Katherine Mansfield (1888-1923)

Tutti i racconti

Adelphi Editore

Prefazione di Lucia Drudi Demby

Note introduttive di John Middleton Murry

Sceglie di essere solo quello che è. Di dire solo quello che conosce (che vede) e quello che ama. Ama il bello, il gentile, il buono. Ama il semplice, il chiaro, l’arreso, il tenero, lo scherzoso, il minuto. Li ama così convulsamente da sapere che non esistono. Per questo, attraverso una tecnica di spossessamento di tipo in apparenza impressionista e in realtà simbolista, li priva di spazio, li sparecchia di fiato, li recide nel momento stesso in cui, con incantevole grazia, li porta sulla soglia dell’apparire. Onestà-verità diventa scopo, norma, canone. Canone d’essenzialità.(dalla Prefazione di Lucia Drudi Demby)

Adelphi ripropone tutti i racconti della scrittrice neozelandese nel centenario della morte, nella seriazione stabilita da John Middleton Murry, il marito e  critico letterario.

È il racconto, che compare nella penultima sezione, a dare il titolo alla stessa e a tutta la raccolta, Something Childish But Very Natural (Qualcosa di infantile ma di molto naturale).

Katherine Mansfield (1888-1923) aveva studiato tre anni in Inghilterra, dove tornò due anni dopo, tra obiettivi, scelte e amori mutevoli, affermandosi con i suoi racconti, che dal 1906 firma con lo pseudonimo adottato dal nome della nonna materna, le cui protagoniste erano prevalentemente donne ma soprattutto, fossero brevi, breviossimi o lunghi,  trattavano momenti della vita nella quotidianità, la gioia, gli affetti, l’amore, il dolore “non mi vengono in mente racconti che durino più di qualche ora o, al massimo, di una giornata; e neppure racconti che si svolgano in più di tre ambienti; ma in genere è un solo ambiente, una casa, una casa, una casa”.

Katherine Mansfield è lo pseudonimo della scrittrice neozelandese Kathleen Beauchamp (Wellington, Nuova Zelanda, 1888 – Fointainebleau, Francia, 1923). Nel 1903 fu mandata a studiare in Inghilterra, dove rimase tre anni; rientrata in famiglia, ottenne, dopo due anni, di tornare a vivere a Londra. Sposò (1909) G. Bowden da cui si separò poco dopo. Esordì con In a german pension (1911), profili e impressioni che richiamarono l’attenzione del pubblico. Conobbe allora il critico J. M. Murry che sposò nel 1918. Affermata come scrittrice, ma minata da una malattia polmonare inguaribile,  si ritirò nel 1922 nella comunità di Guerdjeff presso Fontainebleau, dove morì. Le raccolte di racconti Bliss (1920) e The garden party (1922) sono le uniche pubblicate durante la sua vita. Seguirono: The dove’s nest (1923); Something childish and other stories (1924); Luck and other stories (1927). Apparvero poi il suo Journal (1927; ed. definitiva, 1954) e le Letters (1928), seguiti da The scrapbook of K. M. (1939) e da Letters to John Middleton Murry (1951).(le note biografiche sono tratte dalla Enciclopedia Treccani)

Omaggio a Katherine Mansfield

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