Paola Capriolo – Teresa Maresca ” Il canto della luna”, Bibliotheka

Un libro a quattro mani che intreccia in modo personalissimo e originale letteratura, pittura e musica

Copertina del testo illustrato di Paola Capriolo - Teresa Maresca " Il canto della luna", Bibliotheka L’ombra fascinosa e potente di uno dei capolavori della musica del ‘900 ha suggerito alla scrittrice Paola Capriolo e all’artista Teresa Maresca un libro a quattro mani che intreccia in modo personalissimo e originale letteratura, pittura e musica. 

Con la traduzione  dal tedesco del Canto della Terra dI GUSTAV MAHLER

Traduzione e testi di Paola Capriolo, disegni di Teresa Maresca

Bibliotheka

Dal 29 maggio

L’ombra fascinosa e potente di uno dei capolavori della musica del ‘900 ha suggerito alla scrittrice Paola Capriolo e all’artista Teresa Maresca un libro a quattro mani che intreccia in modo personalissimo e originale letteratura, pittura e musica. 
È Il Canto della Luna, evocazione del ciclo di lieder Il Canto della Terra che il compositore austriaco Gustav Mahler (1860-1911) compose nel 1908 sulle Dolomiti, dove trascorse le ultime estati della sua vita. Nell’autunno dell’anno prima era stata pubblicata in Germania l’antologia Il flauto cinese, un centinaio di liriche di autori compresi tra il XII secolo a. C. e l’epoca contemporanea. Mahler ne venne a conoscenza e l’incontro con quelle poesie ebbe un immediato riflesso sulla sua opera. 
Il Canto della Terra è infatti basato su sette poesie della raccolta, con una predilezione per le liriche di Li Po (702 – 763).  Il testo delle parti vocali della Sinfonia viene proposto, con testo tedesco a fronte, nella versione di Paola Capriolo, traduttrice di molti autori classici come Goethe, Kafka, Von Kleist, Mann e a sua volta autrice di opere tradotte in molte lingue. 
Con una pittura figurativa e visionaria che prende forma nelle immagini a colori del libro, l’artista Teresa Maresca lavora sui temi del paesaggio, spesso rivisto attraverso la memoria cinematografica o la poesia.

[…] Ciò che avevo in mente era appunto di sviluppare questo parallelismo, di creare una piccola opera in cui parola e immagine si stimolassero, si ispirassero a vicenda in uno scambio sperabilmente fecondo.L’idea era questa, e fu un’idea condivisa. Si trattava però di trovare il “soggetto” adatto, e per trovarlo alla fine ci rivolgemmo non alla letteratura, non alla pittura, ma a una terza arte: la musica. Fu a questo punto delle nostre riflessioni che ci venne in soccorso l’ombra fascinosa e potente di Gustav Mahler. Il Canto della terra, uno dei capolavori assoluti della musica del Novecento… cosa cercare di meglio? Una serie di Lieder per orchestra su testi di antichi poeti cinesi tra i quali Li Po, prediletto da Teresa, ma immersi in quell’atmosfera tardo-romantica che a me è sempre stata particolarmente congeniale. Un “divano occidentale-orientale” in cui ciascuna di noi due, con le sue esperienze culturali e le sue predilezioni, avrebbe potuto sentirsi perfettamente a suo agio. (Dall’intruduzione di Paola Capriolo) 

Incipit 
Due barche: una di legno, affusolata, che solca guidata dai remi le acque del lago, e l’altra d’ar­gento, librata nel cielo. Nella prima c’è un uomo, e forse quell’uomo sono io. Qualcuno che, dopo aver visto il mondo, alle soglie della vecchiaia compie con malinconica lentezza il suo viaggio verso casa. I colpi dei remi sono cadenzati come rintocchi e l’acqua, sciabor­dando, ne amplifica il suono in un echeggiante river­bero; ma il viaggio è appena all’inizio e l’uomo non ha alcuna fretta di arrivare alla meta. Vorrebbe che questo lago fosse infinito come il mare, tanto lo seduce il gioco di riflessi che la luna accende nel buio profondo delle sue acque.  La luna, la barca d’argento… Dopo tutto, chi ha detto che io debba essere per forza l’uomo che rema e non invece la gemella celeste che lassù, senza il minimo sforzo, segue a palmo a palmo la mia navigazione? E chissà come appare la mia barca osservata da quella prospettiva… Forse non sembra neppure una barca, ma un piccolo astro che per­corre lieve la sua orbita fendendo il nero della notte.

Paola Capriolo vive e lavora a Milano. Ha esordito nel 1988 con i racconti de La Grande Eulalia (Premio Berto), in seguito Il Nocchiero (Premio Rapallo, Premio Selezione Campiello), Il Doppio Regno (Premio Grinzane Cavour), e, tra gli altri, Una Luce NerissimaIl Pianista MutoMi ricordoMarie e il signor MahlerIrina Nikolaevna. Tutti i suoi romanzi sono stati tradotti in molte lingue. Ha tradotto classici della letteratura tedesca, tra cui Goethe, Kafka, Kleist, Thomas Mann.

Teresa Maresca vive a Milano dagli anni ’80. Con una pittura figurativa e visionaria lavora sui temi del paesaggio, spesso rivisto attraverso la memoria cinematografica o la poesia. Hanno scritto di lei Carlo Sini, Sergio Givone, Lalla Romano, Roberto Sanesi, Paolo Biscottini. Ha pubblicato il libro Il Primitivo del Sogno su arte, natura e pensiero primitivo e ha in preparazione la mostra-installazione Stars&Bones per la Fabbrica del Vapore di Milano.

Su tuttatoscanalibri

Capriolo “La grande Eulalia e Il nocchiero” recensione di Salvina Pizzuoli

Carlo Collodi “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino”, Töpffer edizioni

Il testo qui proposto è quello dell’Edizione Critica della Fondazione Nazionale Carlo Collodi pubblicato in occasione del Centenario di Pinocchio (1983), a cura di Ornella Castellani Pollidori.

Quest’opera è realizzata in occasione delle celebrazioni del bicentenario dalla nascita di Carlo Collodi (pseudonimo di Carlo Lorenzini), avvenuta il 24 novembre 1826.

Copertina del testo dell’Edizione Critica della Fondazione Nazionale Carlo Collodi pubblicato in occasione del Centenario di Pinocchio (1983), a cura di Ornella Castellani Pollidori.

Quest'opera è realizzata in occasione delle celebrazioni del bicentenario dalla nascita di Carlo Collodi (pseudonimo di Carlo Lorenzini), avvenuta il 24 novembre 1826. Illustrazioni di Beppe mecconi

Illustrazioni di  Beppe Mecconi

Saggi a corredo del testo:

Francesco De Nicola: Una favola in sogno per raccontare la realtà

 Elvio Guagnini: Fascino di un “piccolo grande libro”

Marzia Ratti: Il lungo viaggio di Pinocchio

Töpffer edizioni

Dal 19 maggio

Il volume si apre con un’approfondita riflessione di Marzia Ratti sul “lungo viaggio” di Pinocchio, un’opera che da oltre un secolo rappresenta un pilastro insostituibile nella storia del libro illustrato. La fortuna di questo personaggio è testimoniata dalle centinaia di versioni prodotte in oltre duecento lingue, un successo che poggia sulla straordinaria capacità degli illustratori di dare corpo e sostanza al testo di Collodi. Attraverso le loro matite, elementi come il naso allungabile, il cappello di mollica di pane e le membra legnose sono stati potenziati visivamente fino a diventare icone universali del nostro immaginario collettivo, capaci di resistere nel tempo anche di fronte alle interpretazioni più distanti dall’originale. In questo solco si inserisce l’originale approccio artistico di Beppe Mecconi, che sceglie di confrontarsi con il mito attraverso una precisa sfida stilistica: l’uso esclusivo della china virata in marrone. Rinunciando al colore, Mecconi rende omaggio alla grande tradizione delle prime incisioni storiche e ai bozzetti dei maestri del passato, mantenendo al contempo un’altissima fedeltà filologica verso il racconto. La sua è una ricerca meticolosa che si esprime nel rigore dei dettagli: dalla corretta distinzione tra il pescecane e la balena, alla raffigurazione di un autentico grillo campestre, fino al disegno tecnico del martello da intagliatore.

Il risultato è un corpus di 50 disegni, organizzati in 36 tavole, dove la sensibilità dell’autore e un leggero tocco “fumettistico” si fondono armoniosamente. Ne emerge un Pinocchio asciutto e snodato, protagonista di un racconto visivo che restituisce perfettamente il ritmo incalzante e l’atmosfera fantastica della favola popolare.

Il libro è stato realizzato e pubblicato con il Patrocinio Culturale della Fondazione Nazionale Carlo Collodi

Carlo Collodi è lo pseudonimo di Carlo Lorenzini, giornalista e scrittore (Firenze, 1826-1890), figlio di Domenico Lorenzini, cuoco dei conti Ginori, e di Angiolina (Maria Angela) Orzali, figlia maggiore del fattore dei Conti Garzoni. Carlo nacque a Firenze e trascorse poi vari anni d’infanzia a Collodi, presso la famiglia materna. Più tardi, frequentò scuole religiose: a Colle Val d’Elsa dove fu in Seminario dai 12 ai 16 anni, e successivamente a Firenze presso gli Scolopi. La sua carriera come professionista della scrittura inizia a circa 20 anni d’età, quando redigeva i cataloghi commentati di una prestigiosa libreria fiorentina, per poi iniziare a pubblicare (1847) su “L’Italia Musicale”, uno dei periodici specializzati più importanti dell’epoca. Il suo capolavoro conosciuto nel mondo, Le avventure di Pinocchio, è un’opera della sua maturità (1881-1883), quando era ormai famoso come giornalista e scrittore. Da giornalista, fondò e diresse numerosi giornali, tra cui “Il Lampione”, che fu chiuso dalla censura dopo i moti del 1848, e che Lorenzini riaprì nel 1859, dopo il plebiscito per l’annessione della Toscana al Piemonte e la fine del Granducato. Su queste pagine, accanto agli articoli finemente umoristici, si trovano straordinarie vignette di satira politica.  Collodi è un vero intellettuale risorgimentale…(Le note biografiche complete sono leggibili sul sito web della Fondazione Nazionale Carlo Collodi)

Beppe Mecconi è nato e vive nel Golfo dei Poeti.  Pittore, sceneggiatore, regista di teatro e recital musicali, autore e direttore di  film-documentari, scrittore, illustratore di libri per l’infanzia. Sue fiabe illustrate sono pubblicate in Brasile, Francia, Messico, Polonia. Premio Montale 2014 per la Narrativa per l’infanzia.  Nel 2019 il suo progetto sui Minori migranti non accompagnati è stato esposto al Parlamento Europeo di Bruxelles. Ha ricevuto il Diploma UNICEF per l’impegno a favore dei bambini.  Nel 2022 viene nominato Cavaliere della Repubblica per meriti artistici e culturali. Per i marchi “Oltre” ha pubblicato: per Gammarò edizioni: Trabastìa – Cent’anni di gente comune, 2017; Il manoscritto di Laneghè, 2020. Per Töpffer edizioni: Il polpo campanaro, (2018); La notte che mio nonno pescò Babbo Natale, (2018); I proverbi della signorina Celide (2023); Cinquantadue (racconti illustrati), 2025.

Alice Russo e Francesco Russo “Un mondo parallelo”, NeP Edizioni

Copertina del libro illustrato per bambini "Mondo parallelo" NeP Edizioni

“Un mondo parallelo” è un nuovo libro illustrato per bambini, pubblicato da NeP edizioni.
Il volume nasce dalla voce autentica dei giovanissimi autori Alice e Francesco Russo, due gemelli di dieci anni uniti da un legame profondo.
Al centro della narrazione troviamo una coniglietta di dodici anni, di nome Sky, a cui piace tantissimo leggere, al punto da ritrovarsi catapultata all’interno di una storia, imbattendosi in
un luogo sconosciuto e meraviglioso: l’Adventure World.
Attraverso le allegre e incantate illustrazioni di Miriam Palumbo, il racconto prende vita e scorre in modo spontaneo, tra nuovi incontri e appassionanti sfide.

Il “mondo parallelo” vissuto da Sky è uno spazio simbolico della fantasia dove le emozioni prendono forma, le paure si trasformano e i cambiamenti possono essere affrontati con
serenità. Un luogo prezioso, in cui il pensiero è libero e l’immaginazione diventa una risorsa che aiuta a dare senso a ciò che accade senza esserne travolti.
Vengono affrontati temi importanti, come l’amicizia, intesa come riconoscimento reciproco, la
collaborazione come occasione per creare insieme e la separazione come passaggio naturale e significativo, soprattutto nei delicati momenti del percorso di crescita.
Il legame gemellare degli autori riflette una dinamica universale, sospesa tra vicinanza e bisogno di autonomia, tra appartenenza e costruzione della propria identità.
“Un mondo parallelo” nasce dall’incontro tra una famiglia attenta e una realtà educativa capace di accogliere e valorizzare la creatività dei bambini. È proprio grazie a questo equilibrio che i più piccoli possono esprimersi liberamente e sviluppare il loro potenziale.
Il libro dimostra quanto sia importante offrire ai bambini spazi in cui sentirsi ascoltati e valorizzati. Pur parlando di infanzia, si rivolge anche agli adulti: racconta di legami che cambiano, di distacchi necessari e di parti di sé che mutano per rinascere altrove.
E soprattutto, ci ricorda qualcosa di fondamentale: crescere non significa smettere di dare
libero sfogo alla propria immaginazione.
Perché, da qualche parte dentro ognuno di noi, esiste ancora un mondo parallelo.

Alice e Francesco (detto Toto) Russo, gemelli di dieci anni e compagni di immaginazione, abitano naturalmente quel territorio dove il gioco diventa racconto e la fantasia apre varchi inattesi.
Fin da piccoli sono lettori appassionati, curiosi esploratori di storie e di mondi nascosti tra le pagine dei libri.
Toto è uno spirito libero, onesto e battagliero, maestro di precisione e mente brillante. In lui convivono rigore e visione: ama la batteria, che suona con l’intensità di chi sembra voler scuotere il mondo e il basket, che gioca come se stesse tracciando traiettorie invisibili nello spazio.
Alice, invece, è la dolcezza incarnata, una piccola poetessa del quotidiano.
Nel pianoforte intreccia le note con le sfumature del cuore, mentre nella danza aerea disegna nell’aria movimenti leggeri, come se ogni gesto fosse un frammento di poesia. Il suo mondo è fatto di bellezza, sensibilità e immaginazione.
Dopo aver vissuto a Pesaro, si sono trasferiti a Monopoli, in provincia di Bari, città d’origine
della mamma.

Abi Elphinstone “La fenice dei ghiacci”, presentazione

Copertina del romanzo per bambini di
Abi Elphinstone "La fenice dei ghiacci",, Gribaudo Editore (Gruppo Feltrinelli)

“Come apprendisti del veterinario Rusty, Emma e il suo nuovo amico Arno si ritrovano sempre più alle prese con il mondo delle creature magiche. All’inizio delle vacanze scolastiche, un uccello insolito vola nella cucina di Emma. È una fenice dei ghiacci, un esemplare molto raro che solitamente appare per segnalare un pericolo […] (da Gribaudo Editore)

È il secondo volume della saga ideata da Abi Elphinstone, per i giovani lettori, a partire dagli 8 anni.
Il romanzo, tradotto da Manuela Salvi, è illustrato da Kristina Kister.
La storia è ambientata a Yawn, un villaggio immaginario sulla costa orientale della Scozia.
La protagonista,  Emma,  di 10 anni, e il suo amico Arno stanno facendo merenda quando un volatile irrompe dalla finestra nell’abitazione in cerca di aiuto: è la fenice dei ghiacci, un animale molto raro con la particolarità di rinasce dalle proprie ceneri.
Inizia l’avventura per i tre protagonisti impegnati a soccorrere l’animale magico: Emma, insieme all’inseparabile Arno e a Rusty, un  veterinario dalla lunghissima barba bianca, dovranno intraprendere un viaggio a bordo di una vasca da bagno volante, verso le Isole Svalbard, per sventare la minaccia: Jasper, un caccitore senza scupoli infatti vuole catturare queste creature per venderle a collezionisti e ottenere lauti profitti.
Non solo avventura, ma insegnamenti: il valore dell’amicizia, il rispetto per l’ambiente e, come per ogni esperienza fruttuosa, la protagonista imparerà a superare le proprie insicurezze e a saper affrontare i pericoli nati dall’avventura

Abi Elphinstone è cresciuta in Scozia, dove ha trascorso gran parte della sua infanzia correndo libera tra le brughiere, nascondendosi nelle case sugli alberi e costruendo rifugi nei boschi. Oggi è un’autrice best seller e pluricandidata a premi letterari. Quando non scrive, Abi fa volontariato, tiene incontri nelle scuole e viaggia per il mondo alla ricerca di nuove storie. Le sue avventure più recenti includono la convivenza con i cacciatori di aquile kazaki in Mongolia e un viaggio in slitta trainata da cani attraverso l’Artico.

Gessica Franco Carlevero “Topi che mangiano escargot”, OLIGO

Tredici anni di vita quotidiana in una Marsiglia cruda e vibrante.

Copertina di "Topi che mangiano escargot" di Gessica Franco Carlevero", OLIGO Eitore, Collana Ronzinante, corredata dai disegni degli autori

Prefazione di Arianna Giorgia Bonazzi

Con disegni dell’autrice 

Collana: Ronzinante diretta da Marino Magliani

OLIGO

Dal 24 aprile

 “La lingua nuda, naturale, il ritmo a singhiozzo delle virgole, dei punti, sembrano seguire come dossi e buche gli smottamenti di una vita fatta di piccolissimi accidenti che portano a inesorabili deviazioni. Succede che si cambi paragrafo all’interno della stessa giornata, e poi passino anni senza neanche andare a capo. Il tempo funziona così”. (Arianna Giorgia Bonazzi)

Città dell’incanto, Marsiglia. Dove si cucinano salsicce per strada e la squadra di pallone è una confessione, il Pastis una cerimonia e la petanque un canone. lui e lei sbarcano a Marsiglia un giorno di maggio piovoso, con un figlio in arrivo e l’ingenuità di chi non sa cosa cerca.  Città del sortilegio, Marsiglia, con topi che dominano le strade, ragazzi che impennano senza casco e il mercato nero per le vie del centro. lui e lei si installano in una città prepotente e ammaliatrice. E via via diventano qualcos’altro.  Tredici anni dopo, la stessa Marsiglia dei primi tempi, ma con uno sguardo diverso.  Della malinconia, del rimpianto, della frattura, e un au revoir difficile da accettare.

Sinossi: La storia inizia con l’arrivo a Marsiglia di “lui” e “lei” (i protagonisti rimangono senza nome) quando lei è al settimo mese di gravidanza. Il racconto segue la loro quotidianità nella città francese, descritta come “sporca e sfacciata”. Marsiglia non è solo uno sfondo, ma un personaggio vivo che assiste alla loro evoluzione tra mercatini dell’usato (vide grenier), partite dell’Olympique Marsiglia e la presenza costante di topi che popolano le strade. Dopo tredici anni, la relazione entra in crisi. Il libro esplora il logoramento del rapporto di coppia e la fine dell’infanzia del figlio, ormai adolescente, che trasforma il ruolo della madre da “fondamentale a fastidioso”. Il racconto culmina con la decisione di lasciarsi. Lei prepara gli scatoloni per trasferirsi a Lione, mentre lui rimane a Marsiglia. La firma dei documenti per chiudere il conto in banca segna l’addio definitivo.

GESSICA FRANCO CARLEVERO è nata nel 1980 a Canale, in Piemonte, e vive a Marsiglia. Dirige la rivista letteraria “La Bibliothèque italienne”; ha pubblicato il romanzo Metà guaro metà grappa (Fandango 2006), i testi sulla scrittura creativa Meravigliosamente A mente libera (Einaudi Scuola) e diversi racconti apparsi su riviste come “Panta”, “L’Accalappiacani”, “L’immaginazione”, “effe” e “L’inquieto”. Nel 2025 è uscito Il buco (Sellerio).

Della stessa Collana su tuttatoscanalibri

Dario Voltolini “Acqua chiusa”, Oligo Editore

Nella collana Ronzinante, i nuovi titoli di Giorgio Vasta(Sicilia)Pasquale Vitagliano (Puglia)Giorgia Tribuiani (Abruzzo). OLIGO, dall’11 aprile in libreria

Filippo Tuena “Valzer con mia madre da ragazza”

Alessandro Deho – Davide Brullo “Imboscati”

Luigi Cherubini “Cento casali sconosciuti intorno a Roma”, NeP Edizioni

Una guida alla scoperta di tesori nascosti

Copertina della guida alla scoperta di Cento casali sconosciuti intorno a Roma di Luigi Cherubini, NeP Edizioni

“Cento casali sconosciuti intorno a Roma” è una guida firmata da Luigi Cherubini, dedicata alla scoperta di un patrimonio poco noto ma di straordinario fascino: i casali della campagna romana.

Ricco di informazioni, immagini e mappe dettagliate, il volume accompagna il lettore alla scoperta di cento edifici, ciascuno con una propria identità, storie e curiosità che ne raccontano il passato. Queste architetture, spesso caratterizzate da forme irregolari e suggestive, rimandano al Medioevo, epoca in cui la funzione difensiva era fondamentale. Accanto al ruolo agricolo, tuttavia, i casali hanno sempre rappresentato anche luoghi di svago e quiete, come testimoniano altane panoramiche, corti con fontane, giardini e soluzioni architettoniche raffinate.

La guida offre un itinerario variegato: dai casali legati alla cultura, veri e propri scrigni d’arte, a quelli dedicati alla tradizione enogastronomica, dove è possibile gustare prodotti locali in agriturismi, locande e strutture ricettive immerse nel verde. Molti di questi luoghi sono inoltre punto di partenza per percorsi naturalistici, ideali per escursioni a piedi o in bicicletta.

Pensato come un invito alla scoperta, il libro conduce il lettore tra storie dimenticate e paesaggi silenziosi, lontani dal ritmo frenetico della città, offrendo l’occasione di riscoprire il valore del tempo lento e del contatto con la natura.

Il percorso proposto si snoda lungo un raggio di circa trenta chilometri dalla Capitale, a partire dall’Via Appia Antica, attraversando territori come la Valle della Caffarella, i Castelli Romani, la Tuscia, la Sabina e il litorale tirrenico.

Il volume colma una lacuna editoriale offrendo per la prima volta una mappatura accurata di questi “illustri sconosciuti”: per ogni casale sono fornite indicazioni precise, schede storico-artistiche e informazioni sulla destinazione d’uso.

Uno strumento prezioso per chi desidera esplorare un volto inedito del territorio romano, tra architettura, natura e memoria storica.

Allievo di Corrado Barberis, padre della sociologia rurale, Cherubini è da anni impegnato nello studio della campagna romana e della cartografia storica. Con questa pubblicazione porta alla luce un patrimonio spesso trascurato, dimostrando come, oltre al celebre centro storico di Roma, esista un territorio altrettanto ricco di storia, arte e bellezza.

Alessandro Deho’- Davide Brullo “Imboscati”, OLIGO

Collana RONZINANTE: Tra narrazione e disegno, un modo nuovo per raccontare luoghi e territori nel cuore di grandi autori contemporanei

Copertina di Imboscati scritto e illustrato da Alessandro Deho’- Davide Brullo, OLIGO Editore

Con illustrazioni degli autori

Prefazione di Aurelio Picca

Collana Ronzinante diretta da Marino Magliano

OLIGO

Dal 3 aprile

Due uomini si scrivono da un isolamento che possiamo chiamare sepolcro. I loro paesi – infestati dall’abbandono, costellati da flebili braci dette abbraccio – sorgono ai margini del bosco: Mondaino, al confine tra Romagna e Marche, e Crocetta, in Lunigiana. Luoghi di sconfinamento, di cuori in contrabbando; luoghi della vita avara, in secca. Nelle lettere, i due parlano di famiglie dissotterrate all’urlo, di un Dio a caccia, sigillato nell’ambiguità, della solitudine come via marziale per l’abbandono di sé. 
È vero: Imboscati racconta la rovina dell’uomo, ma non è un’elegia della fuga. Piuttosto, è un libro che riconduce alla vita ferina, addestra l’anima secondo la rotta delle volpi, delle faine, dei falchi. Che tutto resti sospeso – una fede comprovata dal dubbio saprà contenersi?; un padre martellato dalla malattia della figlia riuscirà a non svanire? – è ovvio: Imboscati è un libro-fuoco, un libro-acciarino, che impone la strada del coraggio.

Questo dispaccio, messaggio in bottiglia, carica esplosiva deglutita a mo’ di eroina, è intitolato Imboscati ed è a firma di Davide Brullo e di Alessandro Deho’; un furtivo e svettante epistolario, sigillato da una D, appunto, e da una A. E tra i firmatari, con una sola lettera, non si ha il minimo dubbio che siano entrambi preti e viandanti, in una osmosi che sa del vegetale, del dubbio, della confessione. E impone il dire: «Non si viene tra i boschi per cercare di sopravvivere, questa può essere la motivazione iniziale, si viene per imparare una fedeltà alla morte». (Aurelio Picca)

DAVIDE BRULLO ha pubblicato, tra l’altro, i libri Annali (Mimesis, 2006), Nabokov (Compagnia Editoriale Aliberti, 2021) Lince (Crocetti 2022). Ha tradotto i Salmi (Aragno 2021) e Qoelet (De Piante Editore, 2025). Scrive per “Il Giornale”, “Il Venerdì di Repubblica” e dirige la rivista “Pangea”.

ALESSANDRO DEHO’ nasce nel 1975 a Romano di Lombardia. Infermiere professionale in psichiatria ed ematologia, è prete dal 2006. Vive in Lunigiana, vicino a un eremo, in una casa tra i boschi nella quale prega, accoglie, ascolta e celebra. Vive, e scrive. Collabora con “Avvenire” e “Credere”; tra i suoi libri più recenti ricordiamo Umanissime storie (Paoline 2025), A te (San Paolo 2024) e, insieme a Davide Brullo, Mistiche (Magog 2024) e Nuovo alfabeto del sacro (Aliberti 2023). www.alessandrodeho.com 

Della stessa Collana su tuttatoscanalibri

Dario Voltolini “Acqua chiusa”, Oligo Editore

Nella collana Ronzinante, i nuovi titoli di Giorgio Vasta(Sicilia)Pasquale Vitagliano (Puglia)Giorgia Tribuiani (Abruzzo). OLIGO, dall’11 aprile in libreria

Filippo Tuena “Valzer con mia madre da ragazza”

Anna Marinelli “Poesie al semaforo”, NeP Edizioni

Copertina della raccolta poetica di Anna Marinelli "Poesie al semaforo", NeP Edizioni

I componimenti alla base di questa raccolta esplorano sentimenti, stati d’animo e riflessioni sulle molteplici sfumature dell’esistenza.

L’autrice, donna profondamente radicata nella dimensione familiare, abita la contemporaneità con consapevolezza e sensibilità. Dal suo vissuto quotidiano trae materia espressiva per una scrittura che sa farsi racconto, riflessione e testimonianza.
Pagina dopo pagina, le poesie risultano così attraversate da una profonda partecipazione emotiva e da un linguaggio incisivo, trasformando frammenti di quotidianità in immagini liriche dense di significato.
A dialogare con l’impianto lirico intervengono le opere pittoriche presenti nel volume, opera della stessa autrice: non semplici illustrazioni, ma tracce visive che amplificano l’eco dei versi e ne intensificano la forza espressiva, come tappe di un originale itinerario interiore.
Innovativa nella scelta lessicale e nella costruzione delle immagini, Anna Marinelli sperimenta differenti forme poetiche, passando con naturalezza da toni intimi ad accenti più ironici, alternando registri diversi e includendo componimenti in dialetto barese, senza mai perdere coerenza stilistica.
Con “Poesie al semaforo”, l’esperienza personale prende forma nei versi, offrendo al lettore il racconto di una ricerca continua di quella bellezza profonda che risiede nell’essere umano e svelando, con sincera semplicità, un impulso creativo inesauribile.


Anna Marinelli nasce nel 1960 a Bari. Da autodidatta si avvicina al mondo della pittura, sperimentando diversi generi e tecniche. Contemporaneamente si confronta anche con la poesia e pubblica svariate raccolte poetiche, riscuotendo riscontro positivo da parte del pubblico e ricevendo importanti riconoscimenti.
Prende parte a prestigiose mostre collettive, distinguendosi spesso con il primo posto o menzioni d’onore. È corsista della LUTE “Lia Damato” di Rutigliano (BA).
La famiglia ha un ruolo centrale nella sua vita. È nonna e mamma di due ragazze: le sue vere opere d’arte.

A. Ferrini e S. Pizzuoli “Da Rocchette a Bocca d’Ombrone: luoghi, storia, paesaggi”, presentazione

Corredata da carte, immagini e foto, non vuole essere una “guida”, nel significato stretto del termine, ma un testo da consultare davanti ai luoghi e ai paesaggi per scoprire, se si vuole, la loro storia passata e recente, trascorrendoli e vivendoli in modo ravvicinato percorrendo sentieri e itinerari anche a piedi
visitando siti storici o solo ammirandone la selvaggia bellezza.

Dalla Premessa

Un tratto della costa toscana dai paesaggi suggestivi e ricchi di storia, lontana e recente, copioso e vario nelle offerte enogastronomiche, da visitare in tutte le stagioni non solo in quella estiva per le sue ampie spiagge sabbiose e il suo mare punteggiato all’orizzonte dalle isole dell’Arcipelago.
Dal roccioso promontorio delle Rocchette con il suo mare cristallino, via spiaggia o lungo la strada, per raggiungere la bella pineta, quella creata appositamente a partire dal XVII secolo, e l’insediamento creato a metà degli anno ’50, di Roccamare e, proseguendo, Punta Capezzolo che insieme a quella delle Rocchette abbracciano la bella baia tra i loro due speroni di roccia protesi nel mare.
Ecco quindi il villaggio di Riva del Sole, nato da un progetto che risale al secondo dopoguerra, promosso da cooperative svedesi che videro in questo tratto di costa incontaminata il luogo ideale per sviluppare un centro di vacanza destinato ai propri connazionali, superato il quale, percorrendo la statale, su un cucuzzolo l’agglomerato urbano di Castiglione della Pescaia con le sue architetture medievali che ne rispecchiano la storia del passato mentre in basso quel che rimane della sua antica laguna acquitrinosa: un borgo suggestivo e pieno di testimonianze in alto sulla sua piana ubertosa e il mare anticamente occupato in parte dal lago Prile, di romana memoria.
E ancora testimonianze di una storia lontana: ecco il forte delle Marze che, percorrendo a piedi lungo la spiaggia e la Pineta del Tombolo, si erge ancora in prossimità del litorale del quale nel lontano XVIII secolo difendeva le coste.
Una passeggiata rivitalizzante quella che a piedi, da le Marze ci conduce a Marina di Grosseto, lungo un arenile ampio con le sue dune ricche di vegetazione che in primavera diventa lussureggiante e colorata con i bianchi gigli di mare, gli elicrisi e corbezzoli e mirti.
E poi Fiumara, il canale Leopoldo, un canale emissario realizzato come parte delle bonifiche granducali lorenesi a partire dal 1828, con lo scopo di drenare le acque provenienti dai recinti di colmata verso il mare e di alcuni fossi della piana.
Da lì a pochi chilometri il fiume Ombrone, quello detto senese, si getta nel mare in prossimità di Principina a Mare e nel pieno del Parco dell’Uccellina che conserva flora, fauna e l’ambiente palustre del “padule”.
Un veloce excursus qui in premessa che potrete invece assaporare lentamente, pagina dopo pagina, ciascuna dedicata e approfondita con attualità e notizie che aiutano il visitatore ad impossessarsi dei tratti più caratteristici di un ambiente naturale e umanizzato, aspetti che si sono ben compenetrati rispettando ciascuno i propri ambiti o senza dare eccessivo disturbo l’uno all’altro.

Su tuttatoscana una pagina tratta dal percorso: La pinera di Roccamare

Thomas Berra “Com’era luminosa la luna e blu tutta la valle”, OLIGO

Copertina del volume di Thomas Berra "Com’era luminosa la luna e blu tutta la valle", OLIGO

OLIGO

Dal 6 febbraio

Questo libro è un viaggio, anzi due. Unisce due mondi che si incrociano, si sfiorano, si bilanciano. Da una parte un testo scritto, un po’ racconto un po’ flusso di coscienza; di sicuro una prosa poetica che introduce il lettore nel mondo onirico di Thomas Berra, artista per la prima volta alle prese con una narrazione scritta. Dall’altra ancora un testo, questa volta non scritto, ma grafico, che entra nel cuore della dimensione creativa propria di Berra, che qui ordina disegni e dipinti dal 2008 al 2025.
In questo secondo viaggio incontriamo erbari immaginari e piante vagabonde, che presto scopriamo animate da personaggi usciti da un murales di Basquiat o da una più nostrana tela di Transavanguardia.
Poi la presenza umana si fa preponderante, il segno più asciutto, con rimandi alla lezione di Gino De Dominicis e alla sintesi di Mimmo Paladino, fino ad arrivare a tavole tra il graffitismo e la poesia concreta.

Pubblicato in occasione della mostra Thomas Berra. Com’era luminosa la luna e blu tutta la valle Mantova, Casa del Mantegna-Antica Edicola dei Giornali di piazza Canossa 24 gennaio-21 febbraio 2026

THOMAS BERRA (1986) vive e lavora nel Cosmo. Il suo universo onirico, abitato da mondi vegetali in continua espansione e da figure umane alla ricerca di una propria identità, si presenta in questo libro – il suo primo esperimento narrativo – accanto a un testo sognante. Ha esposto in gallerie e sedi istituzionali in Italia e all’Estero, tra cui ricordiamo: Mana Contemporary, Chicago (2015); Magazzini del Sale, Siena (2019); Kuja Gallery, Helsinki (2020); Triennale di Milano (2023); Ca’ Pesaro, Venezia (2023); Cremona Contemporanea | Art Week (2024); Fondazione Pastificio Cerere, Roma (2024).