Djaïli Amadou Amal “Le impazienti” presentazione

Il romanzo di una donna per le donne e non solo del suo Paese: l’autrice è la camerunense Djaïli Amadou Amal che con “Le impazienti” ha vinto il premio Goncourt des Lycéens nel 2020 in Francia che ora è stato pubblicato anche in Italia da Solferino.

Consapevole del destino che opprime le donne del suo paese, essa stessa è stata vittima di una tradizione che le schiaccia prepotentemente, in nome della sopportazione e della pazienza: anch’essa sposa a diciassette anni si libera del primo e del secondo marito fuggendo dal paese natale nella capitale del Camerun, lavorando, scrivendo e fondando un’associazione (Femmes du Sahel) e da lì in America per dare voce alle donne sotto la spinta iniziale, come lei stessa racconta in una recente intervista, di evitare alle proprie figlie il medesimo futuro, invitando quindi le giovani a chiedere di studiare sottraendosi all’educazione delle madri che sono esse stesse le proseguitrici pazienti di quanto loro imposto e vissuto.

Proprio perché, come fa presente nella recente intervista, “nella cultura peul, nella quale ho ambientato il mio romanzo, una delle virtù fondamentali è la pazienza, munyal, intesa come accettazione. Bisogna portare pazienza, accettare il destino che è stato deciso per noi, non c’è altra scelta”(Corriere della Sera 12 agosto 2021, intervista di Stefano Montefiori). Intervista in cui afferma con convinzione che “il problema delle violenze sulle donne riguarda tutti, anche gli europei. Per questo penso che il mio romanzo abbia un valore universale, non va letto come la storia esotica che riguarda una lontana cultura africana”.

La storia racconta di tre donne nella regione del Nord del Camerun e dei loro tre matrimoni imposti senza possibilità di sfuggire alla situazione se non accettarla con pazienza in nome di Allah.

“Con questo romanzo polifonico Djaïli Amadou Amal ci riporta a un universo sommerso, tribale, in cui la femminilità non ha diritti e il rapporto fra i sessi è fondato sulla prepotenza. Scortica, disseziona, riduce all’osso i meccanismi di una cultura patriarcale progettata per schiacciare le donne, mostrandoci i danni irreparabili che produce, la sua intrinseca violenza. Una violenza cui le donne stesse si condannano, nel momento in cui rinunciano ai sogni per abbracciare i doveri, insegnando alle proprie figlie a fare lo stesso. Così Amal ci insegna a guardare con sospetto, sempre e ovunque, chi ci chiede di «pazientare » a ogni costo, mettendoci in guardia contro la subdola minaccia che in questo invito si annida”(da Solferino Libri)

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