Olaf Hajek “Flower Power” Rizzoli Collana Ragazzi, presentazione

dai 6 ai 99 anni

Per la Collana Ragazzi, Rizzoli propone un libro illustrato sulle piante, in libreria da martedì 2 marzo. L’autore è Olaf Hajek, artista tedesco nelle cui illustrazioni gli ambienti, i ritratti e gli oggetti si incorporano con elementi vegetali, che nel suo libro per ragazzi, ma a suo avviso adatto dai sei ai 99 anni, raffigura molti esemplari floreali associati nella composizione artistica, osservando che fiori e piante sono belli da guardare perché ci attraggono con i loro colori o con un buon profumo, ma hanno anche la virtù di curare, nel corpo e nello spirito, oltre ad essere simbolo della bellezza della natura. Il libro vuole quindi essere un invito scoprire tante virtù e a guardare tanta bellezza; un’opera dedicata soprattutto ai bambini di città che vivono in un ambiente lontano da quello naturale.

Flower Power è un concentrato di curiosità sulle piante, sulle loro caratteristiche, sui loro significati e sul loro più grande potere: quello di farci stare bene. Le lussureggianti illustrazioni di Olaf Hajek sono a loro volta una medicina per i sensi e per lo spirito. Un libro unico, di straordinaria bellezza, per tutti gli amanti delle piante e dell’arte” (dal Catalogo Rizzoli Editore).

Judith Kerr “Tutta colpa del coniglio” l’ultimo racconto per ragazzi della scomparsa autrice

età: dagli 8 anni

è l’ultimo libro di Judith Kerr, scrittrice illustratrice e sceneggiatrice, scomparsa a Londra nel 2019, editato postumo e in Italia da Rizzoli, con le illustrazioni della stessa autrice.

Ancora un coniglio, in questo caso vero e non di pezza, nella produzione di Judith Kerr che negli anni Settanta nel romanzo Quando Hitler rubò il coniglio rosa (1971) raccontò la sua fuga dalla Germania nazista: era nata a Berlino nel 1923 da una famiglia ebrea, ma ad undici anni fuggì con i genitori e il fratello in Gran Bretagna dove poi ha vissuto. In Tutta colpa del coniglio, titolo originale The Curse of the School Rabbit  (La maledizione del coniglio della scuola), la presenza in casa del coniglio della maestra di Angie, la sorellina del protagonista Tommy, pare proprio coincidere con varie disavventure della famigliola.

“Malanni improvvisi, carriere sfumate, incontri ravvicinati con cani minacciosi… sono solo alcuni dei guai che si susseguono dal momento in cui il tenero musino di Fiocco di Neve varca la soglia di casa. Che Tommy e la sua famiglia siano vittime della “maledizione del coniglio”? Chissà” (dal Catalogo Rizzoli)

Brevi note biografiche da Rizzoli Autori

Ha studiato alla Central School of Art e  più avanti ha lavorato come sceneggiatrice per la BBC, la televisione pubblica britannica. Nel romanzo Quando Hitler rubò il coniglio rosa e nel suo seguito, La stagione delle bombe, ha raccontato la sua infanzia e adolescenza di rifugiata. Il suo albo Una tigre all’ora del tè, pubblicato nel 1968, ha venduto diversi milioni di copie in tutto il mondo ed è ormai un amato classico. Nel 2012 Judith Kerr è stata insignita del prestigioso Order of the British Empire per il suo contributo alla letteratura per ragazzi e alla didattica della Memoria. È morta nel 2019.

A questo link altri romanzi dell’autrice

e ancora altre proposte di lettura per giovani lettori

Gatti protagonisti di storie per i più piccini

Gatti protagonisti in due storie per i lettori più giovani (7 – 9 anni)

Nicola Killen per Nord-Sud Edizioni racconta e disegna l’avventura di Ollie e di un gattino sperduto: in un mattino d’autunno nel bosco Ollie con Zucca, il gatto tigrato da cui non si separa mai, giocano piacevolmente quando compare un gattino che miagola disperato perché non riesce più a trovare la via di casa.

Ollie riuscirà ad aiutare il suo nuovo amico a ritrovarla?

Ollie è il simpatico protagonista di altre avventure: Ollie e la renna di Natale e Ollie e il coniglietto magico (da Nord-Sud Edizioni)

Una storia vera raccontata da Silvia Gottardi, Linda Ronzoni e Claudia Fachinetti, illustrata da Camilla Zaza: un gatto speciale che non si arrende neanche dopo aver perso in un incidente le zampe posteriori sostituite con due protesi…

I gatti hanno molte vite, si sa, e Vito non fa eccezione. È stato un micio randagio in Sicilia, un gatto di montagna in Trentino e il boss del quartiere a Milano. Poi un incidente ha stravolto tutto e adesso è addirittura un gatto bionico!
Non è sempre facile stare sui “trampoli”, si procede lentamente, un passo alla volta, ma Vito è ancora un provetto cacciatore e un gran giocherellone e può sempre contare sull’amore e l’aiuto delle sue mamme, Silvia e Linda, e sull’amicizia della piccola Amelie e del suo cagnolino Ragù. (da Il battello a vapore Edizioni)

E ancora per i giovani lettori:

Alcuni titoli di libri illustrati non solo per il piacere dei più piccoli

Daniela Alibrandi “L’ispettore Supplì e altre fantastiche storie”

Stefano Angelo, Theo e il drago Artiglio rosso (disegni di Mauro Moretti), Edida 2017

Mariagrazia Bertarini “Mamma Luna”

Gesualdo Bufalino “Favola del castello senza tempo”

Jean Francois Chabras disegni di David Sala “La Furia di Banshee”

Stefano D’Ambrosio “L’astronauta”

Amodio Del Vecchio “Gli abitanti delle nuvole”

Fulvia Degli Innocenti “Greta e le altre. Un pianeta da salvare”

Cristina Donnini “Lo sciagatto e la leggenda del ritratto incompiuto”

Rosa Rita Formica “Filastrocche Pollicine”

 Fiabe a volontà

Filastrocche a perdifiato

Fabio Leocata “La gentilezza vola lontano”

Joyce Carol Oates “La nuova gattina”

Cristina Núñez Pereira “Emozionario. Dimmi cosa senti” 

Germano Pettarin e Jacopo Olivieri “La rivincita delle 4 operazioni”

Pintonato e Sandri e Giubbilini “Il gallinario”

Bjarne Reuter “Elise e il cane di seconda mano” edizione illustrata

Nadia Terranova/ Ofra Amit “Bruno. Il bambino che imparò a volare

Pievani Vico “Piante in viaggio”

Oscar Wilde “Il principe felice e altre storie” libro illustrato da Evangelista

Muriel Barbery “I gatti della scrittrice”, presentazione e con la recensione di Maria Anna Patti di CasaLettori

La recensione di Maria Anna Patti di CasaLettori

“I gatti della scrittrice” è un volumetto a firma Muriel Barbery, è lei la scrittrice in oggetto, autrice di best seller che, sull’onda di note pagine dedicate ai felini, si fa raccontare dai suoi consulenti letterari, ben quattro certosini, grigi con gli occhi arancioni che “ben s’intonano alla casa”…: Ocha, Mizu, Petrus e Kirin, la narratrice, o per meglio dire la voce narrante. Vivono in casa con la scrittrice e il marito musicista, l’una a destra e l’altro a sinistra nelle rispettive stanze, che a volte si incontrano al centro tra le due!

Ma di cosa vorrà raccontarci la dolce Kirin?

Degli scrittori ovviamente di cui ha una conoscenza diretta mettendo in evidenza i difetti tipici dei questa particolare specie umana: l’agitazione, il dubbio, la negazione dell’errore. E da bravi e coscienziosi consulenti, con il loro linguaggio, chiarissimo anche senza le parole, svolgono quell’indispensabile lavoro che è la revisione critica del testo, tanto da chiedere formalmente di partecipare ai “proventi” con tanto di contratto.

Il testo è snello, simpatico e illustrato deliziosamente dalla mano di Maria Guitart.

Da Edizioni e/o

Lo scrittore… un essere misterioso! Eppure se facessimo quattro chiacchiere con i suoi gatti lo capiremmo molto meglio. Attraverso le voci dei suoi alleati dalle zampe di velluto Muriel Barbery svela il dietro le quinte della creazione letteraria. Ognuno dei suoi quattro certosini ha il proprio carattere: c’è Ocha, il capo della banda, un duro dal cuore tenero; l’affettuosa Mizu, sua sorella, con le zampe un po’ storte; il placido e raffinato Petrus, che ama i fiori; e infine la narratrice, la graziosa Kirin. Ciascuno di loro ha anche il proprio ruolo da interpretare nella battaglia della scrittura: scontenti di essere soltanto compagni di svago, infatti, i gatti hanno spinto la propria devozione verso la padrona fino a imparare a leggere, diventando così nell’ombra i consulenti letterari della scrittrice. Un testo deliziosamente leggero sull’eterna poesia della quotidianità, spumeggiante di umorismo felino e filosofia nipponica, accompagnato dalle illustrazioni raffinate di Maria Guitart.

Brevi note biografiche

Muriel Barbery è autrice di L’eleganza del riccio (E/O, 2007), di Estasi culinarie (E/O, 2008) e Vita degli elfi (E/O 2016). Ha vissuto a Kyoto, Amsterdam e Parigi. Attualmente vive nella campagna francese.

Camilla Pintonato, Barbara Sandri, Francesco Giubbilini “Il gallinario” presentazione

Un libro illustrato dalla parte delle galline spesso vituperate e apprezzate, nel caso, solo per le uova, ma riscattate in molte pagine della letteratura, anche recente: mi sovviene il romanzo di Naspini “Nives” dove è una gallina ad alleviarne la solitudine o le gustose storielle, rieditate, che le vedono protagoniste assolute in Le galline pensierose di Luigi Malerba che l’autore aveva indirizzato ai bambini .

Il gallinario è un testo dedicato ai più giovani ma piacevole e gradito anche dagli adulti alla scoperta di un animale che da sempre ha occupato le nostre aie e per questo ritenuto familiare, ma in realtà poco conosciuto: nel volume illustrato si legge della loro storia, delle razze, del piumaggio, delle diverse colorazioni nonché dell’uovo e tante curiosità sulla vista e sulla ritenuta ottusità dell’animale riassunta nel detto “cervello di gallina”.

Dalla Quarta di copertina

Cervello di gallina a chi?

Non tutti lo sanno, ma una gallina può contare fino a quattro, giocare a bowling e addirittura suonare il pianoforte. E magari conquistare l’universo. Chi lo sa! Sicuramente ha già conquistato il mondo, accompagnando l’uomo in tutte le sue esplorazioni fin dalla notte dei tempi.

Il Gallinario di Camilla Pintonato, Barbara Sandri, Francesco Giubbilini, Quinto Quarto Edizioni, è un viaggio illustrato alla scoperta di uno dei più popolari animali domestici che imparerete a conoscere in tutte le sue inaspettate sfaccettature, ad amare e magari allevare. Ma attenzione, non abbassate la guardia: questi pennuti hanno una vista a 300 gradi!

La più completa e divertente “enciclopedia delle galline” per tutta la famiglia.

Indice

Omaggio a Gesualdo Bufalino: una favola per i più giovani riedita da Bompiani

Una favola, indica il titolo, e per questo la immaginiamo rivolta in particolare ai più giovani e non solo, a parer mio: Favola del castello senza tempo, come spiega Nadia Terranova nell’interessante premessa, fu richiesta a Bufalino per una collana dal titolo molto simile che avrebbe contenuto gli scritti di vari autori. Il protagonista è il giovane Dino che segue una farfalla, molto particolare, ammaliato dall’animale: “dall’ali gialle, dall’addome ugualmente giallo ma striato di anelli neri, dal dorso bruno, dove s’intravedeva il disegno d’un capo d’uomo, privo d’occhi, di labbra e di naso”. Compito del giovane, avendone tutti i requisiti, giovinezza coraggio e innocenza, sarà quello di liberare gli abitanti del castello da un’incredibile malia che li rende prigionieri del Tempo. Ma nel racconto ritornano, espresse in modo leggero, le tematiche bufaliniane e l’autore lo fa con una grazia speciale, incedendo nel racconto con passo onirico, attraversando prismatici paesaggi, sfiorando o spalancando una molteplicità di simboli.( la citazione è tratta dalla premessa di Nadia Terranova)

In omaggio al grande scrittore siciliano, nel centenario della nascita, oggi Bompiani la riedita corredandola delle illustrazioni di Lucia Scuderi che, come scrive la Terranova, ha trovato il modo di illustrarla dalla prospettiva di Dino indossando il suo sguardo, sovrapponendosi ai suoi occhi

Dal Catalogo Bompiani

Dino insegue una farfalla gialla e nera che porta un teschio sul dorso e si addentra in un bosco nero: riesce a serrarla nel pugno ed è allora, quando l’ha catturata e sta per destinarla alla prigionia di una piccola scatola, che la sente parlare. La farfalla si chiama Atropo, appartiene alla Notte e gli racconta del Castello Senza Tempo […]

Per i più piccini da 4 a 5 anni e un po’ di più

Tomi Ungerer “Adelaide il canguro volante” ( 4 anni )

Adelaide è una cucciola di canguro che un bel giorno decide di girare il mondo perché le sue ali diventano sempre più grandi e insieme a loro la voglia di volare…

A firma Tomi Ungerer, autore di molti libri per bambini e vincitore di prestigiosi premi. Edito da Donzelli

 

Benjamin Flouw “Alla ricerca della stella degli abissi” (5 anni)

Insieme al signor Volpe alla

scoperta degli abissi marini… Un libro per imparare a conoscere il mare che piacerà ai più piccini. Sinnos Editore

 

 

 

 

Jessica Greenwell “La Natura” USBORNE PUBLISHING

80 alette da sollevare, domande a cui rispondere per conoscere Madre Natura. Un  libro-gioco,

divertente e istruttivo

 

Bjarne Reuter “Elise e il cane di seconda mano”, illustrazioni di Kirsten Raagaar: presentazione

Un romanzo per i più piccoli, consigliato a partire dai sette anni, ma adatto a tutte le età e/o a una lettura insieme di grandi e piccini: quando c’è di mezzo un cane “speciale” e tante avventure e una fantasmagoria di personaggi, non ci sono limiti di età, la storia diventa appassionante per tutti. L’autore poi è uno dei più noti in Danimarca.

Ambientato a Copenaghen ha come protagonista Elise una bambina che vive con il padre musicista mentre la madre lavora in Brasile alla costruzione di un ponte sospeso nel bel mezzo della giungla.

Un cane è il desiderio della piccola Elise per superare la nostalgia e la solitudine e il sogno si realizza quando lo trova in un negozio “strano, e strano è anche l’animale: è stato investito (probabilmente da una betoniera) ed è tutto storto, un po’ obeso ma con le zampette esili, gli occhi che hanno perso qualsiasi simmetria e non si sa bene dove si rivolgono. Insomma è bruttino […] (da Marco Filoni, Scopertine, Il Venerdì La Repubblica 26 maggio).

[…]“Un buffo cane di seconda mano, un bel po’ usurato, che però sembra sorriderle e avere qualcosa di speciale. Solo una volta a casa, nella sua cameretta, Elise scopre che il suo cane è davvero speciale e parla proprio come una persona: si chiama McAduddi, per gli amici Duddi, e viene da un villaggio di marinai della Scozia. Cominciano così le bizzarre avventure di Elise e del suo nuovo fedele amico, dalle strade di Copenaghen a un vecchio mulino abitato dai fantasmi, dalle canzoni del pizzaiolo Giorgio ai braccialetti magici del mercante Potifar. Elise è audace, ostinata, sempre piena di risorse; Duddi è saggio e fifone, arguto e tenero, dotato di uno humour esilarante. Insieme a loro e a una galleria di personaggi strampalati ma profondamente umani ci immergiamo in una storia poetica e spassosissima, che racconta il coraggio, l’amicizia e la forza portentosa che sa darci la fantasia”( Da Iperborea Editore)

e anche altre letture proposte su tuttatoscanalibri:

Amodio Del Vecchio “Gli abitanti delle nuvole”

Jean Francois Chabras disegni di David Sala “La Furia di Banshee”

Fulvia Degli Innocenti “Greta e le altre. Un pianeta da salvare”

Cristina Donnini “Lo sciagatto e la leggenda del ritratto incompiuto”

Fabio Leocata “La gentilezza vola lontano”

Joyce Carol Oates “La nuova gattina”

Cristina Núñez Pereira “Emozionario. Dimmi cosa senti” edizione illustrata

Pievani Vico “Piante in viaggio”

Oscar Wilde “Il principe felice e altre storie” libro illustrato da Evangelista

Pinocchio prima edizione: la riscoperta, un articolo da Il Tirreno 4 aprile

Atmosfere cupe senza lieto fine
nel testo di Collodi uscito
sul “Giornale per i bambini”
nel 1881.
Poi i lettori lo spinsero
a continuare la storia
Ripubblicato Pinocchio
nella prima versione “noir”
Il burattino muore impiccato
Roma
«Intanto s’era levato un vento impetuoso di tramontana, che soffiando e mugghiando con rabbia, sbatacchiava qua e là il povero impiccato, facendolo dondolare screanzatamente come il battaglio di una campana che suona a festa. E quel dondolio gli cagionava acutissimi spasmi, e il nodo scorsoio, stringendosi sempre più alla gola, gli toglieva il respiro (….) – Oh babbo mio! Se tu fossi qui! – E non ebbe fiato per dir altro. Chiuse gli occhi, aprì la bocca, stirò le gambe e, dato un grande scrollone, rimase lì come intirizzito». Finiva così la storia di Pinocchio, col 15° capitolo il 27 ottobre 1881, nella prima versione pubblicata sul “Giornale per i bambini”, con il burattino che muore solo e impiccato dagli assassini per togliergli le monete d’oro. La storia aveva così tutto un altro senso, virato al noir e privo di alcuna redenzione. Altro che trasformazione in un bravo bambino, come accadrà dopo altri 18 capitoli, aggiunti sei mesi dopo, per le insistenze dei lettori e del direttore del Giornale. Il successo a quel punto fu tale e più consono alle positivistiche idee pedagogiche dell’Italia appena unificata, che è andata praticamente dimenticata quella prima versione della storia di «un pezzo di legno da catasta» che non era nemmeno divisa in capitoli, ma scritta tutta di fila. La ripropongono ora, in una bella, piccola edizione con illustrazioni gotiche di Simone Stuto e a cura di Salvatore Ferlita, le edizioni Il Palindromo di Palermo, ed è una piccola, curiosa scoperta. In realtà in quella prima versione, a mostrare tutte le perplessità che lo stesso Collodi aveva su come sarebbe stata accolta la sua storia, c’era già un avviso ben prima del finale: «Quello che accadde dopo è una storia da non potersi credere, e ve la racconterò la prossima volta» che nella riscrittura diverrà «una storia così strana» e «ve la racconterò in quest’altri capitoli», mentre proprio il primo finale non è più così conclusivo, ma a Pinocchio torna «in mente il suo povero padre e balbettò quasi moribondo». Così il nuovo XIX capitolo può cominciare dicendo: «In quel mentre che il povero Pinocchio. impiccato dagli assassini a un ramo della Quercia grande, pareva oramai più morto che vivo» ecco che compare la fatina dai capelli turchini.E tutto procede di avventura in avventura, partendo ancora con il racconto aspro del burattino incatenato a far il cane da guardia, ma poi arriva il Paese dei balocchi, la trasformazione in ciuchino, l’essere inghiottito dal pesce-cane in cui ritrova suo padre e lo libera portandolo a riva, dove incontra e non si fila il Gatto e la Volpe mal ridotti, si pacifica con la Lumaca e col Grillo parlante, e si comporta bene sino alla trasformazione, chiudendo con l’osservazione: «com’ero buffo quand’ero burattino! E come ora son contento di essere diventato un ragazzino perbene!». Tutto senza più quelle atmosfere tenebrose e inquietanti della prima parte, con notti buie dove «non ci si vedeva da qui a lì» mentre gli sbattono addosso le grandi ali di uccellacci neri, come ricorda Ferlita nella sua postfazione in cui gioca azzardando anche un parallelo curioso con Sherlock Holmes.Allora, se Giorgio Manganelli ne aveva parlato come di «un romanzo mortuario e infernale», si capisce perché Italo Calvino, studioso delle fiabe italiane, legasse questo di Collodi al romanticismo nero e fantastico, aggiungendo che «Collodi non è certo Hoffman o Poe», per notare poi però che «la casina che biancheggia nella notte con alla finestra la fanciulla come un’immagine di cera che incrocia le mani sul petto e dice – Sono tutti morti… Aspetto la bara che venga a portarmi via, a Poe sarebbe certamente piaciuta».Del resto anche uno sguardo diverso come quello di una scienziata quale Margherita Hack, ricordando la sua lettura della versione definitiva da bambina, spiegava: «C’erano pagine terrificanti, come gli assassini tutti incappucciati di nero, a cui pensavo con un pò di paura. Così ricordo che quando finalmente Pinocchio usciva sano e salvo da tutte le sue avventure e arrivava il desiderato lieto fine, provavo invece un senso di delusione, di stonatura con tutto il resto».

Marino Amodio, Vincenzo Del Vecchio “Gli abitanti delle nuvole” da Robinson La Repubblica

 

Tra le nubi, secondo la fantasia di due architetti italiani, c’è una metropoli di guglie e ponti sospesi, di finestre, scalinate monumentali e vascelli volanti. La avvolge il proverbiale candore del cielo, opprimente, tranne quando la pioggia cade, portando con sé la meraviglia del colore.

 

 

continua a leggere la presentazione

di Gabriele Di Donfrancesco