti ritrovano la meraviglia dell’immaginazione, cogliendo anche l’oscurità che ai più piccoli resta nascostaL’invenzione della pioggia consegna un nuovo tassello a que­sta tradizione: venticinque poesie da amare ad ogni età accompagnate dalle delicate illustra­zioni di Elizabeta Keci.

Le parole delle poesie sono incanti, cadono
come monete nel pozzo dei desideri, ricordi
il tonfo laggiù in fondo? Sono stelline filanti,
tracciano circoli e cerchi d’argento
nella notte, ancora strette nel tuo guanto,
il cinque di novembre.
Sono pesci rossi
nel loro triste sacchetto di plastica alla fiera,
e tu eri lì. Le parole delle poesie sono monete
nel cappello di un mendicante; unghie di un gatto smarrito.
Le parole delle poesie sono chi eri.

Carol Ann Duffy nasce a Glasgow e si trasfe­risce durante l’infanzia in Inghilterra. Studia Filosofia a Liverpool; in seguito vive a Lon­dra e, dal 1996, a Manchester, dove è diret­trice creativa del Dipartimento di Scrittura e docente di Poesia contemporanea presso la Manchester Metropolitan University. Esor­disce nel 1985 con Standing Female Nude, raccolta che le vale lo Scottish Arts Council Book Award e la impone come una delle voci più originali della poesia britannica contem­poranea. Seguono opere con cui è insignita dei più prestigiosi premi, tra i quali il Dylan Thomas Award, il T.S. Eliot Prize, il Costa Book Award e il PEN Pinter Prize. Accanto alla produzione poetica per adulti, Duffy ha scritto numerose poesie per ragazzi e libri illustrati per l’infanzia, per i quali ha vinto il Signal Prize for Children’s Verse. È inoltre drammaturga e la ricchezza e la varietà della sua produzione l’hanno resa un punto di ri­ferimento per un’intera generazione di autori della poesia contemporanea britannica. Nel 2009 è stata nominata Poet Laureate del Regno Unito, prima donna e prima autrice nata in Scozia a ricoprire la più prestigiosa carica poetica britannica. Carol Ann Duffy è oggi una delle figure più influenti della letteratura anglofona, la sua poesia che tiene insieme politica e incanto, ha dato nuova voce alle donne, perfino a quelle del mito, tocca i temi centrali della no­stra epoca, dai diritti all’ambiente, con stra­ordinaria forza e originalità. Le sue opere per l’infanzia sono state tradotte in Italiano per Einaudi e Fabbri Editore fin dal 2001. La sua poesia è edita prevalen­temente da Crocetti per il quale di recente sono uscite le raccolte Poesie d’amoreElegieNatura Politica, a cura di Floriana Marinzuli e Bernardino Nera. Giorgia Sensi ha tradotto con Andrea Sirotti per Le Lettere La moglie del mondoLa donna sulla luna Le api.

Giorgia Sensi è traduttrice free lance di narrativa, saggistica e soprattutto poesia. Ha tradotto raccolte di Jackie Kay, Carol Ann Duffy, Eavan Boland, Kathleen Jamie, Gillian Clarke, Vicki Feaver, Patrick McGuinness, Margaret Atwood, John Barnie, Mary Jean Chan, George McKay Brown, H. D., Colm Toibin, Philip Morre, Kate Clanchy, Raymond Antrobus, Ilya Kaminski. Ha curato diverse antologie. Collabora con riviste quali PoesiaTesto a FronteVersodove. La sua raccolta La casa sull’albero, poesie scelte di Kathleen Jamie, Editore Giuliano Ladolfi, 2016, ha vinto il Premio Marrazza per la traduzione poetica 2017. Giorgia Sensi ha inoltre ricevuto il Premio nazionale per la traduzione 2019 dal Ministero per i Beni e Attività Culturali (Mibact). Vive a Ferrara.

Isabella Leardini è nata a Rimini nel 1978. Ha pubblicato le raccolte di poesia La coinquilina scalza (Niebo / La Vita Felice, 2004), Una stagione d’aria (Donzelli, 2017), Maniere nere (Mondadori, 2025) nella cinquina al Premio Strega Poesia, e il saggio Domare il drago (Mondadori, 2018). Insegna Scrittura creativa all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dirige il Centro di poesia contemporanea dell’Università di Bologna. Per Vallecchi dirige le collane di poesia e ha pubblicato l’antologia Costellazione parallela. Poetesse italiane del Novecento (2023).

Elizabeta Keci, classe 1994, ama il disegno, la fotografia e la letteratura gotica. Dopo il liceo artistico si forma all’Accademia di Belle Arti di Urbino, dove si laurea in Edizioni e Illustrazione per la Grafica d’Arte. In seguito frequenta il Master Ars in Fabula di Macerata. Attualmente lavora come illustratrice freelance e si occupa di animazione 2D.

Ricordiamo che l’autrice sarà in Italia a Pordenonelegge 2026 il
19 settembre  https://www.pordenonelegge.it/autori/carol-ann-duffy

Filippo Tuena “Cimitero dei porfidi”, Oligo

“Cimitero dei porfidi :appunti d’arte e frammenti narrativi di una delle voci più significative della letteratura italiana contemporanea.

Copertina

OLIGO

Dal 4 settembre

Tra appunti personali e raffinate note d’arte e di storia, la voce di Filippo Tuena ci guida in un cammino che va da Roma a Costantinopoli, per poi toccare Firenze e Palermo. Un viaggio alla ricerca della memoria, dell’impiego e del senso profondo del porfido: una materia tra le più preziose e solenni, un tempo riservata esclusivamente agli imperatori. Basti pensare che a Bisanzio chi nasceva figlio del basileus veniva definito “porfirogenito”, ovvero letteralmente nato nel porfido
Come ogni sogno, anche questo viaggio segue regole singolari: il silenzio assoluto, interrotto solo di rado da qualche voce amica, e un senso di immutabilità entro cui ogni immagine onirica trova il proprio spazio prima di svanire al risveglio. Eppure, nessun sogno o incubo – per quanto dimenticato – lascia indifferenti: una volta sognato, agisce nell’ombra e modifica la vita di chi vi si è trovato coinvolto.  
Cimitero dei porfidi è un sogno fatto di cose pesanti, enormemente pesanti, sollevate a costo di sforzi titanici attraverso macchine ingegnose che sembrano sfidare la gravità. Nulla tende alla leggerezza in queste pagine. È il racconto di una passione archeologica e letteraria, della volontà di accarezzare e fare propria una materia lucida, compatta e a tratti ostile.

«A parte questo, devo dirti delle cose che mi sono accadute; del perché sia finito qui, al cospetto dei porfidi del deserto orientale egiziano; e di quanto provi desiderio di accarezzare questa materia lucida e compatta; toccarla e cercare di farla mia. Ti accorgi che c’è qualcosa di ostile, che si oppone. E tuttavia questo è il racconto di questa passione; e di quel che rimane.» — Filippo Tuena

FILIPPO TUENA si è laureato in Storia dell’arte alla Sapienza di Roma e attualmente vive a Milano. Tra i suoi libri ricordiamo Tutti i sognatori (Fazi 1999, Premio Grinzane Cavour), Le variazioni Reinach (Rizzoli 2005, Premio Bagutta), Ultimo parallelo (Rizzoli 2007, Premio Viareggio), In cerca di Pan (Nottetempo 2023, finalista al Premio Campiello), Michelangelo (Il Saggiatore 2025) e, per Oligo Editore, Valzer con mia madre da ragazza (2024).

dello stesso autore su tuttatoscanalibri

Valzer con mia madre da ragazza

La voce della Sibilla

Felix Timmermans “Le ore liete della beghina Sinforosa”, Bibliotheka

Torna in libreria dopo 65 anni con una nuova traduzione il racconto ormai introvabile di Felix Timmermans De zeer schone uren van juffrouw Symforosa, begijntje, del 1918. 

Copertina dei racconti di Felix Timmermans "Le ore liete della beghina Sinforosa", Bibliotheka

A cura di Francesca Barresi

Illustrazioni di Jules Joseph Fonteyne,  testo fiammingo a fronte

Bibliotheka

Dal 17 luglio

La storia di un amore che fugge e trascina il lettore in un teatro dove va in scena una sognante rappresentazione. La beghina Sinforosa attende invano che Martino, il giardiniere di cui è innamorata, corrisponda i suoi sentimenti. L’incontro tra i due avviene in un roseto: qui l’incantesimo tocca il suo culmine e trova il suo epilogo, l’infatuazione si realizza e svanisce d’un colpo, i due amori si divaricano. La trama si gioca attorno al raggiungimento di un punto di incontro che sfugge continuamente, per poi restare irrealizzato. Lo scrittore ne racconta i movimenti lasciandoli sospesi nel loro inappagato desiderio, cesellando sulla dinamica di questa tensione la psicologia dei personaggi.

Timmermans nutriva un profondo amore per il beghinaggio cittadino, uno dei più antichi del Belgio, risalente alla prima metà del XIII secolo: qui l’autore sceglie di far risuonare ‘le ore liete’ della giovane Sinforosa, descrivendo il beghinaggio con la maestria di un acquerellista che utilizza trasparenze, velature, coloriture deli­cate e tocchi leggeri. L’opera può essere classificata come un poemetto in prosa che si colloca nella più ampia narrativa fiamminga, dove fa breccia una psicologia del pro­fondo e affiora la sostanza spirituale e identitaria di una precisa enclave linguistica e culturale, attin­gendo i propri temi nel vissuto e nel linguaggio di mistici, poeti e artisti locali. La scena in cui si muovono i protagonisti, più che riflettere un ideale arcaico e anti-capitalistico sembra riecheggiare uno stato di grazia pre-moderno in cui si avvera l’incantesimo dell’amore nostalgico tra Sinforosa e Martino. (Francesca Barresi)

Felix Timmermans (Lier 1886-1947), scrittore belga di lingua nederlandese, è stato candidato tre volte al Premio Nobel per la letteratura. Noto per il romanzo Pallieter e per il quadro di vita fiamminga Salmo contadino, ha scritto vari racconti e le biografie dedicate a San Francesco e ai pittori Bruegel e Adriaen Brouwer.

Jules Joseph Fonteyne (Bruges 1878-1964), artista fiammingo, è stato pittore, incisore e illustratore di libri. Nel 1927 fu nominato direttore dell’Accademia di Bruges, incarico che affiancò all’insegnamento.

Jan Brokken “La malinconia del viaggiatore”, presentazione

Copertina della raccolta di racconti di Jan Brokken, "La malinconia del viaggiatore", Iperborea

Tra l’Europa e l’America, il grande viaggiatore Jan Brokken firma quattordici racconti di speranza e nostalgia sulla grande cultura occidentale.
[…]Nei quattordici racconti che compongono La malinconia del viaggiatore, Jan Brokken si muove nel tempo come nello spazio, raccogliendo storie di mondi al tramonto, a volte dimenticati, a volte da proteggere.[…] ( da Iperborea)

TRADUZIONE dI: Claudia Cozzi

ILLUSTRAZIONI dI: Sara Cimarosti

Cristina Taglietti nella sua presentazione al testo (La lettura 7 giugno 2026) inquadra precisamente il contenuto del volume quando scrive:

“I quattordici testi che compongono il libro non raccontano soltanto luoghi: raccontano le tracce lasciate dagli artisti, dagli scrittori, dai musicisti che li hanno attraversati, trasformandoli in paesaggi della memoria.[…] Più vicino a Cees Nooteboom e a Claudio Magris che ai tradizionali autori di viaggio come Bruce Chatwin o Paul Theroux, Brokken pratica il pellegrinaggio culturale come forma narrativa. Non cerca l’orizzonte aperto, l’ebbrezza dello spostamento, ma le sedimentazioni; viaggia per verificare che le opere, le voci e le vite che hanno costruito l’Europa continuino a parlarci”.

E aggiunge un altro importante elemento alla sua analisi del contenuto:

“La musica non è semplicemente uno dei temi del libro: è il suo principio organizzatore. Bartók, Dvorák, Olivier Messiaen, il violoncellista Anner Bijlsma, il misterioso Servais, Monteverdi e molti altri trasformano l’Europa di Brokken in una sorta di partitura culturale. E anche quando parla di letteratura, Brokken continua a ragionare in termini musicali. Nell’incontro finale con Ismail Kadare, ormai anziano, lo scrittore albanese dice di invidiare ai musicisti la capacità di creare una lingua sempre nuova. «Noi — dice — abbiamo a disposizione soltanto parole spesso abusate, consumate, appesantite, cariche di significati perché qualche ideologia se n’è impadronita”.

L’incipit:

La cassetta delle lettere nel cimitero

A Collioure, nel cimitero, ho visto una cassetta delle lettere. Non un’imitazione, no, era una vera cassetta delle poste francesi, fissata a una lapide, o meglio, incassata per metà nel la pietra. Ci si poteva imbucare una lettera, e dalla facilità con cui si apriva lo sportellino si capiva che nel corso degli anni l’avevano fatto in molti. Doveva essere lì da parecchio tempo: il giallo originario era sbiadito, il metallo ossi dato. Era diventata una cassetta delle lettere in lutto, ma il logo delle poste francesi restava ben riconoscibile. Degli orari di ritiro non c’erano indica zioni. Del resto è comprensibile: al cospetto dell’eternità, la fretta si arresta al cancello del cimitero. Bisognava abbassarsi parecchio per imbucare una lettera, e inginocchiarsi mi sembrava il modo migliore.

Jan Brokken Scrittore e viaggiatore olandese, noto per la capacità di raccontare le vite di personaggi fuori dall’ordinario e i grandi protagonisti del mondo letterario e musicale, è autore di numerosi libri che la stampa ha avvicinato a Graham Greene e Bruce Chatwin. Oltre al bestseller Anime baltiche, Iperborea ha pubblicato: Nella casa del pianistaJungle RudyIl giardino dei cosacchiBagliori a San PietroburgoI GiustiL’anima delle cittàLa suite di Giava e La scoperta dell’Olanda, finalista al premio Strega europeo 2025.(da Iperborea)

Paola Capriolo – Teresa Maresca ” Il canto della luna”, Bibliotheka

Un libro a quattro mani che intreccia in modo personalissimo e originale letteratura, pittura e musica

Copertina del testo illustrato di Paola Capriolo - Teresa Maresca " Il canto della luna", Bibliotheka L’ombra fascinosa e potente di uno dei capolavori della musica del ‘900 ha suggerito alla scrittrice Paola Capriolo e all’artista Teresa Maresca un libro a quattro mani che intreccia in modo personalissimo e originale letteratura, pittura e musica. 

Con la traduzione  dal tedesco del Canto della Terra dI GUSTAV MAHLER

Traduzione e testi di Paola Capriolo, disegni di Teresa Maresca

Bibliotheka

Dal 29 maggio

L’ombra fascinosa e potente di uno dei capolavori della musica del ‘900 ha suggerito alla scrittrice Paola Capriolo e all’artista Teresa Maresca un libro a quattro mani che intreccia in modo personalissimo e originale letteratura, pittura e musica. 
È Il Canto della Luna, evocazione del ciclo di lieder Il Canto della Terra che il compositore austriaco Gustav Mahler (1860-1911) compose nel 1908 sulle Dolomiti, dove trascorse le ultime estati della sua vita. Nell’autunno dell’anno prima era stata pubblicata in Germania l’antologia Il flauto cinese, un centinaio di liriche di autori compresi tra il XII secolo a. C. e l’epoca contemporanea. Mahler ne venne a conoscenza e l’incontro con quelle poesie ebbe un immediato riflesso sulla sua opera. 
Il Canto della Terra è infatti basato su sette poesie della raccolta, con una predilezione per le liriche di Li Po (702 – 763).  Il testo delle parti vocali della Sinfonia viene proposto, con testo tedesco a fronte, nella versione di Paola Capriolo, traduttrice di molti autori classici come Goethe, Kafka, Von Kleist, Mann e a sua volta autrice di opere tradotte in molte lingue. 
Con una pittura figurativa e visionaria che prende forma nelle immagini a colori del libro, l’artista Teresa Maresca lavora sui temi del paesaggio, spesso rivisto attraverso la memoria cinematografica o la poesia.

[…] Ciò che avevo in mente era appunto di sviluppare questo parallelismo, di creare una piccola opera in cui parola e immagine si stimolassero, si ispirassero a vicenda in uno scambio sperabilmente fecondo.L’idea era questa, e fu un’idea condivisa. Si trattava però di trovare il “soggetto” adatto, e per trovarlo alla fine ci rivolgemmo non alla letteratura, non alla pittura, ma a una terza arte: la musica. Fu a questo punto delle nostre riflessioni che ci venne in soccorso l’ombra fascinosa e potente di Gustav Mahler. Il Canto della terra, uno dei capolavori assoluti della musica del Novecento… cosa cercare di meglio? Una serie di Lieder per orchestra su testi di antichi poeti cinesi tra i quali Li Po, prediletto da Teresa, ma immersi in quell’atmosfera tardo-romantica che a me è sempre stata particolarmente congeniale. Un “divano occidentale-orientale” in cui ciascuna di noi due, con le sue esperienze culturali e le sue predilezioni, avrebbe potuto sentirsi perfettamente a suo agio. (Dall’intruduzione di Paola Capriolo) 

Incipit 
Due barche: una di legno, affusolata, che solca guidata dai remi le acque del lago, e l’altra d’ar­gento, librata nel cielo. Nella prima c’è un uomo, e forse quell’uomo sono io. Qualcuno che, dopo aver visto il mondo, alle soglie della vecchiaia compie con malinconica lentezza il suo viaggio verso casa. I colpi dei remi sono cadenzati come rintocchi e l’acqua, sciabor­dando, ne amplifica il suono in un echeggiante river­bero; ma il viaggio è appena all’inizio e l’uomo non ha alcuna fretta di arrivare alla meta. Vorrebbe che questo lago fosse infinito come il mare, tanto lo seduce il gioco di riflessi che la luna accende nel buio profondo delle sue acque.  La luna, la barca d’argento… Dopo tutto, chi ha detto che io debba essere per forza l’uomo che rema e non invece la gemella celeste che lassù, senza il minimo sforzo, segue a palmo a palmo la mia navigazione? E chissà come appare la mia barca osservata da quella prospettiva… Forse non sembra neppure una barca, ma un piccolo astro che per­corre lieve la sua orbita fendendo il nero della notte.

Paola Capriolo vive e lavora a Milano. Ha esordito nel 1988 con i racconti de La Grande Eulalia (Premio Berto), in seguito Il Nocchiero (Premio Rapallo, Premio Selezione Campiello), Il Doppio Regno (Premio Grinzane Cavour), e, tra gli altri, Una Luce NerissimaIl Pianista MutoMi ricordoMarie e il signor MahlerIrina Nikolaevna. Tutti i suoi romanzi sono stati tradotti in molte lingue. Ha tradotto classici della letteratura tedesca, tra cui Goethe, Kafka, Kleist, Thomas Mann.

Teresa Maresca vive a Milano dagli anni ’80. Con una pittura figurativa e visionaria lavora sui temi del paesaggio, spesso rivisto attraverso la memoria cinematografica o la poesia. Hanno scritto di lei Carlo Sini, Sergio Givone, Lalla Romano, Roberto Sanesi, Paolo Biscottini. Ha pubblicato il libro Il Primitivo del Sogno su arte, natura e pensiero primitivo e ha in preparazione la mostra-installazione Stars&Bones per la Fabbrica del Vapore di Milano.

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Capriolo “La grande Eulalia e Il nocchiero” recensione di Salvina Pizzuoli

Carlo Collodi “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino”, Töpffer edizioni

Il testo qui proposto è quello dell’Edizione Critica della Fondazione Nazionale Carlo Collodi pubblicato in occasione del Centenario di Pinocchio (1983), a cura di Ornella Castellani Pollidori.

Quest’opera è realizzata in occasione delle celebrazioni del bicentenario dalla nascita di Carlo Collodi (pseudonimo di Carlo Lorenzini), avvenuta il 24 novembre 1826.

Copertina del testo dell’Edizione Critica della Fondazione Nazionale Carlo Collodi pubblicato in occasione del Centenario di Pinocchio (1983), a cura di Ornella Castellani Pollidori.

Quest'opera è realizzata in occasione delle celebrazioni del bicentenario dalla nascita di Carlo Collodi (pseudonimo di Carlo Lorenzini), avvenuta il 24 novembre 1826. Illustrazioni di Beppe mecconi

Illustrazioni di  Beppe Mecconi

Saggi a corredo del testo:

Francesco De Nicola: Una favola in sogno per raccontare la realtà

 Elvio Guagnini: Fascino di un “piccolo grande libro”

Marzia Ratti: Il lungo viaggio di Pinocchio

Töpffer edizioni

Dal 19 maggio

Il volume si apre con un’approfondita riflessione di Marzia Ratti sul “lungo viaggio” di Pinocchio, un’opera che da oltre un secolo rappresenta un pilastro insostituibile nella storia del libro illustrato. La fortuna di questo personaggio è testimoniata dalle centinaia di versioni prodotte in oltre duecento lingue, un successo che poggia sulla straordinaria capacità degli illustratori di dare corpo e sostanza al testo di Collodi. Attraverso le loro matite, elementi come il naso allungabile, il cappello di mollica di pane e le membra legnose sono stati potenziati visivamente fino a diventare icone universali del nostro immaginario collettivo, capaci di resistere nel tempo anche di fronte alle interpretazioni più distanti dall’originale. In questo solco si inserisce l’originale approccio artistico di Beppe Mecconi, che sceglie di confrontarsi con il mito attraverso una precisa sfida stilistica: l’uso esclusivo della china virata in marrone. Rinunciando al colore, Mecconi rende omaggio alla grande tradizione delle prime incisioni storiche e ai bozzetti dei maestri del passato, mantenendo al contempo un’altissima fedeltà filologica verso il racconto. La sua è una ricerca meticolosa che si esprime nel rigore dei dettagli: dalla corretta distinzione tra il pescecane e la balena, alla raffigurazione di un autentico grillo campestre, fino al disegno tecnico del martello da intagliatore.

Il risultato è un corpus di 50 disegni, organizzati in 36 tavole, dove la sensibilità dell’autore e un leggero tocco “fumettistico” si fondono armoniosamente. Ne emerge un Pinocchio asciutto e snodato, protagonista di un racconto visivo che restituisce perfettamente il ritmo incalzante e l’atmosfera fantastica della favola popolare.

Il libro è stato realizzato e pubblicato con il Patrocinio Culturale della Fondazione Nazionale Carlo Collodi

Carlo Collodi è lo pseudonimo di Carlo Lorenzini, giornalista e scrittore (Firenze, 1826-1890), figlio di Domenico Lorenzini, cuoco dei conti Ginori, e di Angiolina (Maria Angela) Orzali, figlia maggiore del fattore dei Conti Garzoni. Carlo nacque a Firenze e trascorse poi vari anni d’infanzia a Collodi, presso la famiglia materna. Più tardi, frequentò scuole religiose: a Colle Val d’Elsa dove fu in Seminario dai 12 ai 16 anni, e successivamente a Firenze presso gli Scolopi. La sua carriera come professionista della scrittura inizia a circa 20 anni d’età, quando redigeva i cataloghi commentati di una prestigiosa libreria fiorentina, per poi iniziare a pubblicare (1847) su “L’Italia Musicale”, uno dei periodici specializzati più importanti dell’epoca. Il suo capolavoro conosciuto nel mondo, Le avventure di Pinocchio, è un’opera della sua maturità (1881-1883), quando era ormai famoso come giornalista e scrittore. Da giornalista, fondò e diresse numerosi giornali, tra cui “Il Lampione”, che fu chiuso dalla censura dopo i moti del 1848, e che Lorenzini riaprì nel 1859, dopo il plebiscito per l’annessione della Toscana al Piemonte e la fine del Granducato. Su queste pagine, accanto agli articoli finemente umoristici, si trovano straordinarie vignette di satira politica.  Collodi è un vero intellettuale risorgimentale…(Le note biografiche complete sono leggibili sul sito web della Fondazione Nazionale Carlo Collodi)

Beppe Mecconi è nato e vive nel Golfo dei Poeti.  Pittore, sceneggiatore, regista di teatro e recital musicali, autore e direttore di  film-documentari, scrittore, illustratore di libri per l’infanzia. Sue fiabe illustrate sono pubblicate in Brasile, Francia, Messico, Polonia. Premio Montale 2014 per la Narrativa per l’infanzia.  Nel 2019 il suo progetto sui Minori migranti non accompagnati è stato esposto al Parlamento Europeo di Bruxelles. Ha ricevuto il Diploma UNICEF per l’impegno a favore dei bambini.  Nel 2022 viene nominato Cavaliere della Repubblica per meriti artistici e culturali. Per i marchi “Oltre” ha pubblicato: per Gammarò edizioni: Trabastìa – Cent’anni di gente comune, 2017; Il manoscritto di Laneghè, 2020. Per Töpffer edizioni: Il polpo campanaro, (2018); La notte che mio nonno pescò Babbo Natale, (2018); I proverbi della signorina Celide (2023); Cinquantadue (racconti illustrati), 2025.

Alice Russo e Francesco Russo “Un mondo parallelo”, NeP Edizioni

Copertina del libro illustrato per bambini "Mondo parallelo" NeP Edizioni

“Un mondo parallelo” è un nuovo libro illustrato per bambini, pubblicato da NeP edizioni.
Il volume nasce dalla voce autentica dei giovanissimi autori Alice e Francesco Russo, due gemelli di dieci anni uniti da un legame profondo.
Al centro della narrazione troviamo una coniglietta di dodici anni, di nome Sky, a cui piace tantissimo leggere, al punto da ritrovarsi catapultata all’interno di una storia, imbattendosi in
un luogo sconosciuto e meraviglioso: l’Adventure World.
Attraverso le allegre e incantate illustrazioni di Miriam Palumbo, il racconto prende vita e scorre in modo spontaneo, tra nuovi incontri e appassionanti sfide.

Il “mondo parallelo” vissuto da Sky è uno spazio simbolico della fantasia dove le emozioni prendono forma, le paure si trasformano e i cambiamenti possono essere affrontati con
serenità. Un luogo prezioso, in cui il pensiero è libero e l’immaginazione diventa una risorsa che aiuta a dare senso a ciò che accade senza esserne travolti.
Vengono affrontati temi importanti, come l’amicizia, intesa come riconoscimento reciproco, la
collaborazione come occasione per creare insieme e la separazione come passaggio naturale e significativo, soprattutto nei delicati momenti del percorso di crescita.
Il legame gemellare degli autori riflette una dinamica universale, sospesa tra vicinanza e bisogno di autonomia, tra appartenenza e costruzione della propria identità.
“Un mondo parallelo” nasce dall’incontro tra una famiglia attenta e una realtà educativa capace di accogliere e valorizzare la creatività dei bambini. È proprio grazie a questo equilibrio che i più piccoli possono esprimersi liberamente e sviluppare il loro potenziale.
Il libro dimostra quanto sia importante offrire ai bambini spazi in cui sentirsi ascoltati e valorizzati. Pur parlando di infanzia, si rivolge anche agli adulti: racconta di legami che cambiano, di distacchi necessari e di parti di sé che mutano per rinascere altrove.
E soprattutto, ci ricorda qualcosa di fondamentale: crescere non significa smettere di dare
libero sfogo alla propria immaginazione.
Perché, da qualche parte dentro ognuno di noi, esiste ancora un mondo parallelo.

Alice e Francesco (detto Toto) Russo, gemelli di dieci anni e compagni di immaginazione, abitano naturalmente quel territorio dove il gioco diventa racconto e la fantasia apre varchi inattesi.
Fin da piccoli sono lettori appassionati, curiosi esploratori di storie e di mondi nascosti tra le pagine dei libri.
Toto è uno spirito libero, onesto e battagliero, maestro di precisione e mente brillante. In lui convivono rigore e visione: ama la batteria, che suona con l’intensità di chi sembra voler scuotere il mondo e il basket, che gioca come se stesse tracciando traiettorie invisibili nello spazio.
Alice, invece, è la dolcezza incarnata, una piccola poetessa del quotidiano.
Nel pianoforte intreccia le note con le sfumature del cuore, mentre nella danza aerea disegna nell’aria movimenti leggeri, come se ogni gesto fosse un frammento di poesia. Il suo mondo è fatto di bellezza, sensibilità e immaginazione.
Dopo aver vissuto a Pesaro, si sono trasferiti a Monopoli, in provincia di Bari, città d’origine
della mamma.

Abi Elphinstone “La fenice dei ghiacci”, presentazione

Copertina del romanzo per bambini di
Abi Elphinstone "La fenice dei ghiacci",, Gribaudo Editore (Gruppo Feltrinelli)

“Come apprendisti del veterinario Rusty, Emma e il suo nuovo amico Arno si ritrovano sempre più alle prese con il mondo delle creature magiche. All’inizio delle vacanze scolastiche, un uccello insolito vola nella cucina di Emma. È una fenice dei ghiacci, un esemplare molto raro che solitamente appare per segnalare un pericolo […] (da Gribaudo Editore)

È il secondo volume della saga ideata da Abi Elphinstone, per i giovani lettori, a partire dagli 8 anni.
Il romanzo, tradotto da Manuela Salvi, è illustrato da Kristina Kister.
La storia è ambientata a Yawn, un villaggio immaginario sulla costa orientale della Scozia.
La protagonista,  Emma,  di 10 anni, e il suo amico Arno stanno facendo merenda quando un volatile irrompe dalla finestra nell’abitazione in cerca di aiuto: è la fenice dei ghiacci, un animale molto raro con la particolarità di rinasce dalle proprie ceneri.
Inizia l’avventura per i tre protagonisti impegnati a soccorrere l’animale magico: Emma, insieme all’inseparabile Arno e a Rusty, un  veterinario dalla lunghissima barba bianca, dovranno intraprendere un viaggio a bordo di una vasca da bagno volante, verso le Isole Svalbard, per sventare la minaccia: Jasper, un caccitore senza scupoli infatti vuole catturare queste creature per venderle a collezionisti e ottenere lauti profitti.
Non solo avventura, ma insegnamenti: il valore dell’amicizia, il rispetto per l’ambiente e, come per ogni esperienza fruttuosa, la protagonista imparerà a superare le proprie insicurezze e a saper affrontare i pericoli nati dall’avventura

Abi Elphinstone è cresciuta in Scozia, dove ha trascorso gran parte della sua infanzia correndo libera tra le brughiere, nascondendosi nelle case sugli alberi e costruendo rifugi nei boschi. Oggi è un’autrice best seller e pluricandidata a premi letterari. Quando non scrive, Abi fa volontariato, tiene incontri nelle scuole e viaggia per il mondo alla ricerca di nuove storie. Le sue avventure più recenti includono la convivenza con i cacciatori di aquile kazaki in Mongolia e un viaggio in slitta trainata da cani attraverso l’Artico.

Gessica Franco Carlevero “Topi che mangiano escargot”, OLIGO

Tredici anni di vita quotidiana in una Marsiglia cruda e vibrante.

Copertina di "Topi che mangiano escargot" di Gessica Franco Carlevero", OLIGO Eitore, Collana Ronzinante, corredata dai disegni degli autori

Prefazione di Arianna Giorgia Bonazzi

Con disegni dell’autrice 

Collana: Ronzinante diretta da Marino Magliani

OLIGO

Dal 24 aprile

 “La lingua nuda, naturale, il ritmo a singhiozzo delle virgole, dei punti, sembrano seguire come dossi e buche gli smottamenti di una vita fatta di piccolissimi accidenti che portano a inesorabili deviazioni. Succede che si cambi paragrafo all’interno della stessa giornata, e poi passino anni senza neanche andare a capo. Il tempo funziona così”. (Arianna Giorgia Bonazzi)

Città dell’incanto, Marsiglia. Dove si cucinano salsicce per strada e la squadra di pallone è una confessione, il Pastis una cerimonia e la petanque un canone. lui e lei sbarcano a Marsiglia un giorno di maggio piovoso, con un figlio in arrivo e l’ingenuità di chi non sa cosa cerca.  Città del sortilegio, Marsiglia, con topi che dominano le strade, ragazzi che impennano senza casco e il mercato nero per le vie del centro. lui e lei si installano in una città prepotente e ammaliatrice. E via via diventano qualcos’altro.  Tredici anni dopo, la stessa Marsiglia dei primi tempi, ma con uno sguardo diverso.  Della malinconia, del rimpianto, della frattura, e un au revoir difficile da accettare.

Sinossi: La storia inizia con l’arrivo a Marsiglia di “lui” e “lei” (i protagonisti rimangono senza nome) quando lei è al settimo mese di gravidanza. Il racconto segue la loro quotidianità nella città francese, descritta come “sporca e sfacciata”. Marsiglia non è solo uno sfondo, ma un personaggio vivo che assiste alla loro evoluzione tra mercatini dell’usato (vide grenier), partite dell’Olympique Marsiglia e la presenza costante di topi che popolano le strade. Dopo tredici anni, la relazione entra in crisi. Il libro esplora il logoramento del rapporto di coppia e la fine dell’infanzia del figlio, ormai adolescente, che trasforma il ruolo della madre da “fondamentale a fastidioso”. Il racconto culmina con la decisione di lasciarsi. Lei prepara gli scatoloni per trasferirsi a Lione, mentre lui rimane a Marsiglia. La firma dei documenti per chiudere il conto in banca segna l’addio definitivo.

GESSICA FRANCO CARLEVERO è nata nel 1980 a Canale, in Piemonte, e vive a Marsiglia. Dirige la rivista letteraria “La Bibliothèque italienne”; ha pubblicato il romanzo Metà guaro metà grappa (Fandango 2006), i testi sulla scrittura creativa Meravigliosamente A mente libera (Einaudi Scuola) e diversi racconti apparsi su riviste come “Panta”, “L’Accalappiacani”, “L’immaginazione”, “effe” e “L’inquieto”. Nel 2025 è uscito Il buco (Sellerio).

Della stessa Collana su tuttatoscanalibri

Dario Voltolini “Acqua chiusa”, Oligo Editore

Nella collana Ronzinante, i nuovi titoli di Giorgio Vasta(Sicilia)Pasquale Vitagliano (Puglia)Giorgia Tribuiani (Abruzzo). OLIGO, dall’11 aprile in libreria

Filippo Tuena “Valzer con mia madre da ragazza”

Alessandro Deho – Davide Brullo “Imboscati”

Luigi Cherubini “Cento casali sconosciuti intorno a Roma”, NeP Edizioni

Una guida alla scoperta di tesori nascosti

Copertina della guida alla scoperta di Cento casali sconosciuti intorno a Roma di Luigi Cherubini, NeP Edizioni

“Cento casali sconosciuti intorno a Roma” è una guida firmata da Luigi Cherubini, dedicata alla scoperta di un patrimonio poco noto ma di straordinario fascino: i casali della campagna romana.

Ricco di informazioni, immagini e mappe dettagliate, il volume accompagna il lettore alla scoperta di cento edifici, ciascuno con una propria identità, storie e curiosità che ne raccontano il passato. Queste architetture, spesso caratterizzate da forme irregolari e suggestive, rimandano al Medioevo, epoca in cui la funzione difensiva era fondamentale. Accanto al ruolo agricolo, tuttavia, i casali hanno sempre rappresentato anche luoghi di svago e quiete, come testimoniano altane panoramiche, corti con fontane, giardini e soluzioni architettoniche raffinate.

La guida offre un itinerario variegato: dai casali legati alla cultura, veri e propri scrigni d’arte, a quelli dedicati alla tradizione enogastronomica, dove è possibile gustare prodotti locali in agriturismi, locande e strutture ricettive immerse nel verde. Molti di questi luoghi sono inoltre punto di partenza per percorsi naturalistici, ideali per escursioni a piedi o in bicicletta.

Pensato come un invito alla scoperta, il libro conduce il lettore tra storie dimenticate e paesaggi silenziosi, lontani dal ritmo frenetico della città, offrendo l’occasione di riscoprire il valore del tempo lento e del contatto con la natura.

Il percorso proposto si snoda lungo un raggio di circa trenta chilometri dalla Capitale, a partire dall’Via Appia Antica, attraversando territori come la Valle della Caffarella, i Castelli Romani, la Tuscia, la Sabina e il litorale tirrenico.

Il volume colma una lacuna editoriale offrendo per la prima volta una mappatura accurata di questi “illustri sconosciuti”: per ogni casale sono fornite indicazioni precise, schede storico-artistiche e informazioni sulla destinazione d’uso.

Uno strumento prezioso per chi desidera esplorare un volto inedito del territorio romano, tra architettura, natura e memoria storica.

Allievo di Corrado Barberis, padre della sociologia rurale, Cherubini è da anni impegnato nello studio della campagna romana e della cartografia storica. Con questa pubblicazione porta alla luce un patrimonio spesso trascurato, dimostrando come, oltre al celebre centro storico di Roma, esista un territorio altrettanto ricco di storia, arte e bellezza.