Valeria Ancione “L’amore brucia”, Vallecchi

Valeria Ancione racconta l’eterno equilibrismo tra caduta e salvezza. Un romanzo feroce sull’illusione del “per sempre” e sul coraggio di scegliere

Copertina del romanzo di Valeria Ancione "L'amore brucia", Vallecchi

Vallecchi

In libreria dal 29 maggio 2026

Non è una storia d’amore: è un incendio che non riesce a spegnersi.
Milo ha due vite, una che resta e una che brucia.
Flora è il suo eccesso, la crepa da cui entra luce e da cui esce tutto.
Dieci anni a sfidare il vuoto senza cadere, a rimandare la scelta che chiede un nome, una forma, un futuro. Ma il tempo non è neutrale: prende posizione, pretende. E quando l’amore diventa domanda “dove stiamo andando?” ogni risposta è una ferita.
Tra corpi che si cercano e promesse che si sottraggono, tra la sicurezza che consola e il desiderio che divora, Milo e Flora camminano sul bordo di un addio lungo una vita. Il loro è un amore fondato sull’addio 
Un romanzo feroce, carnale e intimo sull’illusione del “per sempre” e sul coraggio o la paura di scegliere. Perché certi amori bruciano ma non si consumano. Resta solo da capire se fa più male lasciarsi bruciare o allontanarsi da quel fuoco.

L’Autrice sceglie di far parlare Milo direttamente, permettendo al lettore di entrare nei suoi pensieri più intimi, nelle sue paure e nelle sue contraddizioni. È un uomo che si mette a nudo, mostrando non solo la sua forza (o il suo egoismo) nello sdoppiamento della sua esistenza, ma soprattutto estreme vulnerabilità e fragilità emotive. 
La Ancione riesce a creare un protagonista maschile credibile proprio perché gli attribuisce una complessità emotiva che spesso viene negata agli uomini nella narrativa tradizionale. 

Dichiara Valeria Ancione: “Dopo quattro romanzi al femminile ho scelto una voce maschile, e volutamente in prima persona, per esaltare forse il lato femminile che spesso si trova in un uomo. Il romanzo è una storia d’amore, ma anche di tradimenti, di vita doppia. Milo ha una moglie, due figli e una fidanzata. Questa è la sua non convenzionale decisione, che a Flora non sta bene perché vuole la propria famiglia tradizionale. Se avessi messo una donna che sceglie i figli, sceglie di non andarsene per loro sarebbe stato tutto regolare, corretto, mentre un uomo è uno stronzo egoista. Volevo ribaltare questo luogo comune, questo pregiudizio. E forse sperimentare emozioni diverse nei panni di un uomo”

Incipit: 

Scendo dallo sgabello, calpesto il parquet, cerco un rumore che rompa questo silenzio opaco. Faccio un giro su me stesso e sposto l’aria. Fuori piove, dentro pure. C’è la musica ma non la sento. Siamo scacchi fermi che aspettano la mossa: mia, sua, non importa di chi purché arrivi e sblocchi questo gioco infernale e liberi l’amore, incagliato com’è nell’amore stesso. Mi allontano dalla tavola scompigliata, dal suo naso che tira muco di lacrime, dai suoi occhi che sbirciano e si nascondono. Vorrei che la smettesse di piangere, provo una tenerezza dimenticata, quella che da dieci anni mi inchioda a lei, alla bambina di cui mi sono innamorato. «Se piangi ancora annega tutto in questo torrente di lacrime», le direi. «Mi abbracci», mi direbbe. E ricominceremmo. Dopo l’ennesimo equilibrismo sul vuoto che da sempre ci fa tentennare e tremare tra caduta e salvezza. Ci siamo creduti salvezza; e, potenti, quel vuoto abbiamo sfidato senza caderci dentro.

 Valeria Ancione (Palermo, 1966) cresciuta a Messina, con radici anche a Ragusa, si sente visceralmente e irrimediabilmente siciliana, nonostante viva a Roma dal 1989, dove è arrivata per completare gli studi di giornalismo e dove è rimasta per lavoro e poi per famiglia. Giornalista del Corriere dello Sport dal 1991, ha operato in tutti i settori del giornale, ma ha scritto prevalentemente di donne. Il calcio femminile è diventato dal 2013 la sua battaglia contro la discriminazione di genere. I ritratti di donne del calcio sono un appuntamento fisso sul mensile Il Guerin Sportivo. Parla di libri, soprattutto sportivi, sul sito del suo giornale. Ha esordito nella narrativa nel 2015 con La dittatura dell’inverno (Mondadori, 2015; ripubblicato dal Narratore 2024). Tra gli altri libri si ricordano Volevo essere Maradona (Mondadori, 2019), Il resto di Sara (Arkadia, 2022), E adesso dormi (Arkadia, 2023). Tutti i suoi titoli si possono ascoltare in audiolibro (Il Narratore e Piemme). In concomitanza con Vallecchi, il Narratore pubblica l’audiolibro de L’amore brucia. Ha curato un’antologia di racconti Effetti collaterali di bellezza (Il Narratore, 2025) il cui ricavato è per parte sua e degli autori devoluto all’Associazione Arcobaleno della Speranza ODV.

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