Cecil Beaton “Molto dipendeva dal futuro. Diari 1922 – 1974”, presentazione

Copertina della raccolta dei Diari a cura di Laura Grandi del fotografo e costumista Sir Cecil Beaton

Neri Pozza

a cura di Laura Grandi

[…] debuttò da Vogue nel 1927 ad appena 23 anni, diventando il principale collaboratore della rivista con splendidi scatti ma anche disegni e caricature, osservazioni sulla vita dell’alta società e sui costumi contemporanei. (da Virginia Ricci io Donna, Il Corriere)

Fotografo di regine e dive, ha immortalato l’incoronazione di Elisabetta e l’ha ritratta, mentre Greta Garbo, come lui stesso ammette nei suoi scritti, era un’ossessione; solo per citare alcuni personaggi e protagonisti di un’epoca, proprio perché ha conosciuto tutti e li ha fotografati, costruendo con i suoi scritti e i suoi scatti la propria storia e il secolo in cui è vissuto: dagli Anni Venti, attraversando  le guerre e, dal 1939 al 1945, come fotografo ufficiale del ministero dell’Informazione britannico,  fino alla vecchiaia attraverso le varie manifestazioni della sua creatività come disegnatore di costumi e scenografie per il teatro e per il cinema.
Tutto documentato nella raccolta dei suoi diari dal 1922 al 1974, allestiti e tradotti da Laura Grandi per Neri Pozza.
Molto dipendeva dal futuro ne è la selezione dall’edizione originale dei Diari apparsa fra il 1961 e il 1978. Da quegli scritti Laura Grandi ha ricostruito l’autobiografia di Sir Cecil Beaton: le amicizie, i viaggi, gli incontri, le avventure e con esse lo spirito di un periodo travagliato e ricco di personaggi impareggiabili come Picasso da lui fotografato e Gide e Truman Capote etanti tanti altri

Sir Cecil Beaton nasce nel quartiere londinese di Hampstead nel 1904 da una famiglia di classe media. Fin da bambino riceve i primi rudimenti di fotografia dalla sua nanny e si appassiona all’arte. Dopo gli studi di architettura a Cambridge, si dedica professionalmente alla fotografia e a soli 23 anni viene assunto da Vogue: è l’inizio della longeva collaborazione con Condé Nast. Dal 1939 al 1945 è il fotografo ufficiale del ministero dell’Informazione britannico e copre i fronti di guerra. Inizia poi a disegnare costumi e scenografie per il teatro e per il cinema. Vince l’Oscar per il film Gigi (1958, costumi) e per My Fair Lady (1964, costumi e scenografia). Chiamato a Buckingham Palace dalla regina madre, inaugura la sua carriera di fotografo dei reali: i suoi scatti cambieranno per sempre il volto della Corona inglese. Muore nel 1980, a 76 anni, nella sua casa a Broadchalke, nel Wiltshire. Alla sua figura sono stati dedicati documentari e compare come personaggio in film famosi e serie tv, tra cui Su e giù per le scale e The Crown.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.