Tennessee Williams “La gatta sul tetto che scotta”

curato e tradotto da Paolo Bertinetti

Quasi vent’anni dopo, Williams ritornò sul testo della Gatta, scrivendo la versione definitiva del terzo atto, che è un incrocio tra le due precedenti.[…]è evidente che Willians non ebbe dubbi sul fatto che quest’ultima versione, che andò in scena per la prima volta nel 1974 […] è l’unica che pienamente risponde, a conclusione di ripensamenti e revisioni, alle scelte di scrittura drammatica e al significato ultimo che Williams volle dare al suo dramma. La versione davvero definitiva, che è quella che presentiamo qui (dall’introduzione di Paolo Bertinetti)

Come si evince dall’Introduzione del curatore e traduttore, il dramma teatrale rappresentato per la prima volta il 24 marzo 1955 per la regia di Elia Kazan, ebbe due versioni del terzo atto che si discostavano molto da quella del 1974: il testo del 1955 era il risultato di revisioni richieste dal regista Elia Kazan che ottenne un grande successo di pubblico e pertanto venne pubblicato.

L’autore volle allora presentare anche le due versioni del terzo atto: la  Broadway Version, quella andata in scena; l’altra, Cat Number One, la versione originale prima degli interventi promossi dal regista. Sempre sull’onda del successo, nel 1958 fu prodotta la trasposizione cinematografica con un magnifico Paul Newman nella parte del protagonista Brick e un’incantevole Liz Taylor nel ruolo di Maggie, “la gatta”, trasposizione che all’autore non piacque, basata sulla Broadway Version, dove però il tema scomodo e coraggioso che il dramma proponeva fu accantonato. Tra i temi portanti, allora rifiutato e ancora oggi irrisolto, l’omosessualità e l’omofobia, e come quest’ultima possa condurre un individuo, vittima di pregiudizi, a scelte estreme. Interessante da parte dell’autore la scelta di non far comparire direttamente in scena l’omosessuale, ma rendendolo “presente” attraverso il racconto che alcuni personaggi fanno di lui.

Un’opera ancora attuale, tutta da rileggere, in questa revisione conclusiva voluta dall’autore.

“La versione del 1974 è stata considerata dall’autore quella a tutti gli effetti definitiva, l’unica che rispondeva pienamente alle sue scelte di scrittura drammatica. Possiamo così leggere per intero lo scontro verbale tra Brick e il padre che ha il suo climax proprio sul tema dell’omosessualità (ma il padre, splendido personaggio, è assai più tollerante di quanto Brick, e il lettore, si aspettino). Possiamo così comprendere come si articola più esattamente il tema della falsità, che è il tema fondamentale del testo, per non dire assoluto: il dilemma tra vivere nell’ipocrisia o autodistruggersi per evitare di farlo”.( dal Catalogo Libri Einaudi)

e anche

Brevi note biografiche

Tennessee Williams (Columbus 1911 – New York 1983) è stato uno dei piú grandi drammaturghi del XX secolo, sia per via del riconoscimento critico sia per l’enorme successo di pubblico. Einaudi ha in catalogo: Oltre a Un tram che si chiama DesiderioI «blues»Lo zoo di vetroLa rosa tatuata e La gatta sul tetto che scotta (da Einaudi Autori)

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