Abi Elphinstone “La fenice dei ghiacci”, presentazione

Copertina del romanzo per bambini di
Abi Elphinstone "La fenice dei ghiacci",, Gribaudo Editore (Gruppo Feltrinelli)

“Come apprendisti del veterinario Rusty, Emma e il suo nuovo amico Arno si ritrovano sempre più alle prese con il mondo delle creature magiche. All’inizio delle vacanze scolastiche, un uccello insolito vola nella cucina di Emma. È una fenice dei ghiacci, un esemplare molto raro che solitamente appare per segnalare un pericolo […] (da Gribaudo Editore)

È il secondo volume della saga ideata da Abi Elphinstone, per i giovani lettori, a partire dagli 8 anni.
Il romanzo, tradotto da Manuela Salvi, è illustrato da Kristina Kister.
La storia è ambientata a Yawn, un villaggio immaginario sulla costa orientale della Scozia.
La protagonista,  Emma,  di 10 anni, e il suo amico Arno stanno facendo merenda quando un volatile irrompe dalla finestra nell’abitazione in cerca di aiuto: è la fenice dei ghiacci, un animale molto raro con la particolarità di rinasce dalle proprie ceneri.
Inizia l’avventura per i tre protagonisti impegnati a soccorrere l’animale magico: Emma, insieme all’inseparabile Arno e a Rusty, un  veterinario dalla lunghissima barba bianca, dovranno intraprendere un viaggio a bordo di una vasca da bagno volante, verso le Isole Svalbard, per sventare la minaccia: Jasper, un caccitore senza scupoli infatti vuole catturare queste creature per venderle a collezionisti e ottenere lauti profitti.
Non solo avventura, ma insegnamenti: il valore dell’amicizia, il rispetto per l’ambiente e, come per ogni esperienza fruttuosa, la protagonista imparerà a superare le proprie insicurezze e a saper affrontare i pericoli nati dall’avventura

Abi Elphinstone è cresciuta in Scozia, dove ha trascorso gran parte della sua infanzia correndo libera tra le brughiere, nascondendosi nelle case sugli alberi e costruendo rifugi nei boschi. Oggi è un’autrice best seller e pluricandidata a premi letterari. Quando non scrive, Abi fa volontariato, tiene incontri nelle scuole e viaggia per il mondo alla ricerca di nuove storie. Le sue avventure più recenti includono la convivenza con i cacciatori di aquile kazaki in Mongolia e un viaggio in slitta trainata da cani attraverso l’Artico.

Gessica Franco Carlevero “Topi che mangiano escargot”, OLIGO

Tredici anni di vita quotidiana in una Marsiglia cruda e vibrante.

Copertina di "Topi che mangiano escargot" di Gessica Franco Carlevero", OLIGO Eitore, Collana Ronzinante, corredata dai disegni degli autori

Prefazione di Arianna Giorgia Bonazzi

Con disegni dell’autrice 

Collana: Ronzinante diretta da Marino Magliani

OLIGO

Dal 24 aprile

 “La lingua nuda, naturale, il ritmo a singhiozzo delle virgole, dei punti, sembrano seguire come dossi e buche gli smottamenti di una vita fatta di piccolissimi accidenti che portano a inesorabili deviazioni. Succede che si cambi paragrafo all’interno della stessa giornata, e poi passino anni senza neanche andare a capo. Il tempo funziona così”. (Arianna Giorgia Bonazzi)

Città dell’incanto, Marsiglia. Dove si cucinano salsicce per strada e la squadra di pallone è una confessione, il Pastis una cerimonia e la petanque un canone. lui e lei sbarcano a Marsiglia un giorno di maggio piovoso, con un figlio in arrivo e l’ingenuità di chi non sa cosa cerca.  Città del sortilegio, Marsiglia, con topi che dominano le strade, ragazzi che impennano senza casco e il mercato nero per le vie del centro. lui e lei si installano in una città prepotente e ammaliatrice. E via via diventano qualcos’altro.  Tredici anni dopo, la stessa Marsiglia dei primi tempi, ma con uno sguardo diverso.  Della malinconia, del rimpianto, della frattura, e un au revoir difficile da accettare.

Sinossi: La storia inizia con l’arrivo a Marsiglia di “lui” e “lei” (i protagonisti rimangono senza nome) quando lei è al settimo mese di gravidanza. Il racconto segue la loro quotidianità nella città francese, descritta come “sporca e sfacciata”. Marsiglia non è solo uno sfondo, ma un personaggio vivo che assiste alla loro evoluzione tra mercatini dell’usato (vide grenier), partite dell’Olympique Marsiglia e la presenza costante di topi che popolano le strade. Dopo tredici anni, la relazione entra in crisi. Il libro esplora il logoramento del rapporto di coppia e la fine dell’infanzia del figlio, ormai adolescente, che trasforma il ruolo della madre da “fondamentale a fastidioso”. Il racconto culmina con la decisione di lasciarsi. Lei prepara gli scatoloni per trasferirsi a Lione, mentre lui rimane a Marsiglia. La firma dei documenti per chiudere il conto in banca segna l’addio definitivo.

GESSICA FRANCO CARLEVERO è nata nel 1980 a Canale, in Piemonte, e vive a Marsiglia. Dirige la rivista letteraria “La Bibliothèque italienne”; ha pubblicato il romanzo Metà guaro metà grappa (Fandango 2006), i testi sulla scrittura creativa Meravigliosamente A mente libera (Einaudi Scuola) e diversi racconti apparsi su riviste come “Panta”, “L’Accalappiacani”, “L’immaginazione”, “effe” e “L’inquieto”. Nel 2025 è uscito Il buco (Sellerio).

Della stessa Collana su tuttatoscanalibri

Dario Voltolini “Acqua chiusa”, Oligo Editore

Nella collana Ronzinante, i nuovi titoli di Giorgio Vasta(Sicilia)Pasquale Vitagliano (Puglia)Giorgia Tribuiani (Abruzzo). OLIGO, dall’11 aprile in libreria

Filippo Tuena “Valzer con mia madre da ragazza”

Alessandro Deho – Davide Brullo “Imboscati”

Luigi Cherubini “Cento casali sconosciuti intorno a Roma”, NeP Edizioni

Una guida alla scoperta di tesori nascosti

Copertina della guida alla scoperta di Cento casali sconosciuti intorno a Roma di Luigi Cherubini, NeP Edizioni

“Cento casali sconosciuti intorno a Roma” è una guida firmata da Luigi Cherubini, dedicata alla scoperta di un patrimonio poco noto ma di straordinario fascino: i casali della campagna romana.

Ricco di informazioni, immagini e mappe dettagliate, il volume accompagna il lettore alla scoperta di cento edifici, ciascuno con una propria identità, storie e curiosità che ne raccontano il passato. Queste architetture, spesso caratterizzate da forme irregolari e suggestive, rimandano al Medioevo, epoca in cui la funzione difensiva era fondamentale. Accanto al ruolo agricolo, tuttavia, i casali hanno sempre rappresentato anche luoghi di svago e quiete, come testimoniano altane panoramiche, corti con fontane, giardini e soluzioni architettoniche raffinate.

La guida offre un itinerario variegato: dai casali legati alla cultura, veri e propri scrigni d’arte, a quelli dedicati alla tradizione enogastronomica, dove è possibile gustare prodotti locali in agriturismi, locande e strutture ricettive immerse nel verde. Molti di questi luoghi sono inoltre punto di partenza per percorsi naturalistici, ideali per escursioni a piedi o in bicicletta.

Pensato come un invito alla scoperta, il libro conduce il lettore tra storie dimenticate e paesaggi silenziosi, lontani dal ritmo frenetico della città, offrendo l’occasione di riscoprire il valore del tempo lento e del contatto con la natura.

Il percorso proposto si snoda lungo un raggio di circa trenta chilometri dalla Capitale, a partire dall’Via Appia Antica, attraversando territori come la Valle della Caffarella, i Castelli Romani, la Tuscia, la Sabina e il litorale tirrenico.

Il volume colma una lacuna editoriale offrendo per la prima volta una mappatura accurata di questi “illustri sconosciuti”: per ogni casale sono fornite indicazioni precise, schede storico-artistiche e informazioni sulla destinazione d’uso.

Uno strumento prezioso per chi desidera esplorare un volto inedito del territorio romano, tra architettura, natura e memoria storica.

Allievo di Corrado Barberis, padre della sociologia rurale, Cherubini è da anni impegnato nello studio della campagna romana e della cartografia storica. Con questa pubblicazione porta alla luce un patrimonio spesso trascurato, dimostrando come, oltre al celebre centro storico di Roma, esista un territorio altrettanto ricco di storia, arte e bellezza.

Alessandro Deho’- Davide Brullo “Imboscati”, OLIGO

Collana RONZINANTE: Tra narrazione e disegno, un modo nuovo per raccontare luoghi e territori nel cuore di grandi autori contemporanei

Copertina di Imboscati scritto e illustrato da Alessandro Deho’- Davide Brullo, OLIGO Editore

Con illustrazioni degli autori

Prefazione di Aurelio Picca

Collana Ronzinante diretta da Marino Magliano

OLIGO

Dal 3 aprile

Due uomini si scrivono da un isolamento che possiamo chiamare sepolcro. I loro paesi – infestati dall’abbandono, costellati da flebili braci dette abbraccio – sorgono ai margini del bosco: Mondaino, al confine tra Romagna e Marche, e Crocetta, in Lunigiana. Luoghi di sconfinamento, di cuori in contrabbando; luoghi della vita avara, in secca. Nelle lettere, i due parlano di famiglie dissotterrate all’urlo, di un Dio a caccia, sigillato nell’ambiguità, della solitudine come via marziale per l’abbandono di sé. 
È vero: Imboscati racconta la rovina dell’uomo, ma non è un’elegia della fuga. Piuttosto, è un libro che riconduce alla vita ferina, addestra l’anima secondo la rotta delle volpi, delle faine, dei falchi. Che tutto resti sospeso – una fede comprovata dal dubbio saprà contenersi?; un padre martellato dalla malattia della figlia riuscirà a non svanire? – è ovvio: Imboscati è un libro-fuoco, un libro-acciarino, che impone la strada del coraggio.

Questo dispaccio, messaggio in bottiglia, carica esplosiva deglutita a mo’ di eroina, è intitolato Imboscati ed è a firma di Davide Brullo e di Alessandro Deho’; un furtivo e svettante epistolario, sigillato da una D, appunto, e da una A. E tra i firmatari, con una sola lettera, non si ha il minimo dubbio che siano entrambi preti e viandanti, in una osmosi che sa del vegetale, del dubbio, della confessione. E impone il dire: «Non si viene tra i boschi per cercare di sopravvivere, questa può essere la motivazione iniziale, si viene per imparare una fedeltà alla morte». (Aurelio Picca)

DAVIDE BRULLO ha pubblicato, tra l’altro, i libri Annali (Mimesis, 2006), Nabokov (Compagnia Editoriale Aliberti, 2021) Lince (Crocetti 2022). Ha tradotto i Salmi (Aragno 2021) e Qoelet (De Piante Editore, 2025). Scrive per “Il Giornale”, “Il Venerdì di Repubblica” e dirige la rivista “Pangea”.

ALESSANDRO DEHO’ nasce nel 1975 a Romano di Lombardia. Infermiere professionale in psichiatria ed ematologia, è prete dal 2006. Vive in Lunigiana, vicino a un eremo, in una casa tra i boschi nella quale prega, accoglie, ascolta e celebra. Vive, e scrive. Collabora con “Avvenire” e “Credere”; tra i suoi libri più recenti ricordiamo Umanissime storie (Paoline 2025), A te (San Paolo 2024) e, insieme a Davide Brullo, Mistiche (Magog 2024) e Nuovo alfabeto del sacro (Aliberti 2023). www.alessandrodeho.com 

Della stessa Collana su tuttatoscanalibri

Dario Voltolini “Acqua chiusa”, Oligo Editore

Nella collana Ronzinante, i nuovi titoli di Giorgio Vasta(Sicilia)Pasquale Vitagliano (Puglia)Giorgia Tribuiani (Abruzzo). OLIGO, dall’11 aprile in libreria

Filippo Tuena “Valzer con mia madre da ragazza”

Anna Marinelli “Poesie al semaforo”, NeP Edizioni

Copertina della raccolta poetica di Anna Marinelli "Poesie al semaforo", NeP Edizioni

I componimenti alla base di questa raccolta esplorano sentimenti, stati d’animo e riflessioni sulle molteplici sfumature dell’esistenza.

L’autrice, donna profondamente radicata nella dimensione familiare, abita la contemporaneità con consapevolezza e sensibilità. Dal suo vissuto quotidiano trae materia espressiva per una scrittura che sa farsi racconto, riflessione e testimonianza.
Pagina dopo pagina, le poesie risultano così attraversate da una profonda partecipazione emotiva e da un linguaggio incisivo, trasformando frammenti di quotidianità in immagini liriche dense di significato.
A dialogare con l’impianto lirico intervengono le opere pittoriche presenti nel volume, opera della stessa autrice: non semplici illustrazioni, ma tracce visive che amplificano l’eco dei versi e ne intensificano la forza espressiva, come tappe di un originale itinerario interiore.
Innovativa nella scelta lessicale e nella costruzione delle immagini, Anna Marinelli sperimenta differenti forme poetiche, passando con naturalezza da toni intimi ad accenti più ironici, alternando registri diversi e includendo componimenti in dialetto barese, senza mai perdere coerenza stilistica.
Con “Poesie al semaforo”, l’esperienza personale prende forma nei versi, offrendo al lettore il racconto di una ricerca continua di quella bellezza profonda che risiede nell’essere umano e svelando, con sincera semplicità, un impulso creativo inesauribile.


Anna Marinelli nasce nel 1960 a Bari. Da autodidatta si avvicina al mondo della pittura, sperimentando diversi generi e tecniche. Contemporaneamente si confronta anche con la poesia e pubblica svariate raccolte poetiche, riscuotendo riscontro positivo da parte del pubblico e ricevendo importanti riconoscimenti.
Prende parte a prestigiose mostre collettive, distinguendosi spesso con il primo posto o menzioni d’onore. È corsista della LUTE “Lia Damato” di Rutigliano (BA).
La famiglia ha un ruolo centrale nella sua vita. È nonna e mamma di due ragazze: le sue vere opere d’arte.

A. Ferrini e S. Pizzuoli “Da Rocchette a Bocca d’Ombrone: luoghi, storia, paesaggi”, presentazione

Corredata da carte, immagini e foto, non vuole essere una “guida”, nel significato stretto del termine, ma un testo da consultare davanti ai luoghi e ai paesaggi per scoprire, se si vuole, la loro storia passata e recente, trascorrendoli e vivendoli in modo ravvicinato percorrendo sentieri e itinerari anche a piedi
visitando siti storici o solo ammirandone la selvaggia bellezza.

Dalla Premessa

Un tratto della costa toscana dai paesaggi suggestivi e ricchi di storia, lontana e recente, copioso e vario nelle offerte enogastronomiche, da visitare in tutte le stagioni non solo in quella estiva per le sue ampie spiagge sabbiose e il suo mare punteggiato all’orizzonte dalle isole dell’Arcipelago.
Dal roccioso promontorio delle Rocchette con il suo mare cristallino, via spiaggia o lungo la strada, per raggiungere la bella pineta, quella creata appositamente a partire dal XVII secolo, e l’insediamento creato a metà degli anno ’50, di Roccamare e, proseguendo, Punta Capezzolo che insieme a quella delle Rocchette abbracciano la bella baia tra i loro due speroni di roccia protesi nel mare.
Ecco quindi il villaggio di Riva del Sole, nato da un progetto che risale al secondo dopoguerra, promosso da cooperative svedesi che videro in questo tratto di costa incontaminata il luogo ideale per sviluppare un centro di vacanza destinato ai propri connazionali, superato il quale, percorrendo la statale, su un cucuzzolo l’agglomerato urbano di Castiglione della Pescaia con le sue architetture medievali che ne rispecchiano la storia del passato mentre in basso quel che rimane della sua antica laguna acquitrinosa: un borgo suggestivo e pieno di testimonianze in alto sulla sua piana ubertosa e il mare anticamente occupato in parte dal lago Prile, di romana memoria.
E ancora testimonianze di una storia lontana: ecco il forte delle Marze che, percorrendo a piedi lungo la spiaggia e la Pineta del Tombolo, si erge ancora in prossimità del litorale del quale nel lontano XVIII secolo difendeva le coste.
Una passeggiata rivitalizzante quella che a piedi, da le Marze ci conduce a Marina di Grosseto, lungo un arenile ampio con le sue dune ricche di vegetazione che in primavera diventa lussureggiante e colorata con i bianchi gigli di mare, gli elicrisi e corbezzoli e mirti.
E poi Fiumara, il canale Leopoldo, un canale emissario realizzato come parte delle bonifiche granducali lorenesi a partire dal 1828, con lo scopo di drenare le acque provenienti dai recinti di colmata verso il mare e di alcuni fossi della piana.
Da lì a pochi chilometri il fiume Ombrone, quello detto senese, si getta nel mare in prossimità di Principina a Mare e nel pieno del Parco dell’Uccellina che conserva flora, fauna e l’ambiente palustre del “padule”.
Un veloce excursus qui in premessa che potrete invece assaporare lentamente, pagina dopo pagina, ciascuna dedicata e approfondita con attualità e notizie che aiutano il visitatore ad impossessarsi dei tratti più caratteristici di un ambiente naturale e umanizzato, aspetti che si sono ben compenetrati rispettando ciascuno i propri ambiti o senza dare eccessivo disturbo l’uno all’altro.

Su tuttatoscana una pagina tratta dal percorso: La pinera di Roccamare

Thomas Berra “Com’era luminosa la luna e blu tutta la valle”, OLIGO

Copertina del volume di Thomas Berra "Com’era luminosa la luna e blu tutta la valle", OLIGO

OLIGO

Dal 6 febbraio

Questo libro è un viaggio, anzi due. Unisce due mondi che si incrociano, si sfiorano, si bilanciano. Da una parte un testo scritto, un po’ racconto un po’ flusso di coscienza; di sicuro una prosa poetica che introduce il lettore nel mondo onirico di Thomas Berra, artista per la prima volta alle prese con una narrazione scritta. Dall’altra ancora un testo, questa volta non scritto, ma grafico, che entra nel cuore della dimensione creativa propria di Berra, che qui ordina disegni e dipinti dal 2008 al 2025.
In questo secondo viaggio incontriamo erbari immaginari e piante vagabonde, che presto scopriamo animate da personaggi usciti da un murales di Basquiat o da una più nostrana tela di Transavanguardia.
Poi la presenza umana si fa preponderante, il segno più asciutto, con rimandi alla lezione di Gino De Dominicis e alla sintesi di Mimmo Paladino, fino ad arrivare a tavole tra il graffitismo e la poesia concreta.

Pubblicato in occasione della mostra Thomas Berra. Com’era luminosa la luna e blu tutta la valle Mantova, Casa del Mantegna-Antica Edicola dei Giornali di piazza Canossa 24 gennaio-21 febbraio 2026

THOMAS BERRA (1986) vive e lavora nel Cosmo. Il suo universo onirico, abitato da mondi vegetali in continua espansione e da figure umane alla ricerca di una propria identità, si presenta in questo libro – il suo primo esperimento narrativo – accanto a un testo sognante. Ha esposto in gallerie e sedi istituzionali in Italia e all’Estero, tra cui ricordiamo: Mana Contemporary, Chicago (2015); Magazzini del Sale, Siena (2019); Kuja Gallery, Helsinki (2020); Triennale di Milano (2023); Ca’ Pesaro, Venezia (2023); Cremona Contemporanea | Art Week (2024); Fondazione Pastificio Cerere, Roma (2024).

Maddalena Crepet “Dall’anima in su”, Armando Editore

dal 24 novembre in libreria

Illustrazioni di Sergio Kalisiak

Armando

Una raccolta di otto racconti che esprime, sotto otto forme diverse, lo stesso concetto: il non sentirsi necessari, l’essere ai margini, il vivere ai margini, il sentirsi invisibili.
Ogni racconto è accompagnato da illustrazioni che vogliono assecondare il testo, renderlo ancora più vivido, perfino tagliente, in alcuni passaggi, tutte partorite dalla mano, altrettanto mancina come quella dell’autrice, del disegnatore Sergio Kalisiak

Maddalena Crepet Roma 1994, laureata in Storia contemporanea, ha frequentato la Scuola Holden di Torino, lavora come ufficio stampa e consulente editoriale e ha pubblicato racconti su riviste letterarie. Ci siamo traditi tutti (2024) è il suo primo romanzo. Ha già all’attivo diverse pubblicazioni di racconti per riviste letterarie.

Sergio Kalisiak (San Benedetto del Tronto, 1987) consegue la laurea in arti grafiche in un posto sperduto del centro Italia. Illustratore, designer e videomaker, collabora con piccole realtà editoriali sparse per lo Stivale, pubblicando Storie di Brace – 43 racconti silenziosiArrivederci, Waterville! Esperimenti Notturni.

Alvaro Claudi “Mugello terra mia. Ricette , storie e ricordi di ieri e dell’altro ieri”, presentazione di Luisa Gianassi

Caro Alvaro Claudi 

“Mugello Terra mia” è molto più di un libro: è un viaggio affettuoso nella memoria collettiva di una terra ricca di storia, tradizioni e umanità. L’ho letto con grande piacere, e pagina dopo pagina mi sono ritrovata immersa nei racconti semplici e veri di un mondo che ha popolato la mia infanzia.  Il tuo  stile profondamente evocativo, riesce a far riaffiorare personaggi, gesti quotidiani, proverbi e usanze che appartengono al nostro passato contadino e artigiano, riportandoli alla luce con delicatezza e amore.
Particolarmente interessante  è la parte dedicata alle ricette tradizionali: piatti poveri ma ricchi di sapore, che raccontano l’ingegno e la sobrietà di chi viveva con poco, senza mai rinunciare al gusto e al valore dello stare insieme.
Un’emozione particolare l’ho provata scoprendo, in quarta di copertina, il QR code che rimanda alle registrazioni del 1969 di alcune canzoni di Tonino di Lutiano. Le avevo ascoltate dalla viva voce, e risentirle oggi  grazie a te  mi ha profondamente toccata.  Quelle melodie, quei testi, portano con sé l’anima autentica della nostra gente. È stato come se il tempo si fosse fermato, riportandomi indietro a quei giorni in cui la musica accompagnava il lavoro e la vita 
Il tuo libro ha anche un importante valore divulgativo: non solo racconta il Mugello, ma lo promuove. Ne delinea la geografia e la storia, rende vive le sue comunità e i suoi borghi, come Scarperia, con la sua secolare tradizione dei coltelli e il fascino discreto di un paese rimasto autentico. È una lettura utile per chi non conosce il Mugello, ma è un dono ancora più grande per chi come me  ci è nato, ci vive o lo porta nel cuore. Un vero e proprio omaggio alla nostra identità.
Una parte particolarmente toccante del libro è quella dedicata alla tua storia familiare. Le tue origini montanare e contadine affiorano con forza e dolcezza, restituendoci  non solo un ritratto personale, ma anche uno spaccato autentico della vita rurale di un tempo. Attraverso ricordi di infanzia, racconti di nonni e genitori, la fatica del lavoro nei campi e la vita nei poderi, si percepisce un legame profondo e rispettoso con la terra e con le tue radici.
Non c’è nostalgia fine a sé stessa, ma la consapevolezza di provenire da una cultura fatta di valori semplici ma solidi: il senso della famiglia, il rispetto per il lavoro, la solidarietà tra vicini. La montagna e la campagna diventano così luoghi dell’anima, dove si sono formati carattere e visione del mondo. In ogni parola si sente l’orgoglio per quelle origini, mai rinnegate ma anzi valorizzate, come fondamento di un’identità che oggi rischia di perdersi, ma che con questo libro custodisci e trasmetti con gratitudine. I tuoi racconti delle scuole elementari e medie  hanno per me sapore speciale, perché parlano di luoghi e personaggi che anche io ho frequentato e conosciuto, vissuto. Le aule, i banchi, maestri e maestre i compagni di scuola, le corse nell’intervallo, il freddo pungente dell’inverno, le  scarpe bagnate poste ad asciugare al termosifone della classe… tutto mi è familiare, come se quelle pagine parlassero anche un po’ della mia infanzia.
Scarperia, con le sue vie, le sue botteghe, le sue abitudini, fa da sfondo a una quotidianità semplice e genuina, in cui molti possono riconoscersi. I nomi che emergono dalle pagine del libro, maestri, compaesani, figure del paese sono come tessere di un mosaico che racconta una comunità viva, stretta intorno ai suoi valori e alla sua identità.
Caro Alvaro riesci a restituire non solo il ricordo personale, ma anche  quello collettivo, e chi ha vissuto quegli anni in Mugello ritrova in queste pagine un frammento della propria storia.
Grazie di cuore per questo tuo dono.
Luisa

La Quarta di copertina Miraggi Edizioni

Henry Whitehead “Jumbee. Zombi e altri orrori del Voodoo”, Alcatraz

Per la prima volta presentata in italiano, la raccolta integrale di un maestro del soprannaturale

più volte lodato da Lovecraft

Traduzione a cura di Francesco Vitellini e Marta Suardi.

Introduzione di Pietro Guarriello

A cura di Jacopo Corazza e Gianluca Vendetta

Collana Biblioteca di Lovecraft 5

Alcatraz

Dal 17 ottobre in libreria

“La Biblioteca di Lovecraft” si arricchisce della raccolta Jumbee and Other Uncanny Tales, pubblicata per la prima volta dalla storica ArkhamHouse nel 1944, finora mai presentata integralmente in italiano, e qui corredata dalle illustrazioni tratte dalle prime pubblicazioni di ciascun racconto, sulle riviste Weird TalesAdventure e Strange Tales of Mystery and Terror. Whitehead, attingendo profondamente al folclore caraibico e al fascino dei Tropici, esplora il mondo misterioso e macabro del voodoo attraverso racconti inquietanti e suggestivi, in cui creature mostruose siimpadroniscono della mente umana e le esistenze dei vivi sono perseguitate dalle presenze dei defunti.
In questa antologia sono presenti dei veri e propri classici della letteratura weird e horror, tra cui Morte di un DioCassiusLa bestia nera L’uomo dell’albero, tutti qui inclusi e più volte citati e lodati da H.P. Lovecraft, che di Whitehead fu corrispondente, amico e collaboratore. Il “solitario di Providence” gli riconosceva infatti un realismo e uno stile erudito non comuni nel mondo dei pulp, e fu proprio lui ad annunciare al mondo del fantastico la sua prematura scomparsa, sul numero di Weird Tales del marzo 1933.

Henry S. Whitehead (1882-1932), autore americano noto per racconti weird spesso ambientati nei Caraibi, fu per diversi anni arcidiacono della Chiesa episcopale nelle Isole Vergini, e questa esperienza gli consentì di ispirarsi alle leggende locali ascoltate direttamente dagli isolani, e di permeare le proprie storie di folclore voodoo. Pubblicò principalmente su riviste pulp come Weird Tales Adventure, e le opere principali per riscoprirne la narrativa breve sono le due antologie postume Jumbee and Other Uncanny Tales (1944) e West India Lights (1946). 

Dell’autore, il compianto Giuseppe Lippi scrisse: «Crediamo che la lezione di stile di Henry S. Whitehead sia attuale ancora oggi e, soprattutto, godibile. Portato al mistero e al soprannaturale già dalla sua vocazione, ma saldamente ancorato alla terra per carattere e temperamento, Whitehead fu uno dei più maturi autori fantastici pubblicati in America fra le due guerre. Non un visionario delirante, non un sognatore oppiaceo, ma al contrario un narratore completo, ricco di sfumature e sottigliezze ed estremamente attento al mondo che lo circondava. Un mondo che si apriva al prodigio con estrema naturalezza e senza chiasso: per arrivare a questo occorre essere maestri non solo nell’arte del mistero, ma nell’arte del racconto tout-court».